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Genna, Giuseppe Genna è innocente.
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lunedì, marzo 31, 2008
Genna, Giuseppe Genna è innocente.
In questi ultimi due mesi troppe voci si sono avvicendate
accavallandosi l'una sull'altra in un'orgia di disinformazione,
mettendo alla berlina uno dei più grandi intelletti della nostra Sacra Patria,
esponendolo così alle più feroci critiche dei benpensati
ma anche della sinistra più radicale e ipocrita.
Ma è venuto il tempo di gridare "Basta!"
"Basta!", perché Genna è innocente,
è il più tenero Agnellino,
il Figlio più amato dal Demiurgo,
che seppur in silenzio da migliaia di anni
non è di certo morto!
Dicevo che Genna è assolutamente innocente,
perché non ha commesso il fatto,
e io lo posso provare con i fatti:
Genna non ha mai scritto quella Colpa
che oggi gli si rinfaccia,
non ha mai dato alle stampe "Hitler".
Il perché è oltremodo semplice e banale:
Genna non ha mai pensato di saper scrivere su Hitler,
né gl'è mai passato per l'anticamera del cervello
di prestare la propria penna a un non-uomo
come viene da molti indicato il Fuhrer.
In ragione di ciò, Genna è innocente,
più vergine del vagito d'un neonato appena venuto al mondo.
Mi auguro dunque che d'ora in poi
le chiacchiere sul sempre amatissimo Genna cesseranno.
Mi auguro che si smetterà di dargli addosso
a ogni ora, manco fosse un leggero passatempo,
una pausa caffè e una sigaretta con i compagni ridanciani
- che poi però alla domenica tutti sul campo da golf
a fare le carezze al Grande Caprone Avvocato.
Genna non è così. E' un buono. E' un mite.
E' senza Peccato.
Proprio così, Lui è senza Peccato,
quindi ha il sacrosanto diritto
di sedere alla destra del Padre.
Io assolvo, con formula piena, Genna.
Io assolvo Giuseppe Genna
perché non colpevole d'aver scritto "Hitler".
Lo assolvo perché come ho dimostrato
Lui non ne sarebbe mai stato capace.

Genna in una foto d'epoca, per gentile concessione della Biblioteca Nazionale Tedesca

I silenzi di Joe
Fabio della Seta
Sam parla con il suo Dio, anche se questi ricusa caparbiamente di portargli delle risposte intelligibili e a portata d’uomo soprattutto. Dio è nelle Scritture e tutte le volte che ha parlato l’ha fatto per mezzo di complicate metafore, la cui interpretazione non è mai facile o possibile. Ma quando sì, pare che Dio si sia divertito molto di più a creare disgrazie che non a creare il mondo in quei fatidici sette giorni del Genesi. Eppure, nonostante tutto, Joe è sempre il fratello maggiore, il complice, l’amico e in qualche caso il nemico: Joe c’è sempre anche quando non c’è, e Sam questo lo sa bene. Però non può non fargli notare che proprio lui, Joe, il fratello maggiore ideale – e idealizzato – non poche volte s’è sottratto alle voci che nel corso dei secoli l’hanno impetrato.
1. “I silenzi di Joe”: perché dare proprio questo nome a D-o?E’ stato davvero molto gentile e paziente.
Questo pezzo è apparso sull'inserto culturale Scritture & Pensieri (n.18) a cura di Stefania Nardini, del quotidiano "Corriere nazionale", le cui 65 mila copie quotidiane sono presenti in Umbria, Siena, Arezzo, Grosseto, Viterbo. Vi propongo il pezzo già apparso sul "Corriere Nazionale" anche su queste pagine virtuali, in una versione più lunga, con degli interessanti extra, giacché in Rete non esistono problemi di spazio. Buona lettura. (g.i.)
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commenti (15)
Emiliano Grisostolo. Il castello incantato. Zona editrice
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domenica, marzo 30, 2008

Emiliano Grisostolo
Il castello incantato
zona editrice
Finalmente disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell’autore maniaghese Emiliano Grisostolo.
Il castello incantato è un romanzo di più ampio respiro, nel quale Grisostolo riporta dalle spiagge il chirurgo de Il grande burattinaio e racconta della tratta delle bianche e della vendita di bambini da parte di donne raggirate che li vendono per soldi ad una banda dai mille tentacoli, che a loro volta li rivendono a coppie che non ne possono avere.
Una storia noir di tutti i giorni, un mondo che ci circonda e nel quale siamo sospesi. Una terra di mezzo nella quale personaggi senza scrupoli barattano la vita altrui per i loro sporchi scopi.
Un lavoro, quello de Il castello incantato, nato grazie alla collaborazione indispensabile di diverse figure, tutti amici, che con il loro entusiasmo hanno fatto sì che questo lavoro potesse uscire con una veste diversa, più completa rispetto ai precedenti lavori. Quella grafica è della giovane disegnatrice Gwen Rigutto di Maniago, tra le migliori artiste che Grisostolo conosca.
Un’indispensabile collaborazione l’ha offerta la ditta artigianale maniaghese Leader Cam, di Livio e Ilar Centazzo, leader europeo e tra i primi al mondo per la produzione di forbici per parrucchieri professionisti, che hanno creduto nelle capacità del giovane autore e per i quali Grisostolo nel 2007 ha scritto il loro nuovo catalogo e dal 2006 lavora come operaio.
Grisostolo ringrazia anche la Sartoria Dany di Maniago per avere messo a disposizione i suoi segnalibri ricamati che saranno regalati a tutti coloro che acquisteranno il romanzo presso la libreria di piazza Italia a Maniago.
Anticipazioni e presentazioni sul sito:
http://www.editricezona.it/ilcastello.htm
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punk
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punk
se la vedo uscire insieme a un altro
prima che nascessi in questa valle di lacrime e latte
Sono degno di quella bimba tutta pazza, oh sì
E’ lei, è lei che mi succhia l’anima
al punto giusto per questa festa di Beatles e Rolling Stones
La voglio così, donna e bambina, ingenua e fatale
quel capello di Charlie Brown
che lei va a prendere il latte insieme a un altro
mentre io piango e canto più di Caruso
dietro la scia d’un’elica
che mi perdoni tutto quel che faccio
perché la verità, cuore mio, tu non l’hai detta mai
che prenda a calci in culo Carver e Warhol
Voglio una topa che non sa fare un cazzo
Gli auguri di Romantica "Pesty" Vany Buon compleanno Giuseppe Iannozzi!
Ti auguro di andare nei luoghi dove non sei mai stato,
di avere meno problemi reali e più immaginari,
di mangiare tanti gelati e frittelline di neve
di avere tanti momenti buoni da non perdere mai!
Ti regalo una borsa dell'acqua calda, un paracadute ed un ombrello
un cavallo ed un calesse, un orologio che non segni mai le ore
per far sempre star bene il tuo cuore :)
Buon compleanno!!!
Ilona Staller Cicciolina: La Fede è Tutto. Beato chi ce l'ha.
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sabato, marzo 29, 2008
Ilona Staller Cicciolina
La Fede è Tutto. Beato chi ce l'ha.

nihil
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nihil
Nihil III
Per mia fortuna
il compito
di farlo fuori,
quel Folle
che spara ai lampioni
nel cavo della notte
caduto
si credevano così tanto!
che fossero dèi scesi in terra,
per condannarli in copertina;
sparandosi seghe su seghe.
e ballare, e morire ballando.
una morte così infinita?
di ballare fino alla fine
Abbiamo tutto questo,
e noi possiamo ballare e ballare
in carne e ossa adesso cadono
ora ci appartiene.
è più di noi.
è più di noi.
in bocca a un monello
è sempre più di noi.
è migliore di noi.
è in ogni caso più di noi,
di un pugno di cenere,
dimenticato
sugli algidi avelli ai più
sconosciuti.
ha in sé un feto perfetto
che nessuno può immaginare.
aspetta di venire al mondo
per mostrare a tutti
con denti e unghie
l’Incapacità del suo avo
finito mummificato e Santo.
ha perso la verginità così tante volte,
che non possiamo fare davvero a meno
di volerle ancora un po’ di bene
quando il freddo ci gela i piedi.
Berlusconi: la Rai è in mano alla sinistra estrema
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venerdì, marzo 28, 2008

Berlusconi: la Rai
è in mano alla sinistra estrema
di Giuseppe Iannzozzi
Silvio Berlusconi fa subito il punto su “Porta a Porta”, o meglio sulla Rai: “La par condicio non c’entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni”. Il Cavaliere ha rinunciato di accomodarsi nel salottino di Bruno Vespa, perché Walter Veltroni ha annullato la sua prossima presenza nel “salotto” della politica in tv: “E’ stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell’opposizione. Questa cosa è una violenza inaccettabile. E gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l’Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema”.
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commenti (7)
dal 13 e 14 aprile 2008 sulle tavole degli italiani
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sulle tavole degli italiani
dal 13 e 14 aprile 2008

Nel fango affonda lo stivale dei maiali
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Nel fango affonda lo stivale dei maiali
[ Ricevo e pubblico. g.i.]
Quest’anno ricorrono i primi 60 anni della nascita della Costituzione Italiana, e nonostante il tempo trascorso la gente comune e nella fattispecie gli organi competenti che dovrebbero applicarla continuano a sconoscerla. Nei suoi articoli vi è la fatica dei padri fondatori della nostra Repubblica e proprio nell’articolo 3 della Costituzione si legge che ogni uomo è uguale davanti la legge senza alcun tipo di distinzione. Ebbene io non credo più che questo in Italia sia vero, poiché quando capitano delle ingiustizie a della gente onesta e senza amicizie influenti si rimane soli. Soli con le proprie ragioni, soli con le proprie rabbie per essere stati ancora una volta ignorati dallo Stato Italiano. Dopo questa lunga premessa desidero raccontarvi quanto mi è successo. Nel dicembre del 2007 ho preso servizio presso il Codacons di Catania per svolgere attività di volontariato nell’arco di 12 mesi e inerente un progetto del servizio civile nazionale; nonostante questo progetto sia patrocinato dal Ministero della solidarietà sociale, nessuno in questi giorni ha mostrato un barlume di solidarietà nei miei confronti. Ebbene nella data del 30 gennaio 2008 ho dovuto sporgere querela nei confronti della responsabile legale della sede Codacons di Catania per minaccia e ingiuria. Da quel momento mi è stato intimato di non rientrare più negli uffici del Codacons. Da quella fatidica data la mia vita è totalmente cambiata, poiché per avere denunciato a viso aperto le scorrettezze commesse dagli avvocati della sede preso cui prestavo servizio, mi son ritrovato a combattere contro i cosiddetti mulini al vento. Sono piovute minacce telefoniche, intimidazioni di ogni ordine e tipo; colpendo vigliaccamente anche la persona di mio padre che proprio in una particolare occasione, di ritorno dall’incontro con un avvocato dell’ufficio Codacons, è stato sull’orlo di avere un infarto. Il Codacons di Catania voleva a tutti i costi le mie dimissioni perché non potevo restare in un luogo in cui avevo ravvisato tali irregolarità, altrimenti avrebbero reso la mia vita e di conseguenza quella della mia famiglia un inferno; e soprattutto perché l’avvocato che io avevo querelato per il male provocatomi era da considerarsi un intoccabile e quindi non passibile di condanna. Così dal 28 gennaio mi trovo in stato di malattia in quanto affetto da depressione con elevati livelli di ansia reattiva a causa di episodi di mobbing; e nonostante stia seguendo una cura farmacologica prescrittami da una psichiatra vivo continuamente nel terrore. Purtroppo viviamo in una società in cui l’informazione e di conseguenza le testate giornalistiche nella stragrande maggioranza dei casi tendono a non comunicare pubblicamente i problemi che attanagliano alcuni cittadini. Soprattutto se a causare i problemi sono enti tutelati politicamente e che godono in un certo qual modo di una pubblicità altisonante. Io sono un volontario del servizio civile ( anzi dovrei dire ex visto che nel momento in cui scrivo ho appreso per puro caso che sono stato sbattuto fuori dal progetto) che purtroppo quando ha presentato la propria domanda di partecipazione credeva che i progetti da scegliere dovessero in qualche modo rispecchiare fedelmente l’attività che si sarebbe svolta. Invece appena entrato a far parte del volontariato dopo un mese e mezzo di “lavoro” ho dovuto subire danni morali e addirittura aggressioni verbali e anche fisiche da un componente della sede dove prestavo servizio. Ho dovuto, come per altro ho sempre fatto, combattere in prima persona una battaglia con il solo ausilio del mio avvocato che mi assiste e che naturalmente pago di tasca mia. Battaglia già persa in partenza poiché in Italia chi è intoccabile politicamente non può di conseguenza subire il responso di un giudice; anzi!
Dal giorno in cui ho subito il danno ed ho sporto querela nei confronti dell’avvocato responsabile della sede dove prestavo servizio, la mia persona ha totalmente rovinato la propria salute psico/fisica. Nessuno ha tutelato la mia salute così come i miei diritti; e nessuno di coloro i quali dovevano prendere provvedimenti si è accostato alla mia problematica. Il servizio civile una volta assegnati i candidati alle sedi locali non controlla più l’andazzo o il comportamento dei cosiddetti formatori. Per esperienza personale la formazione rimane sulla carta; buona solo nella maggioranza dei casi per farsi attribuire i soldi che lo Stato Italiano fornisce per la formazione dei volontari. Spesso si ignora che non ci sono soltanto i diritti e i doveri dei volontari ma esiste una carta etica che riguarda proprio gli enti che realizzano il progetto. Essere volontari del servizio civile significa aver scelto di contribuire al bene del paese. Chi vi presta servizio di solito è laureato e con una voglia matta di apprendere nuove conoscenze che potranno servirgli per un prossimo futuro nel mondo del lavoro. Non si può continuare a considerare i volontari come dei poveracci, dei morti di fame da trattare nel peggior modo possibile. Bisogna uscire allo scoperto e denunciare la spocchia e l’arroganza dei potenti che rivendicano diritti superiori che non hanno adesso e mai avranno. Credo che sia giunta l’ora per questo paese di risorgere dall’umiliazione e dalla criminalità che non è soltanto quella meglio nota come mafia o camorra ecc, ma è quella che vive nella nostra società; nei posti di lavoro; in quei soggetti che pensano di poter trattare i propri simili come bestie. L’ufficio nazionale per il servizio civile nonostante abbia ricevuto diverse lettere dal mio avvocato e dalla mia persona ci continua a ripetere che bisogna pazientare; che prima bisogna chiedere chiarimenti all’ente presso cui prestavo servizio. Paradossalmente si aspettano che andando a trovare la moglie di un ladro, questa interpellata sulla fedina penale del marito dica di essere spontaneamente la consorte di un malfattore. L’ufficio nazionale sa benissimo che ciò non accadrà mai. Che non si avrà un’ammissione spontanea di colpevolezza nemmeno sotto tortura!
Nel frattempo l’ufficio nazionale per il servizio civile per non inimicarseli e per non andare contro il volere dei soliti furbi ossia del Codacons, decide per il momento di sospendermi e di escludermi una volta per tutte dal progetto per cui ero stato “assunto”; e ignorando l’affezione della mia persona di una patologia - certificata da vari medici - che hanno provocato loro. Quindi dopo il danno la beffa e quindi condannato per Non aver commesso il fatto! Oltremodo uno dei rappresentanti del Codacons di Catania - che ci aveva minacciati - si candida con spensieratezza alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile; e così se già oggi questo tizio si definisce intoccabile un domani sarà come l’innominato descritto da Manzoni. Proprio in questo periodo tutta la classe politica desidera incontrare il popolo. Ma i problemi, quelli veri nessuno vuole ascoltarli. Per la maggioranza dei partiti siamo carta straccia, utili solo per consegnare il paese nelle loro mani. Data la questione considero anch’io la mia tessera elettorale carta straccia, poiché nella vita reale nessuno aiuta le persone comuni a fronteggiare i soprusi e le angherie. E il 13 e 14 Aprile non mi recherò alle urne così come i miei familiari e le persone che mi sostengono e che hanno a cuore la mia situazione.
Poiché oggi nonostante i contributi e i sacrifici resi dai numerosi martiri della giustizia, denunciare delle irregolarità nel sistema - poco importa che sia su un posto di lavoro o per strada - è ancora sinonimo di infame, di cancro devastante per la società, e quindi da asportare immediatamente prima che riesca a contagiare tutto e tutti. L’omertà intellettuale delle istituzioni a cui un uomo disperato si rivolge è ancora peggio dell’omertà delle persone comuni. Per concludere questa mia lettera mi auguro che possiate dare voce a questa mia indignazione e sul finire vorrei proprio utilizzare alcuni versi di una bellissima canzone di Franco Battiato, che nel momento di assoluta solitudine e sconforto in cui verso mi rincuora davvero:
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
[…] Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
In fede
Dott. Cristian Adriano Porcino
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