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Iannozzi Giuseppe, modestamente un figo!

Iannozzi Giuseppe, un figo!


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nuda ti voglio a cavallo della mia grossa e lunga scopa

written by King Lear    - mercoledì, gennaio 07, 2009





Fame e Befane
 

di Iannozzi Giuseppe
 
 
 
 
 
La tua scimmietta
 

a Vany,
che è bimba
che ama il mio vizio
sopra ogni cosa!


Voglio essere la tua scimmietta dispettosa
Tu prendimi con te e vedrai, non potrai di me far più a meno
Offrimi una piccola banana ben matura
e io ricambierò il tuo gentil dono
con un frutto tanto tanto succoso
tutto per te, che son certo ti soddisferà appieno
 
Voglio essere la tua scimmietta affettuosa,
quella che porterai a letto di nascosto da papà
Voglio essere vizioso, voglio imparare
ad amare su di te
Voglio essere dispettoso e vizioso per non lasciarti mai
in balia della noia e di gesù
 
Sono una scimmietta, una scimmietta
Ho tanti dispetti che vanno e vengono
dalla bocca alla coda
Ho una sorpresa grossa più d’una banana con su il bollino blu
Non dirmi che non ti va di provar la felicità!
Non accetterò un rifiuto, son dispettoso
Obbedisco alla mia natura, obbedisco all’amore
che provo in forma tanto lunga e dura
 
 
 
 
 
Lei è mia davvero!
 
 
a Tittyna Cerquetti,
che finalmente ha dichiarato
di voler esser da me posseduta in eterno
 
 
Davvero, davvero, davvero?
Posso desiderarti, posso averti?
Posso dunque ringraziare il Bambin Gesù:
domani è sicuro che sarai a me accanto
vestita soltanto della nuda verità,
della bellezza, della dolcezza che sei
E’ questo che mi stai dicendo!
Oh sì, è questa la cruda verità per me pronta
Sei tu nuda distesa su di un piatto d’argento
E io son già pronto ad affondare i miei denti
nelle tue tenere carni
per farne dolce infinito strazio
 
 
 
 
 
A cavallo della mia grossa e lunga scopa
 
 
a Vany,
perché è una piccola adorabile Peste


Vieni, e vieni vestita della tua nudità di luna
Non desidero che questo, non il carbone
non il miele
Vieni, e lascia a casa la tua santa castità
Ho una grossa e lunga scopa
che aspetta soltanto d’esser cavalcata a pelo
 
Per tutto l’anno ho pulito casa
Sono passato attraverso il camino
facendomi tutto di pula grigia e nera,
sputando i polmoni e toccandomi i coglioni,
però sempre pensando a questo giorno
Non mi deludere
Vieni, e vieni per accendermi di desiderio
 
Sono un povero cristo, il diavolo
che ti sei fatta al sabba mille anni fa
Mi hai reso felice quando si andava al rogo per molto meno,
non vedo ragione perché tu non possa farlo oggi
che al massimo ti sbattono in prigione
per avermela smollata in nome dell’amore
 
Vieni, e vieni
Brucia, e brucia insieme a me
Ho una grossa e lunga scopa
che aspetta soltanto di finire fra le tue mani
 
Vieni, e vieni
Estingui questo fuoco che mi divora
Ho una scopa che aspetta d’esser trattata a dovere
con gentilezza di lingua e di gambe
 
Non fare la preziosa proprio oggi
che c’è la libertà di parola e la democrazia cristiana!
Vieni, e vieni insieme a me
Cavalca la mia scopa, cavalca il diavolo
 
 
 
 
 
Rapporto moderno (prosa)
 
 
Ora scegli, o attrice o suora
 
E se, e se facessi la puttana
a tempo pieno, s’intende!

No, l’impegno coi clienti
non ne prendi
 
Tu mi vuoi suora, brutta e vecchia
al tuo comando, una befana…
 
Che dici mai! O attrice o suora,
mica è così difficile da capire
 
Da scegliere però non è bello
E’ che io voglio stare a contatto
con l’umanità
 
Perché, l’attrice non sta forse
sempre guancia a guancia
con qualcun altro che non sono io?

Sì, questo è in parte vero
Ma si recita soltanto una parte,
una parte estetica, mentr’io voglio
dar una svolta etica al mio spirito
 
In pratica un orgasmo non ti basta
Per forza ti devi sbattere ogni cristo

Oh, lasciamo in pace quel poveruomo
Sempre a nominarlo invano a casaccio
 
E perché, di grazia?

Perché quello non ha mai scopato
Non è che se uno finisce in croce
c’ha avuto delle storie
 
E con Maddalena, come la mettiamo?
 
Che provo un po’ di pena per lei:
un uomo che preferisce chiodi e croce
a un bel pezzo di figa o è un comunista,
o un fesso, o un coglione
 
D’accordo, ho capito,
non c’hai la vocazione;
ma sicura di voler fare la puttana
a tempo pieno? Per cosa poi,
per un tozzo di pane e uno di carbone?
 
Ognuno si sceglie la vita che merita
 
Ma poi un giorno ti troveranno morta,
morta ammazzata in fondo a un burrone;
e avrò il rimorso di coscienza,
questo proprio non lo capisci?
 
Se mi ami così tanto hai solo da far la tua parte
 
Cioè?
 
Quella del pappone
 
E tu saresti così aperta da accettare
che il nostro bel rapporto vada a puttane
in questo modo così vile? Dio mio,
non ci posso credere, ho tutto sbagliato
con te, con la vita, e con il macellaio anche…
avrei dovuto mandarlo a farsi in culo già da tempo
 
Ma adesso che fai, piangi?
 
No, figurati! E’ che per te avevo altri progetti,
un futuro radioso in prima pagina, ed invece…
 
Suvvia, non è così grave, il pappa si sbatte
la sua mignotta quando cazzo gli pare
e la batte anche, sempre, senza pagare una lira
 
E’ questo che… che non mi va giù…
che se poi ci scappa il figlio, che gli dico?
Guarda, tua madre alla riunione coi professori
stamattina proprio non ci può venire;
però lei a te, bimbo mio, ci tiene veramente…
tu pensa solo che per amor tuo se li ripasserà
stanotte uno per uno o anche tutti insieme
 
 
 
 
 
Incanto
 
 
Questa notte sei stata un incanto
Hai preso possesso della mia anima
col tuo sesso, con le manette mi hai legato
le mani, con le catene i piedi caprini
Sul petto mi hai camminato coi tacchi alti
Hai fatto gridare il mio cuore
Questa notte mi hai fatto male
Ho visto il paradiso fra le tue gambe
Ho sentito l’inferno nel profondo dell’intimità
 
 
 
 
 
Disincanto
 
 
a Lia,
che mi ha fatto sognare
per poi svegliarmi
 
 
Befana, perché hai messo su le calze rosse?
E perché a me hai portato soltanto
un pezzo di carbone nero nero?
Non oso immaginare, non oso...
Però le mutande non le hai messe,
di questo fattaccio son sicuro almeno
 
Come ogni anno hai fatto tutto per il tuo piacere
credendo fosse anche il mio, per dio!
 
 
 
 
 
Il demone e la strega
 
 
a Chiara Perseghin,
la mia groupie personale
e guai a chi avesse da ridire
 
 
Io l’ho sempre sospettato
Non avevo dubbi in proposito!
Se ce li avevo li ignoravo
come s’ignora la signora Morte
che di punto in bianco ti coglie
senza lasciarti neanche il tempo
di cambiarti le mutande sporche
 
Alla sera rincasavi tutta bagnata
Ti chiedevo perché
e tu ti chiudevi in un silenzio
di ostinata maledizione;
poi però venivi a letto trafelata
e sul tuo petto forte mi stringevi,
così forte che pareva volessi
prima che far sesso soffocarmi
 
Non ho mai potuto soffrire
quel tuo modo di essere,
lontana da Casa e Chiesa:
gli amici hanno cercato
di mettermi sull’avviso,
ma io ti amavo troppo
per potermi preoccupare
delle chiacchiere alle spalle
 
Però eri sempre bagnata zuppa
Spettinata e le labbra esangui
Ogni volta sembrava fossi venuta
da lontano, da chissà quale terra
Ogni volta sembrava fossi precipitata
dal cielo, da chissà quale cielo straniero
Ogni volta, ogni volta che tentavo
d’affrontare con te l’argomento
il tuo sguardo mi fulminava
 
Non ho mai potuto far molto
per aiutarti a restare con me
Non potevo sospettare ch’eri tutt’uno
con un demonio diverso da me
 
A lungo mi sono ritenuto il migliore
Ho pagato caro il mio credermi
estraneo a ogni difetto, ho pagato con te
Così adesso distribuisco carte
ai tavoli da gioco e trasso e sparo
a chi mi chiama baro; non ho niente
da perdere, né l’anima né l’amore


Ray Charles - What d'I say

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:19 | poesia, dediche, colonna sonora | BlogNews | clicca per commentare commenti (22)



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