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Sequestrata Antares, la sauna-gay di Torino
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lunedì, aprile 28, 2008

Sequestrata Antares, la sauna-gay di Torino
Era frequentata da diversi vip
Il proprietario accusato di agevolazione della prostituzione
di Giuseppe Iannozzi
Quando gli agenti del commissariato San Secondo hanno fatto irruzione nel club Antares, in via Pigafetta 73/D, dopo giorni e notti di appostamenti, hanno trovato 29 uomini, molti dei quali con il solo asciugamano legato alla vita, in compagnia di giovani brasiliani, algerini, romeni, marocchini, molti dei quali clandestini. Giovani che offrivano prestazioni sessuali a pagamento, appartandosi coi clienti nei camerini sui due piani del locale, tra il naif e il decadente. L’ingresso nel locale costava 8 Euro nei giorni feriali, 10 durante i festivi. A quanto pare gli stessi giovani prostituti dovevano pagare per poter accedere al club: riuscivano comunque ad avere anche più di dieci incontri al giorno.
All’appello non mancano il padre missionario, l’ex sindaco di Forza Italia star del Cuneese, il preside dell’istituto superiore in provincia di Torino, ma anche avvocati, medici, giornalisti della tv e della carta stampata; e ancora manager, il noto attore di teatro ottuagenario, tre grandi del palcoscenico, l’intrepido eroe di mille spaghetti-western, il professore universitario e lo scrittore icona nazionale dei gay. E poi: un alto prelato svizzero, un vescovo ortodosso e un paio di attempati calciatori. E per finire: un illustre docente di filosofia, poliziotti e carabinieri, e non pochi pensionati. Sorpresi nudi o quasi, molti si sono fatti prendere da autentiche crisi isteriche, non del tutto immotivate giacché ad attenderli a casa mogli e figli sul piede di guerra, e non solo.
La clientela era davvero molto eterogenea: in prevalenza uomini di mezz’età, sposati e con figli. Molti i vip, ha rivelato il titolare della sauna a la «La Stampa»: fra loro anche attori celebri, calciatori, avvocati, giornalisti, docenti, un prelato straniero e qualche magistrato. Adesso temono lo scandalo e sperano di riuscire a insabbiare l’accaduto. Soprattutto i due prelati temono per sé stessi, ovviamente. Tra l’altro sembrerebbe che nella casa ci fossero anche icone religiose, un Cristo dipinto, un Apollo dorato a grandezza naturale, tappezzeria rossa, oltre a svariati film hard in vhs e su dvd.
Il locale risulta aperto dal 1981 e figurava recensito su moltissime guide per omosessuali anche in lingua inglese, nonché in inserzioni su periodici per gay. Nei locali la polizia ha sequestrato una sessantina di videocassette e dvd a luci rosse, decine di confezioni di preservativi. «Mai avuto problemi in passato» ha sottolineato al quotidiano torinese il proprietario. «Non vorrei che fosse una crociata anti-gay» ha rinforzato il suo avvocato Raffaella Variglia. Lo Marco li ascolta, non stupito, e commenta: «Non davamo fastidio a nessuno, ci hanno chiusi solo perchè è un locale per gay». L’avvocato difensore di Lo Marco, Raffaella Variglia, si dice certa che a breve l’Antares riaprirà: «Le accuse contestate al titolare sono inconsistenti. Se all’interno della sauna i clienti prendevano accordi tra loro per incontrarsi, Lo Marco non c’entra nulla. Non vorremmo che, alla fine, sia in atto una crociata anti-gay».
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Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario
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giovedì, aprile 24, 2008

Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario
esposto per la gioia della folla in diretta mondiale
Ed è subito bagno di fedeli e di curiosi
di Giuseppe Iannozzi
E’ durata un paio d’ore a San Giovanni Rotondo, davanti a 15mila fedeli, la cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle cause dei santi, in occasione dell’ostensione del corpo di Padre Pio. Un evento mondiale seguito in diretta anche da alcune televisioni straniere, ma anche preghiere lette in diverse lingue per i fedeli di tutte le origini.
Alla cerimonia è seguita l’esposizione delle spoglie del santo per la venerazione del popolino. Prima è stato il cardinale Saraiva Martins a sostare in preghiera per diversi minuti davanti ai resti di padre Pio, nella cripta del convento di Santa Maria delle Grazie. La salma del santo è poco visibile, a dire il vero è invisibile: il volto è difatti seppellito in una bella maschera di silicone e il corpo dal pesantissimo abito e dalle scarpe.
«Non cerchiamo clamore, chiasso, letture distorte e avventate, vogliamo onorare e benedire il Signore mirabile nel suo fedele Servo che ha fatto della sua esistenza e del suo corpo segnato dalle stigmate di nostro Signore Gesù Cristo uno strumento alto e leggibile di quella immagine e somiglianza di sé con cui il Dio creatore ci ha plasmati»: così assicura l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio, al cardinal Saraiva Martins. «E’ un giorno di festa - ha detto D'Ambrosio - perché vogliamo celebrare l’immensa santità di Dio che si riverbera e si rende visibile e fecondante nelle creature che sanno accogliere il mistero di Dio e lasciano che il dono del suo spirito le modelli a immagine della sua unica e inimitabile santità».
Nell’omelia il cardinale Saraiva Martins ha definito Padre Pio «santo della gente» e «padre fecondo di anime». «Avvicinarci, conoscere meglio Padre Pio, diventato ormai il santo della gente, che ora sarà ancora più accessibile, mediante la nuova sistemazione del suo corpo, richiede da parte nostra l’umiltà di riconoscere il mistero. Lui stesso aveva detto di sé, scrivendo il 15 agosto 1916 al suo direttore spirituale e confidente, padre Agostino: “Che dirvi di me? Sono un mistero a me stesso”. Noi oggi veneriamo il suo corpo, inaugurando un periodo particolarmente intenso di pellegrinaggio. Questo corpo è qui, ma Padre Pio non è soltanto un cadavere: infatti egli, che è vissuto in piena unione con Gesù crocifisso, vive adesso nella definitiva comunione con Gesù risorto. E le reliquie sono l’annunzio della nuova creatura che sorgerà in comunione con il Risorto».
Nel pomeriggio una conferenza: partecipano l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D’Ambrosio, frate Aldo Broccatro, ministro della Provincia religiosa Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati minori cappuccini, nonché la commissione dei periti che nella notte tra il 2 e il 3 marzo ha riesumato le spoglie. Il 19 marzo il Consiglio dei Ministri, a seguito della richiesta portata alla Prefettura di Foggia e dal Comune di San Giovanni Rotondo, ha dichiarato il 24 aprile «grande evento». Carabinieri, poliziotti e Guardia di finanza per evitare incidenti, una mobilitazione di forze che non ha quasi precedenti nella recente storia d’Italia. Novemila posti letto degli alberghi di San Giovanni Rotondo stracolmi di fedeli e di addetti ai servizi. Si contano 93 testate giornalistiche accreditate ospitate a San Giovanni Rotondo. Accreditate da chi e per che cosa? L’interrogativo c’è e rimane tale.
La faccia di Padre Pio è stata preventivamente nascosta da una maschera in silicone, l’abito che indossa è stato invece cucito dalle mani delle suore clarisse di clausura del Monastero della Risurrezione di San Giovanni Rotondo. I mezzi guanti e le calze sono quelli che Padre Pio conservava nell’armadio a muro nella cella in cui è stato trovato morto, tra gli indumenti non ancora utilizzati. La stola è di una foggia precedente il Concilio Ecumenico Vaticano II; grossomodo è simile a una «broccatura» su pura seta bianca. La stoffa (cinque metri) è stata tessuta negli anni Sessanta; fu acquistata nel 1987 e conservata in previsione di eventi particolari. Il ricamo evidenzia i dettagli dei melograni (simbolo della fecondità ministeriale nella Chiesa) e dell’uva (simbolo della gloria della vita eterna). La stola conta ben 312 pietre di cristallo di rocca fumee e sferule d’oro; la frangia è stata realizzata alternando elementi gemmati in canutiglia e fiocchi d’oro. Il paramento è costato oltre 200 ore di lavoro. Realizzata da un’azienda di Treviso - la stessa che a suo tempo curò l’abbigliamento liturgico di Papa Giovanni Paolo II e che oggi veste Joseph Ratzinger, nonché i fedeli del Giubileo del 2000 -, la stola non passa inosservata addosso alla mummia di Padre Pio, che così addobbato pare seppellito nel suo stesso vestiario.
«Qui non è un feticismo, è mettere in risalto la dignità, la bellezza del corpo mortale che è un tutt’uno con l’anima»: a gridare è il vescovo di San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D'Ambrosio, sulla riesumazione del corpo di Padre Pio durante la conferenza stampa. «Nella norma della Chiesa c’è il procedere alla ricognizione di corpi mortali, di candidati alla santità o di santi. Solitamente la norma è che si proceda alla riesumazione durante il processo canonico, nella fase diocesana o quando tutto passa alla congregazione delle cause dei santi. Se c’è una differenza per Padre Pio è che ciò non è avvenuto durante la fase canonica». Citando le parole di Paolo VI - che aveva definito la devozione per Padre Pio una “clientela mondiale” -, D’Ambrosio ha sottolineato che con la riesumazione «abbiamo ritenuto procedere alla ricognizione perché abbiamo bisogno anche di questi segni».
Non c’è che dire: è il trionfo assoluto della Morte portata sotto gli occhi dei vivi loro malgrado, presenti e incapaci di levare gli occhi dal più orrido feticismo che si possa immaginare in Terra. E’ il trionfo della Morte e dell’iconoclastia più becera. Padre Pio continua a rimanere sepolto nel suo stesso vestiario. E questo è davvero tutto quel che c’è da sapere.
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Ashley Alexandra Duprè ed Eliot Spitzer: scandalo senza eguali!
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venerdì, marzo 14, 2008
Ashley Alexandra Duprè, la ragazza squillo
che ha messo in ginocchio Eliot Spitzer, governatore di New York
costringendolo alle dimissioni immediate.
Ashley Alexandra Duprè: praticamente un Mito.
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Osservazioni impopolari
ma necessarie
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La morte di Lindo Ferretti e del Consorsio Suonatori Indipendenti
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giovedì, marzo 13, 2008

La morte di Lindo Ferretti
e del Consorsio Suonatori Indipendenti
Nota Bene: Questo articolo è stato scritto il 15 luglio del 2000, subito dopo aver assistito a quello che fu l'ultimo concerto dei CSI.
Oggi ve lo ripropongo per un motivo ben preciso, che saprete a breve seguendomi su queste pagine.
Leggete questo pezzo e scoprirete che non si parla solamente di musica, si parla infatti di politica anche e soprattutto.
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Mel B, l'ex Scary Spice, poserĂ nuda a favore della Helen Bamber Foundation
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venerdì, marzo 07, 2008
Mel B, l'ex Scary Spice, poserà nuda a favore
della Helen Bamber Foundation
per una campagna contro le schiave del sesso:
"Adesso sono più tonda di una volta, ho avuto dei figli
ma mi piaccio ugualmente. Il corpo femminile è bello
e tutti gli enti benefici che aiutano le donne sono importanti".
Se oggi non ti metti a nudo non sei nel novero di quelli che contano
né in quello dei buoni. In pratica sei un fallito, un reietto,
un pidocchio, un rifiuto della società, e un criminale anche.
Oggi chi ha qualche cosa da dire, qualsiasi cosa,
si mette a nudo, mostra le chiappe, mostra le tette,
mostra la topa, perché è così che deve essere la beneficienza:
nuda, completamente nuda,
affinché i segaioli possano mettersi una mano sulla coscienza
e decidere così d'impegnarsi per una causa.
Io mi chiedo quando le blogger si metteranno a nudo
per una causa importante, o anche solo
per una/la causa del c***o.

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