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MORTE IN UNA ISTANTANEA
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sabato, ottobre 30, 2004
They kiss my ring in interviews on bended knees
In victory I'm magnanimous and charming when
I speak exclusively at length to CNN
About power over people in a palace
with a permanent guard
and the flags unfurled
With devotion, dedication, celebration
not some cheap charade
I will rule the world
All of these delusions of grandeur
because they said 'We don't understand you'
and I want revenge
Ring the bells, tell everyone
Revolution can be fun
RAGNATELA DIMENSIONALE DI ANNARITA PETRINO
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venerdì, ottobre 29, 2004
LA RAGNATELA DIMENSIONALE
DI ANNARITA PETRINO
di Giuseppe Iannozzi
Forse qualcuno ricorderà Frankestein di Mary Shelley, o se non altro il mito letterario che intorno gli è stato costruito: il mostro, il diverso, ha ricoperto il ruolo d’essere il primo cyborg letterario degli ultimi due secoli. E’ stato detto più volte, da più parti, che
Protagonista di “Ragnatela dimensionale”, il primo romanzo di Annarita Petrino. è una giovane per metà essere umano e per metà cyborg: Shine. Il romanzo è una “ragnatela” narrativa abilmente costruita, che conduce il lettore in quegli spazi dell’intelligenza artificiale che già da tempo sono stati disegnati da Isaac Asimov e William Gibson. L’Autrice però conferisce maggiore umanità e profondità ai suoi personaggi rispetto a quelli più famosi dei già citati padri della Fantascienza moderna: è questo un azzardo, ma che
Stranamente “Ragnatela dimensionale”, il romanzo di Annarita Petrino, è stato inserito nella Collana I Delfini indicandolo come un'avventura adatta ad un pubblico giovane; ma io ho i miei dubbi che un romanzo così possa essere adatto ad un pubblico di soli ragazzi; è un romanzo divertente e ricco di colpi di scena abilmente orchestrati che riesce a tenere ben sveglia l’attenzione del pubblico tutto. Contrariamente a tanti romanzetti di Fantascienza usa&getta, malamente scritti (o tradotti), “Ragnatela dimensionale” è scritto con genuina verve e notevole passione: lo stile è adamantino, e seppur la trama sia “una ragnatela di accadimenti”, l’Autrice grazie alla limpidezza della sua scrittura riesce nel non poco difficile compito di emozionare il lettore incollandolo alle pagine della storia, riga dopo riga.
Annarita Petrino dà un nuovo soffio di vita “emozionale” ad un genere letterario che sembra esser stato dimenticato da molti autori che si dicevano “puristi della science fiction”. Ed è questo un contributo notevole per
Ragnatela dimensionale - Annarita Petrino - Collana: I Delfini n. 2 - Delos Books -Pagine 302 - Euro 15,50 - ISBN 88-89096-02-0
“Ragnatela dimensionale” è ordinabile solo su Delos Store:
Il sito ufficiale di Annarita Petrino:
Intervista
ad ANNARITA PETRINO
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Cosa ha significato per te scrivere "Ragnatela Dimensionale"? Leggendo il tuo romanzo, si ha l'impressione, forse erronea, che molto del tuo universo immaginario sia costruito riprendendo quei temi che furono cari a Isaac Asimov. Puoi spiegare ai lettori di queste pagine come è nato il romanzo, quale l'ispirazione principe che ti ha portata a scriverlo?
L'impressione non è affatto erronea se pensi che a 13 anni, mentre tutte le mie coetanee leggevano giornaletti per teenager io mi immergevo nel fantastico viaggio proposto da Asimov in "Destinazione Cervello" e ti posso assicurare che a quell'età non è per niente una lettura semplice. C'è sicuramente molto di Asimov in quello che scrivo, ma non è una cosa che faccio intenzionalmente. Forse se mi mettessi a scrivere con l'idea di imitarlo verrebbe fuori una vera schifezza. Ad ogni modo è stato proprio lui l'ispiratore della mia attività di scrittrice. Dopo aver terminato la lettura del Ciclo dei Robot, infatti, mi sono chiesta se anch'io sarei stata in grado di scrivere qualcosa di così avvincente. Con questo non voglio dire che avessi in mente di produrre qualcosa al suo livello, dato che questo non credo sia possibile, ma sicuramente volevo scrivere qualcosa che ci si avvicinasse. Così ho cominciato a dare sfogo alla mia fantasia inventando storie avventurose che avevano me come protagonista. Dovete sapere, infatti, che la madre di Shine, Lory ero io nelle avventure che scrivevo all'epoca. Poi, con il passare del tempo, sono arrivata a "Ragnatela Dimensionale" che invece è un romanzo più maturo e più profondo rispetto a quelli che lo precedono. Ma l'ispirazione principe, per voler usare una tua espressione, è stata quella di voler trasformare le avventure di una ragazzina in qualcosa che avesse più spessore.
2. La tua eroina è una contestatrice o è più giusto dire che è fondamentalmente nichilista? E rispecchia, almeno in parte, le idee di Annarita Petrino, dell'Autrice?
Né l'una né l'altra anche se a prima vista potrebbe apparire l'esatto contrario. Shine è una ragazza cyborg adolescente e queste tre cose già bastano a spiegare il suo comportamento. L'impressione che dà Shine è quella di una ribelle che non crede in nulla, ma non è così. Deve semplicemente maturare sia mentalmente che emozionalmente. Quello a cui Shine cerca di opporsi è una visione razzista della Galassia da parte degli esseri umani, solo che lo fa con una tale forza da passare spesso dalla parte del torto. Il riscatto per lei arriverà solo alla fine. Per quanto riguarda le mie idee, Shine mi assomiglia solo nell'irruenza e nella radicalità del modo di pensare, quanto poi a metterle in pratica siamo completamente diverse.
3. Forse erroneamente, in copertina, "Ragnatela dimensionale" viene indicato come un'avventura adatta ad un pubblico giovane. Io non sono dello stesso avviso: credo invece che il tuo romanzo ponga bene in evidenza tanti problemi sociali e politici, in chiave metaforica, che sono del nostro tempo storico. Potresti spiegare il motivo per cui "Ragnatela Dimensionale" è, prima di tutto, un libro di Fantascienza adatto ad un pubblico che non è solo quello dei giovani o giovanissimi?
Quando l'ho scritto non avevo intenzione di creare un romanzo per ragazzi, ma solo un romanzo di Fantascienza. Come hai giustamente sottolineato, ci sono temi più che attuali che lo rendono invece adatto a tutte le fasce d'età. Sono sempre stata convinta del fatto che se fosse stato letto e apprezzato, sarebbe stato per quello che narrava, più che per il modo in cui lo faceva. "Ragnatela Dimensionale" parte dai problemi di un'adolescente, è vero, per arrivare poi a problemi di dimensioni cosmiche che a ben guardare sono gli stessi che abbiamo noi oggi. E' in virtù di questo che ritengo questo libro in grado di interessare tutti e non solo i giovani.
4. Ricollegandoci alla precedente domanda, "Ragnatela Dimensionale" è un romanzo che propone anche dei valori sociali, civili e/o politici? O, più semplicemente, si tratta di un'avventura il cui scopo precipuo è quello di catturare la fantasia del lettore per tradurlo in un universo immaginario ma possibile?
Non si tratta solo di fantasia, dato che come ho detto molte problematiche sono tristemente reali. Si, ci sono dei valori sociali, civili e perchè no? Anche politici, quelli di una Galassia che fatica a costruire la pace e a mettere da parte i pregiudizi. Quello che propongo è senza dubbio un universo immaginario, ma che benissimo potrebbe essere il futuro di un Governo, che nel corso degli anni abbia imparato a mettere al primo posto il rispetto e a prestare attenzioni alle reali esigenze dei cittadini. E' così difficile da immaginare?
5. Questa è probabilmente una domanda che già ti è stata posta mille e più volte, ma, ogni tanto, ripetersi un po’ non guasta mai, dunque chi è Annarita Petrino?
E’ una ragazza di 27 anni con tanta tanta immaginazione ed una passione sfrenata per tutto ciò che esula la realtà presente. Le piace immaginare il futuro e sognare un mondo che al momento non esiste. Chi mi conosce lo sa… che in tutto quello che dico c’è sempre un piccolo riferimento al futuro. Ho semplicemente voluto provare l’emozione di riversare il mio sconfinato immaginario in qualcosa che gli altri possano leggere, apprezzare o detestare.
6. Quali altri autori investono il tuo immaginario oltre all’indiscusso maestro Asimov?
Contrariamente a quanto si può pensare non leggo solo di Fantascienza, ma spazio anche in altri generi. Per esempio ho un’autrice che stimo tantissimo anche se non appartiene alla sf. Si tratta di Patricia Cornwell creatrice della patologa più famosa della letteratura contemporanea. Mi piace molto il suo stile e la sua capacità di descrizione degli stati d’animo. È una qualità che apprezzo in un autore. Tornando alla Fantascienza dopo Asimov viene sicuramente Gibson che mi dà una visione più apocalittica e cyperpunk della realtà. Il suo “Aidoru” è stato per me una rivelazione.
7. L’intelligenza artificiale, o AI, quanta ce n’è in “Ragnatela Dimensionale”? Non è da poco tempo che si trascina un dibattito fiume sulle AI: la tua opinione in merito facendo riferimento al tuo romanzo.
Quando sento parlare di intelligenza artificiale mi viene in mente il robot positronico di Asimov [ ovviamente :-) ]. Al momento siamo molto lontani da una simile perfezione, ma siamo su una strada a scorrimento veloce dalla quale non è possibile scendere. Nel mio romanzo i Terrestri sono stati quasi completamente distrutti da un programma per computer di loro ideazione. Si tratta di una intelligenza artificiale che ha superato quella del suo ideatore ed è sfuggita al suo controllo. Il buon vecchio mito di Frankestein torna a farsi sentire con un avvertimento: fare le cose con un certo criterio. Poi ci sono i robot ed i cyborg. Anche le loro intelligenze sono derivate da quella dell’uomo, però non costituiscono un pericolo per lui, e anzi convivono più o meno in modo pacifico. Ho voluto mostrare le due facce della medaglia. Non mi ritengo in grado di fornire una soluzione al problema, ma volevo mostrare quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi.
8. Come hai affrontato l’atto creativo, mentre pensavi di scrivere – e scrivevi – “Ragnatela dimensionale”? Avevi già tutta la trama in testa o l’hai sviluppata passo dopo passo?
Secondo alcuni scrivere un libro è faticosissimo, ma per me è una cosa molto naturale. “Ragnatela Dimensionale” è nato dopo un’immagine che mi si è proiettata in testa. Una ragazza correva perché aveva qualcosa di urgente da fare. Da lì è nato tutto e mano a mano che scrivevo la trama prendeva forma. Avevo in mente solo le linee essenziali e intorno a quelle ho costruito l’intero svolgimento della vicenda.
9. A tuo giudizio, esistono dei modi o delle tecniche particolari per scrivere della buona Fantascienza? E perché scrivere science fiction piuttosto che mainstream?
Bella domanda. Io non ho seguito alcun corso di scrittura e mi sono rivolta al genere fantascientifico perché era quello che più amavo. Forse un giorno mi indirizzerò altrove, non so. Comunque era quello che più si avvicinava al mio immaginario e alle mie esigenze di espressione. Dunque ho scritto quello che intendevo narrare. A mio avviso qualunque libro può essere ‘buono’ indipendentemente dal genere, purché venga scritto con la passione e l’irruenza dell’idea iniziale. È solo una mia opinione, ovviamente, perché è così che scrivo io.
10. La questione è abbastanza annosa e più volte portata all’attenzione del pubblico: si dice che
È un’opinione abbastanza diffusa, molto legata secondo me al fatto che è considerata un sottogenere e spesso viene confusa con il fantasy. A volte mi fermo ad osservare gente con i telefonini palmari, auricolari che sembrano caschi, computer portatili sempre più maneggevoli e funzionali… e mi chiedo: “Quanti di loro amano
11. A questo punto è d’obbligo farti una domanda un momento cattiva, forse antipatica: chi, a tuo giudizio, oggi, fra gli autori italiani, sa ancora scrivere della buona Fantascienza?
Qui purtroppo devo ammettere la mia ignoranza in materia. Per anni mi sono nutrita dei libri di Asimov, spaziando occasionalmente con libri di altri autori stranieri e tentando anche altri generi. Contemporaneamente è arrivato il cinema. Per quanto riguarda
12. “Ragnatela dimensionale” è un romanzo a sé stante, o piuttosto trattasi del primo capitolo d’una saga che in futuro proseguirà?
Proseguirà eccome se tutto va come dico io. Esso già si pone al termine di un’altra minisaga e vede dopo di sé altre avventure con Shine come protagonista. E’ solo il primo capitolo di una serie che vi terrà col fiato sospeso fino alla sua conclusione. Garantito.
13. Non è che potresti anticiparci qualcosa a proposito degli eventuali futuri capitoli delle avventure di Shine?
Perché no? Quello che ho intenzione di realizzare [e che è già tutto nella mia testolina] è un’epopea che ha come tema centrale la lotta tra il Bene e il Male. Posto questo, Shine si troverà a dover svelare i misteri del luogo dove tutto ha avuto origine e che in questo primo capitolo viene solo accennato: “Stella Universale”. Intorno ad essa gireranno i destini dei vari personaggi e vicende secondarie si uniranno alle principali. Per soddisfare la vostra curiosità posso dirvi che i legami di sangue porteranno Shine a dover prendere una decisione importante, dalla quale dipende la sopravvivenza di tutte le forme di vita dell’Universo.
14. A chi è indirizzato “Ragnatela dimensionale”? Perché si dovrebbe leggere il tuo romanzo? Cosa aggiunge, secondo te, a quanto è già stato detto intorno ai cyborg e all’avventura? Domanda imbarazzante, ma non puoi sfuggire. ;-)
Eh eh. Molto semplice e per nulla imbarazzante per me che credo ciecamente in questo romanzo. Lusinghe a parte, innanzitutto è un’avventura che ti tiene con gli occhi incollati fino all’ultima pagina. Un brodo primordiale di tematiche e personaggi che si intrecciano lungo lo svolgimento della vicenda ed ognuno dei quali apre capitoli futuri e si riferisce a quelli passati, senza però intaccare la piena comprensione di questo primo libro. Il discorso cyborg è il punto forte del romanzo. Il cyborg qui non viene inteso solo come umanoide metà uomo e metà macchina, ma come essere emozionale. Che cosa intendo? Una creatura semimeccanica che si trova a dover fare i conti con un’eredità di sentimenti ed emozioni vecchi di milioni di anni in una struttura del DNA completamente nuova. Ne viene fuori un essere superiore all’essere umano dal punto di vista fisico, ma con un bagaglio di emozioni che non sempre riesce a gestire e che il più delle volte vince la sua natura in parte meccanica.
15. Shine, la tua eroina, è una cyborg: quali dissidi interiori vive? E perché? E come cerca di risolverli?
In primo luogo Shine è un’adolescente alle prese con l’inevitabile confronto con la madre che appare ai suoi occhi perfetta ed insuperabile. In secondo luogo è un cyborg nato dall’unione di un robot umanoide dotato di poteri speciali e di un’entità benigna discendente di una potente stirpe. In più ha nelle sua mani il controllo della Galassia. Tutto questo le provoca dissidi che appaiono insormontabili a cominciare dai tentativi si strapparle il comando alla scoperta dell’amore. Shine unisce il tutto in una soluzione che non lascia respiro fino alla fine. La sua natura di cyborg a volte aiuta e a volte ostacola la sua maturazione ma l’eroina che incontriamo alla fine del romanzo non è sicuramente quella delle prime pagine.
16. Il tuo romanzo è stato pubblicato da DelosBooks. Hai mai pensato di tentare altre vie, magari partecipando al Premio Urania?
Devo proprio dirlo: Ragnatela Dimensionale ha già partecipato al Premio Urania, ma non ha vinto. :-) Poco male, non mi sono certo arresa. Per quanto riguarda il futuro, non so ancora che cosa mi proporrà. Una cosa è certa: ho intenzione di proseguire su questa strada e di marcarla a fuoco.
17. Sicuramente non ti ho posto delle domande importanti, quindi, come sono solito fare, ti lascio tutto lo spazio che vuoi per parlare del tuo romanzo, “Ragnatela dimensionale”, nella maniera e nella forma che preferisci. Quindi, fatti sotto, e raccontaci qualcosa di più di questo tuo esordio narrativo, che fa ben sperare per il futuro della Fantascienza nostrana.
Credo di aver già detto tutto di questo libro o almeno lo spero. È stato il mio esordio narrativo, è vero, il parto di una mente che aveva tanto da dire e che ha voluto farlo nel modo a lei più consono… scrivendo. Tra tutti quelli che avevo scritto l’ho trovato il più adatto per essere pubblicato, perché arrivato dopo un salto mentale ed una maturazione non indifferente. Ragnatela Dimensionale è solo un gradino, che però io reputo importantissimo e che mi servirà per arrivare al secondo e da lì alla cima. Ci ho creduto così tanto da desiderare che altri lo leggessero e lo apprezzassero e sono già enormemente soddisfatta dei risultati che ho raggiunto.
18. Quali i tuoi progetti per il futuro in campo artistico e creativo?
Sicuramente proseguirò la saga di Shine, di cui ho già pronto il seguito, ma ho anche intenzione di dedicarmi ad altri romanzi, sempre di sf che esulano dalla saga. Inoltre ho per le mani un progetto oserei definire titanico, di cui non posso anticiparvi nulla perché non sono ancora sicura che andrà in porto. Se lo farà, sono certa che ne sentirete parlare!
19. Cara Annarita, sei stata gentilissima e davvero molto paziente a rispondere a tutte queste domande, alcune non poco impegnative. Da parte mia, ricevi il più sincero augurio di grande fortuna.
Io ringrazio te Giuseppe, non solo per l’intervista me per la disponibilità e la gentilezza che hai sempre dimostrato nei miei confronti. Per aver creduto nelle mie possibilità sin dall’inizio.
Grazie davvero. Di cuore.
Annarita
TRE BLUES & LA LUNA
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giovedì, ottobre 28, 2004
Tre Blues & la Luna
COME TI SEI VENDUTO!
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mercoledì, ottobre 27, 2004
Amore, ti lascio così. Ma ti auguro che un giorno tu possa perdonarci tutte le carezze sciupate e le frottole bevute in quel caffè.
”E di chi altri, allora?”
LA NEBBIA CEREBRALE DI ANDREA GOTICO
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martedì, ottobre 26, 2004
DI ANDREA GOTICO
a cura di Giuseppe Iannozzi
Andrea Gotico nasce nel
Ciò che maggiormente stupisce nel lavoro di Andrea Gotico è la semplicità, una semplicità complessa che non ricerca motivazioni razionali agli eventi della realtà e dell’irrealtà che l’autore descrive con poetica precisione. Difficile, se non impossibile, specificare il genere letterario di una opera come Nebbia Cerebrale: è un lavoro che rifiuta le etichette e che si lascia leggere tutto d’un fiato. Lo stile, poetico, spesse volte fumoso, descrive l’anima della realtà per tradurla in irrealtà; ma chi di noi può dire con certezza assoluta cosa è reale e cosa invece non lo è? L’autore sembra quasi suggerirci, attraverso la sua storia, che reale e irreale appartengono ad una stessa dimensione esistenziale. E’ una ricerca spirituale dove il protagonista è avvolto dalle nebbie reali/irreali di una Torino magica, una città che nasconde se stessa agli occhi di chi non ha fantasia, ma anche una città crudele dove si incontrano i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri dubbi, i nostri amori, e tutti assumono la concretezza di spiriti materiali, palpabili. Eppure, alla fine, anche questi spiriti palpabili si dissolvono, entrano, o meglio escono dalla nebbia che li avvolge, per tornare ad essere liberi, e libero diventa Tiboldi, il protagonista di Nebbia Cerebrale.
Andrea Gotico pur negando uno stile adamantino, riesce, attraverso la sofferta costruzione di archetipi onirici, a dar vita ad una realtà cerebrale, onirica, perfettamente credibile. Alle volte si ha la sensazione che la storia avvolga il lettore in un mare di fumosa nebbia, eppure ogni volta il lettore riesce ad emergere da questa nebbia e lo spirito si inebria respirando a pieni polmoni. La fumosità della storia è solo apparenza, perché il costrutto narrativo è sostanza, e questa è la materia espressiva che interessa l’autore.
Nebbia Cerebrale è un romanzo delicato, sensibile, inquieto, profondamente introspettivo che non manca di entusiasmare il lettore con la forza dell’immaginazione, e proprio questa disegna le mille contraddizioni dell’uomo moderno sempre più chiuso in se stesso e quasi mai disposto a prestare ascolto al prossimo. Andrea Gotico evidenzia tutto ciò attraverso atmosfere sognanti, attraverso le inquietudini che ognuno di noi cova dentro al proprio spirito. E’ un romanzo che tratteggia un ottimismo disperato, mai banale o vittimista: la ricerca dell’Ego è affidata alla poesia, quella popolare, quella spontanea che nasce dal vivere ogni giorno la realtà, una realtà che non è mai tale e che per essere compresa necessita di essere indagata con la forza dell’immaginazione.
Posso definire Nebbia Cerebrale come un romanzo allegorico, ma non sono in grado di appiccicargli addosso nessuna etichetta letteraria: non è fantascienza né fantasy o horror, molto più semplicemente è un romanzo che si pone a metà strada tra letteratura classica e letteratura di genere.
Dall’Introduzione di Alessandro Del Gaudio: “Andrea Gotico è uno scrittore che non ha mai avuto vita facile con gli editori. Il suo primo romanzo ha ottenuto un buon successo di pubblico e critica eppure prima di essere pubblicato da Autori Esclusi ha ricevuto numerosi rifiuti. Si può dire che l'avventura di AE sia nata dalla sua idea di autoprodursi, pubblicando a proprie spese il libro e puntando sulle proprie qualità. La risposta non si è fatta aspettare, il termine Nebbia Cerebrale è diventato un sinonimo diffuso del disagio esistenziale, superarla significa risollevarsi dalla depressione. Fin dal suo primo libro emerge la particolarità dello stile di Gotico, scarno ma efficace, semplice ma azzeccato. Quest'autore non cerca la raffinatezza, sarebbe tempo sprecato. Per poter colpire con le sue storie ha bisogno di comunicare in modo affettato la propria idea, di elevarla a slogan. Il suo genere è fortemente allegorico, racconta favole molto singolari, ma parla di cose vere. La scrittura è la sintesi di tutta la sua produzione, che si esprime anche nel fumetto e nella fotografia. I suoi miti sono tutti quei personaggi che escono dai canoni, le voci fuori dal coro: Umberto Verdirosi, William Wallace, i Sepultura, per citarne alcuni. Malgrado questo a Gotico non piace essere etichettato, una sua storia può piacere o no, ma si distingue sempre per l'originalità e quel tocco di genialità che sono un po' il suo marchio di garanzia.”
Nebbia Cerebrale è un lavoro coraggioso, innovativo che non si lascia violentare dalla critica. Chi legge un romanzo come quello di Andrea Gotico, può solo amarlo, ma non è escluso che qualcuno possa rimanere indifferente. Eppure, anche chi rimarrà indifferente alla poesia immaginifica dell’autore non sarà capace di odiare né l’autore né il suo romanzo. La grande forza espressiva di Nebbia Cerebrale è proprio questa: non lascia spazio all’odio, forse all’indifferenza, ma non all’odio. Eppure, per certi versi, anche l’indifferenza, che uno scritto come questo può suscitare nel lettore, è comunque una indifferenza cerebrale, perché in fondo al cuore, nelle latebre dello spirito, una corda, almeno una, viene toccata, scossa, vibrata. Un’ottima prova per un giovane autore, che, non nutro dubbio, in futuro sarà capace di emozionarci ancora. Il rinnovamento stilistico ed espressivo delle nuove leve di scrittori italiani ha trovato in Andrea Gotico un valido, umile esponente.
Nebbia Cerebrale (La seconda ristampa è arricchita dalle bellissime illustrazioni di Gianpiero Ferrari) – Andrea Gotico - Autori Esclusi - pp. 86 - Euro 6.50 - ISBN 88-900838-7-5
INTERVISTA AD ANDREA GOTICO
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Vorresti presentarti ai lettori, a quanti ancora non ti conoscono?
Guarda, molto semplicemente, anche perché non sono in grado di presentarmi, sul mio sito dico di essere un’aspirante scrittore, fotoreporter, pittore e bla bla… ma in realtà mi reputo un essere vivente che prova ad esprimersi come crede, c’è chi lo fa facendo il pane e chi facendosi saltare in aria in un bar…
2. Allora, Andrea, una domanda di rito: come hai iniziato a scrivere? Chi o cosa ti ha spinto a diventare artista?
Diciamo che in qualche forma l’ho sempre fatto ma principalmente per una delusione d’amore… e scrivere mi aiutato ad uscirne vivo.
3. Hai recentemente pubblicato un ottimo romanzo breve, Nebbia Cerebrale, per i tipi Autori Esclusi: è un condensato di forte immaginazione, un viaggio spirituale… ma è anche cerebrale e nebbioso come i migliori lavori di William Burroughs. Vorresti spiegare il perché e il percome di questo tuo lavoro?
Ti ringrazio per il complimento. Nebbia Cerebrale è nato da sé, nel senso che ho sentito il bisogno di scriverlo ed è venuto fuori così, senza pensarci troppo su, l’ho iniziato senza neanche sapere come sarebbe finito… Nebbia Cerebrale è un viaggio che ho fatto in diretta con esso (non so se mi sono spiegato).
4. Leggo in quarta di copertina che l’hai scritto in cinque indimenticabili notti: perché scrivere avvolto dalla magia della notte?
Per l’appunto questo viaggio è durato cinque notti e devo dire che le ricordo come tra le cinque più belle… mi sono divertito un sacco. E comunque di notte è più facile scrivere, c’è più silenzio e soprattutto non c’è la luce, e nel buio stranamente si riescono a vedere le cose con più chiarezza.
5. Nebbia Cerebrale, pur essendo un romanzo di genere, non disprezza uno stile alto, letterario; è piuttosto raro che un autore adotti uno stile preciso come il tuo per un genere che, solitamente, ricusa tratti umanistici, eppure il risultato è ottimo, superiore alla media, un romanzo che si lascia leggere tutto d’un fiato. Cosa ne pensi?
Guarda francamente non so cosa dire e sono costretto a ripetermi perché in questo libro non c’è nulla di premeditato… è un libro scritto tutto d’un fiato e sono felice quando qualcuno mi dice che si legge tutto d’un fiato.
6. Nebbia Cerebrale è un intelligente delirio della mente ma anche dell’anima: in alcuni passi, non ho potuto fare a meno di riconoscere un forte concentrato introspettivo, spirituale. Quanto è importante l’introspezione per rendere credibile una storia? i personaggi che vivono dentro alle pagine di un romanzo?
Sicuramente quando uno scrive è difficile che non emerga qualcosa di lui e della sua spiritualità… c’è chi non ama romanzi troppo autobiografici, ma di fatto chi sente il desiderio di scrivere in primo luogo lo fa per se stesso, per esigenza personale. Se poi questo ha la fortuna di essere pubblicato, letto e apprezzato tanto meglio, anche perché credo che (almeno nel mio caso) scrivo per me stesso… ma da lì il passo è breve di sentire l’esigenza che altri lo leggano… in sostanza sarebbe come imprecare contro un muro… lì per lì ti sfoga però imprecare contro qualcuno da più soddisfazione…
7. Perché hai deciso di ambientare Nebbia Cerebrale a Torino? Torino, nel tuo romanzo, diventa una città gotica avvolta dalla nebbia, quasi medievale, quasi mistica, quasi da favola: quali autori hanno influenzato questa tua visione letteraria della città?
In realtà non è ambientato in nessun luogo specifico è una miscela immaginaria di posti che ho amato e vissuto nella mia infanzia e Torino è sicuramente uno di questi. E Torino in fondo è tutto quello che hai detto… la magia di questa città secondo me non ha eguali… è una città stimolante all’ennesima potenza anche se pochi lo notano… per il resto l’unico libro ambientato a Torino che ho letto è quello di Culicchia. Tutti giù per terra, che tra l’altro trovo bellissimo… ma credo che centri poco.
8. I personaggi di Nebbia Cerebrale, chi, o cosa, cercano?
I personaggi di Nebbia sono spesso surreali, ma in fondo non così tanto e credo che rappresentino gli amori, le paure e gli interrogativi della vita di molti, ma non di tutti.
9. Trovi che ci sia una netta differenza fra narrativa di genere e quella che molti critici definiscono cultura alta (o umanistica)?
Credo che le differenze possano essere solo soggettive… poi qui tocchi un tasto dolente, perché già il fatto che un critico abbia la presunzione di giudicare il lavoro di un altro per me è sbagliato, perché può essere vero che un libro sia più bello di un altro o più profondo, più divertente o chessoio, ma resta comunque una cosa soggettiva, perché un libro che a noi non dice nulla sta magari salvando un’altra persona dall’altra parte del globo… è un ragionamento utopico lo sò ma è solo una questione di punti di vista…Poi se pensiamo che i critici sono spesso politicizzati o pagati dai grandi editori mi sembra chiaro che forse non dicano neanche più quello che è il loro pensiero, ma mi fermerei qui perché rischio di diventare a mia volta critico verso gli altri e non mi va… e tra l’altro non so se ho risposto alla tua domanda.
10. Una tua definizione di narrativa di genere…
... posso fare una telefonata a casa?
11. E una per la narrativa umanistica… potrebbe essere…
Ma… un aiuto dal pubblico?
12. Credi che la letteratura di genere possa incontrare la cultura alta in una unica soluzione narrativa adatta ad esprimere al meglio fantasia e tormenti, contraddizioni e passioni, dell’umano esistere?
Mi stai mettendo a dura prova… mi sento molto ignorante di fronte a queste domande, posso giocarmi il Jolly?
13. La fantascienza, a tuo giudizio, cosa può esprimere e cosa non è in grado di esprimere al lettore moderno? Quali romanzi di fantascienza hanno maggiormente influito sulle tue convinzioni artistiche e letterarie?
Probabilmente la fantascienza oggi come oggi si scontra troppo con la realtà ed è sempre più difficile immaginarsi dei mondi possibili, o meglio forse è troppo facile farlo, perché l’uomo sta agendo in modo tale da rendere prevedibile il proprio futuro… se continuiamo ad affamare consapevolmente o meno la maggior parte della popolazione mondiale è chiaro che quest’ultima lotterà in tutti i modi per cambiare le cose e non bisogna chiamarsi Asimov per immaginarlo. Detto questo non credo di essere stato influenzato troppo dalla fantascienza anche perché ne ho letta davvero poca… forse più da quella cinematografica… Matrix sicuramente è un film che mi ha influenzato, anche se più che altro credo che abbia riacceso in me delle convinzioni che già avevo.
14. Pensi che un giorno scriverai fantascienza? Tu, se dovessi scrivere un racconto di sf, come lo scriveresti?
Ho partecipato ad una raccolta di racconti curata da Emiliano Maramonte per il Club Ghost intitolata I PIONIERI DELL’ANNO 3000 con il racconto dal titolo Katakumba, che immagina un mondo diviso letteralmente in due a causa delle guerre religiose. Certamente è ambientato nel 3020 circa però a volte faccio fatica a definirlo un racconto di fantascienza… forse è più un racconto d’attualità.
15. La letteratura fantastica: penso a Tolkien, a Terry Brooks e al più metafisico e letterario Michel Rio. La fantasia, come e da dove nasce? Perché c’è l’esigenza di scrivere di e
Credo che la fantasia sia un dono e non credo che nasca dall’uomo, nei quadri di Umberto Verdirosi è sotto forma di un suggeritore e io credo che ci sono persone che sentano una sorta di voci dall’alto … o dal basso, è una questione di sensibilità personale, e di un differente modo di esprimerla, si può essere fantasiosi in ogni cosa che si fa… anche pulendo i cessi! Ma spesso la fantasia nasce semplicemente per evadere da un qualcosa che non ci piace o da un qualcosa che ci piace da morire!
16. Tornando a parlare di Nebbia Cerebrale, il tuo romanzo d’esordio è già alla seconda ristampa: la ricetta per ottenere un risultato tanto positivo è… tanta buona volontà? O c’è dell’altro?
Non c’è altro… oltre al culo, c’è solo l’impegno personale, ho ricevuto decine di rifiuti da case editrici che mi hanno risposto e non risposto in modi più o meno carini… ma io credo in me stesso e penso di poter dire qualcosa… anche se sarebbe meglio dire che sento di voler dire qualche cosa allora ho deciso di auto-produrmi, il che comporta un enorme sforzo personale… insomma ti tocca fare tutto quello che dovrebbe fare una casa editrice seria… ovvero avere tanta buona volontà.
17. Nebbia Cerebrale fa parte di un progetto più ampio e ambizioso: Autori Esclusi. Quali gli intenti, i propositi di Autori Esclusi?
Una sera dopo l’ennesimo rifiuto da una casa editrice parlando con Federica (la mia ragazza). abbiamo deciso di auto-produrre Nebbia Cerebrale, e con lui è nato il progetto più ampio, quindi se vogliamo vederla con un’ottica positiva tutti questi rifiuti hanno portato ad un qualche cosa. Autori Esclusi ha il sogno di produrre autori al primo romanzo, con i quali solitamente nasce prima di tutto un’amicizia seguita da un battersi con loro per farsi conoscere. Cerchiamo persone principalmente motivate, che credano prima di tutto nelle proprie capacità e abbiano voglia di mettersi in gioco. Noi non chiediamo contributi all’autore ma chiediamo di comprare almeno 100 copie del libro (ovviamente a prezzo di stampa) e secondo me è diverso dal chiedere soldi a prescindere…è un modo di credere in due nella stessa cosa. Poi se un giorno avessimo i mezzi per produrre completamente un autore… allora forse sarebbe diverso… ma si vedrà.
Nel mio caso mi sono messo da parte i miei soldi, mi sono impaginato il libro e me lo sono fatto stampare…e come tu sai bene non costa neanche la metà della metà di quello che molti editori ti chiedono… poi dopo sta a te metterti in gioco… passare da una libreria all’altra, contattare riviste… insomma cercare di farsi conoscere e quando riesci a rientrare della spesa… bè per me è già stata una vittoria… di certo vivere scrivendo è un sogno e per ora resta tale…
18. Una tua critica all’editoria moderna: cosa rimproveri agli editori che, ieri come oggi, disprezzano e non prendono in considerazione i nuovi talenti artistici?
Qui si potrebbe scrivere un poema, ma brevemente dico che gli editori moderni se ne sbattono di cercare nuovi talenti, l’importante è fare soldi, non c’è quella curiosità di vedere se dal cilindro possa uscire un nuovo fenomeno… ma credo anche che la televisione stia mietendo vittime e la gente ha perso il senso critico e ha perso la propria individualità e la capacità di ragionare con la propria testa… voglio dire, la televisione sta crescendo una generazione convinta che se non ha l’ultimo modello di cellulare è tagliata fuori… e la cosa triste è che ci sta riuscendo alla grande. Se non è fantascienza questa (vedi Matrix)… Quindi perché comprare un libro di Alessandro Del Gaudio, di Emiliano Maramonte o di Luca Pizzolitto, quando entro in libreria e non riesco neanche ad entrarci perché davanti alla porta c’è un men hir (si scrive così?) di libri di Bruno Vespa e Maurizio Costanzo?! Per carità va bene però il sistema non aiuta in nessun modo i giovani autori… a che serve ci sono già dei cavalli vincenti su cui giocare… e se posso esprimere un piccolo giudizio che mi esce dal cuore Alessandro Del Gaudio è meglio di Bruno Vespa… però giustamente vi chiederete chi sia
19. Come consiglieresti di muoversi ai tanti giovani autori di talento che non riescono a trovare un editore?









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