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Boicottiamo Tariq Ramadan e Valerio Evangelisti, e non La Fiera del Libro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, maggio 06, 2008





Boicottiamo Tariq Ramadan


e Valerio Evangelisti,


e non La Fiera del Libro
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
La battaglia di Maratona
A pochi giorni dall’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino c’è ancora chi polemizza, a volte con argomenti a dir poco fallaci e privi di qualsivoglia buonsenso, altre ancora in modo del tutto pecoreccio. Tra i contestatori non troppo eccellenti anche Valerio Evangelisti, sulle colonne di Carmilla on line: “[…] Attualmente, oltre a strangolare Gaza e Cisgiordania, il governo di Israele ha cominciato a infierire anche sui palestinesi che hanno la sua cittadinanza.
Creato il nemico, spintolo all'integralismo islamico, riaffiorano i propositi di cancellarlo per sempre, proprio come etnia. Persino alcuni ministri israeliani ne parlano senza riserve.
E questo lo Stato cui il Salone del Libro di Torino intende rendere onore, celebrandone la nascita: una specie di apologia del colonialismo moderno.
E ora veniamo al tema degli scrittori. La protesta contro il Salone del Libro di Torino equivale a una condanna al rogo di autori e opere?
Già una selezione di scrittori imposta dal governo Olmert, dalle sue ambasciate e dai suoi uffici di propaganda, dietro sottoscrizione (almeno a Parigi) di un impegno a non criticare le proprie autorità nazionali, risulta sospetta. […] Domanda: è giusto glorificare in un Salone del Libro uno Stato (non una "cultura", ma una successione di governi ispirati alle stesse linee) che esilia scrittori propri ed elimina, tramite sicari, scrittori appartenenti a una diversa etnia che si intende cancellare?
Io lo trovo disgustoso.” Faccia una cosa saggia il buon vecchio Evangelisti, stia in santa pace a casetta sua, in Messico, invece di fomentare l’odio con approssimative quanto fallaci motivazioni per cui anche noi dovremmo provare il disgusto che prova lui. Il boicottaggio di un evento culturale è sempre e solo drammatico indizio di inciviltà. Ma in un paese come il nostro, l’Italia, che ha fatto dell’inciviltà il suo vessillo più di moda sia tra le fila di sinistra sia tra quelle di destra, par quasi superfluo domandarsi quale differenza dovrebbe mai esserci fra contestatori e contestati. In un paese dove si contesta per sapere dove si dovrebbe portare a cagare il proprio cane, dove l’editoria è in mano a quattro editori, in un paese che pubblica ogni minchiata purché firmata dall’idiota o dalla puttanella di turno, non sorprende che ci sia ancora gente incapace di capire che boicottare la cultura è solo sintomo di inciviltà pecoreccia.
 
Con una nota, il Quirinale ha risposto alle dichiarazioni dello scrittore musulmano Tariq Ramadan, tra i promotori del boicottaggio di Israele alla manifestazione torinese: “Il presidente della Repubblica non ha mai affermato che chi critica Israele è un antisemita e la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Libro di Torino è nella stessa linea della sua partecipazione a molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia”. Secondo Ramadan il Capo dello Stato avrebbe commesso un doppio errore: decidendo di partecipare all’inaugurazione della kermesse le avrebbe dato connotazioni politiche e avrebbe tacciato di antisemitismo i contestatori. “Venendo alla Fiera del Libro commette un duplice errore. Il primo semplicemente partecipando, perché la sua presenza certifica che si tratta di un evento politico e non solo culturale. Il secondo errore sta nell’aver tacciato di antisemitismo chiunque critichi lo stato di Israele: è un errore estremamente pericoloso”. Io invece trovo ben più pericolose le basse insinuazioni di Ramadan e lo sproloquio pecoreccio di Evangelisti, per esempio, ma è purtroppo una mera questione di punti di vista!
Ramadan, controverso e discusso teorico dell’Euroislam, ha continuato la sua polemica, senza tenere mai a freno la lingua: “A Parigi ero d’accordo a non boicottare il Salon du Livre perché all’interno c’era uno spazio riservato alla Palestina. A Torino, invece, sono a favore del boicottaggio perché qui non c’è nessun dibattito democratico, ci sono solo posizioni a favore di Israele”. La risposta del Quirinale non si è fatta attendere; in una nota si spiega chiaramente che la visita di Giorgio Napolitano avrà lo stesso valore delle sue partecipazioni ad altre manifestazioni italiane: “E’ del tutto falso attribuire al presidente Napolitano l’errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali criticano lo stato di Israele. La critica delle politiche del governo israeliano è del tutto legittima, innanzitutto all’interno di Israele. Quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all’esistenza nella pace e nella sicurezza”.
 
Visto che siamo invischiati, volenti o nolenti, in modaiola epoca di boicottaggi, sarebbe interessante invitare i lettori a boicottare quegli scrittori che oggi invitano a non accedere alla cultura che sarà alla Fiera del Libro di Torino. Questi scrittori, o intellettualoidi che li si voglia considerare, che assaggino la loro stessa medicina: invito dunque i lettori a non leggere né Valerio Evangelisti né Tariq Ramadan. Io direi, finalmente in pace con me stesso, che è atto dovuto e più che mai legittimo boicottare chi oggi si fa promotore di idee tanto disgustose.

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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:37 | cultura, politica, riflessioni, polemiche, web , controinformazione, appuntamenti, iniziative, blogosfera, provocazioni, notizie dalla rete, prima pagina, società, blogger, sgarbi, scrittori, ultime notizie, stalinismo, allarmi, notizieflash, opinionismo, editoriale di g iannozzi, la battaglia di maratona, inkazzatissimo, diritti del lettore, copia e diffondi | clicca per commentare commenti (8)



Nicola Tommasoli è morto e Gianfranco Fini assolve i neofascisti

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, maggio 05, 2008


Gianfranco Fini assolve i neofascisti!
Nicola Tommasoli è morto
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
Durante il notiziario Studio Aperto, uno dei due amici che era con Nicola Tommasoli, vittima del pestaggio a morte da parte di cinque neofascisti, ha raccontato: “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi, uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo essere lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti, ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l’amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.
 
E’ clinicamente morto Nicola Tommasoli, il giovane ricoverato all'ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato picchiato a sangue la notte del primo maggio. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione per l'accertamento della morte. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti.
 
Vincenzo Stingone, il questore di Verona, si è così espresso: “Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras”.

Altri due ragazzi della provincia di Verona sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione a Nicola. I due arrestati sono Guglielmo Corsi, 19 anni, e Andrea Vesentini, 20 anni, entrambi di Illasi, un paese poco distante dal capoluogo. Il primo è metalmeccanico, l’altro è promotore finanziario.
Secondo quanto accertato, Corsi e Vesentini erano insieme a Raffaele Dalle Donne, il giovane veronese arrestato per primo da polizia e carabinieri nel corso dell’inchiesta. Dalle Donne si è costituito. Raffaele, già conosciuto alle forze dell’ordine come tipo violento e aggressivo, era fuggito in tuta da ginnastica dopo il pestaggio e non era tornato a casa fino all’alba della mattina dopo. Quando è venuto a cambiarsi, il padre l’ha convinto a costituirsi e lui lo ha fatto, accompagnato dall’avvocato di famiglia.
Corsi e Vesentini, quando in nottata la polizia è venuta a prenderli a casa, non hanno opposto alcuna resistenza e hanno ammesso subito di aver fatto parte del gruppo di aggressori di Tommasoli. Peri e Tarabuio, anche loro ricercati per l’aggressione, hanno invece preso la macchina della madre di uno dei due per fuggire all’estero. Il questore di Verona, Vincenzo Stingone, ha lanciato un appello perché gli aggressori latitanti si consegnino agli inquirenti. I latitanti sono soprannominati "Peri" e "Tarabuio", sono scappati probabilmente in Austria, e gli inquirenti, pur non rivelandone l’identità, hanno spiegato che potrebbero consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine nelle prossime ore.
 
Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino “sono molto più gravi” di quanto accaduto a Verona. Lo sostiene Gianfranco Fini, a Porta a porta, talk-show politico condotto da Bruno Vespa. “L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.
“Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo e chiedere la massima punizione per gli assassini assistiamo, invece, ad una serie di basse speculazioni politiche”. Questo il commento di Iacopo Venier, della segreteria nazionale del Pdci, secondo cui “tra queste la più grave è certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001”. Per Salvatore Cannavò, esponente di Sinistra critica, le parole di Fini sono “allucinanti e incredibili”: “Mettere sullo stesso piano l’incendio di una bandiera con un barbaro omicidio non solo costituisce una assoluta mancanza di rispetto per il dolore di due genitori a cui la barbarie ha strappato il figlio, ma il sintomo della cultura di fondo del neo presidente della Camera”. E Walter Veltroni, giustamente, rincara la dose: “Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi. Sono due fatti diversi: nel primo caso c’è la vita di un ragazzo che è stata spezzata ed è un episodio molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio. Il secondo episodio è altrettanto grave e stabilire delle priorità è assolutamente sbagliato. Bisogna contrastare ogni forma di violenza e intolleranza. Quando poi diventa una violenza fisica nei confronti di un ragazzo ucciso a bastonate, è necessario avere un giudizio molto severo”. Rosy Bindi invita Fini a usare maggiore “prudenza” nel commentare l’uccisione del ragazzo a Verona: “Siamo in presenza di una morte, inviterei il presidente della Camera ad una certa prudenza, credo sia veramente pericoloso stabilire delle gerarchie di gravità tra bruciare le bandiere di un Paese e aggredire una persona fino a sopprimerne la vita”. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, si chiede: «Cosa c'è di più grave dell'omicidio di un ragazzo innocente?”.
 
Dopo questa sparata del neopresidente della Camera Gianfranco Fini, si può solo augurare una cosa al nuovo governo: che cada al più presto possibile, che non abbia neanche la durata di uno sputo.


I commenti su questo post sono chiusi a Tutt*, senza eccezioni, in rispetto del dolore della famiglia.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:08 | politica, cronaca, totalitarismo, nazismo, cronaca nera, violenza, prima pagina, fascismo, ingiustizia, ultime notizie, scandali, nazisti, fascisti, cronaca vera, assassini, fondamentalismi, allarmi, società e politica, gioventù bruciata, nazifascismo, notizieflash, criminali, last news, inkazzatissimo | clicca per commentare



Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -





Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa

partigiano sepolto con rito civile




Il parroco vieta Bella ciao dentro e fuori la chiesa, e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia. E’ accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Protagonisti della vicenda sono la famiglia di Egidio Cozzi , 80 anni, ex partigiano, e don Renato D’Aronco , parroco di Castelnuovo. L’anziano partigiano aveva chiesto, prima di morire, che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane.

Un pallino per il defunto che aveva espresso più volte il desiderio di avere la banda alle sue esequie, ma il parroco si è opposto, non ha permesso che la piccola orchestra entrasse in chiesa e si è rifiutato anche di farla suonare sul sagrato. La famiglia ha quindi deciso di far svolgere solamente il rito civile, durante il quale sono state eseguite tutte le canzoni patriottiche care all’anziano partigiano.

“E’ stata una cosa poco sensibile e rispettosa del defunto, dei suoi familiari e dei tanti amici che si erano radunati per l’ultimo saluto” ha detto il segretario dell’Anpi di Spilimbergo (Pordenone), Gianni Afro. “Sia i congiunti, sia i soci e i simpatizzanti dell’Anpi - ha precisato Afro - avevano capito perfettamente il disagio del parroco nel fare eseguire simili brani in chiesa e, quindi, avevano accettato di buon grado di non far suonare la banda nel luogo di culto. Quando, però, il prete si è rifiutato di concedere il nulla osta perfino per l’esibizione sul sagrato, su quello che è ormai suolo pubblico, è sembrato a tutti un affronto, e si è optato per rinunciare alla cerimonia religiosa per dare corso unicamente a quella civile”.

“Mi sono limitato ad applicare le direttive che regolano l’uso della musica e degli strumenti all’interno dei luoghi di culto senza dare alcuna interpretazione ai canti che si sarebbero dovuti eseguire” si è giustificato don Renato D’Aronco, precisando di non essersi opposto all’esibizione della banda all’esterno della chiesa. Il sacerdote, che è parroco da 11 anni della piccola comunità friulana, ha anche spiegato che “era impossibile trovare un compromesso come qualche esponente dell’Anpi aveva richiesto. Il rito funebre ha il significato di una comunità cristiana che accoglie e accompagna”.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:27 | polemiche, religione, cronaca, controinformazione, diritti umani, censura, intolleranza, ingiustizia, ultime notizie, cronaca vera, allarmi, notizieflash, last news, inkazzatissimo | clicca per commentare commenti (8)



L’Italia ai neofascisti?

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, maggio 04, 2008






L’Italia ai neofascisti?


di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Il fatto è quantomeno grave. Gravissimo. Nicola Tommasoli durante la notte del primo maggio è stato avvicinato da alcuni giovani, gli hanno chiesto una sigaretta, gli è stata rifiutata, ed allora è scattata la punizione, calci e pugni. Nicola l’hanno lasciato privo di sensi, più morto che vivo. In ospedale le sue condizioni sono subito apparse disperate: in queste ore il ragazzo lotta tra la vita e la morte. Il padre di Nicola: “Sono realista non voglio illudermi. I medici dicono che c’è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare”.
Un ragazzo di venti anni, interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, ha confessato: “piena confessione”. Non è un volto nuovo alle forze dell’ordine, si tratta di un ultrà neofascista dichiarato, in passato già finito nelle mani della polizia per essersi reso colpevole di aggressioni dichiaratamente razziste nonché per violenza negli stadi.
 
Nell’intanto è caccia aperta per gli altri quattro aggressori. Due di loro sono già stati identificati, ma sono fuggiti all’estero: per loro è subito stato spiccato un ordine di cattura. L’aggressore fermato è invece stato tradotto in carcere a Montorio. Dalle prime indiscrezioni, si sa che il neofascista appartiene a una famiglia piuttosto benestante di Verona. Il neofascista si è costituito in mattinata presso la Digos di Verona, ovviamente accompagnato dal suo avvocato di fiducia.
Il neofascista era già noto alle forze dell’ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo; nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre sedici persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute sempre a Verona. Il giovane fascista frequenta ambienti vicini a Forza Nuova, tuttavia l’associazione di estrema destra oggi nega qualsiasi coinvolgimento e minaccia di querelare chiunque intenda associare l’episodio a FN. “Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda”, ha minacciato il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis: “I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova. Come movimento politico prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili”.
 
Anche il Veneto Fronte Skinheads nega di essere coinvolto. Parla il presidente Giordano Caracino: "Il ragazzo, dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento. Noi prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto".
 
Nell’intanto Michele Santoro, per aver portato ad Annozero alcuni spezzoni del Vaf-Day tenutosi a Torino il 25 aprile, ha ricevuto la partaccia del presidente della Rai Petruccioli. Santoro, che vi piaccia o no come giornalista e uomo, ha il sacrosanto diritto di fare la “sua” trasmissione, che è appunto la sua trasmissione. Le reti Rai sono tre, escludendo quelle via satellite, e in teoria dovrebbero fornire informazione all’Italia tutta, quindi dovrebbero dare spazio a tutti gli schieramenti sociali e politici presenti oggi in Italia, anche a Beppe Grillo. In queste ore ciò che di più si paventa è che sia in atto qualcosa di più di una mezza idea di censurare i personaggi ritenuti “scomodi”. Che il presidente della Rai abbia forse in mente di censurare Santoro - come già avvenne sempre sotto il governo Berlusconi? Per chi ha corta la memoria, sotto il precedente governo Berlusconi un editto colpì Michele Santoro, Daniele Luttazzi e in maniera più che mai violenta il compianto Enzo Biagi, con quello che oggi è da tutti ricordato come l’editto bulgaro.
 
Se questo è il clima sociale dopo la vittoria della destra in Italia, Dio non lo voglia!, allora questo paese è destinato a sprofondare nella sua stessa immondizia senza possibilità alcuna di assoluzione.






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Solo fucili di carta quelli di Bossi?

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, aprile 29, 2008






Solo fucili di carta quelli di Bossi?

La Lega promette battaglia con 300mila uomini



di Giuseppe Iannozzi





«Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi». A tuonare minacce è il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, poco prima di varcare il portone di Montecitorio, rivolgendosi ai giornalisti: «Mi auguro che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale». Solo l'altro ieri, Berlusconi aveva invitato la Lega a smorzare i toni, a non usare iperboli folgoranti, ricordandogli che lui, Berlusconi, aveva definito i fucili della Lega di carta; tuttavia Bossi replica impassibile, impipandosene dell'ammonizione berlusconiana: «I fucili sono sempre caldi».

«Io farei sempre i referendum come in Svizzera, a chiedere alla gente non sbagli mai», ha aggiunto Bossi, rispondendo a chi gli chiedeva un giudizio circa l'ipotesi che sul ponte di Messina si tenesse un referendum popolare.

«Dobbiamo cacciare i clandestini e fare il federalismo fiscale». Entrato nell’emiciclo di Montecitorio, il Senatur è stato applaudito da leghisti e uomini di centrodestra. «Per ottenere queste riforme useremo in questa legislatura tutti gli strumenti che servono», spiega il leader del Carroccio, più che mai convito che sarà lui il ministro delle Riforme: "E chi se no? Chi è che manda via gli immigrati? [...] Berlusconi? Manterrà la parola».

Insieme a Gianfranco Fini, Bossi ha lasciato l’Aula della Camera confermando che con ogni probabilità sarà lui il nuovo ministro delle Riforme e Roberto Maroni il ministro dell’Interno. Quanto a Rosy Mauro, per la quale la Lega avrebbe chiesto il ministero del Welfare, il leader del Carroccio si limita a dire: «Potrebbe essere un buon ministro».

Bossi ha inoltre aggiunto, con la solita sicumera, che non teme sorprese per la formazione del Governo: «Mi fido di Berlusconi, stavolta manterrà la parola» ha detto il Senatur. «Ha voluto sposare la Lega e ora deve eseguire gli ordini». E il cachinno sulle labbra del Senatur non è sfuggito a nessuno dei presenti.

Se questo è l'inizio del nuovo governo berlusconiano-leghista, è un inizio ben più che pessimo, che si potrà solo risolvere in tragedia!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:16 | politica, prima pagina, federalismo, ultime notizie, allarmi, società e politica, notizieflash, last news | clicca per commentare commenti (5)



Mosley: «Vita sessuale? Fatti privati»

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 21, 2008





Mosley: «Vita sessuale? Fatti privati»

 
di Giuseppe Iannozzi



«Orgia nazista con cinque prostitute». Con questa pesante accusa il presidente della Formula Uno Max Mosley è stato messo alla gogna da News of the World. «In segreto è un pervertito sessuale sadomasochista» scrive senza mezzi termini il tabloid domenicale londinese. La prova? Un video di cinque ore dove si vede Mosley - figlio di un famigerato leader fascista britannico - che si atteggia a comandante di un lager nazista durante una «depravata orgia in stile nazista», dà ordini in tedesco alle prostitute nude o seminude, le frusta e poi a sua volta «gode a farsi frustare a sangue» scrive il tabloid inglese. «In pubblico il boss della Formula Uno respinge il malefico passato del padre ma in segreto fa giochi nazisti in un’orgia da 2.500 sterline» riferisce il News of the World.
Max Mosley, figlio di Oswald Mosley* che tra le due guerre mondiali fondò l’Unione Britannica dei Fascisti e manifestò una sperticata ammirazione per Hitler e Mussolini, oggi presidente della Formula Uno avrebbe dato sfogo ai suoi istinti nazisti in un lussuoso appartamento nel quartiere londinese di Chelsea. Pagando in anticipo alla «dominatrice» (la prostituta-leader) 2.500 sterline in contanti, circa 3.100 euro. Il tabloid non spiega come i suoi «segugi» siano riusciti a mettere mano sul video hard ma fa un dettagliatissimo resoconto dell’orgia, con Mosley che alterna i ruoli dell’aguzzino e della vittima immaginando di trovarsi in un campo di concentramento. Per accentuare lo «stile nazista» due delle cinque prostitute erano vestite come le donne recluse ad Auschwitz. Sposato da 48 anni con Jean, padre di due figli già grandi, Mosley ha lasciato l’appartamento di Chelsea dopo quasi cinque ore. Il tabloid fornisce persino l’ora esatta in cui è uscito dalla porta: le 17.05. «Si tratta di una questione fra Mosley e il giornale» fa sapere una fonte della Federazione internazionale dell’automobilismo.

«Ho una vita sessuale un po’ eccentrica», così afferma alla fine Mosley, puntualizzando però che sono «fatti privati» e che non ha alcuna intenzione di dimettersi dal vertice della Fia.
Max Mosley lascerà nelle mani del consiglio mondiale della Federazione il suo futuro nello sport. In un’intervista al Sunday Telegraph, dopo la pubblicazione del video choc di un’orgia di ispirazione nazista, Mosley si difende come può: «La maggior parte delle persone ritiene che se qualcuno pratica questo genere di cose, e lo fa senza offendere nessuno e senza violenza, sono fatti privati». La difesa è debole, ma l’ormai 62enne Mosley ci tiene a sfidare l’opinione pubblica con le unghie e coi denti. Chissà che ne pensa la moglie, ma sono affari privati, per l’amor del cielo!

Mosley si è dunque affidato al voto a scrutinio segreto che l’assemblea della Fia esprimerà il 3 giugno a Parigi: «Dirò loro che è sempre stata mia intenzione non andare oltre il mio mandato nel 2009. Se vorranno farmi andare avanti, lo farò. Se non sarà così, ovviamente mi fermerò». E prima di chiudere la sua apologia Mosley non risparmia un ultimo strale per la Gran Bretagna, alla quale augura che in futuro ci sarà maggior rispetto per la privacy: la richiesta avanzata all’Alta Corte da Mosley di bloccare la diffusione del video è stata infatti respinta in quanto, sebbene il giudice lo avesse definito «intrusivo e degradante», il filmato era dovunque in Rete, era quindi impossibile bloccarne la visione/diffusione.
 
 
* Sir Oswald Ernald Mosley (Londra, 16 novembre 1896 – Orsay, 3 dicembre 1980) è stato un politico britannico. E’ stato il fondatore nel 1932 del British Union of Fascists, formazione politica di estrema destra, vicina al Partito Nazionale Fascista di Mussolini, che almeno nella prima parte della sua storia, ebbe un certa popolarità tra gli ambienti conservatori per la sua verace adesione all’anticomunismo e al protezionismo. Testate giornalistiche come il Daily Mail e il Daily Mirror la sostennero pubblicamente in più di un’occasione. Alcuni politici di destra arrivarono a ipotizzare un’alleanza tra conservatori e blackshirts (camicie nere) in funzione anti-laburista.
All’inizio degli anni Trenta Mosley, a seguito di una grande revisione politico-ideologica, cominciò a considerare benevolmente l’Italia fascista (ne apprezzava soprattutto il corporativismo) e divenne un seguace di Benito Mussolini. Nel 1930 Mosley fondò il New Party, che ebbe il suo battesimo elettorale l’anno seguente nelle elezioni suppletive di Ashton-under-Lyne in cui ottenne il 16% dei voti. A seguito di altri insuccessi elettorali, nel 1932 Mosley gli cambiò nome in British Union of Fascists (BUF) rendendo palese la sua scelta di campo in favore del fascismo.
Nel 1937 la BUF si presentò alle elezioni comunali di Londra ma ottenne pochissimi voti, in parte appannaggio del nuovo partito presieduto da William Joyce, che per molti anni era stato il responsabile della propaganda del BUF e di fatto il principale collaboratore di Mosley. Il 23 maggio del 1940 Mosley venne arrestato con la moglie e alcuni irriducibili sostenitori: fu condannato a tre anni di carcere e durante il periodo di reclusione nacque il figlio Max, oggi presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile. Nel 1968 scrisse un’autobiografia dal titolo My Life e nel 1977 fu candidato alla carica di rettore magnifico dell’università di Glasgow, ottenendo100 voti. [ riduzione della voce presente su Wikipedia, L’enciclopedia libera; per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura integrale del pezzo presente su Wikipedia. ]

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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma aggressione omofobica nazifascista

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, aprile 18, 2008





Al Circolo “Mario Mieli” di Roma

aggressione omofobica nazifascista

al grido di “froci di merda”



Subito la severa condanna della Sinistra


di Giuseppe Iannozzi
 


Aggressione omofobica di chiaro stampo nazifascista, nel pomeriggio del 17 aprile, contro il Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli” di via Efeso, a Roma.
Si legge in un comunicato diramato dall’associazione: “Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l’ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo. Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontanati gridando improperi come Froci di merda ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio“.

Il documento pone l’accento anche sul nuovo clima politico - venutosi a consolidare in Italia dopo le elezioni del 13 e 14 aprile -, che ha lasciato strada libera alla Destra, soprattutto a quella delle fasce più intolleranti: “Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, Cominciamo bene!“. Ci si augura comunque “che sia stato solo un episodio isolato, anche se grave”. Il circolo è in vita nella capitale da ben 25 anni e oggi teme che si possano ripetere spedizioni punitive, che metterebbero a serio rischio le attività dell’associazione, oltre all’incolumità delle persone che operano all’interno della struttura.
“Un’azione chiaramente intimidatoria”, ha sottolineato la presidente del circolo Rossana Praitano. “E’ assolutamente non casuale che avvenga sotto al ballottaggio, dopo la sconfitta della sinistra. Tutto questo può aver risvegliato vecchi istinti bestiali”.
La Sinistra, per voce del sindaco candidato Francesco Rutelli, ha subito e giustamente condannato il grave accadimento: “Ci vuole grande fermezza e una risposta corale nei confronti di questo rigurgito del fascismo intollerante e omofobico. Dobbiamo scongiurare che la campagna elettorale sia accompagnata da fatti come questo che sono da relegare nei sotterranei della civiltà”. Per l’ex candidato a sindaco di Roma Franco Grillini è stato “un atto gravissimo di recrudescenza squadrista” anche perché “ci sono stati candidati soprattutto a destra che hanno flirtato con l’estrema destra neofascista e neonazista”.

Il presidente dell’Arcigay Aurelio Mancuso ha espresso “vicinanza e solidarietà” al circolo evidenziando che “il nuovo governo deve farsi carico di sanare le lacune legislative che non puniscono i reati di odio e di omofobia al pari dei reati contro la razza e la religione. Per queste persone occorre il pugno di ferro […] il gravissimo episodio avvenuto al circolo Mario Mieli non è che la punta di un iceberg di un pesante clima d’odio giunto a livelli non più sopportabile qui in Italia”. Sull’onda dell’emozione, alla fine, anche il candidato del Pdl Gianni Alemanno ha condannato l’episodio: “Si tratta di un gesto intollerabile”. Per l’Arcigay di Roma le parole dell’ex ministro di An sono arrivate davvero troppo tardi. L’associazione, “di fronte al silenzio della destra”, aveva già espresso infatti la sua preoccupazione “verso chi si candida a governare la nostra città senza mostrare solidarietà verso le vittime di un agguato fascista che mira a mettere in dubbio la stessa esistenza della comunità lesbica, gay e trans”.

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Sirchia condannato a 3 anni ma coperto dall’indulto

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -


Sirchia condannato a 3 anni
ma coperto dall’indulto


L’ex Ministro della Salute era accusato

per un giro di tangenti in ambito sanitario


di
Giuseppe Iannozzi



Girolamo Sirchia, il 2 febbraio 2005, è stato indagato per corruzione, subito dopo il suicidio del suo amico Francesco Mercuriali il 3 ottobre precedente.
Oggi, 17 aprile 2008, l’ex ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, è stato condannato a 3 anni di reclusione nell’ambito del processo milanese in cui è imputato insieme ad altre sette persone e una società per presunte tangenti nel mondo della sanità milanese. Per Sirchia l’accusa aveva chiesto 2 anni e 9 mesi di reclusione: una pena leggermente più pesante, dunque, che tuttavia non verrà scontata in quanto coperta da indulto. All’ex ministro è stata anche comminata la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. «Sono stato condannato nonostante avessimo portato prove e testimonianze a favore - è stato il primo commento dell’ex ministro -. Evidentemente io e i miei difensori non siamo riusciti a convincere i giudici».

Le tangenti, stando alle accuse, sarebbero state pagate per apparecchiature sanitarie a ospedali milanesi quando Sirchia era primario al Policlinico di Milano. L’inchiesta in questione portò il 29 settembre 2004 agli arresti domiciliari per il professor Francesco Mercuriali, ex primario di Immunoematologia del Niguarda, che si suicidò a casa sua il successivo 4 ottobre. Fra le presunte tangenti citate nell’atto di chiusura indagine, ci sono tre assegni su un conto corrente di Chiasso ritenuto riferibile a Sirchia per un totale di 30.500 dollari emessi da Health Care Id Inc. di Chicago, e tre assegni da 11.000 marchi tedeschi ciascuno emessi dalla Immucor tedesca, la filiale centrale europea della Immucor Usa.
Sirchia si è sempre difeso dicendo che quel denaro era il corrispettivo di una serie di consulenze. Per questo, a caldo dopo il pronunciamento della corte, parla di una sentenza «fuori dalla realtà e non condivisibile».

«Sono ovviamente dispiaciuto perché malgrado le prove e le testimonianze portate ha prevalso il teorema dell’accusa - ha detto dopo la lettura della sentenza -. Ovviamente mi riservo di impugnare una decisione che reputo fuori dalla realtà». L’ex primario del Policlinico ha inoltre sottolineato che per lui è un dovere «rispettare quello che il Tribunale decide ma è anche un dovere - ha detto - difendere la mia onorabilità». Il professore, assistito dagli avv. Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso, si è detto comunque amareggiato per essere uscito da un processo con una condanna coperta da indulto e una pena accessoria legata a un preciso episodio che presto cadrà in prescrizione.

«Al fine di chiarire meglio la mia posizione all’opinione pubblica rilevo che evidentemente non abbiamo saputo convincere il Collegio Giudicante, che ha sposato in pieno la tesi dell’Accusa, rincarando addirittura la pena, malgrado l’assenza di prove e ragionevoli indizi a mio carico e malgrado le testimonianze e le prove a discarico. Ecco le prove per cui il teorema dell’Accusa e recepito dal Collegio Giudicante “consulenze professionali = corruzione” è smentito dai seguenti fatti: a) le consulenze Janssen-Cilag erano autorizzate dall’Ospedale Maggiore a norma di legge e regolarmente denunciate nelle mie Dichiarazioni dei Redditi. Janssen Cilag non era fornitore del Centro Trasfusionale da me diretto. Tutte le consulenze peraltro erano note all’Ospedale e tese allo sviluppo di nuove tecnologie mediche; b) non partecipavo alle Commissioni Ospedaliere deputate a scegliere i fornitori nei procedimenti di gara, giacché la competenza era interamente in capo al Provveditorato dell’Ospedale… […] per quanto riguarda l’accusa di aver privilegiato alcune Aziende dichiarando i loro prodotti come unici sul mercato, questa accusa non ha fondamento alcuno come dimostrato dal fatto che né il Pubblico Ministero né il loro consulente hanno potuto presentare alcuna prova, malgrado i nostri ripetuti inviti a farlo. […] esisterebbe un corrotto, cioè il sottoscritto, senza corruttori giacché nessuna delle Aziende presunte corruttrici è stata condannata o incriminata».

L’ex ministro assicura che «ogni consulenza prestata è documentata da relazioni scientifiche, relazioni a congressi, sviluppo di nuovi prodotti e tutta la documentazione è stata presentata ai Giudici. L’Ospedale Maggiore di Milano non si è costituito parte civile giacché non solo non ne ha derivato alcun danno, ma, al contrario, ha tratto vantaggio dai prezzi di acquisto e da donazioni di materiali e apparecchiature grazie al nostro lavoro».

Prepariamoci dunque a una veloce canonizzazione dell’ex Ministro. Anche Girolamo Sirchia è “innocente!” per la nostra legge, che indiscutibilmente è proprio italiana: 3 anni coperti dall’indulto, questa la pena per cui l’ex ministro si dichiara amareggiato.


Legge 31 luglio 2006, n. 241

“Concessione di indulto“
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006



CAMERA


Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Uggè, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’Elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista

Acerbo, Burgio, Cannavò, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’Agrò, D’Alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volontè, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’Elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Lucà, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundarò, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.



SENATO


ALLEANZA NAZIONALE

Buccico Emilio Nicola, Curto Euprepio, De Angelis Marcello, Matteoli Altero, Saporito Learco, Valentino Giuseppe

AUT
Bosone Daniele, Molinari Claudio, Montalbano Accursio, Negri Magda, Peterlini Oskar, Pinzger Manfred, Rubinato Simonetta, Thaler Ausserhofer Helga, Tonini Giorgio

DC-IND-MA
Antonione Roberto, Cutrufo Mauro, Girfatti Antonio Franco, Manunza Ignazio, Massidda Piergiorgio, Pistorio Giovanni, Rotondi Gianfranco, Santini Giacomo, Saro Giuseppe Ferruccio, Stracquadanio Giorgio Clelio

FORZA ITALIA
Alberti Casellati M. E., Amato Pietro Paolo, Asciutti Franco, Azzollini Antonio, Baldini Massimo, Barba Vincenzo, Barelli Paolo, Bettamio Giampaolo, Bianconi Laura, Biondi Alfredo, Bonfrisco Anna Cinzia, Burani Procaccini Maria, Camber Giulio, Cantoni Gianpiero Carlo, Carrara Valerio, Casoli Francesco, Cicolani Angelo Maria, Colli Ombretta, Comincioli Romano, Costa Rosario Giorgio, D’Ali’ Antonio, Dell’Utri Marcello, Fazzone Claudio, Ferrara Mario Francesco, Firrarello Giuseppe, Gentile Antonio, Ghedini Niccolo’, Ghigo Enzo, Giuliano Pasquale, Grillo Luigi, Iannuzzi Raffaele, Iorio Angelo Michele, Izzo Cosimo, Lorusso Antonio, Lunardi Pietro, Malan Lucio, Malvano Franco, Marini Giulio, Mauro Giovanni, Morra Carmelo, Nessa Pasquale, Novi Emiddio, Palma Nitto Francesco, Pastore Andrea, Pianetta Enrico, Piccioni Lorenzo, Piccone Filippo, Pisanu Beppe, Pittelli Giancarlo, Possa Guido, Quagliariello Gaetano, Rebuzzi Antonella, Sacconi Maurizio, Scarabosio Aldo, Scarpa Bonazza Buora Paolo, Schifani Renato Giuseppe, Scotti Luigi, Stanca Lucio, Sterpa Egidio, Taddei Vincenzo, Tomassini Antonio, Vegas Giuseppe, Ventucci Cosimo, Viceconte G. Walter C., Vizzini Carlo, Zanettin Pierantonio, Ziccone Guido

IU-VERDI-COMUNISTI ITALIANI
Bulgarelli Mauro, Cossutta Armando, De Petris Loredana, Pecoraro Scanio Marco, Ripamonti Natale, Silvestri Gianpaolo

MISTO
Andreotti Giulio, Colombo Emilio, Cossiga Francesco, Del Pennino Antonio Adolfo Mar

MISTO-PDM
Fuda Pietro

MISTO.POP-UDEUR

Barbato Tommaso, Cusumano Stefano, Mastella Clemente

RIFONDAZIONE COMUNISTA-SE
Albonetti Martino, Alfonzi Daniela, Allocca Salvatore, Boccia Maria Luisa, Bonadonna Salvatore, Brisca Menapace Lidia, Capelli Giovanna, Caprili Milziade, Confalonieri Giovanni, Del Roio Josè Luiz, Di Lello Finuoli Giuseppe, Emprin Gilardini Erminia, Gagliardi Rina, Giannini Fosco, Grassi Claudio, Liotta Santo, Malabarba Luigi, Martone Francesco, Nardini Maria Celeste, Palermo Anna Maria, Russo Spena Giovanni, Sodano Tommaso, Tecce Raffaele, Turigliatto Franco, Valpiana Tiziana, Vano Olimpia, Zuccherini Stefano

UDC
Baccini Mario, Buttiglione Rocco, Ciccanti Amedeo, De Poli Antonio, D’Onofrio Francesco, Eufemi Maurizio, Fantola Massimo, Follini Marco, Forte Michele, Libe’ Mauro, Maffioli Graziano, Maninetti Luigi, Marconi Luca, Monacelli Sandra, Naro Giuseppe, Pionati Francesco, Poli Nedo Lorenzo, Ruggeri Salvatore, Trematerra Gino, Zanoletti Tomaso

ULIVO
Adragna Benedetto, Amati Silvana, Angius Gavino, Baio Dossi Emanuela, Banti Egidio, Barbieri Roberto, Barbolini Giuliano, Bassoli Fiorenza, Battaglia Giovanni, Bellini Giovanni, Benvenuto Giorgio, Bettini Goffredo Maria, Bianco Enzo, Binetti Paola, Bobba Luigi, Boccia Antonio, Bodini Paolo, Bordon Willer, Bruno Franco, Brutti Massimo, Brutti Paolo, Bubbico Filippo, Cabras Antonello, Calvi Guido, Carloni Anna Maria, Casson Felice, D’Amico Natale Maria Alfonso, Danieli Franco, De Simone Andrea Carmine, Di Siena Piero, Enriques Federico, Fazio Bartolo, Ferrante Francesco, Filippi Marco, Finocchiaro Anna, Fontana Carlo Ferruccio Antoni, Franco Vittoria, Galardi Guido, Garraffa Costantino, Gasbarri Mario, Giaretta Paolo, Iovene Antonio, Ladu Salvatore, Latorre Nicola, Legnini Giovanni, Livi Bacci Massimo, Lusi Luigi, Maccanico Antonio, Magistrelli Marina, Magnolfi Beatrice Maria, Manzella Andrea, Manzione Roberto, Marino Ignazio Roberto Maria, Massa Augusto, Mele Giorgio, Mercatali Vidmer, Micheloni Claudio, Mongiello Colomba, Montino Esterino, Morando Antonio Enrico, Morgando Gianfranco, Nieddu Gianni, Palumbo Aniello, Papania Antonino, Pasetto Giorgio, Pegorer Carlo, Piglionica Donato, Pignedoli Leana, Pisa Silvana, Polito Antonio, Pollastri Edoardo, Procacci Giovanni, Randazzo Antonino, Ranieri Andrea, Roilo Giorgio, Ronchi Edo, Rossa Sabina, Rossi Paolo, Salvi Cesare, Scalera Giuseppe, Scarpetti Lido, Serafini Anna Maria, Sinisi Giannicola, Soliani Albertina, Treu Tiziano, Turano Renato Guerino, Turco Livia, Vernetti Gianni, Villecco...

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 01:23 | cronaca, salute, ultime notizie, scandali, prosa poetica, allarmi, società e politica, notizieflash | clicca per commentare commenti (14)



Tu scopi? come e quanto scopi? E con chi?

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 13, 2008






Gli uomini sono per le prostitute e il virtuale

Il 40% delle coppie italiane non scopa


Purtroppo siamo ancora troppo italiani


di Giuseppe Iannozzi





Secondo un rapporto presentato in occasione del congresso dei sessuologi europei il calo del desiderio è ben più che triplicato in soli dieci anni. Il che tradotto significa che i maschi italiani sono dei segaioli, mentre le donzelle sono o per la castità o per Saffo. Insomma, addio agli amori ancillari!

Quaranta coppie italiane su cento non fanno sesso, non scopano neanche per sbaglio, maschi e femmine non finiscono a letto insieme per scopare ma solo per dormire a lungo, di santa ragione. Questo l'allarmante risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi, che verrà presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia che si apre a Roma domenica.

Secondo lo studio il calo del desiderio è soprattutto maschile ed è triplicato negli ultimi 10 anni. «Le coppie italiane alla tavola del sesso si comportano in modo davvero differente - spiega Chiara Simonelli, sessuologa dell’Università La Sapienza di Roma e vicepresidente della Federazione - eppure tutte sono riconducibili a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti».

Secondo lo studio, le coppie sessualmente «anoressiche» sono più spesso composte da soggetti che sono oramai nei fatidici 40 od oltre, quindi con una relazione consolidata ma ripetitiva.

Sempre più spesso sono gli uomini a non usarlo il pipino, non nella maniera corretta e più sana in ogni caso: non si lasciano né abbracciare né legare dalle gambe della partner, e si rifugiano fra le tette di una prostituta. E, purtroppo, non mancano quelli che si sparano seghe davanti al monitor, visionando siti erotici e porno, o anche solo chattando con una perfetta sconosciuta.

La ricerca indica che solo il 30% delle coppie si può definire «sazia», ha rapporti sessuali appaganti con una frequenza che soddisfa entrambi.

In politica facciamo ben più che schifo, a letto siamo degli stupidi segaioli, quindi si può ben dire che l'Italia è rovinata ab imis.








  E voi scopate ogni dì, sì o no?
 
  O siete dei segaioli incalliti?








by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:14 | amore, donne, uomini, sesso, satira, salute, sondaggio, benessere, ultime notizie, allarmi, via del campo, last news | clicca per commentare commenti (38)



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