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Je t’aime

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 13, 2008







Je taime
 



di Giuseppe Iannozzi + Mi piace di Te di Vany
 
 



 
La mia strega


Nella mia mente solo tu
Giorno e notte, luce e buio
Nel mio cuore solo tu
Hai preso possesso di tutto
Di tutto
Nella mia mente, nel mio cuore
ogni giorno, ogni notte
Non passa secondo
che non pensi a te
 
Oh, come sono disgraziato!
Mi sono cavato il cuore dal petto
Mi sono accecato con le mie mani
Ma non è servito, non è servito a niente
Ho sempre te accanto a me
in un modo o nell’altro
 
Oh, come sono disgraziato
Come potevo prevedere tutto questo? Come?
Mi sono innamorato della più bella strega
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
e adesso non so più attraversare la strada da solo
 
A me che solo fino a ieri
tutti mi chiamavano il Diavolo
adesso sono il più misero
A me che solo fino a ieri
ogni dì mi telefonava una nuova bimba
adesso aspetto la notte per te
inseguendo i tasti bianchi e neri sul piano
 
Se solo, se solo avessi previsto tutto questo
Se solo, se solo avessi previsto questa fine
Se solo, se solo, se solo... mio Dio!
 
Nella mia mente, nel mio cuore
ogni giorno, ogni notte
 
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente perché finissi in tuo potere
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente per decidere la mia sorte
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente per far di me una vittima
 
Come tutti, una vittima d’amore, per Dio!
Come tutti, una vittima tra i tasti del piano
Come tutti, una vittima, una vittima... 
 
 
 
 
 
Capinera
 
 
Capinera, perché più non voli,
perché più non becchi le mie mani?
Forse perché han forgia di vanni?
Ma anche se negl’occhi sta la luce
dell’aguglia, in petto batte il core
misero di chi vagola disperato
pei Setti Cieli plorando che strale
presto lo fulmini e ponga così fine
a un’esistenza che ha perso
ogni gioia!
 
Ma tu, tu ridi e piangi…
 
Dunque tu m’ami e non per pietà!
Tu m’ami d’un amor puro,
per amplesso e gaudio dell’alma
O, quale desio nutro dì dopo dì
Capinera mia bella, tu non sai
né oso dirne qui ora: chiunque
potrebbe pensarmi indemoniato
di smania impudente; eppur come,
come resister al dolce richiamo
di quelle tue labbra sì lievi
che delle fragole più rosse
e vergini hanno il sapore?
 
Tu m’ami dunque! Tu m’ami
per la vita! Non c’è ombra di dileggio
nel tuo sospirar guatando l’alba
appena nata eppur di già rappresa
sul limine dei sogni a occhi aperti
Così anch’io t’amo e t’amo
con quel fiato che i poeti soffrono
quando scorgono che Poesia
a ogni verso vergato sulla carta
si fa di pudor carnale
 
 
 
 
 
 
In The End
 
 
Al Cine più in
davano quella pellicola
che a te piace tanto
Mano nella mano
i posti accanto
Però c’era il dispiacere
d’aver dietro a noi
un gorilla senza talento,
peggio di King Kong
Con quale coraggio,
non so neanch’io
gliel’ho detto chiaro
e tondo in faccia
che ci disturbava
proprio sul più bello
Ma quello grosso grosso
messo meglio d’un armadio
m’ha stampato in fondo
allo schermo
Poi il braccio t’ha legato
al collo; ed io coi denti rotti
son rimasto a guardar strabico
con quanta poca resistenza
cedevi poco a poco
alle carezze di quel bruto
 
Mon Dieu, quel Cine così in!
Sembrava fosse romantico
Ed invece a momenti
ci lasciavo la pelle
e le palle per giunta
E’ tutto nella mia testa
che si spiega come un film,
ma non riesco ancor a capire
dov’è che ho sbagliato,
e se sia giusto pensar
che son stato tradito
da te, Fanciulla, in apparenza
così casta e pura
 
Una cosa però l’ho imparata
Io al Cine non ci torno più
D’ora in poi solo seghe a metà
e qualche giornale quando mi va
Ma io al Cine per i titoli di coda
e la parola Fine non ci torno più
 
 
 
 
 
Bang bang
 
di Sonny Bono
Traduzione e adattamento di Giuseppe Iannozzi
 
 
Solo cinque anni avevo allora e sei lei
Correvamo sui cavalli di legno noi
Lei vestiva in nero, io ero bianco
Lei voleva vincere sempre a ogni costo
           
Bang bang, mi colpì in pieno lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
           
Passano le stagioni, così in fretta cambiano i tempi
E anch’io son cresciuto, un uomo fatto ormai
Lei rideva sempre, poi piano mi diceva:
“Ti ricordi quando giocavamo insieme noi?”
 
Bang bang, mi colpì al cuore lei
Bang bang, e a terrà mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
 
La musica ha suonato a lungo, la gente ha cantato
Ma solo per me le campane in chiesa han suonato
 
All’improvviso è andata via lei, non so perché
E fino a quel giorno io davvero non sapevo
che cosa volesse dir piangere per chi e per cosa
 
Non mi ha detto mai addio lei
Non ha avuto il tempo di mentirmi
 
Bang bang, mi colpì al cuore lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
 
Bang bang, mi colpì in pieno lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, non ha detto addio lei
Bang bang, ma a terra mi lasciò






Mi piace di te
 
di Vany Romanticaperla

 
Mi piace di te
quel finto pudore
quel prolungato silenzio
quel tuo modo graffiante
che tutti dobbiamo applaudire
 
Mi piace di te
quel tuo sapiente dire
quel tuo pimpante fare
anche se poi alla fine
sembri un bambino impaurito
dalle brutture del mondo
 
Mi piace di te
quella tua timidezza
quel tuo incedere urlante
che sorride al tempo
dicendo di donare l’anima
al diavolo, mentre si confida a Dio

 





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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:05 | poesia, amore, erotico, ospiti, dalla parte dei bambini, jujolcom, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (23)



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