Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des



© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

In Evidenza


Francesco Guccini - Icaro   Jurij Druznikov   Jerusalem - Frediani Andrea   I silenzi di Joe - Fabio Della Seta   Ivo Mej - Moro rapito!   Laura Costantini e Laura Falcone - Roma 1944




Free Tibet

Free Tibet





clicca qui, servirà a donare una mammografia




13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto e io voglio sposare un Berlusconi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 14, 2008





Osservazioni impopolari


ma necessarie
 
 

di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
iPod, audiolibri: un’arma a doppio taglio
 
 
Ho visto, con mia sorpresa uguale a zero, che alcuni editori adesso i libri li fanno in formato cda, cioè li stampano su 3, 4, 5 CD o più, perlomeno i bestsellers. Ottima iniziativa per i non vedenti, tanto più che il costo è quasi uguale a un libro cartaceo: mi chiedo però che utilità ci possa mai essere in un audiolibro per una persona che potrebbe leggerselo tranquillamente senza problemi e così, forse, imparare, se non a scrivere, a migliorare la sua propria improvvisata grammatica.
Ahinoi è una moda, spero non permanente, che ha coinvolto anche Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio e altri lettori eccellenti la cui voce è data in prestito (remunerato) agli audiolibri.
 
Gli mp3, per la musica acquistabile online e che sembrava dovessero sconvolgere il business musicale, stanno facendo cilecca: ora ci si è accorti che la gente scarica solo determinate canzoni e quasi mai un album intero o anche solo una compilation.
L’iPod doveva togliere di mezzo CD, musicassette e vinile: in parte questo processo gli iPod lo hanno avviato, però non senza gravi conseguenze per gli artisti e le etichette discografiche stesse;  un artista al suo primo album o non ancora affermato viene scaricato per una o due canzoni, non per l’album intero. Un discorso del genere affossa l’artista in erba che resterà, nel più fortunato dei casi, un emergente a vita; tuttavia gliene frega poco o niente ad artisti quali Elton John o Queen, perché sono già nella storia della musica leggera e continuano a vivere grazie a quei brani che li hanno resi famosi. Così adesso l’industria discografica deve poter offrire al pubblico CD a un prezzo ragionevole: non si può pensare di mandare sul mercato un album a 20€, non comunque di un artista che sta cercando di sfondare. Ma neanche i grossi nomi si possono permettere di proporre un CD a un prezzo che sia superiore ai 15€, anche se moltissimi ci tentano, quasi sempre per un fiasco, perché tanto la pirateria continua ad esistere. La pirateria non è affatto diminuita con l’iPod, anche se erano non pochi gli illusi che credevano ciecamente che questo fenomeno con gli mp3 legalizzati sarebbe scemato. La verità è che i CD costano ancora troppo e non possono essere tolti dal mercato, altrimenti gli artisti possono andare a passeggiare insieme ai discografici.
Per nostra fortuna qualche album esce (ancora) anche in vinile oltre che su CD e in formato digitale, perché quando ci si accorge che il nuovo non funziona, o funziona a metà, si torna indietro.
 
Tutto questo discorso per dire che l’audiolibro è un prodotto oggi di moda, veloce ed economico in alcuni casi, ma la cui utilità è dubbia nonostante il boom iniziale. Si finirà con lo scaricare solo alcuni capitoli in formato mp3, quelli che più piacciono all’orecchio del lettore-ascoltatore? E’ una possibilità da non escludere.
 
 
 
13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto
 
 
Da Berlusconi a Bertinotti a Fini fino a Casini, Mastella, Prodi e Veltroni fanno tutti a dir poco pietà alla stessa maniera, alla stessa maniera presi nelle maglie del Potere. Così forse Berlusconi è soltanto una vittima mediatica che ci sta bene nel ruolo che gli hanno dato i media, un ruolo che ovviamente sfrutta a suo favore.
 
In chi dovremmo credere oggi, in un Bertinotti, in quel signore lì che ha appoggiato la guerra una volta al governo e che solo pochi giovani idealisti hanno osato di sputargli in faccia?
 
L’Italia è messa male e non c’è un solo uomo, anzi un solo politico che si salvi.
La sinistra è solo più un’astrazione, la gamba di legno della destra, null’altro.
Come ebbe a notare Bertrand Russell, avrei orrore di vivere in una società soltanto comunista o capitalista. Lo diceva parecchi fa. Ma chissà quanti oggi se ne ricordano, oggi che Stalin te lo fanno passare per santo insieme alle spoglie di Padre Pio.
 
Il problema è che quando si è coinvolti in periodo elettorale, solo allora la sinistra si ricorda d’essere di sinistra. Passate le elezioni, purtroppo per noi, abbiamo visto come sono andate le cose: Bertinotti che parteggia per la guerra e che si fila gli americani - quelli guerrafondai, perché non bisogna assolutamente fare di tutti gli americani un fascio; ci sono milioni di americani che sono disgustati da Bush, dalla guerra, dalle ingiustizie sociali, e sono quelli che oggi perlopiù sono con Barack Obama, che mi auguro vinca con tutto il cuore o siamo rovinati, essendo gli USA il motore trainante della politica mondiale e degli assestamenti politici -, poi Prodi e Mastella che litigano in diretta senza sosta né vergogna alcuna, ed ancora Mastella che fa l’offeso e fa cadere il governo offrendo/regalando l’Italia su un piatto d’argento alla destra più sfacciata. Però Mastella dalla caduta del governo Prodi ha ricevuto in cambio l’insabbiamento dell’inchiesta Why Not, mica poco! E c’è da metterci la mano sul fuoco che otterrà ancora dell’altro.
 
Il precariato, grazie all’infausto Bertinotti che non ha fatto assolutamente niente di quanto aveva promesso nella precedente campagna elettorale, è aumentato in maniera vertiginosa; per non dire poi di Prodi - ancora invischiato nell’inchiesta Why Not, ma che sicuramente la farà franca in questa terra dei cachi -, che ha trasformato l’economia italiana in una barzelletta.
 
La generazione 1000 euro e bell’e morta, ed era una generazione che non sbarcava il lunario. Adesso siamo scesi alla generazione 500/700 euro, praticamente schiavi dei call center se si è fortunati, altrimenti in strada a battere la testa contro i muri, e tutto questo lo dobbiamo a Prodi e ai suoi compagni. Chiaro che Berlusconi, di fronte a tutto questo sfacelo, additato come il solo e unico Male dell’Italia - e non dico che non sia uno dei tanti mali italiani -, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha quindi sfruttato la fama che i media gli hanno cucito addosso per invitare gli italiani a passare dalla sua parte. In fondo, prima di tutto, Berlusconi è un imprenditore e sa bene come gestire la pubblicità, anche quella negativa: non pensiamo che sia un fesso, perché non lo è.
 
Nell’intanto Fini scende in piazza in moto con tanto di saluto romano. E subito masse di giovinastri ignoranti (perché sono solo ignoranti e non ideologizzati) si riversano in strada sventolando bandiere con su grosse croci celtiche perché tutti le possano vedere, ecc. ecc.
 
Leggevo stamattina che almeno un terzo degli italiani è indeciso su chi votare, che non andrà probabilmente a votare. Che cosa dovrebbero i tantissimi indecisi, che cosa dovremmo votare, quale altro moloch? La sinistra di Berlinguer è un ricordo, sol più un ricordo purtroppo per noi, mentre la destra è quel che è. Stando così le cose non c’è differenza fra destra e sinistra, diventa sol più una vile questione di simpatia o antipatia per i leader del Popolo delle Libertà o L’Arcobaleno.
 
Per come la vedo io, non abbiamo uomini validi né a destra né a sinistra, ragion per cui non ho intenzione di fare lo sporco gioco dei politicanti che predicano bene e razzolano male: non andrò a votare e se ci andrò annullerò la mia scheda elettorale, in maniera civile, ma io non lo regalo il voto a un’altra dittatura sia essa di destra sia essa di sinistra.
 
 
 
Voglio sposare un Berlusconi
 
 
Giovane precaria: “Come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro?”
 
Silvio Berlusconi, leader del Pdl, durante la trasmissione Tg2 Punto di Vista: “Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun’altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo”.
 
Da Bruxelles gli risponde Romano Prodi: “Credo che il problema sia serio, ho paura che diventi anche più serio per le difficoltà dell’economia mondiale che si sono sentite molto forti.”
 
Ci ho riflettuto su, ha ragione Lei, amatissimo signor Berlusconi: ho un gran bel sorriso anch’io, trentadue denti perfetti e non una carie e glielo posso assicurare da uomo a uomo, quindi mi consenta di far la corte a uno dei suoi figli, maschio o femmina che sia! Sono io uno di larghe vedute… cioè di grandi intese!
 
Grazie. 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:01 | diario, appunti, lavoro, globalizzazione, satira, diritti umani, di voce e di rabbia, senza parole, provocazioni, costume, prima pagina, attualità, vergogna, curiosità, ingiustizia, ultime notizie, socialismo, scandali, stalinismo, multimedialità, villaggio globale, diritti animali, allarmi, società e politica, notizieflash, opinionismo | clicca per commentare commenti (41)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi