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Di Pietro paparazzato ma non c'è scoop

written by King Lear    - giovedì, luglio 31, 2008


Antonio Di Pietro - non c'è scoop


Antonio Di Pietro paparazzato


Ma non c’è scoop
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 


 

Antonio Di Pietro, amichevolmente Tonino, è stato paparazzato su “Chi”: lo si vede in compagnia di quella che dovrebbe essere una attraente moretta, mentre la bacia. Inutile dire che “Chi” fa parte del gruppo Mondadori, che è ovviamente nelle mani di Berlusconi.

Scoop vero o falso? Su “Chi” il titolo, che aprirebbe a Di Pietro le cronache rosa, lascia perplessi e piuttosto indignati: L’Italia dei Calori. Una manovra politica? In questa rovente estate non è da escludere. Il tanto “caloroso” bacio fra Di Pietro alla misteriosa bruna non è così rovente come il settimanale vorrebbe far credere al suo pubblico con tanto di foto, dove la misteriosa signora è molto sfocata, quindi non riconoscibile. Il quotidiano Il Giorno si spinge ancora più in là e scrive “Scampoli di straordinaria felicità e ordinario lusso”. Ma solo i ciechi – e nemmeno loro – e i paparazzi che amano creare scandali a tutti i costi potrebbero non accorgersi che il bacio che Di Pietro dà alla signora bruna è soltanto un più che normale bacio amichevole e null’altro, un bacio di commiato. Mon Dieu, anch’io saluto così le mie amiche, ma non per questo a qualche paparazzo in odor di scoop gli passa per la testa di dire che ho una relazione con taluna e talaltra. Lo scoop di “Chi” è ben magro e inconsistente, in pratica non c’è: se fotografare una persona che dà un innocente bacio a una amica prima di congedarsi da lei può definirsi amore “dei calori”, allora stiamo freschi, perché a questo punto nessun galantuomo sarebbe più libero di uscire con un’amica.

Di Pietro spiega il presunto scoop: “Ma quale scandalo! Ero fuori da un ristorante dove abbiamo festeggiato il compleanno di Silvana Mura e bastava allargare l’obiettivo per riprendere altre venti persone intorno a me. Avrò diritto di partecipare a una festa? E comunque io a questo livello non voglio scendere. Che il Cavaliere invece di far fare falsi scoop ai suoi giornali e usarli come una clava politica si preoccupi d’altro. Fa leggi per non farsi processare, promette di salvare Alitalia e indebita lo Stato, manda a casa i precari per legge. Mi sembra Superciuk che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Questo è il problema, non un casto bacio di saluto”. E continua prendendo le difese della signora, di cui non fa giustamente il nome: “Mi dispiace per lei che non c’entra niente. Non ha niente a che fare con la politica”. La misteriosa signora sarebbe un’amica di Gabriele Cimadoro, deputato Idv. E con questo?
Silvana Mura è furiosa: “Sono furiosa e questo significa che il livello del confronto politico è arrivato così in basso da impedirci anche di fare una cena tra amici, ci dovremo da ora in poi tumulare nel ristorante di Montecitorio. Sono appena uscita dall’ufficio di Presidenza e ho incontrato un collega di maggioranza che mi ha sventolato le foto sotto al naso chiedendomi con insistenza e con un sorrisetto, chi fosse quella donna. Incredibile... Si vergognino loro che usano i giornali con falsi gossip”. E Gabriele Cimadoro: “Non ci sono intrighi amorosi. C’è solo la difficoltà di Berlusconi di smontare un oppositore che sta sempre in piedi. E chiama in aiuto i suoi giornali”.
 
Ad Antonio Di Pietro è stato attribuito anche un altro flirt, con Ela Weber e proprio lei smentisce: “E’ sposato, ha dei figli… troppo scontata è la storiella della showgirl e del politico, non fa per me. La prima sera che l’ho visto si è messo a cucinare. E poi ha pure sparecchiato. Lui mi racconta spesso della sua casa. Un giorno mi ha raccontato quanto l’avesse stupito che per avere delle tende bisognasse aspettare mesi. Così l’ho portato all’Ikea. Non c’era mai stato. Non immaginate il suo stupore, sembrava un bambino impazzito”. Giusto un uomo che ha bisogno di un consiglio su come arredare presto e in maniera economica la propria casa.
 
I presunti flirt attribuiti ad Antonio Di Pietro fanno acqua da tutte le parti, troppo costruiti su fàtti fatti di nulla per poter essere anche solo lontanamente credibili.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:38 | italia, politica, riflessioni, polemiche, gossip, cronaca, giornalismo, rassegna stampa, politici, primo piano, prima pagina, giornalisti, edicola, dietrologia, ultime notizie, paparazzi, società e politica, in edicola, notizieflash, last news, editoriale di g iannozzi | BlogNews | clicca per commentare commenti (16)



Dieu n’existe pas, Max Aplboïm

written by King Lear    -



Dieu n’existe pas | Max Aplboïm

Prezzo: 14,00 €


Lingua: francese | 120 pagine | Brossura 12x19,5
 

Di cosa parla
In questo libro l'autore critica tutte le ideologie che, in una forma o in un'altra, pretendono di spiegare il movimento e la struttura della materia fino all'apparizione degli organismi viventi — e la loro evoluzione che ha prodotto degli esseri coscienti e infine pensanti — per l'intervento di una coscienza, di una intelligenza, di una volontà, in breve per l'esistenza di uno spirito immateriale. Nella prima parte, l'autore dimostra come la materia più sfuggire al determinismo assoluto che sembra avere origine dalle leggi della Fisica, ciò che permette l'apparizione di diversi tipi di determinismo, e quali sono le proprietà della materia che le rende possibili. Attraverso una discussione epistolare con un filosofo, Max Aplboïm sviluppa in seguito questi argomenti, mostrando come le proprietà della materia permettono, non solo di capire l'apparizione della vita e del nostro spirito pensante — attività del nostro cervello —  ma sono incompatibili con l'azione di un ipotetico spirito immateriale sulla materia. Questo libro apporta così un contributo importante alla domanda: «materialismo o spiritualismo?», rilanciato dalla propaganda di diverse religioni e dai sostenitori dell'evoluzione intelligente.
 
 
Chi è l’autore
portaparoleMax Aplboïm non è uno scrittore. Egli non sa d'altronde che cosa sia, ne chi sia: questo non gli interessa. Egli si interroga su ciò che fa e su cosa deve fare. Fa diverse cose, e sotto nomi diversi. Tra l'altro della pittura surrealista, delle sculture mobili, assai originali, della Ricerca e dell'Insegnamento in Fisica, e non poco militantismo politico.


Aplboïm è anche l'autore di Un jambon-beurre pour le rabbin, libro meno serio ma più divertente, dove vi ha malgrado tutto infilato delle idee.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:52 | segnalazioni, recensioni, cultura, filosofia, editoria, autori, comunicati stampa, coming soon, saggi, primo piano, laicismo, in libreria, attualità, ateismo, cattolicesimo, preview, novità in libreria | BlogNews | clicca per commentare



Franz Krauspenhaar contratta il prezzo con una prostituta di Milano

written by King Lear    -



Franz Krauspenhaar contratta il prezzo
d'una prestazione un po' particolare

[ 26 luglio 2006, h. 20:00, Milano ]



Krauspenhaar contratta con una prostituta




Genesis - Jesus He knows me




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:57 | polemiche, gossip, trash, cronaca, satira, video, primo piano, vergogna, ultime notizie, prostituzione, scandali, paparazzi, via del campo | BlogNews | clicca per commentare commenti (5)



Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, parola di Silvio Berlusconi

written by King Lear    - mercoledì, luglio 30, 2008



«Mussolini non ha mai ammazzato nessuno. Non ci sono paragoni con Saddam.
Il regime fascista non era così feroce.
Il Duce mandava la gente in vacanza al confino».


Silvio Berlusconi durante un'intervista rilasciata
al settimanale britannico The Spectator, settembre 2003.



IL DUCE


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:45 | politica, satira, politici, berlusconi, dichiarazioni firmate | BlogNews | clicca per commentare commenti (11)



Pechino censura i giornali

written by King Lear    -





Olimpiadi di Pechino: la censura


I giornalisti denunciano




di Giuseppe Iannozzi



La Cina ammette di aver censurato diversi siti. La censura rimarrà in vigore per tutta la durata delle Olimpiadi di Pechino. A nulla sono valse le proteste dei giornalisti. Le promesse fatte dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sono state disattese. A ribadire lo stato di censura è il portavoce del Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino, Sun Weide, confermando una posizione già espressa in precedenza dalle autorità cinesi.

I giornalisti stranieri in Cina, sia quelli già da tempo residenti nel Paese sia quelli venuti in occasione delle Olimpiadi, denunciano di non poter accedere a tanti siti, ma la denuncia rimane nell'aria inquinata, insieme a quella dei monaci buddisti che continuano a essere violentemente vessati dal governo cinese. I siti bloccati sono tutti quelli che si occupano dei diritti umani, nonché le organizzazioni tibetane in esilio e molti media stranieri invisi alla Cina. Tra i siti vietati anche Amnesty International, Deutsche Welle, una radio tedesca, i giornali Apple Daily di Hong-Kong e Liberty Times Taiwan.
Sun Weide spiega in maniera più che mai subdola: "La nostra promessa era di permettere ai giornalisti di usare internet per il loro lavoro durante le olimpiadi e noi abbiamo assicurato questa possibilità a sufficienza". Di fatto la dichiarazione smentisce la promessa, che la Cina aveva fatto dietro le pressioni del CIO, di garantire l'accesso completo alla rete durante i giochi.

A questo punto auspico che almeno i giornalisti, adesso che hanno visto coi loro occhi lo stato di censura che vige in Cina, boicottino in toto le Olimpiadi e non diano alcuna informazione sui giochi olimpici.

I monaci buddisti continuano le manifestazioni di protesta, ma la repressione cinese in Tibet li mette subito a tacere con la più indiscriminata violenza.

Boicottate la Cina.
Boicottate Pechino e i Giochi.
Boicottate tutti gli sponsor delle Olimpiadi.
Boicottate Carla Bruni.
Boicottate chiunque e qualsiasi cosa abbia a che vedere con questi Giochi di Pechino, che sono di sangue innocente e di censura.


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:27 | esteri, appelli, web , controinformazione, giornalismo, totalitarismo, iniziative, diritti umani, primo piano, notizie dalla rete, violenza, censura, prima pagina, attualità, società, giornalisti, solidarietà, ingiustizia, demagogia, ultime notizie, human rights, fratellanza, allarmi, società e politica, notizieflash, libertà di informazione, tirannia, last news, free tibet, inkazzatissimo, copia e diffondi | BlogNews | clicca per commentare commenti (9)



Cosimo Argentina e l'Italia in un pallone di cuoio

written by King Lear    -


Cosimo Argentina


Cosimo Argentina

e l’Italia in un pallone di cuoio



di Giuseppe Iannozzi




Cosimo Argentina è nato a Taranto nel 1963 e vive in Brianza dal 1990. Ha esordito nella narrativa nel 1999 con Il Cadetto (Marsilio) e nel 2002 ha pubblicato Bar Blu Seves per lo stesso editore. Ha pubblicato racconti e poesie in varie riviste e quotidiani.Nonostante la storia, che se non altro c’è, senza farne il simbolo d’una tendenza e d’una moda scrittoria,

"Cuore di Cuoio" edito da Sironi è l’ennesimo esempio di come si preferisca il facile narrare alla letteratura. Appurato che non siamo di fronte a qualcosa che si possa dire Letteratura, “Cuore di Cuoio” è il capitolo d’una storia, quello di alcuni ragazzini che macinano le loro giornate dietro a un pallone da calcio. Si tenta, indarno, un’ironia linguistica e caratteriale che potrebbe essere vagamente paragonata a quella di Stefano Benni, ma i personaggi disegnati da Cosimo Argentina emergono ipervivaci, troppo perché possano risultare (in)credibili e divertenti; riescono invece a emergere come stereotipi d’un’adolescenza infarcita di dialetto (e slang) e scelte su o questo o quello. Per l’autore l’adolescenza è questo o quello, non è mai “qualcos’altro”.

Ci troviamo a Taranto: qui un gruppo di amici - degli amiconi si direbbe -, e il sogno di tutti è quello che purtroppo addomestica la stragrande maggioranza degli italioti, diventare un calciatore professionista. Ogni bambino a Taranto solo sogna di vivere la propria vita coi piedi incollati a un pallone: chiaramente subito è forte l’opposizione dei genitori, che preferirebbero per i loro figli una passione più concreta e/o nobile, quella del musicista! Camillo Marlo, protagonista di questo romanzo, è un ragazzino come tanti altri, ma con in testa il pallone al posto d’un po’ di sale marino. Questo quattordicenne degli anni Settanta vive per il pallone e altro non ha: le ragazze vengono identificate coi nomi delle squadre di calcio e sempre vengono dopo gli amici e il pallone. Sullo sfondo l’Italia, quella degli anni Settanta: appena abbozzata, serve solo da contraltare alla passione del calcio.
A quattordici anni si ha ancora tutto il mondo in mano o ai propri piedi: i personaggi di Cosimo Argentina, il mondo hanno deciso di conquistarselo a forza di calci. Così Taranto diventa teatrino di mamme sui balconi di casa, di urla contro i figli e di professoresse come erinni violentate nello stereotipo dell’inadeguatezza, ma anche di vitelloni troppo borghesi e mafiosetti, di incapaci, nonostante si costituiscano in “branco”. Immancabilmente non manca la “puttana”, una Carmen ormai carampàna che indarno cerca di strappare almeno una risata a marinai catarrosi - che non se la filano - e se dio lo volesse, soldi e magari un po’ di sesso, foss’anche solo per ricordare i vecchi tempi, quelli di quand’era capace di costringere un uomo in ginocchio da lei. E’ un’umanità esasperata, enfatizzata, pesante che tracima oltre il gusto trash: l’Italia che è in Taranto è confusione di sogni e lingue, e anche di malelingue, troppo irreale e ipervivace perché la fantasia del lettore possa ingollarla senza batter ciglio. Così, la fantasia è costretta a interrogarsi sul perché proprio lei, la fantasia, sia stata violentata attraverso cliché così tanto abusati. Essenzialmente siamo di fronte a una raccolta di “luoghi comuni” oltremodo gonfiati col furore dei calci: dimentichiamoci dunque lo slang amaro e veritiero di Pasolini, o la perfezione icastica d’una curva del latte à la Nico Orengo, e tutti gli anni Settanta pure, perché in “Cuore di Cuoio” il calcio è la droga, l’unica che i quattordicenni tarantini assumono.
I personaggi de il rione Italia Montegranaro, dove tra “il mare è là e noi qua”, hanno un cuore che è quello del pallone, ma anche la testa è nel “pallone”: il rione è un fermento di mari, la passione è sempre la solita, quella che gli italioti ancora oggi inseguono sbudellandosi allo stadio o più pacificamente, in panciolle, davanti allo schermo della Tv rigorosamente satellitare, ma sempre con la rabbia ben stretta fra i denti. Così oggi, mentre la depressione avanza e fa gol, mentre non s’arriva al ventisette del mese per prendere una magrissima busta paga che spesse volte non c’è, gli italioti ancora riescono a spendere fior di quattrini per pagarsi abbonamenti allo stadio, o, mal che vada, a imbucarsi nella tv satellitare tutta (o quasi) dedicata al calcio.
Si esce dalla lettura di “Cuore di Cuoio” con l’amaro in bocca, quello che s’avrebbe se si provasse a suggere “le menne enormi e molli e profumate come le auto dei ricottari di Carmen”.  Per questo gusto amaro di “menne stagionate” val la pena di leggere “Cuore di Cuoio” di Cosimo Argentina, però con la raccomandazione che siamo di fronte a un lungo racconto, davanti alla porta d’un campo da calcio nel tentativo - con rabbiosa speranza stretta fra i denti - di fare gol all’ultimo minuto, quello dei tempisupplementari.


Cuore di Cuoio - Cosimo Argentina - Sironi Editore - Collana: indicativo presente ISBN: 88-518-0038-3 - 160 pp. - € 13,00




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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:13 | recensioni, cultura, libri, trash, editoria, scrittura, autori, narrativa, narrativa italiana, critica, in libreria, scrittori, novità in libreria, blogtime | BlogNews | clicca per commentare commenti (2)



Maroni indignato: il pericolo leghista per l’Italia e l’Europa

written by King Lear    - martedì, luglio 29, 2008


Maroni
Maroni indignato

Il pericolo leghista per l’Italia e l’Europa

di Giuseppe Iannozzi


“Respingo con indignazione le accuse del commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa secondo cui le violenze nei campi nomadi in Italia sono avvenute senza che vi fosse protezione da parte della polizia, che a sua volta avrebbe condotto raid violenti.” Roberto Maroni, ministro dell’Interno, così si difende in una comunicazione alla Camera. “La polizia non ha mai fatto ciò: è una falsità clamorosa. La polizia non ha mai tenuto comportamenti di questo genere. Dica il commissario quando ciò è avvenuto”. Per il ministro le accuse del Consiglio d’Europa sarebbero infondate.
 
In precedenza, il ministro Maroni aveva spiegato le motivazioni che hanno portato il governo a estendere lo stato di emergenza sulla questione immigrati a tutto il territorio nazionale. “Nel primo semestre 2008 le persone sbarcate in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna sono state 10.611, mentre erano 5.380 nello stesso periodo del 2007”: così ha riferito il responsabile del Viminale. “Appare evidente la situazione di eccezionale pressione migratoria, tale da estendere su tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza che il governo Prodi aveva dichiarato per sole tre regioni”, ha ancora aggiunto Maroni, che respinge le accuse del Consiglio d’Europa. E prosegue : “Se questo trend sarà confermato si arriverà a circa 30 mila arrivi entro la fine dell’anno. Da qui la necessità del provvedimento adottato dal governo di estendere a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza per far fronte alla eccezionale pressione derivante dagli arrivi in questi mesi”.
Maroni ha evidenziato in ultimo che il provvedimento è in vigore dal 2002 ed è stato adottato anche dal governo Prodi.
 
Nell’intanto l’Europa guarda all’Italia come a un paese fascista e poco importa a questo punto che il governo sia quello di Berlusconi piuttosto che quello di Prodi, caduto e decaduto grazie all’incapacità della sinistra italiana. I due governi, a conti fatti, sono facce d’una stessa medaglia. Però oggi con la Lega Nord al governo la medaglia è sempre più caratterizzata dall’intolleranza e da una smania esagerata di guardare allo straniero come al nemico e all’emergenza.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:52 | italia, politica, interni, cronaca, diritti umani, primo piano, prima pagina, società, federalismo, ultime notizie, human rights, allarmi, società e politica, notizieflash, last news | BlogNews | clicca per commentare commenti (6)



Marco De Franchi - La carne e il sangue, il romanzo delle nuove BR

written by King Lear    -







L’autore



Marco De Franchi è nato a Roma e attualmente vive in Toscana. È Sostituto commissario della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile e ha fatto parte del gruppo investigativo che ha condotto l’inchiesta sulle nuove Br fino all’arresto dei responsabili degli omicidi D’Antona, Biagi e Petri. Anche da questa esperienza è nato il romanzo La carne e il sangue. Ha pubblicato in numerose antologie e riviste come L’Eternauta e M-Rivista del Mistero. Un suo racconto è apparso di recente nell’antologia La Legge dei Figli, per Meridiano Zero. Molti suoi racconti, oltre alla traduzione del romanzo breve Gli Occhi nel Bosco, sono apparsi in Francia. È stato soggettista e sceneggiatore di fumetti per le riviste Lanciostory e Skorpio.


Autore: Marco De Franchi
Titolo: La carne e il sangue
Barbera Editore

Collana: Radio Londra
In libreria:  agosto 2008
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: 978-7899-242-9


“Finalmente il romanzo che ci racconta con potenza narrativa e conoscenza diretta dei fatti il nuovo terrorismo italiano”.

Gianfranco de Turris


  Leggi l'incipit



Il libro


Marco Biagi è stato appena ucciso. Prima e dopo di lui, gli omicidi di Massimo D’Antona e di Emanuele Petri. E poi le rapine, gli attentati. Il Paese precipita di nuovo nell’incubo degli anni di piombo. Ma il mosaico di sangue che i terroristi delle Nuove Brigate rosse hanno iniziato a tracciare è solo all’inizio. Il loro progetto è audace e terribile. E sta per colpire ancora una volta.
Mentre un gruppo di investigatori tra Roma, Firenze e Bologna tenta di svelare le identità degli appartenenti all’ultima, feroce colonna armata del partito combattente e a impedire il compimento del definitivo, fatale attacco allo Stato, sui fronti opposti di questa guerra disperata due donne intrecciano in maniera imprevedibile i loro destini.
Lucia Cardini è una moglie innamorata, una madre amorevole e conduce un’esistenza tranquilla, borghese. Eppure, quando le esigenze lo richiedono, quando nessuno guarda, Lucia si trasforma in “Federica”, militante rivoluzionaria, combattente determinata e spietata, fedele alla causa brigatista, decisa a percorrere la sua strada fino in fondo, fino al sacrificio dei propri affetti. Fino all’omicidio.
Serena D’Amico è un commissario di polizia che ha sacrificato la sua vita alla caccia ai terroristi. Il suo compito, adesso, è quello di dare un nome e un volto all’imprendibile Federica. Ma dalla terrorista e dalla sua vita nascosta Serena finirà per restare ossessionata, imprigionata. Finché scoprirà, con sorpresa, di essere legata alla brigatista da un episodio, doloroso e terribile, del suo passato.
Lo scontro a distanza tra le due donne travolgerà, alla fine, ogni loro riferimento, l’amore di un uomo, l’affetto di un figlio, gli ideali e l’integrità stessa delle loro vite, verso un’inevitabile, tragica conclusione.
Sullo sfondo autentico delle ultime vicende della lotta tra Stato e BR, un romanzo che immagina quello che avrebbe potuto accadere e svela quello che per poco non è realmente successo.




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 15:55 | segnalazioni, cultura, anticipazioni, editoria, autori, narrativa, rassegna stampa, comunicati stampa, coming soon, in libreria, anteprima, promo, scrittori, novità in libreria | BlogNews | clicca per commentare



Lady Bug & King Lear

written by King Lear    -



Lady Bug è un regalo di Chatterly





Lady Bug



&
King Lear
 


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Lady Bug & King Lear
 
 
I.
 
Paggio, mio buon vecchio stolto Paggio,
al limite, al limite comprendo anche
che il servaggio non ti aggradasse poi troppo,
ma se tanto mi dà tanto non avevi altra scelta.
Sii sincero, ti sembra forse che le tue laceri vesti
possano in qualche modo essere messe
a confronto con quelle che io Re indosso?
Spero per te tu non abbia una simile arroganza
perché in caso contrario mi vedrei costretto
a farti mettere i ceppi, e con quelle occhiaie
che ti segnano – manco avessi fatto a cazzotti
con tutti i villani giù in paese, porco mondo! –
dà retta a me che in quanto a buon gusto
sono il migliore, saresti un pugno in un occhio.
 
 
II.
 
Paggio, mio buon vecchio amico di Corte,
ricordi le risate che insieme alzammo al cielo?
Tu ubriaco più di me, te ne stavi sopra di me
e un po’ mi titillavi il pelo del nudo petto
e un po’ t’abbuffavi alle mie spalle
stritolandomi le palle manco fossero state piccole
noccioline, ma non per questo ti porto rancore…
Mi credi forse così vile da rinfacciarti
che hai preso e hai preso bene per il tuo desio,
lasciando a me, che sono pur sempre il tuo Re,
le briciole e nemmeno quelle? Credi forse
che non mi sia accorto per tempo che ti sbattevi
la Regina a destra e a manca, di sopra e di sotto
fingendoti a Corte il mio più introdotto consigliere,
fingendo d’esser stato castrato in giovine età
così tanto in là nel tempo che non ricordavi proprio
quando fosse accaduto? Eri forse sì ingenuo
d’arrivare al punto d’illuderti che non avrei preso
presto ben oliate contromisure? No, dài, non gridare
proprio adesso che stiamo cominciando ad arrivare
al punto: non sarà mica perché ti trovi a novanta
.- posizione invero un po’ scomoda per chi
come te ha avuto l’ardire di spacciarsi per maschio –
che mo’ piangi, strepiti e gridi che vuoi la mamma?
Per Dio, non ci sono più i condannati d’una volta.
Sembra ieri che il buon Padre mi metteva in guardia
con siffatte parole: “Se torturi un uomo, figlio mio,
sarà meglio che pria gli cavi la lingua con le tenaglie,
altrimenti non scucirà una sola parola!”
Quanto aveva ragione quel vecchio rincoglionito!
Devo dunque ricorrere ai vecchi metodi
per farti rendere una piena confessione? E’ questo
dunque che cerchi, la tortura più crudele 
prima di spirare in pubblica piazza sulla forca?
Guarda bene le mie vesti, ammirale: sono rosse,
ma non per vezzo, perché un Re che si rispetti
un solo colore può vestirlo, il rosso, il rosso
che è sangue, che è vita, che è morte, e che ahimè
è anche condanna! Un po’ mi dispiace, Paggio,
di vederti così, madido di sudore, lercio e spettinato,
senza più tutti i tuoi campanelli, senza neanche
una battuta da sparare, giusto per rallegrare
un po’ l’ambiente – che si sta saturando d’un’aria
spessa ma spessa assai, porco mondo! Ma basta,
niente più indugi, è ora di smetterla con la retorica
e i barocchismi: caga ora la confessione o vedrai
tosto il tuo corpo penzolar là fuori, con la gente d’attorno
a sputarti addosso la lor vergogna per lavare la tua
 
 
III.
 
Ma ecco la Regina, sento il frusciare delle sete,
il respiro eccitato, quel tradimento dell’anima
che la rende deliziosa all’orecchio del suo Re
seppur abbia giaciuto, o meglio soggiaciuto
alle vigliaccherie del mio ex migliore amico.
Tu, Paggio, hai forse idea di chi potrebbe essere
questo infame, questo Giuda, questo topo di fogna
che non merita uno schiaffo, un calcio nelle terga,
una punizione che non sia meno che esemplare?
Oh, che guizzo in quegl’occhietti iniettati di sangue,
quale ingordigia si manifesta ancora nonostante
il Fato abbia già definito vita morte e miracoli
dell’essere che sei stato. Ma che fetor nauseabondo,
te la sei fatta addosso, non c’è dubbio. Non un filo
di coraggio per chi disdegna il servaggio.
Ma chiediamolo alla Regina che opinione ha
d’un paggio che se la fa sotto; teniamo in conto
anche la sua di opinione, perché non vorremmo mica
passare per maschilisti, vero? Oh, zitto, zitto, zitto,
mio Paggio. Arriva, è qui, due passi ancora…

“Mia Regina, My Lady Bug, quale onore per il Re
avervi qui in tutto il vostro splendore. E che bel vestito,
rosso come si addice a una Lady di vita e di morte.
Abito più adatto non avreste potuto indossare oggi,
difatti abbiamo qui il Paggio, che son sicuro
non stenterete a riconoscere e che abbisogna
d’una severa lezione che non possa più dimenticare.
Il cappio o la ghigliottina? Cosa mi consigliate?
Le fustigate sulle terga e la schiena non son servite,
così oggi, seppur con tristezza, mi vedo costretto a spedirlo
dritto da Cerbero. Così è la vita, un’incertezza continua.”
“Povero Paggio. Ma si sa, la vita è così, un giorno ci sei
e quello appresso non più. Però che occhiaie profonde!
Almeno un cerone, mio Re. Non vi consiglio
la ghigliottina, con quelle borse sotto gli occhi
farebbe una figura tremenda: immaginatevi il capo
che ruzzola e sfugge dalla cesta. Che orrore, che orrore!
Con quelle occhiaie nere. Non vorrete mica che si pensi
che il Re, tanto nobile d’animo e di spirito, non abbia
voluto spendere due baiocchi per un po’ di trucco?
Impiccarlo poi, non se ne parla nemmeno.”
“E perché di grazia, mia Sovrana?”
“Ma ve lo immaginate a penzolare per tre giorni
e tre notti con quella faccia lì? E’ già bianco adesso,
figuriamoci una volta appeso. Ci vorrebbe qualcosa
che non dia troppo nell’occhio e che però faccia figura.”
“Abbiamo quei Mastini Napoletani. Sguinzagliarglieli
contro, che dite? Prenderebbe su anche un po’ di colore
correndo invano, cercando di portare a casa le chiappe.”
“Mio Re, questa sì che è un’idea geniale. E’ così pallido.
Che almeno muoia con le gote infiammate di sangue.”
“Per Dio, avete ragione! Già morde l’aria, questo paggio
non vede l’ora di metter un po’ di rossore sulle gote
ora smunte e spente. Mi par che sia tutto eccitato,
mostra la lingua come un bastardo che reclama acqua;
è certo che non vede l’ora di sgranchirsi le gambe…
Sol mi chiedo perché non parli: eppur muto non è!”
“Sarà forse per il collare di cui gl’avete fatto dono
e che gli stringe la gola fin quasi a soffocarlo?”
“Dite che è un po’ stretto? A me sembra così carino.”
“Lo è, ma gli manca il fiato. E’ un miracolo
che non sia stramazzato. Per essere un paggio
ha il fiato d’un selvaggio.”
“Chi meglio di voi potrebbe sostenerlo,
voi lo conoscete bene fino in fondo, My Lady Bug..”
“Sire, non siate ironico, la vostra intelligenza
merita una più alta considerazione: l’ironia è lo zerbino
dei poveri di spirito, e Voi, mio Sire, siete in tutto ricco,
non di certo un pezzente qualsiasi con la lingua di fuori.”
“My Lady Bug, in saggezza potreste superare
il vostro Sire non fosse per la bellezza che l’oscura.”
“Troppo buono, mio amatissimo Sovrano d’ogni cosa
viva o morta che sia.”
“Che allora si proceda. Che i mastini gli mordano
le chiappe fino a che esanime non crollerà in terra.
Per le aguzze fauci dei napoletani sarà tenera carne
da digerire, un pasto un po’ delicato ma appetitoso.”
 
 
IV.
 
Del mio Paggio che odiava il servaggio che rimane?
Questo campanellino, null’altro che questo. Per questo,
per questo ha penato una vita intera – cioè per mezza
vita? Povero Paggio. Però se l’è proprio cercata,
sfidare il Re e pensare di poter portare a casa le palle.
Illuso. Il mondo è colmo di illusi e sognatori, di biscazzieri
e rompicoglioni, e non uno che abbia mai combinato
qualcosa di buono. 

Paggio, buon vecchio Paggio, che non amavi il servaggio,
Paggio disgraziato che hai pucciato il biscotto nel mio,
che rimane di te a futura memoria? forse la triste eco
di questo campanellino? Oddio, è proprio così.
Ma non basta neanche a risvegliare il tuo fantasma.
Così piccola è la vita d’un suddito traditore, facile
come il Niente.
 
 
 
 
 
Tra pensieri e sogni
 
 
Mi spancio
all’ombra d’un salice piangente
spogliando il giallo d’un crisantemo,
cercando l’illuminazione
fra le ombre e il frusciare del vento,
nel mezzo dell’erba alta carezzata
e subito piegata; non una nota risuona,
l’intorno si allarga, valica montagne
ricordi e donne; resiste il pensiero
che sono vivo, ed allora dormo,
spengo l’essere vigile, affronto il sogno.
 
 
 
 
 
Il mio mondo significa niente
 
 
Il mio mondo significa niente
se non ci sei tu a riempirlo
con le lacrime e le tue risate.
I miei occhi vedono la cecità
se non ci sono le tue mani
a guidarmi lungo le oscure vie
dell’esistenza
Così spero mi resterai accanto
abbastanza a lungo per portarmi
fino ai piedi del letto: difatti stasera
ho bevuto un goccetto di troppo
e tutto l’intorno mi gira in testa.
Che mondo infame il mio, bella gioia!
E devo anche dar sfogo tosto al rubinetto
onde evitare che domattina il materasso
me lo trovi più in acqua del cervello.


Depeche Mode - Condemnation


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:39 | poesia, dark, satira, video, prosa poetica, iannozzi and friends, king lear | BlogNews | clicca per commentare commenti (28)



Marco Candida, Giulio Mozzi, Scusa ma ti chiamo amore

written by King Lear    - lunedì, luglio 28, 2008



Marco Candida, Giulio Mozzi

Scusa ma ti chiamo amore






Marco Candida: Come posso non amare Giulio?
Lui mi ha regalato il mio primo sospensorio. Non lo dimenticherò mai.




Giulio Mozzi: Come posso non amare Marco?
Lui mi ha ridato la giovinezza e la verginità sentimentale. Una grande lezione!




by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 17:01 | amore, satira | BlogNews | clicca per commentare commenti (14)



Madonna irriconoscibile, Christopher Ciccone in libreria

written by King Lear    -


Madonna


Madonna irriconoscibile


Christopher Ciccone in libreria


 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Alcune foto della popstar Madonna scattate a New York stanno facendo il giro del mondo. Madonna appare pallida e pesantemente dimagrita. E’ irriconoscibile.
Non si sa che cosa le sia accaduto: qualcuno parla di un forte stress dovuto al suo matrimonio che sarebbe in crisi, anche per colpa del fratello Christopher Ciccone che le ha gettato addosso non pochi veleni tramite il suo libro “My Life with my sister Madonna”; qualcun altro avanza l’ipotesi che l’irriconoscibilità di Madonna sia dovuta a diversi interventi di chirurgia plastica non andati a buon fine.
 
Madonna compirà 50 anni il prossimo mese. Nelle foto apparse sui tabloid inglesi è irriconoscibile, sembra sia malata, sembra che si regga appena in piedi. Madonna è stata immortalata nella notte di venerdì 25 luglio a New York, dove si era recata per partecipare a un meeting di Kabbalah, la dottrina esoterica ebraica cui la popstar si è avvicinata negli ultimi anni. Sulle sue braccia, lunghe e magre, sono chiaramente visibili le vene e i muscoli. Alcuni chirurghi plastici sono pronti a giurare che Madonna sia finita sotto il bisturi per qualche ritocco. Molti altri dicono che Madonna sta diventando pazza, perché oramai il matrimonio con Guy Ritchie sarebbe alle sue battute finali.
 
 
Sinossi del libro di Christopher Ciccone - Madonna up close, by the brother who knows her better than anyone.
 
Christopher Ciccone’s extraordinary memoir is based on his forty-seven years of growing up with, working with, and understanding the most famous woman of our time, who has intrigued, scandalized, and entertained millions for half a century.
 
Through most of the iconic star’s kaleidoscopic career, Christopher played an important role in her life: as her backup dancer, her personal assistant, her dresser, her decorator, her art director, her tour director.
 
If you think you know everything there is to know about Madonna, you are wrong. Only Christopher can tell the full scale, riveting untold story behind Madonna’s carefully constructed mythology, and the real woman behind the glittering façade.
 
From their shared Michigan childhood, which Madonna transcended, then whisked Christopher to Manhattan with her in the early eighties, where he slept on her roach-infested floor and danced with her in clubs all over town -- Christopher was with her every step of the way, experiencing her first hand in all her incarnations. The spoiled daddy's girl, the punk drummer, the raunchy Boy Toy, Material Girl, Mrs. Sean Penn, Warren Beatty’s glamorous Hollywood paramour, loving mother, Mrs. Guy Ritchie, English grande dame -- Christopher witnessed and understood all of them, as his own life was inexorably entwined with that of his chameleon sister.
 
He tangled with a cast of characters from artist Jean-Michel Basquiat, to Gwyneth Paltrow, Kate Moss, Demi Moore, and, of course, Guy Ritchie, whose advent in Madonna’s life splintered the loving relationship Christopher once had with her.
 
The mirror image of his legendary sister, with his acid Ciccone tongue, Christopher pulls no punches as he tells his astonishing story.
 
Life with My Sister Madonna is the juicy, can’t-put-it-down story you’ve always wanted to hear, as told by Madonna’s younger brother.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:37 | musica, gossip, esteri, spettacoli, cronaca, editoria, primo piano, cantanti, in libreria, prima pagina, ladies, ultime notizie, novità in libreria, notizieflash, last news | BlogNews | clicca per commentare commenti (14)



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