

© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.



MY BEST OFF III - AUTOANTOLOGIA, E QUATTRO INEDITI
written by
-
lunedì, agosto 29, 2005
(canto per Federico Garcia Lorca)
a Federico Garcia Lorca,
all’Arte che si oppone alla prepotenza fascista
di ogni tempo e di ogni dove
Ora devi sorridermi,
perché sto per amarti,
perché sto per accecarti
Ora devi darmi un po’ di luce,
perché i miei occhi sono ciechi
E lo sai che la colpa è solo tua
Guarda! Guarda! Guarda!
Sono in ginocchio, sono nudo
Non puoi ignorare quest’uomo
Non puoi fingere che,
che ama solo se stesso
O l’acqua morta
della Fontana delle Lacrime
Le mie dita suonano il tuo corpo
Ma tu rispondi, dolore!
E io solo grido, amore!
La rima è facile,
più difficile legare noi
nel volo delle bianche colombe
che piangono poesie:
in Spagna, un morto
è più vivo
come morto
che in qualsiasi altro dove:
il suo profilo ferisce
come il filo d’un rasoio
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho i polsi tagliati
e suono ancora la tua canzone,
quella che ci ha innamorati
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho il cuore a pezzi
e batto ancora il petto
e il tempo perché non ho che te,
perché non ho altro che bianchi gigli,
la purezza e il tuo biondo capriccio
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
No, non dire che non si può fare,
che non si può amare e soffrire
suonando uguali note sul piano
dei nostri corpi di luce
No, non lasciamo morire la Luna
e il suo splendore: questa fontana,
questa fontana ha pianto abbastanza
Sì, sono cieco, ma vedo che mi ami,
che mi piangi ancora con occhi di colomba
Ti perdono la colpa, ogni bianco giglio
Ti perdono il fiore di sangue
disegnato dalla tua inespressa poesia
sul mio cuore che batte, che batte ancora
per te, per i tuoi occhi spalancati su di me
Ti prendo, prendo te e il tuo biondo capriccio
perché sto per amarti nelle tue lacrime,
perché sto per accecarti nella luce della Luna
Sei sempre un colpo al cuore,
una poesia che uccide e non sa uccidere
Ma sei sempre un colpo al cuore
No, non lo puoi negare, Amore!
rumore forte questa sera, il bombo schianta gli orecchi
pogrom, milizie accavallate, fitte schiere
manganelli e molotov rimbalzavano, fiere
di esiliarsi nel danno fuori – violenza!
violenza genera violenza
uccide bandiere, rende tutti uguali nell’inesistenza
gli rispondevo, bastonata ricevuta
gli gridavo che l’avevo presa
mi rinfacciava nel fumo generale che non era l’arresa
ideologie raccontate a suon di confusioni, repressioni
religioni sbandierate tutte uguali nel fracasso, nel fracasso
la forza, la violenza riceveva adeguata ricompensa, duro incasso
terra mancava sotto a chi in piedi, si spaccava il cielo in due
in due, in due, in due
ma il diritto, dove? dove ammazzare l’uguaglianza
fa paura l’uguale quando troppo uguale all’uguaglianza d’ammazzare
fascisti, comunisti, pacifisti, anarchici, corpi stesi impastati nel sangue
qualcuno vola dalla finestra, qualcuno mangia la solita minestra
qualcuno langue, qualcuno spergiura, qualcuno prega Nerone
è fattoria degli animali, facili crocifissioni, sprone contro sprone
atti di violenza gratuita, quale il prezzo?
atti di morte inflitta, quale il disprezzo?
manifesto cade, lo prende addosso un altro ma cadendo
ma candendo, ma cadendo, ma cadendo
così funziona male – fa male, male, male
è fattoria degli animali – occhio per occhio
è fattoria per facili conversioni – dente per dente
facili crocifissioni, terribili confusioni
l’uno sull’altro, l’uno sull’altro, l’uno sull’altro
errori, abominio della pace gridata in strada mai voluta,
veramente
gli rispondevo, bastonata ricevuta
ma l’inferno esiste
e in un qualche dove anche il paradiso – per forza!
gli rispondevo, bastonata ricevuta
rumore forte questa sera, il bombo schianta gli uomini,
veramente
così penso che è proprio il caso
che abbia indietro un sogno o un incubo:
le scarpe e il rossetto rosso per lucidarle,
il cappello e il saggio su Erasmo da Rotterdam,
e se hai cuore, un po’ di quella tua zuppa di piselli
Ma sarei più felice se volessi darmi indietro
solo la mafia di Frank Sinatra e il diavolo dei Rolling Stones
così penso che è proprio il caso
di darci un taglio, adesso:
la molotov inesplosa è accanto alla culla del bambino,
il mazzo di rose, che ti ho regalato, ce l’ha tua madre,
i profilattici, quelli, li ha presi tuo padre per sbaglio
E’ tutto a posto, come sempre
Solo non so dove Sinatra e gli Stones
Ma era giusto che lo sapessi dalla mia bocca,
perché fuori c’è Morte e io ne sono parte:
si salveranno solo i più sfortunati
che ripetono “Dove Sinatra e gli Stones?”
che ripetono “Dove Sinatra e gli Stones?”
tutte le pagine del blogBio Iannozzi









|






























