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Free Tibet

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Myanmar, ex Birmania: un aiuto concreto subito

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 07, 2008





Aiutare subito le popolazioni

del Myanmar, ex Birmania
 
 
 
Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.
 
Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.
 
Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.
 
I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.
 
Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.
 
“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.
 
L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento - ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari - abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.
 
Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.
 
L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.
 
Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:
 
 
CARITAS ITALIANA
 
c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”
 
 
CROCE ROSSA ITALIANA
 
c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
 
oppure bonifico bancario

BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
 
 
SAVE THE CHILDREN
 
c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"
 
oppure bonifico bancario

Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”

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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:08 | segnalazioni, appelli, cronaca, iniziative, diritti umani, cronaca nera, preghiere, prima pagina, solidarietĂ , ultime notizie, human rights, fratellanza, per un mondo migliore, notizieflash, last news, copia e diffondi | clicca per commentare commenti (6)



Non votare. E' un tuo diritto.

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 14, 2008



Non votare. E' un tuo diritto.





Mi ripeto, ma tanto non posso far danni, non più grandi di quelli che hanno già fatto i nostri politici siano essi di Destra di Sinistra di Centro. *** Non c’è differenza fra Destra e Sinistra, per il semplice fatto che la Sinistra italiana è morta con Enrico Berlinguer. ***
 
Non ce la faccio a turarmi il naso e votare per Bertinotti o fac-simili: ha tradito più degli altri. Quando Bertinotti andò alla Camera feci i salti di gioia, illuso e convinto che finalmente l’Italia aveva una possibilità di farcela, che finalmente non saremmo stati più lo zimbello dell’Europa: pensavo con ingenuità e con fede quasi cieca che c’erano le condizioni perché il precariato diventasse un brutto ricordo, perché l’Italia non desse più riscontro alla guerra, perché ci fosse eguaglianza... Tutte illusioni, perché il tempo ha subito dimostrato che Bertinotti non è migliore di Berlusconi: anzi! Se non altro Berlusconi sappiamo chi è, Bertinotti invece non lo so più chi è, so però che non ha mantenuta una promessa una di quelle formulate in campagna elettorale. So che con il governo Prodi l’Italia ha toccato il fondo più immondo, avvicinandosi paurosamente ai paesi del Terzo Mondo. So che la povertà è aumentata in maniera drastica. E ancora so che l’Italia, oggi come oggi, non ha bisogno di uomini interessati solo a riempirsi le tasche. Napoli, città che amo non solo perché almeno il 50% del mio sangue è amalfitano, l’ho vista ridotta a un immondezzaio, che mi mette la morte nel cuore. Ho visto l’incapacità del governo Prodi, che è riuscita ad eliminare la generazione 1000 Euro, difatti siamo scesi alla generazione 500 Euro, alla generazione 400 Euro o meno.
 
Per quel che mi riguarda non dovrei turarmi il naso per riuscire, oggi come oggi, a votare a Sinistra. Mi dovrei far tagliare il naso di netto, e non servirebbe, perché non ce la farei comunque.
 
L’Italia ha bisogno di uomini che sappiano fare. Non ha bisogno di incapaci che vanno al governo per impinguare le loro proprie tasche e poi dirsi comunisti.
 
Personalmente non vedo uomini validi, capaci, né a Destra né a Sinistra.
 
Al punto cui siamo arrivati, l’unica democrazia reale è astenersi, non votare, perché non votare è un diritto, è espressione del malcontento che è in Italia.
 
Chiunque vinca queste elezioni oggi, domani si troverà davanti a un’Italia senza futuro.
 
Voglio proprio vedere, per un sentimento di esclusiva curiosità, come se la caverà il nuovo governo, perché non basterà un miracolo e neanche due o tre, per dare una seppur minima speranza di sopravvivenza agli italiani.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:50 | politica, riflessioni, appelli | clicca per commentare commenti (48)



Cuccioli abbondonati in cerca di un padrone affidabile

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, aprile 07, 2008


cuccioli-abbandonati.jpg


Cuccioli abbandonati



Questi adorabili cuccioli sono stati abbandonati in una scatola, esposti alle intemperie, senza cibo né acqua. Sono stati abbandonati all’uscita di un autogrill, come delle cose inutili da buttare. Ma questi cuccioli sono vivi, sono vivi, e piangono e hanno fame.

Che male hanno mai fatto al mondo perché venissero abbandonati così, per quella che sarebbe stata una morte certa se qualcuno che ha ancora il cuore al posto giusto, leggermente spostato a sinistra, non li avesse trovati e salvati da un infausto destino?
Sarebbero morti e nessuno se sarebbe accorto, neanche gli operatori ecologici (spazzini).
Sarebbero morti, ma non prima di indicibili sofferenze, spezzati dai morsi della fame, della sete, del freddo.

Questi cuccioli hanno bisogno di un padrone affidabile, non di un pezzo di merda che una volta stanco del cucciolo, per farsi le vacanze o perché stufo di avere un amico a quattro zampe, lo abbandona nuovamente, o peggio.

Dicevo dunque che questi cuccioli hanno bisogno di un padrone.

Prima di assumerVi la responsabilità di prendere uno di questi cuccioli, pensate che sono delle creature viventi e come tali soffrono.

Se siete interessati, veramente, ad accoglierne uno o più di uno in casa vostra, potete mettervi in contatto con Franca, la bun’anima che li ha trovati e raccolti.

Se come me non potete dare una casa sicura ai cuccioli, potete comunque aiutarli: fate circolare questa notizia sui vostri blog.

Grazie.


Giuseppe Iannozzi


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:25 | animali, appelli, notizie dalla rete, diritti animali | clicca per commentare commenti (3)



Genna e Hitler: tutta colpa delle alette - Free Tibet: firma anche tu

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, marzo 22, 2008





Genna e Hitler


Tutta colpa delle alette
 


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 

 
“La parte dell’altro” di Eric-Emmanuel Schmitt è un CAPOLAVORO, e quei critici che non l’hanno tirato in ballo per parlare dell’“Hitler” di Giuseppe Genna, evidentemente, gli è sembrato del tutto assurdo paragonare, o anche solo tentare di paragonare, con o senza “se”, Schmitt a Genna. Per nostra somma fortuna, forse esiste ancora un minimo pudore tra le fila dell’intellighenzia italiana. E’ un forse piccino, ma in tempi di magra come questi non si buttano neanche gli avanzi!
 
Io non trovo sia invalidante che io non abbia letto il libro. L’ho già detto più e più volte: Genna stesso, per provocazione o chissà cos’altro, iniziò la storia delle recensioni dalle alette. Se lui può, posso anch’io. Chiaramente trattasi di una “mia” provocazione a una provocazione, in questi termini: cito Genna facendone un’autorità pur non apprezzandolo particolarmente, facendo uso del principio di autorità per giustificare il “mio” comportamento. Quindi, forse, posso criticare il libro non letto da un punto di vista privilegiato: quello delle alette che costituiscono vera e propria introduzione per chi si pone di fronte a un libro, per chi deve decidere se gli può interessare o meno.
 
Se mi fossi trovato costretto a recensire il contenuto tra le alette di “Hitler”, io avrei evitato anche un minimo uso degli strumenti della filologia e non avrei tirato in ballo Eric-Emmanuel Schmitt per dire di Genna. Né avrei mai osato scomodare per nessuna ragione al mondo Primo Levi.
 
Ho letto quel poco che c’è on line dell’“Hitler” di Genna. Ma mi basta e mi soverchia. Con Primo Levi non ha nulla a che vedere, né con Schmitt. E mi pare assurdamente ridicolo tentare di dire di “Hitler” citando autori che con l’autore di Ishmael non hanno proprio un bel nulla in comune.
 
Non devo indicare io che tipo di critica si deve fare; però io mi auguro sempre che sia una critica onesta, per meritocrazia, qui o altrove, in qualunque altrove e per qualsiasi autore, sia esso un aspirante un dilettante, sia esso un  riconosciuto professionista.
Ed ancora: io mi auguro sempre che si dia visibilità per meritocrazia agli autori e non per altro. Del libro di Genna se ne è straparlato, ho letto così tante recensioni che se raccolte in volume Mondadori ci potrebbe fare un libro bello grosso. Con quali risultati, non so, e sinceramente me ne infischio.
 
I libri di Genna, “Attacco a un tempo devastato e vile” e i thriller tutti mi sono piaciuti. Non starò a dire perché, perché l’ho già detto a suo tempo. Lavori quali “L’anno luce”; “Costantino e l’impero”, “Dies Irae” invece non mi sono piaciuti proprio per niente. Anche di questi libri parlai, a tempo debito, quindi non mi ripeto se non dicendo che la dimensione più congeniale a Genna è quella del thrillerista.
 
Negli ultimi tempi Giuseppe Genna ha impostato discorsi che sono a dir poco risibili, da baraccone di freaks: uno su tutti, il tentato cercar di parlare di Babsi Jones come reincarnazione di Virginia Woolf. Il problema è che Genna non ha parlato con spirito provocatorio, Genna parlava proprio seriamente, perlomeno per quello che è il suo punto di vista – a mio avviso assai ridicolo in ogni caso, pur con tutte le attenuanti che si possono concedere a un critico quando cerca di far bucare lo schermo a un autore. Per nostra fortuna la Woolf non ha mai pensato di scrivere in maniera ridicola e approssimativa come una Babsi. Potrebbe sembrare cosa da niente, ma non lo è per me: come si può dar credito a chi ti dice con l’aria più seria possibile che la Woolf si è reincarnata in Babsi Jones e che vive a Milano e che ha scritto “Sappiano le mie parole di sangue”? Neanche a Zelig osano spararle così grosse, perché l’effetto che i comici produrrebbero sul pubblico sarebbe di severo indispettimento e non di divertimento. Ci sono molte altre idee di Genna che non condivido per niente e da cui mi tengo ben lontano, reputandole pericolose per una società civile e democratica: a mero titolo d’esempio, non potrò mai difendere a spada tratta Cesare Battisti, ex brigatista, che ancora se la spassa in giro per il mondo sempre scappando, senza mai prendersi sul groppone le responsabilità di quel suo passato che oggi appare a dir poco confuso e sicuramente poco pulito.
Ciò non significa però che non apprezzi Genna. Non apprezzo alcune cose che dice e che fa. Ieri sicuramente lo apprezzavo di più.
 
Le alette fanno o non fanno parte del libro? Fanno parte del prodotto-libro? Io direi di sì. Bisognerebbe sapere se quelle alette sono state lette e accettate dall’autore, quindi da Genna, prima che il libro venisse mandato in stampa; o se sono state scritte all’insaputa dell’autore e appiccicate al libro “Hitler” senza che Genna nulla ne sapesse. Solitamente, per quella che è la mia esperienza, gli autori sanno chi gli scriverà le alette, ne conoscono i contenuti, prima che le bozze vadano in stampa. E’ abbastanza inverosimile pensare che Genna non fosse al corrente del contenuto delle alette del suo “Hitler”. Genna ha dunque accettato la “confezione” del libro, ma accettandola non ha forse fatto della “confezione” parte integrante del libro e quindi dei contenuti del suo libro “Hitler”? Se per assurdo un D’Orrico gli avesse scritto una introduzione e questa fosse stata accettata da Genna, non è forse giusto dire che in tal caso l’autore condivideva il pensiero di quel D’Orrico, così tanto da accettarlo come parte integrante del libro? Io penso di sì.
 
Poniamo per assurdo che mi rechi in libreria e che mi capiti fra le mani un romanzo con introduzione firmata da Storace! O alette firmate sempre da Storace. Io lettore che dovrei pensare?
Che (i) l’autore del libro condivide il pensiero di Storace e che quindi (ii) ha stima di detto personaggio nonostante lui autore dica di militare tra le fila di quelli che la destra neanche per scherzo, o che (iii) disperato si sia detto meglio farsi firmare l’introduzione da Storace e al diavolo tutto perché in fondo il libro lui lo vuole vendere a tutti i costi. Nel terzo caso l’autore non condividerebbe le idee di Storace, ma pur di riuscire a vendere il suo libro accetta questa forma di marketing griffata da un personaggio politico della Fiamma Tricolore. In tutti e tre i casi l’autore non è estraneo a quello che gli viene messo nella confezione, che sarà poi il suo libro confezionato e finito in libreria.
 
Difficile pensare che un autore affidi tutto all’editore e che l’editore faccia tutto di testa sua senza consultarsi con l’autore. La confezione è dunque parte integrante dei contenuti del libro, tranne in pochi casi: di quei libri che alette non ne hanno, che introduzione neanche, che in copertina solo nome e cognome dell’autore, titolo del libro, nome dell’editore, isbn, prezzo.







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Stand with Tibet - Support the Dalai Lama



After decades of repression, Tibetans are crying out to the world for change. China's leaders are right now making a crucial choice between escalating brutality or dialogue that could determine the future of Tibet, and China.

We can affect this historic choice -- China does care about its international reputation. But it will take an avalanche of global people power to get the government's attention. The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, has called for restraint and dialogue: he needs the world's people to support him. Fill out the form below to sign the petition--and spread the word.



Petition to Chinese President Hu Jintao:



As citizens around the world, we call on you to show restraint and respect for human rights in your response to the protests in Tibet, and to address the concerns of all Tibetans by opening meaningful dialogue with the Dalai Lama. Only dialogue and reform will bring lasting stability. China's brightest future, and its most positive relationship with the world, lies in harmonious development, dialogue and respect.



CLICCA QUI SOPRA PER FIRMARE LA PETIZIONE

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:42 | riflessioni, libri, appelli, satira, nazismo, autori, petizioni, provocazioni, in libreria, politically scorrect, fratellanza, allarmi, nazifascismo, opinionismo | clicca per commentare commenti (23)



Free Tibet: un gesto di solidarietĂ  e di fratellanza

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, marzo 18, 2008




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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:30 | appelli, petizioni, preghiere, solidarietĂ , fratellanza, allarmi | clicca per commentare commenti (30)



No al canone Rai sui computer - firma la petizione su Repubblica.it

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 24, 2008






No al canone Rai sui computer



Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai dà la caccia ai cittadini che non pagano il canone Tv. Non solo, da un po' di tempo, la missiva comprende una frase in cui si precisa che il canone andrebbe pagato anche per "personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali". Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni". I consumatori e il mondo internet si ribellano all'idea di questa tassa assurda.

Firmate l'appello promosso da Repubblica.it senza pensarci su una sola volta.
E' solo un consiglio.


clicca su No al canone Rai sui computer



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non esitare un solo istante...
anche il tuo computer è nel mirino Rai





by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:45 | polemiche, computer, appelli, web , internet, televisione, controinformazione, iniziative, notizie dalla rete, scandali, multimedialitĂ , allarmi, pc , notizieflash, last news | clicca per commentare



Nel nome della letteratura - Israele alla Fiera del Libro di Torino 2008

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 06, 2008





Nel nome della letteratura


Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008




Con questa firma esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale amministrazione israeliana, possono tranquillamente, diremmo perfino banalmente!, coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.

Raul Montanari


Per aderire nei commenti su:



  • Loredana Lipperini (Lipperatura)


  • Nazione Indiana


  • l'adesione è stata accolta anche da
    Il primo amore.

    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:35 | letteratura, appelli, iniziative, blogosfera, notizie dalla rete, libertĂ , solidarietĂ , fratellanza | clicca per commentare



    la vostra bacheca per gli OT - 30 gennaio 2008

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, gennaio 31, 2008



    la vostra bacheca per cazzeggiare
    e fare segnalazioni






    Ho bisogno urgente d'una bimba disposta
    a diventare la madre dei miei figli.


     
    QUI IO POSSO OTTARE


    L I B E R A M E N T E




     


     



    Leggi il nuovo

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    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:46 | appelli, bacheca, ot , cazzeggioselvaggio, jujolcom | clicca per commentare commenti (31)



    Franco Marini 4 President - "No" ad elezioni anticipate

    written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, gennaio 30, 2008





    Franco Marini 4 President


    qui per conoscerlo meglio



    "No" ad elezioni anticipate

    by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:42 | politica, appelli, prima pagina, allarmi, societĂ  e politica | clicca per commentare



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