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Wu Ming 4, Stella del Mattino, New Italian Epic
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martedì, maggio 13, 2008
Wu Ming 4
Stella del mattino
collana New Italian Epic, Harmony
in tutte le pornoteche
fino ad esaurimento scorte a solo 1 €

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mio bel giovinetto
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mio bel giovinetto
di Giuseppe Iannozzi
che risponde al nome di sPARTICOLARI,
come i nostri corpi
Ci circonfuse la luce del primo peccato
Da Sodoma a Gomorra indicati
vermi striscianti; eppur sì vero
che l’apostolo più amato fu Giuda
- povero Cristo, col piè nel Getsemani
crocifisso prima della Crocifissione
dal tumulto dei propri sentimenti
nel petto annidati, pronti a scendere
nei lombi per una fortuna
di nome Maddalena
Poco fuori
la Gerusalemme dei sogni traditi
degl’incanti perduti, coll’orizzonte
già ostaggio di bandiere di protesta
col sole a picchiarci dritto in testa
quel bacio, quell’unico bacio
ci ha traditi agl’occhi di Dio,
ma soprattutto ai nostri cori
che più d’un palpito l’hanno perso
Ecco noi animati d’un coraggio
da far invidia alle schiere celesti
e a quell’altre pronte ad avanzare
proprio come sotto la striscia di Gaza,
per quel singolo bacio tutti abbiamo sfidato
Non fu peccato, solo l’incontro del destino
dell’animale desio! Mio bel giovinetto
t’amo, ancor t’amo d’amore fermo e puro
a leccarsi le labbra, a sentir sulla pelle
le ferite che di lì a poco, quasi soddisfatto;
ma Giuda impiccato prima del Nazareno
dal tumulto dei propri sentimenti
nel petto annidati, pronti a scardinare
& blues in my heart-
come fragile salice dal vento piegato
e… diamoci sotto!
soffrì di più per quell’unico bacio
una donna a piangerlo per eterno amore,
ogni stilla di fertilità
ancor t’inganni pensando che più grande
pianto non ci sia di chi ti gettò nella vita,
e subito abbandonata, lei sola si consuma
d’istinto, come animale umano
Ci circonfuse la luce del primo peccato
la morte vi salverà tutti - do ut des
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la morte vi salverà tutti - do ut des
Mara Venuto. Leggimi nei pensieri. Cicorivolta edizioni, collana i quaderni di Cico
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lunedì, maggio 12, 2008

Mara Venuto
Leggimi nei pensieri
(In 15. Donne, uomini, ragazzi, vecchi,
una bambina: brainstorming in libertà)
collana i quaderni di Cico
ISBN 978-88-95106-16-8
© aprile 2008 - euro 11,00 - pp. 121
in copertina, “City” (china e collage su carta) di Claudia Venuto,
elaborazione di Phab Postini
Per studio e professione è abituata ad ascoltare. Le viene molto difficile, perciò, parlare di sé. Ama i film a episodi. Legge di tutto; in particolare i romanzi non gialli di Simenon e, dopo anni di letteratura sudamericana, la linearità e gli accenni silenziosi degli scrittori giapponesi.
Sta lavorando al suo primo romanzo e alla sceneggiatura di una graphic novel.
1. Sandra, una mamma giovane che desidererebbe non esserlo mai stata.
2. Fra' Giorgio, un frate semplice che vive nella pace.
3. Franco, poeta finito in strada.
4. Djionis, adolescente albanese nella sua nuova patria.
5. Santiago, violinista estatico ribattezzato ad una nuova fede.
6. Tati, un lungo, doloroso silenzio con il suo fratello gemello.
7. Ramòn, "furbetto del quartierino" in fuga nel circo.
8. Arianna, diciottenne già grande, pronta a iniziare lontano una nuova vita.
9. Matilde, una donna ormai anziana che ha avuto il suo riscatto.
10. Piero, studente fuori corso coca-dipendente.
11. Tommaso, adolescente impazzito per l'hip-hop.
12. Raina, badante bulgara senza più illusioni.
13. Carlotta, una bambina con un segreto.
14. Eugenio, un maturo omosessuale, nato senza coraggio.
15. Nina, la fine della vita con un amore nel cuore.
Questa raccolta di "voci" è stata concepita per costituire un racconto corale di storie diverse, còlte, apparentemente a caso, nelle maglie della strada con, a fare da collante, solo l'appartenenza all'umanità più viva e contemporanea. Dice Mara Venuto: "Ho immaginato un respiro di riflessioni dei protagonisti sulle proprie vite e sulla propria storia, alla luce della quale dare una ragione al presente".
Questi racconti/monologhi di Mara Venuto sono semplicemente gente; trasmettono la freschezza della presa diretta, vale a dire del tempo attuale comunque sia. Potranno essere letti fra dieci, venti o trent’anni e avranno sempre il valore umano e il fiato della testimonianza: patrimonio universale e individuale allo stesso modo.
(Paolo West)

(Brano tratto da "LEGGIMI NEI PENSIERI")
Raina
Sono andata avanti a morsi di adattabilità. Strofinandomi le spalle ai muri per non disturbare e appiattendomi per ricevere il dovuto. Imparando il silenzio e le fattezze degli altri affinché avessero uno specchio, all’occorrenza.Che è vero, che sopravvive chi si adatta, lo posso giurare ogni giorno sulla mia vita.
Mai visto un animale mimetico da vicino, ma lo porto qui, sigillato sotto la pelle: sono andata avanti solo così.
Sono arrivata su un autobus bianco con una scritta rossa ripassata che, nella mia lingua, dice “Autolinee dell’Est”. Niente di più comune, ma negli occhi rivolti contro di noi, durante le soste, leggevo domande, ipotesi sul suo significato e soprattutto su che lingua fosse e che Paese venisse a lasciare i suoi scarti di miseria che rende poco e niente.
L’autobus “Autolinee dell’Est” viaggiava molto lento, per via del rimorchio con i bagagli di tutte le persone che arrivavano per fermarsi parecchio; tutti poveri certo, ma la pancia del bus non bastava, da solo, a contenere tanti ricordi e radici e pezzi di vite da trapiantare così lontano.
Le mie cose finirono nel rimorchio e così quelle della donna che avevo accanto, ma non c’era un bambino con me che passasse tutto il tempo del viaggio girato, a controllare che il loro passato non si sganciasse e rimanesse indietro, lasciandoli senza storia e senza più legami... non avevo nessun figlio che mi chiamasse a una responsabilità nell’immediato futuro, che mi obbligasse a scavare la forza e le risorse da dentro, perché fossero di conforto a un piccolo che aveva il diritto di non ingoiare disperazione così presto.
La miseria, di sicuro, quel bambino l’aveva già assaggiata tutta, la sua amarezza forse no, perché quando si è in tanti, costretti nelle medesime angustie, ci si sente meno sfortunati. Ancor più se si è piccoli, e molto di quello che ai grandi manca da non poterne più non può interessare.
L’acqua calda? Ma quale bambino, che non sia costretto, ama fare più di un bagno la settimana? La casa scrostata di due stanze e un letto da dividere in troppi? Da piccoli la solitudine raggela più degli inverni che, comunque, si affrontano meglio riscaldandosi uno contro l’altro. Il forno elettrico, la lavatrice, la TV, i vestiti e le scarpe nuove, la carne o la frutta fresca? Scompaiono se hai un bosco in fondo alla strada, animali da cortile con cui giocare e insetti da osservare, vecchi vagoni di treno abbandonati come terra di conquista, calzoni già lisi che anche strofinandoli per terra non impressionano nessuno con un rammendo in più.
Non è la miseria dell’adulto che quel bambino avrà sofferto, io lo so bene, ma la rabbia dei suoi genitori, la furia e l’angoscia di chi guarda a un altro mondo, a un’altra vita, offerta senza un chiaro perché a chi si direbbe non la merita più, poiché si è ingozzato fino a scoppiare e non vuole nessuno alla sua tavola, neppure a raccogliere poche briciole.
Avrà imparato l’odio diffuso che avvelena la sua casa e il rancore per tutti coloro che usano il di-sprezzo come difesa dalla paura. [...]
Credo solo in me stessa e, grazie al cielo, ci credo molto.
Il cuore sento che si ammorbidisce un po’, e temo vacilli, in un solo momento: apro gli occhi nel silenzio, ogni volta ore prima che sia il momento, e immagino davanti a me il mondo.
Mi appare infinitamente bello, ogni cinismo è morto perché so che è domenica.
Ordinalo direttamente qui:
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Daniela Gambino. Abbi cura di te. Barbera editore
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Abbi cura di te
Daniela Gambino
non è ancora pronta per i pantaloni
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commenti (11)
LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO
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domenica, maggio 11, 2008
AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE. TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA' ECONOMICA DI INVIARLE.
FRA QUESTE VI E' LINEA GIALLA

WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM
Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:
LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153
A buon intenditore poche parole.

Per favore, diffondi questo messaggio di solidarietà
sul tuo blog o sito: te ne saremo grati. Grazie.
La New Italian Epic è una cagata pazzesca
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La New Italian Epic è...
Questo blog solidàrizza con cazzeggi letterari
di Lucio Angelini che ha l'unica colpa
d'aver detto senza peli sulla lingua
quello che pure noialtri pensiamo,
e cioè che la New Italian Epic
buttata giù dal collettivo Wu Ming
è sostanzialmente una cagata tremenda
usando un lessico puro e fantozziano.
Non esiste difatti nessuna svolta narrativa,
né una rinnovazione del concetto di narrativa
- o di letteratura che dir si voglia.
Esiste invece una collettiva smania onanistica
nel voler a tutti i costi ottenere
un miracolo sottovuoto
da Nostra Signora di Lourdes.

qui la discussione in corso a Neo Epiche Reazioni
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poesie a mano
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sabato, maggio 10, 2008

poesie a mano
g.i.
Mi è sembra opportuno parlare di poesia introspettica leggendo la tua raccolta, caro Giuseppe. Concetto che tanto fascino esercitò sulla fantasia dei post-romantici e troppo spesso dimenticata da noi tutti. Inizio subito dicendo che credo fermamente non esista un tipo di poesia che si possa definire ingenua, cioè un dettato poetico popolare immediato, privo di ogni riferimento culturale. L'equivoco potrebbe sorgere dalla mancata definizione del concetto di cultura. Per troppi secoli sotto questo vocabolo si è celata la tradizione scritta classica, scientifica, storica e filosofica, per cui esso divenne sinonimo di tutto quel bagaglio di pensiero consegnato alla posterità dai libri.
Questa visione è parziale: ogni famiglia, ogni clan, ogni popolo possiede una sua cultura: il linguaggio stesso ne rappresenta una forma embrionale così come i modelli di comportamento, il pensiero religioso, le fiabe, i racconti, gli indovinelli, le stornellate, i canti, le filastrocche, gli usi, i costumi e le cerimonie che riguardano i diversi momenti dell'esistenza. Si tratta solo di livelli diversi. Per questo motivo è improprio parlare di popolo immediatamente poeta, di Naturpoesie ossia di poesia di Natura contrapposta a poesia di cultura, Kulturpoesie. Sarebbe meglio parlare di tradizione culturale diverse, di diversi tipi di figure, di diverse forme metriche. Nel passato sono state considerate originali alcune opere soltanto perché si sono sviluppate in settori culturali sconosciuti, come i poemi omerici, le Chansons de geste medioevali, i Lieder o canti popolari, la poesia dialettale ecc. Al contrario la metrica o le figure retoriche sono state ritenute sinonimo di cultura.
Non concordo con tale ipotesi, perché la metrica preesiste e crea la cultura ufficiale e non viceversa.
Mi ricordo di alcuni versi che la nonna di un mio amico mi ripeteva quando ero ragazzo: Non si era mai occupata di problemi di metrica né di figure retoriche, come quella dell'equivoco, ma era consapevole dei risultati che si proponeva.
Si deve, dunque, concludere che anche gli antichi cantori, bardi, trovatori e giullari possedevano un determinato grado di cultura, come lo possiedono anche le persone che non sanno né leggere né scrivere e che non sono venute a contatto con le lettere ufficiali. E questo concetto va riferito anche ai cosiddetti popoli primitivi. Il carattere di spontaneità che vi possiamo trovare è determinato dal fatto che essi si esprimono in modi diversi da quelli per noi consueti.
Lo stesso concetto deve essere applicato allo sviluppo culturale di una persona: verso i sei o sette anni già si raggiunge un livello tale di conoscenze che, quando si vuole esprimere un pensiero, inevitabilmente si ricorre alla cultura appresa. Soltanto il particolare rapporto determinato dalla psicologia infantile causerà accostamenti che possono sembrare nuovi.
Come ogni realtà dell'uomo, anche la cultura poetica è contemporaneamente mezzo e strumento e a questa condizione non si può sfuggire. Il grande spirito saprà servirsene per esprimere il proprio mondo, il vero poeta, il cantore, il bardo che in te alberga, supplisce alla superficialità che ci circonda ricercando l'eccentricità e non la banalità, che diviene fonte d'ispirazione da raggiungere e regalare in una condivisione di immagini al tuo cuore prima, ai lettori affezionati e a quelli che, passando velocemente, si fermano ammirati da tanta proprietà e sincerità evocativa di sentimenti palesi o sottaciuti, ma troppo spesso dimenticati.
Ninni Raimondi (aka Lord Ninni)
Ti porto al mercato
sul mio bel motorino
Fatti bella
Legati bene dietro
Vedi di non cadere
Non ho l’assicurazione
Legati alla mia vita
Con le mani
però non mi fare
il solletico,
altrimenti cadiamo
l’uno sull’altro
e domani avremo
come minimo un’altra
bocca da sfamare
Io ho solo il motorino
di mio padre
Siamo poveri,
poveri in canna mia cara
Ma così tanto felici
mentre attraverso i tuoi giardini
di rose di crisantemi, di gioie
sospese fra torpori e dolori.
perso nelle profonde note del lago.
in petto forte batte, d’aguglia
sulla tenera preda tiene il desio.
Osa sì tanto l’amore quando meno
viene ‘l coraggio della povera mente;
sulle gote diffuso, proprio come ieri.
al di là del tempo dello spazio, Viola.
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commenti (18)
Giulio Mozzi nell'esercizio delle sue funzioni e il Ricettario di Cucina Creativa
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venerdì, maggio 09, 2008
Giulio Mozzi nell'esercizio delle sue funzioni
a dir poco napoleoniche


E il "Ricettario di cucina creativa"
dove spiega per filo e per segno
come ottenere da una tenera cagnetta
un prelibato manicaretto.
credits: Napoleone Bonaparte per aver abdicato
in favore di Giulio Mozzi (ma questa informazione segretissima
non la troverete scritta in nessun libro ufficiale di storia!);
Furby, la cagnetta di Cinzia, che ha prestato la propria immagine
nonché la carne per questo controverso ricettario;
tutti i ragazzi dell'Osservatorio Italiano Salute Mentale
che stanno facendo di tutto per curare il povero Giuseppe Iannozzi
















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