Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des



© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

In Evidenza


Jerusalem - Frediani Andrea   I silenzi di Joe - Fabio Della Seta   Ivo Mej - Moro rapito!   Laura Costantini e Laura Falcone - Roma 1944   Visconte di Lascano Tegui - Sogno senza fine




Free Tibet

Free Tibet


Pesciolina Vany, è inutile che fuggi... Mi ti pappo...

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 07, 2008






 Pesciolina Vany, è inutile che fuggi... Mi ti pappo...

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:40 | poesia, amore, amiche, amicizia, dediche, artedigitale | clicca per commentare commenti (17)



A Gaja Cenciarelli, eterna gattina

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 21, 2008







Gaja
 



Gattina Gajetta,
tanti auguri



Gattina, quand’è che mi sposi,
quand’è che ti lascerai portare
all’altare se non vestita di bianco
di mille e mille fiori rosa almeno?
Quand’è che con quegl’occhi di gatta
in calore
finalmente metterai la testa a posto
e mi dirai di sì, che sono io l’unico
che può mettere casa nel tuo cuore?
Possibile tu non ti renda conto
che è ora di far felici mamma e papà,
che è tempo di avere un uomo accanto
che a te pensi, che per te si rovini la vita
pensando al tuo bene preoccupandosi da mane
a sera? Possibile che tu sia così cieca
da non capire che il mio letto aspetta
solo la calda impronta del tuo spirito!
 
Che aspetti, gattina? Perché esiti?
Qui è tutto pronto da tanto tanto tempo,
ho messo su il jazz più triste di Chet Baker
e i monaci aspettano solo d’inondarci di OM
Non esitare, vieni presto prima che la Pasqua
veda risorgere un altro uomo per un immenso Vuoto
Vieni, porta tutti i tuoi peperoncini più piccanti
Porta la coda di violino e l’archetto più tenero
Porta i tuoi gridolini di felicità e una lacrima,
una sola di tristezza, porta qui tutto di te,
tutta la tua santa dolcezza

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:53 | poesia, amore, donne, amiche, amicizia, dediche | clicca per commentare commenti (23)



Mrs Robinson, please!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 06, 2008





Mrs Robinson, please!



di Giuseppe Iannozzi




 
Mrs Robinson, please!


A Cinzia,
la migliore Mrs Robinson del mio cuore,
la sola lupa che amo m’accarezzi



Mrs Robinson, insegnami un motivo d’amore
che non avevo messo in conto
Mrs Robinson, ho avuto tante amanti,
ma nessuna ha mai preso in ostaggio il mio cuore;
ed allora perché con te è successo
qualcosa di più del sesso?
 
Non avevo intenzione di farti del male
Non avevo intenzione di cader in amore sul serio
E’ accaduto tutto così in fretta
che sono ancora stordito e confuso
Mrs Robinson, mi sedurrai sfilandoti le calze
o buttandomi il fumo in faccia
per vedere il mio volto commosso dalla tosse?
 
Mrs Robinson, i comignoli sputano fumo
e le colombe si riposano sui cavi elettrici
Sembra così strano che ci sia tanta pace,
non trovi anche tu?
I bambini giocano nei parchi a palle di neve,
le giovani mamme si lasciano ammirare
e qualcuno tiene un comizio politico
promettendo che presto l’America cambierà
Mrs Robinson, perché hai fatto di me
il tuo cattivo ragazzo pronto a tutto, perché?
 
In strada le pubblicità fanno bella mostra di sé
Sembrano tutti così dannatamente felici
Se il mondo finisse oggi sarei contento
Se tutte le fabbriche chiudessero di punto in bianco
non verserei una lacrima perché ho avuto te
Mrs Robinson, perché per un giorno d’amore
hai fatto di me il tuo cattivo ragazzo pronto a tutto?
I cinema ripetono film in rosa ora dopo ora
e la notte viene lenta lenta ad oscure le nostre anime
 
Mrs Robinson, insegnami il mondo delle donne
Raccontami di te, della tua pelle, del tuo profumo
ancora una volta, ancora una volta, please!
Mrs Robinson, sono finito nel letto di tante,
ma nessuna ha mai imprigionato la libertà dell’aquila;
ed allora perché con te è successo
qualcosa di più del sesso?
 
Non avevo intenzione di farti del male
Non avevo intenzione di cader in amore sul serio
E’ accaduto tutto così in fretta
Tutto così in fretta, così in fretta
che non so davvero se è possibile
far marcia indietro adesso, così di colpo
Non avevo intenzione di cader in amore
ed invece sono ancora qui coi pugni chiusi,
con la pioggia e il sole a bussare
alla tua porta che non mi aprirà
E nonostante tutto se il mondo finisse oggi
sarei dannatamente contento
perché per una volta almeno io ho avuto te
 
 
 
 
 
Il nostro bacio

di Giuseppe Iannozzi e Vany Romanticaperla

 

Ma come, un bacetto!
Uno solo?
E come faccio
con un sol bacio
io che ho fame,
tanta fama di te?
 
Sì, un sol bacetto
perché poi non si finisce più
I baci son come le ciliegie,
uno tira l’altro
ed io che ho necessità
modeste son certa
che poi cerco altro
 
E che male ci sarebbe
se poi cercassi dell’altro?
forse che desiderare
è di per sé peccato,
cosa brutta da celare
agl’occhi altrui e ai propri?
Se oggi mi dai un bacetto,
sicuro è che domani
tosto te ne chiederò un altro,
e posdomani senza tema
sarei di nuovo da te
a mendicar, per un bacio
o due anche
E così all’infinito
 
E allora dài, vieni
a darmi un bel bacetto
Ho labbra carnose di ciliegia
Regalano morsi baci e sorrisi
mentre gl’occhi languidi
e invitanti si sciolgono in te
offrendoti di me
le grazie più attente
 
Baciami, strusciami, mordimi
Scherza un po’ con lingua e denti
 
Arrivo, arrivo da te
in un batter di ciglia
pria che tu possa pensare
di cambiare idea
 
Arrivo, sì, da te
a prendere ciò che mi spetta,
un bel bacetto e una notte,
una lunga notte di sospiri d’amore

Stregami, accendimi…
Voglio un lungo bacio appassionato
che mi faccia toccare le stelle,
che mi faccia sentire i brividi
lungo la schiena,
voglio l’alchimia di quel bacio
che mi libera il cervello,
che fa galoppare il battito del cuore
Voglio quella piacevole sensazione
che mi fa diventare più bella
 
Arrivo, arrivo da te
perché non reggo più
tutta questa solitudine d’attorno
 
M’hai stregato l’anima
ed ora t’appartiene,
così se domattina una lacrima
sul cuscino lascerai libera
sarà per colpa tua, soltanto tua

Arrivo con lingua di serpente
e bianchi denti d’angelo per mangiare
tutto l’amore che in te c’è






Leggi il nuovo

JuJol.com

JuJol - cultura e spettacolo

JuJol.com - cultura e spettacolo

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:47 | poesia, amore, amiche, amicizia, dediche, duets, iannozzi and friends, king lear, jujolcom | clicca per commentare commenti (21)



Angioletto e gli altri

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 04, 2008





 Angioletto e gli altri


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Angioletto all’Asilo
 
 
Sono diventato vecchio
e sono finito dritto all’asilo
Chi l’avrebbe mai detto!
Mi faccio un giretto
Faccio un dispetto
a quella lì che se la tira
Ma gira che ti rigira
finisce poi che la maestra
mi sbatte in un angoletto
tutto solo soletto
 
E allora io grido “nooo...”
La punizione, proprio non ci sto
Non ci sto dentro
Non ho fatto niente di male davvero
Non ho fatto niente di brutto sul serio
Ho solo tirato la treccia a quella lì
che mi ha guardato un po’... un po’ così
“Nooo...”, non è giusto, “nooo...”
Non ci sto dentro a questo asilo
Io scappo, faccio saltare il tappo
di questa istituzione del cazzo
Io scappo, scappo, scappo...
in un angoletto solo soletto non ci sto
Io scappo, faccio saltare il tappo
di questa istituzione del cazzo
Io scappo, scappo, scappo...
ho già in mente un disegno perfetto
di sole giallo e prati verdi e altre banalità così
E’ per tutto questo che io me la batto
Detto fatto, giuro, lo faccio saltare il tappo
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato bambino, chi mai?
Me la batto e mi porto via
quella peste d’una brunetta
perché mi faccia compagnia
Me la batto in tutta fretta
e se lei opporrà resistenza un bacio,
con un bacio sulla boccuccia la stordirò
 
Sono diventato vecchio
e sono finito dritto all’asilo
Chi l’avrebbe mai detto!
Mi faccio un giretto
Subito la vedo, le faccio un dispetto
a quella bella bella bella brunetta
Le faccio un dispetto alla bimba bella
Le dirò che l’amo, che l’amo da tanto
E se invece d’un bacio avrà per me uno schiaffo
un altro bacio le metterò sulla boccuccia
Alla fine capirà che ho intenzioni serie
perché io il tappo di questa istituzione del cazzo
lo giuro su dio, lo faccio saltare
 
Io scappo, scappo, scappo...
ho già in mente un disegno perfetto
di sole giallo e prati verdi e altre banalità così
All’asilo io non ci sto dentro,
è giunto il tempo di fargli fare il botto
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Nessuno, nessuno mai
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
Non reggo solo soletto, faccio saltare tutto
 
Nessuno mi ci tiene in un angoletto
Nessuno, nessuno mai
 
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
Chi l’avrebbe detto che da vecchio
sarei tornato ad essere un angioletto?
 
 
 
 
 
Per il tuo perdono
 
 
Ti offro un calice pieno
rosso del mio sangue
Ti offro da bere
l’anima che ho,
per quanto mi renda conto
che vale poco o niente
Ma tu, ti prego,
non la versare
nel vaso dei fiori
che solo ieri ti regalai,
combattuto
fra timidezza
e quella brutta stranezza
che mi fa dire cose cretine
 
 
 
 
 
Gattino abbandonato
 
 
Stamattina sono rimasto
senza il latte solito
che eppur ogni dì mi davi
cullandomi poi fra i seni
per farmi addormentare
Stamattina sono rimasto
senza amore,
così adesso miagolo
e piango finché ce la faccio
Poi cadrò morto esausto
davanti alla porta di casa tua
 
 
 
 
 
Serpentello
 
 
Serpentello bello,
qualcuno
alla fin fine,
dopo tanti boli amari
inghiottiti a denti stretti
senza mai una parola scagliare
a quel pagliaccio moscio lassù
che dicono si chiami Gesù,
qualcuno sì,
alla fine quaggiù
se n’è accorto
che sei una peste,
che sei tremenda,
che sei veleno
- agenda mortale
per chi anche solo
con un dito appena
si osa di sfiorare
le tue labbra rosse,
rosse del sangue
degl’amanti castigati
ad eterna morte
di spasmi, di chimere
tra bollenti lingue
dove sole d’Irlanda
non arriva mai
 
Serpentello di veleno,
l’inferno morde
senza perdono alcuno;
feroce ha l’alito
ma mai, mai quanto il tuo
 
 
 
 
 
Pagliaccetta
 
 
Pagliaccetta,
non mi lamento
Però ho il pianto
che mi strozza la gola
Dimentichi sì presto
che sotto al cerone
ci sta la mia faccia
Dimentichi
che per quanto pazzo
anch’io soffoco
dentro all’alma
sinceri sentimenti,
che fanno schiattare
il core in petto
battito dopo battito
 
Pagliaccetta,
tu mi piaci
e non mi baci
Fai la faccia strana,
ti disegni un sorriso
sulle labbra,
e fuggi via...
fuggi lontana da me
 
Pagliaccetta,
tu mi piaci
e mi lasci
a morire per te,
perché il mio
è l’amore d’un pazzo
battito dopo battito
 
Pagliaccetta,
pagliaccetta,
pagliaccetta...
 
 
 
 
 
Lontano
 
 
Dove vai?
Lontano
dove tu non sai arrivare
 
Dove vai?
Lontano
dove l’eco non ha casa
né passi da ripetere
a ogni secondo
 
Dove vai?
Lontano,
lontano oltre l’orizzonte
e il mondo conosciuto
 
Dove vai?
Lontano
al di là della luce e del buio
Lontano, lontano da te,
che sei stata il bene e il male,
il primo sorriso, il sale sulla ferita
lasciata aperta
 
Dove vai?
Lontano
dal tuo dolore
 
Dove vai?
Dove?
Perché più non rispondi,
perché lasci che i secondi
passino inesorabili, lenti
cadendo
nei battiti del cuore?
 
Dove vai?
Hai dimenticato
le sigarette, per Dio!




Queste buffe poesiole sono dedicate nell'ordine a:

Cinzia, Vany, Gaja e Christian



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:41 | poesia, amore, amiche, amicizia, dediche, umorismo | clicca per commentare commenti (13)



Happy Vany

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, gennaio 24, 2008






Happy Vany
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 



 
Castelli
 
 
Tu, mio grande castello in aria,
mi porti tra gli angeli di dio
e poi nell’inferno dei tuoi sogni
Tu, solo tu, bimba dispettosa
che cogli rose rosse e casti baci
 
 
 
 
 
Fiumi
 
 
Tra le mie braccia
si muore
come d’inverno
aspettando
primavera
 
Che il sottobosco
torni
a profumi di muschio…
 
Giù in paese
già i comignoli
esalano fumo;
ciarliere le donne
al fuoco
riscaldano i pani
 
Presto
altre vite
legheranno vite
tagliando
cordoni ombelicali,
guadando fiumi
di culture
diverse
dall’Arno al Po
 
 
 
 



Amore cieco

 
di Vany Romanticaperla e G. Iannozzi
 
 
Dalla finestra entrava
il rossore del tramonto.
E’ lì che ti ho visto
uomo senza volto.
 
Chi hai visto? Me,
o la mia ombra
lunga distesa a toccare
con le sue orride dita
l’impalpabile tramonto?
Quanto di me ignori,
davvero non puoi immaginarlo:
ci sono stati giorni scuri
e altri troppo chiari
perché possa raccontarli
così a cuor leggero a te
che ami d’un amor puro.
 
Ti ho abbracciato
cogl’occhi chiusi,
mentre il tuo corpo
m’avvolgeva piano
la vita intera.

Prigioniero senza scampo
del tuo soffice corpo,
perso nell’universo
del tuo sguardo siderale
cercando indarno
un appiglio, ho scoperto
la bruna nudità
della tua anima tanto
tanto bella, pericolosa
conoscenza d’orgasmo
- di corpi avvinti,
dalla passione sconfitti. 
 
Così pudica come io sono
ti ho sussurrato
respirando a malapena:
“Voglio far l’amore con te”.
 
Come nell’occhio 
d’una tempesta senza fine
i nostri corpi si sono presi,
si sono riconosciuti:
spiriti troppo affini
perché potessero dimorare
per un’altra eternità lontani.
 
Le tue labbra erano cento.
Mi baciavano penetrandomi.
Amore, le tue mani erano
braci e m’inventavano
donna con la tua voce,
ed io supplice gemevo
perché infine m’apparissi.
 
Chi hai pregato? Me,
o la mia ombra di spirito,
di fuoco che taglia i confini,
che mette in egual maniera
in ginocchio amori e nemici?
Chi hai pregato, chi dunque!
Le tue mani giunte in preghiera,
hanno pregato il rosso fuoco,
l’immortalità ch’è giusta misura
per amare et odiare chiunque.
Ma ancora ignori chi io sia,
anche se piano ti dico “Amore!” 
 
 
 
 
 
Sotto la neve
 
 
La questione è grave
Mi ami o non mi ami
Ti spogli o ti sfogli
La questione è d’importanza...
d’importanza vitale
Devo sapere se stasera
verrai vestita di neve
o di primavera
 
La questione è grave
I passeri non muoiono mai
sui cavi della luce
Le rondini però si portano via
C’è solitudine, non una voce
Chi sto aspettando? chi?
 
La questione è grave
La neve cade, cade insistente
e non mi disseta per niente
 
Mancano le tue labbra
a queste mie labbra aride di uomo
Perché, perché tremi
come foglia al vento?
 
La questione è grave
Ti spogli, o ti sfogli
come fa l’autunno con l’albero?
 
La questione è grave
Io sono ancora radicato qui
sotto casa tua ad aspettare
che il cielo smetta neve
La questione è di dolore
O mi ami o non mi ami
O ti spogli o mi lasci solo
come sempre sono stato
 
O mi ami o non mi ami
O ti spogli o mi lasci solo
come sempre sono stato
 
 
 
 
 
Baci di sole
 
 
E’ inutile che tu metta su quel faccino
E’ proprio tutto, tutto inutile
Verrai da me e mi bacerai sulla bocca
La lingua scioglierai nella mia
felice di svegliarti nella polpa della mia carne
E sorriderai anche tu insieme a me
Ti accorgerai allora di quanto siamo uguali
 
Oh sì, tu mi bacerai a lungo fino in fondo
per toccare con la lingua la polpa della mia anima
Tu mi bacerai e ogni paura morirà in te
 
Oh sì, bimba bella, questo amore non è di carie
Potranno cadere i castelli in aria
e morire tutti i notai trincerati nei loro bureaux
Ma noi no, noi sorrideremo e sotto il sole,
sotto il sole le bocche sposeremo
L’invidia altrui non dannerà mai quel che siamo
Perché noi, bella bimba, siamo nati per stare insieme
 
Oh sì, bimba bella, il sole ci sorride allegro
Lasciamo queste dure strade di pietra
Lasciamoci indietro tutti quelli
che a denti stretti sputano per terra
Lasciamoci indietro tutti quelli
che il pane credono cresca nei campi
senza il sudore della gioventù
 
Bella, bella bimba, non fare quel faccino triste
Partiamo subito, partiamo adesso per Bengodi
Bella bimba, bella mia, con me avrai sempre sorrisi
Con me sempre e solo sorrisi di sole
 
 
 
 
 
Non lasciare che il sole tramonti su di me
 
Traduzione di Giuseppe Iannozzi
Testo originale di Bernie Taupin, per Elton John, dall’album Caribau (1974)
 
 
Non riesco a illuminare oltre l’oscurità in te
Tutte le mie fotografie
Sembrano scolorire nel bianco e nero
Divento sempre più stanco
E il tempo s’immobilizza davanti a me
Congelato qui sulla scala della mia vita
 
Troppo tardi davvero per salvarmi dalla caduta
Mi sono affidato al destino
E ho cambiato il tuo modo di vivere
Ma tu non hai capito per niente le mie intenzioni
Quando ti ho incontrata, hai chiuso la porta
E mi hai lasciato accecato dalla luce
 
Non lasciare che il sole tramonti su di me
Benché io cerchi me stesso,
E’ sempre qualcun altro che vedo
Lascerei solo una briciola
Della tua vita libera di vagare
Ma perdere ogni cosa è come il sole 
Che tramonta su di me
 
Non riesco a trovarlo, il verso romantico adatto
Ma guardami almeno per una volta
E prova a capire che cosa provo
Non scaricarmi 
Solo perché pensi che voglia farti del male
Queste ferite che ho su di me,
Oh, hanno bisogno di amore che le aiuti a guarire
 
Non lasciare che il sole tramonti su di me
Benché io cerchi me stesso,
E’ sempre qualcun altro che vedo
Lascerei solo una briciola
Della tua vita libera di vagare
Ma perdere ogni cosa è come il sole 
Che tramonta su di me
 
Benché io cerchi me stesso,
E’ sempre qualcun altro che vedo
Lascerei solo una briciola
Della tua vita libera di vagare
Ma perdere ogni cosa è come il sole 
Che tramonta su di me





Correte a far gli auguri a ►►► Vany Romanticaperla

prima
che questa bella bimba scoppi a piangere

come
chi si crede da tutti gli amici abbandonata



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:14 | poesia, amore, amiche, amicizia, happy birthday, omaggi, duets, iannozzi and friends, body and soul, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (23)



Accanto a te, Bambina

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, gennaio 18, 2008





Accanto a te, Bambina

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 


 
Bambina di capricci
 
 
Fossi stata brutta
Fossi stata una strega
tutta pezze e pazzie
e due soli denti in bocca
 
Fossi stata cattiva,
cappelli stopposi, occhi bui di notte
e fra le gambe un manico di scopa
Fossi stata una creatura così,
allora sì, ti avrei lasciata
su due piedi
Invece sei una bambolina riccia
tutta capricci e dolcezze da metter a nudo
Nella notte ti aggiri in punta di piedi
rischiando d’inciampare nei mostri
che il buio nasconde;
e tutto questo amore solo per venirmi a trovare
e un bacio lasciare
sulle mie labbra assetate di te
 
Come potrei mai dimenticare
la serica carezza dei tuoi capelli sconvolti
sul mio volto arruffato di sonno e barba?
Come? Non è possibile
 
Ancora ho memoria
di quella volta che mi credevi nell’oblio
ed invece fingevo e subito ti presi
Lanciasti un urlo breve di sorpresa
Però anche al buio capii
che ti seduceva esser stata scoperta
Bastò baciarti sulla spalla angelicata
perché la veste cadesse giù
piano come lacrima dal viso
E quanta felicità i tuoi baci nei miei
soffocati così, e il mondo d’attorno
impotente ma destinato a spiarci
 
Ogni notte ti addendo
per addentarti e non lasciarti mai più
Ogni notte attendo di catturarti
e farti prigioniera delle mie braccia pelose
Ogni santa notte mi mordo le labbra a sangue
sognando di te, della dolcezza della tua bocca
 
 
 
 
 
Il fantasma del nome
 
 
Il fantasma del nome
L’eco sbriciola le tombe
& gli alberi si piegano
fin quasi a spezzarsi
Un negro testa rasata suona
Sa fare il suo lavoro
La gente lo ascolta ammirata
Un altro grida la Fine del Mondo
che verrà, che verrà...
ma il semaforo è da una vita
fermo sull’occhio arancione
C’è una gran confusione
lassù in cielo & ma’ chiama
i suoi cuccioli d’uomo intorno a sé
 
Avevo dei fiori così belli
rubati alla più amorevole
delle foto - sorridente
sconosciuta al mondo
il camposanto l’accoglie
vestendola di convòlvoli
e giaggiòli, e mai una lacrima
e mai una lacrima una...
Oh il becchino fa un bel lavoro
& il negro sa suonare da dio
Il cappello raccoglie aria
e pochi cents
Che vita meravigliosa
che si fa lassù
 
Dei bei fiori per la mia donna
L’eco strappa i petali uno
a uno, il vento li porta via
Li deposita alle porte del Paradiso
 
Oh che terremoto meraviglioso!
 
 
 
 
 
Lune di traverso
 
 
Dimmi, Bambolina Bella:
tieni il broncio?
Perché sei così triste,
perché mi fai preoccupare?
 
Dimmi, Bambolina Bella:
un diamante
o un pezzo di carbone
ti farebbero dar di testa?
Sorrideresti, lo so
perché sei pazza,
perché sei nata così
uguale a me
Sei nata per stare
sempre sull’orlo della pazzia
 
Sei dolce, così dolce
che le rose son pallide lune di traverso
 
O già, tu sei così innocente
Così tanto innocente
che mi credi bello
almeno quanto te
Ma mi tocca di darti un dolore
per quanto piccolo,
io sono un diavolo
vomitato dall’Inferno
Il parroco quando passo io
si fa in fretta il segno della croce
e poi subito scappa via,
ma con la coda fra le gambe
Ma con la coda biforcuta
che mena a destra e a manca
 
Avanti, Bambolina Bella
vieni accanto a me
e raccontami delle tue marachelle
Poi, dopo, ti darò le mie caramelle
Vero che le vuoi?
Vero che le vuoi?
Oh sì che le vuoi...
 
 
 
 
 
Amo farlo
 
 
Non ho problemi ad ammetterlo
Sono un maiale, un porco e quant’altro
Sono uno da cui dovresti stare alla larga
Se c’è una cosa che m’interessa è sempre e solo quella
 
Hai capito bene, sì, Bambina
C’ho il chiodo fisso e me ne sbatto delle norme ISO
Non m’interessa l’opinione della gente
né mi garbano le loro lagne di gabbiani feriti,
di colombe bianche prigioniere di chiese in viola;
il mio stile è di chiederla ad ogni bella
E se non ci sta la pianto in asso
Il mondo è pieno di donne
Ce ne sono sette almeno
per ogni uomo che le cerchi
Come i sette mari, come i sette mari
 
Se c’è una cosa che amo è farlo
Non mi piace stare con le mani in mano
Se c’è una cosa che mi fa buon sangue
è una tipa in gamba che non si accontenta
di carezze e diamanti
Bambina, sono quello a cui piace farlo
Se non ti garbo dovresti starmi alla larga
Sono un maiale e un porco per natura
 
Sono un maiale che più di tutto gli piace la topa
Sono un maiale che più di tutto ama scopare
Sono un tipo davvero poco raccomandabile
 
Bambina, quand’è che imparerai a stare lontana dai guai?
 
Sono un maiale e un porco, mi piace la topa
La mamma non te l’ha detto che sono così?
Il mondo è pieno di donne
Ce ne sono sette almeno
per ogni uomo che ce l’abbia bello duro
Come i sette mari, come i sette mari
Bambina, se non me la smolli, non ci penso su due volte:
navigo altrove, navigo oltre, navigo verso l’amore
 
Bambina, deciditi, o me la dai o resti nella tua cameretta
Io sono un porco e un maiale, mi piace farlo
La mamma non ti ha insegnato che agli uomini garba così?
 
Sono un maiale che più di tutto gli piace la topa
Sono un maiale che più di tutto ama scopare
Sono un tipo davvero poco raccomandabile
 
Bambina, quand’è che imparerai a stare lontana dai guai?






Leggi il nuovo

JuJol.com

JuJol - cultura e spettacolo

JuJol.com - cultura e spettacolo

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:25 | poesia, amore, amiche, amicizia, avantpop, jujolcom, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (16)



13 gennaio ‘54, happy birthday, my dear friend

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, gennaio 13, 2008




di Giuseppe Iannozzi




13 gennaio ‘54
 

Cinzia cara,
ma è proprio necessario
che te lo dica che ti voglio bene?
Ho capito... Ti voglio bene



Un po’ d’anni, sì, sono passati
Non per questo però hai perso
la bellezza del sorriso
né quello che indovino
essere nell’anima tua
 
Ai dì di sole e a quelli di temporali
hai risposto chinando il capo mai,
stringendo i denti forte e forse
rattenendo lacrime
che avrebbero voluto sciuparti il viso
E di tanto in tanto lungo il cammino
hai incontrato loschi individui,
ma anche amici che non avresti sospettato
potessero nascondersi dietro facce buffe
e in qualche caso un po’ arcigne
Tra gioie e dolori, tra il dio kantiano
e quello cieco omerico della gente
hai mosso i passi insegnando a tuo figlio
tutto l’amore che sapevi
non lesinando mai d’aver coraggio
anche per lui
 
Un po’ d’anni, sì, sono andati
Sembrava solo ieri che t’innamoravi,
che il primo bacio al rossore promettevi
gettando l’occhio al di là dell’orizzonte,
cercando d’indovinare quel che di lì a poco
sarebbe venuto nella buona e cattiva sorte
Nel mezzo di brindisi felici e complici labbra,
al rosso del vino dentro al bicchiere;
nel mezzo di pianti tra genti stanche
di seppellire morti amori, crudeli dolori ai funerali,
e al nero della fortuna avversa;
a tutto questo e a molto altro ancora
hai risposto che vivere non è mai peccato
seppur non ci è dato d’esser sempre e per sempre,
ché solo conta cogliere il momento
quand’è il tempo, e non poi con rimpianto
gettar lo sguardo indietro
sospirando “fosse stato diverso il fato!”

Sì, Cinzia, gl’anni sono passati
Ma se ti guardi d’attorno
non hai perso niente
E’ solo che il tempo è andato avanti
e tu l’hai accompagnato con amore,
con odio anche, secondo le occasioni
 
Se ti lasci guardare un momento
la bellezza del tuo sorriso, sì,
sono sicuro è perfetta ancora, come ieri



E ora correte tutti da Cinzia a farle gli auguri
prima che pianga... mi correggo, prima che ci azzanni
!


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:08 | poesia, amiche, amicizia, happy birthday, blogger | clicca per commentare commenti (15)



ventre contro ventre

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, novembre 29, 2007





ventre contro ventre
 

 
di Giuseppe Iannozzi + Vany Romanticaperla
 


 
 
Noi siamo scimmie
 
 
Noi siamo scimmie
che non girano in tondo
e ancora in tondo
senza mai arrivare al punto
Sugl’alberi ci portiamo
con mani e piedi,
con la coda teniamo
l’equilibrio
Non caschiamo
nell’imbroglio del quotidiano
Abbiamo ghigno feroce
per chi ci vuol far male,
abbiamo un sorriso
per chi ci lascia in pace
Ci accontentiamo di poco
ma non siamo fessi:
se ci stuzzicate
sicuro è che ve ne pentirete
 
 
 
 
 
In you
 
 
A chi parli?
A quell’anima
che divampa
e si spenge
in un momento
nel tuo corpo,
che come verme
striscia
e s’insidia,
che di sé lascia
traccia sì
ma così infinita
che non la sai
capire
- in quei precordi
che neanche sospetti
 
A chi parli dunque?
Credi davvero
di poter tornare
indietro
là dove lasciasti
te stessa a riposare
tra cuscini di sogni
di aspettative
di sangue pompato
al cuore?
 
Non hai ancora perdonato
gl’occhi che posasti
sul sospetto del tradimento
Così t’amo
Di te hai memoria
ma più dell’eco dell’orgasmo
che non del grido animale
di chi l’ha generato
 
Ventre contro ventre
 
 
 
 
 
Vorrei
 
 
Vorrei mi potessi dire
sebbene non sia io
l’uomo che hai immaginato,
non un ribelle per libertà
uguale in grandezza a Spartaco,
che nel bene e nel male son stato
capace di lasciarti libera
d’incendiare le mie labbra
o meno
 
 
 
 
 
Assenza
 
 
Ma davvero ti sono mancato?
Sul serio di me non ti sei
dimenticata? Allora è vero
che di me ti sei presto innamorata,
che qualche volta a tarda sera
una lacrima
la spendi sul mio volto e sospiri
 
Ma com’è stato possibile?
Non hai forse visto che gorilla
che sono, brutto e senza garbo?
Dici che ho cervello, ma t’assicuro
che io preferisco il mio bel banano,
dormire e poi grattarmi sotto il sole
 
Ma di me tu già hai mille memorie
come se da sempre ci fossimo incontrati,
in quel libro impudente de Le mille e una Notte
 
Ma di me tu già tutto indovini
e non ti basta ancora, non ti basta mai
 
Ti sono mancato
Mi vorresti a te accanto ogni sera:
perché sono morbido morbido,
o perché ti piace addormentarti
sotto il peso delle mie storie
con l’orecchio incollato al mio petto?
 
Che importa, che importa!
La notte è dalla nostra parte
e stasera sì, me lo dirai prima di sognare
che di me non puoi fare a meno
Sorriderai maliziosa come una bimba
e mi cercherai nel folto del pelo
il cuore
 
 
 
 
 
Non è giusto
 
 
Non è giusto!
Al tuo fratellino
tu gli vuoi pure bene
I fratelli son nati
per essere picchiati
dai maggiori
E tu invece
gli dai la torta
il regalo e un bacio
Gli vuoi bene
Non è giusto
Non è giusto
che debba dividere
il tuo cuore con lui!
 
 
 
 
 
Il regalo
 
 
Voglio il mio regalo
Lo pretendo
Lo merito
Lo voglio il regalo
E se non ce l’hai,
allora puoi tornare
sui tuoi passi
e andar a far la spesa
nella foresta o altrove
Non m’interessa
Io voglio solo il regalo,
di tutto il resto non mi cale
 
Adesso sì che son sveglio
e voglio e voglio e voglio,
più d’una scimmia di vizio
 
 
 
 
 
Io ti regalerò

di Vany Romanticaperla


Io ti regalerò

delle notti di tormenta
quel che il buio alimenta
mentre voli in alto mare
in una stanza chiusa a chiave

Io ti regalerò

un sogno mio bello davvero
mentre urlo all’uomo nero
dei tuoi giorni più felici
delle sbronze con i tuoi amici

Io ti regalerò

un futuro che non temi dato
che il tuo passato era un po’ scemo
le tue storielle finite male
a mio modo ti potrò inventare

Io ti regalerò

la dolcezza di tua madre
il coraggio di tuo padre
e non essere più cattivo perché
con me ti sentirai solo vivo

Io ti regalerò

tutto quello che sento
il sorriso di un momento
come fosse il primo bacio
che quel dì mi hai regalato

Io ti regalerò

Uno sguardo compiaciuto
la furbizia dello scaltro
fino a che non avrai finito
il tuo viaggio nell’infinito.



Che ogni Bimba raccolga la sua poesia se c'è!





Leggi il nuovo

JuJol.com

JuJol - la folle corsa

JuJol.com - la folle corsa

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:48 | poesia, amore, amiche, amicizia, prosa poetica, duets, iannozzi and friends, king lear, jujolcom | clicca per commentare commenti (12)



come indiani coi segnali di fumo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, novembre 20, 2007






come indiani

coi segnali di fumo


 
di Giuseppe Iannozzi
 

 
 
 
a Cinzia (Dog),
perché sono anni che sopporta
il mio caratteraccio
con quella pazienza che solo si potrebbe
chiedere alla migliore amica,
all’amante, alla sorella
 
 
Dio ci ha già bestemmiati
Dal suo improbabile paradiso
ci ha scacciati
senza pensarci su due volte
sbattendoci quaggiù
che forse non è l’inferno vero
Però, per il diavolo, ci siamo vicini
più di quanto meritassimo
E per colpa di che, poi?
Solo perché ho dato un morso
a quel tuo bel sedere tondo
bello come un ancor vergine pomo, Bella Lupa,
ma mica perché consigliato da un serpente;
difatti erano eoni che te lo miravo
in lungo e in largo colla voglia d’affondarci
ben dentro i denti
 
Dio ci ha bestemmiati,
qua fra primedonne e portaborse ci ha schiaffati
a farci il fegato amaro per Destra o Sinistra,
e a noi in tasca che ce ne viene?
Nemmeno un’avara briciola in bocca
o un pizzico di grasso nelle vene
Noi sempre a stringere la cinghia
per arrivare a fine mese senza rubare
o ammazzare per disperazione
qualche vecchio topo di fogna colla cravatta
Noi sempre a fare segnali di fumo,
a dare contro chi testardo non capisce
o per natura bastardo ragione non conosce;
noi sempre amici-nemici per rispetto
e sempre con amore
 
E venne il giorno che ci presero in ostaggio
dentro alle loro sporche bugie, Bella Lupa:
politicanti e affaristi ci dissero di mostrar coraggio,
e noi senza tremare gli facemmo vedere
che sopra ogni altra cosa un’idea comune
ci avrebbe liberati
Bastò così poco, il tuo ringhio di Lupa
e la mia risata di Diavolo
perché le sbarre cadessero subito in frantumi,
e per terra tutti quelli che ci avevano provato
a metterci il bastone fra le ruote
 
Dio ci ha bestemmiati,
non ci ha lasciati il tempo per un’assoluzione
tra quelle nuvole e arpe d’angeli hippy in erba:
e noi più forti d’ogni supposta santità
quaggiù abbiamo squassato le false verità,
diversi sì, ma nell’amore, nella sete di giustizia uguali
 
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta ci sbagliamo
e fra noi litighiamo per uno sbadiglio o meno
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta ci scottiamo
per accendere il fuoco che è rosso per entrambi
Capita, capita che alla fine felici ci sorridiamo
e ridiamo delle nostre scottature così tanto simili
 
Vivere è un ben strano mestiere,
un giorno cammini a piedi nudi
e quello appresso non ti bastano i trampoli
Le strade ruggiscono vendette,
ma io ho la mia risata di Diavolo,
tu il tuo ringhio di Lupa,
nessuno ci fa paura, non c’è mattino
che ci faccia rimpiangere la fàccia
che avevamo giusto ieri
Vivere è un ben strano mestiere,
tra fiori più fragili d’un sorriso e cocci di vetro
che tagliano l’anima in profondo
 
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta interpretiamo male,
ma al Male diciamo sempre di no
Così siamo amici veramente
senza le bizzarrie che portano i se e i ma
in voga nei salotti di quelli che la bocca
se la riempiono di paroloni privi di valore
 
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta interpretiamo male,
ma al Male diciamo sempre di no
 
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta interpretiamo male,
ma al Male diciamo sempre di no
 
Come indiani coi segnali di fumo
Capita che qualche volta interpretiamo male,
ma al Male diciamo sempre di no






Leggi il nuovo

JuJol.com

JuJol - la folle corsa

JuJol.com - la folle corsa

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:46 | poesia, amore, diario, amiche, amicizia, dediche, amorevole | clicca per commentare commenti (19)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi