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foglie al vento

written by King Lear    - sabato, aprile 28, 2007





foglie al vento
 

 

di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

Per dove
 
 
Tu te ne vai
col vento
Ti porti in altro dove
dove io non posso
raggiungerti
né in ginocchio
chiederti di nettarmi
dal solo occhio buono
che m’è rimasto
quella lacrima
che tu ami tanto
vedermi scivolare
sin sul mento
 
E’ quasi il giorno
che ci ha visti
l’uno accanto all’altra,
e hai deciso
ch’è arrivata l’ora
di dimenticare
il buono e il cattivo
allo stesso modo
Ti fai lontana,
lontana
come una foglia
che il vento la suona
per farne la sua armonica
di libertà
se non proprio di verità
 
 
 
 
 
Piccola bimba
 
 
Perché quel faccino triste,
piccola bimba?
Non resisto
Se vedo un volto femminile
che è gonfio di lacrime,
mi prende un nodo al cuore
e mi vien male
quasi più non credessi
che una bellezza, almeno una
ancora c’è da cogliere
in questo mondo di dittature
d’ingiustizie infami
- e sotto di noi
milioni di uomini
tutti ridotti alla fame
che non lo sanno proprio
se il domani sarà di luce,
o una buia buca nella terra
anonima
come la loro breve vita
 
 
 
 
 
Spiriti
 
 
Gli occhi del gatto sono spiriti di ieri
Ti osservano dall’inferno del suo essere
in sette vite e in nessuna in particolare
Ti osservano
Altro non possono
Vengono da lontano, da oltre il Nilo
E l’uomo che t’ama
è appena andato via per le sigarette
In fondo lo sai che presto tornerà
come sempre, stanco d’aver perso
un’altra volta la sua scommessa
Ti racconterà di come ha provato a bere
da uno specchio d’acqua in un deserto
Ed allora sarà in tuo possesso per sempre
 
 
 
 
 
Di tutte le mie belle armi
 
 
Di tutte le mie belle armi
non una me ne rimane
in mano:
vuoti i palmi
rivolti al cielo,
né al comando
né al potere anelano
 
Io so solo che:
il tempo inesorabile
imparziale giudice
ha già spazzato via
tanti
e tanti millantati capolavori
ai quattro angoli della bussola
e nulla memoria ne è rimasta
 
L’uomo
che per la vita intera
sull’immortalità s’arrovella
presto muore dimenticato,
senza neanche
la consolazione d’un epitaffio
 
…non penso:
meglio non essere da subito
ma vivere di quello che dì
dopo dì sulla stadera c’è
senza la necessità
di guardare la strada fatta,
perché rughe di rimpianto
lo so, non m’adombrano il volto
 
 
 
 
 
Destiny
 
 
destinati ad amare
per due graffi di solitudine sulla schiena
destinati a fare i buffoni
per un sorriso di piorrea e una dentiera
destinati a strizzare l’occhio
per non vedere chi vicino a noi muore
 
destinati ad essere eterni invalidi,
pallottole lanciate nello spazio
per incontrare la fragilità della carne
 
...lecchiamoci le ferite
o cominciamo a cadere
come foglie al vento
nella tomba dell’oblio
 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:41 | poesia, amore | clicca per commentare commenti (6)



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