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Il Vaticano crede negli UFO!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 14, 2008



UFO


Il Vaticano crede negli UFO!

Parla il direttore della Specola Vaticana,

padre Josè Gabriel Funes



di Giuseppe Iannozzi



Finalmente il Vaticano si rinnova, o meglio scende in campo insieme a Mulder ed Scully, celebri personaggi della serie televisiva X-Files. Dopo tanti anni, dopo aver bruciato in Campo dei Fiori Giordano Bruno il Nolano, dopo aver attaccato senza pietà alcuna l'ingenua e divertente fiction di Dan Brown, oggi gli UFO cominciano a girare intorno al Vaticano.
Sì, avete capito bene.
Non è da escludere a priori che gli UFO siano diventati d'attualità per la Chiesa, dopo che la terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate nel giugno 2007 dalla Corte d’appello di Roma nei confronti di padre Pasquale Borgomeo e del cardinale Roberto Tucci, nel 2001 ancora nelle vesti di direttore generale e di presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana. Gli imputati, accusati di gesto pericoloso di cose in relazione all’emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti dell’emittente radiofonica a Santa Maria di Galeria, dovranno subire un nuovo processo. In pratica: nessuna assoluzione per Radio Vaticana accusata di provocare leucemie mortali con le sue babeliche antenne che toccano e sfondano il cielo.

"E' possibile credere in Dio e negli extraterrestri" e "si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e nella redenzione". Ad emettere la sentenza (di fede?) è il direttore della Specola Vaticana, padre Josè Gabriel Funes, in una intervista apparsa addirittura sulle pagine dell'Osservatore romano. "Anche se molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismoo, è un po' un mito ritenere che l'astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio". Ed ancora, con accento sempre più convinto, come solo un direttore tanto alto può permettersi sulle colonne dell'Osservatore Romano: "Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come 'fratello' e 'sorella', perché non potremmo parlare anche di un 'fratello extraterrestre'? Farebbe parte comunque della creazione".
L'astronomo ha già una sua teoria in merito al concetto di assoluzione per gi extraterrestri: "Se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell'amicizia piena con il loro Creatore". E se questi extraterrestri fossero peccatori? Per il direttore della Specola Vaticana non c'è problema, ha la risposta pronta in canna, cioè nella Bibbia, pardon!: "Gesù si è incarnato una volta per tutte. L'incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini".

Well, Girls and Boys, I believe, I want to believe!




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Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, aprile 24, 2008





Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario

esposto per la gioia della folla in diretta mondiale

Ed è subito bagno di fedeli e di curiosi



di Giuseppe Iannozzi



E’ durata un paio d’ore a San Giovanni Rotondo, davanti a 15mila fedeli, la cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle cause dei santi, in occasione dell’ostensione del corpo di Padre Pio. Un evento mondiale seguito in diretta anche da alcune televisioni straniere, ma anche preghiere lette in diverse lingue per i fedeli di tutte le origini.
Alla cerimonia è seguita l’esposizione delle spoglie del santo per la venerazione del popolino. Prima è stato il cardinale Saraiva Martins a sostare in preghiera per diversi minuti davanti ai resti di padre Pio, nella cripta del convento di Santa Maria delle Grazie. La salma del santo è poco visibile, a dire il vero è invisibile: il volto è difatti seppellito in una bella maschera di silicone e il corpo dal pesantissimo abito e dalle scarpe.

«Non cerchiamo clamore, chiasso, letture distorte e avventate, vogliamo onorare e benedire il Signore mirabile nel suo fedele Servo che ha fatto della sua esistenza e del suo corpo segnato dalle stigmate di nostro Signore Gesù Cristo uno strumento alto e leggibile di quella immagine e somiglianza di sé con cui il Dio creatore ci ha plasmati»: così assicura l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio, al cardinal Saraiva Martins. «E’ un giorno di festa - ha detto D'Ambrosio - perché vogliamo celebrare l’immensa santità di Dio che si riverbera e si rende visibile e fecondante nelle creature che sanno accogliere il mistero di Dio e lasciano che il dono del suo spirito le modelli a immagine della sua unica e inimitabile santità».

Nell’omelia il cardinale Saraiva Martins ha definito Padre Pio «santo della gente» e «padre fecondo di anime». «Avvicinarci, conoscere meglio Padre Pio, diventato ormai il santo della gente, che ora sarà ancora più accessibile, mediante la nuova sistemazione del suo corpo, richiede da parte nostra l’umiltà di riconoscere il mistero. Lui stesso aveva detto di sé, scrivendo il 15 agosto 1916 al suo direttore spirituale e confidente, padre Agostino: “Che dirvi di me? Sono un mistero a me stesso”. Noi oggi veneriamo il suo corpo, inaugurando un periodo particolarmente intenso di pellegrinaggio. Questo corpo è qui, ma Padre Pio non è soltanto un cadavere: infatti egli, che è vissuto in piena unione con Gesù crocifisso, vive adesso nella definitiva comunione con Gesù risorto. E le reliquie sono l’annunzio della nuova creatura che sorgerà in comunione con il Risorto».

Nel pomeriggio una conferenza: partecipano l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D’Ambrosio, frate Aldo Broccatro, ministro della Provincia religiosa Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati minori cappuccini, nonché la commissione dei periti che nella notte tra il 2 e il 3 marzo ha riesumato le spoglie. Il 19 marzo il Consiglio dei Ministri, a seguito della richiesta portata alla Prefettura di Foggia e dal Comune di San Giovanni Rotondo, ha dichiarato il 24 aprile «grande evento». Carabinieri, poliziotti e Guardia di finanza per evitare incidenti, una mobilitazione di forze che non ha quasi precedenti nella recente storia d’Italia. Novemila posti letto degli alberghi di San Giovanni Rotondo stracolmi di fedeli e di addetti ai servizi. Si contano 93 testate giornalistiche accreditate ospitate a San Giovanni Rotondo. Accreditate da chi e per che cosa? L’interrogativo c’è e rimane tale.

La faccia di Padre Pio
è stata preventivamente nascosta da una maschera in silicone, l’abito che indossa è stato invece cucito dalle mani delle suore clarisse di clausura del Monastero della Risurrezione di San Giovanni Rotondo. I mezzi guanti e le calze sono quelli che Padre Pio conservava nell’armadio a muro nella cella in cui è stato trovato morto, tra gli indumenti non ancora utilizzati. La stola è di una foggia precedente il Concilio Ecumenico Vaticano II; grossomodo è simile a una «broccatura» su pura seta bianca. La stoffa (cinque metri) è stata tessuta negli anni Sessanta; fu acquistata nel 1987 e conservata in previsione di eventi particolari. Il ricamo evidenzia i dettagli dei melograni (simbolo della fecondità ministeriale nella Chiesa) e dell’uva (simbolo della gloria della vita eterna). La stola conta ben 312 pietre di cristallo di rocca fumee e sferule d’oro; la frangia è stata realizzata alternando elementi gemmati in canutiglia e fiocchi d’oro. Il paramento è costato oltre 200 ore di lavoro. Realizzata da un’azienda di Treviso - la stessa che a suo tempo curò l’abbigliamento liturgico di Papa Giovanni Paolo II e che oggi veste Joseph Ratzinger, nonché i fedeli del Giubileo del 2000 -, la stola non passa inosservata addosso alla mummia di Padre Pio, che così addobbato pare seppellito nel suo stesso vestiario.

«Qui non è un feticismo, è mettere in risalto la dignità, la bellezza del corpo mortale che è un tutt’uno con l’anima»: a gridare è il vescovo di San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D'Ambrosio, sulla riesumazione del corpo di Padre Pio durante la conferenza stampa. «Nella norma della Chiesa c’è il procedere alla ricognizione di corpi mortali, di candidati alla santità o di santi. Solitamente la norma è che si proceda alla riesumazione durante il processo canonico, nella fase diocesana o quando tutto passa alla congregazione delle cause dei santi. Se c’è una differenza per Padre Pio è che ciò non è avvenuto durante la fase canonica». Citando le parole di Paolo VI - che aveva definito la devozione per Padre Pio una “clientela mondiale” -, D’Ambrosio ha sottolineato che con la riesumazione «abbiamo ritenuto procedere alla ricognizione perché abbiamo bisogno anche di questi segni».

Non c’è che dire: è il trionfo assoluto della Morte portata sotto gli occhi dei vivi loro malgrado, presenti e incapaci di levare gli occhi dal più orrido feticismo che si possa immaginare in Terra. E’ il trionfo della Morte e dell’iconoclastia più becera. Padre Pio continua a rimanere sepolto nel suo stesso vestiario. E questo è davvero tutto quel che c’è da sapere.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:47 | polemiche, ricorrenze, trash, cronaca, controinformazione, costume, prima pagina, feticismo, cattolicesimo, ultime notizie, cronaca vera, notizieflash, opinionismo, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (13)



Lindo Ferretti: la passione secondo l’ex punk che ama Ratzinger e Giuliano Ferrara

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, marzo 17, 2008





Lindo Ferretti


La passione secondo l’ex punk

che ama Ratzinger e Ferrara
 


 
di   Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Negli anni Ottanta Giovanni Lindo Ferretti era un punk, un anarchico, era la voce e la mente più rivoluzionaria degli ex CCCP. Oggi Ferretti stringe la mano a Giuliano Ferrara, s’inginocchia fino all’inverosimile davanti a Ratzinger, parla come un Don Abbondio selvatico tutto pelle e ossa -copia malriuscita d’un vecchio prete di campagna in odor di fondamentalismo cattolico.
Dell’anarco-rivoluzionario Lindo Ferretti non è rimasto più alcunché: solo vecchi dischi, che ad ascoltarli oggi fanno più tristezza che rabbia. Lindo Ferretti è morto abbracciando Ratzinger, ed è davvero inutile che riesumi i suoi cavalli di battaglia cantandoli con voce clericale per renderli piacevoli alle orecchie del Vaticano e della destra più fanatica e chiusa. La vecchiaia fa brutti scherzi, ma forse è più vero dire che si nasce rivoluzionari e si muore preti.
 
Olimpia Tarzi, presidente del Comitato per la Famiglia, insieme a Giuliano Ferrara, sotto l’Ambasciata francese presentano i loro candidati. Alcune donne di “Tutti fuori” sbandierano contro Ferrara e amici lo slogan “In difesa della 194. Meglio abortire oggi che partorire Giuliano Ferrara domani”. Nell’insieme un quadretto patetico quello offerto da Ferrara. Ma d’altro canto che ci si poteva aspettare se non questo, dopo che nel pomeriggio un ossuto Lindo Ferretti, che dello spirito punk degli anni Ottanta non conserva più un amen o una bomba a mano, ha stretto mani su mani felice come una pasqua d’essere circondato da tanti poveri cristi armati di crocefissi dolore e pudibondi rossori? 
Pochi in verità sono coloro che oggi s’interrogano su Ferretti e sul suo aver perso completamente la brocca. Qualcuno dice che tornato nel suo casolare, dove i cavalli non mancano, sia stato violentato dallo spirito tedesco dell’intransigente fondamentalista Ratzinger, che l’ha subito invitato a inginocchiarsi, ad abbracciare il Papa e poi dopo anche il Cristo in Croce. In realtà nessuno sa bene che cosa sia capitato a Ferretti: si potrebbe ipotizzare una condizione di demenza senile precoce, ma chi l’ha visto giura e spergiura che Lindo Ferretti i due gran compagnoni Ratzinger e Ferrara lo faranno diventare santo in un batter di ciglia.
 
“Votare a destra è stato liberatorio: è stata la dimostrazione ultima e necessaria per tornare a casa. In questo pezzo di mondo confuso ci siamo ritrovati tutti a votare PCI perché ci governava bene e non capivamo quello che ci stava accadendo intorno”: questo è Lindo Ferretti? Sì, è lui che parla. Che ha parlato. Che parlerà ancora, purtroppo per noi. In piazza Farnese Lindo Ferretti, perfetto nella veste di nuovo Don Abbondio tutto pelle e ossa, sciorina un “piazza piazza bella piazza/ che sostiene una lista pazza”. Poi attacca un canto gregoriano, o perlomeno così pare. Qualcuno prova a protestare, ma viene subito messo a tacere, e dal palco la protesta di chi difende la 194 viene ricondotta a degli “ululati un po’ primitivi”.
Giuliano Ferrara, in ultimo per chiudere in bellezza, porta sul palco una giornalista cattolica fervente e fervente precaria che legge la “Lettera alle donne” di Giovanni Paolo II, lettera che risale al lontano 1995. La fervente precaria esprime la sua preghiera di voler vincere per “chiedere a Berlusconi di fare il Ministro della Salute.” Segue l’ultimo delirio, quello di seppellire i feti affinché da rifiuti ospedalieri acquistino un’anima, con l’inevitabile conseguenza che così gli aborti dovrebbero diminuire drasticamente.
 
In un articolo apparso su L’Espresso, nel settembre 2000, a firma di Umberto Eco, si legge: “[…]A che punto della formazione del feto viene infusa quell’anima intellettiva che ne fa una persona umana a tutti gli effetti? La dottrina tradizionale era molto cauta su questo punto. […] nel Supplemento alla Summa Theologica (80, 4) si dice che gli embrioni non parteciperanno alla risurrezione della carne, pria che in essi sia stata infusa un’anima razionale. Cioè, dopo il Giudizio Universale, quando i corpi dei morti risorgeranno affinché anche la nostra carne partecipi della gloria celeste (quando già secondo Agostino rivivranno nel pieno di una bellezza e completezza adulta non solo i nati morti ma, in forma umanamente perfetta, anche gli scherzi di natura, i mutilati, i concepiti senza braccia o senza occhi), a quella “risurrezione della carne” non parteciperanno gli embrioni. In loro non era stata ancora infusa l’anima razionale, e pertanto non sono esseri umani. […] è singolare che qui ci si trovi di fronte alla tacita sconfessione non più di un’autorità qualsiasi, ma dell’Autorità per eccellenza, della colonna portante della teologia cattolica.” Osservava molto acutamente Umberto Eco che il Vaticano pur di far valere la sua necessità di dare ai feti un’anima (a ogni costo) non aveva esitato a menarsi la zappa sui piedi, negando addirittura Sant’Agostino, colonna portante della Chiesa Cattolica.
 
Lindo Ferretti oggi passa per uno che conosce molto bene gli scritti del Ratzinger teologo; Ratzinger dovrebbe essere un teologo intransigente quindi seguire alla lettera Sant’Agostino; ma Ratzinger se ne infischia altamente di Sant’Agostino, purché la Chiesa riesca a imporre la sua tirannide su fedeli e non, che davvero non sospettano che il Vaticano possa mettere sotto i piedi uno dei suoi maggiori rappresentanti, se non il maggiore, e così Lindo Ferretti, da brava pecora bianca – ma nera per quanti l’hanno seguito con i CCCP e poi con i CSI – continua a belare, a improvvisarsi prete, prendendo per il sedere quella brava bravissima gente che gli sta alle costole credendolo un giusto e uno che davvero non può incorrere in infernali errori.
E che dire della fervente giornalista precaria? Niente, per Dio.  

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:20 | musica, polemiche, comunismo, religione, globalizzazione, cronaca, diritti umani, di voce e di rabbia, cantanti, santi, prima pagina, attualitĂ , societĂ , cattolicesimo, dietrologia, ultime notizie, scandali, cronaca vera, fondamentalismi, allarmi, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo, last news, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (11)



La Tatangelo seconda a Sanremo, tutta colpa del suo amico gay!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, marzo 02, 2008






La Tatangelo seconda a Sanremo

Tutta colpa del suo amico gay!

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
  
Il Cardinale Tonini scomunica la canzoncina della Tatangelo, arrivata seconda al Festival di Sanremo, edizione 2008: “Strumentalizza e danneggia gli omosessuali. Ad esser sincero, anche per l’età piuttosto avanzata, vado a letto presto e non guardo il Festival, ma ho sentito ugualmente parlare della canzone della Tatangelo. Ritengo che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo. Ma si sa, oggi si sacrifica tutto sull’altare dell’audience, sia per rendere il prodotto più morboso e pruriginoso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere. Non ho dubbi: boccio su tutta la linea la canzone di Anna Tatangelo. E penso che quella canzone neppure ai gay piacerebbe.”
 
Ma prima il Pippo Baudo nazionale saluta Gigi D’Alessio seduto – non troppo stranamente, perché ce lo si doveva aspettare che così fosse – proprio alla sinistra del direttore Fabrizio Del Noce.
“Ha 20 anni sulla carta, 40 in testa e cucina con l’esperienza di una vecchia di 90”. Gigi D’Alessio ce la dipinge come una madonna la sua Tatangelo: “La conoscevo da quando aveva quindici anni ma ho aspettato i diciotto, se no potevo essere arrestato”. Sempre D’Alessio, interrogato sulla politica: “Sono amico di tutti, di Del Noce, ma anche di Baudo, di Berlusconi, di Bassolino, di Rutelli”. Gli fa subito eco la Tatangelo: “Destra, sinistra, centro... Non voglio essere etichettata, la musica deve unire”. E per Anna, fra la Prestigiacomo, Melandri e la Santanché, non ci sarebbe differenza alcuna: “Rispetto tutte, ma la Santanché è molto determinata”. Ed interrogata ancora, per sapere chi preferisce, se Obama o Hillary, la risposta viene subito, ovviamente scontata: “Non guardo alla donna o al nero, mi interessano gli ideali. Ma non li conosco”.
A di poco a prezzo d’inflazione la posizione di D’Alessio che non ha problemi a dichiarare che lui sicuramente sta con Hillary Clinton: “Mi piace e mi emoziona la faccia di Obama, ma lei ha più esperienza.”
Ovviamente la coppia Gigi D’Alessio e Anna Tantangelo è stata paragonata a una molto più famosa e al centro di attenzioni ancor oggi: Albano e Romina. Ma alla Tatangelo questo paragone non sta proprio bene e sbotta, più che mai offesa. Arrampicandosi sugli specchi spiega che la sua canzone non è sui gay bensì su il gay, quindi su un singolo gay che è suo amico.
 
Dunque, si diceva della scomunica che viene dal Cardinale Tonini, ultranovantenne, che a quanto pare è rimasto scandalizzato dalla canzoncina della Tatangelo; ma pare sia rimasto ancor più scandalizzato perché la Tatangelo ha cantato durante quella che dovrebbe essere la fascia protetta. E qui sarei quasi tentato di dargli ragione, perché sentire Anna cantare potrebbe in effetti provocare dei traumi psicologici nei bambini più sensibili. Tuttavia il Cardinale è esclusivamente preoccupato che una canzoncina parli dell’amico gay della Tatangelo e che si parli di un gay - di uno solo in effetti, sempre bene sottolinearlo più e più volte fino alla noia - durante la fascia protetta, perché i gay, canterini cantati o cantanti che siano assolutamente “no”, non in prima serata perlomeno.
 
Per nostra fortuna è finito anche questo lunghissimo Festival di noia. Lasciamoci dunque alle spalle la boria di Frankie Hi Nrg Mc, dimentichiamo il Pippo nazionale, cancelliamo la Tatangelo e insieme a lei Gigi D’Alessio e il Cardinale Tonini, ma anche Elio e le storie tese (lontanissimi i tempi in cui cantavano “La terra dei cachi”, oggi che contribuiscono non poco a fertilizzarla questa terra), e mettiamo sul piatto un po’ di buona musica, “Angels Holocaust” degli Iced Earth da quel terremoto di album del 1992, Night of the Stormrider.


Il mio amico

(testo di Gigi D'Alessio)


Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando fa mattina
Con il viso stanco e ancora un po’ di trucco
Lascia i sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto
Vuole amare come me

Ma poi si chiude dentro sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro sé
E a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…





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Veronesi attacato dalla teodem Binetti e dai cattolici

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 24, 2008





Veronesi attaccato dai cattolici

La teodem Binetti non risparmia di censurare
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La candidatura dell’inclito oncologo Umberto Veronesi in qualità di capolista in Lombardia, dopo l’avvenuto accordo tra il Pd e i Radicali, ha subito sollevato un mare di polemiche, perlopiù ingiustificate ma soprattutto di chiaro stampo censorio. Ovviamente chi se non i cattolici potevano gridare “allo scandalo”?
Paola Binetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni.
E su Il Giornale, la teodem Binetti spara duro, senza mezzi termini, arrivando al punto di definire  Veronesi “una medaglia con due facce”: “Mi preoccupa moltissimo. Il professor Veronesi è una medaglia con due facce. La prima, la più importante, è l’immagine del grande oncologo, quello che ha posto un’attenzione nuova al tumore alla mammella, il testimonial della lotta contro il cancro in grado di attrarre ingenti risorse in virtù della sua credibilità. In campo scientifico, e lo dico da medico, infonde fiducia e autorevolezza […] Lui è stato uno dei più strenui e autorevoli oppositori nella campagna referendaria sulla legge 40, ha scritto un libro che lascia emergere la sua posizione a favore dell’eutanasia”. La teodem Binetti si dice anche sicura di ottenere/avere tutto il solidale appoggio dei cattolici: “Queste candidature, dai radicali a Veronesi, stanno ottenendo un effetto strepitoso: tutte le componenti cattoliche, davanti alla possibilità che i nostri valori corrano un rischio, si stanno stringendo, e cresce la partecipazione. […] La mia è una sfida. Io contesto che i cattolici possano stare solo a destra o al centro. Perché a sinistra dobbiamo essere sempre sotto scacco? Voglio dimostrare che i cattolici possono stare anche a sinistra, senza rinunciare a una virgola dei propri valori”.
 
La possibilità che l’oncologo Umberto Veronesi ricopra il posto di ministro della Salute allarma non poco i cattolici, così tanto che la censura arriva in tempo zero: “L’ipotesi di Veronesi ministro non la prendo neanche in considerazione”.
 
“Dopo questa intesa non possiamo non essere perplessi ed amareggiati. Anche perché a questo punto che fine farà l’equilibrio raggiunto tra le componenti del Pd nel manifesto dei valori e nel programma?” Ed ancora: “I cattolici del nostro partito, che sono tanti, dovranno fare quadrato per difendere i loro valori stando sempre all'interno del Pd”. Dalle colonne de Il Giornale la teodem Binetti non si vergogna di lanciare un vero e proprio anatema: “Chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma”.
 
A farle eco il collega teodem Luigi Bobba, che grida un forte “no” alla candidatura del ginecologo esponente radicale Silvio Viale: “Chi sottoscrive un programma, chi si candida nel Pd, non può alzare altre bandiere, non può appartenere ad altri partiti. Né può violare deliberatamente, come è nel caso del dottor Silvio Viale, la legge. La sua candidatura è semplicemente improponibile, altrimenti il codice etico del Pd, da poco approvato, apparirebbe come carta straccia”. E non ancora contento: “I cattolici nel Pd non sono né ospiti mal sopportati né componente marginale: sono una realtà decisiva per costruire un grande partito nazionale, un partito del Paese, un partito capace di rigenerare la democrazia”.
Anche Padre Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti sociali, non manca d’intervenire lanciando ben poco divini strali: “Una cosa è che culture diverse si uniscano e trovino ciò che le unisce, altra cosa è imbarcare culture diverse che non condividono chiaramente i principi degli altri, solo perché si rischia di non avere il quorum. E questo mi sembra il caso dei Radicali, dei quali conosciamo bene la cultura politica e non vedo come si possa conciliare con la cultura del Pd”. E non poteva mancare il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli: “L’accordo fra Pd e Radicali, oltre che la candidatura di Veronesi, scienziato favorevole all’eutanasia, determina nel Pd un ulteriore snaturamento e ridimensionamento dei valori cattolici”.
 
Anche su Avvenire, quotidiano di proprietà dei vescovi italiani, c’è un forte attacco censorio contro la candidatura di Umberto Veronesi. A firmarlo è Francesco D’Agostino che scrive: “E’ impossibile ignorare quale sia l’antropologia di Umberto Veronesi. E’ impossibile ignorare la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito Radicale”.
 
Per l’ennesima volta il paese, l’Italia, vede in prima fila i cattolici pronti a censurare chiunque non sia allineato con le loro posizioni etiche a dir poco di chiaro stampo medioevale.
Ma noi si vuole sperare che quest’Italia democratica saprà scegliere il meglio per la qualità della vita, per una vita dignitosa non legata alla pericolosissima esaltazione della religione cattolica e del dolore.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:49 | riflessioni, polemiche, religione, controinformazione, giornalismo, salute, medicina, diritti umani, censura, prima pagina, democrazia, benessere, libertĂ , societĂ , cattolicesimo, allarmi, per un mondo migliore, societĂ  e politica, notizieflash, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (11)



Caos Calmo: Nanni Moretti nel caos sollevato da Nicolò Anselmi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 14, 2008






La Cei attacca Nanni Moretti

C’è un caos immondo intorno a Caos Calmo



di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La battaglia di Maratona
Oramai i giudizi della Cei, o meglio la censura che propaganda per mari e per monti non dovrebbe più far notizia. Tuttavia nel bene e nel male la Cei riesce a sollevare un vespaio di polemiche, forse perché, giorno dopo giorno, diventa sempre più intollerante e fondamentalista. Il fondamentalismo cattolico è un’altra piaga di questo ventunesimo secolo già piagato di per sé, per colpa di un retaggio culturale barbaro e medioevale ereditato dal dopo-Sessantotto in poi.
L’occasione per lanciare anatemi contro la cultura, oggi la Cei la trova nel cinema, anzi in un film, “Caos Calmo” con Nanni Moretti e Isabella Ferrari. “Caos Calmo”, prima d’essere una pellicola, è un libro, premio Strega 2006, un romanzo sul dolore, sulla perdita, sul caos che accompagna chi resta tentando di sopravvivere a sé stesso dopo aver visto finire sottoterra la donna amata.
 
“Caos Calmo” di Sandro Veronesi è uno di quei libri, che usando una abusata formula di giudizio, potremmo definire “onesto”, niente di eccelso, giusto un romanzo che è stato scritto. La qualità più evidente di questo lavoro di Veronesi è essenzialmente una e una sola: ha un Inizio e una Fine.
 
“Caos Calmo”, il film di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman e Isabella Ferrari, è lo stesso caos raccontato da Sandro Veronesi. Grimaldi, seguendo la trama del romanzo di Veronesi, ha anche inserito nella storia circa 4 minuti di orologio dove Pietro (Nanni Moretti) e Lara (Isabella Ferrari) fanno sesso. E la Cei subito si è fatta prendere dal demonio levando al cielo anatemi. Dario Fo, che come la Cei non manca mai di dire la sua: “Noi questa situazione la conosciamo da sempre, appena salito sul palco ero già sotto controllo e ne sono orgoglioso. La cosa più grave è la mancanza di umorismo da parte della Chiesa. Sono profondamente indignato per come la Cei entra a piedi giunti nella vita della gente. Loro sono sempre là, vedono il sesso come qualcosa che non s’ha da fare, poi se la rifanno con i bambini, come successo negli Stati Uniti. Non pagano le tasse e si permettono di inserirsi nella politica. Significativo è anche ciò che è successo alla Sapienza. Secondo me non è stata negativa la contestazione, ma è stato sbagliato il modo di realizzarla, occorreva maggior scaltrezza perché gli esponenti del clero sono maestri nel gioco degli scacchi”.
 
Il produttore Procacci, il regista Grimaldi e l’attore principale Moretti avrebbero voluto parlare del film, che è già stato acquistato da 12 paesi a occhi chiusi, prima d’averlo visto. Al festival di Berlino si doveva parlare del film, molto applaudito; ed invece il vescovo Nicolò Anselmi ha subito rotto le uova nel paniere: “… Spesso esponenti della Chiesa hanno avuto posizioni critiche verso il cinema, la novità è la grande agitazione che creano in Italia, nel mondo giornalistico e in quello politico. I politici mi sembrano indifesi e impauriti e i giornalisti sempre più prigionieri della loro isterica sciatteria”. Nanni Moretti per difendersi cita Ermanno Olmi: “L’impressione è quella di un ritorno al concilio di Trento”. La Cei chiede a viva voce che i più giovani vengano protetti, che non gli si faccia vedere la scena hard fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E l’attrice, naturalmente piccata, risponde: “Il mio dovere di attrice è quello di soddisfare le richieste del regista, solo così vado a dormire contenta. Strano che l’accusa sia contro i quattro minuti della scena di sesso, c’è il momento in cui butto la fede nuziale rinnegando il matrimonio, non è contro la religione?” E Alessandro Gassman: “La Chiesa faccia il suo lavoro. Ma che c’entra con il cinema? Non dovrebbero pensare ai poveri e ai derelitti della società?” E Valeria Golino incalza: “Si scandalizzano perché si tratta di Moretti, considerato un guru, e invece abbiamo scoperto un uomo. Se all’inizio abbiamo reagito tra irritazione e divertimento, pensando che questa cosa è solo un piccolo segno di quello che succede in Italia, dove una donna è stata fermata in ospedale per aborto, c’è poco da ridere, c’è da avere paura”.
 
Sandro Veronesi, anch’esso presente a Berlino: “Quando il libro vinse il premio Strega fu attaccato dalla Chiesa per le stesse ragioni. La cosa più disarmante è che, allora come adesso, qualcuno avvalora il sospetto che sia tutta una mossa pubblicitaria”. E il regista del film, Grimaldi.: “Credevamo che finalmente si potesse parlare solo del film…”. Grimaldi difende a spada tratta i suoi 4 minuti hard specificando che la scena incriminata dalla Cei è “necessaria ad esprimere una svolta dei due personaggi, la liberazione dal dolore per lui e dalla vita passata per lei. E doveva essere sesso e basta, ogni accenno romantico non avrebbe avuto senso”.
Il regista Steven Frears, quasi divertito da tanto caos: “Perché non vi liberate del Vaticano? Potreste venderlo in blocco a Berlusconi”.
 
Tutto questo rumore per 4 minuti di sesso davanti alla macchina da presa.
 
Chi oggi spera d’andare al cinema per vedere scene erotiche, peggio per lui, perché in “Caos Calmo” ci sono sì e no 4 minuti di orologio, 4 minuti di sesso che in Italia vengono definiti hard, quando è invece vero che ci sono delle scene di erotismo al limite della noia più piatta per una coppia sposata. Il punto è che “Caos Calmo” non è la burrosa sodomia di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci (sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e Franco Arcalli) con Marlon Brando e Maria Schneider, non è nemmeno “9 settimane e 1/2” di Adrian Lyne con Mickey Rourke e Kim Basinger - film che s’ispirava a un racconto autobiografico di Elizabeth McNeill -, è solo l’onesto film di Antonello Grimaldi tratto dall’altrettanto onesto romanzo di Sandro Veronesi.






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"No" ad elezioni anticipate

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, gennaio 26, 2008





"No" ad elezioni anticipate

Troppe le tensioni sociali, politiche e religiose

 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Tempo di tensioni sociali politiche religiose.
Il Governo Prodi è caduto.
Silvio Berlusconi non vuole sentire ragioni, grida a gran voce che si deve andare a votare subito. Ma i più, cittadini e politici, parrebbe non siano d’accordo: prima un governo istituzionale per le riforme, poi dopo le elezioni. Elezioni anticipate, ora, sarebbero solamente un disastro: il sistema elettorale, abbiamo già avuto più volte modo di verificarlo, così com’è non funziona e davvero non c’è bisogno dell’ascesa di una Destra dittatoriale in questo momento per un paese, l’Italia, ridotto al collasso.
Le varie fazioni politiche litigano. Nelle budella s’annida il cancro del Potere.
Romano Prodi ha commesso parecchi sbagli, ma non più di quanti ne abbia prodotti la Destra di Berlusconi. Il paese che ha avuto in consegna era in coma profondo, non era possibile pensare di risvegliarlo dall’oggi al domani. Pensare a delle elezioni anticipate, oggi come oggi, significherebbe staccare la spina all’Italia, che, poco ma sicuro, finirebbe con l’essere abusata fino a consegnarla alla più invereconda delle morti.
 
I danni che Destra e Sinistra sono state capaci di provocare, noi li abbiamo accusati sulla nostra pelle. Il pericolo immediato da scongiurare ora è uno e uno solo: evitare che una Destra possa salire nuovamente al Potere, con questa sistema elettorale che non garantisce affatto una reale democrazia.
 
Gianfranco Fini la spara grossa: “Per quel che mi riguarda non c’è nessuna questione: è Silvio Berlusconi.”
No, grazie. Abbiamo già provato il morso del Cavaliere. Che Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi strepitino pure, abbracciandosi a modo loro se gli piace, gridando pure che loro sono tutti uniti, non credano però di poter beffare gli italiani per l’ennesima volta.
“Prodi lascia un Paese in gravi difficoltà e una sinistra ancora più divisa che nel passato. Lascia un Paese che deve ora trovare una strada per risollevarsi e per guardare con speranza al proprio futuro. Per questo non c’è alternativa al ricorso immediato alle urne, per dare vita nel più beve tempo possibile ad un governo forte, legittimato dal voto e capace di affrontare e risolvere i drammatici problemi del Paese.” A parlare è Sandro Bondi di Forza Italia.
 
Tra tante discussioni, non tutte civili, sono iniziate le consultazioni al Quirinale con il Presidente del Senato Franco Marini. Dopo di lui Fausto Bertinotti. Andranno avanti fino a martedì. Il centrodestra invoca elezioni e chiude al dialogo. In questa situazione Napolitano può sciogliere le Camere o dare l’incarico per un nuovo governo. Marini dichiara: “Non aspiro ad alcun incarico.” E il Professore: “Farò il nonno.”
 
Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, Benedetto XVI, durante la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, bacchetta i mass media: “Possibilità abissali di male. I media possono e devono essere strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale… tuttavia non manca il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento, in particolare, spesso diventano il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. L’umanità si trova di fronte ad un bivio. Anche per i media vale quanto ho scritto nell’Enciclica Spe Salvi circa l’ambiguità del progresso che offre inedite possibilità di bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non esistevano. Occorre pertanto chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti ad un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze. Non sarebbe piuttosto doveroso far sì che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano la formazione etica dell’uomo, nella crescita dell’uomo interiore? Invece oggi in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si constata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per creare gli eventi stessi. Questo pericoloso mutamento della loro funzione è avvertito con preoccupazione da molti Pastori.” E prosegue: “Senza il loro apporto sarebbe veramente difficile favorire e migliorare la comprensione tra le nazioni, dare respiro universale ai dialoghi di pace, garantire all’uomo il bene primario dell’informazione, assicurando, nel contempo, la libera circolazione del pensiero in ordine soprattutto agli ideali di solidarietà e di giustizia sociale.”
 
In linea teorica il discorso non farebbe una grinza, non fosse che proprio il Vaticano, o meglio ancora la Chiesa sotto Joseph Ratzinger, ha più volte utilizzato i media per manipolare le coscienze degli italiani, per boicottare la cultura e la scienza, per invocare la censura di libri e altre forme d’arte bollandole “anti-dio”, proprio come si usava ai bei tempi dell’Inquisizione.
 
“I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un’occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana.”
 
Nell’aula di Palazzo Madama, Tommaso Barbato, in un tipico esaltato slancio di cristiana umanità, dà contro il collega Nuccio Cusumano gridandogli in faccia “Pagliaccio, venduto, pezzo di merda, traditore... cesso, troia, frocio...”. E non ancora contento d’aver fatto svenire il povero Cusumano, lo minaccia prima facendogli l’inequivocabile segno della corna poi addirittura quello della pistola.
Non si può proprio dire che nell’Udeur manchi lo slancio cristiano, ricco di iniziativa, insomma proprio quel che serve al governo per una rinnovata piena e totale fiducia!
 
Poi, nella giornata di venerdì, invia una lettera di scuse al presidente del Senato Franco Marini: “Non cerco giustificazione alcuna per il mio comportamento di ieri nell’Aula, che condanno senza riserve tanto più per il risalto che questo ha avuto sui media nazionali e internazionali. Intendo altresì rassicurarla di aver mai rivolto al collega espressioni di carattere omofonico (scritto esattamente così nel testo, n.d.r.) né, tanto meno, di aver indirizzato sputi contro la sua persona. Sono umanamente e sinceramente dispiaciuto per il mio gesto, Presidente, soprattutto perché l’Aula del Senato, per il suo alto significato istituzionale, non merita simili oltraggi. Con il senatore Cusumano ho condiviso due anni di vita parlamentare e politica e nel suo tradimento ho visto il tradimento di tanta gente della mia Campania che, in occasione delle ultime elezioni, ha voluto affidargli il proprio voto. Il tradimento del popolo Udeur e del suo segretario Mastella, che tanto hanno fatto per lui, aiutandolo, accogliendolo e facendolo eleggere al Senato, il pensiero per la sofferenza e il disagio di questi nostri elettori, unito al forte stato di tensione e alle pressioni di questi giorni, hanno fatto il resto. Le chiedo scusa, Presidente, per non aver saputo contenere la mia rabbia e, soprattutto, per la modalità deprecabile con la quale essa si è manifestata. Per questo chiedo scusa a Lei, al senatore Cusumano, ai miei colleghi senatori e agli italiani tutti che ci onoriamo di rappresentare.”
Ma oramai il danno è bell’e fatto, l’opinione pubblica nazionale ed internazionale ha visto coi suoi propri occhi la feroce arroganza di Tommaso Barbato, che non si è fermato di fronte a nulla, neanche quando il collega Nuccio Cusumano è svenuto. Da questa macabra vicenda, poco ma sicuro, l’Udeur non ne esce con una bella cera. E quel che è peggio è che i politici italiani hanno fatto vedere un’altra volta al mondo la loro vera natura di Pulcinella.
 
Divertente anche Nino Strano di Alleanza Nazionale, che appresa la caduta del Governo Prodi, non può fare a meno di aprire la bocca per farci assaporare la sua gioia ingoiando letteralmente una generosa porzione di mortadella. E anche il Senatore Nino Strano ha avuto parole altisonanti per Nuccio definendolo a pieni polmoni “checca squallida”. Oggi dice di sé: “Amo dannatamente il turpiloquio e le contraddizioni. Con gli uomini mi fermo un attimo prima.”
 
Se qualcuno può mettersi in salvo, che lo faccia subito senza indugi.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:44 | politica, riflessioni, polemiche, cronaca, prima pagina, attualitĂ , vergogna, societĂ , potere, curiositĂ , cattolicesimo, ultime notizie, scandali, allarmi, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (18)



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