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Jerusalem - Frediani Andrea   I silenzi di Joe - Fabio Della Seta   Ivo Mej - Moro rapito!   Laura Costantini e Laura Falcone - Roma 1944




Free Tibet

Free Tibet


Ivo Mej: Moro rapito! Prensentazione del libro a Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, maggio 09, 2008






Moro rapito!


Personaggi, testimonianze, fatti

Media e terrorismo




Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00,
Mondadori Multicenter Duomo – Piazza del Duomo 1


In Occasione della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo, verrà presentato il libro di Ivo Mej “Moro rapito! Personaggi, testimonianze, fatti” (Barbera editore) con: Gianluca Mazzini, Massimo Bernardini, Paolo Colombo e Giorgio Santerini. Saranno proiettati filmati audio e video dell’epoca.

Sono usciti molti libri sul caso del rapimento-omicidio del presidente Aldo Moro, ma questo è il primo che ricostruisce la vicenda con una documentazione stampa completa. Infatti, l’autore analizza come dal 16 marzo 1978 siano cambiati i media e il modo di fare informazione nel nostro Paese. Con il rapimento Moro, per la prima volta nella storia della televisione italiana, la "finestra si è aperta" sul mondo di notizie che si affastellano una sull’altra nell’incertezza della verità.
Questo sarà il tema al centro del dibattito a cui parteciperanno, insieme all’autore:
Gianluca Mazzini, capo-redattore di Mediaset, Massimo Bernardini, conduttore e autore di Tv Talk, Rai Educational, Paolo Colombo, professore di Storia della Politica presso l’Università Cattolica e Giorgio Santerini, già segretario FNSI.

Ivo Mej
è giornalista, autore e animatore di programmi televisivi di intrattenimento informativo per LA7. Il suo primo libro, Le nuove mille e una notte, è stato pubblicato da Barbera nel 2006. Vive e lavora a Roma.

Roma, 6 maggio 2008


Su questo blog leggi anche:


intervista a Ivo Mej a cura di G. Iannozzi


    leggi gratis un capitolo del libro

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Martin Luther King, 40 anni oggi dalla sua morte

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, aprile 04, 2008



Martin Luther King

(Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968)


 

«I have a dream: that one day this nation will rise up
and live out the true meaning of its creed:
"We hold these truths to be self-evident,
that all men are created equal"»

Martin Luther King, 28 agosto 1963, Washington,
discorso al Lincoln Memorial durante la marcia per lavoro e libertà




Jazzman

 

Tu non sei una brava persona
Hai portato la tua faccia giù in città
dicendo a tutti la tua verità
sui passeri sul cavo del filo elettrico
Hai detto a tutti che sono caduto
e che cadendo mi sono spaccato la testa
Però non sono morto alla tua maniera
 
Tu non sei una persona a modo
Hai detto a tutti quello
che volevano sentirsi dire;
ma per un uomo che cade
cento sporchi negri come me nascono ogni giorno
nei campi di cotone sotto il sole,
con la luna che abbaia e gli morde le chiappe
 
Un giorno, un giorno la verità scorrerà
libera insieme al mio sangue
Un giorno, un giorno avrai paura tu
Quel giorno io non riderò di te,
seppellirò invece i morti per la libertà
E non so quando, i miei figli impareranno
a leggere e scrivere; ma io li metterò sull’avviso
che la cultura non è mai tutto
quando nasci negro in un mondo di bianchi
 
Tu non sei una brava persona
Come sempre hai pulito male
Il sangue è ancora nel punto esatto
dove sono caduto
In sangue è ancora una ics bella grossa
dove credevi fossi morto alla tua maniera
senza lasciare alcuna eredità
 
Quando il sole sarà più alto di Dio
mio figlio scriverà il mio nome
proprio sopra la croce che mi segna morto
Quando il sole sarà oscurato dal fumo degli indiani,
lui saprà la verità che il bianco è più cattivo di chiunque
Quando la luna riposerà nel grembo dei lupi
io non sarò morto invano
perché non sono morto alla tua maniera
Perché non sono morto alla tua maniera
Perché non sono morto alla tua maniera
 
Alla tua maniera…
Alla tua maniera…
Alla tua maniera…


di Giuseppe Iannozzi

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:55 | poesia, commemorazioni | clicca per commentare commenti (18)



Mai ai fasci l’Italia - 27 gennaio, per non dimenticare la Shoah

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, gennaio 27, 2008






Mai ai fasci l’Italia
 

 di Giuseppe Iannozzi


E ora sì, dobbiamo sul serio
cominciare a gridare col cappio
al collo, tirando fuori dai polmoni
tutta la poca aria che, ahinoi,
c’è rimasta; ora sì che è giusto
il tempo per “al lupo, al lupo!”
 
Là dove i papaveri crescevano alti
stanno i canti violenti avvinazzati
di chi col saluto romano, dei tanti
con bandiere celtiche in offesa
al vento - e stordita eco già miete
vittime, poi si cade senza
un lamento a corpo morto
sollevando però di Dio l’ira funesta
 
Più l’offesa è grande, più ostinata
la voglia di vivere, di mandare al diavolo
quei neri corvi che le carni fragili
vorrebbero beccare coi loro becchi
 
Si cade sì, senza un lamento;
ma per uno che non è più, mille nuovi
dissidenti vengono su dal nulla
come per miracolo, opponendo
al braccio destro alzato occhi di fuoco
perché così è l’ira di Dio e non perdona
Perché l’ira di Dio i fasci spazza via




Montagne
 
 
Verrà primavera
Avrà il tuo nome
Verrà con gli occhi
bagnati di lacrime
Verrà in silenzio
quasi, e al tuo seno
piano si stringerà
Verrà in preghiera
perché sepoltura
sia data a quei corpi
rimasti sotto la neve
nascosti e martoriati
E avrà il tuo nome
di umana pietà
tra stelle alpine
e fior di pervinca
 
Sotto un cielo blu
non più livido
né reclamante vita,
con la pestata
sciolta oramai
anche lassù in alto,
dalle tue mani
un fiore cadrà
piano
per ogni morto
al sole svelato
 
Primavera verrà
tra le montagne
imbevute di sangue
e giovane libertà

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:04 | poesia, anniversari, commemorazioni | clicca per commentare commenti (11)



Anna Politkovskaja “Woman of the Year”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, dicembre 21, 2007





Anna Politkovskaja


“Woman of the Year”



Fonte: beppegrillo.it





Nota Bene: Anch'io premio Anna Politkovskaja. Anna Politkovskaja "Woman of the Year" per i più che sacrosanti motivi espressi da Beppe Grillo sul suo blog. E aggiungo: se il mondo avesse più persone di coraggio e di  grande valore morale e politico, persone come Anna Politkovskaja, allora (forse) questo mondo sarebbe un po' più vivibile.

Vi invito anche a leggere "Putin uomo dell'anno, lo dice il Time", articolo a mia firma già apparso sulle pagine di questo blog, qui. [g.i.]


Putin è stato eletto “Person of the Year” dal Time. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l’incredibile Hulk. Non c’era scelta e ha vinto a mani basse l’ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il Time premiò Stalin, alleato dei nazisti. L’ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn. L'anno prima il Time aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno...
Se il Time propone Putin, questo blog premia come “Woman of the Year Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell’ottobre del 2006 .
Riporto il suo giudizio su Putin dal libro “La Russia di Putin” di Adelphi.

“Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione …
Breznev è stato pessimo, Andropov sanguinario sotto una patina di democrazia, Cernienko un idiota. Gorbaciov non piaceva. Eltsin ogni tanto ci costringeva a farci il segno della croce per timore delle conseguenze delle sue decisioni. Colui che è stato una loro guardia del corpo, assegnato allo scaglione 25 con il compito di starsene impalato nel cordone di sicurezza quando il corteo di VIP sfrecciava oltre, proprio lui, Putin, incederà sul tappeto rosso della sala del Cremino. Da padrone. Tra lo scintillio degli ori degli zar appena tirati a lucido, mentre la servitù sorriderà sottomessa e i suoi sodali – tutti ex pesci piccoli del KGB assurti a ruolo di grande importanza – gonfieranno il petto …
Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di “dibattito politico”: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno o un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha insegnato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato … Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango era costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d’essere d'accordo con me.” Anna Politkovskaja

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Thyssen, la tragedia, la rabbia, il lutto

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, dicembre 10, 2007





Thyssen, la tragedia, la rabbia, il lutto



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ciao, Enzo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, novembre 08, 2007


Ciao, Enzo - by g.i.


ciao, Enzo


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