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d'Amore di Vany & king Lear


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Il Porcello King Lear: bigliettini di morte agli amici

written by King Lear    - lunedì, giugno 30, 2008





Il Porcello Kinglear è Opera originale
e graditissimo Dono di Angelika Karamella





 
Il Porcello



King Lear



bigliettini di morte agli amici
 
 


 
di Giuseppe Iannozzi
 


 
 
 
Questo concept è interamente dedicato
ad Angelika Karamella,
che forte d’amicizia e d’amore per me
mi ha fatto dono del Porcello King Lear
Grazie, grazie di cuore sorellina Karamella
 
 


 
 
A.
 
Se sia la frale Vita o l’eterna Morte
il Vizio primo, niuno l’ha ancor capito
né mai più lo capirà
Si sciolgono i Poli in un batter di ciglia,
s’arrestano i venti in parentesi di prigioni
e sol restano le croci in terra affondate
a segnare che in un tempo lontano
si eressero cattedrali bureaux e campi
di concentramento,
come priapeschi falli puntati contro l’Ira del Cielo
 
 
 
B.
 
Attenti, attenti a George
Con tutta fretta ha promesso
che il sesso lo sbatterà in culo
al Tempo
Non resiste, ce l’ha già in forte tiro,
del pelo grigio che gl’affonda
nelle tempie non si cura:
solamente per il Tempo ratto
nutre insana passione
 
Attenti, attenti a Bush
L’ha promesso col sangue
che in culo al Tempo lo caccerà
e che dopo tre giorni risorgerà
 
 
 
C.
 
Mia cara Bellezza,
Dio è di Paura senza Fine
Dio avrà fissato i suoi occhi
dentro ai tuoi, e il tuo amante
nascosto - povero mortale di carne
e di sangue, di ossa e di paure -
non avrà fatto manco a tempo
di gridare ad alta voce
o di sfiatare dabbasso,
ché il Terrore l’aveva già preso
tra le sue divine spire
 
Così del suo coraggio
oggi ci rimane soltanto
l’istantanea che qui vediamo
e che ci fa ridere a crepapelle,
perché Dio è anche di Riso


 
D.
 
Ragazzo, lo so che sei un semplice ragazzo
e che sol pensi alle ragazze e al cazzo duro
Però io mi chiedo se conosci altre cose
oltre ai soliti saluti “buongiorno” e “buonasera”,
se qualche volta ti passa per la testa
d’andar oltre, perché d’intelligenza non manchi,
in quanto a creanza invece siamo sul lato buio
 
 
 
E.
 
Urino male perché il Male è in me
Quando la faccio dai miei lombi
si diparte una fiamma infernale
che denuda ogni freschezza
per dar credito alla licenziosità
 
Non credo davvero
che la Bellezza ci salverà così,
da un momento all’altro,
per colpa d’una pisciata controvento
 
 
 
F.
 
Destino è per Colui che brama
d’essere sempre al centro
dell’attenzione
e di non lasciare dietro di sé
alcuna traccia, né di cenere
né di neve sotto il sole
 
 
 
G.
 
Di Nulla ci nutriamo, come lombrichi
tagliati in due sempre al sapore
della terra condannati; per così poco
fatichiamo sotto l’imperio del caldo
e del freddo, in ossature di fabbriche
o in aperti campi – che solo attendono
nuovo mortale concime
 
 
 
H.
 
Povero me! Ma che sta accadendo qui?
Tra donne e gonne all’aria, tra risa disfatte,
tra pazzi e santi illuminati di pazzia,
io che sono giusto un povero ragazzo
quale colpa ho? Quale, Dio
che sei nei Cieli e che così poco
ti curi della povertà di chi nasce
e in un batter di ciglia muore
fra lattine di Coca-Cola, cartoni strappati
e cardinali imbarazzati come peperoni?
 
Eppure ogni dì l’alba si fa e un nuovo grido
viene messo al mondo; e nessuno
ne ha vergogna o terrore!
 
 
 
I.
 
Perché, perché proprio ogni matto
di questo pianeta alla deriva
viene da me coi denti neri e affilati,
con la lingua lunga e gl’occhi di brace?
Perché un Dio non trova riposo?
Tante le domande che bussano alle Porte
della Coscienza e non una che trovi risposta:
la testa indarno violentata contro muri di rossi mattoni
là dove più forte e collerico è il dolore,
e mai che si venga a capo d’una soluzione
 
Il Fato ha però decretato che non uno troverà scampo:
colui che oggi s’illude di vivere in libertà
solamente è frutto del capriccio divino
e domani o posdomani al più tardi come robot
verrà dimenticato in un cimitero senza memorie
 
 
 
L.
 
Temo gli amici anche quando recano doni
Puoi spogliare un serpente della pelle e del veleno,
ma mai della natura che cova dentro
lungo il tortuoso ventre - di uova fatali colmo
 
 
 
M.
 
Non è forse Cenere la Passione
una volta consumata? Solo stringiamo
fra le mani polvere, polvere che il Tempo
porta lontano, in alto fra le nuvole
dove Marilyn dorme da sempre
nel grembo d’una tempesta senza fine
 
Arde questa confessione tra la prostata
e il miele ancora a venire, quando
e dove e con chi non si sa, mai
 
 
 
N.
 
Lulù, Kafka è morto povero e vergine
nel suo Castello, torturato
da un topo affamato e da una cartella
piena di sogni a perdere
Kafka odiava la carnalità, odiava sé stesso
Era così morto, così morto, per Dio!
In piscina si odiava e odiava quel padre
che lo costringeva a denudarsi
Lo Scarafaggio odiava l’animalità
Se solo avesse potuto avrebbe messo
al rogo ogni uomo e ogni donna amanti
Era uno scarafaggio, un cattivo ebreo
che non trovò mai il coraggio di dichiararsi
a quell’amore di denti e di capsule bene in vista
Felice, Grete, Milena, Dora, e non una
godette del suo sacro fallo, nemmeno una volta
 
Dio, si può essere così tanto morti
prima di venire al mondo tra urla di sabbie mobili
e metri e metri cubi di arie di tubercolosi?
 
Dora lo tenne a sé con la bocca che non parlava più,
che non mangiava più, che non respirava più
Dora ebbe questo, soltanto questo,
la considerazione per un ebraismo originale
e doloroso, più doloroso d’una morte per Processo
 
 
 
O.
 
Meno di ronzini morti stecchiti di stanchezza
abbandonati senza sepoltura su sterili campi
- la carne in putrefazione e le ossa bianche
in evidenza per il piacere delle mosche
a ronzare intorno alle carcasse e al sole cocente
 
 
 
P.
 
Ti è già stata notificata la condanna a morte,
cos’altro pretendi? così ingordo d’Inferno sei?
 
 
 
Q.
 
Troppo falsa fu la relazione fra Dio e l’Infinito,
tutta basata su immortali menzogne d’Eternità
 
Lucifero nacque felice d’essere la costola di Dio
e d’aver un dominio tutto suo di roghi e torture
proprio in Terra dov’era stato scagliato Caino
a vagolare con l’infamia impressa in fronte
 
Quanti caini sono stati seppelliti all’ombra
della disgrazia, persino il Diavolo ha perso
da tempo il conto
 
 
 
R.
 
Chiunque scriva ha un proprio scheletro
e uno nell’armadio, che gl’appartiene
e non gli appartiene; gli scribacchini
farebbero bene a portare il domicilio
direttamente tra gl’avelli del cimitero
E’ quasi certo che l’ombra di Banco
verrà a solleticargli i palmi dei piedi
nelle notti in bianco
 
 
 
S.
 
Perché mai qualcuno dovrebbe cercare
il suicidio da sé? Non è forse grave pena
il vivere cotidiano, che miete gli affetti
uno a uno, che ci presenta nostra imago
sempre, allo specchio prima di coricarci?
Il mestiere di vivere, un così duro lavoro
che non merita d’essere augurato
nemmeno al proprio peggior nemico
 
 
 
T.
 
Le donne più belle tenere e accondiscendenti
sono tutte finite sotto due metri di terreno:
a ricordarle un epitaffio ricco di ghirigori
 
Peccato che il Vate Nazionale non abbia
orecchio per le campane del sagrestano;
pur di non sentirle alla mattina e alla sera,
con le scarse finanze che la vecchia gli consente,
ha preso l’estrema decisione di pagare il pretino
affinché non dia voce all’odiato bronzo
 
 
 
U.
 
Il Battello Ebbro
è naufragato
in un canchero
maledetto;
una statua leonina
ricorda ai passanti
che stessa sorte
si offre al mercenario,
al poeta,
e anche al prete
che officerà
l’Ultima Messa
 
 
 
V.
 
Quando giungerà la tua ora,
mi raccomando a te,
vedi di farti vivo, tu
che sei da sempre un omo
di spirito!
 
 
 
Z.
 
Alla Fine
c’è sempre
qualcosa di tremendo
che preme
sino in fondo,
quasi che entrando
dabbasso
intenda uscire
dal cavo della bocca
là dove l’ugola emette suoni
per dar corpo
a lamenti orgasmi pensieri

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 17:31 | poesia, amore, amicizia, dediche, duets, avantpop, iannozzi and friends | BlogNews | clicca per commentare commenti (33)



Roberto Bui aka Wu Ming 1: un invito a spiegare - Giulio Mozzi è al tappeto

written by King Lear    -



Roberto Bui aka Wu Ming 1

(caro ma non troppo, anzi proprio per niente)



io che non ho l'abitudine di nascondermi dietro un dito
rivolgo a te e ai tuoi amici un semplice invito,
quello di spiegare che cosa sarebbero le interviste sdraiate.

Pensaci, anche insieme ai tuoi dichiarati amici, tipo Giuseppe Genna,
Girolamo De Michele, Gianni Biondillo, Giulio Mozzi, 
Valerio Evangelisti, ecc. ecc.





Cari Lettori di questo blog,


Vi prego di voler lasciare libero questo spazio,
che è dedicato ai soli eventuali interventi
del collettivo Wu Ming, di Giuseppe Genna e dei loro amici.


Grazie per la collaborazione.


g.i.

Parlando con Giulio Mozzi: *
 
Riporto delle ultime belle osservazione del tuo amico Giuseppe Genna, e non segnalo link. Chi lo vuole se lo cerca con Dio Google.


1. E' arrivato anche Iannozzi!!!! Ve lo dicevo!!!! E' il classico "leone da tastiera": prima dell'ultimo Salone del Libro di Torino nessuno lo aveva incontrato, ma lo hanno riconosciuto, era tremulo, sudatissimo, intimidito. In piena sindrome antispettacolare: quindi anche Iannozzi è reale!!!!
 
2. trattasi di Iannozzi. E' l'autentica cartina tornasole, assolutamente non nel senso dialettico che Wu Ming 1 ti attribuiva. Iannozzi è la decadenza della blogosfera personificata. Come avrai notato, appena arriva lui, il discorso si abbassa. Quindi, poiché i commentatori si sono espressi, niente speciale Iannozzi. Lasciamoci alle pronunce sdrucciole e spaziali di Battiato, dopo i silenzi calabri di Arberia Tv.
 
3. Iannozzi è scaduto, hai ragione: il Gatorade aveva la data limite nel 2005. Rialziamo il discorso sull'immaginario e sulla narrazione, che conta qui. La mimica devastante del Gatto Arturo distrugge tutto Lacan e tutte le interpretazioni letterarie postmoderne, strutturaliste e post-strutturaliste: libera Kafka, il Gatto Arturo, è Bartleby. L'immaginario è abissale, ma dagli abissi emerge sempre, bianchissima, Moby Dick, che è un po' più del mostro marino di Giona...
 
Seguono commenti anonimi di gentaglia che mi dà del deficiente e Genna tace. No, non tace: gli grida che sono GENIALI.
 
E Wu Ming 1: "Giu (si riferisce a Genna n.d.r.), non valeva la pena. Chiudiamo tutti questa parentesi di abiezione. I compiti che ci attendono sono immani.
 
Tornando a Genna:
 
4. @ tutti: sono i rischi di convocazione di Iannozzi!!! Gioite della deriva sottoculturale che l'evocazione comporta!!!! Gioite delle pratiche di nicknaming femminile che utilizza Iannozzi!!! E andate in libreria, se avete voglia di leggere un gran romanzo, per assaggiare "La visione del cieco" di Girolamo De Michele (Einaudi). Anche tu, Iannozzi, leggiti finalmente un libro per intero, sono sicuro che "la visione del cieco" ti prende!!!!
 
Genna mi attribuisce identità femminili. Era intervenuta, incautamente, una mia cara amica: ecco il trattamento che le ha riservato il signor Giuseppe Genna.
 
Uno dei tanti che si firma extramortale: Ma chi cazzo è questo deficiente??? (si riferisce al sottoscritto, Giuseppe Iannozzi)
 
Una marea di commenti il signor Genna li ha cancellati, ovviamente i miei che erano educati, mica quelli degli amichetti anonimi che mi danno del deficiente e peggio.
 
Riporto questo perché questo adesso ce l'ho sottomano.
 
Tu, Giulio Mozzi, tanto per portare un esempio recentissimo a proposito di "Era mio padre" (in Bottega di lettura) insinui che mi sono confuso. E reiteri più e più volte che mi sono confuso, neanche quando ti faccio notare che "diaristico" è opinione anche della recensione a firma di Bart. Ti faccio notare che è mia opinione che è un romanzo diaristico. Tu continui imperterrito, sordo da entrambi gli orecchi, a dire che mi sono confuso. Questa ce l'avevo sottomano e te l'ho fatta notare anche qui, per la miliardesima volta.
 
Le altre cercatele da solo nei tuoi archivi, su Vibrisse, sui vecchi blog, ecc. ecc.
 
Qui l'invito a Roberto Bui, ma che estendo in questa sede anche a te, Giulio Mozzi… […]
 
Chi ha qualcosa da dire, se ce l'ha da dire, al link indicato dabbasso, altrimenti taccia per sempre.
 
FINE


*
Questo mio commento, scritto in data odierna, 30 giugno 2008, è stato lasciato su uno dei tanti blog curati da Giulio Mozzi.





Giulio Mozzi finisce al tappeto

Rocky Iannozzi l'ha abbattuto



Rocky Iannozzi mette al tappeto Giulio Mozzi


   Chi lo desidera può ora commentare
la vittoria schiacciante di Rocky Iannozzi



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:00 | satira, blogosfera, blogger, lettera aperta | BlogNews | clicca per commentare commenti (15)



Di Pietro: Berlusconi magnaccia all’indomani della pubblicazione delle intercettazioni

written by King Lear    - domenica, giugno 29, 2008



Di Pietro: Berlusconi magnaccia
all’indomani della pubblicazione
delle intercettazioni sulla vicenda Rai
 
 
di Giuseppe Iannozzi


 
“L’allora aspirante premier mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia, per piazzare questa o quella velina, che da statista”. Antonio Di Pietro si esprime così a proposito del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Antonio Di Pietro, parlando delle intercettazioni. “Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da statista. Il nostro compito è quello di fare un’opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c’è dall’altra parte sa che se lo si lascia fare ci porterà a essere più sudditi e meno cittadini. L’azione politica di questo governo mi sembra piduista e non so fino a che punto la volontà sia solo di Berlusconi. Il Parlamento è stato svuotato dalle sue funzioni, si fanno solo decreti legge”. E’ già nuova bufera politica all’indomani della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sulla vicenda Rai.
Il Pdl insorge e l’avvocato del Premier, Nicolò Ghedini, annuncia querela. Di Pietro reagisce replicando che “non si farà intimorire”. Il sottosegretario alla presidenza Paolo Bonaiuti replica al leader dell’Italia dei Valori: “Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l’osteria. Ma come può un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?”. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto accusa Di Pietro di “perseguire un disegno eversivo” e chiede al Pd di prendere le distanze, se non vuole essere considerato “corresponsabile di comportamenti antidemocratici”.
Il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri: “Da come parla si capisce che Di Pietro è un analfabeta. Berlusconi disse che la sua laurea era falsa perché regalata dai servizi, ma sbagliava. E’ falsa anche la sua licenza elementare”. Lega Nord e Udc dicono senza mezzi termini che il “vero” obbiettivo di Di Pietro non sarebbe il Cavaliere ma bensì Walter Veltroni… una questione di leadership?
Il Pd parla per voce della capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, che censura gli insulti di Di Pietro: “La politica deve evitare il linguaggio truculento e offensivo”. Sottolinea la senatrice democratica che dalle intercettazioni emerge però una “vicenda squallida” dove alle donne viene affidato un ruolo degradato. Replica Bonaiuti: “Si tratta di una dichiarazione che dice molto poco e arriva troppo tardi.“
Claudio Fava, della Sinistra Democratica: “In Di Pietro vedo l’intuizione di alcuni vulnus alla democrazia ma senza un ragionamento composto e articolato di ciò che avviene nella società. Presta poca attenzione alle cause e si concentra solo sugli effetti… A certi atteggiamenti non si risponde usando un linguaggio scurrile”.
 
Tutti contro Di Pietro dunque?
Parrebbe di sì. Ma al di là del linguaggio colorito adoprato dal leader dell’Italia dei Valori, dovremmo stare a vedere, con molta attenzione, che cosa emergerà dalle intercettazioni sulla vicenda Rai; e solo allora si potrà dire se Di Pietro ha parlato a vanvera o ha invece voluto catalizzare l’attenzione su dei fatti reali, che rischiavano forse di passare sottosilenzio. 

Aggiunge oggi (29 giugno 2008) Di Pietro: "Il mio sarà pure un linguaggio crudo, ma il suo è un insulto agli italiani perché quando ha un processo in corso si fa una legge per farsi salvare, quindi è il premier che si deve scusare con gli italiani anche perché non può fare telefonate al direttore della rete pubblica per cui noi paghiamo il canone per dire piazza questo, piazza quello."


INTERCETTAZIONI: 1 - 2 - 3

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:07 | italia, politica, polemiche, interni, politici, primo piano, prima pagina, ultime notizie, last news | BlogNews | clicca per commentare commenti (7)



Giulio Mozzi, questo è il giardino del nano: epica di un cattolico fondamentalista

written by King Lear    - sabato, giugno 28, 2008




Giulio Mozzi


Questo è il giardino del Nano

triste epica di un nano cattolico fondamentalista


Edizioni Paoline



Giulio Mozzi



New Italian Epic

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:43 | editoria, satira, goliardia, new italian epic | BlogNews | clicca per commentare



Emiliano Grisostolo, Il castello incantato. Zona editrice

written by King Lear    -


Emiliano Grisostolo - Il castello incantato


Il castello incantato


Emiliano Grisostolo
 


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

   
Giuseppe Iannozzi raccomandaEmiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. La nera oggi ci ha purtroppo quasi anestetizzati di fronte all’idea che nel mondo, ogni giorno, scompaiono nel nulla tantissimi innocenti, che non ritorneranno mai più a casa. E’ il caso di definirli desaparecidos? Ahinoi, la più parte di quei fanciulli che scompaiono da un giorno all’altro, senza un motivo apparente, senza la richiesta d’un riscatto, sono da considerarsi desaparecidos. Se fino a qualche decina d’anni or sono si pensava, erroneamente, che le persone scomparse misteriosamente fossero solo una macabra realtà presente in stati totalitari quali l’Argentina e il Cile, oggi non è più così: chi oggi scompare dalla faccia della Terra, senza di sé lasciare traccia, è una persona comune, di qualsiasi età ed estrazione sociale. Non di rado gli scomparsi finiscono spolpati dai macabri ingranaggi di organizzazioni malavitose – che si annidano nel cuore di quelle società apparentemente più civili e democratiche. Pensare che oggi non esistano più i campi di concentramento è un’ingenuità bella grossa. Il mercato della prostituzione, della pedofilia, dello schiavismo, del traffico di organi umani non si ferma davanti a niente e a nessuno: le autorità, per quanto cerchino di sgominare schiavisti e pedofili – purtroppo ampiamente diffusi anche in Rete, che da alcuni anni è diventata la spiaggia preferita di moltissimi adescatori -, spesse volte si trovano con le mani legate o in un vicolo cieco.
“Il castello incantato” di Emiliano Grisostolo è un noir, un’indagine che parte dalle radici della psiche umana, per svellere in ultimo, nel profondo, le ragioni che spingono alcuni individui a rapire degli innocenti per utilizzarli come pezzi di ricambio da rivendere al migliore offerente. Il romanzo dell’autore maniaghese ricorda per stile crudo e diretto quello di Eraldo Baldini, soprattutto per il romanzo “Bambine”, per la vicenda narrata autori quali il già citato Baldini, Massimo Carlotto, e in una certa misura Dacia Maraini per “Colomba”, tenendo però ben presenti le dovute e sostanziali differenze caratteriali ed espositive fra il giovane Grisostolo e la maestra della narrativa italiana Dacia Maraini.  
Nel suo nuovo romanzo Grisostolo ci mette di fronte a un caso di scomparsa: una ragazza, poco più che ventenne, Maria Purini, da un momento all’altro scompare. Maria era una ragazza posata, che non avrebbe mai osato un colpo di testa, quindi la sua sparizione mette subito in allarme la famiglia. Bartolomeo Noti, avvocato in pensione e non più in ottima salute ma sempre attivo, si trova fra le mani il caso. Non lo può ignorare. Non può far finta che non sia accaduto niente e che lui, Bartolomeo Noti, non possa far qualcosa per restituire alla famiglia Maria. Però l'avvocato sa bene che l’impresa di trovare la ragazza, viva, è disperata, tutt’altro che facile e ostacolata da tanti se e altrettanti ma. L’indagine è una corsa contro il tempo. L'avvocato Noti dovrà ricorrere a tutte le sue conoscenze per raccapezzarsi. Dovrà infiltrarsi nelle non-esistenze notturne che si consumano prostituendosi sui marciapiedi; dovrà cercare di carpire informazioni da chi la strada la vive per morire ammazzato di botte e di terrore nel migliore dei casi, e non da ultimo sarà costretto a far appello a tutta la sua forza di volontà per non soccombere sotto i colpi del suo cuore malato. Se c’è un lieto fine in una vicenda drammatica come questa, tra prostituzione e traffico di organi, è un happy end in pieno stile hollywoodiano, dove il The End è solo e sempre l’inizio di qualche cosa di molto più grande.
Per un volta concedetevi il piacere di una lettura che ha da insegnarvi che non si vive in una società perfetta né in una montatura funzionale alla fiction, perché Emiliano Grisostolo affonda il coltello in una piaga aperta più che mai reale, e forse inguaribile sin tanto che gli occhi di genti e di autorità continueranno a soffocare nel buio dell’ignoranza. Dimenticate le facili storie griffate degli autori di moda, che si ergono a paladini delle Patrie Lettere, e guardate invece in faccia la realtà che vi circonda, quella porzione che non vorremmo sapere e che eppure c’è. Concedetevi per una volta una lettura che non sia soltanto mero intrattenimento, perché “Il castello incantato” di Emiliano Grisostolo non è semplice fiction, è anche un castello di crude e terribili verità.   
 
 
Il castello incantatoEmiliano Grisostolo – Zona editrice – ISBN 978-88-95514-23-9 – 150 pp. – 15 €

 


Emiliano Grisostolo
Emiliano Grisostolo

parla de “Il castello incantato”
 
 
Perché per “Il castello incantato” un finale che, a mio avviso, è in perfetto stile americano?
 
 
Il finale l’ho voluto mettere io, c’era nella bozza grezza. L’editor lo aveva tolto, lasciando il finale dove il magistrato presenta alla stampa il caso appena risolto. Il vecchio finale l’ho voluto ostinatamente io, ma per un semplice motivo. O forse due… Il finale, ripeto, l’ho voluto così perché mi dava modo di avere una storia che finisce tragicamente, con la morte dell'avvocato per arresto cardiaco, infatti stava già male durante il caso illustrato ne “Il castello incantato”, anche se la sua malattia l’ho appena sfiorata, volutamente sfiorata, in attesa del finale definitivo e che è poi nella storia pubblicata. L’ho voluto così proprio perché introduceva di forza la giovane prostituta, che prenderà le redini dei casi irrisolti dopo la dipartita di Bartolomeo Noti, ovviamente non senza problemi... anche se questa non è sicuramente la terza storia della trilogia, ma forse una in divenire e a sé… Infine perché personalmente i finali tragici mi hanno toccato in prima persona: non sono uno che pensa che tutto vada male, più semplicemente sono realista e spesso le cose vanno purtroppo male. I finali belli non mi piacciono, non sempre per lo meno. Lo avrai notato leggendo i miei precedenti lavori. Anche in quelli che ho pubblicato nel ‘97 e ‘98 i finali sono simili. A modo loro, ma simili. Un po’ tutti i miei racconti o romanzi hanno questi finali non scontati, per lo meno spero sia così… eventualmente smentiscimi, lo “pretendo”; e se ci riuscirai, accetterò volentieri le tue osservazioni sempre molto attente. Diversa è invece la sceneggiatura di “Alice”, che due anni fa doveva divenire un film, e che invece è rimasta in un cassetto. “Alice” è un bel romanzo, non troppo lungo, adatto ai bambini, un libro lieto, dove ci vorrà un editing per sistemarlo. Ahimè, ho dei limiti che riconosco; ma il romanzo è bello e commovente, con una morale di fondo, così come spero di essere riuscito a portarla in tutti i miei lavori.
La morte, quella che pervade i miei finali, è dovuta a un motivo ben preciso: la morte di uno dei miei fratelli, 13 anni or sono. La ricorrenza è caduta proprio in questi giorni. Questo fatto mi ha lasciato dentro un senso di realtà che spesso la gente non ha, che spesso non prova, se non dopo aver passato tre ore come quelle che ho passato io all’epoca. Una morte improvvisa, un trauma tirato per le lunghe e inaspettato, avvenuto dopo una corsa in bici - un allenamento (vedi il mio sito) -, dopo una scampagnata in allegria, dopo una giornata di duro lavoro. Un finale tragico che arriva alle otto di sera, quando la gente e i ragazzi di 15 anni dovrebbero sedersi a tavola e mangiare, e poi.... andare a dormire. Ma non per sempre. Quindi per me un senso di realtà che mi ha lasciato dentro una immane tristezza, dalla quale mi sono ripreso, ma che ritorna in maniera prepotente nelle mie storie, nei miei lavori…
Una realtà scioccante che spesso ci coglie impreparati… la morte ci coglie impreparati, il più delle volte. Quando poi queste sono particolarmente brutali, ancor di più, anche se nelle mie storie cerco di renderle veloci e indolori. Ma così ovviamente non è. Il motivo di fondo che, inconsciamente o no, mi spinge a costruire finali drammatici è poi solo questo. Tuttavia non vuole essere un alibi, molto più semplicemente una rivelazione, un motivo e non una colpa, perché in fondo è una mia scelta che in questo caso è andata contro il volere e il consiglio del mio editor, che gentilmente ha accettato le mie spiegazioni.



Il sito ufficiale di Emiliano Grisostolo:

http://www.emilianogrisostolo.it


Scarica il pdf delle prime pagine del romanzo:

Il castello incantato – cap. 1

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:06 | recensioni, cultura, libri, letteratura, interviste, web , editoria, autori, diritti umani, primo piano, critica, in libreria, noir, attualità, società, scrittori, ultime notizie, dalla parte dei bambini, casi letterari, human rights, novità in libreria | BlogNews | clicca per commentare commenti (16)



Nelson Mandela, 90 anni per la libertà: grande concerto in Hyde Park

written by King Lear    -





Nelson Mandela, 90 anni per la libertà

Festa in musica in Hyde Park in onore del leader per i diritti umani




a cura di Giuseppe Iannozzi




A Londra grande festa per i 90 anni di Nelson Mandela, grande e indiscusso leader per i diritti umani. 
In Hyde Park tante le stelle del mondo dello spettacolo riunitesi per l'Happy Birthday a Mandela:
da Jamelia a Joan Baez, a Will Smith e sua moglie Jade. Un compleanno in musica con Annie Lennox, Razorlight, Simple Minds, Josh Groban, Joan Baez, Leona Lewis, The Sugababes, Eddy Grant, Jamelia. e Zucchero, il grande bluesman italiano. Assenti invece Bono Vox e The Edge che hanno affidato i loro auguri a una registrazione proiettata sul maxischermo: gli U2, impegnati in sala d'incisione, non potevano davvero sganciarsi dal lavoro, nemmeno per i 90 anni del grande leader per i diritti umani.
Molta attenzione è stata dedicata ad Amy Winehouse, uscita due giorni fa dalla clinica per provare i brani: la cantante ha subito infiammato gli animi dei presenti con la sua presenza scenica straordinaria e la sua voce. Sono bastati brani come "Rehab" e "Valerie" per far andare in delirio il pubblico. Inizialmente insicura, traballante sui tacchi, ha poi dato sfoggio del suo grande talento vocale e carismatico. La Winehouse, in vestitino bianco e nero, con un fermaglio nei capelli con la scritta Blake (il nome del marito in carcere), ha fatto una passerella tra il pubblico adorante, al termine del secondo brano.
Zucchero ha augurato il suo buon compleanno in musica a Mandela, interpretando al piano "Everybody's got to learn sometime", insieme a Jivan Gasparyan, talentuoso compositore autore della colonna sonora de Il gladiatore. Parlando poco prima del concerto, Zucchero Sugar Fornaciari ha detto: "E' sempre un grande onore essere qui per rendere omaggio a questo grande uomo, che tanto ha fatto e continua a fare per l'Aids, che non è stato affatto debellato". Zucchero ha ricordato di aver già suonato in onore dell'ex presidente sudafricano a Città del Capo "insieme a Peter Gabriel, Annie Lennox e altri amici".

"Vent'anni fa Londra ospitò questo concerto che chiedeva la nostra libertà, che ci ispirò nelle nostre prigioni. Ora siamo qui liberi, e siamo onorati. Ma anche se siamo qui a festeggiare, il nostro lavoro non è finito. Perché c'è povertà, oppressione, Aids. Il nostro lavoro vuole portare la libertà a tutti... a quasi 90 anni, è tempo di avere una mano per sollevare questo fardello. E' nelle vostre mani": queste le parole di Mandela, che chiude il suo intervento ripetendo lo slogan della campagna anti Aids 46664. L'ovazione del pubblico è stata totale.

Amy WinehouseWill Smith ha aperto il grande concerto, introducendo la performance dei Razorlight, primi artisti sul palco. I 46.664 spettatori (era il numero di Mandela quando era in carcere) hanno assistito a una serata di grandi star internazionali. Il clou, l'esecuzione di "Free Nelson Mandela" con Amy Winehouse come voce solista. Tra il pubblico anche il premier britannico Gordon Brown, il pilota di Formula 1 Lewis Hamilton e l'attore Denzel Washington. Grande assente, Naomi Campbell. E' stato lo stesso Mandela a non volerla sul palco, considerando "inappropriata" la sua presenza visti i suoi recenti colpi di testa, che hanno fatto indignare un po' tutti.

Ma solo oggi, nel giorno del novantesimo compleanno di Nelson Mandela, gli Stati Uniti fanno pace con l'ex presidente sudafricano, cancellando il suo nome dalla lista dei terroristi. Il Senato ha approvato all'unanimità una legge che rimuove il nome dell'ex leader dell'Africa National Congress (Anc) dall'elenco degli indesiderati. Mandela e gli altri leader dell'Anc erano stati inseriti nella lista degli "indesiderati", ovvero coloro che non potevano entrare negli Usa subito dopo l'11 settembre. Motivazione: l'Anc ha combattuto l'apartheid in Sudafrica anche ricorrendo all'uso della forza.

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Dalle donne amato, Dalle donne torturato - la vostra Bacheca per OT e segnalazioni

written by King Lear    - venerdì, giugno 27, 2008







Lou Reed - Ecstasy



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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:53 | bacheca, video, ot , cazzeggioselvaggio | BlogNews | clicca per commentare commenti (34)



Tu, lucertola gentile

written by King Lear    -







Tu, lucertola gentile
 
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Tu, lucertola gentile
 
 
a Cinzia
che non mi capisce più!
 
 
Adesso che ti guardo bene in faccia
capisco che il nostro rapporto
non fu solo di sesso di bugie
e di orrori quotidiani,
perché - non te la prendere a male! -
a letto, te lo confesso... ma a letto
non ci sapevi davvero fare
Ti spogliavi così in fretta, così in fretta!
Dentro alle lenzuola ti ficcavi
veloce come una lucertola,
t’accendevi subito una sigaretta
e non l’avevamo ancora fatte cigolare
quelle stramaledette molle
Un sorriso ambiguo lo nascondevi
fra le alte spire di fumo; io mi tradivo
con te, cercandoti fra le pieghe
del bianco e i tuoi colpetti di tosse
Eri proprio come una lucertola,
fuggivi via, ti portavi via la vita mia;
in mano mi rimaneva meno di niente,
solo lungo la schiena il freddo dei tuoi nudi piedi
lontani a passeggiare in cucina per un caffè di rito
Oddio! A letto non c’eri mai, mai, mai...
 
Il mio nome lo confondevi sempre
con quello di un vecchio becchino
di Jim Morrison e di Mick Jagger
Farlo o non farlo con te era sempre
come avere la canna d’una pistola
puntata alla tempia, senza scampo...
senza scampo dai tuoi occhi freddi e nudi
come quelli di un geco
 
Avevi solo vent’anni e pure io,
ma io già mi credevo un dio greco
che ti violentava più e più volte
Ma tu, tu non invocavi mai il mio nome
nemmeno per sbaglio, nemmeno in uno sbadiglio
Eri così fredda, così fredda, mio Dio!
 
Io ti amavo così tanto, così tanto
con tutta la forza della disperazione,
con tutta la stupidità di un giovane
che crede alle chimere
Tu eri una lucertola, perdevi la coda
Tu eri una lucertola, dimenticavi chi ero
Tu eri una lucertola, eri fredda
come il marmo di Mosè,
bella e perfetta e senz’anima
 
Adesso che ti guardo bene in faccia
capisco che il nostro rapporto
semplicemente non fu, non fu e basta
perché - non te la prendere a male! -
a letto, a letto eri una completa frana:
una fredda lucertola che perde la coda
Una fredda lucertola che perde la coda
ma non il vizio, tu bella e perfetta
e senz’anima, tu lucertola gentile
 
 
 
 
 
Pagliaccetto di neve
 
 
a Vany
angioletto pestifero
 
 
Pagliaccetto di Neve
voglio bene solo a te
Pagliaccetto di Neve
voglio te, voglio te
perché sei vergine
Perché sei bianco
 
Pagliaccetto, Pagliaccetto
sei divertente, così tanto
ma sei anche così santo
tanto tanto tanto...
 
Pagliaccetto di Neve,
voglio bene, bene solo a te
Un giorno lo so che ti sposerò
Con te sarò felice e pregherò,
pregherò da mane a sera
perché il nostro amore
resista in eterno alle stagioni
e mai si sciolga al sole
 
Pagliaccetto, Pagliaccetto
Oh, voglio bene solo a te, a te
che non mi chiedi mai perché
il mio cuore batte per te
Però lo sai che senza di te
non sarei, non vivrei, non resisterei
Pagliaccetto, Pagliaccetto
t’amo così tanto che anche da me
- giuro su Dio - io ti proteggerò
oggi e per sempre
 
 
 
 
 
Creatura notturna
 
 
a Chatterly
vampira più che mai
 
 
Dunque hai deciso
prima che aprissi bocca
Le bugie sconvolgono
il deserto:
impronte beduine da sempre
parlano di civiltà perdute
Le stelle stanno a guardare
 
Si colora il tramonto
del colore della notte
e viene il freddo impenitente;
ma noi non avremo niente
di niente sulle labbra,
non una goccia di aridità
non una storia
per accendere il fuoco
 
 
 
 
 
Non mi dò pena
 
 
ad Acqua e Sale
che ancora aspetta gli Alieni!
 
 
Io di me – potrei giurare
sul Diavolo volendo -
non mi dò proprio pena
Ma voi, voi mortali,
Creature così fragili,
non pensate al Male
che vi potrebbe capitare
da un momento all’altro?
Basta poco, una tegola
che si stacca da un tetto
un po’ troppo spiovente,
e la Morte tosto chiude
il negro catafalco
- destinato a ospitar
finché tempo lo vorrà
le mortali spoglie
che un dì ebbero fiato
e vita, risa e gioia,
dolori e colori da guarire
 
E tutto questo
creando un cigolio appena
 
 
 
 
 
Il mio amore una Locomotiva
 
 
a Chatterly
perché entrambi amiamo
quella parte di mondo che va
dalla Via Emilia al West
 
 
Tu, mio pericolo quotidiano
Tu, mia Musa Immortale
Tu, mia fantasia senza fine
letale, uguale a una lametta di rasoio Bic
Mi hai sempre portato in giro
anche quando ti dicevo
che la barba me la sono sempre fatta da me
Anche quando ti confessavo
che ero troppo impegnato nell’amore
per pensare alla tessera del Partito
 
Tu, mia Musa Immortale
tu lo sapevi che non finiscono mai in un minuto
le Rotonde sul Mare; ma non hai mai capito
che stonato come me non ce n’è
Dio, perché? perché non sono nato
con la voce di Gianni Morandi?
Non riesco a commuoverti
nemmeno cadendo in ginocchio da te
Con te non bastano i Beatles e i Rolling Stones,
non funziona Rino Gaetano e un lutto in stile Baglioni
Dio, Dio mio, perché, 
perché non sono nato intonato?
perché sono invece così stonato?
Giusto un treno deragliato io
portato a chiudersi su sé stesso,
lamiere di carne accartocciate
e speranza d’amare fino alla fine mai
 
Tu, mia Musa Immortale
così letale, come lama di rasoio Bic
Tu, mia lametta di rasoio, forse dozzinale
No, non piangere ora, non lo credo davvero
E’ che amo te, è che amo te;
ma è chiaro oramai che è troppo tardi per il barbiere
per la schiuma da barba, per il Circo e Babbo Natale
 
Dio, Dio mio, perché, 
perché sono nato su un binario morto?
perché sono così tanto invecchiato in un minuto?
Giusto un treno deragliato io, o una Locomotiva
scagliata in velocità sulle rotaie della vita;
e poi lamiere di carne accartocciate
e speranza d’amare fino alla fine mai
 
E speranza di morire sempre, tu lo sai





KA
 
 
a Gigio (Bocboy)
che vive ma non vive
 
 
Tempo, Tempo perché sei tu tiranno?
Così dimandò Ka ai tanti Figli di eoni e eoni;
e risposta non ottenne mai, in silenzio
perfetto
 
Là, nel mezzo di Sé, comprese
da sé che Morte spicca la testa
a chiunque, se solo s’ha pazienza
 
Orsù, combatti sin tanto che vita
genera vita; poi sol ti rimarrà il Vuoto
e un’eterna putrefazione da consumar





Lasciatela andare!
 
 
a Lady Luna
che sempre mi rimprovera
 
 
Lasciatela, lasciatela, lasciatela
Urlano i cieli tempeste e altre minacce
Lasciatela! Così vogliono gli Dèi
 
E’ stata tanto cattiva… l’antilope
che leccava la bocca sua addormentata
l’ha respinta con uno schiaffo madornale
appena sveglia,
e tutti gli Dèi ha portato in sospetto
davanti al Tribunale dei Trentatré
Tra i rami spezzati del bosco
c’è anche il dolore da oggi e per sempre
Ma lasciatela andare
Che vada dove può sulle sue gambe
Le impronte sue non seguiremo,
né brameremo di darle la caccia
per il sapore del sangue,
per il piacere della carne
 
Lasciatela, lasciatela plorare
per quel poco che le concedono le pupille
Non vi accorgete forse
che non ha forze, che prigione è
di sé? Così ciechi dunque siete
diventati, da mane a sera
per colpa d’una femmina in calore
ma schizzinosa assai?
 
Lasciatela, lasciatela, lasciatela
Non parla il francese né altra lingua
Se ha parole sono mani
che prendono a sberle l’aria
Se ha amore, non lo dimostra
come conviene; sol ti lascia
con la bocca di denti vuota
Lasciatela! Più la si cerca
più si fa di iattura il corpo e lo spirito;
perciò lasciatela andare finché le gambe
le daranno sostegno
 
Gli Dèi comandano - condannano
senza pietà chi oserà su di lei muovere
anche solo una minima carezza
 
Lasciatela, e così sia ora e per sempre!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:24 | poesia, dediche, avantpop | BlogNews | clicca per commentare commenti (13)



Girolamo De Michele e la visione del cannaiolo: "Ho visto Dio da vicino."

written by King Lear    - giovedì, giugno 26, 2008



Girolamo De Michele - La visione del cannaiolo


"Ho visto Dio da vicino. Questo vi posso dire."
Girolamo De Michele


cannabis edizioni legalizzate



Girolamo De Michele


Da qualche parte avevo detto che Girolamo De Michele non meritava attenzione alcuna,
nemmeno quella di una mia satira. E invece la tentazione è stata più forte,
e questo che avete sotto gli occhi è il risultato:
in fondo tutti, o quasi, sono stati da me satireggiati,
e oggi che mi sento particolarmente buono e ben disposto ho ceduto,
ho ceduto alla Tentazione
e perciò al severissimo sempre lucido e imparziale Girolamo De Michele
tributo la mia satira legalizzata con "La visione del cannaiolo"
.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 06:58 | libri, editoria, satira, scrittori, goliardia | BlogNews | clicca per commentare commenti (17)



Danilo «Roccia» D’Alessandro, bodyguard di Vasco indagato per detenzione e cessione di cocaina

written by King Lear    - mercoledì, giugno 25, 2008





Danilo «Roccia» D’Alessandro, bodyguard di Vasco

indagato per detenzione di cocaina


 
di Giuseppe Iannozzi
 


 
Danilo “Roccia” D’Alessandro bodyguard dell’entourage di Vasco Rossi, un poliziotto in servizio a Roma, tre albanesi e due marocchini sono stati arrestati dalla Procura di Bologna, su ordinanza del Gip Michele Guernelli, per reati legati al traffico di cocaina. Dimentichiamoci però il Blasco, difatti sembra che lui questa volta sia proprio pulito, più pulito d’un fustino di detersivo Dash, e teniamo invece l’occhio puntato su Danilo D’Alessandro, milanese, 45 anni, cognato del rocker.
Danilo D’Alessandro è stato preso di peso a Venezia, dove si trovava per seguire Vasco Rossi, reduce dal concerto di sabato sera all’Heineken Jammin’ Festival.
Per il momento il bodyguard è agli arresti domiciliari a Bologna: a suo carico l’accusa di detenzione ai fini di cessione a terzi di alcune dosi di cocaina. La Squadra Mobile di Bologna l’ha incastrato grazie all’intercettazione di alcune telefonate: nelle conversazioni gli indagati nominavano un certo “Roccia”, soprannome di D’Alessandro. Tutte le ordinanze di custodia cautelare, chieste dai Pm Valter Giovannini e Lorenzo Gestri, sono state eseguite durante la mattina del 25 giugno 2008. Nell’abitazione di un albanese, sono stati trovati la bellezza di 500 grammi di cocaina. La perquisizione della casa del bodyguard invece non ha portato a nulla di fatto. La casa parrebbe pulita. I Pm Gestri e Giovannini, che “mantengono uno stretto riserbo sulle indagini e non nascondono un certo fastidio per la fuga di notizie”, ci tengono a precisare che “il signor Vasco Rossi risulta completamente estraneo alle indagini e tale circostanza è stata evidenziata anche nell’ordinanza del Gip”.
 
A carico di D’Alessandro ci sarebbe l’acquisto, in sette, otto occasioni, di un totale di 25 grammi di cocaina, una quantità piuttosto modesta se messa a confronto con il mezzo chilo dell’albanese. In manette anche un poliziotto in servizio a Roma: a suo carico i Pm ipotizzano la detenzione in concorso di sostanze stupefacenti insieme ad altri, ma anche il reato di corruzione. L’agente, arrestato dai colleghi di Bologna, avrebbe ricevuto un compenso in denaro, qualche migliaio di euro, per attivarsi affinché venissero rilasciati permessi di soggiorno ad albanesi irregolari. Passaggio di denaro che sarebbe avvenuto proprio a Bologna. Una brutta storia, una storia purtroppo tipicamente italiana.
 
Per gli inquirenti, Vasco Rossi è totalmente estraneo ai fatti. Tuttavia dovrà essere ascoltato presto in Procura. Vasco ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell’amico bodyguard: “Purtroppo frequentando ogni giorno tanta gente diversa può succedere di tutto, anche di venire in contatto con persone che potrebbero essere indagate per un qualsiasi motivo. Lasciamo ora che la giustizia faccia il suo corso, dal canto mio ho piena fiducia che presto verrà chiarito ogni eventuale malinteso”.
 
Danilo D’Alessandro, bodyguard e cognato di Vasco Rossi, Ilii Xihani, albanese di 35 anni con precedenti specifici per traffico di droga, la sorella Valbona fermata mentre cercava di nascondere la cocaina nascosta in una scatola di cartone, Kristian Rexhepi di 26 anni, El Manai Amin tunisino di 30 anni, e il poliziotto, Carmelo Cagnolo, 36 anni, in servizio presso l’ufficio cerimoniale di Roma, sono tutti indagati e alcuni di loro già dietro le sbarre.
Chissà se nei confronti di questi signori varrà quanto stabilito dal tanto criticato decreto sicurezza passato proprio nella giornata di ieri al Senato.

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Maxim: The Most Beautiful Girls in the World

written by King Lear    -





The Most Beautiful Girls in the World


Queste ragazze non sono delle semplici bellezze. Troppo semplice. Sono delle fighe da infarto. E in un'estate così tanto calda, solo delle dèe come queste possono portare il paradiso nel cuore di un vero maschio. Sono le bellezze di Maxim.com, sito che vi invito caldamente a visitare, con tutta calma, prendendovi pure tutto il tempo di cui avete bisogno: troverete infatti tantissime bellezze mozzafiato, mai volgari. Un sito che ogni vero maschiaccio dovrebbe avere tra i suoi bookmarks.

Godetevele, perché parafrasando Franco Califano, tutto il resto è noia, e le donne sono la vera e unica bellezza che nel mondo c'è.

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