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Dolore di madre allo zoo di Muenster, muore il piccolo gorilla Gino

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, agosto 19, 2008





Dolore di madre - Il piccolo gorilla Claudio, di tre mesi, è morto nelle braccia della madre allo zoo di Muenster, nel nord della Germania, probabilmente per un problema cardiaco. Gana, 11 anni, non si è data pace: lo ha voluto tenere con sè il più a lungo possibile e lo ha portato in giro sulla propria schiena come se fosse ancora vivo (Bild/Marco Stepniak) - fonte: Corriere.it

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The Rolling Stones magazine da buttare

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -



The Rolling Stones


Un magazine da buttare


 
di Giuseppe Iannozzi
 


 



Singoli

1. Like a Rolling Stone – Bob Dylan (1965)
2. (I Can’t Get No) Satisfaction – The Rolling Stones (1965)
3. Imagine – John Lennon (1971)
4. What’s Going On – Marvin Gaye (1971)
5. Respect – Aretha Franklin (1967)
6. Good Vibrations – The Beach Boys (1966)
7. Johnny B. Goode – Chuck Berry (1958)
8. Hey Jude – The Beatles (1968)
9. Smells Like Teen Spirit – Nirvana (1991)
10. What’d I Say – Ray Charles (1959)
11. My Generation – The Who (1965)
12. A Change Is Gonna Come – Sam Cooke (1964)
13. Yesterday – The Beatles (1965)
14. Blowin’ in the Wind – Bob Dylan (1963)
15. London Calling – The Clash (1980)
16. I Want to Hold Your Hand – The Beatles (1963)
17. Purple Haze – Jimi Hendrix (1967)
18. Maybellene – Chuck Berry (1955)
19. Hound dog – Elvis Presley (1956)
20. Let It Be – The Beatles (1970)
21. Born to Run – Bruce Springsteen (1975)
22. Be My Baby – The Ronettes (1963)
23. In My Life – The Beatles (1965)
24. People Get Ready – The Impressions (1965)
25. God Only Knows – The Beach Boys (1966)
26. A Day in the Life – The Beatles (1967)
27. Layla – Derek and the Dominos (1970)
28. (Sittin’ on) the Dock of the Bay – Otis Redding (1968)
29. Help! – The Beatles (1965)
30. I Walk the Line – Johnny Cash (1956)
31. Stairway to Heaven – Led Zeppelin (1971)
32. Sympathy for the Devil – The Rolling Stones (1968)
33. River Deep - Mountain High – Ike & Tina Turner (1966)
34. You’ve Lost That Lovin’ Feelin’ – The Righteous Brothers (1964)
35. Light My Fire – The Doors (1967)
36. One – U2 (1991)
37. No Woman, No Cry – Bob Marley (1975)
38. Gimme Shelter – The Rolling Stones (1969)
39. That’ll Be the Day – Buddy Holly and the Crickets (1957)
40. Dancing in the Street – Martha and the Vandellas (1964)
41. The Weight – The Band (1968)
42. Waterloo Sunset – The Kinks (1968)
43. Tutti Frutti – Little Richard (1956)
44. Georgia on My Mind – Ray Charles (1960)
45. Heartbreak Hotel – Elvis Presley (1956)
46. Heroes – David Bowie (1977)
47. Bridge over Troubled Water – Simon & Garfunkel (1970)
48. All Along the Watchtower – Jimi Hendrix (1968)
49. Hotel California – Eagles (1976)
50. The Tracks of My Tears – Smokey Robinson (1965)


 
Album
 
1. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (The Beatles)
2. Pet Sounds (The Beach Boys)
3. Revolver (The Beatles)
4. Highway 61 Revisited (Bob Dylan)
5. Rubber Soul (The Beatles)
6. What’s Going on (Marvin Gaye)
7. Exile on Main Street (The Rolling Stones)
8. London Calling (The Clash)
9. Blonde on Blonde (Bob Dylan)
10. The Beatles (The Beatles)
11. The Sun Sessions (Elvis Presley)
12. Kind of Blue (Miles Davis)
13. The Velvet Underground & Nico (The Velvet Underground)
14. Abbey Road (The Beatles)
15. Are You Experienced (The Jimi Hendrix Experience)
16. Blood on the Tracks (Bob Dylan)
17. Nevermind (Nirvana)
18. Born to Run (Bruce Springsteen)
19. Astral Weeks (Van Morrison)
20. Thriller (Michael Jackson)
21. The Great Twenty-Eight (Chuck Berry)
22. John Lennon/Plastic Ono Band (John Lennon)
23. Innervisions (Stevie Wonder)
24. Live at the Apollo (James Brown)
25. Rumours (Fleetwood Mac)
26. The Joshua Tree (U2)
27. King of the Delta Blues Singers (Robert Johnson)
28. Who’s Next (The Who)
29. Led Zeppelin (Led Zeppelin)
30. Blue (Joni Mitchell)
31. Bringing It All Back Home (Bob Dylan)
32. Let It Bleed (The Rolling Stones)
33. The Ramones (Ramones)
34. Music From Big Pink (The Band)
35. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (David Bowie)
36. Tapestry (Carole King)
37. Hotel California (Eagles)
38. The Anthology, 1947 - 1972 (Muddy Waters)
39. Please Please Me (The Beatles)
40. Forever Changes (Love)
41. Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols (Sex Pistols)
42. The Doors (The Doors)
43. Dark Side of the Moon (Pink Floyd)
44. Horses (Patti Smith)
45. The Band (The Band)
46. Legend (Bob Marley and The Wailers)
47. A Love Supreme (John Coltrane)
48. It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back (Public Enemy)
49. At Fillmore East (The Allman Brothers Band)
50. Here’s Little Richard (Little Richard)
 
 
Non capisco perché mai figurino i Clash. In quanto a liriche ci siamo o quasi, ma in quanto a suono erano dei veri e propri cani: suonavano appena un pelino meglio dei Sex Pistols, e difatti compaiono pure loro. Non c’è un solo musicista di buon senso che direbbe che i Clash sapevano suonare, per non parlare poi dei Sex Pistols. Cani, anzi molto peggio, senza appello alcuno.
 
Classifiche dettate da interessi commerciali/di etichette discografiche?
Infatti compaiono The Beatles, The Rolling Stones, che mi stanno bene: ma non in maniera così massiccia. E gruppi che non sapevano suonare come i Clash, i Sex Pistols, i Nirvana.
The Rolling Stones è diventato inaffidabile, come del resto tanti altri magazine. Una rivista per palati facili facili a cui puoi far digerire qualsiasi porcheria.
 
Vergognoso poi che non compaia Steve Ray Vaughan, secondo solo a Jimi Hendrix. Altrettanto vergognoso che non compaiono i Queen, che hanno venduto - parlo delle sole vendite - oltre 200.000.000 di dischi.
 
The Rolling Stones, nelle sue versioni anglosassone e italiana, ecc. ecc., è uno schifo. Ecco perché sono anni che non lo compro più, tanto più che oramai ci scrivono cani e porci sulla versione italiana. :
 
E ancora: Joe Satriani e Steve Vai?
E ancora: Leonard Cohen?
E ancora: Eric Clapton?
E ancora: Miles Davis?
E ancora: Charlie Parker?
E ancora: Duke Ellington?
 
‘Ste classifiche sono state compilate da idioti patentati.
 
Il punto è che si sono lasciati fuori mostri sacri che di SEGNI grossi e rivoluzionari nella Storia della Musica Mondiale ne hanno lasciati eccome: basti a tal riguardo che citi due nomi, a titolo di esempio, Miles Davis (presente in classifica al 12mo posto con un solo album) e Duke Ellington, i quali non compaiono assolutamente nelle classifiche (!!!) stilate dalle teste bacate di The Rolling Stones. Pensare che Davis ed Ellington non hanno lasciato tracce indelebili fondamentali e innovative nella musica è come volersi ostinare a credere che la Terra sia piatta.
 
Tra i grandi chitarristi, il solo fatto che manchi Stevie Ray Vaughan è inconcepibile. Inconcepibile per la Musica, perché Vaughan fu secondo solo a Hendrix, ogni musicista e orecchio fine lo sa e riconosce questa verità. La morte improvvisa e tragica di S.R. Vaughan ci ha privati d’un talento che nasce una volta ogni cento anni. E’ incredibile che non sia menzionato Eric “GOD” Clapton, se non con gli ottimi Derek and The Dominos. E’ inconcepibile che non siano citati i Queen, che anche con la sola “Bohemian Rapsody” di segni profondi nella musica rock, e non solo, ne hanno lasciati eccome (tra l'altro, oltre a Freddie Mercury, voce e frontman ineguagliabile, ricordiamoci di Brian May, altro chitarrista da paura). Ed ancora non sono citati manco di striscio Neil Diamond, Neil Young (il Padre del grunge), and for God’s Sake, manca persino Frank Zappa. And by Heaven, che dire di B.B. King, di John Lee Hooker, di Peter Frampton, di Dusty Springfield (praticamente l’equivalente della nostra Mina “tigre di Cremona”), di Barbra Streisand, di Tony Bennett, di Nina Simone, di Billie Holiday... ed ancora di Peter Gabriel, dei Genesis, di Tom Petty, di Cat Stevens, di John Fogerty, di George Michael...
 
Saper suonare è importante ed è fondamentale: i Clash erano bravi, rispetto a cani come i Sex Pistols, ma a mio avviso non hanno mai raggiunto la grandezza dei Ramones, né per le liriche, né musicalmente parlando, né per la coerenza civile, di ribellione politica. I Clash erano poco più che dei principianti, a livello musicale, e in alcuni casi inascoltabili.
Il fatto che compaiono in queste classifiche di The Rolling Stones è solo uno sporco gioco della majors, così come è evidente l’invadenza dei Rolling Stones, dei Beatles, di Elvis Presley e Bob Dylan - che per carità, grandissimo poeta pari forse solo a Leonard Cohen, ma in quanto a voce meglio è stendere un velo pietoso. Mancano all’appello persino i Dire Straits.
 
Da queste classifiche sono stati censurati musicisti e artisti tout court. Altro che cento metri! Pensare a queste liste - perché questo sono e non delle classifiche equilibrate - come a qualche cosa di affidabile è come voler credere che le top ten di Tv Sorrisi & Canzoni abbiano un qualche valore che non sia di mera promozione commerciale.
 
A mio avviso, i Ramones sono stati il migliore e più grande esempio di punk, di un punk senza compromessi, che sapeva unire abilmente e con genuino sentimento di ribellione una giusta dose di tecnica e una grandissima forza lirica. Il fatto che non compaiono neanche i Ramones, ecco, mi fa girare le scatole. E non poco. Per farla breve: grandissimi RAMONES.
 
A loro tempo mi piacquero moltissimo i primi Fleetwood Mac, quando nella formazione c'era ancora il mitico Peter Green. Credo che i F. Mac con Green abbiano saputo dare il meglio di sé stessi; dopo si sono tenuti su livelli buoni, con strizzatine d'occhio al commerciale, niente di male; però la differenza fra i Fleetwood Mac degli anni '65 - 70 e le diverse formazioni che si sono avvicendate dal 1975 a oggi è abissale. Ho poi continuato a seguire Peter Green in veste solista, in maniera alterna, e finalmente come Peter Green Splinter Group negli anni '90, dopo aver superato - si spera per sempre - i suoi problemi di schizofrenia. Altro grandissimo è Gary Moore, le cui incursioni nel blues sono di tutto rispetto, non a caso osannato e giustamente corteggiato da tanti bluesmen di fama mondiale. Noto poi che mancano Emerson, Lake & Palmer, gli Yes, nonché ZZ Top, King Crimson, Deep Purple, John Mayall, Chris Rea, Carlos Santana, Grateful Dead; non sono presenti neanche i Pet Shop Boys, i New Order, i Depeche Mode... 
 
Poi il jazz e il blues, la musica soul, il reggae, in queste “liste” sono stati penalizzati in maniera davvero indegna. Dove sono Jimmy Cliff, Sonny Rollins, Barry White, Louis Armstrong, Tom Waits, Dionne Warwick, Herbie Hancock, Maynard Ferguson, Nat King Cole?
 
Lasciamo perdere. Queste classifiche di The Rolling Stones dimostrano solo una cosa: che il magazine oramai è sol più cartaccia inutile. L’edizione italiana poi è a dir poco abominevole.





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Svuotato il budello... Un caso di plagio, Franz Krauspenhaar ha copiato Dolce Remì

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, agosto 18, 2008






Svuotato il budello
funziona meglio il cervello

Non bere dove ti capita!



La fonte della saggezza non è il cesso di casa tua




Franz Krauspenhaar - Era mio padre


Plagio: Franz Krauspenhaar ha copiato Dolce Remì
tragedie e lieto fine incluso, roba da cagarsi sotto


Scandaloso!


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Arthur Machen e il Segreto del Graal: per la prima volta tradotto in Italia il grande romanzo gotico

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -


Arthur Machen - Il segreto del GraalArthur Machen

Il segreto del Graal




Per la prima volta in traduzione italiana un grande romanzo della letteratura gotica



“Ero rapito al pensiero di quei meravigliosi cavalieri erranti, di quella cristianità che non era un codice morale con una qualche specie di paradiso metaforico offerto in ricompensa per la sua doverosa osservanza, ma una grande avventura mistica nel mistero della santità”.


Arthur Machen
è lo pseudonimo di Arthur Llewellyn Jones. Nato in Galles nel 1863, è considerato uno dei maggiori autori di letteratura gotica di tutti i tempi. Fu ammirato da figure come Lovecraft, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde e H.G. Wells.

The secret Glory, opera semiautobiografica e fondamentale, esce per la prima volta in Italia per i tipi Liberamente.
   

Approfondimenti:


   Arthur Machen su Wikipedia, l'enciclopedia libera


Scheda editoriale:



Autore: Arthur Machen
Titolo: Il segreto del Graal
Collana: Lo specchio di Orfeo
Liberamente Editore
Prezzo: 12,50 euro
ISBN 9788863110227


  Leggi un estratto



La trama del libro


Iannozzi Giuseppe raccomandaDopo essere rimasto orfano, Ambrose Meyrick, adolescente di origini gallesi, viene iscritto a una scuola pubblica inglese. Qui si scontrerà con rituali a dir poco ridicoli, pericolosi e violenti, con una mentalità repressiva e tirannica, con quotidiani episodi di bullismo paradossalmente accettati, quando non incoraggiati, da preside e insegnanti. È proprio quando sembra aver raggiunto l’apice della sofferenza e della mortificazione che Ambrose, grazie alle sue origini celtiche, ha la “visione”: e scopre un mondo che promette un formidabile riscatto e meraviglie mai viste, un mondo che lo porterà alla ricerca del Santo Graal e che cambierà il suo destino. Un favoloso viaggio di scoperta, il viaggio di un adolescente baciato dalla grazia ma anche alle prese con le inquietudini dell’età, la scoperta del sesso con la giovanissima cameriera Nelly, prodigiosa espressione di freschezza e innocenza, e poi ancora storie di violenza, soprusi, abusi sessuali. Le pagine di Arthur Machen sono ricche di umorismo, di critica sociale, ma anche di bellezza visiva e momenti sognanti che trasportano il lettore in una dimensione magica per seguire Ambrose Meyrick nella sua ricerca del Graal. Miti celtici, atmosfere misteriose e paesaggi da sogno si incrociano col percorso intimo di un “eroe” davvero fuori dal comune.

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Giusy Shane intervistata da Emiliano Grisostolo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -



Giusy Shane



Intervista alla giovane cantante


Giusy Shane




di Emiliano Grisostolo
 
 




Ricevo e pubblico questa intervista a Giusy Shane realizzata da Emiliano Grisistolo, autore di ottimi romanzi di cui già vi ho parlato in questa sede ("L'ultima notte", "Il grande burattinaio" e il notevole "Il castello incantato" tutti editi da ZONA editrice), invitandoVi a leggerla con calma e a visistare il sito della giovanissima cantante. Giusy Shane merita davvero d'essere ascoltata, datemi ascolto. - g.i.   




Ciao Giusy, abbiamo già parlato di te, ma vorrei sapere da te chi è Giusy Shane, di Maniago.
 
Giusy Shane è una cantautrice di 22 anni nata a Maniago, che oggi vive a Montereale Valcellina. Da quando avevo 8 anni canto e mi esibisco, da qualche anno poi scrivo e compongo le mie canzoni, scrivo esclusivamente in inglese per quanto riguarda le canzoni, mentre scrivo delle poesie anche in italiano.



La tua famiglia ti supporta? Ti ha aiutato e ti sta aiutando tuttora nella ricerca della tua strada? Se puoi parlarcene, come sono i rapporti con la generazione adulta più vicina a te.
 
Beh diciamo che il discorso è un po’ complicato, mi limito dicendo che alcune volte per loro è difficile vedere che la loro figlia spende denaro ed energie per qualcosa che finora oltre alla soddisfazione personale non gli ha dato nient'altro.



Hai partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali, con quali risultati?
 
Allora... ho partecipato ad un po’ di concorsi senza mai classificarmi tra i primi tre, diciamo che poi ho cercato di optare su delle manifestazioni e concerti nella quali non dovevo gareggiare.




Parlaci dei singoli che hai già pubblicato. Come sono stati accolti dal pubblico?
 
Per il momento è stato pubblicato un album di musica chillout di cui ho scritto i testi dei brani, è stata una collaborazione con i Digital Project. L'album in questione si intitola The end of time ed è in vendita in vari portali internet tra i quali per esempio http://www.djdownload.com/ nel quale su cerca potete inserire il mio nome e visualizzare i vari brani... sono passati circa sei mesi dall'inizio della promozione e della vendita e devo dire che ci sono stati dei buoni riscontri che spero si possano intensificare nei prossimi mesi; poi sempre in collaborazione con i Digital Project abbiamo pubblicato un brano “Here” che è riuscito ad entrare all'interno di varie compilation, se fate una ricerca on line sicuramente trovate i vari siti dove è in vendita il brano. Ultimamente poi sono in lavorazione per l'album di debutto, ci sono alcune anteprime da poter ascoltare sul mio sito.



Come sei stata accolta dalla tua comunità? Ti conoscono? Sanno che tra loro c’è una giovane cantante con grandi potenzialità? Hai avuto modo di fare qualche serata in locali della zona?
 
Diciamo che non sono stata accolta dalla mia comunità in quanto la promozione dei brani fino ad ora non è stata toccata nella mia città natale, probabilmente qualcuno mi conosce ma non posso dire di vantare più di dieci fan nella mia città per il momento, spero in un futuro molto prossimo. Per le serate ho avuto modo di esibirmi fuori, ma non a Maniago.



Hai un album in uscita, lo hai già inciso? Ce ne puoi parlare un po’? Libera di raccontarci ciò che vuoi.
 
Si, c'è un album in uscita, di cui ho già inciso alcuni brani altri invece sono ancora da finire, ma spero entro la fine dell'anno di riuscire a pubblicizzare almeno un paio di singoli. Io e la mia manager Mimma Leone abbiamo pensato ad un album molto ricco, di 20 brani di cui una metà in italiano e l'altra metà in inglese, quelli in italiano scritti e composti dalla mia manager, siamo sempre su un genere molto pop, però stiamo cercando di creare qualcosa di un po’ più particolare sperando che piaccia al pubblico.



Ci puoi indicare qualche appuntamento durante il quale i nostri lettori potranno ascoltarti? Stai promuovendo l’uscita del disco? Stai facendo qualche serata o ne hai in programma?
 
Per il momento non avendo ancora finito la maggior parte dei brani, non abbiamo ancora progettato la promozione, credo che questo avverrà nei prossimi mesi almeno per alcuni brani e quindi spero poi di poterli far sentire in giro anche dal vivo.



Grazie Giusy per la tua disponibilità. Sono sicuro che i lettori di Friulweb sapranno riconoscere la tua voce in radio d’ora in avanti.
Ricordo che possono anche ascoltarti sul web, all’ indirizzo www.giusyshane.com  
Alla prossima, ne sono sicuro. Avrò ancora modo di parlare con te della tua carriera che è solo agli inizi.
 
Ringrazio io te, per la possibilità di farmi conoscere e dar modo alle persone che vorranno di poter ascoltare qualcosa su di me.
A presto.

Giusy Shane


Il sito ufficiale: http://www.giusyshane.com

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Franz Krauspenhaar nel fuoco della Santa Inquisizione

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, agosto 17, 2008







Franz Krauspenhaar ha accettato - si fa per dire! - di sottoporsi a quella che è una vera e propria Inquisizione, che, ovviamente, verrà portata a termine adoprando tutti i mezzi del sacro mestiere inquisitoriale. Non verranno risparmiate né le pinze per cavargli denti e unghie né tizzoni ardenti per obnubilargli la vista e mordergli a caldo la nuda anima. Nulla gli sarà risparmiato, perché un Inquisitore che si rispetti non mostra pietà alcuna in nessun caso; e quand'anche dovesse rendersi conto d'essere nel torto esso continuerà ad applicare la sacra tortura con il solo fine di strappare all'inquisito la "verità" che la Santa Inquisizione brama.


Come avrete potuto facilmente arguire, qui oggi si consumeranno atti di estrema efferatezza a cui TUTTI sono invitati a partecipare. Il sangue scorrerà a rivoli, e non è detto affatto che l'inquisito riuscirà in qualche modo a salvare la pellaccia; è più facile che esso sia costretto a capitolare onde evitar d'annegare nella pozza del suo stesso sangue.


Franz Krauspenhaar è colpevole d'aver scritto un libro, "Era mio padre", che l'Inquisitore Iannozzi Giuseppe non ha esitato a stroncare sul nascere, ravvisando in detto lavoro una condotta riprovevole, del tutto inadatta alla vera Letteratura.


Franz Krauspenhaar è stato giudicato colpevole d'aver dato alle stampe un libro lialesco prima che "mocciano". Altresì l'inquisito è colpevole di lesa maestà nei confronti della Santa Inquisizione avendo esso recata grave offesa alla figura inquisitoriale di Iannozzi Giuseppe. Per tutti questi motivi, la Santa Inquisizione ha stabilito che Franz Krauspenhaar sia accarezzato dal fuoco purificatore, così come vuole Nostro Signore Onnipotente.


Ma pria d'eseguire la sentenza, l'inquisito avrà ancora una possibilità di redimersi, così difatti stabilisce il protocollo.




Le prove contro Krauspenhaar portate dall'Inquisitore Iannozzi sono qui pubblicate, UN'ALTRA LIALA CON LE BRAGHE. Il contraddittorio è offerto da Bartolomeo Di Monaco in IL 21 MAGGIO HO CONOSCIUTO A FIRENZE F. KRAUSPENHAAR e da Guido Michelone in KRAUSPENHAAR - Fra diario, autobiografia, rievocazione storica.



Che l'Inquisizione nei confronti di Krauspenhaar abbia dunque inizio.

Le prime domande, ovviamente, verranno poste dall'Inquisitore Iannozzi.

VOI TUTTI siete invitati ad aiutare l'Inquisitore ponendo domande, il più crudeli possibile. Krauspenhaar risponderà a TUTTI, non può comportarsi diversamente.

TUTTE le domande e tutte le risposte saranno qui pubblicate in quella che sarà a memoria d'uomo l'interrogatorio più iniquo...
*



1. Franz Krauspenhaar, perché si ostina a dire che il suo non è un libro lialesco, quando è invece evidente che lei parla di sé stesso per quasi trecento pagine, toccando solo di sfuggita la Storia degli anni della grande Guerra?

Mi ostino a definire quello che il libro è, con semplicità: un libro su un padre e un figlio attraverso i periodi storici. La guerra - vissuta dal padre per 9 mesi su 63 anni di vita complessivi, può centrarci solo in parte, evidentemente. Se si ha un certo senso delle proporzioni questo non può che essere chiaro.



2. E' vero che Lei, in gioventù, al pari di Charles Bukowski, ha nutrito simpatie naziste? E se sì, queste simpatie le ha mai ricusate? Per quale motivo?

Le simpatie naziste non erano naziste ma nazistoidi. In realtà, mi piaceva rompere le scatole, anche a mio padre, che quel periodo l'aveva vissuto proprio in Germania e che lo ricordava con orrore e rabbia. Io ricuso certamente, come si ricusano le stronzate che si dicono a 14 anni.



3. Krauspenhaar, lei è passato da un onesto noir come "Cattivo sangue" a un progetto ambizioso ma fallimentare, "Era mio padre", un romanzo che ha la pretesa di tratteggiare la crudeltà della guerra ma che invece riesce solo a sottolineare in maniera solipsista nevrosi e dissidi irrisolti.

Non so che rispondere. Hai fatto tutto tu: caffè, ammazzacaffè e sigaro. Manca il digerire. Ripeto che la guerra c'entra molto in parte; dai l'impressione di averlo letto molto per sommi capi, il libro; o di non averlo letto affatto. Attento che metto in piedi un tribunale che potrebbe mandarti al gabbio per non meno di vent'anni, a pane e acqua.



4. Quali autori hanno maggiormente influenzato la genesi di "Era mio padre"? E' un libro diaristico, o contiene a suo avviso elementi storiografici, influenze autoriali, citazioni nascoste fra le righe?

Che domanda mi fai? Certo che contiene influenze, è normale. Non so quali autori hanno influenzato la genesi: gli altri autori, i grandi, ci sono entrati dentro, dunque non è nemmeno giusto parlare di influenze, ma di metabolizzazione; sono diventati parte di me. Il libro è stato influenzato, nella sua genesi, solo da un autore: Franz Krauspenhaar. E' un libro mio al 100%, nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti inevitabili.



5. Come definerebbe lo stile adottato per questo suo ultimo lavoro? Ad alcuni il suo stile è parso una via di mezzo fra Céline e gli autori della Beat Generation, con qualche influenza presa a prestito da Curzio Malaparte. Francamente io non ravviso nella sua scrittura un flusso narrativo che si possa definire beat: c'è forse stato da parte sua il tentativo, consapevole o inconsapevole, di dar corpo a qualche cosa di vagamente beatnik ma niente di più.

Malaparte e Céline, più ancora dei beat, sono autori per me fondamentali. Detto questo, ho usato il mio stile, che puoi ritrovare anche in "Cattivo sangue", che invece ti è piaciuto; è lo stesso stile, il mio.



6. Nel romanzo "Era mio padre" dichiara che Henry Miller ha fatto di lei uno scrittore. Lo sapeva che Kerouac, grandissimo estimatore di Miller, rifiutò d'incontrare il suo idolo? Per quale motivo, a suo avviso?


Per timidezza, sicuramente.



* Tutti possono partecipare, purché le domande siano firmate anche solo con un nick palesemente falso!

Calunnie e volgarità gratuite nei confronti di chiunque, anche se firmate, il responsabile di questo blog Iannozzi Giuseppe si riserva di cancellarle senza alcun preavviso e senza essere tenuto a portare qualsivoglia spiegazione.

Per partecipare all'Inquisizione non è condizione indispensabile che si sia letto il libro, si possono difatti fare domande a 360 gradi.

Il responsabile di questo blog si riserva la facoltà di aggiungere delle regole e della crudeltà a sua insindacabile discrezione a questa Inquisizione.






Non dimenticare di leggere di Franz Krauspenhaar & Compagni di merende gli insulti e le calunnie, che forse costituiscono l'essenza più profonda del lavoro di questo autore, che declama a destra e a sinistra, non dimenticando il centro ovviamente, d'essersi fatto il culo.

Potete farvi idea dell'estrema raffinatezza di questo autore, Krauspenhaar, cliccando qui o in alternativa sull'omo che se lo strapazza allegro più d'una colomba pasquale sopra la stella cadente dell'albero di Natale!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:52 | libri, interviste, scrittura, iniziative, primo piano, critica letteraria, scrittori, critici letterari, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (10)



angeli e demoni

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -






angeli e demoni
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Porci morti
 
 
a Chatterly,
che è Ginevra in terrà di King Arthur
 
 
Pioggia cadi, e cadi
incessantemente,
tra ratti orrendi e bestie oscure
che l’occhio vivo ignora di sicuro;
infanga i cadaveri sottoterra
finiti e decomposti per troppi peccati,
per quella Vergogna
che dì dopo di
a piene mani noi raccogliemmo.
Pioggia cadi, e cadi
incessantemente;
scava dentro alle carni
per buona parte già decomposte,
e se non puoi mondarle
lavale e componile nel fango.
Pioggia cadi e porta via
dalle vuote orbite
quel poco di noi che è rimasto,
porta via il bello e il brutto,
il secondo soprattutto;
cadi dentro e rovina dei feretri
il legno marcio;
apri immense ferite in ogni asse
affinché per le marcescenti spoglie
il legno non sia più
nemmeno temporaneo riparo.
Sprofondaci nel fango,
in fondo alla terra
tra le radici dell’inferno.
 
Cadi pioggia, cadi
e sprofondaci sempre più in basso,
noi porci altro non meritiamo.
 
 
 
 
 
Padiglione Cancro
 
 
al mio amico Christian,
ricordando Aleksandr Isaevič Solženicyn
 
 
Siamo tutti malati
di colpa di vergogna di sacro dolore
Nei nostri letti-sepolcri-imbiancati
ciarliamo del più e del meno
aspettando che la luna illumini
la Falce qui nel Padiglione Cancro
 
Il ragazzo era uno a posto,
si faceva il culo da mane a sera,
portava i giornali di porta in porta
Aveva un futuro zero alle spalle e davanti,
ma continuava a pedalare come un ossesso:
non mancava mai un appuntamento,
preciso come un killer il giornale te lo portava
fin sulla porta di casa
Certe volte si assicurava persino
che l’abbonato lo raccattasse da terra
Era un tipo a posto, distribuiva giornali
per pochi soldi a fine mese; di notte studiava
come guarire dalla Vita, la madre
nel letto agonizzante, senza più fiato,
lo invocava nel suo Nome
Era un tipo a posto, non sopportava
il dolore della donna; lasciava allora cadere i libri
sul pavimento freddo e come cucciolo smarrito
si arrampicava sulla sponda della malata
piangendo a dirotto
Era un ragazzo e l’hanno fatto fuori
in un momento; quello grida “giornale!”,
quell’altro più fatto e piatto di Cristo in Croce
gli ha sparato con un cannone preciso in fronte
Un buco perfetto, per Dio!
Le ginocchia gli hanno ceduto subito
ma senza un lamento: solo dal Terzo Occhio
appena accecato per l’Eternità una lacrima di sangue
La donna non lo sa che non tornerà mai più
a baciarle la fronte; lei lo aspetta gemendo
il figlio, qui nel Padiglione Cancro lavato
di tanto in tanto da un pallido raggio di luna
 
Il giorno dopo l’hanno scritto in terza pagina
che è stato fatto fuori da uno coi grilli per la testa:
“Naziskin spara a bruciapelo a un suo coetaneo,
scambiandolo per un pubblicista comunista!”
 
Nei nostri letti-sepolcri-imbiancati
siamo rimasti tutti senza parole, ma per fortuna
la poverina non può più capire un’acca
Vaneggia ma solo di tanto in tanto, grida il Nome,
grida “Cristo!”, poi sprofonda in un sonno
più atroce della morte
E’ qui da meno di ventiquattro ore
ma non ne avrà ancora per molto
Non ne avrà ancora per molto, lo sappiamo tutti
qui nel Padiglione Cancro
 
 
 
 
 
Dalla A alla Z
 
 
ad Alice,
che ci ha dato un taglio!


Io non posso dirti le parole
Le parole corrono più veloci
dei pensieri, più dei battiti
del cuore; ti lasciano indietro
a guardarti le punte dei piedi,
a domandarti dove, dov’è
che hai sbagliato e se hai
sbagliato sul serio
- come ti vien sussurrato
in un orecchio a tarda notte
dal Maligno
 
Le parole sono lame di rasoio
Tagliano i polsi e gliene frega
poco o niente che tu sia innocente
o colpevole; le parole dissanguano
chiunque osi pronunciarle
in preghiera o per maledizione
Le parole, le parole, le parole
sono come le campane suonate a morto
 
Io non posso dirti le parole esatte
Posso suggerirti un vocabolario
che piace a me per restare poi a vedere
come andrà a finire il tuo Destino
Io posso scegliere per te Re e Regine
dal mazzo, e spararti in piena fronte
un Asso se solo mi gireranno un poco
le scatole
Le parole, le parole, le parole,
queste lame di rasoio sui polsi:
sei sicura di volerle conoscere
proprio tutte, dalla prima all’ultima?
Sei sicura di voler imparare a scrivere
la parola Fine?
 
Amo così tanto, così tanto sussurrarti
all’orecchio parole a tarda notte
Sono certo che puoi capire
il motivo del mio amore così profondo
Sono certo che anche tu lo vuoi
un amore così, come me
 
 
 
 
 
Dolce fanciulla, mi sparo
 
 
a Vany,
perché mi coccoli un po’ di più
 
 
Dolce fanciulla
la tua amica dichiara
così spudorata
che lei ama
più d’ogn’altra cosa
il dolce far nulla
Ma tu dimmi
la verità, se c’è:
m’hai forse lasciato
perché ti piace quello
che c’ha la faccia pesta
tipica del poliziotto
in carriera?
Dimmelo a bruciapelo
e sarò contento,
contento sì, in ogni caso;
ma poi però te lo giuro
che punto la pistola
alla tempia e mi sparo
Dopo sarò io a ridere
trovandoti in ginocchio
costretta a pulire il casino
che ho lasciato a te sola;
non ti basterà l’olio di gomito
né tutta la tua santa pazienza
per far fuori tutto il sangue
che sul pavimento resiste
in mia sola eredità
 
 
 
 
 
Mai sconfitti da alcuno
 

a Cinzia,
che ben sa che la vita non è
un arrendersi ad essa
senza mai pigliarle contro addosso


Pisciammo ch’era notte fonda
Pisciammo liberi al chiar di luna
controvento sfidando la iattura,
l’Occhio di Iside e la bontà
a ogni costo; pisciammo sulle grida
delle rane - troppo umane
con quei loro ghigni larghi larghi -,
cacciate dentro sporche acque stagnanti
 
Dilapidammo il Tesoro di Alì Babà
e dei Quaranta ladroni ricchioni
Tagliammo la mano a Creso
per grattarci il culo offeso
Accecammo il gigante Polifemo
per portare il suo occhio immondo
in dono ai finti ciechi e alle malelingue
Strappammo la lingua al bue e all’asinello
e lungo la strada derubammo pure i Re Magi
Trascrivemmo su bianca pelle umana per intero
il Milione di Marco Polo, perché il Condannato
ricordasse fino all’ultimo dei suoi giorni
Il Grande Perché
Bruciammo la barba del corpo di Nostradamus,
poi a culo libero cagammo chi più chi meno
sul suo negro epitaffio di sfortune
Tagliammo i baffi a Stalin e a Lenin
Tagliammo senza pietà tutti gli uccelli
che violentarono la Bellezza
in un Sogno di Mezza Estate
 
Tutto questo noi facemmo
Non eravamo né santi né eroi
Ma non eravamo neanche poveri diavoli
Tutto questo noi lo facemmo
e lo facemmo sul serio a dispetto
di tutto l’odio che ci veniva sputato contro
Lo facemmo ed eravamo solo degli uomini
proprio come voi, proprio come voi
 
 
 
 
 
Libero per la morte
 
 
Mi hai liberato dalle catene
della solitudine
solo per spezzarmi il cuore
in due, ma te ne faccio dono
lo stesso; riposerò a te a fianco
freddo nella morte impalpabile,
pregando nel profondo
dei miei abissi che una lacrima
un giorno dai tuoi occhi scenda
a ridestar in te il ricordo almeno
dei giorni felici insieme.
 
 
 
 
 
Tu, mia Gerusalemme Liberata
 
 
Eri tu la mia Gerusalemme Liberata,
la Stella Polare il sale e lo zucchero
Eri tu il suono delle campane al mattino,
la gioia e la rabbia d’affrontare un nuovo dì
Eri tu il mio unico vanto ed egoismo,
colei che m’insegnava a stare in società
Eri tu ad allontanarmi dalla ricerca della Verità
per accogliermi fra le tue braccia
lasciando che il mio capo stanco cadesse
sul tuo seno in fiore
Eri tu sola che m’amavi imperfetto
come sempre sono stato dal primo momento
ai tuoi occhi d’angelo cieco eppur vero,
vero più di chiunque altro sulla faccia della terra
Eri tu, eri tu, eri tu il mio nome sulle labbra,
la bellezza disperata e selvaggia d’averti accanto
 
Eri tu la mia Gerusalemme Liberata
Ed allora perché bastò un colpo solo del destino
per portarti via per sempre dall’anima mia?
 
Maledico il Passato ma non il tempo insieme passato
Maledico quell’unico momento passato
che ti ha uccisa proprio fra le mie braccia impotenti
sotto la doccia dei miei occhi ciechi e piangenti





Brave New World (from Live in Rio) - Iron Maiden


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