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Addio Sinistra!
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mercoledì, aprile 16, 2008

Addio Sinistra!
Bertinotti: “Non posso credere
che ci sono tanti coglioni che votano a destra!”
Post Scriptum dell'ultima ora: La Cassazione dà una mano ai precari dei call center: chi svolge lavoro in un centralino con l'obbligo di osservare un orario, utilizzando strumenti e l'ambiente messi a disposizione dal datore, ha diritto ad un contratto stabile.
A stabilirlo è addirittura la Suprema corte che ha respinto il ricorso di una società del settore pubblicitario, la quale aveva citato in causa l'INPS sostenendo che le ragazze impiegate nel call center all'interno dell'azienda veneta, erano lavoratrici autonome. L'INPS ha fatto alcuni doverosi controlli ed ha accertato "la natura subordinata del rapporto fra l'impresa e le dipendenti". Il datore di lavoro, più che mai scontento, si era rivolto al Tribunale di Padova, che, nel 2001, gli aveva dato ragione affermando "la natura autonoma del lavoro prestato dalle giovani". La Corte d'appello di Venezia era invece pervenuta ad una decisione opposta dichiarando che "il lavoro svolto dalle 15 ragazze aveva natura subordinata". Contro il secondo verdetto l'azienda aveva presentato ricorso in Cassazione. E in Cassazione ha perso. I giudici della sezione lavoro hanno ritenuto corretta la sentenza della Corte d'appello. La Cassazione spiega che "il giudice di merito ha ritenuto elementi qualificanti della subordinazione delle dipendenti, le circostanze che seguivano le direttive impartite dall'azienda, avevano un preciso orario di lavoro e utilizzavano attrezzature e materiali della società".
Che succederà ora? Spariranno i call center perché nessuna azienda vorrà più prendere con sé delle persone che sarebbe poi costretta ad assumere, quindi a regolarizzare? O finalmente i call center diventeranno dei luoghi di lavoro, se non più vivibili, perlomeno regolarizzati?
13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto e io voglio sposare un Berlusconi
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venerdì, marzo 14, 2008

Osservazioni impopolari
ma necessarie
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La morte, un affare nero
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martedì, marzo 04, 2008

La morte
Un affare nero
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Mozzi, marinai e Pirati
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lunedì, gennaio 28, 2008

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Preti pedofili: preghiera mondiale per le vittime, la annuncia Claudio Hummes
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domenica, gennaio 06, 2008

Bernard Law, uno dei grandi condannati per pedofilia
Il Vaticano: preghiera mondiale
per le vittime dei preti pedofili
Una preghiera su scala mondiale per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, cioè per le vittime di pedofilia e abusi perpetrati da sacerdoti.
“Ovviamente - aggiunge Hummes - si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi, neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale. La stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere. Ma tutti i sacerdoti hanno comunque bisogno di aiuto spirituale per continuare a vivere la propria vocazione e la propria missione nel mondo di oggi. La Chiesa, poi, ha sempre pregato per la riparazione dei peccati di tutti. E’ questa, ad esempio, una delle caratteristiche della tradizionale devozione al sacro cuore di Gesù”.
L’iniziativa annunciata dal prefetto della Congregazione per il clero riprende un suggerimento avanzato un anno fa da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. Lo scorso 15 dicembre 2006, alla presenza di Benedetto XVI, il sacerdote aveva sottolineato come la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto fare un giorno di digiuno e penitenza per chiedere perdono per gli abusi sessuali che hanno visto coinvolti alcuni suoi rappresentanti.
Cantalamessa aveva osservato che la Chiesa ha “pianto e sospirato” recentemente “per gli abomini commessi nel suo seno da alcuni dei suoi stessi ministri e pastori”. “Non si potrebbe - aveva quindi chiesto - indire un giorno di digiuno e di penitenza, a livello locale e nazionale, dove il problema è stato più forte, per esprimere pubblicamente pentimento davanti a Dio e solidarietà con le vittime, operare insomma una riconciliazione degli animi e riprendere un cammino di Chiesa, rinnovati nel cuore e nella memoria?”.
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Anna Politkovskaja “Woman of the Year”
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venerdì, dicembre 21, 2007
Vi invito anche a leggere "Putin uomo dell'anno, lo dice il Time", articolo a mia firma già apparso sulle pagine di questo blog, qui. [g.i.]
Putin è stato eletto “Person of the Year” dal Time. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l’incredibile Hulk. Non c’era scelta e ha vinto a mani basse l’ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il Time premiò Stalin, alleato dei nazisti. L’ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn. L'anno prima il Time aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno...
Se il Time propone Putin, questo blog premia come “Woman of the Year” Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell’ottobre del 2006 .
Riporto il suo giudizio su Putin dal libro “La Russia di Putin” di Adelphi.
“Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione …
Breznev è stato pessimo, Andropov sanguinario sotto una patina di democrazia, Cernienko un idiota. Gorbaciov non piaceva. Eltsin ogni tanto ci costringeva a farci il segno della croce per timore delle conseguenze delle sue decisioni. Colui che è stato una loro guardia del corpo, assegnato allo scaglione 25 con il compito di starsene impalato nel cordone di sicurezza quando il corteo di VIP sfrecciava oltre, proprio lui, Putin, incederà sul tappeto rosso della sala del Cremino. Da padrone. Tra lo scintillio degli ori degli zar appena tirati a lucido, mentre la servitù sorriderà sottomessa e i suoi sodali – tutti ex pesci piccoli del KGB assurti a ruolo di grande importanza – gonfieranno il petto …
Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di “dibattito politico”: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno o un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha insegnato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato … Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango era costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d’essere d'accordo con me.” Anna Politkovskaja
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