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Streghette, datemela, per dio!
l’americano medio
written by King Lear
-
domenica, ottobre 19, 2008

l’americano medio
di Giuseppe Iannozzi
La donna che ho amato per una vita intera mi tradisce
Gesù, sono così giù che non ascolto più la parola di dio
Sul piatto girano sol più i dischi dei Bee Gees
Sul piatto raschio i Platters se sono in vena di suicidio
La donna che ho amato mi ha tradito con uno più bello
e con cento altri che le hanno promesso la posizione giusta
per il piacere di toccare il buco del cielo-culo con un dito
Non è mai stata una con la gonna chiesa e famiglia,
però aveva su un’aria acqua e sapone che non immaginavi
potesse metterti sulla bocca di tutti da un momento all’altro
La donna che ho amato, la donna che ho perduto
è ancora incollata alle toppe dei miei pantaloni:
non passa giorno che non vada più a fondo in miseria
Vivo come un disadattato io che ero il re delle feste
Lavoro con la patta aperta e l’uccello moscio dentro
da quando ho scoperto la verità:
mi arrangio, sturo cessi, il mio numero è sulle pagine gialle
Voi chiamate, io vengo, intervengo, vi rimetto sul trono
Ma per quanto faccia non riesco a ingoiare l’orgoglio
Per quanto io mi dia da fare come un fottuto dannato
stanando coccodrilli, serpentelli e merdoni dagli scarichi,
non ne vengo fuori, non riesco a strisciare fino ai suoi piedi
per un’ultima notte di sesso e poi morire col cuore fermo
in un letto di umiliazioni
Per quanto io mi dia da fare cercando di ripagarla
con la stessa moneta sbattendomi una casalinga annoiata,
non arrivo mai al dunque, solo schiocco la lingua contro il palato
e presento il conto con le mani ancora sporche di merda
Il sogno americano è caduto a pezzi, sturo cessi a mani nude
Sono l’americano medio, sono l’americano medio, l’americano medio
Sono un cazzo di niente, sono quello che se lo prende in quel posto
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
Se leggo i giornali le pagine sono tutte in bianco, se vado al cesso uguale
Dovunque fotografo il culo per riposare l’anima fallisco al primo colpo
Parlo poco e male, la gente dice che sono un tipo bassamente volgare
Ma io faccio quello che i bennati non vogliono fare, tolgo di mezzo la merda
Ci metto tutto me stesso anche se è un cazzo di lavoro di ripiego
da quando ho scoperto la verità che la mia donna ha scopato pure il parroco
e il suo chierichetto in una botta sola facendosi venire il latte ai seni
Vivo come un disadattato io che ero il re delle feste più balorde
A volte ho brutti pensieri, penso a come sarebbe bello imbracciare un fucile
entrare di colpo in un supermercato e fare una strage, sparare alla cieca
e infine uscire sbattendo la porta con la polizia acqua e sapone davanti
pronta a farmi secco
E’ che ho perso la fede nell’amore da quando la mia donna l’ho trovata
insieme al governatore a succhiargli l’uccello in cambio della promessa
d’un drastico ribasso dei prezzi dei pezzi di prima necessità
Per un po’ di sesso lei adesso tocca il cielo-culo con un dito,
io invece affondo le mani nei cessi come un chirurgo nelle budella
d’un malato terminale
Sono l’americano medio, sono l’americano medio, l’americano medio
Sono un cazzo di niente, sono quello che se lo prende in quel posto
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
Sono un cazzo di niente, sono quello che se lo prende in quel posto
Sono l’americano medio, sono l’americano medio, l’americano medio
La donna che ho amato per tutta una vita mi tradisce
Gesù, sono così giù che non ascolto più la parola di dio
Sul piatto girano sol più i dischi di Cat Stevens
e raschio i Moody Blues quando penso a un’ordalia
Vorrei sedere sul Trono del Mondo, imporrei lo chador
e andrei d’amore e d’accordo con uomini e animali,
metterei i renitenti in un grosso lager a mordersi le chiappe
e tutti quelli che parteggiano per l’arte ai lavori forzati,
a spaccar pietre sotto il sole e per rancio acqua nera e pane duro
La vita che ho amato più della poesia sulla mia tomba a venire
è caduta a pezzi, come una storia scritta su commissione
Avrei voglia di prostituirmi in una scuola di scrittura creativa
per imparare l’arte dell’epitaffio e del discorso commemorativo
Vorrei così tanto poter dare alle fiamme cattedrali e musei,
uffici postali e manicomi, multinazionali e palazzi di governo,
e ancora cospargere di benzina i cazzoni d’ogni razza religione età
Sono l’americano medio, sono l’americano medio, l’americano medio
Sono un cazzo di niente, sono quello che se lo prende in quel posto
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
Sono un cazzo di niente, sono quello che se lo prende in quel posto
Sono l’americano medio, sono l’americano medio, l’americano medio
Ho le mani sporche di merda, ho l’anima otturata
e nessuno verrà mai a cacciarci dentro le sue mani
per tirarmi fuori da me stesso,
così penso che comunque andrà a finire a rimetterci sarà solo uno
Alla fine, puoi credermi sulla parola, sarò io solo a finir male
E’ che in fondo in fondo sono un debole, sono l’americano medio,
uno sturacessi, uno che non ha le mani in pasta,
uno che non ha il cazzo di coraggio di scoparsi la prima venuta
per protesta o vendetta
Sono così abbattuto che potrei anche pensare di bere il mio piscio
o d’imbottigliarlo e servirlo all’Ultima Cena in raffinati calici di cristallo
C’è sempre la remota possibilità che mi decida a chiamare tutti gli amici,
tutti quelli che si sono sbattuti la mia donna
C’è sempre che sono uno sturacessi, potrei trovar divertente portare in tavola
lo champagne più ingenuo e godermi le loro facce affogate nella mia idea…
nella mia idea di civiltà
Non ci vuole un genio per essere l’americano medio
Non ci vuole un genio per essere l’americano medio
Non ci vuole un genio per essere l’americano medio
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Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi Acquista la tua copia di Morte all'alba ![]() http://www.lulu.com/content/4135701 ![]() Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi a cura di Chiara Perseghin |
Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba” intervistato da Chiara Perseghin
written by King Lear
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lunedì, settembre 29, 2008

Intervista a
Giuseppe Iannozzi
autore di “Morte all’alba”
Il romanzo verrà, ma dopo i racconti.
Non c’è un filo conduttore. Ogni racconto è una storia a sé. Ogni racconto ha un suo preciso stile, ogni racconto affronta un genere o più d’uno. L’unico particolare comune a tutti è la cupezza, anche in quei racconti più felici e ironici.
Non credo neanche nelle Creative Commons License.
di Morte all'alba

http://www.lulu.com/content/4135701
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commenti (13)
Marco Simonelli, Palinsesti, Editrice Zona
written by King Lear
-
lunedì, settembre 22, 2008
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commenti (3)
Mi tocco per te sulle Montagne Russe
written by King Lear
-
venerdì, settembre 12, 2008

Sulle Montagne Russe
(io mi tocco per te)
di Giuseppe Iannozzi
Nad, voglio farlo con te.
Sì, hai capito bene.
Con te.
Mi hai preso bene.
Ti sogno giorno e notte.
Nad, sono preso.
Troppo preso.
Passione devastante.
Devastante
fino all’ultima molecola.
Questo Big Bang,
così devastante…
Mi tocco a ogni momento.
Ti penso.
Ti penso e mi tocco.
Mi tocco e ti penso.
Ti immagino.
Ti immagino
che ti spogli
d’ogni residuo d’orgoglio.
Ti immagino e mi tocco di nuovo.
Mi tocco
fino a farmi del male quasi.
Mi tocco e ti immagino.
E’ meraviglioso.
Ti sento gridare.
Gridare.
Gridare.
Gridare
senza sosta.
Sulle Montagne Russe.
Io che ti guardo.
Io che ti tocco
dove non dovrei
per farti coraggio.
Io che mi ti godo
mentre dalla strizza
te la fai sotto di brutto.
Io che ti asciugo il bagnato
con uno straccio di fazzoletto
per farti coraggio.
Ma in fondo alla strozza
me la rido della grossa
del tuo panico da capogiro.
Dio, cosa non darei
per sbatterti su quelle Montagne Russe.
Tagliano in due un capello
tanto sono veloci e affilate.
Ti rivoltano il cervello
nella scatola cranica
senza chiederti il permesso.
Ti riducono
in maniera esagerata:
un budino mollo vomitato.
Io ci verrei con te
anche solo per vederti in faccia
stravolta
senza più fiato,
manco avessi preso sotto
un mandingo,
un nano e un maiale superdotato.
Ci verrei per vedere
il tuo teschio urlare
e squarciare
la barriera dell’Infinito
Passione.
Innominabile
fino all’ultima molecola.
Questo Big Bang,
così profondo, così ignoto…
Nad, facciamoci un giro.
Facciamolo insieme.
Io mi tocco, mi tocco, mi tocco…
Mi tocco quando ci penso
a quanto sarebbe bello
vederti paonazza
gridare a squarciagola
mezzo impiccata
dalle cinture di sicurezza
con la Morte
che ti sghignazza davanti
e ti schiaffa la sua lingua putrescente
in bocca
giù fino in gola
e di più ancora
a rimestarti le budella.
Facciamolo.
Facciamolo insieme.
Non ti pentirai
dopo aver visto
che basta un momento
per dar credito a una devastante passione.
Nad, lasciati andare.
Non puoi controllare
lo sconvolgimento
che preme per uscire
come serpente
fuori dalle mutande;
ma senza riuscirci.
Senza volerlo mai
veramente..
Nad, questa è passione.
E’ passione
che ti mette al tappeto.
Che ti lascia
senza respiro
né speranza di recupero.
Lasciati andare.
Fatti un giro
sulle Montagne Russe.
Ci sarò io ad asciugare
il bagnato
con uno straccio di fazzoletto.
Questa passione.
Così devastante
è un serpente
penetrato dalla bocca
e finito dritto
dentro le tue budella.
Sì, così devastante.
Senza scampo.
Passione.
Devastante.
Sulle Montagne Russe.


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commenti (23)
mai più un altro duce - Benito, vaffanculo
written by King Lear
-
martedì, settembre 09, 2008
mai più un altro duce
l'unico benito buono
è quello esposto
a Piazzale Loreto

di Giuseppe Iannozzi
che un morto legato per i piedi a testa in giù non sia più
pericoloso; non credere che la lingua penzolante di Giuda
non possa più spargere tra i Getsemani il cattivo seme
C’è sempre chi per convenienza vuole impiccarti innocente
con le tue stesse budella alle porte dell’Urbe fregandosene
di religione fratellanza comunione
ridicole statue di Santi condannati tra calendari e conventi
possibile che non te ne renda conto? Le pornostar fanno a gara,
fare la suora di clausura fino a quando non ti serviranno più
gli assorbenti, per l’amor di Dio?
Porci maiali orwelliani e prepotenti in seno alla Chiesa
uniti in coito infernale fanno finta di darsi botte da orbi
sulle prime pagine dei giornali: non mi dire che sei disposta
a prestar loro fede! Ti prego, non mi sorridere così,
come se fossi all’oscuro di tutto
che siamo tutti bastardi compromessi in un modo o nell’altro
Il primo schiaffo che mi hai stampato dritto in faccia,
non sono serviti a farti perdere l’illusione che basta poco
per sembrare più buoni, che basta non cercar il pelo nell’ovo
me ne fotto; è per questo che siamo arrivati a questo punto
Indietro non si torna più, indietro no, non si torna più
E io continuo a gridare a mio rischio e pericolo
ma non servirà: forse non lo sai, ma il fascista non ti guarda in faccia
e nemmeno in mezzo alla cosce, ti penetra e basta, ti penetra e basta
Cohiba - Daniele Silvestri
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commenti (24)
Didier Van Cauwelaert e Mario Favini recensiti su Scritture & Pensieri (Corriere nazionale)
written by King Lear
-
martedì, settembre 02, 2008
Sulla pagina culturale Scritture & Pensieri (a cura di Stefania Nardini) del Corriere Nazionale * potete leggere due mie recensioni, nell'ordine:
Mario Favini - "Centro commerciale" - Cicorivoltaedizioni - rec. di G. Iannozzi
Didier Van Cauwelaert - "Il vangelo di Jimmy" - Barbera editore - rec. di G. Iannozzi
Potete scaricare la pagina in formato pdf cliccando qui sopra. Buona lettura,
g.i.
* Il Corriere Nazionale è quotidiano nazionale di informazione. La testata è registrata come "Il Cittadino Oggi - CORRIERE NAZIONALE". Direttore Nino Botta. È stampato con una media di 24 - 36 pagine. Cronache nazionali, estere, sportive e culturali. Pagine e rubriche speciali. Nasce dalle ceneri de La Gazzetta di Siena nel 2000, trasformandosi successivamente sul modello de Il Libero Cittadino, periodico politico-amministrativo edito nella città Toscana tra la fine del 1800 e l'inizio del secolo scorso. L'attuale testata è stata registrata nel 2000.
Sede legale in Siena. Direzione e stampa a Perugia. Redazioni a Perugia e a Siena. Il corpo redazionale è formato da una cooperativa di giornalisti. Tiratura media 60-70mila copie.
Esce in edicola come testata autonoma e indipendente. In Umbria, alcune province della Toscana e del Lazio è offerto in abbinamento con i quotidiani "Corriere dell'Umbria", "Corriere di Arezzo", "Corriere di Siena", "Corriere della Maremma/Grosseto", "Corriere di Viterbo", "Corriere di Rieti", "Corriere della Sabina".
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commenti (2)
contro ogni dio
written by King Lear
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contro ogni diodi Giuseppe Iannozzi
sull’agnello?
e dio è un pompino
neanche se hai un asso nella manica e una gamba di legno
per vaticinare chi vincerà la mano
e i piedi affondati nelle fiamme, ti illudi davvero
che vedrai la luce di dio? forse non ti hanno informato,
senza spina dorsale
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commenti (11)






















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