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Mai ai fasci l’Italia - 27 gennaio, per non dimenticare la Shoah

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, gennaio 27, 2008






Mai ai fasci l’Italia
 

 di Giuseppe Iannozzi


E ora sì, dobbiamo sul serio
cominciare a gridare col cappio
al collo, tirando fuori dai polmoni
tutta la poca aria che, ahinoi,
c’è rimasta; ora sì che è giusto
il tempo per “al lupo, al lupo!”
 
Là dove i papaveri crescevano alti
stanno i canti violenti avvinazzati
di chi col saluto romano, dei tanti
con bandiere celtiche in offesa
al vento - e stordita eco già miete
vittime, poi si cade senza
un lamento a corpo morto
sollevando però di Dio l’ira funesta
 
Più l’offesa è grande, più ostinata
la voglia di vivere, di mandare al diavolo
quei neri corvi che le carni fragili
vorrebbero beccare coi loro becchi
 
Si cade sì, senza un lamento;
ma per uno che non è più, mille nuovi
dissidenti vengono su dal nulla
come per miracolo, opponendo
al braccio destro alzato occhi di fuoco
perché così è l’ira di Dio e non perdona
Perché l’ira di Dio i fasci spazza via




Montagne
 
 
Verrà primavera
Avrà il tuo nome
Verrà con gli occhi
bagnati di lacrime
Verrà in silenzio
quasi, e al tuo seno
piano si stringerà
Verrà in preghiera
perché sepoltura
sia data a quei corpi
rimasti sotto la neve
nascosti e martoriati
E avrà il tuo nome
di umana pietà
tra stelle alpine
e fior di pervinca
 
Sotto un cielo blu
non più livido
né reclamante vita,
con la pestata
sciolta oramai
anche lassù in alto,
dalle tue mani
un fiore cadrà
piano
per ogni morto
al sole svelato
 
Primavera verrà
tra le montagne
imbevute di sangue
e giovane libertà

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:04 | poesia, anniversari, commemorazioni | clicca per commentare commenti (11)



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