Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des




© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

In Evidenza


Mara Venuto - Leggimi nei pensieri   Francesco Guccini - Icaro   Jurij Druznikov   Jerusalem - Frediani Andrea   Dettori Lina - Baffi di cacao




Animal farm - George Orwell

L'Italia è una fattoria orwelliana

Support independent publishing: buy this book on Lulu.


Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate dal razzismo milanese

written by King Lear    - lunedì, settembre 15, 2008



Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate


Aveva solo 19 anni, aveva rubato un pacchetto di biscotti



a cura di Giuseppe Iannozzi






E' morto nel primo pomeriggio, all'ospedale Fatebenfratelli, Abdul Salam Guibre, 19 anni, ragazzo di colore, originario del Burkina Faso e con cittadinanza italiana, aggredito a colpi di spranga a Milano da due uomini in via Zuretti, non distante dalla stazione Centrale.
Spiegano gli agenti della Squadra Mobile che il giovane sarebbe stato aggredito in seguito a una lite dopo che, con due suoi amici, avrebbe rubato dei biscotti dal furgone bar. I due proprietari, padre e figlio sono gli assassini. Gli aggressori hanno preso a colpi di spranga Abdul fino a lasciarlo esanime a terra, gridando anche a squarciagola ingiurie di chiara matrice razzista, "ladro, negro di merda, ecc. ecc.".
La Questura di Milano in un comunicato rende noto che gli assassini sono stati fermati con l'accusa di omicidio volontario: sono Fausto Cristofoli, 51 anni e suo figlio Daniele Cristofoli, 31 anni, entrambi di Milano. La vittima, Abdul Salam Guibre, con due amici, tra cui uno del Ruanda con permesso di soggiorno scaduto, tutti di colore, ricostruiscono gli investigatori, hanno trascorso la notte scorsa girovagando in alcuni bar di Milano.
"Abba era un ragazzo sempre gentile - ha riferito in lacrime l'amico Francesco -, un ragazzo vero, generoso, pronto sempre ad aiutare le persone che lo circondavano. Eravamo molto amici e una cosa del genere mi fa temere per la mia incolumità. Milano è una città violenta". Un altro amico di Abdul, Prince, era con lui stanotte al "Tini", noto locale in zona Porta Romana. "Ci siamo lasciati alle 4,30 lui era diretto al Leoncavallo per continuare la serata. Non ci credo ancora - ha detto Prince - che non c'è più. Sono andato a dormire tranquillo e mi sono risvegliato con un caro amico morto. E' incredibile che Abba sia morto per un episodio così spregevole di razzismo. Lui ha sempre odiato ogni tipo di discriminazione ed evitava sempre discussioni con persone che definiva incivili".
Abdul guadagnava qualche soldo compiendo qua e là lavoretti saltuari.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:36 | italia, cronaca, breaking news, primo piano, cronaca nera, razzismo, prima pagina, intolleranza, razzisti, ultime notizie, assassini, allarmi, notizieflash, last news, against racism | clicca per commentare commenti (13)



mai più un altro duce - Benito, vaffanculo

written by King Lear    - martedì, settembre 09, 2008




mai più un altro duce


l'unico benito buono
è quello esposto
a Piazzale Loreto









Benito, vaffanculo



di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
non sono serviti a salvare né una farfalla né uno scorpione
Non è una bassa questione di opinioni diverse; non credere
che un morto legato per i piedi a testa in giù non sia più
pericoloso; non credere che la lingua penzolante di Giuda
non possa più spargere tra i Getsemani il cattivo seme
Tieni gli occhi ben aperti, c’è sempre chi ha pronto il coltello
C’è sempre chi per convenienza vuole impiccarti innocente
con le tue stesse budella alle porte dell’Urbe fregandosene
di religione fratellanza comunione
 
Gli psicanalisti straparlano e piangono sangue come certe
ridicole statue di Santi condannati tra calendari e conventi
Il bue e l’asinello sono stati macellati per il loro fiato caldo
Il ranocchio verde sta pacifico crocifisso con la lingua di fuori,
qualcuno si fa il segno della croce, qualcuno invece bestemmia
E’ così bello, così bello quel simpatico ranocchio, fa tenerezza!
Peccato ci sia quel pretaccio in nero con la sua cazzo di Bibbia
Tutto questo, tutto questo è così mitico, così fottutamente mitico,
possibile che non te ne renda conto? Le pornostar fanno a gara,
si spogliano in gran fretta, si spruzzano d’acqua le magliette,
si baciano con la lingua, senza pudore: un vero miracolo in rosso
Divino! Possibile che solo tu abbia ancora la faccia tosta di voler
fare la suora di clausura fino a quando non ti serviranno più
gli assorbenti, per l’amor di Dio?
 
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
 
Testamento biologico o profilattici più sicuri per tutti
Fingere (d’essere o non essere) non costa nulla; questo solo,
questo l’attuale dilemma, lo scandalo che cuce le bocche
Porci maiali orwelliani e prepotenti in seno alla Chiesa
uniti in coito infernale fanno finta di darsi botte da orbi
sulle prime pagine dei giornali: non mi dire che sei disposta
a prestar loro fede! Ti prego, non mi sorridere così,
come se fossi all’oscuro di tutto
 
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
(Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
non sono serviti a salvare né una farfalla né uno scorpione)
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
(Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
non sono serviti a salvare né una farfalla né uno scorpione)
L’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
(Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
non sono serviti a salvare né una farfalla né uno scorpione)
 
Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
non sono serviti a farmi cambiare opinione
che siamo tutti bastardi compromessi in un modo o nell’altro
Il primo schiaffo che mi hai stampato dritto in faccia,
la prima carezza che ti ho lasciata impressa sulla faccia
non sono serviti a farti perdere l’illusione che basta poco
per sembrare più buoni, che basta non cercar il pelo nell’ovo
Ma tu, amor mio, non hai mai capito che dell’apparenza
me ne fotto; è per questo che siamo arrivati a questo punto
Indietro non si torna più, indietro no, non si torna più
 
Il primo bacio che mi hai dato, l’ultimo che hai ricevuto
Il primo schiaffo che mi hai stampato in faccia
La prima carezza che ti ho lasciata impressa sulla faccia
E io continuo a gridare a mio rischio e pericolo
che l’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
Che l’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto,
che l’unico Benito buono è quello a testa in giù a Piazzale Loreto
 
Tu continua pure a imbottirti di assorbenti la ferita in mezzo alle gambe
ma non servirà: forse non lo sai, ma il fascista non ti guarda in faccia
e nemmeno in mezzo alla cosce, ti penetra e basta, ti penetra e basta
Ti penetra e non ti lascia nemmeno il tempo per l’ultimo urlo di sangue
Ti penetra e non ti lascia nemmeno il tempo per l’ultimo urlo…
Ti penetra e non ti lascia nemmeno il tempo per l’ultimo urlo…





Cohiba - Daniele Silvestri


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 07:32 | poesia, politica, video, totalitarismo, politici, primo piano, di voce e di rabbia, colonna sonora, fascismo, regime, fascisti, tirannia, explicit content, avantpop, inkazzatissimo, against racism | clicca per commentare commenti (22)



Boobs on Bikes (Tette in motocicletta)

written by King Lear    - giovedì, agosto 21, 2008





Boobs on Bikes


Tette in motocicletta


Grazie America
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
L’America è l’America, un grande paese che sa come allattare i suoi uomini. In 70mila lungo le strade di Auckland, la più popolosa città della Nuova Zelanda, per ammirare le tette, le poppe, i seni ignudi di circa 30 donne in topless e di drag queen come Valchirie in sella a motociclette e a roboanti macchine di grossa cilindrata. Uno spettacolo che ha fatto rizzare l’orgoglio di più d'un maschio e che per contro ha fatto accapponare la pelle ai bigotti benpensanti, ridotti all’impotenza da chissà quanti anni.
 
La manifestazione, Boobs on Bikes (Tette in motocicletta), è stata un vero successo: per gli organizzatori si tratta di libertà di espressione, per i detrattori e i bigotti d’ogni razza e d’una sola misura – quella dell’impotenza ovviamente – si è invece trattato di uno spettacolo pornografico. La fiera erotica annuale con Boobs on Bikes è stata ufficialmente aperta. Indistintamente tutti scattavano foto appostati lungo la centrale Queen Street, chi ben nascosto dentro alle cabine telefoniche, chi all’ombra delle pensiline dei bus, chi sui balconi e i più temerari affacciati pericolosamente alle finestre. Tanti i poliziotti per evitare disordini, che immaginiamo non abbiano potuto davvero far a meno di essere patriottici! Grazie a loro nessun incidente di percorso, e lo sparuto gruppetto di manifestanti con un ridicolo slogan (luogo comune) “La pornografia alimenta la violenza sessuale” è stato degnato appena di uno sguardo di sfuggita.
 
A ogni modo Boobs and Bikes quest’anno ha rischiato di saltare, per colpa dei soliti benpensanti del comune di Auckland, che poi sono uguali in ogni paese del mondo. Per fortuna, invano hanno tentato di ottenere un’ingiunzione del tribunale per definire la manifestazione in programma come un evento offensivo alla pubblica decenza. Non ce l’ha fatta il comune di Auckland a censurare Boobs and Bikes, e noi tutti ringraziamo l’America, la grande America che sa come allattare l’orgoglio dei suoi propri uomini.

Grazie America.





Boobs on Bikes


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:30 | donne, anniversari, esteri, spettacoli, eros, cronaca, breaking news, video, iniziative, diritti umani, primo piano, ipocrisia, sexy, costume, erotico, bellezza, women, censura, prima pagina, democrazia, attualità, libertà, società, femminilità, curiosità, bigottismo, stupenda, ladies, ultime notizie, luci rosse, fanatismo, cronaca vera, human rights, playboy, bellezza femminile, società e politica, notizieflash, explicit content, showgirls, last news, dalla parte delle bambine, puritanesimo, against racism, go baby go | clicca per commentare commenti (1)



Lettera al presidente Hu Jintao: i campioni per i diritti umani

written by King Lear    - giovedì, agosto 07, 2008






I campioni per i diritti umani
Lettera al presidente Hu Jintao
 


 
Dear Mr. President Hu,
 
We all hope that the Olympic Summer Games in China will be a great success and that the Olympic ideals will come to life.
 
That is why we are asking you:
 
    * to enable a peaceful solution for the issue of Tibet and other conflicts in your country with respect to fundamental principles of human rights.
    * to protect freedom of expression, freedom of religion and freedom of opinion in your country,
      including Tibet.
    * to ensure that human rights defenders are no longer intimidated or imprisoned.
    * to stop the death penalty.
     
       China is the focus of worldwide attention. Your decision on these issues will determine the success
      of the Olympic Games and the image the world will have of China in the future. We are asking you to respect human rights in China in order to achieve lasting peace and reconciliation. *
 
http://www.sportsforpeace.de/
 
 
L’elenco degli atleti firmatari:

Bisher unterzeichnet haben / So far signed by: Gifty Addy (100 m), Virgilijus Alekna, (Discus Throw), Mohamed Salman Al-Khuwalidi, (Long Jump), Tatyana Andrianova (800 m), Youssef Baba (1500 m), Björn Bach (Canoeing), Viola Bauer (Cross-country skiing), Yvonne Bönisch (Judo), Kathrin Boron (Rowing), Joel Brown (100 m Hurdles), James Carter (400 m Hurdles), Nesta Carter (100 m), Ricardo Chambers (400 m), Doris Chepkwemoi Changeywo (5000 m), Abraham Chepkirwok (800 m), Helke Claasen (Beachvolleyball), Kim Collins (100 m), Fábio Gomes Da Silva (Pole Vault), Vincent Defrasne (Biathlon), Ruan De Vries (110 m Hurdles), Sergiy Demidyuk (110 m Hurdles), Antonietta Di Martino (High Jump), Steffen Driesen (Swimming), Imke Duplitzer (Fencing), Danny Ecker (Pole Vault), Florence Ekpo-Umoh (400 m), Omar Ahmed El Ghazaly (Discus Throw), Susi Erdmann (Bobsledding), Debbie Ferguson-McKenzie (200 m), David Fiegen (800 m), Adrian Findlay (400 m Hurdles), Marcel Fischer (Fencing), Nicole Forrester (High Jump), Brigitte Foster-Hylton (100 m Hurdles), Michael Frater (100 m), Tiki Gelana (5000 m), Martina Glagow (Biathlon), Emma Green (High Jump), Michael Greis (Biathlon),Michael Groß (Swimming), Ehsan Hadadi (Discus Throw), Robert Harting (Discus Throw), Dagmar Hase (Swimming), Mike Hazle (Javelin Throw), Claudia Heill (Judo), Jakub Holusa (800 m), Chaunte Howard (High Jump), Muriel Hurtis-Houairi (200 m), Florian Huth (Beachvolleyball), Abdalaati Iguider (1500 m), Alhaji Jeng (Pole Vault), Janeth Jepkosgei (800 m), Lolo Jones (100 m Hurdles), Christian Kaczmarek (Long Jump), Britta Kamrau (Swimming), Gerd Kanter (Discus Throw), Sebastian Keiner (800 m), Gary Kikaya (400 m), Philemon Kipkorir Kimutai (1500 m), Robert Sigei Kipngetich (5000 m), Bernard Kipyego (5000 m), Svetlana Klyuka (800 m), Sebastian Köber (Boxing), Justus Koech (800 m), Micah Kogo (5000 m), Daniel Kipchirchir Komen (1500 m), Joseph Kosgei (5000 m), Yuliya Krevsun (800 m), Jens Kruppa (Swimming), Clemens Kruse (Sailing), Amine Laalou (800 m), Brigitta Langerholc (800 m), Robert Lathouwers (800 m), Heike Lätzsch (Hockey), Maximilian Levy (Cycling), Christoph Lohse (1500 m), Maksym Mazuryk (Pole Vault), LaShawn Merritt (400 m), Romain Mesnil (Pole Vault), Godfrey Khotso Mokoena (Long Jump), Grace Kwamboka Momanyi (5000 m), Steve Mullings (100 m), Ulrike Nasse-Meyfarth (High Jump), Lars Nieberg (Show Jumper), Carolin Nytra (100 m Hurdles), Philes Ongori (5000 m), Sven Ottke (Boxing), Miguel Pate (Long Jump), Tetyana Petlyuk (800 m), Barbara Petrahn (400 m), Dwight Phillips (Long Jump), Tero Pitkämäki (Javelin Throw), Liliana Popescu (800 m), Christian Reif (Long Jump), Alexander Resch (Bobsledding), Dayron Robles (110 m Hurdles), Geoffrey Kipkoech Rono (1500 m), Silke Rottenberg (Soccer), Irving Saladino (Long Jump), Ulla Salzgeber (Dressage Rider), Thomas Schmidt (Kayak), Kjell Schneider (Beachvolleyball), Heide Schüller (100 m Hurdles), Christian Schwarzer (Handball), Melanie Seeger (Racewalking), Christoph Sieber (Sailing), Kenia Sinclair (800 m), Boniface Kiprotich Songok (5000 m), Richard Spiegelburg (Pole Vault), Kerron Stewart (200 m), Alexander Straub (Pole Vault), Angelo Taylor (400 m Hurdles), Stev Theloke (Swimmimg), Carlo Thränhardt (High Jump), Dee Dee Trotter (400 m), Stefan Ulm (Canoeing), L. J. Van Zyl (400 m Hurdles), Blanka Vlasic (High Jump), Sandra Völker (Swimming), Stephan Volkert (Rowing), Peggy Waleska (Rowing), Simone Weiler (Swimming), Kellie Wells (100 m Hurdles), Mulugeta Wendimu (1500 m), Teemu Wirkkala (Javelin Throw), Johan Wissmann (400 m), Mark Zabel (Canoeing)


* Egregio Presidente Hu,

Noi tutti ci auguriamo che i Giochi Olimpici estivi in Cina riscuotano un grande successo e che gli ideali Olimpici siano all’insegna della vita.

Le chiediamo pertanto:

     * di concordare una soluzione pacifica per la questione del Tibet e degli altri conflitti presenti nel vostro paese in base ai principi fondamentali dei diritti umani;
     * di assicurare a tutti i cittadini del vostro paese la libertà di espressione, la libertà di religione e la libertà di manifestazione, Tibet incluso;
     * di far sì che i promotori dei diritti umani non siano più intimiditi o imprigionati;
     * di mettere fine alla pena di morte.
 
       L’attenzione del mondo è tutta rivolta alla Cina. Le vostre decisioni in merito a queste vitali questioni determineranno il successo dei Giochi Olimpici e l’immagine che in futuro il mondo avrà della Cina. Le chiediamo di rispettare i diritti umani in Cina, al fine di arrivare a uno stato di pace duratura e di riconciliazione.



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:43 | sport, spettacoli, appelli, internet, giustizia, iniziative, diritti umani, primo piano, censorship, censura, prima pagina, libertà, solidarietà, ultime notizie, human rights, fratellanza, notizieflash, libertà di informazione, free tibet, against racism | clicca per commentare commenti (6)



Nelson Mandela, 90 anni per la libertà: grande concerto in Hyde Park

written by King Lear    - sabato, giugno 28, 2008





Nelson Mandela, 90 anni per la libertà

Festa in musica in Hyde Park in onore del leader per i diritti umani




a cura di Giuseppe Iannozzi




A Londra grande festa per i 90 anni di Nelson Mandela, grande e indiscusso leader per i diritti umani. 
In Hyde Park tante le stelle del mondo dello spettacolo riunitesi per l'Happy Birthday a Mandela:
da Jamelia a Joan Baez, a Will Smith e sua moglie Jade. Un compleanno in musica con Annie Lennox, Razorlight, Simple Minds, Josh Groban, Joan Baez, Leona Lewis, The Sugababes, Eddy Grant, Jamelia. e Zucchero, il grande bluesman italiano. Assenti invece Bono Vox e The Edge che hanno affidato i loro auguri a una registrazione proiettata sul maxischermo: gli U2, impegnati in sala d'incisione, non potevano davvero sganciarsi dal lavoro, nemmeno per i 90 anni del grande leader per i diritti umani.
Molta attenzione è stata dedicata ad Amy Winehouse, uscita due giorni fa dalla clinica per provare i brani: la cantante ha subito infiammato gli animi dei presenti con la sua presenza scenica straordinaria e la sua voce. Sono bastati brani come "Rehab" e "Valerie" per far andare in delirio il pubblico. Inizialmente insicura, traballante sui tacchi, ha poi dato sfoggio del suo grande talento vocale e carismatico. La Winehouse, in vestitino bianco e nero, con un fermaglio nei capelli con la scritta Blake (il nome del marito in carcere), ha fatto una passerella tra il pubblico adorante, al termine del secondo brano.
Zucchero ha augurato il suo buon compleanno in musica a Mandela, interpretando al piano "Everybody's got to learn sometime", insieme a Jivan Gasparyan, talentuoso compositore autore della colonna sonora de Il gladiatore. Parlando poco prima del concerto, Zucchero Sugar Fornaciari ha detto: "E' sempre un grande onore essere qui per rendere omaggio a questo grande uomo, che tanto ha fatto e continua a fare per l'Aids, che non è stato affatto debellato". Zucchero ha ricordato di aver già suonato in onore dell'ex presidente sudafricano a Città del Capo "insieme a Peter Gabriel, Annie Lennox e altri amici".

"Vent'anni fa Londra ospitò questo concerto che chiedeva la nostra libertà, che ci ispirò nelle nostre prigioni. Ora siamo qui liberi, e siamo onorati. Ma anche se siamo qui a festeggiare, il nostro lavoro non è finito. Perché c'è povertà, oppressione, Aids. Il nostro lavoro vuole portare la libertà a tutti... a quasi 90 anni, è tempo di avere una mano per sollevare questo fardello. E' nelle vostre mani": queste le parole di Mandela, che chiude il suo intervento ripetendo lo slogan della campagna anti Aids 46664. L'ovazione del pubblico è stata totale.

Amy WinehouseWill Smith ha aperto il grande concerto, introducendo la performance dei Razorlight, primi artisti sul palco. I 46.664 spettatori (era il numero di Mandela quando era in carcere) hanno assistito a una serata di grandi star internazionali. Il clou, l'esecuzione di "Free Nelson Mandela" con Amy Winehouse come voce solista. Tra il pubblico anche il premier britannico Gordon Brown, il pilota di Formula 1 Lewis Hamilton e l'attore Denzel Washington. Grande assente, Naomi Campbell. E' stato lo stesso Mandela a non volerla sul palco, considerando "inappropriata" la sua presenza visti i suoi recenti colpi di testa, che hanno fatto indignare un po' tutti.

Ma solo oggi, nel giorno del novantesimo compleanno di Nelson Mandela, gli Stati Uniti fanno pace con l'ex presidente sudafricano, cancellando il suo nome dalla lista dei terroristi. Il Senato ha approvato all'unanimità una legge che rimuove il nome dell'ex leader dell'Africa National Congress (Anc) dall'elenco degli indesiderati. Mandela e gli altri leader dell'Anc erano stati inseriti nella lista degli "indesiderati", ovvero coloro che non potevano entrare negli Usa subito dopo l'11 settembre. Motivazione: l'Anc ha combattuto l'apartheid in Sudafrica anche ricorrendo all'uso della forza.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 01:33 | cultura, politica, ricorrenze, personaggi famosi, spettacoli, giustizia, cronaca, iniziative, diritti umani, primo piano, cantanti, happy birthday, prima pagina, solidarietà, ultime notizie, human rights, fratellanza, per un mondo migliore, società e politica, tribute to, notizieflash, last news, against racism | clicca per commentare commenti (2)



Italian Blogs for Darfur

written by King Lear    - martedì, giugno 10, 2008





Italian Blogs for Darfur,
campagna on-line
del movimento italiano per i diritti umani in Darfur,
dopo "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione",
ha chiesto anche ai fotografi on-line
di dedicare una loro creazione al Darfur, interpretando il motto dei bloggers
di Italian Blogs for Darfur: "Io bloggo per il Darfur".

Gli scrittori della rete cercano in questo modo di colmare il vuoto di informazione
lasciato dai media tradizionali italiani, con la speranza
che il nostro appello alle maggiori emittenti televisive venga accolto al più presto.
Alessandro Branca, fotografo a Milano dal 1992,
è il generoso artefice del primo contributo pervenutoci,
pioniere di quella che speriamo diventi una ricca galleria: la foto ritrae
la pittrice Jole Noemi Marischi,
che ha dipinto per l'occasione la tela inquadrata, che blogga per il Darfur!




Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha presentato un dettagliato rapporto il 5 giugno scorso sulla situazione dei diritti umani in Darfur al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York.
La notizia non ha avuto eco nei quotidiani e nei TG italiani*.
E là dove si ferma la stampa, arriva

Italian Blogs for Darfur



Italians Blogs for Darfur lancia un appello
per la consegna dei criminali di guerra al Tribunale Penale Internazionale. Testimonials d’eccezione i NEGRAMARO.


 
Roma, 5/6/08 – Parte oggi, anche in Italia, la campagna internazionale per la giustizia in Darfur, grazie alla collaborazione nata tra Italians for Darfur, associazione per i diritti umani in Darfur e membro della Save Darfur Coalition, e i Negramaro, una delle più importanti e note band italiane.
“Giù le mani dagli occhi – Via le mani dal Darfur” è il messaggio del video, presentato in anteprima al concerto del 31 Maggio a San Siro, attraverso il quale i NEGRAMARO rilanciano l’appello di Italians for Darfur al Governo Italiano affinchè esprima profonda preoccupazione, presso le Nazioni Unite, per la volontà del governo sudanese di non consegnare alla Corte Penale Internazionale i due principali sospettati di crimini contro l’umanità, Ahmad Harun and Ali Kushayb.
Il video vuole essere anche una denuncia del silenzio dei media sulla crisi umanitaria in corso da oltre cinque anni in Darfur, che ha provocato oltre 300.000 morti e due milioni e mezzo di sfollati: i sei componenti della band salentina, che hanno gli occhi coperti da mani non proprie, sono seduti a semicerchio davanti a un televisore non sintonizzato.
               
Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, riferirà oggi 5 giugno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, della situazione dei diritti umani in Darfur.
Il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per i due principali sospettati di gravi crimini contro l’umanità da oltre un anno, dal 27 Aprile 2007. Ahmad Harun e Ali Kushayb, rispettivamente Ministro agli Affari Umanitari e capo della milizia janjaweed, hanno a loro carico ben 51 capi di accusa per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluse esecuzioni sommarie, persecuzioni, torture e stupro, ma non sono stati ancora consegnati dal governo sudanese all’ autorità internazionale.
Italians for Darfur e le associazioni della Save Darfur Coalition chiedono che le Nazioni Unite adottino una nuova risoluzione affinchè il Sudan cooperi completamente con la Corte Penale Internazionale.
 
* Il comunicato è stato invece ripreso dalle agenzie ANSA, ADNKRONOS, APCOM, ILVELINO.



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:40 | appelli, fotografia, rassegna stampa, comunicati stampa, petizioni, blogosfera, diritti umani, primo piano, notizie dalla rete, preghiere, prima pagina, democrazia, libertà, blogger, solidarietà, ultime notizie, human rights, fratellanza, per un mondo migliore, libertà di informazione, last news, copia e diffondi, against racism | clicca per commentare



“Prostitute soggetto pericoloso”: La norma aprirebbe la strada all’espulsione

written by King Lear    - venerdì, giugno 06, 2008


prostitute


“Prostitute soggetto pericoloso”

La norma, se approvata dal Senato,

aprirebbe la strada all’espulsione
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
ultime notizieIl ministro dell’Interno Roberto Maroni, a margine del Consiglio Giustizia e Affari esteri, conferma che l’introduzione del reato di immigrazione clandestina è “la via giusta”: “I dubbi di Berlusconi riguardano solo l'applicazione”. E intanto nel ddl, in discussione al Senato, anche un emendamento anti-prostitute: le prostitute vengono definite soggetti pericolosi, si aprirebbe dunque la strada a una veloce espulsione senza né “se” né “ma”.
 
Tra la Lega e il Pdl cominciano i primi (inevitabili) dissapori, forse perché l’Italia è indicata da tutta la UE come un paese fascista e nel migliore dei casi soltanto razzista. Anche il Vaticano si è schierato contro il reato di clandestinità, una presa di posizione netta che fa tremare il cuore in petto anche all’uomo politico più machiavellico, tranne a quello appartenente alla Lega Nord. Durante la recente conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi ha puntualizzato: “La clandestinità può essere un’aggravante, ma non un reato”. “Non è un monito dell’Onu - precisa Berlusconi -. E’ una dichiarazione smentita circa un giudizio negativo su qualcosa che è ancora in divenire. Il Parlamento è sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso. Personalmente penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Il reato di clandestinità vuole che “lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni di legge è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni”. Il ministro Maroni ha replicato a Berlusconi: “L’aggravante c’è ed è già entrata in vigore, è nel decreto legge; il reato di clandestinità è nel disegno di legge che il Consiglio dei ministri ha approvato due settimane fa all’unanimità e che porta come prima firma quella del presidente Berlusconi, la seconda è la mia. Io non ho cambiato opinione su questo punto, ritengo che sia utile inserirlo e l’abbiamo mandato al Parlamento; dopodiché, mi trovo d’accordo con Berlusconi, il Parlamento è sovrano e potrà fare e decidere ciò che vuole, ma io resto della mia opinione, l’opinione del Consiglio dei ministri che all’unanimità ha votato il ddl”.
 
Oggi il ministro Maroni tenta di minimizzare i recenti dissapori fra Lega e Pdl: “Mi è parso di capire che Berlusconi abbia espresso le sue perplessità sull’efficacia, sul modo in cui questa norma possa essere applicata: sovraffollamento delle carceri, l’azione dei magistrati. Se l’obiezione del premier è questa, può stare tranquillo e vedrà che sarà risolto il problema. Per evitare incidenti diplomatici ho deciso di seguire personalmente l’iter del decreto e del disegno andando sia in commissione, martedì, sia in aula nei giorni successivi per esprimere la posizione del governo”.
 
Mentre i due litigano sparando colpi più o meno diplomatici, un emendamento dei relatori al decreto sicurezza inserisce le prostitute nell’elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. La proposta di modifica presentata dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, prevede che nella legge del 1956 (la n. 1423) sulle “misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità” venga inserita anche la categoria delle prostitute. Le prostitute verranno dunque trattate al pari di chi pratica traffici illeciti. Nell’emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive “del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività”. Secondo la legge in vigore i soggetti pericolosi possono essere diffidati dal questore; se trovati a delinquere fuori dei luoghi di residenza, quindi possono essere allontanati con foglio di via obbligatorio. Scatta il carcere fino a sei mesi se il soggetto non obbedisce. Dopo la detenzione, il soggetto ritenuto pericoloso dovrà in ogni caso a rimpatriare e restare lontano dall’Italia per almeno tre anni. 
 
 
Il decreto sulla sicurezza e il ddl
(Dl 122/2008 Gu 26.5.2008 Ddl Cdm 21.5.2008)
 
Il governo ha approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri, tenutasi a Napoli il 21 maggio scorso, il primo provvedimento urgente che fa parte del così detto “pacchetto sicurezza”, composto da un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi. Si tratta del decreto legge n. 122/2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 maggio 2008 ed in vigore dal giorno successivo. Le nuove regole che dovrebbero garantire maggiore sicurezza ai cittadini si muovono in tre direzioni, cioè circolazione stradale, che coinvolge soprattutto i giovani alla guida, immigrazione clandestina e criminalità organizzata, le quali molto spesso sono strettamente correlate tra loro. In quanto all’immigrazione, la grande novità consiste essenzialmente nel fatto che i ritocchi apportati al codice penale ed al codice di procedura penale riguardano per la prima volta anche i cittadini comunitari. Da oggi in poi verrà espulso chi sarà condannato ad una pena superiore a due anni di carcere, oppure chi sarà condannato ad una pena restrittiva della libertà personale. Gli stranieri che trasgrediranno rischieranno da uno a quattro anni di galera. I casi di espulsione su ordine del giudice, quindi, sono stati ampliati ed il fatto che lo straniero che commette un reato è un clandestino d’ora in poi risulterà un’aggravante in sede processuale (fino ad un terzo della pena). Inoltre, il decreto legge prevede la condanna da sei mesi a tre anni per chi affitta una casa ad un clandestino, oltre che la confisca dell’immobile, purché non appartenga ad una persona estranea al reato stesso. La casa si potrà anche vendere e con il ricavato lo Stato provvederà al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati legati all’immigrazione clandestina. Inoltre, cambiano nome i centri di permanenza temporanea, che diventano centri di identificazione ed espulsione. Il provvedimento si occupa anche delle merci contraffatte che vengono sequestrate, disponendo che possano essere distrutte, conservandone solo un paio di campioni per il processo come si fa per la droga, quando la loro custodia presenti dei problemi, cioè sia difficile, o troppo costosa, o pericolosa per la sicurezza, o la salute, o l’igiene pubblica (si pensi ad esempio ai fuochi artificiali illegali od alle derrate alimentari scadute). Si svuoteranno i magazzini anche in caso di sequestro di merci contraffatte di cui non si accerterà il proprietario; infatti, il decreto legge prevede che dopo tre mesi dal sequestro potranno essere distrutte, dopo averne dato comunicazione all’autorità giudiziaria. Anche i casi giudicati per direttissima sono stati ampliati. Ad esempio, un imputato arrestato in flagranza di reato dovrà essere processato entro quindici giorni dall’arresto, salvo che questo non pregiudichi gravemente le indagini, e sarà processato per direttissima anche chi nel corso dell’interrogatorio confesserà. Stessa sorte dovrà seguire chi si trova in stato di custodia cautelare. In tal caso, il processo dovrà iniziare entro centottanta giorni dall’arresto. In quanto poi alla circolazione stradale, il decreto legge inasprisce le pene per omicidio colposo, quando si guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di droghe, portando la reclusione fino a quindici anni (prima era massimo di dodici). Se si provocheranno lesioni gravi, invece, si rischieranno da sei mesi a due anni di carcere, mentre per le lesioni gravissime è prevista la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Chi sarà pizzicato a guidare ubriaco potrà essere arrestato e rimanere dentro fino a sei mesi (prima erano massimo tre), se il tasso alcolemico rilevato sarà compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, mentre sarà possibile procedere all’arresto da tre mesi ad un anno (prima era fino a sei mesi), quando sarà superata la soglia di 1,5 grammi di alcool per litro. Il veicolo con cui è stato commesso il reato andrà sempre confiscato, anche quando verrà applicata la sospensione condizionale della pena. Di norma esso sarà custodito dal trasgressore, che però non potrà guidarlo. Linea dura anche per chi si metterà alla guida dopo aver assunto droghe, perché sono lievitate le multe (che dai 1000 ai 4000 Euro passeranno ora dai 1500 ai 6000 Euro), si sono allungate le pene (da tre mesi ad un anno, contro l’arresto fino a tre mesi previsto sino ad oggi) ed il giudice potrà anche revocare la patente. Passando sul fronte criminalità, il decreto legge, oltre a stabilire una più stretta collaborazione tra le polizie municipali e la polizia di Stato, concede per la prima volta nuovi a maggiori poteri ai sindaci per contrastare il degrado urbano e prevenire i reati. Ad esempio essi potranno, in situazioni di emergenza, emanare provvedimenti sulla pubblica sicurezza tesi a prevenire ed eliminare gravi pericoli che minaccino la loro città, i quali saranno messi in atto in collaborazione con la prefettura di competenza. E’ pure previsto che questa prerogativa possa essere delegata al presidente del consiglio circoscrizionale; ma anche ad un consigliere comunale per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni, qualora non siano costituiti gli organi di decentramento comunale. Infine, il provvedimento contiene regole più severe per lottare contro la criminalità organizzata. Quella di maggiore spicco riguarda la possibilità per il procuratore nazionale antimafia di disporre "l’applicazione temporanea di magistrati della direzione nazionale antimafia alle procure distrettuali per la trattazione di singoli procedimenti di prevenzione". (21 maggio 2008)
 
 
Leggi tutti i punti del decreto su CittadinoLex

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:04 | politica, polemiche, diritti umani, primo piano, violenza, prima pagina, società, intolleranza, ingiustizia, ultime notizie, human rights, società e politica, notizieflash, via del campo, last news, editoriale di g iannozzi, against racism | clicca per commentare



Napolitano: “C’è il rischio di una regressione civile” - Il 2 giugno, la Festa della Repubblica

written by King Lear    - lunedì, giugno 02, 2008





Napolitano: “Rischio di una regressione civile”

E Berlusconi: “Dopo Napolitano? Io penso a Gianni Letta”

Il 2 giugno, la Festa della Repubblica
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
“In Italia c’è il rischio di una regressione civile”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio agli italiani in occasione della Festa della Repubblica. Un giudizio severo, che l’Italia in questo momento storico merita appieno. Tuttavia la regressione civile è già in atto da un alcuni anni e ora si sta solamente mostrando, uscendo da quegli anfratti dov’era stata cacciata, e ricacciarla indietro sarà una sfida tutt’altro che facile per chi ancora crede che la libertà e la democrazia sono valori per cui val la pena di morire se necessario. Napolitano con il suo messaggio allude in maniera esplicita ai recenti fatti di cronaca, dalla questione dell’immigrazione e dei raid a quella dei rifiuti: intolleranza, violenza, insofferenza forte verso “legittime decisioni dello Stato democratico”. Napolitano lancia un appello: rifondare l’Italia come avvenne nel 1946 quando nacque la Repubblica e il Paese riuscì a ripartire dopo la guerra con un forte impegno e slancio comune.
 
“Su quali basi un rinnovato sforzo della nostra comunità nazionale debba poggiare, lo dicono i principi e gli indirizzi della Costituzione che la Repubblica si diede sessant’anni fa, in meno di due anni dal referendum e dalle elezioni del giugno 1946. Ma non posso tacere la mia preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono la negazione dei principi e valori costituzionali: fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico.
Chiedo a quanti, cittadini e istituzioni, condividano questa preoccupazione di fare la loro parte nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia, che sente sempre vive le sue più profonde tradizioni storiche e radici umanistiche. Costruiamo insieme un costume di rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità, mettiamo a frutto le grandi risorse di generosità e dinamismo che l’Italia mostra di possedere
L’Italia avrebbe bisogno di un forte impegno e slancio comune, come sessant’anni fa, quando speranza e volontà diffuse fecero rinascere il Paese in un clima di libertà, attraverso uno sforzo straordinario di solidarietà e unità. Oggi non possiamo permetterci di fare un passo indietro. L’Italia, divenuta un Paese altamente sviluppato, avrebbe bisogno di uno sforzo simile, per la complessità dei problemi che sono dinanzi alla società e allo Stato, in un mondo profondamente mutato.
La Festa del 2 giugno ci fa riflettere su come nacque sessanta anni fa la Repubblica […] Riuscimmo in quegli anni lontani a risalire dall’abisso della guerra voluta dal fascismo, e a guadagnare il nostro posto tra le democrazie occidentali. E abbiamo poi superato tante tensioni e prove.
Non possiamo ora permetterci di fare un passo indietro; sapremo, ne sono certo, uscire dalle difficoltà e farci valere ancora una volta, grazie a un forte impegno e slancio comune.
Buona festa della Repubblica a tutte le italiane e a tutti gli italiani.”
 
Il presidente del Senato Renato Schifani, il leader del Pd Walter Veltroni, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani concordano con Napolitano. “Siamo certi che le parole del presidente della Repubblica troveranno la più alta e doverosa considerazione; mai come in questo momento il richiamo a quel clima di grande solidarietà, che diede vita alla nostra democrazia e alla nascita della Carta Costituzionale, è profondamente opportuno”. Per Veltroni quello di Napolitano è “un discorso di straordinario rilievo”: “Il presidente ci richiama ad affrontare i problemi della sicurezza dei cittadini con serietà e civiltà, evitando ogni rischio xenofobo e ogni tentazione verso scorciatoie sbagliate e pericolose e sprona l’Italia ad andare avanti”. E Guglielmo Epifani aggiunge: “Non mi piace - durante la trasmissione In 1/2ora su Rai Tre - questo clima di intolleranza verso chi è diverso, chi ha la pelle di un altro colore”.
 
E l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ovviamente, dimostra ancora una volta di aver capito tutto, di avere le idee fin troppo chiare: al ricevimento al Quirinale per la festa della Repubblica, “Io dopo Napolitano? Non è bello parlare di queste cose con un presidente in carica. Comunque no, io penso a Gianni Letta”. L’indelicatezza che il presidente del Consiglio dimostra, in quasi ogni occasione pubblica, purtroppo è all’ordine del giorno.
 
E il peggio deve ancora venire: così noi italiani liberi si teme.






Blogger contro ogni forma di razzismo e fascismo!




Il clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia, riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo è inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire per il 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese.

L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata.

Diamo un segnale: combattiamo il razzismo e il fascismo.


Se anche tu vuoi dire “basta al fascismo e al razzismo” supporta l'iniziativa copiando/incollando sul tuo sito/blog il codice HTML riportato nella "finestrella" qui sotto.




Fonte: Irlanda

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:56 | anniversari, iniziative, blogosfera, primo piano, prima pagina, blogger, ultime notizie, human rights, società e politica, last news, against racism | clicca per commentare commenti (9)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi