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Cherry Lips

written by King Lear    - venerdì, marzo 30, 2007


Madonna, like a prayer - elab. grafica by. G. Iannozzi
Madonna: elaborazione grafica by G. Iannozzi
 



cherry lips
 



di Giuseppe Iannozzi
 
 




Cherry Lips
 
 
a quella ciliegina
di Dolce Follia (Semra)
 
 
L’hanno cantato
Lo spettacolo deve andare avanti
Ma io no, io non m’arrendo all’idea
e metto le pallottole in canna
Oh Cherry Lips, ho già pronta la pistola
e in testa un lungo lungo tunnel nero
 
Non mi pensare sentimentale
Ho già visto tutto questo
- Le Porte della Percezione
e il vecchio Dulouz piangere -
Niente oramai mi può portare
a farmi il fegato di dolcezza o fiele
Certo è stata una sorpresa
scoprire una mosca nel whisky
proprio nel momento
che credevo d’aver vinto tutto
Però non ci farò su una malattia
La pistola ha voce tonante
più forte cento volte della mia
 
Oh Cherry Lips, tu ami tante cose:
lo sciroppo d’acero e quello di ciliegie,
il caffè caldo per svegliarti al mattino, il sole
e le stampe giapponesi di fiori samurai e geishe
e petali, petali di ciliegio nel vento
Tu sì, ami molte cose
E forse hai ragione,
non avrei il coraggio di metterti in ginocchio
con un colpo: nonostante tutto il dolore
rimani pur sempre la bimba che ama,
che troppo ama vivere e tradire i miei sogni
Così non ti preoccupare: ho già scritto a ma’
perché quando non mi vedrà più
mi riservi un posto accanto a pa’
 
Sono al di là dell’amore
Sono nell’aldilà dell’amore
Sono nel dolore ma uomo d’onore
perché l’amore non compra amore,
ma i danari sì, basta averne tanti
Così sono oltre l’amore
forte abbastanza per aprirmi un tunnel
nero e cieco da tempia a tempia,
ma debole abbastanza per perdonare
quelle tue labbra rosse, di ciliegia
 
Ti perdono ogni cosa di oggi di domani
Non disperare per me, il caffè l’avrai domattina
come sempre: solo saranno altre mani a farlo
e saranno altre labbra a incontrare il tuo sorriso
 
Lo spettacolo deve andare avanti
Ma io no, io non m’arrendo all’idea
e metto le pallottole in canna
 
Oh Cherry Lips, temo che...
che c’è una furtiva lagrima sul viso
 
 
 
 
 
Vieni come sei
 
 
a quella ciliegina
di Dolce Follia (Semra)
 
 
La felicità
è come l’incesto:
tutti la vogliono,
tutti ne hanno paura
Siamo poi
in fondo
vittime del futuro
che ci attende
oltre l’orizzonte
che i nostri stessi occhi
hanno segnato
 
Se avessi danari in abbondanza
ti comprerei la felicità
e tu saresti felice
coccolata
dai fumi della vodka
e dall’odor di tabacco,
dalla stanchezza d’un uomo
che ama
e non può avere amore
E quando la violenza
avrebbe ragione
del tuo bel corpo bianco,
puro come un petalo
dal vento strapazzato
per qui e altrove,
quell’uomo capirebbe
finalmente
che ci ha provato pure lui
al pari di tanti altri
a vendere il mondo
al primo alieno di passaggio
 
Capirebbe d’essere
caduto in errore,
di non avere ancora abbastanza
per poter comprarti l’anima in blocco
e sciogliersi di dosso la stanchezza
 
Come
As you are
As you were
As I want you to be
As a friend
As a friend
As a known memory *
 
 
 
 
 
Piangi per me
 
 
ad Acquetta Salata
che piange sempre
 
 
Piangi
Piangi quanto ti pare
Non sei la mia storia d’amore
Non sei tu la spina nel fianco
 
Piangi
Piangi perché mi piace saperti nel dolore
Piangi più forte
Non risparmiare gli occhi
Piangi finché non avrai più lacrime
Piangi
& piangi ancora, con occhi aridi
svuotati d’ogni umore
Piangi, non voglio sentire storie
 
Non ho bisogno di baci
né delle tue mani nelle mie
Non sei il mio amore
Non sei altro che acqua e sale
che poi vien la pioggia e porta via
Non sei la canzone del mio jukebox
né la beffa e la sberla del dolore
Sei solamente una fra tante
Così puoi solo fare una cosa per me,
continuare a piangere senza sosta
 
Puoi solo continuare a piangere
Non c’è altro
che m’interessi in questo momento
 
Immagina il tuo funerale e il mio
Immagina due casse da morto
che vengono ricoperte di terra;
e immagina tutti a ridere di noi,
di come l’abbiamo buttata via la vita
Non ti sembra abbastanza?
 
Avanti, non farti pregare
Non ho bisogno d’un’altra croce da portare
 
Piangi
& piangi ancora, con occhi aridi o no
L’importante per me è vederti piangere
fino a che sarai esausta
di morire ogni giorno un po’
 
 
 
 
 
Preghiera per il Padre
 
 
Mi sveglio ancora
Ancora
nel cuore della notte
con il petto tremante
e la voce strozzata
che dalla gola
non se ne vuole dipartire
Mi sveglio ancora
come presa sotto
da zoccoli di cavalli in corsa
 
Mi sveglio ancora,
Padre
Non te l’avevo detto,
ma io sì, mi tormento
e il tuo volto estraneo
m’appare, lo posso toccare
- sentire sotto il calore
della mia pelle ch’era d’agnello
e che tu hai offeso
fino a farti odiare
 
Mi sveglio ancora
Ti ho davanti, Padre
E le vedo quelle tue mani
grandi come badili mulinare
E lo sento il dolore
di Lei che vola
più leggera d’una farfalla
per baciare infine il duro
pavimento
E le sento ancora vive
e vive più di ieri
le carezze della mamma
a calmarmi i singhiozzi,
e lo sento quel suo pianto muto
sul volto devastato preoccupato
di non vedermi piangere per lei
 
Padre,
non chiedermi di perdonarti ora
Posso solamente fare quel che sento,
restarti accanto fino all’ultimo istante
E poi continuare per la mia strada
cercando di giorno in giorno
d’allontanare il tuo spettro
uguale a interminabile attacco di panico
 
Padre,
sono stata tua figlia:
ho visto
e non ho dimenticato
che c’eri solamente
per far del male
a me e alla mamma
Ma tu, Padre,
tutto questo
tu non l’hai mai capito
Così questo tuo non capire
ti auguro sia il rimorso ultimo
che seppellirà per sempre
l’ignoranza del corpo
e dell’anima che non hai
 
Così sia
 
 
 
* Versi da “Come As You Are”, Nirvana  

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:40 | poesia | clicca per commentare commenti (28)



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