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Siti pornografici e video hot sui telefonini

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 18, 2008





Siti pornografici


e video hot sui telefonini


Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Niente sesso siamo inglesi! Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano e parecchio anche. Tutti i santi giorni, festivi e maledetti compresi. Ci pensano più volte al giorno. Ma c’è dell’altro: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando, in maniera maniacale, immagini, filmati e racconti pornografici sui loro computer o telefonini.
 
Si potrebbe pensare che si è di fronte a dei segaioli incalliti, si potrebbe anche credere che un siffatto comportamento apparentemente innocuo non possa far diventare cieco nessuno tranne il diretto interessato, ma in realtà mette sotto torchio la relazione con la partner. Il fenomeno non è sfuggito agli Sherlock Holmes made in England, così subito si è dato corso a un’indagine per conto di Bbc News; condotta su 43 terapisti specializzati, l’80% ha spiegato che “si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti a luci rossi, hard, di sesso esplicito ed estremo”.
 
La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie sessuali: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che, per così dire, «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita, così la maggior parte delle volte abbandona il partner lasciandolo con le mani in mano, anche se non è proprio così, perché almeno una mano gli serve per smanettare con il suo joystick. Molto diffusa è anche quella strana razza di individui che soffrono di una vera e propria dipendenza da sesso, dipendenza che si manifesta con la necessità d’avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati a dir poco sporchi, cioè appiccicosi. Per evidenti motivi di igiene, è sempre bene stare attenti a quando si utilizza il computer di un collega: mouse e tastiera sono infatti dei veri e propri ricettacoli di malattie facilmente trasmissibili.  
 
La Rete ha dato a tutti l’opportunità di ritagliarsi un fazzoletto rosso, o meglio ancora il proprio angolo di blog duramente selezionati con le proprie mani, pour ainsi dire.
E’ stato un bene? Leggevo oggi che gli inglesi - ma non solo - passano ore intere in Rete a caccia di sesso facile, sì, ma virtuale, onde evitare complicazioni sentimentali. Meglio spararsi una sega davanti al monitor che infilarsi un condom sul pisello. Sono oramai un’orgia senza ritegno quelli che il sesso o in Rete o niente. Il problema è che quelli della Rete il guanto sulla mano non se lo mettono!
 
Non so in che misura i commenti, su qualsiasi blog, possano essere realmente sentiti; o se è solamente perché si sa che si è distanti e si è quindi disposti ad elargire amore a piene mani, cosa che nella realtà non accade affatto, basta difatti gettarsi dentro a una birreria per rendersi conto, dopo pochi minuti, che tutti ti guardano in tralice o non ti cagano affatto.
 
Io direi che il fattore “lontananza” permette di dare più amore di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, ma permette anche di superare la propria timidezza e quindi di aprirsi. Sarebbe bello, molto bello se questa apertura ci fosse nel mondo reale e non limitatamente al virtuale.
 
Sono dunque finiti i bei tempi di quando si andava a puttane? In parte: alcuni irriducibili preferiscono rischiare con una femmina in carne e ossa, o un maschio.
Ora mi direte voi: ma che diavolo dici, ti sta dunque bene che delle povere ragazze vengano costrette a battere le strade e andare con degli sconosciuti? No, non mi sta bene. Ma vi dico una cosa semplice semplice: le ragazze che promettono sesso on line, credete forse che non siano costrette con la forza? Il mercato della prostituzione si sta solo spostando dalla strada alla Rete: molti si limitano a spararsi una sega davanti al monitor, ma la Rete è Sodoma e Gomorra dove le donne vengono battute all’asta. E non solo: la pedofilia, non dimentichiamocelo, nella stragrande maggioranza dei casi è in Rete. Veniamo al punto: oggi come oggi spararsi una sega non significa solamente imbrattare il mouse e la tastiera, perché dietro a un orgasmo davanti al monitor ci sta tutto un mondo di umiliazioni e soprusi, di ragazze costrette a darsi on line - per poi incontrare i clienti in un club privato -, di bambini che sono finiti purtroppo nelle mani sbagliate e che vengono sfruttati per alimentare il mercato della pedofilia.
 
Meditate gente, meditate!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:24 | web , internet, sesso, controinformazione, blogosfera, hard, notizie dalla rete, prima pagina, società, pubblicità progresso, luci rosse, dalla parte dei bambini, vm 18, allarmi, social network, no pedofilia, via del campo, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (10)



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