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Il Vaticano crede negli UFO!
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mercoledì, maggio 14, 2008


Il Vaticano crede negli UFO!
Parla il direttore della Specola Vaticana,
padre Josè Gabriel Funes
di Giuseppe Iannozzi
Sì, avete capito bene.
Non è da escludere a priori che gli UFO siano diventati d'attualità per la Chiesa, dopo che la terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate nel giugno 2007 dalla Corte d’appello di Roma nei confronti di padre Pasquale Borgomeo e del cardinale Roberto Tucci, nel 2001 ancora nelle vesti di direttore generale e di presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana. Gli imputati, accusati di gesto pericoloso di cose in relazione all’emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti dell’emittente radiofonica a Santa Maria di Galeria, dovranno subire un nuovo processo. In pratica: nessuna assoluzione per Radio Vaticana accusata di provocare leucemie mortali con le sue babeliche antenne che toccano e sfondano il cielo.
"E' possibile credere in Dio e negli extraterrestri" e "si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e nella redenzione". Ad emettere la sentenza (di fede?) è il direttore della Specola Vaticana, padre Josè Gabriel Funes, in una intervista apparsa addirittura sulle pagine dell'Osservatore romano. "Anche se molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismoo, è un po' un mito ritenere che l'astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio". Ed ancora, con accento sempre più convinto, come solo un direttore tanto alto può permettersi sulle colonne dell'Osservatore Romano: "Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come 'fratello' e 'sorella', perché non potremmo parlare anche di un 'fratello extraterrestre'? Farebbe parte comunque della creazione".
L'astronomo ha già una sua teoria in merito al concetto di assoluzione per gi extraterrestri: "Se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell'amicizia piena con il loro Creatore". E se questi extraterrestri fossero peccatori? Per il direttore della Specola Vaticana non c'è problema, ha la risposta pronta in canna, cioè nella Bibbia, pardon!: "Gesù si è incarnato una volta per tutte. L'incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini".
Well, Girls and Boys, I believe, I want to believe!
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Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario
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giovedì, aprile 24, 2008

Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario
esposto per la gioia della folla in diretta mondiale
Ed è subito bagno di fedeli e di curiosi
di Giuseppe Iannozzi
E’ durata un paio d’ore a San Giovanni Rotondo, davanti a 15mila fedeli, la cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle cause dei santi, in occasione dell’ostensione del corpo di Padre Pio. Un evento mondiale seguito in diretta anche da alcune televisioni straniere, ma anche preghiere lette in diverse lingue per i fedeli di tutte le origini.
Alla cerimonia è seguita l’esposizione delle spoglie del santo per la venerazione del popolino. Prima è stato il cardinale Saraiva Martins a sostare in preghiera per diversi minuti davanti ai resti di padre Pio, nella cripta del convento di Santa Maria delle Grazie. La salma del santo è poco visibile, a dire il vero è invisibile: il volto è difatti seppellito in una bella maschera di silicone e il corpo dal pesantissimo abito e dalle scarpe.
«Non cerchiamo clamore, chiasso, letture distorte e avventate, vogliamo onorare e benedire il Signore mirabile nel suo fedele Servo che ha fatto della sua esistenza e del suo corpo segnato dalle stigmate di nostro Signore Gesù Cristo uno strumento alto e leggibile di quella immagine e somiglianza di sé con cui il Dio creatore ci ha plasmati»: così assicura l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio, al cardinal Saraiva Martins. «E’ un giorno di festa - ha detto D'Ambrosio - perché vogliamo celebrare l’immensa santità di Dio che si riverbera e si rende visibile e fecondante nelle creature che sanno accogliere il mistero di Dio e lasciano che il dono del suo spirito le modelli a immagine della sua unica e inimitabile santità».
Nell’omelia il cardinale Saraiva Martins ha definito Padre Pio «santo della gente» e «padre fecondo di anime». «Avvicinarci, conoscere meglio Padre Pio, diventato ormai il santo della gente, che ora sarà ancora più accessibile, mediante la nuova sistemazione del suo corpo, richiede da parte nostra l’umiltà di riconoscere il mistero. Lui stesso aveva detto di sé, scrivendo il 15 agosto 1916 al suo direttore spirituale e confidente, padre Agostino: “Che dirvi di me? Sono un mistero a me stesso”. Noi oggi veneriamo il suo corpo, inaugurando un periodo particolarmente intenso di pellegrinaggio. Questo corpo è qui, ma Padre Pio non è soltanto un cadavere: infatti egli, che è vissuto in piena unione con Gesù crocifisso, vive adesso nella definitiva comunione con Gesù risorto. E le reliquie sono l’annunzio della nuova creatura che sorgerà in comunione con il Risorto».
Nel pomeriggio una conferenza: partecipano l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D’Ambrosio, frate Aldo Broccatro, ministro della Provincia religiosa Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati minori cappuccini, nonché la commissione dei periti che nella notte tra il 2 e il 3 marzo ha riesumato le spoglie. Il 19 marzo il Consiglio dei Ministri, a seguito della richiesta portata alla Prefettura di Foggia e dal Comune di San Giovanni Rotondo, ha dichiarato il 24 aprile «grande evento». Carabinieri, poliziotti e Guardia di finanza per evitare incidenti, una mobilitazione di forze che non ha quasi precedenti nella recente storia d’Italia. Novemila posti letto degli alberghi di San Giovanni Rotondo stracolmi di fedeli e di addetti ai servizi. Si contano 93 testate giornalistiche accreditate ospitate a San Giovanni Rotondo. Accreditate da chi e per che cosa? L’interrogativo c’è e rimane tale.
La faccia di Padre Pio è stata preventivamente nascosta da una maschera in silicone, l’abito che indossa è stato invece cucito dalle mani delle suore clarisse di clausura del Monastero della Risurrezione di San Giovanni Rotondo. I mezzi guanti e le calze sono quelli che Padre Pio conservava nell’armadio a muro nella cella in cui è stato trovato morto, tra gli indumenti non ancora utilizzati. La stola è di una foggia precedente il Concilio Ecumenico Vaticano II; grossomodo è simile a una «broccatura» su pura seta bianca. La stoffa (cinque metri) è stata tessuta negli anni Sessanta; fu acquistata nel 1987 e conservata in previsione di eventi particolari. Il ricamo evidenzia i dettagli dei melograni (simbolo della fecondità ministeriale nella Chiesa) e dell’uva (simbolo della gloria della vita eterna). La stola conta ben 312 pietre di cristallo di rocca fumee e sferule d’oro; la frangia è stata realizzata alternando elementi gemmati in canutiglia e fiocchi d’oro. Il paramento è costato oltre 200 ore di lavoro. Realizzata da un’azienda di Treviso - la stessa che a suo tempo curò l’abbigliamento liturgico di Papa Giovanni Paolo II e che oggi veste Joseph Ratzinger, nonché i fedeli del Giubileo del 2000 -, la stola non passa inosservata addosso alla mummia di Padre Pio, che così addobbato pare seppellito nel suo stesso vestiario.
«Qui non è un feticismo, è mettere in risalto la dignità, la bellezza del corpo mortale che è un tutt’uno con l’anima»: a gridare è il vescovo di San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D'Ambrosio, sulla riesumazione del corpo di Padre Pio durante la conferenza stampa. «Nella norma della Chiesa c’è il procedere alla ricognizione di corpi mortali, di candidati alla santità o di santi. Solitamente la norma è che si proceda alla riesumazione durante il processo canonico, nella fase diocesana o quando tutto passa alla congregazione delle cause dei santi. Se c’è una differenza per Padre Pio è che ciò non è avvenuto durante la fase canonica». Citando le parole di Paolo VI - che aveva definito la devozione per Padre Pio una “clientela mondiale” -, D’Ambrosio ha sottolineato che con la riesumazione «abbiamo ritenuto procedere alla ricognizione perché abbiamo bisogno anche di questi segni».
Non c’è che dire: è il trionfo assoluto della Morte portata sotto gli occhi dei vivi loro malgrado, presenti e incapaci di levare gli occhi dal più orrido feticismo che si possa immaginare in Terra. E’ il trionfo della Morte e dell’iconoclastia più becera. Padre Pio continua a rimanere sepolto nel suo stesso vestiario. E questo è davvero tutto quel che c’è da sapere.
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Lindo Ferretti: la passione secondo l’ex punk che ama Ratzinger e Giuliano Ferrara
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lunedì, marzo 17, 2008


Lindo Ferretti
La passione secondo l’ex punk
che ama Ratzinger e Ferrara
di Giuseppe Iannozzi
Giuliano Ferrara, in ultimo per chiudere in bellezza, porta sul palco una giornalista cattolica fervente e fervente precaria che legge la “Lettera alle donne” di Giovanni Paolo II, lettera che risale al lontano 1995. La fervente precaria esprime la sua preghiera di voler vincere per “chiedere a Berlusconi di fare il Ministro della Salute.” Segue l’ultimo delirio, quello di seppellire i feti affinché da rifiuti ospedalieri acquistino un’anima, con l’inevitabile conseguenza che così gli aborti dovrebbero diminuire drasticamente.
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La Tatangelo seconda a Sanremo, tutta colpa del suo amico gay!
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domenica, marzo 02, 2008


La Tatangelo seconda a Sanremo
Tutta colpa del suo amico gay!
Il mio amico
(testo di Gigi D'Alessio)
Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando fa mattina
Con il viso stanco e ancora un po’ di trucco
Lascia i sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto
Vuole amare come me
Ma poi si chiude dentro sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro sé
E a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…
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Veronesi attacato dalla teodem Binetti e dai cattolici
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domenica, febbraio 24, 2008

Veronesi attaccato dai cattolici
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo
Paola Binetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni.
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Caos Calmo: Nanni Moretti nel caos sollevato da Nicolò Anselmi
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giovedì, febbraio 14, 2008


La Cei attacca Nanni Moretti
C’è un caos immondo intorno a Caos Calmo
di Giuseppe Iannozzi
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"No" ad elezioni anticipate
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sabato, gennaio 26, 2008

Troppe le tensioni sociali, politiche e religiose
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