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Franz Krauspenhaar nel fuoco della Santa Inquisizione

written by King Lear    - domenica, agosto 17, 2008







Franz Krauspenhaar ha accettato - si fa per dire! - di sottoporsi a quella che è una vera e propria Inquisizione, che, ovviamente, verrà portata a termine adoprando tutti i mezzi del sacro mestiere inquisitoriale. Non verranno risparmiate né le pinze per cavargli denti e unghie né tizzoni ardenti per obnubilargli la vista e mordergli a caldo la nuda anima. Nulla gli sarà risparmiato, perché un Inquisitore che si rispetti non mostra pietà alcuna in nessun caso; e quand'anche dovesse rendersi conto d'essere nel torto esso continuerà ad applicare la sacra tortura con il solo fine di strappare all'inquisito la "verità" che la Santa Inquisizione brama.


Come avrete potuto facilmente arguire, qui oggi si consumeranno atti di estrema efferatezza a cui TUTTI sono invitati a partecipare. Il sangue scorrerà a rivoli, e non è detto affatto che l'inquisito riuscirà in qualche modo a salvare la pellaccia; è più facile che esso sia costretto a capitolare onde evitar d'annegare nella pozza del suo stesso sangue.


Franz Krauspenhaar è colpevole d'aver scritto un libro, "Era mio padre", che l'Inquisitore Iannozzi Giuseppe non ha esitato a stroncare sul nascere, ravvisando in detto lavoro una condotta riprovevole, del tutto inadatta alla vera Letteratura.


Franz Krauspenhaar è stato giudicato colpevole d'aver dato alle stampe un libro lialesco prima che "mocciano". Altresì l'inquisito è colpevole di lesa maestà nei confronti della Santa Inquisizione avendo esso recata grave offesa alla figura inquisitoriale di Iannozzi Giuseppe. Per tutti questi motivi, la Santa Inquisizione ha stabilito che Franz Krauspenhaar sia accarezzato dal fuoco purificatore, così come vuole Nostro Signore Onnipotente.


Ma pria d'eseguire la sentenza, l'inquisito avrà ancora una possibilità di redimersi, così difatti stabilisce il protocollo.




Le prove contro Krauspenhaar portate dall'Inquisitore Iannozzi sono qui pubblicate, UN'ALTRA LIALA CON LE BRAGHE. Il contraddittorio è offerto da Bartolomeo Di Monaco in IL 21 MAGGIO HO CONOSCIUTO A FIRENZE F. KRAUSPENHAAR e da Guido Michelone in KRAUSPENHAAR - Fra diario, autobiografia, rievocazione storica.



Che l'Inquisizione nei confronti di Krauspenhaar abbia dunque inizio.

Le prime domande, ovviamente, verranno poste dall'Inquisitore Iannozzi.

VOI TUTTI siete invitati ad aiutare l'Inquisitore ponendo domande, il più crudeli possibile. Krauspenhaar risponderà a TUTTI, non può comportarsi diversamente.

TUTTE le domande e tutte le risposte saranno qui pubblicate in quella che sarà a memoria d'uomo l'interrogatorio più iniquo...
*



1. Franz Krauspenhaar, perché si ostina a dire che il suo non è un libro lialesco, quando è invece evidente che lei parla di sé stesso per quasi trecento pagine, toccando solo di sfuggita la Storia degli anni della grande Guerra?

Mi ostino a definire quello che il libro è, con semplicità: un libro su un padre e un figlio attraverso i periodi storici. La guerra - vissuta dal padre per 9 mesi su 63 anni di vita complessivi, può centrarci solo in parte, evidentemente. Se si ha un certo senso delle proporzioni questo non può che essere chiaro.



2. E' vero che Lei, in gioventù, al pari di Charles Bukowski, ha nutrito simpatie naziste? E se sì, queste simpatie le ha mai ricusate? Per quale motivo?

Le simpatie naziste non erano naziste ma nazistoidi. In realtà, mi piaceva rompere le scatole, anche a mio padre, che quel periodo l'aveva vissuto proprio in Germania e che lo ricordava con orrore e rabbia. Io ricuso certamente, come si ricusano le stronzate che si dicono a 14 anni.



3. Krauspenhaar, lei è passato da un onesto noir come "Cattivo sangue" a un progetto ambizioso ma fallimentare, "Era mio padre", un romanzo che ha la pretesa di tratteggiare la crudeltà della guerra ma che invece riesce solo a sottolineare in maniera solipsista nevrosi e dissidi irrisolti.

Non so che rispondere. Hai fatto tutto tu: caffè, ammazzacaffè e sigaro. Manca il digerire. Ripeto che la guerra c'entra molto in parte; dai l'impressione di averlo letto molto per sommi capi, il libro; o di non averlo letto affatto. Attento che metto in piedi un tribunale che potrebbe mandarti al gabbio per non meno di vent'anni, a pane e acqua.



4. Quali autori hanno maggiormente influenzato la genesi di "Era mio padre"? E' un libro diaristico, o contiene a suo avviso elementi storiografici, influenze autoriali, citazioni nascoste fra le righe?

Che domanda mi fai? Certo che contiene influenze, è normale. Non so quali autori hanno influenzato la genesi: gli altri autori, i grandi, ci sono entrati dentro, dunque non è nemmeno giusto parlare di influenze, ma di metabolizzazione; sono diventati parte di me. Il libro è stato influenzato, nella sua genesi, solo da un autore: Franz Krauspenhaar. E' un libro mio al 100%, nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti inevitabili.



5. Come definerebbe lo stile adottato per questo suo ultimo lavoro? Ad alcuni il suo stile è parso una via di mezzo fra Céline e gli autori della Beat Generation, con qualche influenza presa a prestito da Curzio Malaparte. Francamente io non ravviso nella sua scrittura un flusso narrativo che si possa definire beat: c'è forse stato da parte sua il tentativo, consapevole o inconsapevole, di dar corpo a qualche cosa di vagamente beatnik ma niente di più.

Malaparte e Céline, più ancora dei beat, sono autori per me fondamentali. Detto questo, ho usato il mio stile, che puoi ritrovare anche in "Cattivo sangue", che invece ti è piaciuto; è lo stesso stile, il mio.



6. Nel romanzo "Era mio padre" dichiara che Henry Miller ha fatto di lei uno scrittore. Lo sapeva che Kerouac, grandissimo estimatore di Miller, rifiutò d'incontrare il suo idolo? Per quale motivo, a suo avviso?


Per timidezza, sicuramente.



* Tutti possono partecipare, purché le domande siano firmate anche solo con un nick palesemente falso!

Calunnie e volgarità gratuite nei confronti di chiunque, anche se firmate, il responsabile di questo blog Iannozzi Giuseppe si riserva di cancellarle senza alcun preavviso e senza essere tenuto a portare qualsivoglia spiegazione.

Per partecipare all'Inquisizione non è condizione indispensabile che si sia letto il libro, si possono difatti fare domande a 360 gradi.

Il responsabile di questo blog si riserva la facoltà di aggiungere delle regole e della crudeltà a sua insindacabile discrezione a questa Inquisizione.






Non dimenticare di leggere di Franz Krauspenhaar & Compagni di merende gli insulti e le calunnie, che forse costituiscono l'essenza più profonda del lavoro di questo autore, che declama a destra e a sinistra, non dimenticando il centro ovviamente, d'essersi fatto il culo.

Potete farvi idea dell'estrema raffinatezza di questo autore, Krauspenhaar, cliccando qui o in alternativa sull'omo che se lo strapazza allegro più d'una colomba pasquale sopra la stella cadente dell'albero di Natale!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:52 | libri, interviste, scrittura, iniziative, primo piano, critica letteraria, scrittori, critici letterari, iannozzi and friends | BlogNews | clicca per commentare commenti (10)



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