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Iannozzi Giuseppe, modestamente un figo!

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in blues

written by King Lear    - giovedì, novembre 13, 2008




- in foto, Robert Johnson -



in blues

 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
 
Al mercato delle pulci
 
 
E c’è chi fa la vittima seppur senza un’anima un po’ buona
da barattare sottoprezzo al mercato delle pulci
C’è sempre chi in silenzio con la faccia uguale al culo
giustifica un nessuno chiunque e sette anni di disgrazie,
oggi garante di brigatisti prostituiti alla macchia, domani
di zoccole col passepartout per ogni camera a pagamento,
e però senza una cazzo di identità sul passaporto
C’è chi coccole getta avanti come riso e colombe in libertà
e ogni porcata la giustifica, e ogni porcata la magnifica
 
Ma non vale il lamento di chi batte il ferro caldo
con la sola spinta del martello quando manca il cervello
Eppure ne ho visti tanti, comunisti e capitalisti
riuniti sotto lo stesso tetto a lavarsi le mani di sangue
sotto l’acqua corrente invocando il buon dio,
pagando il prete a loro accanto con due macabri capponi
 
Predoni tra carcasse e blatte millantano cultura,
rubano ai morti per dare a sé come negri Dumas,
barattano poi il rubato al mercato delle pulci,
al mercato delle pulci per sentirsi grandi immortali
 
Neoepici, falsi omerici, gente distratta, a Babilonia
con mazzi di carte segnate per partite fumose a tarda notte
tra ciabattini e mignotte intorno allo stesso tavolo;
e tu ti lamenti tenendo però il piede in due staffe
convinto d’avercela la ragione, più checca offesa
che altro, pronto a cavalcare quelli cui oggi gli dai contro
se ti venisse la promessa che domani pure tu nel mucchio
Maldestro e disperato, legato a un niente di perle ai porci,
con la lingua a battere là dove il dente duole non vai lontano,
solo dove ti porta il culo, solo dove ti porta isterico il culo
 
C’è sempre chi fa la vittima seppur senza un’anima
da vendere sul ciglio della strada al primo cliente
E ogni porcata la giustifica, e ogni porcata la magnifica
 
C’è sempre chi ha un cristo un diavolo e una madonna
da scialacquare in lacrime sui tombini al primo pezzente
E ogni porcata la giustifica, e ogni porcata la magnifica
 
C’è sempre una testa sballata di crack di fumo di vecchiaia
che invano tenta di dar via il culo al primo passante
E ogni porcata la giustifica, e ogni porcata la magnifica
 
 
 
 
 
Blues sotto Natale


a Chatterly che è insostituibile Musa


la mia ultima ragazza mi ha lasciato per prima
è una storia triste proprio sotto natale
tutti saranno felici come una pasqua
tranne io, tranne io…
è un brutto affare sul serio questa volta
non tornerà da me, l’ha promesso a sé stessa
è una storia che non auguro a nessuno
a nessuno, credetemi
 
è davvero un brutto colpo essere lasciati su due piedi
quando la festa bussa a tutte le porte ma non alla tua
la neve viene giù sempre più bianca e fa mucchio sull’uscio
non ho un motivo per aprire quella maledetta porta
non ci sono risate che possano farmi felice
né quelle delle donne né quelle dei bari di professione
giù al bar l’avranno saputo tutti a quest’ora
è sicuro che ridono alle mie spalle fumando sigari puzzolenti
il fatto è che lei mi ha lasciato
e non dovrebbe mai accadere, non in questo modo
ce l’avranno sulla bocca tutti che è stata lei
io sono soltanto l’ultimo, l’ultimo (di una lunga serie)
è per questo che bevo tutto quello che trovo
è per questo che bevo fino a morire
è una storia, una gran brutta storia questa
proprio sotto natale quando ogni vecchia troia torna vergine
è una storia da non credere, ma credetemi
perché è successo proprio così, mi ha mollato su due piedi
e io non ho potuto fare niente per salvarmi il culo e la faccia
 
hai una soluzione per questo blues sotto natale?
un regalo che possa mettere a nudo anch’io?
hai un’idea buona un minimo che non debba scartare
per questo blues, per questo blues che non fa sperare?
 
tutti saranno felici, tutti saranno felici come pistole
appena caricate, tutti faranno i salti mortali
tranne io, tranne io…
è un brutto affare sul serio questa volta
 
lei è stata più veloce, è stata più veloce della mia balordaggine
così adesso sono soltanto l’ultimo, l’ultimo (di una lunga serie)
è per questo che butto giù tutto quello che trovo
è per questo che bevo, è per questo che mi voglio rovinare
è una storia, una gran brutta storia questa
proprio sotto natale quando ogni ammazzacristiani torna vergine
 
hai una soluzione per questo blues sotto natale?
un regalo che possa mettere a nudo anch’io?
 
 
 
 
 
Lei è mia
 
 
Lei è mia, non lo sai ma lei è mia
come l’alba e il tramonto che si squagliano
nei miei, nei suoi occhi innamorati
 
Lei l’amore lo sa, lei lo fa con me
Il resto se c’è stato oramai non conta
Al centro della sua anima batte quel batticuore
che tu non gl’hai saputo dare se non per paura,
(se non con la forza della paura...)
così diverso, così meno perverso
dal tuo legarla all’ombra di sé
Il fatto è che adesso lei vive per me
e quando dice no è no per chiunque,
ma non più per paura, non più per la paura
che le hai dato in un bacio
in uno schiaffo
in un treno di parole
 
 
 
 
 
Bell’anima
 
 
Isa, Isa che sei Bella,
che gl’occhi hai dolci
e all’alba speranzosa
li doni senza nulla
chiedere in cambio
 
Isa, Isa che sei Bella
Che sei anima bella
perfetta perché
imperfetta, che a te
ogni bene venga
oggi domani sempre
 
Isa, Isa che sei viva
non dimenticare mai
che preziosa sei
per la semplicità,
per le carezze
che porti piano
in silenzio, per te
oggi prego e le mani
calde d’umanità
nelle mie ti stringo
 
A te, bell’anima
ogni bene venga
oggi domani sempre
 
 
 
 
 
Whiskey nella brocca
 
tradizionale canzone folk irlandese;
traduzione e adattamento di Giuseppe Iannozzi
 
 
Andavo spedito su per le montagne Cork e Ferry
Ho visto il Capitano Farrel e i soldi che stava contando
Gli ho messo sotto gl’occhi la pistola e poi il mio spadino
Gli ho detto, “sta’ fermo e da’ qua o che il diavolo ti porti”
 
Ho preso tutti i suoi soldi, era una sommetta niente male
Ho preso tutti i suoi soldi, sì, e li ho portati a casa alla mia Molly
Lo giuro, mi amava, non avrei mai voluto che mi lasciasse
(non avrebbe mai voluto lasciarmi)
Ma il Diavolo ebbe ragione di questa donna, m’imbrogliò su due piedi
 
Musha ring dum a doo dum a da
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
C’è del whiskey nella brocca - a
 
Sbronzo e stanco sono andato in camera di Molly
Ho preso i soldi con me e non ho mai inteso il pericolo
Verso le sei o le sette circa entrò il Capitano Farrel
Sono scattato in piedi, gli ho scaricato contro le pistole
e l’ho fatto secco, l’ho preso con entrambe le canne
 
Musha ring dum a doo dum a da
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
C’è del whiskey nella brocca - a
 
Ora so lo so, ora lo so, ora lo so...
Qualcuno ama pescare, qualcun altro invece cacciare gli uccelli
E ad alcuni uomini piace sentire, piace sentire tuonare forte il cannone
E a me, poco ma sicuro, piace dormire nel letto della mia Molly
Ma qui sono in prigione, qui sono legato con un palla al piede
 
Musha ring dum a doo dum a da
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
Lascio una parte di quel che ho a pa’- a
C’è del whiskey nella brocca - a
 
Whiskey nella brocca - a
Musha ring dum a doo dum a da
Musha ring dum a doo dum a da
Musha ring dum a doo dum a da
Whiskey nella brocca - a
Whiskey nella brocca - a
Nella brocca-a, nella brocca - a
 
[...]





Come miele Karin


a Karin Lanzer che mi ama per quello che invento



Come miele nella bocca dell’orso ti scioglieresti
Ma ogni ombra nella notte ha una lama di rasoio affilata sul collo
e tutti hanno un motivo per vivere la vita d’un poeta o d’un assassino
Capelli di grano, biondo sole che nella mia ingenuità ti rifletti,
ieri ho visto un uomo bestemmiare sui suoi polsi ammanettati
e un altro libero ma annoiato tagliarseli ridendo di pazzia

Come miele tutti i diciottenni hanno scritto poesie
Come fiele tutti hanno ripetuto il loro stupido io
credendo di poter toccare le stelle, di poter alla luna
strappare la luce per un’eternità di fogli e d’inchiostro
E tutti noi, per scherzo o per gioco, abbiamo riposato
la testa sulla testa della ferrovia, complice il nostro amore
E anche tu, anche tu mio biondo amore, rosa di labbra affamate,
lo sai che si fa prima a gridare forte che ad asciugare le lacrime

Come miele tutti i diciottenni
Come fiele tutti i poeti per rabbia e ingenuità
non sono mai cresciuti, non sono mai andati più in là
Come tutti i diciottenni hanno amato un amore finito male

Capelli di grano, biondo sole, come miele nella mia bocca
Capelli di grano, biondo sole, come fiele nella mia bocca
nell’impossibilità di averti sempre a me accanto ingenua

Come miele, come fiele tutti
Come miele, come fiele i poeti
Come miele, come miele, come miele i diciottenni

Come miele nella bocca dell’orso ti scioglieresti

E io, e io, e io…
E io, io che invento, io nello schiaffo del vento

E io, e io, e io…

Biondo, biondo amore, mi accarezzo il vento fra i capelli
Capelli di grano, biondo sole, come fiele nella mia bocca
Biondo, biondo amore, mi acceco il cervello sotto il vento







Nere. Gli anni delle innocenze

di Giuseppe Iannozzi



Editore: edizione a cura dell'autore
Copyright: © 2008 Giuseppe Iannozzi
Lingua: Italiano
Paese: Italia
Edizione: 1a edizione
Pagine: 209
Dimensioni: 20.99 cm x 29.7 cm
Prezzo: € 13.76

Descrizione: Una nutrita raccolta di poesie di Giuseppe Iannozzi scritte tra il 2004 e il 2005, che l'autore ha ripreso in mano smussandole là dove era possibile per alcune loro asperità, ma sempre rimanendo fedele all'originale spirito d'ingenuità di quel particolare tormentato periodo.
Una silloge che conta più di cento poesie scelte tra le tantissime scritte nell'arco di un anno e mezzo circa. Canti d'amore, pensieri di rabbia, ballate nere (o di morte), illusioni giovanili, prose poetiche, pasquinate, il tutto condito con cinica disperazione e romantico idealismo.


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Nere. Gli anni delle innocenze




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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:20 | segnalazioni, poesia, blues, iannozzi giuseppe | BlogNews | clicca per commentare commenti (10)



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