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impiccato saddam hussein ma non è ancora la democrazia

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 30, 2006


impiccato saddam hussein


la fine di Saddam Hussein

la fine di un dittatore

ma non è ancora democrazia



ingiustizia - by Chatterly

Ingiustizia by Chatterly
 


Ingiustizia e Giustizia


Le vostre opinioni dopo l’impiccagione di Saddam
 


 
a cura di Giuseppe Iannozzi
 



George Bush ha dichiarato: “L’esecuzione è stato l’atto di giustizia che lo stesso Saddam Hussein aveva negato alle vittime del suo regime brutale. E’ stato un anno difficile in Iraq per gli iracheni e aver portato Saddam Hussein davanti alla giustizia non fermerà le violenze in Iraq, ma è una tappa importante nel percorso che porta l’Iraq ad essere uno stato democratico che è in grado di governarsi, mantenersi e difendersi da sé. Molte scelte difficili e ulteriori sacrifici ci attendono.”
L’Unione europea, tramite la portavoce dell’Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza, Javier Solana: “L’Ue condanna i crimini commessi da Saddam, ma anche la pena di morte.”
Il Vaticano commenta l’impiccagione di Saddam così: “E’ una notizia tragica…c’è il rischio che alimenti lo spirito di vendetta e semini nuova violenza.” A parlare è padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana attraverso i microfoni di Radio Vaticana. E prosegue: “E’ motivo di tristezza anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti. La posizione della Chiesa cattolica, contraria alla pena di morte è stata più volte ribadita. L’uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società.”
In Gran Bretagna prevale invece il buongusto di non lasciare spazio all’ipocrisia. A parlare è il ministro degli Esteri di Londra, Margaret Beckett: “Accolgo con favore il fatto che Saddam Hussein sia stato processato da un tribunale iracheno almeno per alcuni dei suoi orrendi crimini commessi contro il popolo iracheno. Ora ha pagato il suo debito.”
Il ministro britannico auspica anche l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo “indipendentemente dalle persone implicate o dal crimine commesso.”
“Con l’impiccagione di Saddam è impossibile il ritorno della dittatura e del partito unico”, spiega sommariamente il ministro iracheno Al Maliki per mezzo di un comunicato. “Si tratta di una lezione per tutti i despoti che compiono crimini contro il proprio popolo. Come abbiamo già detto noi rifiutiamo di considerare Saddam come il rappresentante di una religione o di una comunità del popolo iracheno. In nome del popolo iracheno, chiedo a tutti coloro che sono stati ingannati dall’ex regime di rivedere la propria posizione. La porta per coloro che non hanno le mani sporche di sangue è ancora aperta. Il nuovo Iraq non sarà diretto da un solo partito o da una sola religione.”
Ce lo auguriamo noi tutti che queste parole si concretizzino quanto prima in una realtà tangibile e non ambigua.
Hamid Reza Assefi, viceministro iraniano degli esteri, molto semplicemente ha detto che è “una vittoria degli iracheni”.
Essam El-Aryan, leader dell’ufficio politico dei Fratelli Musulmani in Egitto, movimento bandito ma tollerato dalle autorità del Cairo: “Hanno scelto il giorno sbagliato per l’esecuzione di Saddam. E’ un giorno di festa nel mondo islamico… Saddam Hussein era un dittatore, di sicuro non un martire e in quanto tale i Fratelli Musulmani hanno sempre chiesto che fosse fatta giustizia. Ma certamente non sotto un regime di occupazione.”

“Le autorità italiane che criticano l’impiccagione di Saddam, non ricordano cosa accadde a Piazzale Loreto?”: così replica Yassim Majid, uno dei consiglieri del premier iracheno Nuri Al Maliki. L’intervista telefonica concessa all’emittente Al Iraqiya non lascia adito a dubbi né ambiguità: lo “sgomento” espresso da Romano Prodi per l’impiccagione dell’ex Raìs è rimandato al mittente. Majid si riferisce alla morte di Benito Mussolini, e in particolare a come è stato ammazzato. “Coloro che ci criticano hanno forse dimenticato i crimini commessi dal regime di Saddam Hussein contro gli iracheni e contro l’umanità? […] alla fine della seconda guerra mondiale, Mussolini è stato processato per un solo minuto. Il giudice gli ha chiesto il suo nome e alla risposta ‘Benito Mussolini’ gli ha detto: ‘il tribunale vi condanna a morte’ e la sentenza è stata eseguita immediatamente. I Paesi europei che condannano l’esecuzione dovrebbero ricordare che non hanno il diritto di interferire negli affari degli altri paesi, che hanno le loro proprie leggi.”
 
“Pur senza voler sminuire i crimini di cui si è macchiato Saddam Hussein e la ferocia con cui ha gestito il potere durante il regime e pur nel rispetto dell’autonomia e della legittimità delle istituzioni irachene, non posso non esprimere la ferma contrarietà del governo italiano e mia personale alla condanna a morte dell’ex rais”, aveva così commentato Romano Prodi, pochi giorni prima dell’impiccagione di Saddam. 
 
Ancora una volta le forze in carica al governo italiano fanno finta di ignorare la Storia del nostro Paese, per una mera questione di convenienza; o forse non gli è mai stata insegnata punto per punto la Storia.


 
1. Non è ancora la democrazia!
 
Forse è vero che Saddam Hussein rimane pur sempre un pesce piccolo. Credo che la sua morte per impiccagione - assassinio secondo i cattolici più fondamentalisti -, dopo aver comunque subito un processo ed esser stato dichiarato colpevole, non migliorerà le condizioni sociali in Iraq, tanto meno quelle politiche - che sono, ahinoi, in mano agli americani e a quei pochi iracheni al soldo degli USA. Su questi presupposti è impensabile, anche solo lontanamente, di erigere una democrazia, una vera democrazia, dall’oggi al domani.
Storicamente la morte per impiccagione di Saddam la si può interpretare come un monito contro gli altri tiranni che, purtroppo, vessano popoli e nazioni intere. Un monito che ha un suo valore pesante e nulla affatto mascherato anche solo da una parvenza etica e/o morale. Ma rimane pur sempre un monito.
Dicendo che non ho lacrime per Saddam Hussein: è stato un dittatore, un tiranno, a tutti gli effetti. Era una patata bollente per gli Americani e non solo: subito dopo il verdetto, con la massima fretta si è arrivati all’impiccagione. C’erano trenta giorni per eseguire la sentenza: ma già oggi, 30 dicembre 2006, alle 4 di mattina (ora italiana), il raìs è stato fatto fuori senza troppi convenevoli. Ciò ci dovrebbe far riflettere: gli Americani, gli Iracheni, dopo aver emesso la sentenza, se la facevano nelle mutande, l’ex raìs era un pericolo per loro, dovevano farlo fuori al più presto. E così hanno fatto, con la coda fra le gambe.
Non mi illudo: l’Iraq è in mano agli Americani, e lo sarà ancora per una lunga pezza, almeno sino a quando potranno sfruttarne le risorse petrolifere. Ne hanno fatto una colonia dell’Iraq, e ovviamente non potevano mancare i McDonald’s e la CocaCola.
Non assolvo affatto Bush Jr.: ha le mani nel sangue, ogni minuto che passa una testa cade nel nome della finta democrazia propagandata da Bush Jr. e dai suoi accoliti.
Un giorno forse la storia dirà di questo Presidente che è stato il peggiore nemico della democrazia e degli Stati Uniti. Un giorno, quando l’umanità sarà forse un po’ migliore rispetto a oggi.
Rimane il fatto che Saddam Hussein non era proprio per niente uno stinco di santo.
 
Firmato Giuseppe Iannozzi
 
 
 
2. Ingiustizia è stata fatta!
 
Ingiustizia è stata fatta!
 
Il Raìs come figura è il risultato dell’intervento americano in una realtà scottante e dualista come l’Iraq, che ha però giacimenti petroliferi che fanno gola agli US. Prima lo hanno armato, poi volevano togliergli le armi. Lui non le voleva dare perché non le aveva... allora Little Bush gli ha fatto guerra... per poi dover ammettere, dopo tutto il sangue e il dolore versato da entrambe le parti, che quelle armi non esistevano!!!
Come se non bastasse Little Bush ha scelto il governo da mettere a capo dell’Iraq...ovvio che la gente non ci sta... così ha perpetrato il vecchio detto latino: Divide et Impera!
Spero che, alla faccia degli US, il popolo iracheno ascolti le ultime parole del Raìs: RESTATE UNITI, soltanto così potranno avere un briciolo di speranza di liberarsi dell’invasore occidentale, ammazzandosi tra di loro arriveranno soltanto alla distruzione facilitando così le cose agli occidentali vampiri petroliferi.
Sono triste ed arrabbiata, perché con lo spauracchio dei crimini di Saddam come al solito hanno coperto tutti i veri orrori che ci sono dietro. E se anche Saddam ha contribuito all’uccisione di un villaggio di Curdi iracheni, non scordiamoci che quegli stessi Curdi, una volta saliti al potere, hanno imprigionato, torturato e condannato a morte altrettante persone, in nome di una giustizia che era soltanto una vendetta. E perché io dovrei difendere un regime molto più sanguinario ed anti-democratico di quello precedente?
Io credo all’autodeterminazione dei popoli e soltanto uno come Saddam poteva tenere testa ai suoi connazionali, lui li conosceva bene e conosceva bene anche l’Occidente. Per questo è stato fatto fuori alla svelta. Ora ne hanno fatto un martire ed hanno acceso una polveriera!
Staremo a vedere... ma tutto ciò che verrà, noi occidentali, tenendo banco a quegli assassini, ce lo saremo meritato!!!
 
Firmato Chatterly

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:08 | riflessioni | clicca per commentare commenti (5)



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