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Tu scopi? come e quanto scopi? E con chi?

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 13, 2008






Gli uomini sono per le prostitute e il virtuale

Il 40% delle coppie italiane non scopa


Purtroppo siamo ancora troppo italiani


di Giuseppe Iannozzi





Secondo un rapporto presentato in occasione del congresso dei sessuologi europei il calo del desiderio è ben più che triplicato in soli dieci anni. Il che tradotto significa che i maschi italiani sono dei segaioli, mentre le donzelle sono o per la castità o per Saffo. Insomma, addio agli amori ancillari!

Quaranta coppie italiane su cento non fanno sesso, non scopano neanche per sbaglio, maschi e femmine non finiscono a letto insieme per scopare ma solo per dormire a lungo, di santa ragione. Questo l'allarmante risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi, che verrà presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia che si apre a Roma domenica.

Secondo lo studio il calo del desiderio è soprattutto maschile ed è triplicato negli ultimi 10 anni. «Le coppie italiane alla tavola del sesso si comportano in modo davvero differente - spiega Chiara Simonelli, sessuologa dell’Università La Sapienza di Roma e vicepresidente della Federazione - eppure tutte sono riconducibili a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti».

Secondo lo studio, le coppie sessualmente «anoressiche» sono più spesso composte da soggetti che sono oramai nei fatidici 40 od oltre, quindi con una relazione consolidata ma ripetitiva.

Sempre più spesso sono gli uomini a non usarlo il pipino, non nella maniera corretta e più sana in ogni caso: non si lasciano né abbracciare né legare dalle gambe della partner, e si rifugiano fra le tette di una prostituta. E, purtroppo, non mancano quelli che si sparano seghe davanti al monitor, visionando siti erotici e porno, o anche solo chattando con una perfetta sconosciuta.

La ricerca indica che solo il 30% delle coppie si può definire «sazia», ha rapporti sessuali appaganti con una frequenza che soddisfa entrambi.

In politica facciamo ben più che schifo, a letto siamo degli stupidi segaioli, quindi si può ben dire che l'Italia è rovinata ab imis.








  E voi scopate ogni dì, sì o no?
 
  O siete dei segaioli incalliti?








by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:14 | amore, donne, uomini, sesso, satira, salute, sondaggio, benessere, ultime notizie, allarmi, via del campo, last news | clicca per commentare commenti (38)



Veronesi attacato dalla teodem Binetti e dai cattolici

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 24, 2008





Veronesi attaccato dai cattolici

La teodem Binetti non risparmia di censurare
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La candidatura dell’inclito oncologo Umberto Veronesi in qualità di capolista in Lombardia, dopo l’avvenuto accordo tra il Pd e i Radicali, ha subito sollevato un mare di polemiche, perlopiù ingiustificate ma soprattutto di chiaro stampo censorio. Ovviamente chi se non i cattolici potevano gridare “allo scandalo”?
Paola Binetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni.
E su Il Giornale, la teodem Binetti spara duro, senza mezzi termini, arrivando al punto di definire  Veronesi “una medaglia con due facce”: “Mi preoccupa moltissimo. Il professor Veronesi è una medaglia con due facce. La prima, la più importante, è l’immagine del grande oncologo, quello che ha posto un’attenzione nuova al tumore alla mammella, il testimonial della lotta contro il cancro in grado di attrarre ingenti risorse in virtù della sua credibilità. In campo scientifico, e lo dico da medico, infonde fiducia e autorevolezza […] Lui è stato uno dei più strenui e autorevoli oppositori nella campagna referendaria sulla legge 40, ha scritto un libro che lascia emergere la sua posizione a favore dell’eutanasia”. La teodem Binetti si dice anche sicura di ottenere/avere tutto il solidale appoggio dei cattolici: “Queste candidature, dai radicali a Veronesi, stanno ottenendo un effetto strepitoso: tutte le componenti cattoliche, davanti alla possibilità che i nostri valori corrano un rischio, si stanno stringendo, e cresce la partecipazione. […] La mia è una sfida. Io contesto che i cattolici possano stare solo a destra o al centro. Perché a sinistra dobbiamo essere sempre sotto scacco? Voglio dimostrare che i cattolici possono stare anche a sinistra, senza rinunciare a una virgola dei propri valori”.
 
La possibilità che l’oncologo Umberto Veronesi ricopra il posto di ministro della Salute allarma non poco i cattolici, così tanto che la censura arriva in tempo zero: “L’ipotesi di Veronesi ministro non la prendo neanche in considerazione”.
 
“Dopo questa intesa non possiamo non essere perplessi ed amareggiati. Anche perché a questo punto che fine farà l’equilibrio raggiunto tra le componenti del Pd nel manifesto dei valori e nel programma?” Ed ancora: “I cattolici del nostro partito, che sono tanti, dovranno fare quadrato per difendere i loro valori stando sempre all'interno del Pd”. Dalle colonne de Il Giornale la teodem Binetti non si vergogna di lanciare un vero e proprio anatema: “Chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma”.
 
A farle eco il collega teodem Luigi Bobba, che grida un forte “no” alla candidatura del ginecologo esponente radicale Silvio Viale: “Chi sottoscrive un programma, chi si candida nel Pd, non può alzare altre bandiere, non può appartenere ad altri partiti. Né può violare deliberatamente, come è nel caso del dottor Silvio Viale, la legge. La sua candidatura è semplicemente improponibile, altrimenti il codice etico del Pd, da poco approvato, apparirebbe come carta straccia”. E non ancora contento: “I cattolici nel Pd non sono né ospiti mal sopportati né componente marginale: sono una realtà decisiva per costruire un grande partito nazionale, un partito del Paese, un partito capace di rigenerare la democrazia”.
Anche Padre Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti sociali, non manca d’intervenire lanciando ben poco divini strali: “Una cosa è che culture diverse si uniscano e trovino ciò che le unisce, altra cosa è imbarcare culture diverse che non condividono chiaramente i principi degli altri, solo perché si rischia di non avere il quorum. E questo mi sembra il caso dei Radicali, dei quali conosciamo bene la cultura politica e non vedo come si possa conciliare con la cultura del Pd”. E non poteva mancare il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli: “L’accordo fra Pd e Radicali, oltre che la candidatura di Veronesi, scienziato favorevole all’eutanasia, determina nel Pd un ulteriore snaturamento e ridimensionamento dei valori cattolici”.
 
Anche su Avvenire, quotidiano di proprietà dei vescovi italiani, c’è un forte attacco censorio contro la candidatura di Umberto Veronesi. A firmarlo è Francesco D’Agostino che scrive: “E’ impossibile ignorare quale sia l’antropologia di Umberto Veronesi. E’ impossibile ignorare la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito Radicale”.
 
Per l’ennesima volta il paese, l’Italia, vede in prima fila i cattolici pronti a censurare chiunque non sia allineato con le loro posizioni etiche a dir poco di chiaro stampo medioevale.
Ma noi si vuole sperare che quest’Italia democratica saprà scegliere il meglio per la qualità della vita, per una vita dignitosa non legata alla pericolosissima esaltazione della religione cattolica e del dolore.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:49 | riflessioni, polemiche, religione, controinformazione, giornalismo, salute, medicina, diritti umani, censura, prima pagina, democrazia, benessere, libertà, società, cattolicesimo, allarmi, per un mondo migliore, società e politica, notizieflash, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (11)



Amadeus Mozart, ne uccide più il fumo che la sifilide

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, dicembre 06, 2007




ne uccide più il fumo che la sifilide

parole e musica di Amadeus Mozart


pubblicità progresso



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AIDS: giornata mondiale contro l'AIDS - Il testo integrale del discorso del Ministro

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 01, 2007




giornata mondiale

contro l'AIDS



Il testo integrale del discorso del Ministro

Domani si celebra in tutto il Mondo la Giornata Mondiale Aids 2007.
La parola chiave scelta per quest’anno è “leadership”.
Una leadership che dobbiamo essere in grado di esercitare nella ricerca, nell’approccio e nella perseveranza nella lotta a questa malattia.
E dobbiamo farlo in tutti i settori: a partire dalla famiglia e dalla società civile e con un grande impegno delle istituzioni, sia nazionali che locali.
Come prevede la comunicazione della Commissione europea al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l‘HIV/AIDS nell’Unione Europea e Paesi vicini nel periodo 2006-2009, l’obiettivo che ci troviamo di fronte è infatti quello di “rafforzare la partecipazione della società civile in tutti gli aspetti della lotta contro l’epidemia, compresi la definizione degli obiettivi, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi”.
Un impegno che il Ministero della Salute ha raccolto con decisione fin dallo scorso anno e in questo ambito abbiamo anche riavviato la nostra iniziativa di solidarietà internazionale. Da un lato è stato pagato il nostro debito di 130 milioni di euro nei confronti del Global Fund per l’Aids, la tubercolosi e la malaria e dall’altro, in sede di Unione Europea, stiamo sostenendo fortemente un piano per assicurare insieme agli Stati membri e alle aziende farmaceutiche, l’accesso ai medicinali anti-retrovirali e l’efficace distribuzione degli stessi in quei Paesi europei che presentano evidenti difficoltà economiche nell’accesso a questi farmaci.

Ormai sappiamo che l’Aids è una malattia che non è mai stata percepita e vissuta come tutte le altre.
Non lo è per ciò che essa ha rappresentato sul piano della modifica dei comportamenti e degli stili di vita, non lo è per ciò che ha indotto nella visione del rapporto tra paziente e terapia, non lo è per le sue caratteristiche endemiche che oggi si manifestano con chiarezza, facendo dell’Aids una malattia soprattutto cronica nei Paesi dell’Occidente ricco e sviluppato, a fronte di un Aids che uccide ed estirpa intere generazioni anno dopo anno in tante realtà povere del Mondo.
Ma l’emergenza dell’epidemia nei paesi poveri coincide con un progressivo, veloce disinteresse dei paesi ricchi: non si parla quasi più di Aids e il risultato di questa progressiva disattenzione è purtroppo quello di una preoccupante escalation del contagio che in Italia comporta ogni anno tra i 3.500 e i 4.000 nuovi casi di Hiv.
Oggi vogliamo testimoniare la nostra volontà di una svolta decisiva per il rilancio di quelle iniziative di attenzione e sensibilizzazione per le decine di migliaia di malati e sieropositivi che vivono, lavorano, studiano in Italia e che chiedono più attenzione alla persona, più capacità di ascolto delle istituzioni, più responsabilità e più sincerità.

Per questo, prima di ogni altra cosa c’è bisogno di rimettere al centro la persona. Negli ultimi anni si è infatti puntato quasi esclusivamente sugli aspetti legati alle terapie mentre oggi avvertiamo la necessità di ampliare la sfera delle nostre iniziative puntando molto sull’integrazione socio-assistenziale nell’approccio alla persona.
Oggi di Aids in Italia si muore fortunatamente molto meno (basti pensare che siamo passati dai 4.581 morti registrati nel 1995 ai circa 200 casi stimati per il 2007) e le oltre 120 mila persone affette nel nostro Paese hanno davanti una prospettiva di vita lunga e sempre più normale.
Ma si tratta comunque di persone che hanno bisogno di un contesto di interventi che deve andare al di là del momento farmacologico e abbracciare la sfera sociale e della vita di tutti i giorni. A partire dal mondo del lavoro dove si deve aumentare la vigilanza per l’applicazione piena delle norme e delle iniziative di inserimento e garanzia.
Un altro obiettivo fondamentale, che ci ha visto già impegnati la scorsa estate con una campagna radiofonica e con la diffusione di opuscoli informativi nelle farmacie e negli studi medici, è quello di sottolineare l’importanza dell’uso del preservativo quale strumento di prevenzione dell’Aids e per le altre malattie sessualmente trasmissibili che ogni anno colpiscono in Italia quasi mezzo milione di cittadini.
La campagna è stata infatti ideata a partire dai dati che ci dicono che attualmente l’HIV si trasmette principalmente per via sessuale.
In questo senso il nostro impegno è anche volto a far capire l’importanza di una forte assunzione di corresponsabilità nei rapporti sessuali. Che vuol dire non affidarsi solo all’altro o all’altra ma diventare protagonisti e protagoniste dalla propria salute sessuale e di quella della coppia.
In questo senso l’uso del preservativo è una forma di autotutela positiva così come l’attenzione e la tutela dell’altro o dell’altra. E tutto questo l’abbiamo voluto simboleggiare nello slogan “nell’amore non rischiare” che viene citato nello spot per la televisione, per il quale voglio qui ringraziare particolarmente Francesca Archibugi e Ambra Angiolini per il loro sostegno e il loro straordinario contributo.
La nostra campagna proseguirà con altre iniziative rivolte anche alle persone sieropositive e alla loro sessualità con un messaggio positivo e non discriminatorio.
La comprensione e l’apertura nei loro confronti è un obiettivo irrinunciabile in una società solidale volta a includere, senza però scordare un messaggio di prevenzione forte e diretto. Perché è possibile avere una vita sessuale serena, senza esporre altre persone a rischio di infezione, senza esporre se stessi a rischio di nuove infezioni sessualmente trasmesse, anche dopo un test positivo, purché vi sia sempre una forte assunzione di responsabilità nei propri comportamenti.

Questa grande campagna di sanità pubblica, nasce da un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto sia il mondo accademico, che i rappresentanti delle comunità direttamente colpite dall’infezione.
Nello stilare la campagna informativa, la Commissione Nazionale per la Lotta contro l’Aids e la Consulta delle Associazioni per la lotta contro l’Aids hanno poi tenuto conto delle indicazioni dei più recenti documenti dell’Unione Europea sottoscritti anche dal nostro Governo:
  1. “Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla lotta contro l’HIV/AIDS nell’UE e nei paesi vicini, 2006-2009” . Documento basato sui principi e sulle priorità stabilite nelle decisioni della Commissione (dicembre 2005);
  2. “Dichiarazione di Brema sulla responsabilità e il partenariato – Insieme contro l’HIV/AIDS” (13 marzo 2007) documento prodotto dalla Conferenza Ministeriale e firmato dai Ministri e rappresentanti dei governi di Stati membri dell’Unione Europea e dei Paesi vicini responsabili della salute, insieme ai partner internazionali, impegnati contro l’HIV/AIDS, alla Commissione Europea, al Ministro per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo e al Ministro per l’Istruzione e la Ricerca;
  3. “Resolution 1536 (2007)1 HIV/AIDS in Europe”, Risoluzione che è stata adottata dalla riunione parlamentare del Consiglio dell'Europa a gennaio 2007.
Altro grande obiettivo è poi quello di migliorare ulteriormente i livelli di cura e assistenza e in questo senso vanno le nuove linee guida terapeutiche messe a punto dalla Commissione nazionale Aids per terapie sempre più mirate e appropriate.
Infine la ricerca, che vede nel nostro Paese momenti di eccellenza, come il progetto del vaccino dell’Istituto Superiore di Sanità di cui è prossimo l’avvio della II fase di sperimentazione in Italia e in Sud Africa.
Senza dimenticare mai che quella contro l’Aids è più di una battaglia di salute. E’ una battaglia per la dignità della persona e per una vera giustizia sociale".
Livia Turco

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Vietato Fumare nei parchi pubblici di Napoli

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, novembre 17, 2007





Vietato Fumare nei parchi pubblici di Napoli

L’iniziativa fa discutere i fumatori incalliti

ma piace a tutti i non fumatori e ai politici


 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Fumo vietato nei 43 parchi cittadini di Napoli. Da lunedì a Napoli è vietato fumare all’aperto, nei parchi comunali se si è in presenza di lattanti e bambini fino a 12 anni, e di donne in stato interessante. Lo stabilisce un’ordinanza del Comune, voluta dall’assessore alla Sanità, Rino Nasti, per tutelare i soggetti deboli esposti al rischio del fumo passivo. L’iniziativa ha subito ricevuto il plauso di esponenti della politica e dei ministri alla Salute Turco e all’Ambiente Pecoraro Scanio. Il provvedimento prende spunto dalla legge Sirchia del 2003, che prevede il divieto di fumo nei locali pubblici. Identiche le sanzioni: da 27,50 a 200 euro. Presto il Comune doterà i 43 parchi cittadini della cartellonistica che avverte del divieto di fumo che scatterà nel momento in cui nei parchi pubblici ci sarà la presenza di minori di 12 anni e donne incinte.
 
L’ordinanza fa proprie le proposte avanzate da associazioni impegnate contro i danni derivanti dal tabagismo, a partire dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, e tengono conto del fatto che i parchi cittadini sono spesso utilizzati per manifestazioni pubbliche (cinema all’aperto, rappresentazioni teatrali e musicali, giochi per bambini) in cui, benché all’aperto, non viene garantita la salute dei non fumatori.
 
“Il dispositivo - sottolinea Nasti - tende a migliorare la vivibilità dei parchi, garantendo una convivenza più piacevole, di fatto mettendo Napoli nella condizione di incamminarsi per andare oltre la legge Sirchia del 2003. Notevoli e gravi - ricorda l’assessore - sono i danni derivanti dal tabagismo, auspico che questa attenzione verso i bambini e le donne in gravidanza sia da apripista per iniziative analoghe in altri Comuni ma soprattutto induca a riflettere nel difficile rapporto tra fumatori e soggetti cosiddetti deboli.”
 
Il Comune istallerà dei cartelli per segnalare il divieto. Tuttavia per i primi giorni, garantisce l’assessore, sarà osservata una certa tolleranza, evitando la caccia selvaggia al fumatore. “L’obiettivo principale - sottolinea l’amministratore locale - è che i napoletani smettano di fumare quando sono in presenza di bambini, per loro scelta, anche in casa o in auto.”
 
Livia Turco esprime soddisfazione per l’iniziativa che “coglie appieno lo spirito del programma del Governo Guadagnare Salute che ha come obiettivo proprio quello della promozione di stili di vita salutari attraverso la collaborazione tra le diverse istituzioni. E certamente il fumo sia attivo che passivo è uno dei fattori più nocivi per la nostra salute.” E Rino Nasti punta ancora più in là: “'Ci auguriamo che si smetta finalmente di fumare nelle case, nei luoghi chiusi, davanti ai bambini e alle donne incinte: per noi questa è una questione culturale.”
 
D’ora in poi non sarà più possibile dire, “Vedi Napoli e poi muori!”
Finalmente!






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