101EasyWeb provides high-quality web site hosting and domain registration services. Our hosting plans allow hosting of personal and business websites, e-mails, FTP, 24/7 support and many FREE bonuses: web site builder, Front Page support, Elefante Installer with 30+ FREE PHP scripts, among them blogs, forums, e-Commerce, CMS, image galleries



la pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des

email







© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

recensioni diaboliche


De André canta De André   Martita Fardin - valeANA   France Anatole   Tamango - Profumi di...versi   Carlo Coccioli - Davide




d'amore - di Romantica Vany & King Lear

d'Amore di Vany & king Lear


Support independent publishing: buy this book on Lulu.


niccolò ammaniti, il nuovo romanzo leggilo on line!

written by King Lear    - mercoledì, gennaio 31, 2007


niccolò ammaniti


come jack comanda


Niccolò Ammaniti - come jack comanda


con tutta l'ira di dio

leggilo on line, clicca qui



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:43 | satira | BlogNews | clicca per commentare commenti (6)



ironiche un po'

written by King Lear    -


your breast


ironiche un po
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Nudi petali d’amore
 
 
Quel tuo bel seno virgineo
Quelle tue gote un po’ rosse
Quelle tue gambe lunghe eleganti
Tutto in te, tutto in te, Amore
fa supporre che sei nata per far morire
chi ti sta dietro
appiccicato a quel fondoschiena da favola
 
Tutto in te, tutto in te, Amore
fa supporre che non ti accontenterai
d’una sigaretta a buon mercato né di stare
ad aspettare sotto un lampione con la luna
a farti la spia
 
Tutto in te, tutto in te, Amore
fa supporre che sei nata per dare dispiacere
a quell’uomo che oserà toccarti con un dito
Eppure, Amore, quell’uomo ha già valicato
la linea di confine e sta venendo da te
armato di trentadue denti affilati come coltelli
perché ha una gran fame di carne tenera e rosea
 
Tutto in te, tutto in te fa capire
che non sei una di quelle che la danno via facile
Tutto in te, tutto in te fa male
Sapere che esisti, sapere che sei bella e giovane
Tutto questo è un dolore al centro del petto
Tutto questo è amore, tutto questo è amore
 
Puoi mettere alla prova quanti amanti vuoi
Saranno pronti a morire se necessario
con il volto scuro ma il sorriso sulla bocca
I tuoi giovani seni puntuti fanno capire
che sei eccitata e vergine più della madonna
Tutto in te, tutto in te conduce all’amore
Tutto in te, tutto in te fa l’uomo un uomo
in cerca di preda
 
Quando ti hanno portata in questo mondo
non potevi sospettare che solo il sesso ha senso
Quando ti hanno raccontato di cristi e santi
non potevi sospettare che la dura realtà
ti avrebbe messa in ginocchio
davanti a ben altri confessionali
E anche se oggi fai finta di non capire
è invece vero che la verità la sai in profondità
Così abbandona quella paura che fingi d’avere
e goditi questa vita perché già una bolgia l’ha data via
per niente, addormentandosi sotto la scure del boia
 
Tutto in te, tutto in te conduce al peccato
Tutto in te, tutto in te fa il peccato degno d’un uomo
Tutto in te, tutto in te fa la vita nuda e cruda
ma degna d’esser vissuta sino all’estremo limite
 
Non dire che non lo sospettavi
Non giurare che non l’avresti mai immaginato
Ti hanno raccontato tante bugie per portarti qui
Ti hanno descritto il paradiso, ma tu lo sapevi
che pure loro stavano sbavando per la tua scollatura
Hai visto i loro occhi pieni di desiderio e di altro
E allora hai fatto loro l’occhiolino,
proprio come fanno tutte le prede di carne e d’amore
Non dire che non lo sapevi
che più d’uno era ai tuoi piedi a pregarti senza fine
per un minuto almeno, uno soltanto d’amore
Non dire che non lo sentivi
scorrere il sangue nelle vene e farsi bollente
Non dire bugie se non servono
a fare eccitare chi oggi ti prega di spogliarti
dei tuoi petali di rosa per vedere uno spiraglio di dio
 
Quel tuo bel ventre liscio e virgineo
Quella tua lingua rossa e delicata
La tua schiena perfetta elegante fin giù
Tutto in te, tutto in te, Amore
fa supporre che sei nata per far morire
chi ti sta dietro
appiccicato a quel fondoschiena da schiava
 
 
 
 
 
Nonne francobolli e droghe
 
 
Piccola, m’avevi promesso
che non avresti più fumato l’erba della nonna
né che le avresti dato baci
quando ha la dentiera in bocca
per leccare meglio i francobolli
Mi hai mentito anche questa volta
Hai preso la nonna
e non te ne sei più staccata
Sono stato costretto a prenderti a ceffoni
per staccarti dalla sua dentiera
Poi, manco fossi una bambina,
col visetto rosso rosso ti sei scusata
e mi hai rivelato il tuo segreto:
“Sono una di quelle a cui piace Saffo”
Non c’ho visto più
e t’ho tirato un altro ceffone
Ma tu d’andare giù manco a parlarne;
difatti hai continuato a parlare, a dire
che non è peccato; e che poi anche con gl’uomini
Ti ho mollato un pugno: e, per dio!, che male
Stavi succhiando la dentiera della nonna
Che schifo!
 
Non c’è stato verso: ti ho lasciata
a meditare sulle vergini delle rocce dannunziane
E tu, quando sono da te tornato
m’hai rivelato che a te solo un bel noir
Quando mi hai confessato che saresti andata via
con la nonna per un viaggio sull’Orient Express,
ho capito d’averti persa per sempre
 
Adesso me la faccio con un trans argentino
con le mani in pasta e non solo
Te lo volevo far sapere che è tutta colpa tua
se ho perso la fede nell’amore
Te lo volevo far sapere che è tutta colpa tua
se oggi mi svendo solo per sesso
e per un po’ di giallo macabro successo in libreria
 
Pensare che fosti tu la mia sola gioia!
 
 
 
 
 
Giornata storta
 
 
a Cinzia
 
 
Oggi sto male, ma proprio male
Mi sta sul cazzo tutta la gente
Guardo storto pure il gatto morto
e piango ruggine senza ritegno
Il ferramenta m’ha negato il martello
L’ho messo in croce e lì l’ho lasciato,
poi me ne sono andato al supermercato
a comperare una bottiglia di ottimo aceto
 
Oggi è una giornata di quelle
Mando a fare in culo il prete e la sposa
Sull’altare, mi spiace, non ci so stare
Rubo manette ai carabinieri
e cerco un nemico con cui fumare
Rubo gl’anni al calendario
e ci capisco chiaro
che ho fatto sempre tutto sbagliato,
infatti pure il gatto di me s’è stufato:
sarà che gl’ho pestato la coda mille volte
e che l’ho preso sotto
mentre ero ubriaco di luna e di serpenti
e del primo canto del gallo
 
Oggi non mi rompete le palle
altrimenti vi faccio ingoiare i denti,
tutti quanti, e se tenete la dentiera
pure quella
insieme al mio anello di fidanzamento
Oggi ho voglio di benzina
che mi bruci la gola
e d’una sigaretta senza filtro
che m’intasi i polmoni fino a farmi cristonare
 
Ci sono giornate storte
e altre più peggio che hai sol voglia
di spaccare le rotule a buffoni e commedianti
Ci sono giornate come questa
che riesumi l’accetta indiana,
e metti dentro alla testa un vhs stronzo
di quelli che t’invogliano a fare tutto il proibito
E tu, Amica mia, non ci puoi fare niente
 
E’ che mi gira storto
Ho la gola secca e vedo doppio
Non mi sopporta nessuno
Eppure giuro che ho ammazzato per molto meno
E allora, che cazzo c’hanno da tenere su il grugno
Non capisco, me ne fotto
 
 
 
 
 
Madre e Figlio
 
 
Figlio, oh, Figlio Mio,
perché hai tagliato le mani
alla Mamma?
Perché le hai fatto questo?
Lei è un po’ così, svampita
Fra le mani le piace
tenere una lunga lunga frusta
uguale a velenoso serpente
E poi le piace tener la testa
fra bianche nuvole
- gravide di primaverile pioggia -
dove nessuno la possa trovare
Le piace farci del male
perché ha un’anima così
Però tu non le dovevi tagliare
le mani, e lasciare le unghie intatte
lunghe, che graffiano la pelle
e le spalle di me, che ancor oggi resisto
tenendo vivo l’orgoglio dei miei lombi
 
Figlio Mio, sei un Mostro
Ti dovrei punire per quel che hai fatto
La Mamma non ti perdonerà
quando lo saprà
Verrà da te con la sua bocca
e le zanne lucenti di Luna,
e io non potrò nulla
per portarti in salvo dal suo alito
La sua testa si accosterà alla tua
Ti bacerà sulla bocca
e l’anima te l’avvelenerà
fino a fartela cadere ai piedi
esausta senza più un’ombra di divino
 
Figlio Mio, Seme Perduto,
la fossa per te l’ho scavata
Aspetta solo d’esser riempita
Sarà una molto breve attesa
 
Questa volta, Figlio Mio
ti sei cacciato in guaio
che non ti posso curare
 
 
 
 
 
Più d’una Stella
 
 
Senti Bimba Bella,
tu potrai essere anche una stella
Ma lei è più bella, i fienili vengono giù
nelle stalle e gli uomini ne escono smunti
Credi a me, lei è così, ti spreme
Non hai speranze, nemmeno ai punti
 
Hai mai visto Charlie Chaplin
fare a pugni con Hurricane?
Io no, non sarebbe stato divertente
vedere un comico cadere al tappeto
per non rialzarsi mai più
Hai mai visto Marilyn Monroe
a braccetto d’un nano,
d’un nanetto qualunque
uscito da un anonimo circo?
Io no: i nani avranno pure
una virtù da favola
ma portarsela in giro per Hollywood
sa tanto di presa per i fondelli
 
Bimba, dammi retta, torna ai fornelli
Ci stanno i tortelli da riempire
e la pasta sfoglia ancora tutta
da stendere, con le tue mani di fata:
così metti giù quel matterello
e meno lacrime, torna a cucinare
e a fare all’amore come sai
dimenticando ‘sto pazzo sogno
della competizione
Sai meglio di me che ne usciresti
con il capo cosparso di farina,
e forse solo una salata punta
di compassione
Ed è questo che vuoi, Bimba Bella?
 
Non far la scena, non far la Star
Non far la scema, ti dico, non far la Star
Sarai pure bella e un fuoco a letto
Però, lo sai bene, lei è di più d’un giaciglio
Lei è un giglio carnoso, lei è una vertigine
Così asciuga le lacrime e torna in cucina
a far quel che ti riesce meglio
 
Lei è molto più di tutto questo
Lei è di più, lei è più d’un semplice giglio
di uno di valle selvatico, lei è più di tutto
Lei è semplicemente più in alto
d’ogni stella del Creato, e tu, Bimba Bella
non puoi proprio farci niente 
 
Non far la scena, non far la scema
Bimba Bella, lei è più d’una stella
Lei è di più, più di qualunque paragone
 
Tu torna in cucina e fatti bella per stanotte
Ho fame di te, ho una fame tremenda
Suvvia, adesso basta con i capricci
Basta con le lacrime, basta frignare
Fa’ la scema, fa’ la scema, fa’ la scema
e fammi eccitare a modo tuo, a modo tuo

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:53 | poesia, erotico | BlogNews | clicca per commentare commenti (8)



Fantastica Monica Bellucci

written by King Lear    - martedì, gennaio 30, 2007


Fantastica Monica Bellucci


Monica Bellucci - collage by G. Iannozzi


Ti si può solo amare, e non è abbastanza.
Ti si può solo adorare: sì, proprio come una Dea.
Tu, femmina di passione di sesso d'amore.




giusè, che ce stai a provà? - by Angelika Karamella

Perché? E' così evidente...!



Credits:

la 2a immagine è un'ennesima provocazione dell'Angelika Karamella

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 15:50 | diario, erotico | BlogNews | clicca per commentare commenti (27)



Neil Gaiman

written by King Lear    -




Neil Gaiman
 


 
di Giuseppe Iannozzi


 
Breve biografia:

Neil Gaiman, inglese, 46 anni (ma non li dimostra affatto), è il creatore di una serie a fumetti di culto negli Stati Uniti e in Inghilterra, Sandman. Indiscutibilmente Neil Gaiman è una delle figure chiave dell’evoluzione del fumetto anglosassone, protagonista indiscusso insieme ad Alan Moore del Rinascimento Inglese: durante gli anni Ottanta, Gaiman ha saputo rinverdire la produzione culturale fumettistica d’oltreoceano, operazione riuscita proponendo al pubblico personaggi già collaudati ma creandone nel frattempo di nuovi soprattutto per conto della DC Comics. Sandman è il personaggio maggiormente conosciuto di Gaiman: il protagonista Morfeo e i suoi fratelli (gli Endless, o Eterni) sono figure classiche del mondo fantasy, che felicemente si sposano con la mitologia classica e la cultura dark (o gotica).
Oggi Neil Gaiman rappresenta per la cultura fantasy un moderno Oscar Wilde, in tutti i sensi decadente, raffinato, colto ma soprattutto divertente. Dopo il grande successo della serie dedicata al Signore dei Sogni, altro colpo da maestro è quello del ’93 con L’alto costo della vita, la prima serie dedicata a Death, la sorellina di Sandman: anche questa fatica di Gaiman diventa subito un bestseller tra i mature readers. Il successo di Death è tale che qualche anno dopo Gaiman dà vita a The time of your life, un proseguo di Death che agli ammiratori di Gaiman non è dispiaciuto affatto. Il segreto del successo di questa storia è forse da ricercarsi nella sua delicatezza, ma i fenomenali disegni di Chris Bachalo, già realizzatore di una serie di sketch per la serie psichedelica Shade the changing man, hanno contribuito non poco al successo di Death. E’ il caso di dire che il merito commerciale/di pubblico è da divedersi fra Gaiman e Bachalo, indubbiamente.
Neverwhere è la prima esperienza con la televisione per Gaiman: l’autore scrive la sceneggiatura di una serie televisiva ambientata nei sotterranei di Londra, successivamente diventa anche il suo primo vero romanzo, un fantasy che è un piccolo capolavoro, e oggi si può sicuramente asserire che è uno dei migliori romanzi fantasy mai apparsi. Portato a termine Neverwhere, Gaiman scrive The day of the dead, un episodio della serie televisiva americana di fantascienza Babylon 5.
 
 
The Dream Hunters

Per festeggiare i dieci anni di Sandman, Neil Gaiman dà vita a The Dream Hunters (Il cacciatore di sogni): le splendide illustrazioni di Yoshitaka Amano, stimato disegnatore giapponese (molti videogame hanno visto il suo contributo, e recentemente ha prestato la sua arte alla realizzazione del film Final Fantasy), sono il vero punto forte di questo ennesimo capitolo di Sandman. La storia, pur non essendo malvagia, non è particolarmente originale: Gaiman si è lasciato contagiare dallo spirito new age pur attingendo a piene mani dalla storia e dalle leggende, fonti inesauribili di ispirazione. Stando a quanto ha dichiarato Gaiman, Il cacciatore di sogni è una vecchia, vecchissima storia dimenticata che forse solo lui ha avuto il piacere di leggere in tempi recenti, e che ha riadattato appositamente per The Dream Hunters. Bisogna credergli sulla parola? La leggenda di cui Gaiman ha parlato in una intervista in effetti esiste, ma non è poi così sconosciuta come vorrebbe far credere al pubblico.
Il cacciatori di sogni è un’avventura un po’ piatta, ma Gaiman l’ha resa appetibile grazie alle superbe illustrazioni di Amano. Sandman è quasi un intruso all’interno della trama… sì, è proprio un intruso! Tuttavia le bellissime illustrazioni di Yoshitaka Amano conferiscono alla storia un alone onirico di tutto rispetto; la mano di Amano ha creato disegni di rara raffinatezza che si rifanno sapientemente alla cultura giapponese, un po’ erotici, un po’ perversi, un po’ romantici e cupi. Se la storia è semplicemente una storia come tante altre, le tavole illustrate sono artisticamente valide: questa avventura di Sandman senza il contributo di Yoshitaka Amano sarebbe stata una autentica delusione e per il pubblico e per la critica.
 
 
Nessun Dove

Neil Gaiman con il romanzo Nessun Dove ha dato prova d’esser un grande romanziere. Lo stile asciutto del costrutto narrativo assicura al lettore una piacevolissima lettura; è un romanzo che si legge come un fumetto pur mantenendo tutte le caratteristiche classiche della narrazione fantastica. Qualche critico ha detto a proposito di Neil Gaiman “che Nessun Dove è uno scritto che piace e avvince perché privo di stile”: a parere di molti il merito maggiore di Gaiman è quello di saper scrivere senza dover ricorrere necessariamente ai cliché narrativi in voga, quindi il fatto di non aver uno stile definito (ma sarà poi vero?), paradossalmente, si traduce nell’averne uno astratto, personale, a tratti decadentista, brillante e poetico come quello di Oscar Wilde.
La storia si svolge perlopiù nella Londra di Sotto dove c’è un mondo invisibile agli occhi, all’anima dei comuni borghesi e arrivati della Londra nevralgica di affaristi preoccupati solo di guadagnare e accumulare denaro. La Londra di Sotto è una città sinistra abitata da mostri e santi, da assassini e angeli e cavalieri in armatura, da principesse e streghe, da caste puttane e illibate fanciulle capaci di tirar fuori gli artigli nel momento del pericolo. Richard Mayhew, giovane uomo d’affari, un giorno incontra sulla sua strada la giovane Porta, una ragazza della Londra di Sotto: Porta è inseguita da due loschi bravi che vogliono farle la pelle, e nel tentativo di sfuggire alle loro grinfie ha trovato momentaneo rifugio nella Londra di Sopra. Richard, accorgendosi che Porta è ferita, decide su due piedi di portarle soccorso; purtroppo per lui questo atto di generosità lo catapulta fuori dalla sua tranquilla e prevedibile esistenza. Aiutando un abitante della Londra di Sotto, Richard, per capriccio di un bizzarro meccanismo magico, non può più essere un uomo della Londra di Sopra; costretto ad abbandonare la Londra conosciuta, costretto a combattere in una Londra medievale, Richard matura una nuova coscienza sociale e civile diventando, finalmente, un uomo capace di distinguere fra il bene e il male.
Porta si è attirata le antipatie di un sinistro quanto bizzarro angelo di nome Islington, che vive in una prigione illuminata esclusivamente da pallide candele; in un primo momento, l’angelo non si rivela come nemico, ma alla fine la sua vera natura viene messa a nudo. Solo le forze congiunte di Richard e Porta faranno precipitare per sempre l’angelo Islington in una zona morta, un luogo che è un non-luogo. Dopo notevoli peripezie, dopo aver fatto conoscenza con i sapienti ratti della Londra di Sotto, dopo aver incontrato il signor Parla-coi-Ratti, dopo aver attraversato il Knightsbridge, dove aver smascherato i traditori, dopo aver sfidato e sconfitto la Bestia del labirinto, Richard Mayhew è un uomo nuovo pronto a sacrificare anche sé stesso per il bene della Londra di Sotto. Richard sconfigge tutto quello che c’è da sconfiggere, anche se l’aver sconfitto l’angelo caduto Islington e sventato il suo piano di conquista del Paradiso non è ancora abbastanza, infatti si rende conto che tanti nemici ancora si nascondono nelle latebre di quella Londra che fino a qualche giorno prima non conosceva. Il resto, ragazzi, dovrete scoprirlo da soli. Io non vi racconto più niente.
Nessun Dove. in Inghilterra, ha riscosso un notevole successo, così grande che l’uscita del romanzo è stata accompagnata dall’uscita di una serie televisiva ispirata ai personaggi creati da Neil Gaiman, che in un primo momento aveva concepito Nessun Dove come soggetto televisivo.
Nessun Dove è uno dei migliori lavori fantastici apparsi in questi ultimi anni: ricco di spunti teologici, sociologici, fantastici, potrebbe indirizzare la letteratura fantasy verso nuovi terreni di sperimentazione narrativa… anzi l’ha già fatto. Neil Gaiman non avrebbe uno stile definito? Oscar Wilde vi risponderebbe così: “Coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessanti. Questo è un difetto. Quanti scorgono buone intenzioni nelle belle cose, sono spiriti raffinati. Per essi c’è speranza.”
 
 
Stardust

Stardust è una novella piacevole: scritta da Neil Gaiman, i disegni sono di un grande illustratore, Charles Vess, che in questa occasione non ha saputo esprimersi al meglio. Pur non essendo nulla di eccezionale, Stardust ha un suo fascino dignitoso: la trama non è all’altezza di un romanzo come Neverwhere, ma è comunque una prova felice che non manca di entusiasmare gli estimatori di Gaiman e quanti amano i mondi fantastici.
La storia ha tinte debolmente gotiche: è forse la prova letteraria meno cupa dell’autore anglosassone, che ci regala una storia adatta ad un pubblico assai eterogeneo, ottima per gli adolescenti, intrigante quanto basta per chi ha già masticato tanto e tanto fantasy. Pur non conservando la grandezza lirica di Neverwhere, Stardust ha il pregio di introdurre il lettore in un ambiente popolato dalla magia e da un folklore zingaresco.
Gaiman ci parla dell’amore e lo fa per mezzo di Stardust: per chi è abituato ai toni dark di Sandman, Stardust è sicuramente una sorpresa, infatti il primo sembra non concedere troppo spazio all’amore e quando lo fa è per asserire che questo è impossibile se non come astrazione onirica, quindi appartenente al mondo dei mortali e non a quello degli dèi, mentre in Stardust, forse per la prima volta, Gaiman ci regala un finale felice, completamente felice. O meglio, quasi completamente! In Neverwhere per amore di sé stesso, per amore nei confronti della vita, il protagonista accettava di tornare nella Londra Sotterranea, scegliendo la via di un esilio volontario con nuances arturiane; in Sandman, l’amore è un po’ la maledizione di chi lo vive, e sembra che Gaiman ribadisca questo concetto con Il cacciatore di sogni, avventura scritta per celebrare i dieci anni di Sandman. In Stardust l’esilio è solo fittizio, difatti il protagonista, che ha vissuto da sempre tra gli uomini, pur appartenendo al mondo delle fate, fa ritorno (meglio sarebbe dire che fa conoscenza delle sue radici) nel suo mondo per vivere felicemente, per regnare con giustizia su i suoi territori ed amare la sua bella. Unica punta di blanda amarezza per il protagonista di Stardust è che l’amore non potrà partorire figli…
Una storia tutta da leggere, i colpi di scena non mancano e Gaiman si diverte a depistare l’attenzione del lettore conducendolo fra i sentieri di possibili conclusioni ‘irreali’; solo alla fine Stardust svelerà la sua verità, il sentiero giusto di una “irreale realtà” perfettamente credibile perché appartenente al regno della fantasia. La novella è stata premiata tra l’altro col prestigioso Mythopoeic Award
I disegni di Charles Vess, per quanto accurati, purtroppo non sono all’altezza della novella di Gaiman: in molti punti le situazioni descritte da Gaiman non collimano con le illustrazioni, e non poche volte i personaggi di Charles Vess hanno caratteristiche fisiche che Gaiman non ha assolutamente evidenziato nel suo scritto. Il grande Charles Vess non ha dato il meglio di sé in questa prova: purtroppo le immagini non coincidono con la storia e non c’è niente da fare, tutti possono rendersene conto con i loro propri occhi. Un vero peccato perché Stardust poteva essere un capolavoro lirico illustrato, così non è stato. Sarà per la prossima, speriamo.
 
 
Coraline

Neil Gaiman ha vinto praticamente tutto il possibile e l’impossibile. E’ il caso anche dei BSFA Awards, i premi assegnati dalla British Science Fiction Association definiti il 20 aprile nell’ambito della Seacon 2003, la 54a U.K. National Easter Science Fiction Convention, che si è tenuta a Hinckley (Leicestershire): a Gaiman è stato riconosciuto il premio per il miglior racconto, Coraline.

“II tema del mondo parallelo raramente e stato trattato in maniera tanto poetica, intelligente e inquietante. Gaiman si conferma un genio, capace di stupire e affascinare a ogni pagina. Da bambino avrei voluto essere spaventato da storie cosi.”

(Valerio Evangelisti)

Coraline - e non Caroline -, la protagonista della favola nera di Gaiman, vive in casa dei genitori: ci sono tredici porte, ma la quattordicesima, apparentemente murata, dà su un muro di mattoni fintamente impenetrabili. Oltre quel muro dovrebbe esserci un appartamento vuoto. Questo è quanto le dice la madre, donna affettuosa, madre perfetta! Ma un giorno Coraline, esplorando la casa perché annoiata, perché fuori piove e non può uscire, scopre che dietro la porta si apre un corridoio abitato dalle tenebre. E in fondo, alla fine del corridoio c’è una casa identica alla sua, e ci sono un “altro padre” e un’”altra madre”, che al posto degli occhi hanno dei bottoni neri cuciti sul volto pallido. Le loro mani sono lunghe, sottili, unghie lunge anch’esse, ma sanno cucinare pranzetti come piacciono a Coraline, senza salse strane. Pranzetti ruspanti che rendono Coraline momentaneamente felice. Coraline non sa, ma avverte che non è normale. Gli “altri genitori” vorrebbero trattenerla con loro, cucire sui suoi occhi bottoni neri, ma Coraline si rifiuta perché è sicura che le farebbero male, perché i grandi quando dicono che una cosa non fa male è invece vero il contrario. Per sua fortuna un gatto, dal comportamento arrogante come tutti i gatti magici e non, l’avverte del pericolo con poche parole. E poi, Coraline ha un talismano, che gli è stato regalato da due vecchie attrici amiche dei suoi genitori veri ma anche di lei. Fugge via, fugge. Torna a casa, ma i veri genitori non ci sono più. Si arrangia, cerca di essere donna prima del tempo, ma la notte solitaria le butta addosso lo scoramento e comincia a piangere. Inutile cercare di farsi intendere dalla polizia: il commissario le dice di farsi fare una cioccolata calda dalla madre e tornare a dormire. Ma intanto i suoi veri genitori sono prigionieri dello specchio, cacciati a forza in un altro mondo, e lei sola può liberarli, ma non sa come fare. Loro sono dall’altra parte e si tratta della sua famiglia. Un gatto parlante, vecchie attrici che tornano ad essere giovani e belle, spettri bambini, musicisti strampalati, questo è l’”altro mondo”. E Coraline deve sconfiggere da sola il buio per riavere indietro i suoi veri genitori, le sue inequivocabili certezze.

 
 
American Gods

William Gibsonha detto a proposito di Gaiman: "Gaiman è uno scrittore di rara sensibilità e di immaginazione infinita.” Nonostante Gibson sia personaggio spocchioso, che negli ultimi anni non ha saputo rinnovarsi come artista, dobbiamo convenire con il suo giudizio. Dovere di onestà. Cercate di capire, gentile pubblico. La sensibilità di Neil è tale da riuscire a tradurre la più banale emozione in pura adrenalina, che si sposa con un universo immaginifico che ha lo squisito equilibrio decadentista del miglior Oscar Wilde. Ma se ci limitassimo a dire di Neil Gaiman che è un po’ Wilde, un po’ Tolkien, sarebbe critica davvero riduttiva. L’autore ha una forza istintiva che produce sulla pagina per dar corpo ad un universo spettacolare di stelle comete, personaggi a volte vagamente beat, come quelli di American Gods. In questo romanzo spettacolare, facciamo la conoscenza di Shadow, un derelitto che si è fatto tre anni di prigione. Adesso è finalmente giunto il giorno di uscire di prigione, ma viene informato, senza mezze misure, che sua moglie e il suo migliore amico sono morti, coinvolti in un incidente assurdo, rabbioso agli occhi di Shadow. Shadow, personaggio che sembra essere uscito da un romanzo di William S. Burroughs, incontra Mister Wednesday: si trovano entrambi in aria, prigionieri della claustrofobia di una prigione di metallo volante, l’aeroplano, e Shadow sta per tornare a casa, una casa vuota e abitata solo dagli spettri dei suoi ricordi. Che diavolo! Perché tornare a casa? Mister Wednesday gli offre di lavorare per lui, e Shadow, dopo qualche tentennamento, decide di accettare l’offerta, perché, in fondo, per un ex carcerato, una simile fortuna non capita sempre. Ma l’affare fra Shadow e Mister Wednesday puzza di quel Jack Daniel’s che l’enigmatico sconosciuto scola a litri senza sosta. Un patto faustiano, e Shadow ha tutto da perderci, forse - solo forse, è bene sottolinearlo. I compagni di Shadow, quelli con cui dovrà confrontarsi e guardarsi le spalle, sono tutt’altro che amichevoli; il boss e i suoi compagni in affari e i suoi concorrenti, il vecchio baro corpulento, l’improbabile seduttore di lolite, il gran mangiatore e bevitore, l’uomo dall’eloquio torrenziale e dalla risata tonitruante è Odino, Votan, Grimnir, il Padre di ogni cosa, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America secoli e secoli or sono con una nave di Vichinghi. C’è anche Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, e poi l’africano Anansi, la celtica Easter e la mediterranea Bilqis che batte i marciapiedi di Hollywood, tutte divinità maggiori e minori, ma tutte inevitabilmente sull’orlo del disastro sociale, mitico, finanziario e pure umano, per così dire. Odino tira a campare e fa vita grama senza adoratori: è stato dimenticato perché i nuovi dèi americani sono i mass-media, Internet, le carte di credito. Questi nuovi dèi sono terribili e senza pietà: miliardi di uomini, ricchi e poveri, li adorano. Non hanno anima i nuovi dèi, eppure riescono a tenere in catene l’intera umanità, quella americana e non solo. Wednesday ha preso con sé Shadow, e lo sbatte sulla strada, perché è giunto il tempo di incontrare altri compagni di lotta, colleghi da arruolare, da scovare on the road in America, la stessa America che la Beat Generation camminò a piedi e con mezzi di fortuna. Metafora, viaggio alla fine del mondo, America ubriaca di dèi a piangere miseria e a combattere contro la ricchezza moderna senz’anima: American Gods è solo questo? No. Non solo. C’è dentro la lisergica prepotenza di William S. Burroughs, la visionarietà di Lovecraft e Philip K. Dick, la poesia e la sensibilità di Oscar Wilde, la tristezza fintamente romantica di Virginia Woolf, la passione contro le ingiustizie di T. Coraghessan Boyle, la sapienza alcolica di William Faulkner, ed ancora tutta la memoria del Vecchio Mondo, ed ancora tutta la memoria del Nuovo Mondo. E anche se è poca, forse nulla, Neil Gaiman la ricostruisce frase dopo frase, parola dopo parola perché la guerra non si può evitare. Ed ecco finalmente la battaglia finale, quella per la riconquista dell’America, quando l’America esisteva ancora e le sue pianure erano verdi e abitate da migliaia di bisonti e Indiani. Gaiman ricorda, anche se tutti gli altri sembrano aver dimenticato, ricorda che un tempo l’America era l’America, che c’era un Faulkner e un Ginsberg nascosti da qualche parte, e anche un più vecchio e classico Walt Whitman, e anche Jack London e Jack Kerouac che scelse di essere Kerouac on the road leggendo London.
American Gods, un romanzo epico che Locus OnLine, il San Francisco Chronicle, il Washington Post e Amazon.com sono concordi nel definirlo il miglior libro di narrativa fantastica e fantascientifica del 2001. Ma perché narrativa esclusivamente fantastica? No, non è solo un universo fantastico quello descritto in American Gods, è qualcosa di più, è la grande narrativa, è la Narrativa.
Ad ogni buon conto, ad onor di cronaca, American Gods ha vinto il premio Nebula e un’altra infinità di premi. Inutile dire che questo romanzo, oggi reperibile anche nella piccola biblioteca Oscar Mondadori, è un Capolavoro che è impossibile non leggere: la metafora sociale, religiosa, politica, economica, è il fulcro di American Gods, un romanzo che inchioda il lettore alle sue pagine e lo spinge in mondi lisergici, fantastici, ma non per questo esenti dal rappresentare la realtà che viviamo.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:43 | recensioni | BlogNews | clicca per commentare commenti (10)



che diavolo vuole una donna?

written by King Lear    - lunedì, gennaio 29, 2007


donna...? - by Angelika Karamella
- Donna…? è un regalo e una provocazione di Angelika -
 


che diavolo



vuole una donna
 


 
di Giuseppe Iannozzi
 



 
 
Che diavolo vuole una donna?
 
 
Tu che dici?
Una donna
che cosa si aspetta da un uomo?
Io credo
che la cultura serve a poco o niente
con le donne
O sono io che sono prevenuto?
 
Ci sono delle donne
che perché hanno letto un libro
in tutta la loro vita si credono la Madonna
Ci sono poi quelle
che un libro mai e che nonostante ciò
se la tirano più della Maria Maddalena
Ci sono poi quelle
che non se la tirano ma non te la danno
Ci sono quelle
che te la danno in cambio di soldi
Ci sono quelle
che la danno solo ad altre donne
Ci sono quelle
che non la smollano nemmeno a Gesù Cristo
Ci sono quelle
che sembrano donne con le gonne,
ed invece quando le tocchi
ti ritrovi fra le mani un bel calibro 45
Ci sono poi quelle
che se non le tocchi proprio è molto meglio
Ci sono anche quelle
che sono femministe convinte più dell’Unto,
e anche con queste meglio non provarci
Ci sono persino quelle
che sono uguali alla tua mamma,
così tanto che ti fanno quasi pena
Ci sono quelle
che ti salterebbero addosso
ma col coltello in mano per tagliartelo
il pene ovviamente, per tua pena
Ci sono quelle
che pregano da mattina a sera,
e poi solo in posizioni rigidamente canoniche
Ci sono quelle
che sanno tutto di Buddha e della Bibbia
e di quanto è profondo l’ano d’un uomo:
meglio starne alla larga, con o senza vaselina
Ci sono quelle
che nono nate per essere stronze e basta
Ci sono quelle
che sono così tanto brutte
che quasi quasi meglio andare con un uomo
Ci sono quelle
che sono proprio più brutte della fame
e allora meglio una scimmia o una capra al limite
Ci sono quelle
che sono sempre maledettamente in carriera:
quindi meglio una partita a carte cogli amici
o una mano amica se proprio uno non ce la fa
Ci sono quelle
che pensano d’essere la reincarnazione della Emily,
e ti fanno a pezzi a forza d’impossibili scontrini fiscali
E ci sono persino quelle
che scrivono romanzi per pubblicarli:
ovvio che si corrono meno pericoli
a cacciarsi in cella con Charles Manson
piuttosto che finire a letto con una
che sa scrivere il tuo nome e cognome
E ci sono quelle
che ti comandano a bacchetta
fino a farti morire d’infarto e disperazione
E ci sono quelle
che si credono seducenti
solo perché hanno l’equilibrio
di reggersi su dei tacchi più alti delle Twin Towers
E ci sono quelle
che invece ti chiudono il naso mentre dormi,
e poi finisci col dormire per sempre sottoterra
E ci sono quelle
che stanno sempre zitte e mute
e che sono proprio delle schiave
Ma ci stanno pure quelle
che non si fanno mai i cazzi loro,
per la serie, “i cornuti non passano mai di moda”
Ci stanno poi le anoressiche
e tutto un sottobosco di sfigate allucinanti
E c’è la playgirl,
simpatica, non dico di no:
ama tutti gli uomini e in particolare il suo,
però è troppo furba persino per il diavolo
e quando meno te lo aspetti ti mette a letto
legato e nudo più d’un verme
senza più un euro in tasca né un Durex    
 
E, tu che dici?
Una donna
che cosa si aspetta da un uomo?
Io credo
che la cultura serve a poco o niente
con le donne
Non conta la bellezza né quanto ce l’hai duro
Conta solo quanto è lungo il conto in banca
 
 
 
 
 
Sulla sponda del fiume
 
 
Questo è un colpo basso
Non ti ho dimenticata
Sono passato a Natale
E sono tornato quello dopo
Ho portato con me prima una
poi due lacrime vestite di luna
Ho pregato perché il vento
non mi facesse il verso
dicendomi bardo e bastardo
Ma è stato inutile, perché due scherni:
sì, due prese per i fondelli ho ricevuto
Non ero colpevole di niente
 
Sono stato lontano dal fiume
Spiavo in cielo le rondini volare
e cadere avvolte dai mulinelli d’acqua
Spiavo attraverso il buio dei boschi
cercando una principessa o una pornostar:
non avrei affatto badato alla differenza
 
Non puoi essere così ingiusta con me
Ti ho avuta sempre nel cuore
Mi sono tagliato i polsi per immergerli
in una pinta di birra aromatizzata col miele
Ho atteso che il nero disegnasse le mie orbite
Ma Odino ha rifiutato la mia vita:
mi è restato sol più d’ubriacarmi
fino a farmi scoppiare le tempie
Con mio sgomento sono rimasto in piedi
e il cammino m’è toccato di proseguirlo
 
Non puoi dire che non ti ho amata
Ho fatto tutto quello ch’era giusto
che facessi, non puoi chiedermi di più
adesso che all’improvviso sei tornata
 
Il filo della tua spada affilata vuole la mia testa
La vuoi veder rotolare ai tuoi piedi
Ma non è possibile, perché mi sono innamorato
di questa vita che è mia
Non puoi scrivermi l’epitaffio col rossetto
 
Sono stato attento a non cadere nel fiume
Adesso non puoi pretendere l’impossibile
Ho seguito alla lettera il tuo avvertimento
Mi sono tenuto lontano dalle sponde
infide di fango e di destino: non sono caduto
Sono stato attento e ho camminato
fino a piagarmi i piedi come quelli d’un santo
Adesso non puoi pretendere tutto quel che ho
 
Non puoi, non puoi pretendere tutto quel che amo
 
 
 
 
 
Un altro cuore
 
 
No, un altro cuore lo rifiuto
Io ne avevo uno
e tu l’hai fatto in due
Me l’hai strappato dal petto
Mi hai gridato in piena faccia
d’amarmi, e adesso speri
di cavartela donandomi un cuore
uno non mio: come dare
una stampella a uno che le gambe
glie l’hanno amputate
 
Non te la caverai così facilmente
Non è giusto che io sia il solo a soffrire
In amore si soffre sempre in due
In amore si odia sempre in due
Non te ne andrai via così, con una promessa
che non posso davvero prendere per buona
 
 
 
 
 
Questa notte
 
 
Questa notte sei stata fantastica
L’hai fatto con gli occhi chiusi
Mi hai dato un coriandolo di paradiso
Sono morto e rinato sul tuo sorriso,
fra le tue gambe ho pianto
come un bambino, come un uomo
Questa notte, questa notte
mi hai fatto diventare matto
 
Questa notte l’hai fatto
come dio comanda, senza sbavature
Mi hai preso nell’anima forte forte
Hai stretto e hai morso le mie labbra
e hai lappato le mie spalle
per poi addormentarti sul mio petto
Una bambina stanca e felice
d’essersi presa gioco dell’uomo che ama
Una donna prigioniera del desiderio d’uno solo
Questa notte, questa notte sei stata mia
Sono stato con te e tu con me
 
All’alba il sole ha illuminato i nostri occhi
Ti sei svegliata, ti sei stirata
sei apparsa nuda per un momento alla finestra
giusto il tempo di farti baciare la fronte dolce
 
Questa notte, questa notte sei stata mia
Sei stata fantastica, una magia
Questa notte l’hai fatto per amore
Questa notte mi hai nascosto al mondo
fra i tuoi seni bianchi più della neve
Questa notte hai sorriso sempre
 
 
 
 
 
Coda di Volpe
 
 
Coda di Volpe, sono solamente un piccolo lupo
Sono forte, e ho bisogno di latte e di carezze
Coda di Volpe, portami con te, lasciati seguire
Non darò fastidio, non ti accorgerai di me
Sono forte sì, ma ho bisogno di compagnia
 
Coda di Volpe, che fai? Mi prendi per il collo
Mi lecchi, perché mai? Però che begl’occhi hai
Coda di Volpe, mi stai facendo forse capire
che insieme possiamo restare, lo stesso cammino
l’una accanto all’altro dall’alba al tramonto
 
Coda di Volpe, sono solamente un cucciolo
Ho messo i denti da poco, ma non mordo ancora
Ho bisogno di latte e d’amore materno prima di tutto
Ho bisogno di fiutare le orme di chi mi posso fidare
So davvero poco del mondo e di questo strano bosco
Coda di Volpe, mi porti con te, mi porti con te
Non ti darò fastidio, ma tu già mi lecchi tutto
 
Coda di Volpe, sono solamente un piccolo lupo
Sono nato in questo intrico di fogliame oscuro
Mi sono guardato intorno, ho fiutato l’aria
e c’era solo l’odore della morte, di mia madre
Coda di Volpe, sono così tanto solo, così tanto
Ho fiutato l’aria in cerca d’un po’ d’amore
Coda di Volpe, ho incontrato te e di te mi fido
 
Di te mi fido, Coda di Volpe, ti ho vista
Di te mi fido, Coda di Volpe, di te mi fido
Coda di Volpe, lasciami vivere seguendoti
 
 
 
 
 
Solamente un uomo
 
 
D’accordo
Mi dimetto
Non poeta, soltanto
marinaio tra le onde
e a ogni porto un amore;
poi tanti cazzotti
e in mare di nuovo
a provare la durezza
degl’uomini soli
senza una donna
 
Mi dimetto
Rimetto quel poco
che lo stomaco
m’ha retto dentro
Tra onde alte
più dei miei castelli
in aria
ho finalmente capito:
stringo le chiappe
e chiudo gl’occhi
 
senza risultato



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:12 | poesia, erotico | BlogNews | clicca per commentare commenti (29)



Tittyna, la Blogger più amata della Rete, tutta nuda solo per voi...

written by King Lear    - domenica, gennaio 28, 2007


Tittyna, la Blogger più amata della Rete


Tittyna senza veli

si mostra tutta nuda per voi


clicca qui per saperne di più



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:32 | generico | BlogNews | clicca per commentare commenti (19)



Fabio Carpi, "Bona Parte" - comunicato stampa

written by King Lear    -


Comunicato stampa


Fabio Carpi - Bona Parte

Portaparole presenta:

Fabio Carpi - Bona Parte




libreria Feltrinelli
Via San Tommaso D'Aquino 70 / Napoli

martedì 13 Febbraio 2007 h. 17:30


Presenta il libro Giuseppe Merlino

Sarà presente l'autore Fabio Carpi



Interverranno:

Lorenza Foschini
Giuseppe Girimonti Greco
Gennaro Oliviero
Anna Masecchia


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:28 | generico | BlogNews | clicca per commentare commenti (13)



Stephen King: generazione mucca pazza

written by King Lear    - sabato, gennaio 27, 2007



Stephen King: generazione mucca pazza

"Ho fatto sesso con una mucca da latte!"



Cronaca Vera numero speciale

Evangelisti: "Io ce l'ho duro!"


Questo e molto altro su Cronaca Vera



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 23:29 | satira | BlogNews | clicca per commentare commenti (30)



“No” all’ideologizzazione della superiorità razziale

written by King Lear    -





“No” all’ideologizzazione


della superiorità razziale


Quasi tutti d’accordo sul Ddl Mastella
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Chi da oggi nega l’Olocausto potrebbe essere perseguito penalmente. E’ quanto prevede il Disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Da sottolineare senza ambage che trattasi di un provvedimento che non fa diretto riferimento al negazionismo della Shoah; piuttosto fa riferimento “ai delitti di istigazione a commettere crimini contro l’umanità e di apologia dei crimini contro l'umanità”.
“Un passo in avanti in una battaglia doverosa di cultura e civiltà, voluto da tutto il governo, un provvedimento importante per combattere ogni forma di discriminazione”: così si è espresso un più che soddisfatto Clemente Mastella.
Dunque: unanimità in Consiglio dei Ministri, e gli applausi delle comunità ebraiche. Tuttavia qualche malumore contro l’iniziativa di Mastella continua a serpeggiare: il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il ministro Fabio Mussi e i socialisti Roberto Villetti e Margherita Boniver non sono del tutto convinti, per loro il Ddl Mastella non è del tutto buono. Difficile se non impossibile comprendere le ragioni di un simile atteggiamento. Nel testo non compare la parola “negazionismo” e non c’è neppure la “circostanza aggravante” prevista in una bozza alternativa del ministero della Giustizia, poi accantonata. La bozza infatti intendeva punire anche coloro che avessero sostenuto apologia e istigazione a commettere reati contro l’umanità “negando, in tutto o in parte” l’esistenza delle condotte riconducibili ai genocidi e ai crimini contro l’umanità, così come previsto dagli articoli 6 e 7 dello Statuto della Corte penale.
 
Stupisce, ma in realtà non stupisce proprio per niente: anche Rifondazione Comunista era pronta a dire di “no” al Ddl Mastella: “Un testo che produrrà un effetto boomerang, perché permetterà ai negazionisti di farsi pubblicità e che rischia di legare la libertà di pensiero alle maggioranze politiche”. Così recitava il comunicato preparato da Daniele Farina (Prc). Non è stato specificato nell’attuale Ddl Mastella un reato contro il negazionismo storico: in sostanza è stato ripreso in mano il decreto Mancino risalente al lontano 1993, che nel 2006 era stato modificato dalla legge sui reati di opinione varata dalla Cdl, ed è stato ripristinato il carcere fino a tre anni - senza più l’ammenda fino a 6.000 euro in alternativa alla reclusione – per chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale o etnico, ovvero inciti (detenzione da 6 mesi a 4 anni) a commettere o commetta atti di discriminazione... Il decreto Mancino ora ripristinato in tutte le sue parti prevede in luogo della “propaganda” la condotta della “diffusione” e l’“incitamento” invece dell’“istigazione”.
Dalla relazione tecnica al Ddl: “Reprimere con efficacia ogni forma di esternazione sulla superiorità e l’odio razziale che assuma caratteristiche di diffusività nell’ambito del tessuto sociale tali da cagionare un serio allarme in ordine alla possibile successiva realizzazione di atti di discriminazione”. Sarà dunque compito dei giudici decidere se, e come, rafforzare l’interpretazione della norma.
Il portavoce della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, ha espresso il suo apprezzamento: “Plaudiamo all’iniziativa del ministro Mastella e siamo lieti che un argomento così delicato e importante abbia trovato l’unanimità nel nostro governo”. Pacifici, poi, si augura che l’Italia faccia da apripista “per il provvedimento chiesto da Angela Merkel, presidente di turno della Ue, per tutti i 27 Paesi dell’Unione”
 
Il progetto amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale, e quanti commettano, o incitino a commettere, atti persecutori. Il Ddl prevede che venga punito con una pena sino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale e prevede una pena dai sei mesi a quattro anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell’identità di genere.
Il Disegno presentato dal Guardasigilli prevede inoltre che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito, quindi d’ora in poi sarà possibile il riconoscimento dell’assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito.
Spiega il Ministero della Giustizia:Il Ddl presentato dal Guardasigilli, prevede che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito. E’, quindi, ora possibile il riconoscimento dell’assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito. Il Ddl include il finanziamento di un programma internazionale di educazione sull’Olocausto. Col provvedimento viene, infine, istituito un Osservatorio sull’antisemitismo in Italia”.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha messo in guardia da ogni possibile indizio di rigurgiti antisemiti, anche quando sono travestiti da antisionismo. Il Capo dello Stato ne ha parlato in occasione della cerimonia al Quirinale, per il giorno della memoria: hanno partecipato il presidente del Senato Franco Marini, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente della Corte costituzionale Franco Bile, il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il sindaco di Roma Walter Veltroni, il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna.
Il Capo dello Stato Napolitano ha ringraziato gli studenti che hanno partecipato e vinto il concorso “I giovani ricordano la Shoah”: “Col vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo ogni indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si travesta da antisionismo: perchè antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele”.
Previsto inoltre il finanziamento della “Task force for international cooperation on holocaust education”, nata nel 1998 per promuovere e rafforzare i programmi educativi sulla Shoah, e alla quale l’Italia ha aderito nel 1999. Infine, un Osservatorio sul fenomeno dell’antisemitismo in Italia verrà istituito presso la presidenza del Consiglio
Dunque: della nuova e ultima versione del disegno di legge rimangono quasi convinti anche Veltroni, il ministro Mussi ed Angius, che, seppur concordi nell’ammettere la necessità di combattere il negazionismo, si mostravano restii nell’accettare l’idea di creare un reato a sé stante. Un’idea questa che, da Destra, veniva percepita come “una misura (…) anacronisticamente illiberale”, per dirla con le parole usate da Margherita Boniver di Forza Italia.
 
In ultimo, ma non per questo meno importante, anche quei 200 storici (dissidenti) che non volevano il Ddl, alla fine, nella stesura finale del documento si sono detti d’accordo.
 
Per Valerio Evangelisti, in “Una legge assurda, inutile, controproducente” (24 gennaio 2007): “Togliere per legge la parola di bocca ai “negazionisti” dell’Olocausto è superfluo. Sarebbe più utile contrastarne le tesi. […]David Irving ha fatto i suoi mesi di prigione, in una delle tante carceri europee. Ciò forse lo ha spaventato, forse no. Non sembra affatto pentito.
E’ più logico tenerlo dentro e trasformarlo in martire, in attesa di un pentimento che non viene, o è più razionale cercare di demolire le sue tesi? Può uno Stato fare propria un’interpretazione storiografica, e imporla per legge? Se la risposta è sì, la piantino i sedicenti “liberali” di criticare l’ex sistema sovietico, o il cubano, o il cinese, o il vietnamita. La logica che li ispira è la medesima. […] Si colpisca l’antisemitismo, se necessario (e a patto di non chiamare “antisemita” ogni critica alle politiche del governo di Israele: si veda il bel libro di Norman Finkelstein Beyond Chutzpah). Però, per favore, non si ricorra al bavaglio e alla galera, che finiranno per rafforzare ciò che si vuole reprimere. Di revisionismi, in giro, ce ne sono già troppi. Sarebbe stupido conferire, al più sordido fra i tanti, la palma del martirio e la derivante onorabilità.”
Si può solo sperare che quanto affermato da Valerio Evangelisti sia frutto di un momentaneo abbaglio: può capitare a tutti di avere le idee un po’ confuse. Ma se dovesse restare sulle sue posizioni, ahinoi, non sarà da solo, difatti non è l’unico che ancora non vuole accettare (digerire) il Disegno di legge. Forse non ha compreso che il Ddl sarà comunque, e in ogni caso, un deterrente contro la propaganda razzista; forse non si è reso conto che già oggi in Rete circolano migliaia di idee xenofobe; forse ha dimenticato, o non è a conoscenza, che la Rete è piena di siti che ti insegnano a costruirti armi casalinghe incitando all’odio razziale; forse non si è ancora reso conto dall’alto della sua vetustà che “demolire le tesi” è un’utopia irrealizzabile, perché solo in campo fantascientifico è possibile operare trapianti di cervello, mentre noi che viviamo la realtà sappiamo bene che un fascista muore fascista e mai santo; forse… In fondo è solamente la legittima opinione di uno scrittore di fantascienza: non penso dunque che saranno in molti a prendere troppo sul serio le sue parole.
Ma a questo mondo tutto, purtroppo, è ancora possibile.
 
Alla vigilia della Giornata della Memoria, presso Arezzo, durante la notte è stata presa di mira una collinetta, che nell’Ottocento ospitava un cimitero ebraico; oggi quel cimitero è  ricordato da un ulivo con sotto una lapide. Qualcuno ha tagliato tutti i rami dell’ulivo lasciando due striscioni: su uno “10, 100, 1000 Shoah”, sull’altro “Priebke libero”. E un simbolo nazista per firma. Vigili urbani e agenti della Digos sul posto, nel tentativo di risalire alle identità dei vandali. “Un atto di una gravità assoluta che non può essere liquidato come una semplice provocazione politica. Danneggiare l’ulivo nel cimitero degli ebrei è un atto di una vigliaccheria etica assolutamente impensabile: sono stati colpiti i simboli della pace, della tolleranza, del popolo ebraico”: così commenta, in una nota, il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani.
Da ricordare che Arezzo è una delle città coinvolte nel programma 2007 per la “Giornata della memoria” organizzata dalla Regione Toscana. La manifestazione toccherà Arezzo il 14 aprile per dibattere il tema “Dalle guerre di decolonizzazione alle guerre attuali”.
Purtroppo di simili atti vandalici, da parte di neonazisti e neofascisti, tanti nel corso degli anni sia in Italia che altrove: non è un fenomeno isolato, una piaga di pochi malati di mente. Oggi più che mai bisogna combattere il razzismo e ogni forma di intolleranza: le sole idee non sono in grado di affossare le idee malate della xenofobia, occorrono dei deterrenti, e il Ddl Mastella lo è. E’ un primo passo affinché chi oggi crede ancora nella superiorità d’una razza venga punito: un primo passo, perché occorrerebbero davvero leggi più severe contro chi inneggia all’odio razziale, alla superiorità, e ad altre fandonie del genere. C’è poi da notare che chi compie atti vandalici non sa quasi mai niente della Shoah; perlopiù sono giovani a cui è stata inculcata l’idea che i presunti ariani sarebbero i migliori, giovani che sin da piccoli hanno ricevuto questo imprinting. E se non sono degli ignoranti completi, l’imprinting ricevuto è così forte da non poter essere cancellato con la sola ragione, con un “demolire le tesi”.
Per chi crede nella superiorità razziale, per chi osa portare a termini simili atti di vigliaccheria, occorre qualche cosa di più pratico che non una semplice tirata di orecchi e una sculacciata.



Manic Street Preachers - Revol

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:39 | riflessioni | BlogNews | clicca per commentare commenti (18)



Ciao Luigi, Ciao...

written by King Lear    - venerdì, gennaio 26, 2007


Ciao Luigi, Ciao


Luigi Tenco



21 marzo 1938 - 27 gennaio 1967




«Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero,
ma nel mondo c'è già tanta gente che parla, parla, parla sempre,
che pretende di farsi sentire, e non ha niente da dire.»





«Io ho voluto bene al pubblico italiano
e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita.
Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro)
ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale
e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione".
Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»


* * *


Non servono parole: ma qui qualcuno di noi non ti ha dimenticato né mai lo farà.

Ciao Luigi, Ciao...


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:21 | diario | BlogNews | clicca per commentare commenti (3)



Cuccioli in cerca d'una casa

written by King Lear    -


Aiutateci a dargli una casa


adotta uno di noi


Questi teneri cuccioli hanno bisogno
di aiuto: chi pensa di potergli dare una casa
clicchi
su Adozioni Cuccioli.


O contatti la Sig.na Barbara a questo numero: 347/5105300


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:42 | diario | BlogNews | clicca per commentare



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi