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Negra solitude

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, marzo 23, 2008





Negra solitude


di Giuseppe Iannozzi


 
a Cinzia (Dog),
che sa distinguere il Bene dal Male
oltre gli steccati del Pregiudizio
 
 
 
Sol perché son nero
non bianco
come gl’altri agnelli
tu subito m’hai rinnegato
- dimenticato nell’inferno
della mia negra solitude
Eppur anch’io vivo,
la tua stessa aria respiro
e commosso rimango
di fronte alla fragilità
della vita, di passione rossa,
di tenerezza ferma
in una rosa cresciuta
per dispetto tra cardi
e maligni sguardi di preti
incatenati a pesanti croci
 
Sol perché son nero,
m’hai subito rinnegato
e con un unico maligno sguardo
dal gregge allontanato,
manco il mio belato
fosse il più ferale ululato;
però il lupo te lo tieni dappresso
e le tue carezze gli doni ogni dì
E’ perché son agnello nero,
solamente per questa mia natura
che è mia, alfine ho acquistato
con la Fantasia – che è solo mia -
un Vuoto dove pascolare l’anima
fino a che morte coglierà
del mio fiato il più tiepido
innocente sogno mai avverato
 
Così facile è per te stato
dirmi nero, allontanarmi dai fratelli
Avevi un buon motivo, per Dio!
Nero, lo dicono tutti che non porta bene
Ma lascia che ti dica una cosa, una sola,
la più bella tromba le sentii
per le labbra di Satchmo
e le più gentili parole le ascoltai
per bocca di Martin Luther King
E’ così che appena nato ho subito capito
che gl’angeli non sono poi così tanto bianchi
come qualcuno qui dabbasso li ha disegnati
 
Vedi! Io sono nel mio Vuoto,
povero in canna e più solo ancora,
però la poesia la so capire
al primo sguardo, i miei occhi
si posano là dove tu non osi
per tema d’incontrare la Bestia
mentre è sol vero che ci sono io
nero sì, ma incapace di far del male
Se solo tu immaginassi quanti sputi
e quale vergogna m’è stata gettata in pasto
perché nato come natura m’ha creato,
se solo tu immaginassi veramente
oltre gli steccati del Pregiudizio
forse capiresti come mi sento io
Forse sì, capiresti che il mio cuore
è fragile come quello di chiunque,
che batte per amore e per paura
allo stesso modo
 
Accarezza pure il lupo nero,
donagli tutto il tuo amore
e lascia che io qui muoia presto,
così non dovrai più sopportare
il fastidio di sapermi vivo
- vergogna del tuo immacolato pascolo -
seppur con l’anima dai bianchi lontano
E sappi in ultimo che già da tempo
io me ne sto nel mio Vuoto immaginato
a pascolare l’anima pregando Dio,
sognando quella bellezza
che son sicuro da qualche parte
deve pur esistere

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:55 | poesia, amore, amicizia, dediche, fratellanza | clicca per commentare commenti (12)



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