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Jazz 4 Jazz

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, febbraio 25, 2006


Karamella - di Angelika Karamella

© Karamella è Opera di Angelika Karamella,

un dono per Ian Bad Boy



 
 
Jazz 4 Jazz
 
 



 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 



 
PROLOGO

 
Le vittime si fanno da sé
I carnefice si danno da fare da sé
E i santi e i testimoni muti pure
E’ la solita sporca solfa
La redenzione che non c’è
è per nessuno,
per nessuna amputazione
 
 
 
 
 
TRE NOTE
 
 
Sono geloso
come un ghiacciolo al limone
Sono al tuo fianco
come polvere di stelle
Sono o non sono il tuo amore?
Ed allora
se i rami si fanno grida,
dita al cielo puntate
come atomiche,
tu non me lo puoi rimproverare
Sono sulla strada
per incontrarti
in un bistrot francese,
per un ghiacciolo al limone
e una bottiglia intera di Lacrima Christi
 
Babilonia è rossa di lingue
Mi manca la tua voce
e l'eco della mia tagliata
dal puzzo della benzina
Sono a secco, la lingua gonfia
arida, le mie parole d’amore
Le mie sono di gelosia
 
Sono diavoli in bocca
le mie e le tue, sì che è così
 
Ah Ah Ah - tre note, note di jazz
Ah Ah Ah - tre notti di jazz
Tre risate, tre risate su te te te
 
Sono diavoli in bocca
le mie e le tue, sì che è così
 
Ah Ah Ah - tre note, note di jazz
Ah Ah Ah - tre notti di jazz
Tre risate, tre risate su te te te
 
 
 
 
 
ASSENZIO E VALIUM
 
 
Non siamo soltanto
carne e sentimenti
nel tritacarne della vita
Non siamo assenzio e valium
al mattino, storie d’asfalto,
di campanelli
che non suonano mai
Non siamo soltanto
rompicapi di campane
che suonano a morte
due volte su due
senza sbagliare mai
un colpo
 
Non siamo un fiore del male,
una bottiglia di rhum,
un cadavere in obitorio
O tutta la vita che se ne va
in una botta, e via per la città
 
Non siamo un volo
per un vuoto a rendere
 
Non siamo soltanto un gridare
“non siamo!”
Non siamo una bottarella di cipria
Non siamo Cenerentola e Pinocchio
per raccontarci c’era una volta!
 
Santi e ladroni, ma siamo lo stesso
Non siamo soltanto carne e sentimenti
 
Non siamo soltanto un buonasera
Non siamo Signore e Signori,
e si dia inizio allo spettacolo
in un colpo o due, tanto non fa...
 
...non fa differenza!
 
 
 
 
 
JINGLE RECLAME
 
 
Perdo tempo a contare le ore
C’è la reclame
Mio padre a letto muore
Mia madre in chiesa, non si sa
 
Perdo tempo a ingrassare il traffico
di uomini sulle strisce pedonali
Occhi di semaforo rosso
Occhiolino verde, tasche bucate
Si dicono sempre le stesse cose
Oggi siamo più buoni e domani chissà
 
Stormi di nuvole da millenni
Uguali le pacche sulle spalle
Pesanti sempre i pacchi sulle spalle
Che palle, sentire ‘ste balle
Un jingle o una sonata di Bach
 
Valigia di cartone, vuoto di testa,
stomaco vuoto e braccio di ferro
Perdo le ore a cantare il tempo
che va tracciando ululati alla luna
Perdo le ore a considerare il lampo
che si tira di cielo in cielo
 
Reclame, reclame, conto in Svizzera
Domani, domani che tempo farà!
 
 
 
 
 
PRIMO INTERMEZZO
 
 
Guardagli gl’occhi
Ce li hanno belli
Guardali negl’occhi
Ce li hanno i denti
- affilate lame di luce
 
 
 
 
 
IL SORRISO
 
 
Sorriso,
ne so qualcosa
L’attuale situazione
disgrega
tartaro e smalti
Il diavolo
c’ha messo lo zampino
E l’uomo il suo
Stesso passo portato
Stesso sasso scagliato
 
Sorriso,
ne ho visto qualcuno
e più d’uno sincero
come l’acqua in un miraggio
Colpisce
il poeta e l’uomo
allo stesso modo
L’illuso più forte
dell’illusione
Ma tutto muore in natura
tranne la disgrazia
 
Sorriso,
l’ho visto a tanti
Sorriso,
ne ho visti tanti
Sorriso
e flatulenza
in abbondanza 
 
 
 
 
 
SECONDO INTERMEZZO
 
 
Tutti scrivono versi
per sentirsi meno perdenti
Tutti masticano pane e fame
per arrotondare i denti
 
Tutti, proprio tutti
meritano uguale destino
 
 
 
 
 
MACHIAVELLI
 
 
Amore, l’amore
se lo gioca a scacchi Machiavelli
muovendo la torre contro la regina
Ridono gli avvinazzati
e stanno in campana due tagliaborse
nascondendosi nel fumo
del primo caffè al mattino
 
Banchiere di dio,
strade lastricate di nere azioni
ad un giorno dal crack 
Ma in endecasillabi
la disumana commedia tra il dire e il fare
 
Amore, che ne sai,
che ne sai quanto dura la morte
per l’uomo e per dio
No, tu non la sai
la differenza fra inferno e paradiso
Né conosci le cabale
che sfodera l’erotismo al soldo
delle genti al di là del Bosforo
 
Amore, amore
pane olio e cipolle
e rosso peperoncino, diavolo a letto
 
Amore, amore
mani piedi e gambe
e rosse labbra, diavolo a letto
 
Se la sciupa Machiavelli la Verginità
- che non c’è, che non è
 
Se la fotte il Diavolo la Verità
- che non c’è, che non è
 
 
 
 
 
IMPORTANTE
 
 
Se ora
abbracci un altro
con quegl’occhi
che furono miei,
e mi serbi disprezzo
come a un ratto,
io ti raccolgo
lo stesso
tra le mie braccia
impotenti
sussurrando appena
che eri per me
importante
nonostante il cattivo
e il bel tempo
della mia pazzia
 
 
 
 
 
COCCOLE
 
 
Dove sei?
Se ci sei
dimmelo dove
Mi dici
che per me esisti,
che per me resisti
in questo antro
così poco accogliente
che è di piume e paglia
 
Mi inviti a coccolarti,
ed allora ti vizio
col vizio della pazzia
E ti stringo in un abbraccio
che si apre all’alba
per non finire nemmeno
quando il tramonto
si sporge rosso su noi
 
E’ che oramai
ti voglio bene
anche se non dovrei
espormi al solitario
gioco dell’amore
Ma le notti sono lunghe
e i giorni non finiscono mai
di tagliarsi le affilate unghie
Così metto su un disco,
uno che sappia la differenza
fra il poco e l’abbastanza,
e vengo su nervoso
 
Abbracciati a questa notte
Lascia che ti coccoli
Non all’amore l’amore,
o altri infidi eccitanti
Lascia soltanto che ti ami
innocentemente
Lascia che salti di palo
in frasca tenendoti
nel rimorso d’una lacrima
Nell’affetto d’un cuore
di fragili coccole
 
 
 
 
 
TERZO INTERMEZZO
 
 
Scrivo con una penna di nuvole
per non dimenticare il cielo
e la luce che è nei tuoi occhi
Scrivo per non dimenticare me:
un giorno son stato incosciente
pure io, come l’amore che gridavo
 
al vento
 
 
 
 
 
BAMBOLA
 
 
Ti bacio
perché ti voglio vedere
strapazzata
accaldata
innamorata
coinvolta nella mia pazzia
 
Ti bacio
perché ti voglio in mio potere
Perché ti voglio
senza speranza alcuna
di poter riprendere
la santità
che alberga in un soffio appena
nel tuo petto di femmina
 
Ti bacio
Ti faccio bambola di pezza
per il mio cuore di cartone
 
Ti bacio
Ti faccio bambola di pazzia
per la mia anima di Re
 
Ti bacio Regina
Ti bacio femmina
Ti impazzisco bambola donna
 
 
 
 
 
4 U
 
 
Dimmi una parola
semplice
d’amore, o una bugia
e ti crederò stella
E ti vedrò bella
 
4 U, my love dies slowly
 
Ingannami
con una cattiveria
e non smetterò
di amarti
anche se ti guarderò
in modo diverso
 
 
 
 
 
QUARTO INTERMEZZO
 
 
Tu, questo re dappoco
lo vuoi pazzo completamente
Tu, questa corona abortita
la vuoi dar via di peso all’aria
Tu, tu che dicesti parole d’amore
oggi le ingoi manco fossero fiati
senza speranza
 
Tu, tu donna sei d’un re
la più tremenda condanna
 
 
 
 
 
PIANGI BIMBA
 
 
Piangi forte, Bimba
Piangi forte forte
Le tue lacrime le devo vedere
I tuoi occhi li voglio bere
 
Piangi forte forte
Piangi fino a non avere
più cuore né dolore
Piangi tutte le lacrime
e lascia che mi disseti
perché oggi mi sento cattivo
E non mi basta la musica
e un po’ di simpatia del diavolo
 
Piangi forte forte
Metti un po’ di sale
sulla ferita che è la vita
Ho sete
Non mi puoi negare da bere
 
Piangi, piangi Bimba
 
Cascamorto, inciampo
ogni giorno in un amore
Non basta un whisky
né uno schiaffo di jazz
per farmi scappare
con la coda fra le gambe
 
Piangi, piangi più forte
Devo averle tutte le lacrime
Piangi, piangi e sii Bimba
fino in fondo alla vita
 
Perché ho bisogno di sentirla
la tua vita di sale nella mia
 
Ah Ah Ah - piangi sale
Ah Ah Ah - piangi da sola
Ah Ah Ah - piangi tra la folla
 
Bimba, Bimba, Bimba
 
Più forte, più forte
Le lacrime le devo vedere
sul tuo volto piccolo
di Bimba, di Bimba in pianto
 
Ah Ah Ah - piangi tra la folla
Ah Ah Ah - piangi da sola
Ah Ah Ah - piangi sale
 
 
 
 
 
SULLA STRADA
 
 
E’ una lunga lunga strada morta
Non ha fine né inizio
Ma la percorro sempre per intero
E’ una lunga giornata di nuvole,
di passi l’uno dopo l’altro
Ma ti darò tutto quello che mi chiedi
se mi darai almeno un pugno di sabbia
indietro
 
Mi puzza l’alito, i piedi pesanti di più
E tu ti tieni gli occhi bassi come allora
Mi pensi così diverso, così impegnato
a stirare la cravatta sul patibolo del Signore
Marilyn, America, Braccio della Morte
Mi pensi così diverso, non sei cambiata
L’occhiolino ti fa sempre dar di matta
 
Un bottone me l’hai cucito ieri,
oggi è il turno dell’altro
Mi torturo per sapere se il caffè lo fai
allo stesso modo, se le lenzuola le fai
asciugare all’aria aperta sotto il sole
Marilyn, America, Braccio della Morte
Ti penso uguale, ti penso la solita
che piange senza una ragione, per dio!
 
Marilyn, America, Braccio della Morte
Marilyn, America, Braccio della Morte
Marilyn, America, Braccio della Morte

E’ una lunga lunga strada grigia
Non racconta favole, soltanto incidenti
Ma la percorro sempre nudo per intero
E’ una lunga strada di polvere su polvere,
di passi infiniti l’uno accanto all’altro
Ma ti darò tutto quello che mi chiedi
se mi darai almeno un pugno di rabbia
indietro
 
 
 
 
 
AMANTI DIAVOLI SANTI
 
 
Strappami di bocca la sigaretta
Infilami la lingua dentro
e tirami in un bacio danzante
I miei piedi hanno il diavolo
I tuoi seguono la mia ombra
E gli occhi ti sorridono fatali
 
Sei tu, Tango, sei tu, Bimba
Hai smesso di piangere
Adesso vuoi che ti porti lontano
Adesso vuoi sentirmi vicino
Perché sei Tango
Sei il Tango nelle vene
 
Tango, Tango, niente scampo
Bimba, diamoci sotto di brutto
Non preoccupiamoci del domani
Viviamo l’oggi e ‘fanculo il futuro
Siamo noi che lo faremo duro
su le calpestate note dell’amore
ché sotto i piedi noi lo portiamo
 
Come amanti diavoli santi
 
 
 
 
 
L’ADDIO DI KAFKA
 
 
Amore,
piango lacrime
Piango sangue
E non sono santo
E non sono maledetto
Soltanto sono solo
come un cane
Prego Dio ogni giorno,
ma ogni raggio di luce
mi ferisce l’anima
a fondo
per dirottarmi
nel più atroce delitto
- la cravatta al cielo
legata
a una verità kafkiana,
e il mio cuore che smette
il battito suo
in un sospiro appena
 
Amore,
credevo
che le donne
fossero il paradiso
Ma oggi scopro
che sono ancora solo
come un cane
Così credo
che morirò
flirtando
e danzando
fra le fiamme
della Bibbia
 
 
 
 
 
FINE
(epilogo)
 
 
la fine impone la fine
sopra ogni cosa
sopra ogni uomo
 
la fine sopra ogni azione
presente passata futura
 
la fine è soltanto
simile a sé
 
la fine è tutto
è niente
 
la fine,
un attacco di panico un aborto
un cordone ombelicale
 
la fine,
un grido
una voce muta
 
la fine è la fine
e non conosce
lacrime o pene
per sé
né ne concede
 
la fine impone la fine
soltanto questo

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:30 | poesia, blues e beat | clicca per commentare commenti (73)



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