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Così frivola!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 23, 2008






Così frivola!
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Inchinati, Femmina!
 
 
Ti par questo il modo
di rivolgersi a un Re?
Perché sei la Favorita
non pensare di farmi
scacco matto! Basta
una mia parola e tosto
- te lo giuro! -, finisci
nelle negre segrete
a piangere sul destino
che t’ha voluta indifesa
giovane ma in catene
 
Regolati dunque
e portami il rispetto
che si deve a un Re
qual io sono per diritto
di nascita, Femmina!
 
 
 
 
 
Così frivola
 
 
Vattene via
Non ti voglio bene
Non più
Ho deciso così
Non ti voglio più bene
perché non ti sei mai impegnata,
...mai schierata con il bene o il male
Pensi sempre e soltanto a farti vedere
in giro giù in città a braccetto di qualche scimmione
vestito come un damerino
Dimentichi la nostra partita a scacchi,
dimentichi che il Re è sempre l’ultimo a cadere
Hai troppe nuvole che ti frullano in testa
Jaco Pastorius l’hanno ammazzato a forza di botte
 
Vattene lontano
dove il jazz non ti potrà raggiungere
Non ti sei mai impegnata per un se o un ma
Pensi che, che il mondo giri tutto intorno a te
Di gran gusto chiacchieri con i passerotti e i picciotti
Non fai per me, non fai per me
Pensi solo alla bellezza che ti dà lo specchio,
e non spendi un centesimo per quella interiore
A te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
 
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
 
Porta via le tua fantasie
Apri quella maledetta porta
e ancheggia come tu sola sai fare
Porta via le tue fantasie e il vizio
perché lo dice anche la Bibbia
Perché io so che tu hai peccato
 
Vattene via
Non ti voglio bene
Non più
Ho deciso così
Non ti voglio più bene
Tanto a te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
A te ti basta l’ombretto la cipria e la matita
 
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
Così fringuella, così frivola
 
Hai peccato - è scritto nella Bibbia
Hai il peccato - io l’ho visto sederti accanto
Hai peccato, ma il Re sarà sempre l’ultimo a cadere
Fattene una ragione
 
 
 
 
 
Marlene
 
 
E adesso sì che è finita
Marlene, Marlene, Marlene…
Non cade più la neve al confine
della Germania
Tu hai sempre la solita aria svagata
Fumi sigarette buone
Fuori tuonano i cannoni, muoiono i barboni
gli zingari e i papponi, tutti in un campo uguale,
tutti condannati a medesimo basso destino
Le nuvole tagliano in due questo cielo
che i preti dicono essere infinito di Dio;
però c’è solo una strada in salita d’ingiusta penitenza,
e poi il fischio delle pallottole veloci alla schiena
Non ne esce salvo uno mai
nemmeno in orizzontale, per Dio
 
Questo cielo si fa pesante di fumo, di carne umana
che brucia e brucia e brucia sempre di più
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Che ne farai adesso della cenere?
A chi darai il tuo rossetto, la prima boccata
di fumo?
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Così bella, così bella come te
in Germania non ce n’è, il sorriso bianco...
è più bianco della neve di questo inverno
che è sol più grigio, che viene giù
fra scoppi di risa isteriche e urla di cenere
 
Marlene, Marlene, Marlene…
Fra scoppi di risa isteriche e urla di cenere,
dimmi perché, perché...
 
 
 
 
 
Gabbiano
 
 
Non oso davvero
dire se un gabbiano
sia come un uomo
felice o meno,
se la pace la trova
tra le alte nuvole
o a pelo dell’acqua
in cerca di cibo,
d’un piccolo pesce
affogato al sole
Né oso dire
se tra sole e venti
le ali gli siano
solido appoggio;
eppur quando
un uccello così
profumato di salsedine
e non stanco
del lungo viaggio
si trova davanti
al mio sguardo,
in quel momento
capisco
che chiamato
al mondo
non posso rifiutare
di vivere
per quel che sono

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:16 | poesia, amore, prosa poetica, avantpop | clicca per commentare commenti (26)



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