Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des



© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

In Evidenza


Francesco Guccini - Icaro   Jurij Druznikov   Jerusalem - Frediani Andrea   I silenzi di Joe - Fabio Della Seta   Ivo Mej - Moro rapito!   Laura Costantini e Laura Falcone - Roma 1944




Free Tibet

Free Tibet





clicca qui, servirĂ  a donare una mammografia




Addio Sinistra!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, aprile 16, 2008






Addio Sinistra!


Bertinotti: “Non posso credere


che ci sono tanti coglioni che votano a destra!”
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
In Italia non abbiamo Zapatero. Abbiamo una Destra e basta. Quella che si fa chiamare Sinistra scimmiotta soltanto la Destra e pure male. In meno di due anni ha portato l’Italia sull’orlo del collasso, a un livello di povertà che fino a pochi anni fa pareva impossibile.
 
C’è bisogno di uomini che sappiano fare, e non dico che Berlusconi sia questo uomo. Ma riconsegnare l’Italia in mano alla nostra Sinistra - che è finta - è un masochistico desiderio di tagliarsi le palle da soli.
 
Parlavo giusto ieri con degli amici intellettuali francesi in visita in Italia: abbiamo parlato e mangiato, soprattutto abbiamo parlato di politica e sono rimasti letteralmente a bocca aperta nel ritrovare una Torino spenta, molto diversa e assai più povera di come l’avevano lasciata. Erano a dir poco scandalizzati per la campagna elettorale. Non dico neanche come l’hanno definita.
Il Comune di Torino è in rosso, non ha il becco di un quattrino: è così povero che per questa estate ha dovuto cancellare *** tutte *** le attività culturali e ludiche che si sono sempre tenute nei nostri giardini (punti verdi). A questo punto siamo arrivati.
 
C’è bisogno di uomini che sappiano fare, e poco importa che siano di Destra di Sinistra o di Centro. Importa che sappiano fare e che riescano a ridare almeno una boccata d’aria all’Italia.
Quello che ha fatto la Sinistra in due anni di governo non ci era riuscito nessun altro: una catastrofe su ogni fronte.
 
C’era una Sinistra in Italia?
Quando?
Io sapevo che la Sinistra era morta con Enrico Berlinguer.
C’era una Sinistra quando Bertinotti ha invitato a sostenere la guerra? O quando Bertinotti non ha mantenuta una, dico una sola, delle promesse avanzate in campagna elettorale, comportandosi peggio di un qualsiasi sinistro personaggio di Destra? Per questa finta Sinistra oggi io dovrei piangere?
 
Ho visto solo l’ottusità stalinista di due anni di mal governo, due anni che hanno finito di collassare l’Italia portandola a diventare quel che è: un quasi paese del terzo mondo. Adesso grazie agli stalinisti abbiamo le generazioni 400 Euro e quelle che a 40 anni stanno a casa con genitori ottantenni perché non si possono permettere nemmeno un cinema al mese.
 
Quella non era una Sinistra. Era ottusità stalinista.
 
Non sono felice del risultato elettorale, perché mi fanno schifo sia Veltroni che Berlusconi, allo stesso modo. Ma non mi preoccuperei di Berlusconi, non più di tanto comunque. Il problema è invece l’avanzata razzista. Il boom della Lega Nord, quello sì che dovrebbe far *** terrore e orrore *** a noi tutti. Ma siamo qui a lagnarci perché Berlusconi ha vinto contro una Sinistra stalinista e incapace. Dovremmo preoccuparci del Carroccio, ma non riusciamo a vedere più in là della punta del nostro naso. Facile pensare a Berlusconi come al nemico. Ci vogliono invece le palle quadrate per dire della Lega, della campagna politica razzista che ha fatto, e ci vogliono ancora più palle quadrate per dire che se tanti italiani hanno dato a Umberto Bossi è perché siamo ancora un popolo fottutamente razzista e incivile e violento.
 
Berlusconi è di per sé innocuo.
Non lo è il berlusconesimo.
Ed è fatale che la Lega Nord abbia così tanti consensi e che nessuno si scandalizzi, ma solo si gridi al boom della Lega quasi fosse un fatto di cui rallegrarsi per l’Italia.
 
Non temo Berlusconi. Temo invece il berlusconesimo e ancor di più, or come ora, i leghisti.
 
La Sinistra mediti sul perché ha perso le elezioni e faccia opposizione costruttiva, invece di piangersi addosso come una donnetta da quattro soldi. Se continuerà a piangersi addosso, allora sì che è finita di brutto, anche se io sono pessimista perché non vedo né a Destra né a Sinistra uomini pronti a combattere nel nome dell’uguaglianza e della libertà di tutti.
 
Intendo dire che gli italiani, soprattutto quelli di Sinistra o che tali si dicono, tendono a demonizzare Berlusconi manco fosse un novello Mussolini, quando è invece vero che Berlusconi è tuttalpiù un businessman molto accorto, che l’ha messo in quel posto anche agli opinionisti stranieri. Tutti lo davano per spacciato, troppe gaffes e giù di questo passo: evidentemente hanno sottovalutato il potere mediatico del suo sorriso, ma soprattutto la sua intelligenza, perché uno ne potrebbe pure dire peste e corna di Silvio, però bisogna riconoscere che è intelligente e molto, la qual cosa non prevede che abbia anche la cultura dalla sua. E’ in ogni caso circondato da uomini che sanno dirottare a proprio favore anche quelle gaffes più grossolane del loro leader, mentre la Sinistra ha solamente persone che piangono e che si espongono al ben misero ruolo di vittima a tutti i costi.
La Sinistra dovrebbe cogliere questo intervallo berlusconiano per ripensarsi ab imis, in quanto è oramai chiaro che una Sinistra così com’è oggi è inattuale, anacronistica e pericolosa per gli italiani e per sé stessa, giacché ancora avvinghiata a ideologie staliniste - che di libertario hanno poco o nulla.
 
Il sentimento razzista che è venuto fuori con l’accordare così tanti voti - quindi fiducia - alla Lega Nord è sicuramente un segnale da interpretare: in una Italia che non naviga più nel benessere, che non ha nemmeno più una generazione 1000 Euro, che è stata brutalizzata dall’Euro e dalle speculazioni di imprenditori di mafiosi di camorristi di qualunquisti, l’italiano si è fatto cinico e guarda al prossimo con sospetto, con forte sospetto, perché il vicino lo vede come “il nemico” che potrebbe strappargli il pane di bocca. Si è venuta a creare una situazione sociale che è un orgasmo pronto ad esplodere da un momento all’altro: una lotta fra poveri, fra chi sempre più povero a ogni giorno che passa, è il dramma che oggi si sta consumando sotto i nostri occhi. Ecco perché a mio avviso tanti voti sono andati alla Lega Nord: parecchi hanno votato i leghisti con l’infondata speranza razzista (di sopravvivenza) che questi possano sedare la lotta in corso fra i poveri.
 
Mi ripeto, non ci sono uomini capaci. Ma quello che è riuscito a fare la Sinistra in due anni di governo nessun altro: ha portato il paese a livelli di povertà indicibile. Non è Sinistra quella che abbiamo oggi in Italia. Oggi abbiamo bisogno di uomini capaci: me ne frega niente che siano di Destra di Sinistra di Centro. Di uomini capaci e un po’ puliti, che ridiano respiro a questa terra che rischia di brutto. Inutile che l’infausto Bertinotti faccia l’offeso e gridi ai quattro venti che non gli riesce di credere “che ci sono tanti coglioni che votano a destra!”
 
Firmato un cheguevarista più che mai convinto.


Post Scriptum dell'ultima ora: La Cassazione dà una mano ai precari dei call center: chi svolge lavoro in un centralino con l'obbligo di osservare un orario, utilizzando strumenti e l'ambiente messi a disposizione dal datore, ha diritto ad un contratto stabile.

A stabilirlo è addirittura la Suprema corte che ha respinto il ricorso di una società del settore pubblicitario, la quale aveva citato in causa l'INPS sostenendo che le ragazze impiegate nel call center all'interno dell'azienda veneta, erano lavoratrici autonome. L'INPS ha fatto alcuni doverosi controlli ed ha accertato "la natura subordinata del rapporto fra l'impresa e le dipendenti". Il datore di lavoro, più che mai scontento, si era rivolto al Tribunale di Padova, che, nel 2001, gli aveva dato ragione affermando "la natura autonoma del lavoro prestato dalle giovani". La Corte d'appello di Venezia era invece pervenuta ad una decisione opposta dichiarando che "il lavoro svolto dalle 15 ragazze aveva natura subordinata". Contro il secondo verdetto l'azienda aveva presentato ricorso in Cassazione. E in Cassazione ha perso. I giudici della sezione lavoro hanno ritenuto corretta la sentenza della Corte d'appello. La Cassazione spiega che "il giudice di merito ha ritenuto elementi qualificanti della subordinazione delle dipendenti, le circostanze che seguivano le direttive impartite dall'azienda, avevano un preciso orario di lavoro e utilizzavano attrezzature e materiali della società".

Che succederà ora? Spariranno i call center perché nessuna azienda vorrà più prendere con sé delle persone che sarebbe poi costretta ad assumere, quindi a regolarizzare? O finalmente i call center diventeranno dei luoghi di lavoro, se non più vivibili, perlomeno regolarizzati?

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 02:00 | politica, riflessioni, appunti, opinionismo | clicca per commentare commenti (25)



13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto e io voglio sposare un Berlusconi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 14, 2008





Osservazioni impopolari


ma necessarie
 
 

di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
iPod, audiolibri: un’arma a doppio taglio
 
 
Ho visto, con mia sorpresa uguale a zero, che alcuni editori adesso i libri li fanno in formato cda, cioè li stampano su 3, 4, 5 CD o più, perlomeno i bestsellers. Ottima iniziativa per i non vedenti, tanto più che il costo è quasi uguale a un libro cartaceo: mi chiedo però che utilità ci possa mai essere in un audiolibro per una persona che potrebbe leggerselo tranquillamente senza problemi e così, forse, imparare, se non a scrivere, a migliorare la sua propria improvvisata grammatica.
Ahinoi è una moda, spero non permanente, che ha coinvolto anche Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio e altri lettori eccellenti la cui voce è data in prestito (remunerato) agli audiolibri.
 
Gli mp3, per la musica acquistabile online e che sembrava dovessero sconvolgere il business musicale, stanno facendo cilecca: ora ci si è accorti che la gente scarica solo determinate canzoni e quasi mai un album intero o anche solo una compilation.
L’iPod doveva togliere di mezzo CD, musicassette e vinile: in parte questo processo gli iPod lo hanno avviato, però non senza gravi conseguenze per gli artisti e le etichette discografiche stesse;  un artista al suo primo album o non ancora affermato viene scaricato per una o due canzoni, non per l’album intero. Un discorso del genere affossa l’artista in erba che resterà, nel più fortunato dei casi, un emergente a vita; tuttavia gliene frega poco o niente ad artisti quali Elton John o Queen, perché sono già nella storia della musica leggera e continuano a vivere grazie a quei brani che li hanno resi famosi. Così adesso l’industria discografica deve poter offrire al pubblico CD a un prezzo ragionevole: non si può pensare di mandare sul mercato un album a 20€, non comunque di un artista che sta cercando di sfondare. Ma neanche i grossi nomi si possono permettere di proporre un CD a un prezzo che sia superiore ai 15€, anche se moltissimi ci tentano, quasi sempre per un fiasco, perché tanto la pirateria continua ad esistere. La pirateria non è affatto diminuita con l’iPod, anche se erano non pochi gli illusi che credevano ciecamente che questo fenomeno con gli mp3 legalizzati sarebbe scemato. La verità è che i CD costano ancora troppo e non possono essere tolti dal mercato, altrimenti gli artisti possono andare a passeggiare insieme ai discografici.
Per nostra fortuna qualche album esce (ancora) anche in vinile oltre che su CD e in formato digitale, perché quando ci si accorge che il nuovo non funziona, o funziona a metà, si torna indietro.
 
Tutto questo discorso per dire che l’audiolibro è un prodotto oggi di moda, veloce ed economico in alcuni casi, ma la cui utilità è dubbia nonostante il boom iniziale. Si finirà con lo scaricare solo alcuni capitoli in formato mp3, quelli che più piacciono all’orecchio del lettore-ascoltatore? E’ una possibilità da non escludere.
 
 
 
13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto
 
 
Da Berlusconi a Bertinotti a Fini fino a Casini, Mastella, Prodi e Veltroni fanno tutti a dir poco pietà alla stessa maniera, alla stessa maniera presi nelle maglie del Potere. Così forse Berlusconi è soltanto una vittima mediatica che ci sta bene nel ruolo che gli hanno dato i media, un ruolo che ovviamente sfrutta a suo favore.
 
In chi dovremmo credere oggi, in un Bertinotti, in quel signore lì che ha appoggiato la guerra una volta al governo e che solo pochi giovani idealisti hanno osato di sputargli in faccia?
 
L’Italia è messa male e non c’è un solo uomo, anzi un solo politico che si salvi.
La sinistra è solo più un’astrazione, la gamba di legno della destra, null’altro.
Come ebbe a notare Bertrand Russell, avrei orrore di vivere in una società soltanto comunista o capitalista. Lo diceva parecchi fa. Ma chissà quanti oggi se ne ricordano, oggi che Stalin te lo fanno passare per santo insieme alle spoglie di Padre Pio.
 
Il problema è che quando si è coinvolti in periodo elettorale, solo allora la sinistra si ricorda d’essere di sinistra. Passate le elezioni, purtroppo per noi, abbiamo visto come sono andate le cose: Bertinotti che parteggia per la guerra e che si fila gli americani - quelli guerrafondai, perché non bisogna assolutamente fare di tutti gli americani un fascio; ci sono milioni di americani che sono disgustati da Bush, dalla guerra, dalle ingiustizie sociali, e sono quelli che oggi perlopiù sono con Barack Obama, che mi auguro vinca con tutto il cuore o siamo rovinati, essendo gli USA il motore trainante della politica mondiale e degli assestamenti politici -, poi Prodi e Mastella che litigano in diretta senza sosta né vergogna alcuna, ed ancora Mastella che fa l’offeso e fa cadere il governo offrendo/regalando l’Italia su un piatto d’argento alla destra più sfacciata. Però Mastella dalla caduta del governo Prodi ha ricevuto in cambio l’insabbiamento dell’inchiesta Why Not, mica poco! E c’è da metterci la mano sul fuoco che otterrà ancora dell’altro.
 
Il precariato, grazie all’infausto Bertinotti che non ha fatto assolutamente niente di quanto aveva promesso nella precedente campagna elettorale, è aumentato in maniera vertiginosa; per non dire poi di Prodi - ancora invischiato nell’inchiesta Why Not, ma che sicuramente la farà franca in questa terra dei cachi -, che ha trasformato l’economia italiana in una barzelletta.
 
La generazione 1000 euro e bell’e morta, ed era una generazione che non sbarcava il lunario. Adesso siamo scesi alla generazione 500/700 euro, praticamente schiavi dei call center se si è fortunati, altrimenti in strada a battere la testa contro i muri, e tutto questo lo dobbiamo a Prodi e ai suoi compagni. Chiaro che Berlusconi, di fronte a tutto questo sfacelo, additato come il solo e unico Male dell’Italia - e non dico che non sia uno dei tanti mali italiani -, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha quindi sfruttato la fama che i media gli hanno cucito addosso per invitare gli italiani a passare dalla sua parte. In fondo, prima di tutto, Berlusconi è un imprenditore e sa bene come gestire la pubblicità, anche quella negativa: non pensiamo che sia un fesso, perché non lo è.
 
Nell’intanto Fini scende in piazza in moto con tanto di saluto romano. E subito masse di giovinastri ignoranti (perché sono solo ignoranti e non ideologizzati) si riversano in strada sventolando bandiere con su grosse croci celtiche perché tutti le possano vedere, ecc. ecc.
 
Leggevo stamattina che almeno un terzo degli italiani è indeciso su chi votare, che non andrà probabilmente a votare. Che cosa dovrebbero i tantissimi indecisi, che cosa dovremmo votare, quale altro moloch? La sinistra di Berlinguer è un ricordo, sol più un ricordo purtroppo per noi, mentre la destra è quel che è. Stando così le cose non c’è differenza fra destra e sinistra, diventa sol più una vile questione di simpatia o antipatia per i leader del Popolo delle Libertà o L’Arcobaleno.
 
Per come la vedo io, non abbiamo uomini validi né a destra né a sinistra, ragion per cui non ho intenzione di fare lo sporco gioco dei politicanti che predicano bene e razzolano male: non andrò a votare e se ci andrò annullerò la mia scheda elettorale, in maniera civile, ma io non lo regalo il voto a un’altra dittatura sia essa di destra sia essa di sinistra.
 
 
 
Voglio sposare un Berlusconi
 
 
Giovane precaria: “Come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro?”
 
Silvio Berlusconi, leader del Pdl, durante la trasmissione Tg2 Punto di Vista: “Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun’altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo”.
 
Da Bruxelles gli risponde Romano Prodi: “Credo che il problema sia serio, ho paura che diventi anche più serio per le difficoltà dell’economia mondiale che si sono sentite molto forti.”
 
Ci ho riflettuto su, ha ragione Lei, amatissimo signor Berlusconi: ho un gran bel sorriso anch’io, trentadue denti perfetti e non una carie e glielo posso assicurare da uomo a uomo, quindi mi consenta di far la corte a uno dei suoi figli, maschio o femmina che sia! Sono io uno di larghe vedute… cioè di grandi intese!
 
Grazie. 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:01 | diario, appunti, lavoro, globalizzazione, satira, diritti umani, di voce e di rabbia, senza parole, provocazioni, costume, prima pagina, attualitĂ , vergogna, curiositĂ , ingiustizia, ultime notizie, socialismo, scandali, stalinismo, multimedialitĂ , villaggio globale, diritti animali, allarmi, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo | clicca per commentare commenti (41)



La morte, un affare nero

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, marzo 04, 2008





La morte


Un affare nero
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Con un po’ di fortuna, forse si avrà tutti due metri di terreno e ci dovranno bastare per l’eternità, che, poco ma sicuro, disferà in meno d’un momento le nostre spoglie mortali. Ma pensare che esista qualcosa dopo la morte è come ostinarsi a credere nelle panacee miracolose che qualcuno vende(va) agli angoli di strada promettendo guarigioni miracolose. Ma di fatto, a tutt’oggi, se io dico “tutti gli uomini sono mortali”, nessuno è in grado di smentirmi, perché anche Lazzaro alla fine ha dovuto morire, e lo stesso Cristo si dice sia morto in croce per ricongiungersi col Padre.
 
Si parla di apparizioni, ma l'apparizione è un “evento fantastico” che esiste solo nella nostra testa, nel desiderio di vedere una cosa o una persona che non c’è più. Un po’ come per gli UFO: il desiderio di non essere soli nell’Universo porta molti a credere d’aver visto oggetti non identificati. Ammettendo che altre vite esistano, ci si dovrebbe domandare sempre: perché ESSI non si sono ancora messi in contatto con NOI della Terra? La risposta più ovvia e sensata è che le ipotetiche civiltà aliene non abbiano mai raggiunto un grado di tecnologia così alto da riuscire ad arrivare sulla Terra prima dell’estinzione del genere umano - che prima o poi ci sarà; oppure la vita sulla Terra è la sola forma di vita nell’Universo. Ciò però non esclude che in passato possano esserci state altre forme di vita su altri pianeti, né esclude che in futuro si possano sviluppare altrove. La Terra e la sua storia in confronto all’Infinito sono meno d’un grano di sabbia di importanza pressoché uguale allo zero assoluto.
 
Se si crede nei morti, quindi negli spiriti, ne consegue che l’uomo avrebbe in sé afflato divino, cioè immortale; tuttavia la scienza non ha assolutamente dimostrato che l’anima sia qualcosa di reale; ha però dimostrato che con la morte l’individuo cessa di esistere per tornare alla terra, per diventare concime, per diventare materia utile all’ecosistema. Credere negli spiriti è dunque un atto fideistico per chi ha Fede e crede dunque in un Demiurgo, in un Essere superiore. La Fede è Credere, e meglio ancora “è soprattutto un credere anche là dove non ci sono prove concrete”: crede dunque nell’Aldilà colui che vuole crederci, non l’uomo razionale. Ad esempio, chi perde una persona amata, molto amata, crede di vederla in mezzo alla folla; e solo quando si trova faccia a faccia con uno sconosciuto ancora fatica a credere d’essersi sbagliato, d’aver avuto un abbaglio, perché il desiderio di credere che l’amato sia morto e non sia rimasto nient’altro che il Ricordo è un dolore troppo grande da accettare. La mente umana allora crea delle apparizioni, che in non pochi casi possono portare alla follia, quella d’avere ripetute allucinazioni ad occhi aperti.
 
Il medium, purché si abbia fede in esso, può stimolare la mente ad avere delle allucinazioni: colui che si affiderà ad un medium crederà così d’aver sentito la voce di una persona scomparsa, crederà anche di vederla, perché il desiderio che gli spiriti esistano favorisce stati allucinatori transitori…
La narrativa è piena di spettri più o meno famosi, di vampiri licantropi zombie e di altre creature fatate o demoniache: sta all’abilità dello scrittore conferirgli credibilità!
 
Giorgio Samorini, etnobotanico bolognese, - ricordo d’averlo letto da qualche parte - dava una spiegazione piuttosto convincente circa il Sabba: “…In Italia molte specie di funghi, Il Marasmius oreades, il Tricholomia columbetta, l’Agaricus campestre producono un effetto allucinogeno”. Questi funghi sono capaci d’avvelenare il terreno coltivato da contadini e contadine. Ma le streghe si cospargevano il corpo anche con un unguento prima di andare al Sabba: allora com’è che stanno veramente le cose? Un certo Andreas Laugna, medico spagnolo del 1500, trovò alcuni vasetti di questo unguento e lo analizzò: la sua analisi dimostrò che conteneva Cicuta virosa, Solanum nigrum, Atropa belladonna, tutti allucinogeni che entravano in circolo attraverso i pori della pelle delle presunte streghe, illudendole d’esser capaci di volare e non solo. La povertà fece il resto: i campi erano difficili da seminare e spesse volte si panificava con graminacee dai semi stupefatti come Lolium temulentum, graminacea anch’essa allucinogena: i grani per la panificazione mischiati al loglio erano tossici e chi mangiava il pane era soggetto ad allucinazioni d’ogni sorta, allucinazioni amplificate dalle voci che circolavano intorno alle streghe ai tempi dell’Inquisizione. Un contadino, mangiando di quel pane, vedeva nella moglie una strega! E la moglie che mangiava lo stesso pane, non poteva fare a meno di credersi una strega. Ma l’effetto più brutale era dato dalla Claviceps purpurea della famiglia delle Calvicipitaceae: la Claviceps purpurea produce un gruppo di alcaloidi derivati dall’acido lisergico, lo stesso che portò alla scoperta dell’LSD. Anche la Claviceps purpurea veniva mescolata nel comune grano, per ignoranza, per far più grosso il raccolto, per preparare la pagnotta da mettere sul desco sempre troppo magro. Mangiare quel pane significava intossicarsi - intossicarsi per vivere. Improvvisamente la caccia alle streghe terminò; nel 1700, streghe e stregoni erano sol più - o quasi - il residuo d’un passato oscuro, di favole. L’Illuminismo: molti fatti inesplicabili furono spiegati da teologi, scienziati, filosofi, e la paura fece dietrofront anche perché le condizioni di vita dei contadini migliorarono un po’ e i casi da intossicazione andarono scemando. E chi ancora diceva d’esser una strega o uno stregone, d’aver baciato l’ano del Diavolo, fu considerato alla stregua d’un pazzo.
 
Non occorre morire giovani per lasciare un bel cadavere: è più conveniente morire in odor di santità con un pacco di soldi raccolti durante la vita in maniera lecita o meno. Se hai soldi, quando tiri le cuoia ti fanno una bella bara, una di quelle che resistono anche un centinaio d’anni o più, così che gli agenti esterni non fanno andare in putrefazione le spoglie mortali. La tumulazione è poi solo una Arte, se vogliamo: è chiaro che se ti schiaffano in una bara da quattro soldi, dopo un anno non c’è manco più quella.
Esistono poi tanti cosmetici per la morte, che vengono applicati sul corpo prima di seppellirlo e che servono anche alla conservazione. Sotto due metri di terra, dopo che la salma è stata ben trattata con oli e cosmetici, dentro a una bara che non lasci penetrare aria, terra, microbi, un corpo si può conservare bene. Molto dipende anche dal luogo di sepoltura: meglio in un terreno fresco, non troppo secco ma neanche bagnato. Il miracolo è poi solo questo: l’arte di seppellire. E’ solo questo il trucco. Nessun miracolo. Altrimenti è giusto fare santissimo quell’ominide che hanno ritrovato ottimamente conservato nel ghiaccio e che ha qualche migliaio di anni. Come minimo quello lì dev’essere Dio, perché è proprio ben conservato: gli manca solo il Verbo. E un parrucchiere, per via della zazzera scimmiesca.
 
Trovo sia solo ridicolo spacciare per “miracolo” quella che è essenzialmente “arte di conservazione dei cadaveri”. Il popolino purtroppo crede che trattasi d’un miracolo. L’uomo che ha studiato un po’ sa solo che è “artifizio” vecchio quanto il mondo, giacché espedienti per conservare le salme sono vecchi di centinaia di anni e nei secoli non è che siano cambiati poi molto.
 
Si riesuma così la salma di Padre Pio e con la scusa del miracolo, della perfetta conservazione del cadavere, si espone il corpo – forse più bello di quand’era vivo - in pubblico e i bietoloni locali grideranno “al miracolo!” ed intanto si faranno spillare soldi, felici di farseli rubare dalle tasche, senza manco pensare che sono di fronte a una profanazione a fini speculativi e non ad altro. Per questo solo motivo mi sono dilungato “su come è possibile conservare in buone condizioni una salma”.
 
Credo ci sia una spiegazione per tutto. Una spiegazione razionale, che il più delle volte è proprio sotto i nostri occhi e quindi siamo incapaci di vederla.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:45 | riflessioni, appunti, costume, societĂ , opinionismo, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (28)



Mozzi, marinai e Pirati

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, gennaio 28, 2008




Mozzi, marinai e Pirati
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Coglioni
 
 
La poesia è per pochi eletti.
Una buona poesia vale quanto tutto un romanzo di mille pagine, diciamo pure così per semplicità.
Un buon racconto breve quanto un romanzo o più.
Scrivere un romanzo è la cosa più semplice di tutte: gli errori, le imperfezioni si accumulano, quasi non si fanno notare. E’ questo il motivo per cui si scrivono tanti romanzi e tanti vengono pubblicati per essere subito dimenticati, per nostra somma fortuna.
I grossi editori pubblicano le minchiate più assurde, purché abbiano il nome di Fabio Volo o di Luca Casarini ad esempio: gliene frega niente della qualità, solo del nome e del trambusto che i nomi possono sollevare per un po’ di tempo.
Tutti i coglioni scrivono romanzi e poi qualcuno glieli pubblica pure.
Mi dispiace per la carta sprecata, anche quando è riciclata.
Mi dispiace per la carta sprecata, per tutti quegli alberi che ci vengono strappati, per cosa poi? Per un po’ di macabro business. Un grosso spreco che accorcia la vita del pianeta sempre più ridotto a deserto sotto una barriera di ozono ridotta a gruviera.
 
 
 
 
 
Dopo
 
 
Io penso che dopo non c’è altro che “l’essere stati”, quindi il ricordo per quanti ci hanno conosciuti, amati e odiati.
Paradiso e Inferno sono nella loro essenza più pura lo specchio delle nostre azioni.
Ogni vita è unica e irripetibile.
Ma se durante la mia esistenza tengo dei comportamenti, siano essi buoni siano essi cattivi, influenzeranno le vite che resteranno dopo la mia dipartita. Tante più azioni io farò in vita, tanto più alta è la probabilità d’avere influenzato “il prossimo” verso una “via” piuttosto che un’altra. Il fatto che la mia condotta di vita possa influenzare altri esseri viventi è quella Eternità che io dico “quel che di noi resterà”, o “scintilla vitale”. In tal senso la reincarnazione è possibile.
 
Pensare che dopo la morte fisica una presunta anima immortale continui l’esperienza di esistere, a mio avviso è una favola bella, forse utile ad essere un po’ meno codardi quando ancora viventi con dei corpi di carne e sangue, di atomi.
 
Se oggi mi clonassero, l’individuo che verrebbe su non sarei “io”, ma tutt’altra persona, perché con altri pensieri, altre idee, emozioni e sentimenti estranei a quelli da me provati. Verrebbe clonato solo il corpo, il contenitore del mio “io”, ma “io sono io” e non posso essere replicato.
L’anima è il risultato degli insegnamenti ricevuti dalla società, dell’ambiente in cui viviamo, delle cose che ci accadono e che facciamo accadere: l’esperienza ci rende vivi e con un’anima, quindi con un “io”. L’“io” è nel corpo fatto di materia mortale.
“Io sono l’insieme dei miei pensieri.”
 
 
 
 
 
Contraddizioni e pregiudizi
 
 
Se è vero che la natura umana può accogliere aspetti di natura contraddittoria, è più vero ancora che la natura umana accoglie aspetti di natura pregiudiziale necessari alla sopravvivenza dell’umanità e soprattutto alla conservazione degli ideali dei singoli individui. “Non l’ho letto e non mi piace”: è una critica essenziale ma tagliente più del filo di qualsiasi spada.
 
 
 
 
 
Letterati
 
 
1. Alcuni scrittori sono tali e quali a dei piccoli capetti della mafia: credono d’essere il centro della Cupola, nonostante la loro totale incapacità; credono di poter sparare stronzate a destra e a manca impunemente; credono d’avercela solo loro la penna da imbucare nel calamaio; credono d’avercelo solo loro un bel culo pulito da dar via al primo venuto. Poi si scoprono puniti dai boss, e come bambini chiedono il motivo per cui gl’è stato riservato un simile trattamento. 
 
 
2. Un vero scrittore sa apprezzare soprattutto le critiche negative rivolte al suo lavoro.
 
 
3. La letteratura è morta. Purtroppo non sono morti tutti gli imbrattacarte che continuano a scrivere sui muri dei cessi pubblici che “non è vero”.
 
 
4. Scrivere? Meglio un furto con scasso.
 
 
5. Gli idioti - e sono tanti, credetemi pure sulla parola - pretendono di spacciare la narrativa popolare di Jack The Ripper, Dracula e Frankenstein vari a qualcosa di più d’un mero innocente intrattenimento. Pretendono che gli sia riconosciuto il codice a barre di Letteratura.
 
 
6. Io mi sono avvicinato alle lettrici, e devo dire che sono molto meglio dei libri che loro leggono.
 
 
7. Chiunque scriva non può fare a meno di fingere d’avere una vita sociale importante, avventurosa, bella o tragica.






Leggi il nuovo

JuJol.com

JuJol - cultura e spettacolo

JuJol.com - cultura e spettacolo

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:35 | cultura, appunti, letteratura, editoria, aforismi, satira, scrittura, critica, prima pagina, scrittori, dietrologia, opinionismo, jujolcom | clicca per commentare commenti (16)



Preti pedofili: preghiera mondiale per le vittime, la annuncia Claudio Hummes

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, gennaio 06, 2008



Bernard Law, uno dei grandi condannati per pedofilia


Il Vaticano: preghiera mondiale

per le vittime dei preti pedofili



Una preghiera su scala mondiale per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, cioè per le vittime di pedofilia e abusi perpetrati da sacerdoti.
La propone il Vaticano e l’iniziativa è annunciata all’Osservatore romano dal cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il clero, che ritiene una “priorità aprire cenacoli eucaristici suscitando un grande movimento spirituale di preghiera per tutti i sacerdoti e per la loro santificazione”. Ci sono sempre stati problemi tra i preti, rimarca il porporato, “perché siamo tutti peccatori, però in questo tempo sono stati segnalati fatti veramente molto gravi”.

“Ovviamente - aggiunge Hummes - si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi, neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale. La stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere. Ma tutti i sacerdoti hanno comunque bisogno di aiuto spirituale per continuare a vivere la propria vocazione e la propria missione nel mondo di oggi. La Chiesa, poi, ha sempre pregato per la riparazione dei peccati di tutti. E’ questa, ad esempio, una delle caratteristiche della tradizionale devozione al sacro cuore di Gesù”.

L’iniziativa annunciata dal prefetto della Congregazione per il clero riprende un suggerimento avanzato un anno fa da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. Lo scorso 15 dicembre 2006, alla presenza di Benedetto XVI, il sacerdote aveva sottolineato come la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto fare un giorno di digiuno e penitenza per chiedere perdono per gli abusi sessuali che hanno visto coinvolti alcuni suoi rappresentanti.

Cantalamessa aveva osservato che la Chiesa ha “pianto e sospirato” recentemente “per gli abomini commessi nel suo seno da alcuni dei suoi stessi ministri e pastori”. “Non si potrebbe - aveva quindi chiesto - indire un giorno di digiuno e di penitenza, a livello locale e nazionale, dove il problema è stato più forte, per esprimere pubblicamente pentimento davanti a Dio e solidarietà con le vittime, operare insomma una riconciliazione degli animi e riprendere un cammino di Chiesa, rinnovati nel cuore e nella memoria?”.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:44 | polemiche, appunti, appelli, religione, cronaca, comunicati stampa, iniziative, notizie dalla rete, attualitĂ , vergogna, cattolicesimo, scandali, cronaca vera, per un mondo migliore, notizieflash, no pedofilia, last news | clicca per commentare commenti (4)



Anna Politkovskaja “Woman of the Year”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, dicembre 21, 2007





Anna Politkovskaja


“Woman of the Year”



Fonte: beppegrillo.it





Nota Bene: Anch'io premio Anna Politkovskaja. Anna Politkovskaja "Woman of the Year" per i più che sacrosanti motivi espressi da Beppe Grillo sul suo blog. E aggiungo: se il mondo avesse più persone di coraggio e di  grande valore morale e politico, persone come Anna Politkovskaja, allora (forse) questo mondo sarebbe un po' più vivibile.

Vi invito anche a leggere "Putin uomo dell'anno, lo dice il Time", articolo a mia firma già apparso sulle pagine di questo blog, qui. [g.i.]


Putin è stato eletto “Person of the Year” dal Time. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l’incredibile Hulk. Non c’era scelta e ha vinto a mani basse l’ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il Time premiò Stalin, alleato dei nazisti. L’ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn. L'anno prima il Time aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno...
Se il Time propone Putin, questo blog premia come “Woman of the Year Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell’ottobre del 2006 .
Riporto il suo giudizio su Putin dal libro “La Russia di Putin” di Adelphi.

“Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione …
Breznev è stato pessimo, Andropov sanguinario sotto una patina di democrazia, Cernienko un idiota. Gorbaciov non piaceva. Eltsin ogni tanto ci costringeva a farci il segno della croce per timore delle conseguenze delle sue decisioni. Colui che è stato una loro guardia del corpo, assegnato allo scaglione 25 con il compito di starsene impalato nel cordone di sicurezza quando il corteo di VIP sfrecciava oltre, proprio lui, Putin, incederà sul tappeto rosso della sala del Cremino. Da padrone. Tra lo scintillio degli ori degli zar appena tirati a lucido, mentre la servitù sorriderà sottomessa e i suoi sodali – tutti ex pesci piccoli del KGB assurti a ruolo di grande importanza – gonfieranno il petto …
Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di “dibattito politico”: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno o un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha insegnato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato … Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango era costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d’essere d'accordo con me.” Anna Politkovskaja

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:40 | segnalazioni, riflessioni, appunti, ricorrenze, personaggi famosi, appelli, giornalismo, iniziative, blogosfera, diritti umani, prima pagina, attualitĂ , omaggi, libertĂ , societĂ , blogger, commemorazioni, per un mondo migliore, societĂ  e politica, iannozzi and friends, woman of the year | clicca per commentare commenti (4)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi