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Massimiliano Parente. Contronatura. romanzo Bompiani

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, maggio 08, 2008



Massimiliano Parente

CONTRONATURA


romanzo Bompiani


"Scandaloso o no che sia, Massimiliano Parente è uno scrittore fra i più interessanti apparsi negli ultimi anni." (Giordano Bruno Guerri)
 
"Una scrittura incontinente, realistico-visionaria, dalle inesauribili risorse. Si potrebbe dire che non rispetta il lettore (come del resto molti grandi novecenteschi)." (Filippo La Porta)
 
"Se ne parlassi, dovrei parlarne benissimo e malissimo nello stesso tempo."
(Antonio Moresco)


Massimiliano convive con una famosissima, ed enorme, presentatrice televisiva: Naike Forcella. Non avrebbe voluto avere figli ma ha appena avuto una bambina da lei, e in più, come se non bastasse, non è neanche innamorato, perché lui ama Scarlett. Lui e Scarlett un tempo erano fidanzati, ma ora non più: lei vive con un medico bulgaro e ha avuto anche un figlio.

Contronatura - Massimiliano ParenteSempre a peggiorare la situazione, Massimiliano ha anche un'ammiratrice in continua fibrillazione per lui, tale misteriosa Madame Medusa, che gli scrive senza tregua appassionate lettere d'amore. Mentre un'estate Massimiliano e Naike attraversano l'Italia, diretti al Sud per le vacanze, Scarlett scompare, dopo un periodo di persecuzioni da parte di un ricattatore. Contemporaneamente, un misterioso killer inizia a massacrare delle povere prostitute. La mente e il cuore di Massimiliano, turbati dagli eventi, sembrano non reggere più: il mondo è caos, la televisione è tutto, il sesso non consola più. Tutto sembra essere contronatura. Ma forse una chiave c'è... Una spiegazione che tiene insieme tutto.
 
 
Contronatura - Massimiliano Parente - Bompiani - Collana: Letteraria - Pagine 518 - Formato - Anno 2008 - EAN13 9788845260407 - € 19.00
 
 
Leggi anche:

intervista a Massimiliano Parente – La macinatrice a cura di G. Iannozzi

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Trudi Birger. Ho sognato la cioccolata per anni. Piemme, bestseller

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, maggio 03, 2008


Trudi Birger -- Ho sognato la cioccolata per anni



Trudi Birger


Ho sognato la cioccolata per anni
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Trudi Birger, sopravvissuta agli orrori dell’Olocausto, alla fine della guerra si è trasferita a Gerusalemme dove ha vissuto con la sua numerosa famiglia. Derubata della giovinezza, ha scelto di dedicarsi con tutte le sue forze ai bambini più poveri, di qualunque etnia e religione fossero, fino alla sua morte, nel 2002. “””Ho sognato la cioccolata per anni”, il racconto della sua esperienza nei campi di concentramento, è stato tradotto in tutto il mondo, suscitando grande commozione. Il seguito della sua storia è narrato in “””Da bambina ho fatto una promessa”. Entrambi i titoli sono disponibili nel catalogo Piemme, più volte e giustamente ristampati in diverse edizioni.
 
“Ho sognato la cioccolata per anni” di Trudi Birger, un romanzo autobiografico sì, ma per molti versi esemplare e unico nel suo genere, di denuncia degli orrori nazisti contro gli Ebrei.
Nella scrittura di Trudi Birger non ci sono inutili impronte del book in progress, come invece avviene per autori quali Mauro Covacich e Franz Krauspenhaar.
La Birger ci consegna, con assoluta modestia, un grandissimo libro che ci parla dell’Olocasuto, della guerra, delle proprie radici, di una madre e di una figlia che nel mezzo del dramma giurano a sé stesse di essere persone migliori nella speranza che un domani ci sarà. Una storia che guarda sì all’Olocausto ma con particolare attenzione alle radici della famiglia oltre che del proprio popolo. Questa pecularietà, dove la materia narrativa attinge direttamente al solipsimo, restituisce al lettore una emozione proiettata verso la Storia. L’azione balsamica, o terapeutica per usare un aggettivo molto di moda oggidì, grazie alla penna di Trudi Birger non è fine a sé stessa, congeniale al solo rapporto scrittore-lettore, ma al contrario si consegna alla Memoria, con commozione e autentica Pietas. La testimonianza della Birger ci insegna che mai ci si deve arrendere all’odio. Nella prefazione a firma di Jeffrey M. Green si legge: “Questa è la storia eccezionale di un essere umano: Trudi Birger, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, strappata alla morte poco prima di essere spinta nel forno crematorio del campo di concentramento di Stutthof. [...] Intenzione di questo libro non è semplicemente l’esposizione di una serie di fatti, quanto quella di far rivivere il vissuto personale dell’esperienza di Trudi”.
 
La rabbia, dovuta all’ingiusta e inclemente reclusione, una rabbia umana che è la forza di rimanere aggrappate alla vita nonostante tutto, la fame che scandisce i giorni ma non divora mai la speranza che un giorno gli Alleati metteranno a tacere l’orrore nazista, viene descritta dall’Autrice con sofferta emozione che non cede mai all’autocommiserazione:
 
“Al campo ero sempre affamata. Di notte sognavo tazze fumanti di cioccolata e croccanti panini con tanto burro. Erano sogni così intensi da sembrare reali e in pieno contrasto con le piccole quantità di cibo che ci venivano date. Malgrado le disumane condizioni della vita, malgrado la paura e la degradazione, la sofferenza fisica e la fame, ero ancora ostinatamente attaccata alla vita e lottavo per tenere alto il morale mio e di mia madre. Anche la rabbia ci dava forza, la rabbia di essere state abbandonate, di essere tagliate fuori dal resto del mondo. Quanto ancora ci sarebbe voluto prima che gli Alleati sbaragliassero i nazisti? Eravamo sicure che avrebbero perso la guerra, e ci aggrappavamo alla speranza di poter vedere quel giorno”.
 
Aleggia delicato il desiderio di rimuovere l’accaduto; e non accade, perché Trudi sa che quei cinque anni della sua vita fanno oramai parte non solo della sua vita ma della Memoria, e non sarebbe giusto dimenticare dimenticando così chi meno fortunato non ce l’ha fatta a vedere la luce del sole fuori dai campi di concentramento: 
 
“Ancor oggi una parte di me dice... Cancella quei cinque anni dalla tua vita! Non parlarne. Vivi nel presente, per il futuro. Quella parte di me vuole scrollarsi di dosso i ricordi. Ma io non fuggo, perché un’altra parte in me dice che cancellare il passato è un’offesa alla memoria di chi ha sofferto e all’immensa moltitudine che non è sopravvissuta. Per questa ragione ho spesso parlato a gruppi di scolari israeliani nella giornata commemorativa dell’Olocausto. Trovo penoso e spossante stare di fronte a un gruppo di persone ed esporre le mie sventure. Mentre parlo, non vedo più i giovani davanti a me. Vedo il ghetto e i campi. Vedo le vittime e i loro cadaveri. E tutta la paura di quegli anni ha di nuovo il sopravvento. Eppure, per quanto sia estenuante, continuo a farlo. Mi sento in dovere di trasmettere la storia dell’Olocausto alla nuova generazione, ed è giusto che sia così visto che c’è ancora chi la può raccontare”.
 
La storia di una bambina che viene strappata dalla quotidianità di Francoforte per trovarsi presto rinchiusa, come animale in gabbia, nel ghetto di Kosvo, in attesa di finire nel campo di concentramento di Stutthof. La storia di una bambina per l’appunto, la cui vita era appena all’inizio, di una bambina armata solo della sua innocenza. La storia di un grande coraggio là dove speranza non regna: la protagonista si lega alla madre, a tutto ciò che essa rappresenta per lei, per la Memoria del popolo ebraico intero. Un’intensità dolorifica e salvifica esposta senza censure né ritrosie, neanche quando annichilita nel corpo, ma non nello spirito, nuda e rasata a zero viene accompagnata verso il forno crematorio.

“Ho sognato la cioccolata per anni” di Trudi Birger non posso fare a meno di consigliarlo a chiunque oggi tenta, bene o male, di parlare dei drammi personali e mondiali che si sono consumati prima durante e dopo la IIa Guerra Mondiale, per la lezione di umano coraggio, per la Pietas che in questa storia c’è, per la forza dilagante di non dimenticare mai le proprie radici familiari, e non da ultimo perché alto esempio di scrittura autobiografica però senza strascichi di ottusità lialesca, di book in progress.
 
 
Ho sognato la cioccolata per anniTrudi Birger - Piemme - Collana: Bestseller - Pagine 191 - EAN : 9788838488344 - € 9.00

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:15 | recensioni, cultura, libri, editoria, nazismo, autori, critica, in libreria, capolavori, casi letterari, nazisti, nazifascismo, capolavori contemporanei | clicca per commentare commenti (8)



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