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Angioletto e gli altri

written by King Lear    - lunedì, febbraio 04, 2008





 Angioletto e gli altri


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Angioletto all’Asilo
 
 
Sono diventato vecchio
e sono finito dritto all’asilo
Chi l’avrebbe mai detto!
Mi faccio un giretto
Faccio un dispetto
a quella lì che se la tira
Ma gira che ti rigira
finisce poi che la maestra
mi sbatte in un angoletto
tutto solo soletto
 
E allora io grido “nooo...”
La punizione, proprio non ci sto
Non ci sto dentro
Non ho fatto niente di male davvero
Non ho fatto niente di brutto sul serio
Ho solo tirato la treccia a quella lì
che mi ha guardato un po’... un po’ così
“Nooo...”, non è giusto, “nooo...”
Non ci sto dentro a questo asilo
Io scappo, faccio saltare il tappo
di questa istituzione del cazzo
Io scappo, scappo, scappo...
in un angoletto solo soletto non ci sto
Io scappo, faccio saltare il tappo
di questa istituzione del cazzo
Io scappo, scappo, scappo...
ho già in mente un disegno perfetto
di sole giallo e prati verdi e altre banalità così
E’ per tutto questo che io me la batto
Detto fatto, giuro, lo faccio saltare il tappo
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato bambino, chi mai?
Me la batto e mi porto via
quella peste d’una brunetta
perché mi faccia compagnia
Me la batto in tutta fretta
e se lei opporrà resistenza un bacio,
con un bacio sulla boccuccia la stordirò
 
Sono diventato vecchio
e sono finito dritto all’asilo
Chi l’avrebbe mai detto!
Mi faccio un giretto
Subito la vedo, le faccio un dispetto
a quella bella bella bella brunetta
Le faccio un dispetto alla bimba bella
Le dirò che l’amo, che l’amo da tanto
E se invece d’un bacio avrà per me uno schiaffo
un altro bacio le metterò sulla boccuccia
Alla fine capirà che ho intenzioni serie
perché io il tappo di questa istituzione del cazzo
lo giuro su dio, lo faccio saltare
 
Io scappo, scappo, scappo...
ho già in mente un disegno perfetto
di sole giallo e prati verdi e altre banalità così
All’asilo io non ci sto dentro,
è giunto il tempo di fargli fare il botto
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Nessuno, nessuno mai
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Nessuno, nessuno mai
 
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
 
 
 
 
 
Per il tuo perdono
 
 
Ti offro un calice pieno
rosso del mio sangue
Ti offro da bere
l’anima che ho,
per quanto mi renda conto
che vale poco o niente
Ma tu, ti prego,
non la versare
nel vaso dei fiori
che solo ieri ti regalai,
combattuto
fra timidezza
e quella brutta stranezza
che mi fa dire cose cretine
 
 
 
 
 
Gattino abbandonato
 
 
Stamattina sono rimasto
senza il latte solito
che eppur ogni dì mi davi
cullandomi poi fra i seni
per farmi addormentare
Stamattina sono rimasto
senza amore,
così adesso miagolo
e piango finché ce la faccio
Poi cadrò morto esausto
davanti alla porta di casa tua
 
 
 
 
 
Serpentello
 
 
Serpentello bello,
qualcuno
alla fin fine,
dopo tanti boli amari
inghiottiti a denti stretti
senza mai una parola scagliare
a quel pagliaccio moscio lassù
che dicono si chiami Gesù,
qualcuno sì,
alla fine quaggiù
se n’è accorto
che sei una peste,
che sei tremenda,
che sei veleno
- agenda mortale
per chi anche solo
con un dito appena
si osa di sfiorare
le tue labbra rosse,
rosse del sangue
degl’amanti castigati
ad eterna morte
di spasmi, di chimere
tra bollenti lingue
dove sole d’Irlanda
non arriva mai
 
Serpentello di veleno,
l’inferno morde
senza perdono alcuno;
feroce ha l’alito
ma mai, mai quanto il tuo
 
 
 
 
 
Pagliaccetta
 
 
Pagliaccetta,
non mi lamento
Però ho il pianto
che mi strozza la gola
Dimentichi sì presto
che sotto al cerone
ci sta la mia faccia
Dimentichi
che per quanto pazzo
anch’io soffoco
dentro all’alma
sinceri sentimenti,
che fanno schiattare
il core in petto
battito dopo battito
 
Pagliaccetta,
tu mi piaci
e non mi baci
Fai la faccia strana,
ti disegni un sorriso
sulle labbra,
e fuggi via...
fuggi lontana da me
 
Pagliaccetta,
tu mi piaci
e mi lasci
a morire per te,
perché il mio
è l’amore d’un pazzo
battito dopo battito
 
Pagliaccetta,
pagliaccetta,
pagliaccetta...
 
 
 
 
 
Lontano
 
 
Dove vai?
Lontano
dove tu non sai arrivare
 
Dove vai?
Lontano
dove l’eco non ha casa
né passi da ripetere
a ogni secondo
 
Dove vai?
Lontano,
lontano oltre l’orizzonte
e il mondo conosciuto
 
Dove vai?
Lontano
al di là della luce e del buio
Lontano, lontano da te,
che sei stata il bene e il male,
il primo sorriso, il sale sulla ferita
lasciata aperta
 
Dove vai?
Lontano
dal tuo dolore
 
Dove vai?
Dove?
Perché più non rispondi,
perché lasci che i secondi
passino inesorabili, lenti
cadendo
nei battiti del cuore?
 
Dove vai?
Hai dimenticato
le sigarette, per Dio!




Queste buffe poesiole sono dedicate nell'ordine a:

Cinzia, Vany, Gaja e Christian



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:41 | poesia, amore, amiche, amicizia, dediche, umorismo | clicca per commentare commenti (13)



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