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una candela per il Tibet
Dolore di madre allo zoo di Muenster, muore il piccolo gorilla Gino
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martedì, agosto 19, 2008

Dolore di madre - Il piccolo gorilla Claudio, di tre mesi, è morto nelle braccia della madre allo zoo di Muenster, nel nord della Germania, probabilmente per un problema cardiaco. Gana, 11 anni, non si è data pace: lo ha voluto tenere con sè il più a lungo possibile e lo ha portato in giro sulla propria schiena come se fosse ancora vivo (Bild/Marco Stepniak) - fonte: Corriere.it
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The Rolling Stones magazine da buttare
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Un magazine da buttare
http://bioii.blog.excite.it
Se vi siete persi qualcosa, è tornato Iannozzi in the Mirror.
Il blog ospiterà nuovi interventi, comunicati stampa, iniziative,
recensioni e racconti cult, critica, rassagna stampa,
nonché buona parte dei migliori post già apparsi su questo blog.
Non spaccarti la testa contro il muro,
sii furbo e porta le chiappe su Iannozzi in the Mirror.
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commenti (4)
dita von teese e la sua lingerie
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dita von teese
la sua lingerie

non occorre aggiungere altro
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Iannozzi in the Mirror è tornato a grande richiesta
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Iannozzi in the Mirror
è tornato a grande richiesta


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Svuotato il budello... Un caso di plagio, Franz Krauspenhaar ha copiato Dolce Remì
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lunedì, agosto 18, 2008

Svuotato il budello
funziona meglio il cervello
Non bere dove ti capita!

La fonte della saggezza non è il cesso di casa tua

Plagio: Franz Krauspenhaar ha copiato Dolce Remì
tragedie e lieto fine incluso, roba da cagarsi sotto
Scandaloso!
Arthur Machen e il Segreto del Graal: per la prima volta tradotto in Italia il grande romanzo gotico
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Arthur MachenIl segreto del Graal
Per la prima volta in traduzione italiana un grande romanzo della letteratura gotica
“Ero rapito al pensiero di quei meravigliosi cavalieri erranti, di quella cristianità che non era un codice morale con una qualche specie di paradiso metaforico offerto in ricompensa per la sua doverosa osservanza, ma una grande avventura mistica nel mistero della santità”.
Arthur Machen è lo pseudonimo di Arthur Llewellyn Jones. Nato in Galles nel 1863, è considerato uno dei maggiori autori di letteratura gotica di tutti i tempi. Fu ammirato da figure come Lovecraft, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde e H.G. Wells.
The secret Glory, opera semiautobiografica e fondamentale, esce per la prima volta in Italia per i tipi Liberamente.
Approfondimenti:
Arthur Machen su Wikipedia, l'enciclopedia liberaScheda editoriale:
Autore: Arthur Machen
Titolo: Il segreto del Graal
Collana: Lo specchio di Orfeo
Liberamente Editore
Prezzo: 12,50 euro
ISBN 9788863110227
Leggi un estratto La trama del libro
Dopo essere rimasto orfano, Ambrose Meyrick, adolescente di origini gallesi, viene iscritto a una scuola pubblica inglese. Qui si scontrerà con rituali a dir poco ridicoli, pericolosi e violenti, con una mentalità repressiva e tirannica, con quotidiani episodi di bullismo paradossalmente accettati, quando non incoraggiati, da preside e insegnanti. È proprio quando sembra aver raggiunto l’apice della sofferenza e della mortificazione che Ambrose, grazie alle sue origini celtiche, ha la “visione”: e scopre un mondo che promette un formidabile riscatto e meraviglie mai viste, un mondo che lo porterà alla ricerca del Santo Graal e che cambierà il suo destino. Un favoloso viaggio di scoperta, il viaggio di un adolescente baciato dalla grazia ma anche alle prese con le inquietudini dell’età, la scoperta del sesso con la giovanissima cameriera Nelly, prodigiosa espressione di freschezza e innocenza, e poi ancora storie di violenza, soprusi, abusi sessuali. Le pagine di Arthur Machen sono ricche di umorismo, di critica sociale, ma anche di bellezza visiva e momenti sognanti che trasportano il lettore in una dimensione magica per seguire Ambrose Meyrick nella sua ricerca del Graal. Miti celtici, atmosfere misteriose e paesaggi da sogno si incrociano col percorso intimo di un “eroe” davvero fuori dal comune.
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Giusy Shane intervistata da Emiliano Grisostolo
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Intervista alla giovane cantante
Giusy Shane
Ricevo e pubblico questa intervista a Giusy Shane realizzata da Emiliano Grisistolo, autore di ottimi romanzi di cui già vi ho parlato in questa sede ("L'ultima notte", "Il grande burattinaio" e il notevole "Il castello incantato" tutti editi da ZONA editrice), invitandoVi a leggerla con calma e a visistare il sito della giovanissima cantante. Giusy Shane merita davvero d'essere ascoltata, datemi ascolto. - g.i.

Giusy Shane
Il sito ufficiale: http://www.giusyshane.com
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commenti (7)
Franz Krauspenhaar nel fuoco della Santa Inquisizione
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domenica, agosto 17, 2008

Franz Krauspenhaar ha accettato - si fa per dire! - di sottoporsi a quella che è una vera e propria Inquisizione, che, ovviamente, verrà portata a termine adoprando tutti i mezzi del sacro mestiere inquisitoriale. Non verranno risparmiate né le pinze per cavargli denti e unghie né tizzoni ardenti per obnubilargli la vista e mordergli a caldo la nuda anima. Nulla gli sarà risparmiato, perché un Inquisitore che si rispetti non mostra pietà alcuna in nessun caso; e quand'anche dovesse rendersi conto d'essere nel torto esso continuerà ad applicare la sacra tortura con il solo fine di strappare all'inquisito la "verità" che la Santa Inquisizione brama. Come avrete potuto facilmente arguire, qui oggi si consumeranno atti di estrema efferatezza a cui TUTTI sono invitati a partecipare. Il sangue scorrerà a rivoli, e non è detto affatto che l'inquisito riuscirà in qualche modo a salvare la pellaccia; è più facile che esso sia costretto a capitolare onde evitar d'annegare nella pozza del suo stesso sangue.
Franz Krauspenhaar è colpevole d'aver scritto un libro, "Era mio padre", che l'Inquisitore Iannozzi Giuseppe non ha esitato a stroncare sul nascere, ravvisando in detto lavoro una condotta riprovevole, del tutto inadatta alla vera Letteratura.Franz Krauspenhaar è stato giudicato colpevole d'aver dato alle stampe un libro lialesco prima che "mocciano". Altresì l'inquisito è colpevole di lesa maestà nei confronti della Santa Inquisizione avendo esso recata grave offesa alla figura inquisitoriale di Iannozzi Giuseppe. Per tutti questi motivi, la Santa Inquisizione ha stabilito che Franz Krauspenhaar sia accarezzato dal fuoco purificatore, così come vuole Nostro Signore Onnipotente.
Ma pria d'eseguire la sentenza, l'inquisito avrà ancora una possibilità di redimersi, così difatti stabilisce il protocollo.
Le prove contro Krauspenhaar portate dall'Inquisitore Iannozzi sono qui pubblicate, UN'ALTRA LIALA CON LE BRAGHE. Il contraddittorio è offerto da Bartolomeo Di Monaco in IL 21 MAGGIO HO CONOSCIUTO A FIRENZE F. KRAUSPENHAAR e da Guido Michelone in KRAUSPENHAAR - Fra diario, autobiografia, rievocazione storica.
Che l'Inquisizione nei confronti di Krauspenhaar abbia dunque inizio. Le prime domande, ovviamente, verranno poste dall'Inquisitore Iannozzi.
VOI TUTTI siete invitati ad aiutare l'Inquisitore ponendo domande, il più crudeli possibile. Krauspenhaar risponderà a TUTTI, non può comportarsi diversamente.
TUTTE le domande e tutte le risposte saranno qui pubblicate in quella che sarà a memoria d'uomo l'interrogatorio più iniquo... *
1. Franz Krauspenhaar, perché si ostina a dire che il suo non è un libro lialesco, quando è invece evidente che lei parla di sé stesso per quasi trecento pagine, toccando solo di sfuggita la Storia degli anni della grande Guerra?Mi ostino a definire quello che il libro è, con semplicità: un libro su un padre e un figlio attraverso i periodi storici. La guerra - vissuta dal padre per 9 mesi su 63 anni di vita complessivi, può centrarci solo in parte, evidentemente. Se si ha un certo senso delle proporzioni questo non può che essere chiaro.
2. E' vero che Lei, in gioventù, al pari di Charles Bukowski, ha nutrito simpatie naziste? E se sì, queste simpatie le ha mai ricusate? Per quale motivo?
Le simpatie naziste non erano naziste ma nazistoidi. In realtà, mi piaceva rompere le scatole, anche a mio padre, che quel periodo l'aveva vissuto proprio in Germania e che lo ricordava con orrore e rabbia. Io ricuso certamente, come si ricusano le stronzate che si dicono a 14 anni.
3. Krauspenhaar, lei è passato da un onesto noir come "Cattivo sangue" a un progetto ambizioso ma fallimentare, "Era mio padre", un romanzo che ha la pretesa di tratteggiare la crudeltà della guerra ma che invece riesce solo a sottolineare in maniera solipsista nevrosi e dissidi irrisolti.
Non so che rispondere. Hai fatto tutto tu: caffè, ammazzacaffè e sigaro. Manca il digerire. Ripeto che la guerra c'entra molto in parte; dai l'impressione di averlo letto molto per sommi capi, il libro; o di non averlo letto affatto. Attento che metto in piedi un tribunale che potrebbe mandarti al gabbio per non meno di vent'anni, a pane e acqua.
4. Quali autori hanno maggiormente influenzato la genesi di "Era mio padre"? E' un libro diaristico, o contiene a suo avviso elementi storiografici, influenze autoriali, citazioni nascoste fra le righe?
Che domanda mi fai? Certo che contiene influenze, è normale. Non so quali autori hanno influenzato la genesi: gli altri autori, i grandi, ci sono entrati dentro, dunque non è nemmeno giusto parlare di influenze, ma di metabolizzazione; sono diventati parte di me. Il libro è stato influenzato, nella sua genesi, solo da un autore: Franz Krauspenhaar. E' un libro mio al 100%, nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti inevitabili.
5. Come definerebbe lo stile adottato per questo suo ultimo lavoro? Ad alcuni il suo stile è parso una via di mezzo fra Céline e gli autori della Beat Generation, con qualche influenza presa a prestito da Curzio Malaparte. Francamente io non ravviso nella sua scrittura un flusso narrativo che si possa definire beat: c'è forse stato da parte sua il tentativo, consapevole o inconsapevole, di dar corpo a qualche cosa di vagamente beatnik ma niente di più.
Malaparte e Céline, più ancora dei beat, sono autori per me fondamentali. Detto questo, ho usato il mio stile, che puoi ritrovare anche in "Cattivo sangue", che invece ti è piaciuto; è lo stesso stile, il mio.
6. Nel romanzo "Era mio padre" dichiara che Henry Miller ha fatto di lei uno scrittore. Lo sapeva che Kerouac, grandissimo estimatore di Miller, rifiutò d'incontrare il suo idolo? Per quale motivo, a suo avviso?
Per timidezza, sicuramente.
* Tutti possono partecipare, purché le domande siano firmate anche solo con un nick palesemente falso!
Calunnie e volgarità gratuite nei confronti di chiunque, anche se firmate, il responsabile di questo blog Iannozzi Giuseppe si riserva di cancellarle senza alcun preavviso e senza essere tenuto a portare qualsivoglia spiegazione.
Per partecipare all'Inquisizione non è condizione indispensabile che si sia letto il libro, si possono difatti fare domande a 360 gradi.
Il responsabile di questo blog si riserva la facoltà di aggiungere delle regole e della crudeltà a sua insindacabile discrezione a questa Inquisizione.
Non dimenticare di leggere di Franz Krauspenhaar & Compagni di merende gli insulti e le calunnie, che forse costituiscono l'essenza più profonda del lavoro di questo autore, che declama a destra e a sinistra, non dimenticando il centro ovviamente, d'essersi fatto il culo.Potete farvi idea dell'estrema raffinatezza di questo autore, Krauspenhaar, cliccando qui o in alternativa sull'omo che se lo strapazza allegro più d'una colomba pasquale sopra la stella cadente dell'albero di Natale!
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commenti (10)
angeli e demoni
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angeli e demoni
tra ratti orrendi e bestie oscure
che l’occhio vivo ignora di sicuro;
incessantemente;
per buona parte già decomposte,
e se non puoi mondarle
e sprofondaci sempre più in basso,
che è stato fatto fuori da uno coi grilli per la testa:
“Naziskin spara a bruciapelo a un suo coetaneo,
siamo rimasti tutti senza parole, ma per fortuna
la poverina non può più capire un’acca
più atroce della morte
ma non ne avrà ancora per molto
qui nel Padiglione Cancro
a Cinzia,
un arrendersi ad essa
senza mai pigliarle contro addosso
Pisciammo ch’era notte fonda
e dei Quaranta ladroni ricchioni
per grattarci il culo offeso
Il Grande Perché
Eri tu ad allontanarmi dalla ricerca della Verità
per accogliermi fra le tue braccia
lasciando che il mio capo stanco cadesse
sul tuo seno in fiore
come sempre sono stato dal primo momento
ai tuoi occhi d’angelo cieco eppur vero,
per portarti via per sempre dall’anima mia?
Maledico quell’unico momento passato
che ti ha uccisa proprio fra le mie braccia impotenti
sotto la doccia dei miei occhi ciechi e piangenti


















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