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Mai Rivoluzionari

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, ottobre 29, 2006



- artwork by G. Iannozzi -
 


Rivoluzionari
 


di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

 
MAI RIVOLUZIONARI
 
 
Ma i rivoluzionari si fanno i fari lungo i viali a tarda sera
C’è chi ti dice “Adesso scava, trova la verità, fatti la tomba”
E c’è quella che c’ha gl’agganci in politica e in televisione
poi porta il visone che le ha fatto quella talpa del suo kapò
E non manca il solito che ascolta Stalin e Lenin e Baglioni
e non manca Benito vestito di tutto punto di mussolina
che si gratta i coglioni
e un po’ per gioco e un po’ per finta grida ai quattro venti
che qualcuno era comunista perché stanco d’esser comunista
 
Però la televisione, che gran bella invenzione:
stasera si fanno due o tre piste di bianca, e la uno bianca
e la strage di Capaci, ma quanti mostri rapaci
tra Bulli e Pupe, però va avanti il buon costume
quello solito di non starsi a lamentare, di star a guardare
le star come diventano polli d’allevamento
 
Ma i rivoluzionari si strappano la parrucca, si danno alla nera
Li ritrovi poi al mattino nudi, mezzo ammazzati in un dirupo
All’assemblea di condominio poi ti dicono che il pogrom sì
è un gran casino per i giornali ma che s’ha da fare per il bene
della nazione, in memoria della Grande Madre Russia
 
Però la rivoluzione, che gran bella invenzione più della Luna
E poi che si scopre! che il primo allunato era uno allupato
che aveva stuprato la cognata e le figlie ma quattro anni ancora
prima della pensione; però la rivoluzione che gran matrioska
 
Se compri i giornali, guardati le spalle, c’è chi ti fa l’occhiolino
T’ammazza dentro al primo portone in nome della rivoluzione
Se rilasci una ricevuta fiscale, toccati le palle, c’è chi ti si vuol fare
perché gl’hanno detto che c’hai un gran bel culo e non sta bene
 
Ma i rivoluzionari che gran bel tradimento, una tradizione
che si porta avanti col fazzoletto rosso di padre in figlio
Ma i rivoluzionari che strana, che strana illusione, uguali
a un non mai stanco attacco di prolungato meteorismo
praticamente un fatto piccolo di nessuna importanza
Signore e Signori, la rivoluzione si sa, cattiva digestione
 
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
Mai per il tricolore, mai per la falce e martello, mai per il nero
Io non sto dalla vostra parte, non faccio le parti di nessuno, non sto
Tanto, qui tutti rivoluzionari sì, ladri pirati o spie e mai uno di spirito
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
 
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
Mai per il tricolore, mai per la falce e martello, mai per il nero
Io non sto alla vostra corte, non faccio le sniffate di nessuno, non sto
Tanto, qui tutti rivoluzionari sì, mangiapatate e mai uno di spirito
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
 
Ma i rivoluzionari si fanno i fari lungo i viali a tarda sera
C’è chi ti dice “Adesso scava, trova la verità, fatti la tomba”
Ma la rivoluzione, oddio oddio!, che pazza punizione
 
E ‘fanculo, questo non è un bordello non è quello che tu dici in tv
E ‘fanculo, questo non è un reality show per dannati e drogati
E ‘fanculo, questo non è la tua donna non è quella che tu chiavi
 
 
 
 
 
I’M A SINNER
 
 
I’m a man of the world
but you don’t protect me
from what I want
‘cos I’m a sinner
and I’ll bring you
all my flowers and tears,
never my fears
 
Look me,
look me in the eye
There’s a pale sun
and in my mind
you can find
all my fantasies
and the Moonshadow
 
Design me, imagine me
And brush my soul
an’ burn my face
And start to pray
for a new screaming day
 
For god’s sake!
Don’t, don’t protect me
from what I want
I’m a word 
in the night confusion
 
 
 
 
Serietà
 
 
Prendersi sempre troppo sul serio, per apparire in pubblico facendo finta che non si sta facendo un’apparizione pubblica ma solo diplomatica, è un atto stupido quanto inutile e vile.
 
 
 
 
BENE E MALE: L’ANIMA COME PENSIERO
 
 
Non credo nella felicità, in quella dell’anima: l’anima, quel poco che c’è, per me è una amalgama di elettricità cerebrale e di chimica un po’ tanto alla boia d’un giuda. L’anima è questa: una cosa che sta nella testa, il pensiero in definitiva. Non c’è altro, non ci sono 21 grammi di una non meglio identificata energia che farebbe l’uomo immortale perché dotato di anima, manco questa fosse una sorta di airbag (salvavita) compreso nel prezzo del corpo mortale che ce lo teniamo finché dura, poi sottoterra, i più fortunati sotto due metri di buon terriccio con un epitaffio, molti in fosse comuni o peggio ancora. Far del male o del bene è solo una sfumatura nell’educazione del pensiero umano: la cultura d’un popolo, d’un clan, d’una razza anche, hanno i loro propri concetti di Bene e di Male. Un tempo la prostituzione era considerata un privilegio sacro, un dovere, un avvicinamento agli Dèi, e non da ultimo un onore: quindi era un bene, rientrava nella sfera “far del bene al prossimo” prostituirsi. Ammazzare senza pietà i neonati deformi, gettarli, sacrificarli, era ritenuto un atto necessario: il bene era far in modo che la società non avesse degli storpi da sostenere. E il cannibalismo: alcune tribù non vedono affatto del male nel mangiare brani sanguinolenti dei propri simili. La felicità è una forma di libertà, un pensiero tanto evoluto da rendere invalidi quei tabù che le nostre culture ci hanno inculcato nel corso dei secoli? E’ una possibilità. In fondo la differenza fra un Charles Manson e un Gesù Cristo è infinitesimale: a loro modo entrambi, alla fine, sono stati felici delle loro proprie scelte.
 
Forse l’uomo ha dato una definizione di etica al di là d’ogni possibile antropologia culturale. Ma ne siamo realmente sicuri? Non è che ci stiamo ingannando? Forse vogliamo essere ingannati dal nostro intelletto nonché da quel nostro sentimento per ciò che diciamo essere reale. Che poi l’uomo sia riuscito a tradurla l’etica in atti concreti nella realtà quotidiana, be’, è a mio avviso ancora da provare. Vecchio cliché del constatare, non senza amarezza, che tra “il dire è il fare ci sta di mezzo il mare”. Eppure temo ancora che ciò che per me è un valore al di là del mio little garden non lo sia già più. Mi sa che l’erba del vicino è sempre più verde: forse solo un difetto visivo, che è nel mio occhio che guarda.
 
 

- artwork by G. Iannozzi -
 
 
 
SENZA FUTURO
 
 
 
Ieri, era soltanto ieri che dicevo a me stesso che forse un filo di speranza a un filo c’era stata restituita a noi che siamo nostro malgrado italiani. Ma con il Governo che abbiamo, che abbiamo voluto, che anch’io ho voluto, e che ha tradito tutte le promesse che in campagna elettorale, ebbene non vedo nessun futuro né adesso né per un domani.
Credo che lo spirito di solidarietà fra disperati e disperati, fra precari e precari, fra derelitti e derelitti, alla fine si risolva in un atto nobile, d’amicizia in certi casi, ma nella sostanza temo rimanga un “puff”... un sassolino buttato nel mare in tempesta, o forse solo un palloncino tutto bello e colorato, e bucato solo perché lo si è pensato un po’ neanche poi troppo intensamente.
Se qualcosa potrà cambiare per chi oggi “senza un futuro”, se qualcosa si potrà fare sarà perché finalmente matura l’idea nobile e civile d’una sollevazione popolare non violenta gandhiana ma che metta in ginocchio il Governo italiano.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:01 | poesia, riflessioni | clicca per commentare commenti (9)



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