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Giornata del Ricordo per le vittime delle Foibe

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 10, 2008





Giornata del Ricordo per le vittime delle Foibe

Napolitano: da Croazia reazioni inconsulte
 
«Furono pulizia etnica, pace per le polemiche all’estero».
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
«Se le ragioni dell’unità non prevarranno su quelle della discordia, se il dialogo non prevarrà sul pregiudizio, niente di quello che abbiamo faticosamente costruito può essere considerato per sempre acquisito». Un appello all’unità quello di Giorgio Napolitano, perché è ormai tramontata l’èra del Governo Prodi, perché è già tempo di nuove elezioni, il 13 e il 14 aprile, tra poco più di due mesi, e ancora si litiga, e le alleanze ci sono ma dopo poche ore non ci sono già più.
 
Giorgio Napolitano ribadisce a chiare lettere: «Le foibe furono pulizia etnica». E «pace», sottolinea il Capo dello Stato, per le «reazioni inconsulte che vennero al mio discorso di un anno fa da fuori d’Italia». Così ha parlato il capo dello Stato durante la cerimonia ufficiale nel Salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale «Ritengo», ha proseguito al Quirinale, «che fosse giusto esprimere quel pensiero». Le polemiche, ha aggiunto, non hanno «scalfito la mia convinzione che fosse giusto esprimermi a nome della Repubblica con quelle parole, con quell’impegno». Si è anche detto «contento» che il ministro Rutelli avesse appena ribadito lo stesso concetto.
 
Il riferimento è, ovviamente, alle polemiche venute su dal discorso pronunciato 12 mesi fa contro quella che Napolitano definì la «congiura del silenzio» e la «vera e propria pulizia etnica» subita dagli italiani a Trieste e nelle altre zone di confine durante l’occupazione titina. La Croazia non inghiottì il boccone amaro datogli in pasto, e ci fu una reazione ufficiale molto piccata. Intervenne anche l’Unione Europea, che dette ragione all’Italia e così il presidente croato Stipe Mesic fece dietrofront. Però, a quanto pare, le tensioni non si sono placate, visto che Napolitano, aggiungendo a braccio un paio di frasi al suo intervento studiato a tavolino, ha oggi ribadito il suo «impegno» nei confronti di un dovere di verità. Tanto più che pochi minuti prima lo stesso vicepremier Rutelli aveva usato esattamente la stessa espressione. «Quella – ha detto - è una tragedia che possiamo definire pulizia etnica».
 
Poco prima Giorgio Napolitano e il ministro della Cultura Rutelli avevano consegnato al Quirinale 75 medaglie ai familiari delle vittime delle foibe celebrando il Giorno del Ricordo: «Avete appena ricevuto solenni anche se tardivi riconoscimenti. Il giorno del ricordo sia di monito per far prevalere le ragioni dell’unità su quelle della discordia. Dimostriamo di avere appreso tutti la lezione della storia e di voler contribuire allo sviluppo di rapporti di piena comprensione reciproca e feconda collaborazione con paesi e popoli che hanno raggiunto o tendono a raggiungere la grande famiglia dell’Unione Europea, altrimenti niente di quello che abbiamo faticosamente costruito può essere considerato per sempre acquisito». Ed ha concluso: «Oggi le ferite lasciate da quei terribili anni si sono rimarginate in un’Europa pacifica, unita, dinamica; un’Europa consapevole che gli elementi che la uniscono sono infinitamente più forti di quelli che l’hanno divisa».






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Michael Jackson - Thriller 25 edition

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -



Michael Jackson - Thriller




Il più grande album della storia della black music
torna nei negozi di dischi in un lussuoso package.


Completamente rimasterizzato, il disco include booklet di 24 pagine a colori,
bonus tracks e un DVD di contenuti speciali e dei video più famosi di Jaco.


Semplicemente imperdibile.



Disc 1

1          Wanna Be Startin' Somethin' 6:02
2          Baby Be Mine 4:20
3          The Girl Is Mine / Paul McCartney 3:42
4          Thriller 5:57
5          Beat It 4:18
6          Billie Jean 4:53
7          Human Nature 4:05
8          P.Y.T. (Pretty Young Thing) 3:58
9          The Lady in My Life 4:58
10        Vincent Price Excerpt from "Thriller Voice-Over Session 0:24
11        The Girl Is Mine 2008 / Will.I.Am previously unreleased 3:11
12        P.Y.T. (Pretty Young Thing) 2008 / Will.I.Am previously unreleased 4:21
13        Wanna Be Startin' Somethin' 2008 previously unreleased 4:14
14        Beat It 2008 previously unreleased 4:12
15        Billie Jean 2008 previously unreleased / Kanye West Mix 4:37
16        For All Time previously unreleased 4:03

Disc 2

1          Billie Jean DVD
2          Beat It DVD
3          Thriller DVD
4          Billie Jean from Motown 23: Yesterday, Today, And Forever / DVD



http://www.michaeljackson.com/


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domenico modugno, nel blu dipinto di blu (volare)

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 03, 2008



domenico modugno





Domenico Modugno - Nel blu dipinto di blu (Volare)


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Mai ai fasci l’Italia - 27 gennaio, per non dimenticare la Shoah

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, gennaio 27, 2008






Mai ai fasci l’Italia
 

 di Giuseppe Iannozzi


E ora sì, dobbiamo sul serio
cominciare a gridare col cappio
al collo, tirando fuori dai polmoni
tutta la poca aria che, ahinoi,
c’è rimasta; ora sì che è giusto
il tempo per “al lupo, al lupo!”
 
Là dove i papaveri crescevano alti
stanno i canti violenti avvinazzati
di chi col saluto romano, dei tanti
con bandiere celtiche in offesa
al vento - e stordita eco già miete
vittime, poi si cade senza
un lamento a corpo morto
sollevando però di Dio l’ira funesta
 
Più l’offesa è grande, più ostinata
la voglia di vivere, di mandare al diavolo
quei neri corvi che le carni fragili
vorrebbero beccare coi loro becchi
 
Si cade sì, senza un lamento;
ma per uno che non è più, mille nuovi
dissidenti vengono su dal nulla
come per miracolo, opponendo
al braccio destro alzato occhi di fuoco
perché così è l’ira di Dio e non perdona
Perché l’ira di Dio i fasci spazza via




Montagne
 
 
Verrà primavera
Avrà il tuo nome
Verrà con gli occhi
bagnati di lacrime
Verrà in silenzio
quasi, e al tuo seno
piano si stringerà
Verrà in preghiera
perché sepoltura
sia data a quei corpi
rimasti sotto la neve
nascosti e martoriati
E avrà il tuo nome
di umana pietà
tra stelle alpine
e fior di pervinca
 
Sotto un cielo blu
non più livido
né reclamante vita,
con la pestata
sciolta oramai
anche lassù in alto,
dalle tue mani
un fiore cadrà
piano
per ogni morto
al sole svelato
 
Primavera verrà
tra le montagne
imbevute di sangue
e giovane libertà

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John Lennon: Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 08, 2007



John Lennon


Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980




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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 23:15 | musica, anniversari | clicca per commentare commenti (9)



Hasta Siempre Comandante Che Guevara - cadevi il 9 ottebre 1967 in Bolivia

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, ottobre 08, 2007



Che - rip by Chatterly

- by Chatterly -




Hasta Siempre   Ernesto Che Guevara


Ernesto Che Guevara assassinato il 9 ottobre 1967 in Bolivia.
Sempre ci indigneremo davanti alle ingiustizie sociali,
come ci hai insegnato tu, Comandante!


Hasta Siempre Comandante




Seppelliti con una rosa


A chi lotta da sempre,
al Comandante Che Guevara


Comandante, fuori è la solita guerra:
muoiono in tanti per difender la terra
sputando sangue, sudando agonia.
Ma seppelliti con una rosa.

Comandate, fuori è un mare rosso:
non ce la faccio a contare tutti i caduti.
Fanno presto i maledetti caricatori a finire
ma non un deciso pugno d’uomini a morire.

Comandante, fuori è solo un fottuto giorno
che dura da infiniti anni nei piagati affanni.

Comandante, fuori è solo un cazzo d’inferno
che non abbandona la crudeltà dei prepotenti.

Comandante, fuori è saper d’esser fuori da soli
e nessuna speranza negli occhi chiusi al sole.

Ma seppelliti con una rossa rosa
e la sventolante bandiera, alta e fiera.





I
l paradiso del Che
il suo sogno, il nostro



Per ricordare l’amore,
il paradiso terrestre del Che


Amore, mi domanderai perché
amo gli occhi che non ti ho visto;
poi m’inginocchierai a te perché
possa sotterrare la vista ai tuoi piedi;
ma non c’è bisogno di aggiungere altro,
il superfluo non è per noi. Non è per noi.

Oh Amore! Se tu sapessi
quanto forte è il dolore
e la morte che l’accompagna,
non m’inviteresti a dividere
il pane con te, né il letto.
Il Paradiso può ospitare tutti,
tranne me e un colpo di pistola.

Questa notte è fredda
e solo fischia il vento
mentre scrivo una poesia
per non dimenticare
che l’uomo è l’uomo
ed è facile farlo fuori
tendendogli un’imboscata.
Amore, non c’è scongiuro
che possa allontanare
i tuoi occhi che non ho visto,
né quelli penetranti del proiettile
confinato nella mia testa.

Oh Amore! L’asma non mi lascia
un attimo di pace in un respiro;
eppur m’ostino a respirare
con le gambe spezzate:
fioriscono rose di sangue
ad ogni mio passo,
lasciano di sé tracce
ma non in Paradiso.

Oh Amore! Il braccio è stanco
ma non s’arrende allo sconforto,
anche se so che presto dovrò morire
seppellito nelle lagrime del mondo
che m’ha visto imbracciare
la fragilità della libertà.

Oh Amore! Ti ripeto all’infinito
ma non ti grido mai d’amarmi
più di quanto tu già non faccia.
C’è una valida scusa per vivere,
e una ragione per morire
senza rimpiangere il destino
e chi profila all’orizzonte
la bellezza in Cielo del Paradiso.

Ho camminato tanto in vita
curando di farla vivere la vita
in chi ho incontrato e amato:
lascio la bandiera
e l’ultimo sigaro cubano
che avrei acceso
in segno di vittoria
se la Bolivia non avesse tradito
il mio ultimo fiato.

Ho camminato tanto in vita, per la vita.
Ed ora sono una bandiera al vento.
Ed ora sono in cento e cento sguardi.
Ma il mondo è uguale a come l’ho lasciato.

Amore, mi domanderai ancora perché
amo gli occhi che non ti ho visto?
E m’inginocchierai ancora a te perché
possa sotterrare la mia vita ai tuoi piedi?

Oh Amore! Se tu sapessi
quanto forte è l’amore
e la vita che l’accompagna,
m’inviteresti ancora a dividere
il pane con te e il letto
per una speranza nuova?
Ma prima devi sapere che
il Paradiso può seppellire tutti,
tranne me e un colpo di pistola.
Ma prima devi sapere che
il Paradiso lo vorrei qui, oggi,
mentre dormo sepolto nella terra
che ho amato più di me stesso.

Amore, mi trattengo giusto un attimo:
vorrei vederli veri gli occhi
dell’Amore,
perché il superfluo non fa per noi,
perché il superfluo non fa risorgere
il meglio di noi. Se c’è. Se c’è.

E’ tutto dal Che!





La Fontana delle Lacrime
(canto per Federico Garcia Lorca)



a Federico Garcia Lorca,
all’Arte che si oppone alla prepotenza fascista
di ogni tempo e di ogni dove



Ora devi sorridermi,
perché sto per amarti,
perché sto per accecarti
Ora devi darmi un po’ di luce,
perché i miei occhi sono ciechi
E lo sai che la colpa è solo tua

Guarda! Guarda! Guarda!
Sono in ginocchio, sono nudo
Non puoi ignorare quest’uomo
Non puoi fingere che,
che ama solo se stesso
O l’acqua morta
della Fontana delle Lacrime

Le mie dita suonano il tuo corpo
Ma tu rispondi, dolore!
E io solo grido, amore!
La rima è facile,
più difficile legare noi
nel volo delle bianche colombe
che piangono poesie:
in Spagna, un morto
è più vivo
come morto
che in qualsiasi altro dove:
il suo profilo ferisce
come il filo d’un rasoio

Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho i polsi tagliati
e suono ancora la tua canzone,
quella che ci ha innamorati
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho il cuore a pezzi
e batto ancora il petto
e il tempo perché non ho che te,
perché non ho altro che bianchi gigli,
la purezza e il tuo biondo capriccio
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
No, non dire che non si può fare,
che non si può amare e soffrire
suonando uguali note sul piano
dei nostri corpi di luce

No, non lasciamo morire la Luna
e il suo splendore: questa fontana,
questa fontana ha pianto abbastanza
Sì, sono cieco, ma vedo che mi ami,
che mi piangi ancora con occhi di colomba

Ti perdono la colpa, ogni bianco giglio
Ti perdono il fiore di sangue
disegnato dalla tua inespressa poesia
sul mio cuore che batte, che batte ancora
per te, per i tuoi occhi spalancati su di me

Ti prendo, prendo te e il tuo biondo capriccio
perché sto per amarti nelle tue lacrime,
perché sto per accecarti nella luce della Luna

Sei sempre un colpo al cuore,
una poesia che uccide e non sa uccidere
Ma sei sempre un colpo al cuore
No, non lo puoi negare, Amore!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:24 | poesia, amore, anniversari, ricorrenze, personaggi famosi, dediche, libertà, artisti, ospiti, per un mondo migliore, artedigitale, tribute to, iannozzi and friends | clicca per commentare commenti (12)



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