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D’Amor di Cielo di Mare

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, luglio 31, 2006






D’Amor di Cielo di Mare
 

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 


 
 
Per Te, Cybilla
questo mio modesto dono
 
Cybilla



 



 
D’AMOR DI CIELO DI MARE *
 
 
Se la senti la voce mia
che si spenge,
che si spande al di là di tutto il blu
del cielo e del mare
ma non sai come sia possibile…
Se la senti l’anima mia
che per te sola arrossisce
con le ultime luci a plorare
sulla linea del tramonto
là dove già un infinito orizzonte
insegue l’alba del novo dì di sole
che non vedrò,
allora forse un poco m’ami
 
Di me ricorderai il carattere allegro,
la passione che non si spengeva mai
e quella rosa che appuntai sul tuo petto
con tutta la timida paura
che soltanto un uomo solo sa
Perché sì, amor che amor sei,
t’ho amata più d’ogni altra fragilità,
tu mia sola forza d’andar avanti
nonostante la fine prossima disegnata
nello specchio degl’occhi tuoi piangenti
 
 
 
 
 
TU NON TORNI *
 
 
Tu no, no, tu non torni
Resti lontana lontana
in altri lidi a godere
di quel calore
che io non ti posso offrire
sol perché vuote
ho le tasche
Ma anche il mio cor batte
minuto dopo minuto
sulle lancette
perdendo un colpo sempre,
soffocando un lamento
nella strozza
soffocando
profondo sentimento
che per te nutro
nonostante la povertà
che l’alma m’assilla
Tutto il poco che ho
lo porto al tuo core
Eppur mai è abbastanza
Così so
che mai più tornerai
a baciar lo scoglio
delle mie labbra esangui
pallide più della morte
- oramai ultima preghiera
che spero presto dio
voglia esaudire,
sola grazia che mi resta
per magra decenza
 
 
 
 
 
INNAMORATO *
 
 
Mi sono innamorato
ma non di te, non di te
Mi sono innamorato,
pazzo cotto fatto
son fregato
 
Innamorato, innamorato
ma non di te, non di te
Così innamorato
non lo sono stato mai
Così pazzo
non lo credevo
Eppur eccomi qui
a piangere due lacrime
a raccontarti che amo
che amo lei, proprio quella
che non posso avere
 
Mi sono innamorato,
innamorato, innamorato
ma non di te, non di te
 
 
 
* Per Cybilla (Roberta)
prima pubblicazione su:
 
Until The End Of The World
 
 
 
 
 
SILENZI URLANTI
 
 
Mi lasci un po’ del tuo mare
in una risata che sa di risacca
ma non il tuo amore
né un battito infinito
del tuo piccolo grande cuore
né la tua piccola bocca
Ed è questa la pena grave
che mi tocca di sopportare
già dalle prime luci,
con l’alba accosta alla finestra
che disegna ombre di malinconie
mal riposte nelle tombe urlanti,
urlanti silenzi infiniti
d’amor perduto
 
 
 
 
 
DONNA, FEMMINA
 
 
Donna bella, cattiva
Femmina,
ora te ne vai via
per cercar un’altra storia
Così mi tocca di raccontarti
di quell’uomo che fuggì
a gambe levate
e tornò a casa
col busto spiccato
Ma è una brutta storia
d’amore;
così penso che niente,
non te la dirò
né ad alta voce
né in un orecchio
Però sappi sin d’ora
che ti tengo d’occhio
Sappi che non puoi fuggire,
lasciarmi qui a leccare
francobolli e collezioni di lsd
scadute da tempo
così tanto
che non ne serbo memoria
Se mi tradisci
mi troverai a metà
come quell’uomo...
 
Donna bella, cattivo
amore, che oggi fuggi via,
la mia storia è la mia:
ma che almeno questa verità
ti rimanga nel cuore
eterna verità
 
 
 
 
 
G8
(Dovevi saperlo)
 
 
Quel cielo gridellino sulla chiesa che tu amavi
Quel prete, quel cimitero di sogni di preghiere
Sai, oggi non ci sono più
Dovevi saperlo, oggi non ci sono più
 
Un prete sulla sua Harley predica la Comunione
Un Nazi pesta duro ubriaco sulle strade
Sai, non è più come ricordavamo
Sai, dovevi proprio saperlo
E’ cambiato, qualcosa, è cambiato
 
Lo scrittoio, un mare di fogli e tanto vento
Guardando dalla finestra spio la vita
Un uomo nudo vestito di un solo vergine solino
                             fa l’occhiolino alla vita
Oh, Amica mia, non è più come prima
 
Ho visto due ragazzi con tanta rabbia in corpo
Ho discusso con un marinaio di sbornie di tempeste
Ho compreso tutto e nulla
Oh, doveva proprio succedere
Sai, quando si è giovani è facile sbagliare
Sai, le strade qui prendono fuoco,
        gli eroi hanno manganelli littori contro le folle,
        quelli in realtà son vigliacchi fascisti;
        i dimostranti hanno la loro nudità contro gli abusi,
        quelli in realtà hanno coraggio
Sai, guardando quel folle nudo ho riflettuto
Sai, un colletto inamidato può far molto per la tua immagine
Ma resti quello che sei dentro anche se nudo
Ho visto due ragazzi,
                uno morto e l’altro con una pistola fumante in mano
Oh, le strade non sono più le stesse da quando non sei più
 
Il vespero copre le ombre a morire sul cemento
Ma non il sangue, non il sangue
Vittime e colpevoli
Quella chiesa che tanto amavi ha chiuso i battenti,
             non c’è stato ricovero per nessuno
Le strade che ci hanno visto amanti, il mare che ha cullato sogni e incubi
                                            tutto finito, cronaca nera e nulla più
Oh, non va bene così, non riconosco più i colori
Oh, dovevi saperlo anche se fa male
Oh, dovevi saperlo anche se fa male
Dovevi saperlo
Dovevi saperlo
Dovevi
 
Ah, non avresti dovuto tradirmi con quell’uomo nudo
Ora tutto è finito
Ed io non posso perdonarti
Il mai è il nostro tempo
Il mai fa tenerezza paura
Quando alla fine metti nero su bianco la verità
che credi di sapere
 
Hanno riesumato i cadaveri dei sogni
Hanno rimesso al posto gli incubi
Io che amavo harorldeggiare solitario fra le lagrime dell’autunno,
            adesso non ho più un posto dove annoiare la mia triste noia
Il mai è il nostro tempo
Non è giusto che sia finita così
Quel ragazzo oggi riposa sotto due metri di terra
No, non doveva finire così
 
 
 
 
 
BABY BANG
 
 
a DouceFolie,
sola bimba
che chiamo la Mia Bimba
 
 
Baby, che dici
che dici della nebbia
che prende il giorno
alle spalle? del sole
che non spunta mai
sulle tue labbra?
 
No, non per me
il sole, il bacio
 
Baby, Baby, Baby
sta’ al tuo posto
Ti voglio ciliegia
Ti voglio rossa
Ti voglio petalo
al rosso rosso sole
d’estate d’inverno
Baby, Baby, Baby
 
Sono solo un uomo
Sono innamorato
Ho il cranio rasato
di cenere cosparso
E’ tutto, è tutto per te
da quando m’hai lasciato
a macerar sogni e dispetti
nel tuo nome
nella culla del tuo amore
per me andato perduto
Baby, Baby, Baby
 
Non dire che...
No, non ascolto più
Baby, sei la mia bimba
la più tenera ellera
coinvolta nel mio cuore
Non dire che non posso
chiamarti come voglio io
perché sei la mia bimba
Baby, Baby, Baby
 
Baby, non ti basterà
spogliarti di tutto
metter su le calze di seta bianca
Baby, non ti basterà
mostrarmi il sorriso e la giarrettiera
Baby, sei la mia tenera romantica
Non ti servirà niente, mai niente
a convincermi che sei donna ormai
Non ti servirà a farmi cambiare idea
Sei la mia bimba, la più bella
 
Baby, sono il tuo innamorato
Bimba, bimba, bimba
Chissà quante volte la stessa storia
Ma non m’importa, sono di te
Baby, sono il primo a farti bimba
Bimba, sono di te innamorato
Non avrai altra volontà all’infuori di me
Baby, Baby, Baby
 
Ti convincerò che è così
Ti costringerò a credermi
perché sei la mia bimba, la romantica
Ti costringerò con la forza
 
Che fai? abbassi il mento?
Tiri fuori una risata
carichi la pistola e bang
Che fai? alzi gli occhi?
 
Sarai sempre per sempre la bimba
Sempre la mia sola bimba
 
Oh, Baby, Baby, Baby…
My Baby Bang, My only…
My only, only Baby Bang
 
 
 
 
 
ANGELO DI LIBERTA’
 
 
a Chatterly,
Angelo di Libertà di Arte
 
 
Perché ti perdi in quel mare
di sogni d’incubi
che alle onde fanno il verso
coprendoli d’ombra
ma un poco appena
e poi d’improvviso per sempre
per gretto dispetto
quasi si dovesse in eterno
annegare
dentro al desio al segreto
che l’amore è?
 
A toccare il fondo
lunga la discesa assai;
e quante scogliere e spiagge
pria che si possa morir
tra l’eco di tritoni e sirene
a riposare
per poi risorgere
un poco appena
andando incontro a chi li canta
ancora; suvvia, issa l’àncora
Biondo Angelo alla catena
- legato a negro faraglione
dalla bianca spuma toccato -
che te ne stai muto a guatar
dei marinai dei poeti gl’affanni.
 
Suvvia, destati, Angelo Mio!
L’Infinito non ha ancora finito
d’esistere nel tormento
nella tempesta delle passioni
tra squarci di nuvole e bizze d’ubriachi
a cantar del Mondo Nuovo la libertà.
 
Amata Libertà.
 
 
 
 
 
CENERE
 
 
a Cinzia,
che s’è persa
per strada
 
 
Fuggire,
la sopravvivenza
Nei sei certa?
Non lo credo
Fuggi una volta e fuggi sempre
per sempre
Credi davvero che abbia senso
guardare di qua e poi di là
con l’occhio opaco di paura
di panico in bilico su pensieri
costruiti su uguali gemelli...
 
Eppur un tempo m’amavi
d’un amore vero che non taceva
Ora invece accendi la sigaretta
e spegni l’anima nel portacenere
come un ospite sgradito,
come un maiale ingrassato
che solo ha mangiato le tue gioie
le tue croci la tua coscienza
 
Crollano certezze
ma prima del tuo piccolo mondo
sono franati senza speranza imperi
e mille porte e baluardi imprendibili
Ma colombe bianche in volo:
lo tengono alto, e larghe le ali
per quei mille uomini al muro
fucilati per un sorriso appena di libertà
che non s’è piegato mai
nemmeno alla morte, nemmeno alla morte
 
E tu
spegni l’anima per paura
per morire sperando
che altri ti seguano sulla cattiva strada

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:03 | poesia | clicca per commentare commenti (19)



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