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Animal farm - George Orwell

L'Italia è una fattoria orwelliana



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sto raggiungendo il mio nirvana, si prega di disturbare con pensieri felici

written by King Lear    - venerdì, maggio 30, 2008



sto raggiungendo il mio nirvana




si prega di disturbare con pensieri felici



  • Chi non ha ferite sulla mano può, con quella mano, toccare il veleno: il veleno non penetra dove non esiste ferita; né esiste peccato per chi non lo compie.
  • Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i saggi in mezzo a biasimi e lodi.
  • È necessario che l'uomo si avvicini sempre più al bene e si adoperi per preservare la propria mente dalla malvagità. La mente di colui che compie buone azioni di malavoglia, infatti, si diletta nel male.
  • È più importante impedire a un animale di soffrire, piuttosto che restare seduti a contemplare i mali dell'Universo pregando in compagnia dei sacerdoti
  • È preferibile non fare un'azione che non va fatta, perché dopo ci si pente. Ciò che va fatto e meglio farlo bene, perché non ci si penta.
  • Il profumo dei fiori non va contro vento, non quello del sandalo, del tagara e del gelsomino; il profumo dei buoni va contro vento: un uomo retto pervade tutte le regioni.
  • La vita è un ponte, perciò non costruirci sopra una casa.
  • L'odio non cessa grazie all'odio ma all'amore: questa è la regola generale.
  • Non c'è fuoco ch'eguagli la passione, o squalo l'odio, né trappola la follia, o torrente l'avidità.
  • Non c'è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada.
  • Non credete subito a ciò che dico. Non prendete nessun mio detto come infallibile.
  • Non è ammissibile mangiare carne di animali uccisi da qualcun altro o uccisi per altri motivi. Il consumo di carne, in qualsiasi forma, è proibito una volta per tutte, senza eccezioni. Non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetto ora e non lo permetterò mai.
  • Non rivolgerti con tono sferzante ad alcuno. Coloro ai quali ti rivolgerai in questo modo ti potrebbero rispondere nello stesso modo: le ingiurie sono dolorose; colpo su colpo, esse ricadranno sopra di te.
  • Pochi sono fra gli uomini quegli esseri che toccano l'altra sponda: tutta questa altra gente, invece, corre su e giù per la spiaggia.
  • Questo cammino ariano ad otto vie, cioè: giusta visione, giusto scopo, giusto eloquio, giusta azione, giusta vita, giusto sforzo, giusta attenzione, giusta contemplazione.
  • Riflessivo fra gli irriflessivi, ben desto tra coloro che dormono, l'uomo saggio procede al pari di un cavallo da corsa, staccando gli altri come fossero brocchi.
  • Rispetto all'esistenza di un uomo che viva cento anni senza prendere in considerazione la legge suprema, è preferibile un solo giorno di vita di colui che invece la rispetta.
  • Se tiri troppo la corda si spezza, se la tiri troppo poco non suonerà.
  • Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.
  • Fra chi vince in battaglia mille volte mille nemici e chi soltanto vince sé stesso, costui è il migliore dei vincitori di ogni battaglia.
  • Chi parli oppure operi con mente serena, lui segue la felicità come l'ombra che non si diparte.
  • Nemmeno con una pioggia di monete d'oro si consegue la sazietà dei desideri: chi conosce che la soddisfazione dei desideri ha breve sapore e porta dolore, costui è un saggio.
  • Non credete alle mie parole solo perché ve le ha dette un Buddha, ma esaminatele con cura. Siate luce e guida a voi stessi.
  • Non credere a nulla, non importa dove l'hai letta o chi l'ha detto, neppure se l'ho detto io, a meno che non sia affine alla tua ragione e al tuo buon senso.

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Giovanni Falcone vive

written by King Lear    - venerdì, maggio 23, 2008


Giovanni Falcone



Giovanni Falcone vive




- Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall'altro, e alla resa dei conti, palpabile, l'inefficienza dello Stato.
 
- Un'affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.
 
- Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.
 
- L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altirmenti non è più coraggio ma incoscienza.
 
- Il quadro realistico dell'impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. Emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall'impressione suscitata da un dato crimine o dall'effetto che una particolare iniziativa governativa può esercitare sull'opinione pubblica.
 
- La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
 
- Lo stesso meccanismo di espulsione, praticamente, che si ritrova tra gli eschimesi e presso altri popoli che abbandonano i vecchi, i malati gravi, i feriti perché intralciano il loro cammino in una terra ostile, mettendo in pericolo la sopravvivenza di tutti. In un gruppo come la mafia, che deve difendersi dai nemici, chi è debole o malato deve essere eliminato.
 
- Perché rievoco questo episodio? Perché dimostra ancora una volta quanto siano abili, decisi, intelligenti i mafiosi, e quanta capacità e professionalità è necessaria per contrastare la violenza mafiosa. La mia grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi.
 
- Per vent'anni l'Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l'opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all'altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: "Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini".
 
- Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.
 
- Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.
 
- La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.
 
- Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

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In Travaglio: “Dalla muffa si ricava la penicillina”

written by King Lear    - mercoledì, maggio 14, 2008



in travaglio a che tempo che fa



in travaglio


“Dalla muffa si ricava la penicillina”
 

a cura di Giuseppe Iannozzi
 


 
Le parole di Marco Travaglio alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio.
 
«E’ molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello Stato - ha detto Travaglio parlando con Fazio che poi si è dissociato dalle sue parole -. Perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto che ci passa di mente quando vediamo certe facce. Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani, che ne so possiamo fare una lunga lista. Uno vede tutta la trafila e poi vede Schifani. C’è un elemento di originalità. La seconda carica dello Stato Schifani? Mi domando chi sarà quello dopo». «Dopo - ha aggiunto Travaglio – c’è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita». Dopo l’interruzione del conduttore, che si è dissociato, il giornalista ha aggiunto: «Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato».
 
«Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia, e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia - ha affermato il giorno dopo la trasmissione Travaglio -. E’ agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia. A Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani, sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».
 
L’Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà della puntata di sabato scorso (10 maggio 2008) di Che tempo che fa in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L’argomento è stato subito inserito nell’ordine del giorno dei lavori dell’Authority presieduta da Corrado Calabrò.
 
L’Ufficio Stampa di Palazzo Madama fa sapere che il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha dato mandato ai suoi avvocati per prendere provvedimenti nei confronti delle affermazioni rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona.

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Taxi Driver: Travis Bickle, "Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me?"

written by King Lear    - mercoledì, marzo 19, 2008



You talkin' with me?

You talkin' with me?





Travis davanti allo specchio - rielaborazione di G. Iannozzi


Ah si certo, ah ah... Vaffanculo figlio di puttana,
ti ho visto arrivare sai, pezzo di merda, avanti, avanti su,
io non mi muovo, non mi muovo dai, prova a muoverti tu,
e muoviti... Non ci provare stronzo.
Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me?
Ehi con chi stai parlando? Dici a me?
Eh, Non ci sono che io qui.
Dì, ma con chi credi di parlare tu?
Ah si è e, va bene...

State a sentire stronzi figli di puttana io ne ho abbastanza,
ho avuto anche troppa pazienza e non ho intenzione di...
State a sentire stronzi, figli di puttana io ne ho abbastanza,
ho avuto anche troppa pazienza,
ho avuto anche troppa pazienza,
ho avuto troppa pazienza con voi sfruttatori,
ladri, drogati, assassini, vigliacchi.
Ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita,
ho deciso di farla finita,
ho deciso di... sei morto!

(da "Taxi Driver", Travis Bickle)

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Chiunque salvi una vita salva il mondo intero.

written by King Lear    - lunedì, gennaio 28, 2008


Chiunque salvi una vita salva il mondo intero.




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secondo Forrest Gump, raccolta di aforismi per un mondo migliore

written by King Lear    - mercoledì, agosto 08, 2007





secondo Forrest Gump

raccolta di aforismi per un mondo migliore
 

 
scelti da Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
Dal film, “Forrest Gump”
 
 
0. La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita!
 
1. Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, dove è stata.
 
2. La sua schiena è più contorta di un politico.
 
3. Qualche anno più tardi, quel bel giovanotto che chiamavano il Re, doveva aver cantato troppe canzoni, e gli venne un infarto o cose così. Deve essere difficile fare il Re.
 
4. Lo so che non mi crede se glielo dico, ma io corro come il vento che soffia! E da quel giorno, se andavo da qualche parte, io ci andavo correndo!
 
5. “Corri, stupido figlio di puttana, corri!”
“Quello sarà pure il più stupido figlio di puttana della terra, ma corre come una lepre!”
 
6. “Gump! Quale è il tuo solo scopo in questo esercito?”
“Fare tutto quello che mi dice sergente istruttore!”
“Maledizione Gump! Sei un maledetto genio, è la risposta più azzeccata che ho sentito,
devi avere un maledetto Q.I. di 160, sei maledettamente dotato, militare Gump!”
 
7. Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi, e questo è tutto mi pare.
 
8. “Tu l’hai già trovato Gesù, Gump?”
“Dovevo cercarlo? Non lo sapevo.”
 
9. “Ma lei è pazzo o semplicemente stupido?”
 
10. Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, pensai di correre attraverso la contea di Greenbow, poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui
tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’Alabama, e cosi feci. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre, quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato
fino a qui, tanto vale girare di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare…, insomma, la facevo!
 
11. “Sei mai stato su una vera barca per gamberi?”
“No, ma sono stato su una per uomini.”
 
12. Stupido è chi lo stupido fa. 
 
 
 
Autori vari
 
 
1. “Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!” - Collodi
 
2. “L'erotismo sta alla pornografia come la fellatio sta al pompino! E’ una questione semantica. Coi miei film, del resto, io non procuro soltanto erezioni, ma anche e soprattutto emozioni”. – Tinto Brass
 
3. Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini. – Friedrich W. Nietzsche
 
4. Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui. -  Friedrich W. Nietzsche
 
5. La natura ha creato gli uomini in modo che possono desiderare ogni cosa e non possono conseguire ogni cosa: talché essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza dello acquistare, ne risulta la magra contentezza di quello che si possiede, e la poca soddisfazione d’esso. - Niccolò Macchiavelli
 
6. Ogni progresso della civiltà è stato denunciato come innaturale quando era ancora recente. – Bertrand Russell
 
7. Dove non c’è credo, non c’è bestemmia. - Salman Rushdie
 
8. Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio. - William Shakespeare
 
9. Uomo colto è colui che sa trovare un significato bello alle cose belle. - Oscar Wilde
 
10. Il solo Tempio veramente sacro è il mondo degli uomini uniti dall’amore .- Lev Tolstoj
 
11. E’ bene seguire la propria inclinazione, purché sia in salita. - André Gide
 
12. Non c’è vera felicità se non quella di cui ci si accorge di godere. Il bambino è felice, è vero, ma siccome lo viene a sapere soltanto molto più tardi è come se non lo fosse mai stato. - Alexandre Dumas figlio
 
13. Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l’uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo? - Mohandas Karamchand Gandhi
 
14. Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma ancor di più può fare a meno dell’uomo. Jean-Paul Sartre
 
15. L’uomo non è la somma di quello che ha, ma la totalità di quello che non ha ancora, di quello che potrebbe avere. - Jean Paul Sartre
 
16. Tutti gli uomini sono pazzi, e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo specchio. - Alphonse De Sade
 
17. La politica e il fato dell’umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica. – Albert Camus
 
18. La speranza equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi. – Albert Camus
 
19. Quando saremo tutti colpevoli, sarà la democrazia. – Albert Camus
 
20. Quanti delitti commessi semplicemente perché il loro autore non poteva sopportare di essere in colpa! – Albert Camus
 
21. Cos’è un ribelle? Un uomo che dice no. – Albert Camus
 
22. I martiri non costruiscono le chiese, bensì sono punti di riferimento oppure un alibi. Sono seguiti da preti e da bigotti. – Albert Camus
 
23. La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori. – Albert Camus
 
24. L’arte contesta il reale, ma non vi si sottrae. – Albert Camus
 
25. Una sola frase basterà a descrivere l’uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali. – Albert Camus

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Ingmar Bergman, addio al grande Regista: il Cinema in lutto

written by King Lear    - lunedì, luglio 30, 2007


addio Ingmar Bergman


Ingmar Bergman

 
(Uppsala, 14 luglio 1918 - Fårö, 30 luglio 2007)
 

 
a cura di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Ingmar Bergman, nato a Uppsala il 14 luglio del 1918, figlio di un pastore protestante, Ingmar Bergman è stato l’ultimo dei grandi maestri del cinema contemporaneo, ma anche registra teatrale di altissima classe.
 
Per il regista il primo indiscusso successo arriva nel 1956 con “Il settimo sigillo” che ottiene vari riconoscimenti, oltre al premio speciale al Festival di Cannes; arrivano poi l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia grazie a “Il posto delle fragole”.
“Alle soglie della vita” e “Il volto” ricevono il premio per la miglior regia rispettivamente a Cannes e a Venezia, mentre nel 1960 “La fontana della vergine” gli vale il primo Oscar. Nel 1970 Hollywood lo onora con l’Oscar alla carriera.
 
Nel 1982, dopo quarant’anni di onorata attività, Bergman decide di abbandonare il cinema, per dedicarsi con maggiore costanza al teatro e alla televisione; nel 1982 realizza il suo ultimo film per il grande schermo, “Fanny e Alexander”.
Nel 2003 gira “Sarabanda”, il seguito di “Scene da un matrimonio”, che con altre 4 reti europee è stato cofinanziato dalla Rai, un film questo che include anche delle scene digitali. Sul set Bergman ebbe modo di dire: “Questo è il mio ultimo film”.
 
Nel gennaio 2005 Bergman ha ricevuto il Premio Federico Fellini per l’eccellenza cinematografica.
 
Ha girato più di quaranta film. Tra i suoi capolavori: “Il settimo sigillo”, “Fragole e Sangue”, “Scene da un matrimonio”, “Sussurri e grida”, “Fanny e Alexander”.
 
Padre di nove figli, alla morte della quinta moglie Ingrid si era ritirato per gran parte dell’anno sull’isola di Fårö, nel Mar Baltico.
 
La figlia ha detto che si è spento serenamente sull’isola di Fårö, dove viveva da tempo.
 
La Svezia è il lutto e così anche tutto il mondo del Cinema e dell’Arte.
 
 
 
Ingmar Bergman parla ai vivi
 
 
“In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l’enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà.”
 
“Non c’é nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.”
 
“Film come sogni, film come musica. Nessuna arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima.”
 
“Spero di non diventare mai così vecchio da diventare religioso.”
 
“Provo per te un affetto senza fine, un affetto impensabile. E’ un angoscia avere in sé un affetto così immenso.”
 
 
 
Da “Il settimo sigillo”
(Det sjunde inseglet, 1956 – regia e sceneggiatura di Ingmar Bergman)
 
 
E quando l’agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un silenzio di circa mezz’ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furon loro date sette trombe… E il primo angelo diede fiato alla tromba, e ne venne grandine e fuoco misto a sangue e furono gettati sopra la terra, e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, e fu arsa tutta l’erba verdeggiante. E il secondo angelo diede fiato alla tromba e una specie di grande montagna di fuoco ardente fu gettata dal mare, e la terza parte del mare diventò sangue… E il terzo angelo diede fiato alla sua tromba. E dal cielo cadde una stella grande, ardente come la fiaccola… La stella si chiamava Assenzio… (Karin)
 
Questa è la mia mano, posso muoverla e in essa pulsa il mio sangue. Il sole compie ancora il suo alto arco nel cielo. E io… Io, Antonius Block, gioco a scacchi con la Morte. (Antonius Block)
 
Mikael diventerà un grande acrobata, o un giocoliere che riuscirà a fare il numero più incredibile … Far rimanere un’ascia immobile in aria. (Jof)
 
Voglio parlarti il più sinceramente possibile, ma il mio cuore è vuoto. Il vuoto è uno specchio che mi guarda. Vi vedo riflessa la mia immagine e provo disgusto e paura. Per la mia indifferenza verso il prossimo mi sono isolato dalla compagnia umana. Ora vivo in un mondo di fantasmi, rinchiuso nei miei sogni e nelle mie fantasie. (Antonius Block)
 
È così crudelmente impensabile percepire Dio con i propri sensi? Perché deve nascondersi in una nebbia di mezze promesse e di miracoli che nessuno ha visto? Perché non posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me in questo modo doloroso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché, nonostante tutto, continua ad essere una realtà illusoria da cui non riesco a liberarmi? (Antonius Block)
 
Addio fanciulla, avrei potuto violentarti ma è un genere d’amore che non mi va, troppo faticoso tutto sommato.
Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri visi colti su cui discende la sera, Michael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si può versare. E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere. (Antonius Block)
 
Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l’amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione. (Jöns)
 
 
 
Cavaliere: Chi sei?
Morte: Sono la morte.
Cavaliere: Sei venuto a prendermi?
Morte: È già da molto che ti cammino a fianco
Cavaliere: Me n’ero accorto
 
 
Cavaliere: Io voglio sapere. Non credere. Non supporre. Voglio sapere. Voglio che Dio mi tenda la mano, che mi sveli il suo volto, mi parli. Lo chiamo nelle tenebre, ma a volte è come se non esistesse.
Morte: Forse non esiste
Cavaliere: Allora la vita è un assurdo errore. Nessuno può vivere con la Morte davanti agli occhi sapendo che tutto è nulla.

 
Omaggio a un Maestro
 
L’ora del Lupo, una pellicola diretta da Ingmar Bergman

Il Film: "tra esistenzialismo e incomunicabilità".


di Lord Ninni (Ninni Raimondi)




Ninni RaimondiIl titolo della pellicole venne inserito da Stephen King, tra i primi cento film per il genere thriller/fantascienza, a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘80. Quest'opera prima, nata da un manoscritto giovanile cui il grande regista svedese lavorò per diverso tempo, (Vargtimmen, in lingua originale) è una tra le opere meno note di Bergman (venne definita come un opera ad uso esclusivo), ma non per questo meno apprezzabili, a dispetto della raffinata fotografia in bianco e nero ad opera Sven Nykvist, divenuta una pietra miliare del bianco e nero moderno, oltre ad una eccezionale interpretazione recitativa di un allucinato e straordinario Max Von Sydow.
Bergman, ci offre la sua filosofia tramite Johan (il protagonista), indicando - nell'ora del lupo - come quell’ora tra la notte e l’alba in cui il sonno si fa profondo e gli incubi, provenienti dal nostro Id, prendono forma parlandoci.
Nel delineare l’analisi introspettiva dell'uomo in "se stesso, Bergman ci mostra come, i traumi del protagonista, siano la proiezione di tutto ciò che ci tormenta per anni; da quì il passo all’horror gotico è breve. Tutto si presenta alla nostra coscienza e nulla spiega perchè tutto è dentro. Bello l'incipit, che accompagna lo spettatore lungo le tavole del palcoscenico personale: In "piano americano"; fuori campo la voce del regista che, dopo le ultime indicazioni, lancia il tipico "Motore: Azione!" (Motktier: åktjel!); la favilla dell'incomunicabilità (tema conduttore del Maestro) lascia tracce nei dialoghi presenti, esclusivamente, come "contorno"ad uno stato d'animo in movimento.
Ottima la fotografia e gli attori. Il settimo sigillo, parere squisitamente personale, ne diviene la naturale prosecuzione d'analisi.
Tra l'altro, “L’ora del lupo” ebbe il grande pregio di aver profondamente influenzato registi come Lynch (e tutta la sua opera) e Stanley Kubrick in Shining dove il respiro di Ingmar Berman si sente fin dalle prime battute.

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Ricordando Paolo Borsellino con le parole di Paolo Borsellino (1940 – 1992)

written by King Lear    - giovedì, luglio 19, 2007





Ricordando Paolo Borsellino

con le parole di Paolo Borsellino (1940 – 1992)
 
 


 
- A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.
 
- Bisogna liberarsi da questa catena feroce dell’omertà che è uno dei fenomeni sui quali si basa la potenza mafiosa. Si è legati a questo fatto dell’omertà, del non riferire nulla delle cose di Cosa Nostra all’esterno, di non sentire lo Stato, di sentire sempre lo Stato come un nemico o comunque come una entità con cui non bisogna collaborare.
 
- Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me.
 
- È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.
 
- È normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
 
- La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
 
- La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. (Da un discorso di Paolo Borsellino ai cittadini siciliani.)
 
- Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno.
 
- Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose.
 
- Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento... Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.
 
- Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
 
- Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.
 
- Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
 
- Siamo uomini morti che camminano.
 
- Speriamo che cambi il vento, che venga il libeccio, che si porti via quest’afa.
 
- Un cristiano non teme la morte.

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non tutti i pinocchi ti assicurano uguali prestazioni...

written by King Lear    -


non tutti i pinocchi ti assicurano uguali prestazioni

se ti ami, scegli sempre l'originale






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io appoggio l'On. Giuliano Amato

written by King Lear    - giovedì, luglio 12, 2007



io appoggio l'On. Giuliano Amato


io appoggio l'On. Giuliano Amato


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Giovanni Falcone (1939 – 1992): 15 anni dalla strage di Capaci

written by King Lear    - mercoledì, maggio 23, 2007


Giovanni Falcone


Giovanni Falcone (1939 – 1992)

15 anni dalla strage di Capaci


 
qui si ricorda l’impegno di Giovanni Falcone
attraverso le parole di Giovanni,
un uomo di coraggio, un magistrato
 
 
 
- Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
 
- L’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può suscitare sull’opinione pubblica.
 
- Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato.
 
- Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.
 
- La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
 
- Lo stesso meccanismo di espulsione, praticamente, che si ritrova tra gli eschimesi e presso altri popoli che abbandonano i vecchi, i malati gravi, i feriti perché intralciano il loro cammino in una terra ostile, mettendo in pericolo la sopravvivenza di tutti. In un gruppo come la mafia, che deve difendersi dai nemici, chi è debole o malato deve essere eliminato.
 
- Perché rievoco questo episodio? Perché dimostra ancora una volta quanto siano abili, decisi, intelligenti i mafiosi, e quanta capacità e professionalità è necessaria per contrastare la violenza mafiosa. La mia grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi.
 
- Per vent'anni l’Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l’opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all’altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: “Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini”.
 
- Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.
 
- Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

 
Per approfondire:

Fondazione Falcone

Falcone e Borsellino: misteri di stato

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