Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des




© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

In Evidenza


Mara Venuto - Leggimi nei pensieri   Francesco Guccini - Icaro   Jurij Druznikov   Jerusalem - Frediani Andrea   Dettori Lina - Baffi di cacao




Animal farm - George Orwell

L'Italia è una fattoria orwelliana

Support independent publishing: buy this book on Lulu.


mara carfagna ministro per le pari opportunità

written by King Lear    - sabato, ottobre 11, 2008



mara carfagna


ministro per le pari opportunità






http://it.wikipedia.org/wiki/Mara_Carfagna




Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:14 | segnalazioni, politica, donne, foto, eros, politici, sexy, erotico, nudo, women, girls, nudità, società e politica, showgirls | clicca per commentare



Iannozzi Giuseppe orsetto style

written by King Lear    -



Iannozzi Giuseppe orsetto style

Iannozzi Giuseppe orsetto style


   clicca sull'immagine per vederla ad alta risoluzione







Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:48 | segnalazioni, narcisismi, iannozzi giuseppe | clicca per commentare commenti (1)



Martina Colombari nuda per l'ennesima volta

written by King Lear    - venerdì, ottobre 10, 2008



Martina Colombari nuda per l'ennesima volta



Miss Italia 1991, fidanzata di Alberto Tomba, fidanzata di Alessandro Costacurta (ex difensore del Milan),
madre di Achille, attrice e presentatrice, Martina Colombari, dopo aver recitato in film discutibili
al limite del trash, dopo aver partecipato a tanta fiction televisiva, torna a spogliarsi.
Sembra sia la cosa che le riesce meglio. Il fisico ce l'ha ancora, ma da solo non basta davvero:
sfondare nel mondo del cinema è difficile, ci vuole talento, non basta un fisico bestiale.


Martina Colombari






Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:29 | segnalazioni, italia, donne, cinema, foto, eros, sesso, sexy, sex , erotico, women, girls, attrici, miss, edicola, novità in libreria, in edicola, showgirls, via del campo, last news | clicca per commentare



Stupendo stupendissimo, Orsetto Bastardissimo!

written by King Lear    -





Stupendo stupendissimo,

Orsetto bastardissimo!
 


di King Lear (*) e Vany (**)



 
Iersera l’amore mentale
con te ho fatto
L’ho fatto e non me ne pento
anche se sì, per Dio,
un po’ temo d’aver peccato
nel nome della Passione Carnale
e del Peccato tutto, per forza di cose
mica di Dio
a ogni alba sempre più impotente
E’ che quando ti prende
ti prende; e che diavolo vuoi farci
se non venire e venire e venire…
 
Dopo essermi calata svestita
dentro alle tue storie di sesso e trasgressione
la testa se n’è andata per conto suo,
s’è recisamente rifiutata
di tornare a trovare
il vecchio prete chiuso ammanettato
nel suo muffito confessionale
Tanto oramai con tutti gl’anni
che c’ha addosso e tutte le storie
che ha ascoltato senza mai toccare
il miracolo che è una donna,
sicuro come la Morte che lo spirito gl’è morto
in quel suo vecchio corpo
d’inutili sacrifici e astinenza
Solo alla domenica un goccetto di vino
e una pisciatina controvento e poi preghiere
a profusione
Che cazzo di vita può esser stata mai la sua!
 
Stupendo stupendissimo
è stato invece il sesso immaginato
quando finalmente la luce
ho smorzato
Subito ho sentito il tuo ardore
svestito dalla mia cortesia
che s’agitava in sussulti e fremiti
lungo i seni piccini e più in basso,
solcando geograficamente
le frontiere fra il sogno e il desio
Così io incendiata mi son sentita rapita
da tentacoli in scene apocalittiche
smaniose e lussuriose,
finché le stelle m’han vista sospirare
e alla Luna piccoli orgasmi balbettare
Infine il sonno è venuto
sprofondandomi
in un bagno di madida lietezza
Così è stato
stupendo stupendisssimo,
Orsetto bastardissimo!
 




( * ) King Lear, ovvero Giuseppe Iannozzi, è l’Orsetto bastardissimo.
 
( ** ) Vany è invece la bimba tanto romantica e tanto pestifera; ma come si fa a non amarla?






Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:20 | segnalazioni, poesia, amore, eros, amicizia, erotico, duets, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (18)



La Carfagna a Matrix miagola nella parte della vittima

written by King Lear    - giovedì, ottobre 09, 2008





La Carfagna a Matrix miagola

nella parte della vittima


Mentana accomodante è meno d'una comparsa



di Giuseppe Iannozzi



«Anche la televisione italiana è maschilista. Ho lavorato in programmi in cui non mi hanno fatto parlare per un anno». A parlare è il Ministro Carfagna: «Sono sopravvissuta perché ho le spalle larghe e sono più forte di quanto non immaginassero. C’è un tempo per tacere e uno per parlare». Ed ancora: «Quando è esplosa una polemica fatta di illazioni e insinuazioni, talune volgari, se avessi risposto quel che volevo avrei dovuto aprire una rissa. E la rissa genera violenza. [...] Sono stata vittima di questo, perché sono una donna, una giovane. Ho provato ad immaginare le ragioni di questo equivoco: il maschilismo imperante di questo Paese. E la presunzione di ignoranza per cui di un uomo che fa politica si pensa comunque che sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno». E riferendosi a Berlusconi: «Ama fare battute galanti e spesso atteggiamenti che sembrano sopra le righe sono frutto della sua ingenuità».

«L'ho citata in giudizio e sono in difficoltà perché la signora Guzzanti mi fa compassione. Poveraccia, non credo sia una persona solida, mi sembra fragile mentalmente. Sono cattolica e conosco il valore del perdono. Sarei disposta a ritirare la citazione in giudizio se la signora Guzzanti scrivesse due righe di scuse. Ma credo che non lo farà mai». Così Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, interrogata da un accomodante Enrico Mentana durante la puntata di Matrix andata in onda mercoledì sera. Non cessano le polemiche intorno allo spettacolo di Piazza Navona nel corso della manifestazione No Cav Day. Vittimista a ogni costo, il Ministro dice d'essere stata presa di mira perché, a sua detta, lei Mara Carfagna era «l'anello debole nella catena. Lei ha costruito un pezzo della sua carriera sull'insulto. Non cerco vendette, è sufficiente che si attesti che si è detta una grande falsità. C’è stata una campagna mediatica denigratoria e diffamatoria, contro di me, basata sul pettegolezzo. E alimentata anche da contrapposizioni e invidie che a volte le donne provano. C’era la regia di chi ha sperato si potesse liberare un posto da ministro, magari costringendomi alle dimissioni. Magari pensando che facessi da agnellino sacrificale. Ma non ho mai pensato a dimettermi». Ha così anche ribadito di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

Un apprezzamento del Premier nei confronti della Carfagna, durante i Telegatti, portò alla pubblicazione di una lettera di Veronica Berlusconi sulle colonne de La Repubblica, la quale pretese pubbliche scuse da parte del marito. «Non credo che quella lettera sia dovuta alla battuta galante, ma credo che dietro ci siano motivi più complessi e personali. Berlusconi a cena raccontava con orgoglio delle nuove leve portate in Parlamento. Riferendosi a me disse che ero una brava donna tanto da sposare. Solo la malizia giornalistica ha provocato le polemiche. Berlusconi è il leader del mio partito e capo del governo a cui appartengo, ha avuto il coraggio di investire su di me e di questo ne sarò riconoscente».

Mara Carfagna lascia a intendere d'essere vittima d'una campagna di gossip: «Non faccio pagelle vendicative. Mi aspettavo di più, soprattutto dalle donne, è un peccato per loro. Le intercettazioni di cui parlava questa donna non sono uscite mai. Non mi sono mai soffermata su questo. Quella donna ha parecchi anni più di me». Un Mentana sempre più accomodante, oramai svuotato del ruolo di showman, dice degli occhi del Primo Ministro con maliziosa galanteria del tutto fuori luogo, e la Carfagna: «Ho questi occhi! E una miopia elevatissima con cui combatto da quando ho sei anni. Motivo per cui andavo a scuola con occhialetti tondi e rossi... ».

Il miagolio vittimista del Ministro per le Pari Opportunità è andato in onda.
Ma che barba, che noia. Che barba. che noia...
Che barba, che noia. Che barba. che noia...
Che barba, che noia. Che barba. che noia...


La Carfagna chiede un milione
di euro alla Guzzanti



«La Carfagna chiede un milione di euro. Bella donna ma che tariffe!». Sul suo blog Sabina Guzzanti annuncia che le è stata recapitata la citazione presentata a suo carico dal Ministro. Sul suo sito la Guzzanti spiega che il Ministro «ha optato per una causa solo civile» (e dunque non per diffamazione) e che chiede «un milione di euro» di danni.

La Guzzanti specifica che, dopo le dichiarazioni rilasciate dal Ministro a Enrico Mentana, anche lei può far causa al Ministro: «Posso farle causa anch'io». «Non mi sembra una persona solida. Mi sembra fragile anche mentalmente», ha detto la Carfagna in tv riferendosi alla Guzzanti, un insulto pubblico ben pesante e che è indubbiamente una diffamazione e un attentato alla persona, ovvero a Sabina Guzzanti. La Carfagna ieri sera a Matrix ha pronunciato parole che mai e poi mai un Ministro, e un qualsiasi altro personaggio politico, dovrebbe anche solo lontanamente pensare: «La signora Guzzanti mi fa compassione. Sarei disposta a ritirare la citazione se avesse la sensibilità di scrivere due righe di scuse ma non credo che lo farà. Lei ha costruito un pezzo della sua carriera sull'insulto».
La Guzzanti scrive che i contenuti della citazione «sono tutto materiale per sketch satirici: si sostiene nell'atto che io abbia partecipato a una manifestazione dichiaratamente antigovernativa, come se questo fosse un'aggravante o una cosa anormale. Si sostiene che avrei dovuto parlare anche delle sue capacità, non ha nemmeno capito che non era lei l'oggetto del discorso». Per la Guzzanti «l'atto di citazione cerca di introdurre un precedente pericoloso. Cioè che la satira debba stare entro certi limiti che l'atto di citazione stabilirebbe diventando più che una citazione una proposta di legge». Il Ministro «chiede niente popò che un milione di euro. Bella donna ma che tariffe!», commenta la Guzzanti con felice ironia. «Naturalmente - aggiunge - dopo le dichiarazioni di ieri posso farle causa anch'io, con la differenza che mentre i miei giudizi su di lei sono fondatissimi i suoi su di me sono assolutamente gratuiti».

La Guzzanti sul suo blog mette sotto accusa anche Enrico Mentana: «Dava per scontato che le intercettazioni non esistono senza menzionare il fatto che di queste intercettazioni se n'è parlato sia sui giornali italiani che su quelli stranieri e che poi è stato scritto da più parti che sono state distrutte. Come si distrugge una cosa che non esiste? Mentana non se l'è chiesto. Queste persone vanno considerate per quello che sono: intervalli fra blocchi pubblicitari». Infine, una considerazione amara della Guzzanti sul suo lavoro: «Come prevedevo mi hanno negato i fondi per il film L'internazionale della satira, grazie ai diktat di Bondi e al coraggio dei commissari che finanziano quest'anno solo filmacci di bassa propaganda di fascisti o di gente che ha abiurato pubblicamente da tempo. Per chi non lo sa i finanziamenti si danno in base a un punteggio e io avevo tutti i punti per riceverlo».



LA LETTERA

Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica
"Mio marito mi deve pubbliche scuse"


di VERONICA BERLUSCONI

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... se non fossi già sposato la sposerei subito" "con te andrei ovunque".

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.


(31 gennaio 2007)

Sabina Guzzanti sul Ministro Carfagna



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:59 | politica, donne, polemiche, spettacoli, televisione, cronaca, politici, primo piano, verba volant scripta manent, women, prima pagina, berlusconi, società, potere, ladies, programmi tv, ultime notizie, cronaca vera, tv , società e politica, notizieflash, showgirls, editoriale di g iannozzi, dichiarazioni firmate | clicca per commentare commenti (9)



Ilary Blasi nuda a "Le Iene" - BACHECA

written by King Lear    - mercoledì, ottobre 08, 2008



Ilary Blasi nuda a "Le Iene"

Tutta colpa del vestito sexy








Qui potete mettere a nudo gli OT







Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 17:46 | segnalazioni, donne, spettacoli, foto, televisione, cronaca, bacheca, sexy, women, ultime notizie, tv , ot , showgirls | clicca per commentare commenti (19)



Attila il fratello di Dio con il somaro mannaro

written by King Lear    -



AttilA il fratello di Dio


con il somaro mannaro













* [A inizio film] Più di 2000 anni fa, nel sobborgo di Milano che oggi si chiama Segrate, vivevano uomini primitivi di inaudita ferocia e violenza: i barbari! (voce narrante)

* A come atrocità, doppia T come terremoto e traggedia, I come ira di Dio, L come laco di sancue, e A come adesso vengo e ti sfascio le corna! (Attila)

* Dove passo io non cresce più l'ebba, caro. (Attila)

* Ah, adesso salta fuori che pure le tonne c'hanno le itee! (Attila)

* Ti sfido a zampa di ferro! (Godmar il "Putente")

* Giallo... rolla funebre! (Attila)

* Tu l'ìncuine c'hai fracassato e noi l'ìncuine ti fracasseremo! (Attila)

* Chi è lo re? (Attila)

* Cos'è questa nofità che le tonne penzano? (Attila)

* Cifooone, quell' dei nani, che vuoi? (Attila stordito dalle droghe orientali)

* Non me ne freca niente poi ti traficco. (Attila)

* Al contadino non far sappere quant'è bono il cavallo con le pere! (Attila)

* Dov' mi vuò pottare dent' i boshchetto, bell'uomo, mi vuò pottare dent' i boshchetto? (Attila)

* Potremm' mangià, chessò, pollo, potremm' mangià dain', cevv', alce, shtruzzo, 'alceshtruzzo. (Attila)

* Un Renaulto, trafitto da una Lancia! (Renaulto)

  • Attila: Non sento una voce... Una voce mi sfugge...
    Tartufo: Quala?!
    Attila: Laa tuua... [Attila prende per l'orecchio Tartufo e lo alza]
    Attila: Allore chi è lo re?!!!
    Tartufo: Sei tu lo re, sei tu!
  • Attila: Sbabbari, uomini di inaudita viulenza, di inaudita ferocia, figli del Dio Odino io vi dico vostro re che questa volta li romani hanno tirato troppo la corda e quindi io vi dico che chi la fa l'aspetti è chiaro?
    Sbabbari: CHIARO!
    Attila: Sapete voi qual è dei romani la città diciamo più grassuttella, diciamo più preputente la più grossa?
    Sbabbari: Roma!
    Attila: Bravi, 'nduinato, Romani Roma pe' forza ci potevo anche arrivare da solo ma volevo vedere se lo sapevate Roma... e io vi dico sbabbari che noi Roma la raderemo al suolo, noi Roma la metteremo a carne e pesce noi dove passeremo non crescerà più neanche un filo d'ebba è chiaro?
    Sbabbari: Chiaro!
    Attila: E allora sbabbari imo a Romaa!
    Sbabbari: A Roma! A Roma!!
  • Maga Columbia: Sarà chiamato Attila... il flagello di Dio!
    Attila: Att'la, il fratell' di ddio!!!
    Maga Columbia: Flagello, non fratello!
    Attila: Fratell', cuggin'... molt' amico di ddio!
  • Attila: Preco? Le cavall'? M'hanno rubato gli equini miei? E te pecchè non l'hai difesi?
    Barbaro: I romani venivano da tutto loco, erano tanti.
    Attila: Ah si? Qual è la mano che non ha difeso i miei li cavalli?
    Barbaro: Questa!
    Attila: Ridi, ridi, te ridi... passami lo martello, poggia la mano su questo lo pietrone, sei pronto? (Attila da una martellata sulla mano del barbaro)
    Barbaro: Aaah!
  • Attila: Ehi bell'uomo!
    Genovese: Oh e chi siete, cosa volete?
    Attila: Siamo sbabbari, dobbiamo ire a Roma, ci potti sulla terra ferma? (Rivolgendosi agli "sbabbari" a bassa voce e speranzoso) Foss' ci potta, foss' ci potta.
    Genovese: No!
    Attila: (Con lo stesso tono di prima) Foss' non ci potta, foss' non ci potta.
  • Uraia [portata via dal Genovese]: Attila, non ti sei liberato di me, ritornerò!
    Attila: Va bene, t'ashpetto, arrivedecci!






Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:51 | segnalazioni, citazioni, cultura, cinema, film, aforismi, video, umorismo, cult | clicca per commentare commenti (12)



La Gelmini diventa Beata Ignoranza

written by King Lear    - martedì, ottobre 07, 2008


La Gelmini diventa Beata Ignoranza


Dalle scuole dell'infanzia all'università, una fiumana di insegnanti, genitori e studenti della capitale si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio per "bocciare" il decreto Gelmini, che prevede la reintroduzione del maestro unico e tagli al tempo pieno. In strada anche gli alunni più piccoli, arrivati alla chiusura delle lezioni.
I manifestanti protestano con fischi, cori, striscioni, slogan amplificati da decine di megafoni, volantini e vignette ironiche contro il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e contro il governo.
Ma un santino è il pezzo forte della manifestazione, un santino con l'immagine del ministro dell'Istruzione nelle vesti di una santa, per niente buona come è facile sospettare. La Gelmini è «Beata ignoranza» ed ha anche una preghiera tutta sua: «Maria/ Stella d'ignoranza./ Il governo è con te./ Tu sei benedetta da Tremonti./ E benedetto è il trucco dei tuoi tagli./ Senta, Maria/ L'ira della scuola/ che vuol negare ai bambini/ come a chi lavora./ Non le è permesso/ Né ora né mai/ Di decidere così/ La nostra sorte.»






Morte all'alba
di Giuseppe Iannozzi


Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi

Acquista la tua copia
di Morte all'alba




http://www.lulu.com/content/4135701




Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi
a cura di Chiara Perseghin




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:43 | segnalazioni, cultura, politica, polemiche, scuola, cronaca, satira, insegnamento, politici, iniziative, primo piano, informazione, sciopero, ultime notizie, cronaca vera, società e politica, santini da collezionare | clicca per commentare commenti



Anna Lamonaca. Dipinti d'anima. Intervista all'autrice.

written by King Lear    -


Anna Lamonaca - Dipinti d'anima

http://vivendolestelle.splinder.com


Intervista ad

Anna Lamonaca


Dipinti d’anima




a cura di Giuseppe Iannozzi




1. E’ giusto dire che un libro si giudica dalla copertina?
“Dipinti d’anima” reca in copertina una tua illustrazione molto colorata. Iniziamo da qui: al centro dell’immagine un cuore rovesciato a goccia, in pratica una lacrima che scende da un occhio essenzialmente nero. Un disegno naif, e tutt’intorno spicchi colorati. Perché questo disegno per la tua nuova raccolta di poesie?


No, non credo sia giusto dire che un libro si giudica dalla copertina, sarebbe come fermarsi all’apparenza; comunque resta il fatto che anch’essa ha una sua importanza. La copertina di Dipinti d’anima è una mia illustrazione, rappresenta un viso, è un arlecchino, un personaggio in sé per sé comico, che appartiene al carnevale, indossa una maschera che è fatta di mille colori, ma è pur sempre una maschera che non svela la sua vera natura, infatti dal suo occhio scivola una lacrima a forma di cuore rovesciato. Il nostro arlecchino sta piangendo e piange per un qualche dolore che lo ha messo “sottosopra” e gli ha capovolto l’anima. Nel cuore ci sono mulinelli e vortici che rappresentano metaforicamente la tristezza, i problemi che lo avvolgono. Ma nel mezzo di quei vortici irrompe un sole, perché a mio avviso dal dolore nasce sempre qualcosa di positivo. Per cui possiamo essere persone sorridenti e recare dentro di noi un dolore, ma non è detto che da quel dolore non possa nascere qualcosa di bello! Con questo disegno e un po’ con tutto il libro ho voluto sottolineare l’ambivalenza della vita perché secondo me in ogni cosa si nasconde esattamente il suo contrario!



2. “Qual è delle parole il destino?/ Quale il significato?”: sono questi versi di una tua poesia, “Il significato delle parole”. Vorrei dunque che mi rispondessi alle domande che tu stessa formuli in poesia.

E’ difficile rispondere a queste domande, io credo che siano domande destinate a restare senza risposta! Ma posso dirti in tutta sincerità che chiunque scriva ogni tanto si è posto questi interrogativi. Scrivere significa giocare con le parole, dargli il giusto ordine, la giusta misura legarle ad un messaggio. Chi scrive ha una certa responsabilità perché in quel momento sta dicendo qualcosa. Viviamo in un mondo che ci sommerge di parole, da quando ci svegliamo al mattino a partire dalla tv, alla radio, ai giornali, ad internet veniamo tartassati da ogni tipo di notizia. Ogni giorno siamo bombardati di parole e viene giusto interrogarsi su quale sia il loro vero significato! E’ importante dare il giusto peso alle parole, comprenderne il loro vero messaggio, quello nascosto tra le righe, anche quello non detto che è racchiuso in uno sguardo, in un gesto, in una carezza. A mio avviso per imparare a comprendere in significato delle parole bisognerebbe imparare ad ascoltare il silenzio!



3. Scrivere comporta, tra le altre cose, la capacità di analizzare i propri sentimenti in profondità per farne emergere l’essenza. Una lirica ben scritta, che sia di piena consapevolezza, potrebbe racchiudere in sé un romanzo intero, quello d’una vita. Sei d’accordo? Se sì, motiva la tua risposta.

Concordo pienamente, ogni scritto che sia in poesia o in prosa racchiude una sorta di “romanzo”, raccoglie tasselli di una vita che è quella di chi sta scrivendo. Dipinti d’anima è la vita di Anna L. raccolta in un insieme di “quadretti”. Tasselli di un puzzle da ricomporre attraverso lo scorrere dei versi. Ogni poesia racchiude le sue emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo, i profumi e le persone che ha incontrato, le gioie o i dolori che ha vissuto sulla sua pelle, nella sua essenza.
Ogni poesia è però particolare ed universale perché la vita e le emozioni che racconta diventano emozioni di chi legge e si rispecchia nelle parole.
Quindi ogni lirica “è il romanzo intero dei sentimenti comuni”.



4. I tuoi versi parlano soprattutto d’amore, con limpidezza adamantina quasi rasentando l’ingenuità: “Amore mio,/ non nasconderti,/ non celare parole,/ il mondo è bastardo!”. Tu quanto credi d’essere ingenua, e soprattutto credi sia importante nutrire in seno una certa dose d’ingenuità per dar sfogo alle proprie passioni poetiche?

Certo, con questa domanda hai centrato l’obbiettivo.
Essere poeti significa soprattutto essere dei grandi ingenui, dei gran sognatori. I poeti sono così, al mondo “reale” oppongono la loro poesia come una sorta di scudo, per difendersi dalla materialità. Con la poesia cercano di scoprire la bellezza nascosta nelle piccole e grandi cose. E il loro messaggio non è per tutti, è destinato a chi ha ancora quell’ingenuità di guardare con gli “occhi di un bambino” la realtà. In questo io credo di essere molto ingenua!



5. C’è una tua poesia “Quando incontri il male di vivere”, che, a differenza di tante altre, ha una caratteristica: una rabbia nichilista, di chi non crede più che il domani possa essere migliore. Come mai Anna Lamonaca, sempre positiva, ha voluto dar voce a “un sorriso infame”?

Anna, quella del sorriso sincero, quella che vive di sogni e di piccole cose esiste sempre, non è sparita! Dopo 25 anni è difficile che cambi! Lei ha capito che il mondo non è fatto solo di luce, il mondo è anche ombra. Ha capito che il tutto è racchiuso in mille chiaroscuri all’interno dei quali c’è spazio anche per quel “il sorriso infame” descritto in poesia. Ci sono giorni, pieni di sorrisi infami, di ipocrisia, giorni inutili in cui “incontri il male di vivere”: ti svegli e ti senti spettatore della vita incastrato in un personaggio che non sei tu, ed hai il volto nascosto in una maschera sconosciuta. Per questo devi essere pronta a recitare con il copione sbagliato, essere pronta a farti scivolare addosso ogni cosa che accade, mentre dentro ti resta sospeso quel “perché?”, quel maledetto interrogativo destinato a non trovare risposta!



6. Rispetto alla tua precedente silloge, in questi “Dipinti d’anima” ho trovato da parte una maggiore responsabilità non solo stilistica, ma anche di contenuti: c’è della scontentezza che aleggia nei tuoi versi, “Afferro le stelle/ da sola, da me./ Non ho voglia di soffrire/ per un cuore impazzito…” Un proclama d’indipendenza questo tuo scoprire che nella vita quotidiana ci sono sempre più spine che rose?

Non è un proclama di indipendenza, non lo definirei così! Lo definirei una crescita interiore, una sorta di maturazione, un uscire da quella meravigliosa favola racchiusa dentro la mia testa. E’ stato un processo graduale che è maturato in me ogni volta in cui mi sono trovata a cozzare con la vita. Non è stato un trauma, né è stato doloroso! Prima volavo troppo con la fantasia e adesso volo a mezz’aria! Bisogna cadere nelle spine, bisogna farsi male e poi rialzarsi per capire che “dalle spine nasce sempre qualcosa di buono”. Le spine ti feriscono, ma ti lasciano una cicatrice. Quella cicatrice è la consapevolezza, è l’esperienza che ti permette di non commettere più errori! Non puoi avere subito le rose, è troppo facile! Le rose sono belle, le guardi, le ammiri, ma dopo un po’ appassiscono. Per saper affrontare le spine, devi avere una forte conoscenza di te, devi poter dire “io sono la migliore amica di me stessa! Devi credere che ce la puoi fare con la tua forza interiore!” Puoi anche avere le rose, ma devi saperle coltivare affinché non appassiscano.



7. Rispetto a “Spazi di confine” questa silloge che cosa offre in più al lettore? Quali nuove esperienze ti hanno segnato a livello artistico?

E’ difficile rispondere a questa domanda, Dipinti d’anima raccoglie un po’ di quello che ho vissuto in questo ultimo anno. E’ un libro che mostra una persona nettamente diversa da quella che ha scritto Spazi di confine, c’è il sogno e c’è anche la realtà che si incrociano indissolubilmente. C’è quello che a mio avviso è sparito nella società moderna, ritornano alcuni valori che sono andati perduti come la famiglia, il rispetto per la natura, alcuni sentimenti come l’amicizia e l’amore per se stessi e il prossimo. C’è la speranza, ma anche il ritorno di un Dio che avevo cancellato presa dalle necessità contingenti. E’ un libro per adulti e per bambini, rivolto alle persone comuni scritto con un linguaggio semplice e lineare così proprio come è la mia idea di poesia! Le esperienze che mi hanno segnato a livello artistico sono tante, nuove pubblicazioni, nuovi progetti editoriali e spunti creativi come il corso di scrittura che ho realizzato presso i Laboratori la linea scritta di Antonella Cilento, che mi ha permesso di scoprire molti aspetti della scrittura, mi ha fatto conoscere persone meravigliose.
Un’altra cosa che mi ha fatto crescere ulteriormente è stato l’aver conosciuto l’editore Piero Graus che ha dato fiducia alla mia poesia pubblicando questo libro e facendomi partecipare ad Approdi d’autore la sua rassegna letteraria. Questo progetto mi ha permesso di conoscere molti scrittori che come me, amano la scrittura in ogni forma sia in prosa che in poesia permettendomi un confronto diretto con il pubblico e un maggior dialogo con la gente.



8. In “Vita” scrivi “voglio ordine/ nelle orme mie fragili”: la fragilità, credo sia la prima volta che affronti questo tema. Parlaci della fragilità che è insita prima che nella vita nella presunzione di chi scrive versi, proprio come te!

La fragilità… Io credo che tutti nel nostro intimo siamo fragili! Ci sono dei luoghi in noi, nascosti nella solitudine che racchiudono le nostre fragilità. I poeti riescono a segnare sulla carta la fragilità umana, non è una presunzione, direi si tratta di una capacità insita nell’animo dell’artista in genere. Il poeta è fragile e fa della sua fragilità una forza, il punto fermo della sua ispirazione, ogni volta che qualcosa tocca la fragilità del suo spirito allora diventa poesia, diventa creazione.



Anna Lamonaca presenta il suo libro


9. “Natale.” E’ scritta in dialetto. E’ forse una delle tue liriche più belle. Ma qui ti confesserò che preferisco l’originale alla traduzione in italiano corrente. Com’è nata l’esigenza di parlare del Natale?


Il Natale ha sempre avuto su di me un certo fascino, fin da quando ero bambina. Per la sua atmosfera di festa familiare, di gioia, di attesa. Io appartengo ad una famiglia molto numerosa e memorabili sono quelle enormi tavolate la sera del giorno di Natale, la preparazione del presepe a cui partecipava tutta la famiglia! La semplicità di quella festa, il sorriso di mia nonna, quelle cose semplici che tanto amo e che mi mettono allegria! Il calore del camino scoppiettante, le castagne calde, mentre fuori fa freddo, mi dà l’idea di qualcosa che ho perduto crescendo. Forse mi ricorda la mia ingenuità, non so… il Natale è il mio luogo del ricordo di momenti felici e il dialetto credo, sia stato il migliore linguaggio per descrivere quei momenti.



10. Sei credente? Quanto e in che modo influisce nella scrittura credere in qualche cosa di divino, al di sopra della fragilità umana?

Fino a poco tempo fa la mia risposta sarebbe stata questa: “il mio Dio si chiama Bene ed è in ognuno di noi, in ogni cosa, non mi scervello su Paradiso, Inferno o Aldilà e preghiere”.
Adesso invece, posso risponderti:“sì, ci credo”.
Ci sono dei momenti in cui hai bisogno di crederci, perché la tua fragilità è tale che non trovi la forza nemmeno in te stessa! E allora ti fai mille domande su questo Dio di cui tutti parlano, magari ti scopri pure a litigare con Lui. Ma non puoi farne a meno perché crederci ti dà quella speranza di andare avanti, quella speranza che tu non hai e non trovi in nulla! Chi crede trova una consolazione. Io ci credo a modo mio e a volte male, ma ci credo e questo influisce anche nella mia scrittura!



11. L’ispirazione per “Dipinti d’anima” è stata in qualche modo pilotata anche dalla lettura di romanzi o di opere poetiche di autori contemporanei?

L’ispirazione per Dipinti d’anima è nata dalla vita, dal mio vissuto quotidiano, ma non posso dirti quali letture abbiano pilotato la mia poesia. Quando leggi qualcosa resta sempre dentro di te. Quest’anno ho scoperto Fabio Volo, amo il suo modo di scrivere scorrevole, il suo raccontare la realtà, mi piacciono i personaggi delle sue storie. Un altro scrittore che ha catturato la mia attenzione è Stefano Benni per quanto riguarda i suoi racconti attinti dal sostrato comune, i suoi “uomini della strada” è il tipo di letteratura che mi affascina.



12. Oltre che fare poesia, leggi la poesia altrui? Qual è l’ingrediente principe che ti fa amare o disprezzare una poesia, e più in generale uno scritto?

Leggo poesia degli autori del passato, Saffo, Catullo e Neruda e li amo per l’irruenza con cui scrivono, per il loro raccontare la realtà anche più cruda dei sentimenti. Mi attirano per la passionalità focosa e la libertà di pensiero. Ciò che non mi avvicina ad uno scritto è il linguaggio arzigogolato, le metaforone che non portano a nulla. Amo tutto ciò che è semplice e reale anche se crudo nella sua verità. I libri intimistici che scavano nella mente e nell’animo dei personaggi, nei loro più tormentati o dolci pensieri.



13. La cosa che ami di più e quella che invece disprezzi con tutte le tue forze. Perché?

Cosa amo di più? Amo i sorrisi sinceri, amo la semplicità, tutto ciò che mi da emozione e fa vibrare l’anima! Ciò che odio? I sorrisi di plastica, il finto perbenismo, l’ipocrisia, la falsità e la cattiveria gratuita, quelli che ti illudono, quelli che io definisco “i fabbricanti di utopie”.
Insomma disprezzo tutto ciò che ha una maschera ed è menzogna!



14. Hai già in mente qualche progetto per il futuro… un sogno nel cassetto?

I progetti sono tanti, bisogna trovare qualcuno che li realizzi, che abbia fiducia in me, e cercare l’energia e la forza per concretizzarli. Mi piacerebbe pubblicare una raccolta di racconti, cimentarmi in una prosa realistica, provare a raccontare la vita di personaggi fuori dagli schemi, tipi apparentemente mediocri che nella loro banale esistenza hanno qualcosa, lì nel profondo, una sorta di segreto. Qualcosa che gli è accaduto, insomma un piccolo miracolo, una sorta di magia che gli ha cambiato la vita sia nel bene che nel male!



15. Ti auguro tanta fortuna, Anna. Tutta quella che meriti.
Ma attenta al lupo che sempre è in agguato nascosto nel folto delle ombre del bosco! Tu lo sai che il lupo ama indossare ogni giorno una maschera diversa, nevvero?


Sono d’accordo, ma con coraggio attraverserò il bosco e se lo incontrerò lo affronterò ed andrò comunque avanti per la mia strada!


Dipinti d'anima - Anna Lamonaca - Graus editore - ISBN 978-88-8346-223-8 - 1a ediz. 2008 - 98 pagine - 10 Euro


Il libro è in vendita sul sito della Graus Editore:

http://www.grauseditore.it


Come ordinare:

http://www.grauseditore.it/ordini.asp

Pagamento in contrassegno, nessuna spesa di spedizione.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:36 | recensioni, cultura, poesia, libri, interviste, editoria, autori, primo piano, in libreria, prima pagina, editori, novità in libreria, scrittrici, libri novità | clicca per commentare commenti (19)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi