101EasyWeb provides high-quality web site hosting and domain registration services. Our hosting plans allow hosting of personal and business websites, e-mails, FTP, 24/7 support and many FREE bonuses: web site builder, Front Page support, Elefante Installer with 30+ FREE PHP scripts, among them blogs, forums, e-Commerce, CMS, image galleries



la pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des

email







© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti
previo consenso scritto dell'Autore.
Tutte le violazioni saranno perseguite a termini di Legge.


un po' di pazienza!

Gli Editori e/o Autori
che desiderano inviare copie promozionali dei loro Lavori
affinché vengano recensiti sulle pagine di Bio Iannozzi
possono contattare tramite e-mail l'Autore di questo blog.

recensioni diaboliche


De André canta De André   Martita Fardin - valeANA   France Anatole   Tamango - Profumi di...versi   Carlo Coccioli - Davide




d'amore - di Romantica Vany & King Lear

d'Amore di Vany & king Lear


Support independent publishing: buy this book on Lulu.


Michael Jackson - Little Susie

written by King Lear    - martedì, dicembre 01, 2009



Michael Jackson - Little Susie


Jacko

In 1972, a little girl who was called Susie was murdered.
Michael Jackson composed a song for her and published it in 1995.

goodbye




musica e parole di Michael Jackson - 1995

qui il testo della canzone tradotto

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 00:27 | musica, cultura, canzoni, miti, video, cantanti, singer, cantautori, michael jackson, songwriters, in memoria, youtube, troubadours, popstar, in love memory | BlogNews | clicca per commentare commenti (1)



Patrizia D'Addario si racconta in Gradisca presidente

written by King Lear    - domenica, novembre 29, 2009



Patrizia D'Addario

con Maddalena Tulanti



Gradisca, presidente - Aliberti Editore



Patrizia D'Addario - Gradisca presidente



Autore: Patrizia D'Addario
Titolo: Gradisca, Presidente
Aliberti Editore
Pagine: 231
Prezzo: € 17,90
Formato: 14x21
ISBN: 9788874245727



pdf   l'introduzione a "GRADISCA PRESIDENTE"
Patrizia D'Addario e Maddalena Tulanti - Aliberti Editore




Cap. 1. - Libri, musica, cinema e cucina: le mie passioni



Mi piace leggere storie vere, racconti, romanzi o poesie dentro le quali io possa ritrovarmi. Per esempio mi è piaciuto moltissimo il libro di Veronica De Laurentiis, Riprenditi la tua vita, perché parla di una figlia violentata dal padre che riesce a superare il trauma. Nel mio caso non c’è nulla di autobiografico, non ho subìto violenza sessuale da parte di mio padre, ma anche lui era violento e con me aveva un brutto rapporto.

Mi è piaciuto Quando la notte, di Cristina Comencini, perché parla di un uomo orrendo che fa breccia nel cuore di una donna bella e sensibile. Vi ho trovato affinità fra me e il mio ultimo uomo. Ho trovato bello il libro di Margaret Mazzantini, Venuto al mondo, o quello di Dalila Di Lazzaro L’angelo della mia vita, perché parlano di figli e mia figlia è la cosa più bella e importante che ho.

L’opera di fantasia che più mi ha colpito è invece L’ombra del vento, dello spagnolo Ruiz Zafón. Qui si tratta di una specie di gioco, si parla di magia e i giochi e la magia, si sa, sono la mia passione. Leggo volentieri anche Gianrico Carofiglio, mi piacciono le sue storie e poi è anche della mia città.

La recente morte di Alda Merini mi ha colpita molto perché ho sempre pensato che follia e poesia siano un connubio perfetto. «Io nacqui destinata a soffrire. Mi auguravo di morire. Ma la vita mi fu feroce: mi lasciò sopravvivere » sono i versi di Alda Merini che mi piacciono di più, potrebbe essere il mio ritratto, o quello che vorrei fosse scritto sulla mia tomba.

La musica che ascolto da qualche anno è quella che chiamano la Buddha bar o Caffè del mar. Musica ambient per intenderci, rilassante per l’anima e per il corpo. La mettevo anche quando accompagnavo gli uomini in viaggio, poiché guidando io, anche la musica la sceglievo io.

Mi piace però anche l’opera italiana, Tosca e Traviata sono le mie preferite, ovviamente. Ma amo anche Rigoletto. Non dimenticate che, insieme a Mimmo, abbiamo anche partecipato al Rigoletto del Petruzzelli.

I miei cantanti preferiti non hanno a che vedere con i tempi della mia giovinezza, piuttosto con quelli di mio padre e mia madre. Mi piace Frank Sinatra per esempio, o, per venire più a noi, Liza Minnelli. Entrambi li ho studiati perché li ho imitati nel mio spettacolo di travestimenti al congresso di magia di Losanna, li conosco fin nei minimi particolari.

Il mio mito del cinema è Marilyn Monroe, lo è sempre stata, so tutto di lei. Oggi poi mi piace pensare che anche lei ha amato un presidente, John Kennedy, anzi quasi due, perché pure suo fratello Bob era innamorato di lei, ricambiato. Poi fu ucciso anche lui e prima di arrivare alla Casa Bianca. Marilyn finisce male lo so, ma avete capito che mi attirano i perdenti, non i vincenti. È vero che tutte le mie battaglie le faccio per vincerle, ma non ce ne è una che non avrei intrapreso perché l’ho persa.

Mi piace anche Angelina Jolie, ma sopratutto in Changeling, il film di Clint Eastwood. Forse mi piace soprattutto la storia della protagonista. Non si arrende alla prepotenza dei potenti nemmeno di fronte al manicomio e alle torture dell’elettroshock. Anche io.

Come attore invece amo Richard Gere, anche come uomo per la verità, credo che sia proprio il mio tipo ideale di maschio, è così chic, atletico senza essere un palestrato, raffinato senza essere effeminato.

Poi, non c’entra con i libri e nemmeno con la musica, ma dovete saperlo: amo moltissimo cucinare, soprattutto i dolci, ma so fare di tutto, dai primi ai secondi di carne e di pesce. Se a palazzo Grazioli, la sera della cena del 16 ottobre avessi cucinato io, avremmo mangiato senz’altro meglio. È una virtù di famiglia, ve l’ho detto che anche mio fratello minore cucinava, ma pure mia madre è brava ai fornelli. Io, di più.

NO OT

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:50 | cultura, politica, libri, gossip, editoria, giornalismo, rassegna stampa, primo piano, attualità, giornalisti, editori, ultime notizie, novità in libreria, società e politica, libri novità | BlogNews | clicca per commentare commenti (12)



La Mussolini perde in aula e dà dell'idiota al giudice

written by King Lear    - venerdì, novembre 13, 2009



La Mussolini perde in aula
e dà dell'idiota al giudice


a cura di Iannozzi Giuseppe


 "Una troia che vuole ammazzare tutti i romeni": ecco la frase incriminata dalla nipote del Duce.

In aula, Alessandra Mussolini, nipote del Duce, ha detto: "Parlo come animale. Approverò questa convenzione perché almeno non mi taglieranno le orecchie e la coda. Dico questo perché le donne forse valgono meno degli animali, visto che avevo presentato un ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile, per bloccare gli insulti ad una donna parlamentare e il giudice, casualità donna, ha ritenuto di rigettare il medesimo ricorso, e quindi in tutte le sale cinematografiche si potrà insultare un deputato italiano donna. Siamo a livello, forse anche meno, degli animali". E la ministra per le pari Opportunità Mara Carfagna si allea con la collega: "Siamo in un paese nel quale esiste libertà di critica politica, libertà totale di espressione e, come dimostrano gli scaffali delle librerie e delle videoteche, assoluta libertà di fare arte. Sarebbe bene che questa libertà non si tramutasse in libertà di insulto e di istigazione all'odio, come rischia di accadere con la pellicola nella quale viene citata l'onorevole Alessandra Mussolini. Ormai quotidianamente ci troviamo davanti a nuovi attacchi personali gratuiti e ad affermazioni volgari ed offensive è arrivato il momento di dire basta". 

Il regista Bobby Paunescu, regista del film Francesca, che offenderebbe la Mussolini nipote del Duce, ha vinto e il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane. Il Tribunale civile di Roma ha visionato il film e l'ha ritenuto conveniente. La nipote del Duce Alessandra Mussolini dà dell'idiota al giudice che ha emesso la sentenza a lei sfavorevole: "Il provvedimento con cui è stata rigettata la mia richiesta di impedire la circolazione di un film in cui mi si rivolgono frasi ingiuriose, oltre ad essere lesivo dei miei diritti come persona e come parlamentare, è di una pericolosità sociale senza precedenti. Il giudice ha sostenuto che prima che il mio diritto a non essere diffamata, prevale il diritto di critica del regista romeno di manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la realizzazione di un film. Ho sempre saputo che il diritto di critica, in questo Paese, possa essere liberamente esercitato, ma con dei limiti, che sono quelli di non diffamare qualcuno". Ed ancora: "Da oggi invece, secondo la sentenza del giudice Luciana Sangiovanni, chiunque sarà libero di insultare qualcun'altro, purché lo faccia in versi o in una qualsiasi opera d'ingegno... Caro giudice Luciana Sangiovanni, lei è un'idiota e Le chiederò i danni, poiché le Sue sentenze non sono mai azzeccate, invito gli altri giudici a prenderla a legnate!". 

Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, invoca il boicottaggio: "A questo punto, vista la decisione della Fandango e del giudice di difendere un film diffamante e pericoloso, invito tutti a boicottarne la visione".

La Mussolini dà in escandescenze. Ed è meglio stendere un velo pietoso, molto pietoso sulle convinzioni della nipote del Duce ed andare al cinema, praticamente di corsa, a vedere il film Francesca di Bobby Paunescu, prima che qualcuno si inventi qualche nuovo mezzo di censura fascistoide.

NO OT

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:56 | cultura, politica, polemiche, cinema, news, film, giustizia, politici, legge, società e politica | BlogNews | clicca per commentare commenti (8)



Pink Floyd/Roger Waters - The Final Cut

written by King Lear    - giovedì, novembre 12, 2009



Pink Floyd / Roger Waters


the final cut (2/4)



Roger Waters


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:35 | musica, cultura, canzoni, video, cantanti, rock, singer, cantautori, rockstar, songwriters, youtube, troubadours | BlogNews | clicca per commentare commenti (11)



Alessio Spataro, la satira che fa paura tanto alla destra quanto alla sinistra

written by King Lear    -


La ministronza - Alessio SpataroAlessio Spataro, la satira che fa paura
tanto alla destra quanto alla sinistra



di Iannozzi Giuseppe


La satira non piace. Non piace a destra, non piace a sinistra e soprattutto non è ritenuta lecita né dalla destra né dalla sinistra. Ieri faceva paura, oggi di più, la satira che mette a nudo vizi e stravizi delle caste politiche. Destra e sinistra, quando toccate dalla satira, invocano la censura quando non la pubblica gogna. Se poi è una donna ad essere al centro di una satira, apriti cielo! Le donne sono diventate intoccabili, siano esse buone o cattive, siano esse belle o bruttine, siano esse giovani o stagionate. Non importa: se una donna diventa il soggetto di una satira, puntuale arriva la voce delle suffragette scandalizzate pronte a tirare giù cristi e madonne pur di trascinarsi sull'altare e farsi riconoscere "intoccabili" nello spirito nel corpo nell'anima e nelle idee (anche quando di idee ne hanno quanto una topolina obesa buona forse soltanto per tappare il buco in un anonimo giornaletto patinato).

Gianfranco Fini, che nessuno ancora sa se sia uomo di destra di sinistra o cos'altro, spara "gratitudine al ministro per la grande sobrietà e professionalità dimostrata quotidianamente nel suo lavoro al servizio delle Istituzioni democratiche e delle generazioni più giovani". Gli fa eco il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Spatolaro, o qualcosa del genere, che non ho mai avuto il piacere di conoscere, dà il meglio di sé, immagino, tra cacche, mosche e parolacce. Più che un fumetto mi è sembrato uno specchio". Fumetto "rozzo e greve", questo il commento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Enrico La Loggia, vice presidente del gruppo del Pdl alla Camera, si mostra a dir poco scandalizzato: "è un qualcosa di sconcertante che con la satira non ha nulla a che vedere".
E poi Mara Carfagna che commenta così: "Il nostro Paese assiste all'ennesimo imbarbarimento dello scontro, che nulla ha a che vedere con la politica, ed in mezzo ci finisce per l'ennesima volta una donna". E con la Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, bisogna andarci con i piedi di piombo, il serio rischio è difatti quello di finire querelati o peggio. "L'attacco sconsiderato portato al ministro Meloni supera ampiamente i limiti della satira", ha detto la non illuminata voltariana Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione. 
E poi dal Pd, Rosy Bindi: "La satira diverte, morde e può anche far male ma se è satira intelligente non scade mai nel turpiloquio o nell'insulto gratuito", ha affermato il presidente del Pd Rosy Bindi. E Paola Concia, sempre di quelli del Pd: "Il libro di fumetti sulla Meloni mi sembra un'operazione molto misogina".
La senatrice del PdVittoria Franco: "La Meloni è una giovane volitiva con una lunga esperienza in politica motivata dalla passione, dunque è facile immaginare che proprio per queste sue caratteristiche possa diventare bersaglio di critiche". E Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici: "Pensiamo che le offese rivolte alla sua persona non siano satira, ma attacchi stupidi e volgari".
"La satira è satira, ma nel caso di Giorgia Meloni mi sembra che se sia sconfinati nell'offesa feroce e gratuita, oltre che in una volgarità sicuramente inaccettabile", ha affermato la deputata dell'Idv Silvana Mura.

Tutti, ma proprio tutti, ce l'hanno con la satira. O meglio ancora, ce l'hanno con quella satira che tocca le caste della politica e le (loro) donne. Giorgia Meloni, la diretta interessata, dopo aver fatto incetta di messaggi di solidarietà - ma chissà se veramente sentiti da chi li ha sparati con sì tanto buon cuore! -, ha infine detto in merito al fumetto satirico che la vede protagonista: "Mi ero ripromessa di non fare alcun commento su questa allucinante vicenda, ma di fronte alla enorme mole di messaggi di solidarietà che mi ha raggiunto in queste ore, non posso esimermi dal ringraziare tutti. In particolare mi rivolgo alle donne e a tutti coloro che pur non condividendo la mia posizione politica, hanno comunque sentito il bisogno di esprimermi stima ed affetto. Grazie davvero". 

La Ministronza di Alessio Spataro è al centro di una feroce quanto inutile polemica: sulla copertina del libro di Spataro c'è uno slogan o qualcosa di simile, "Giorgia Meloni nelle fogne accanto a un topo, mosche e scarafaggi". Ed ancora: "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne". Il Secolo d'Italia evidenzia che "la ministronza parla in greve dialetto romano, non si lava, passa tutto il tempo parlando con topi e facendo sesso con suoi ammiratori dediti a perversioni dannunziane".

La ministronza di Alessio Spataro sarà in libreria da novembre, a cura della casa editrice Grrretic.
Accattatevillo, leggetelo e rideteci sù. E' la meglio cosa da fare. 


Il blog ufficiale del fumetto: http://giorgiamecojoni.blogspot.com/

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:53 | cultura, politica, polemiche, cronaca, editoria, politici, primo piano, censorship, censura, libertà, società e politica, editoriale di g iannozzi, suffragette, diritti degli scrittori | BlogNews | clicca per commentare commenti (4)



Danilo Arona torna a Bassavilla. Una guida insolita di Alessandria!

written by King Lear    - sabato, novembre 07, 2009



Danilo Arona torna a Bassavilla

Una guida insolita di Alessandria!



di Iannozzi Giuseppe



Danilo Arona
Bisogna essere disposti a credere nel “non conoscibile” per addentrarsi lungo le strade di Bassavilla. Con fede, cieca quasi. Ciò che non si conosce, non significa che non esista. Esistono le masche e i poltergeist e le case maledette, i dèmoni e gli angeli caduti. Il più delle volte sono dei poveri cristi investiti loro malgrado da una cattiva e immeritata fama, che agli occhi dell’opinione pubblica li ha trasformati in creature da bestiario se non addirittura in essere infernali. La fantasia popolare, il desiderio - spesse volte inconscio - di voler a tutti i costi credere che esista un mondo sovrannaturale, porta le masse, il popolo o il volgo che dir si voglia, a vedere creature fantastiche e satanassi, soprattutto in quei luoghi che sono stati teatro di gravi fatti di sangue. Streghe e fantasmi diventano così reali, ma reali ai soli occhi di chi li vede, di chi crede di averli incontrati sulla propria strada. Un accadimento, per quanto banale possa essere, se non trova subito una spiegazione razionale, viene ricondotto “ai confini della realtà”. Quando poi la scienza, per sua ignoranza o incompetenza, non è in grado di spiegare un fenomeno, è facile che la gente lo trasformi in prodotto del Diavolo.

In quarta di copertina, Valerio Evangelisti regala una sua personalissima riflessione al lavoro del meno illustre collega Danilo Arona: “Verità? Invenzione? Tutte e due, probabilmente. Con un rigoroso filo logico che conduce dall’una all’altra, e le confonde.
Danilo Arona è un seminatore di inquietudini, autore di un genere proprio, che spezza i confini del quotidiano e ci sposta sull’orlo di abissi vertiginosi, popolati da fantasmi e infestati da strane entità. Sulla base di coincidenze, di prove, di analogie, di episodi tanto insoliti quanto documentati.
Arona è un Charles Fort moderno o uno dei migliori autori fantastici che abbiamo in Italia? Tra i mille dubbi che lascia nel lettore, questo è forse il più insondabile.”

Danilo Arona - Ritorno a BassavillaOgni città, nel cuore del New England più puritano di Nathaniel Hawthorne od inaccessibile e persa nelle Langhe piemontesi, ha una sua storia, di folclore e leggende soprattutto. Non è importante quante anime (ci) vivono e quante invece riposano nei loro letti o nei cimiteri, perché ogni luogo abitato ha dei misteri esagerati – come le chiacchiere portate in punta di lingua dalle comari, sempre pronte a giurare e spergiurare che Tizio e Caio se la intendono e che Sempronio è di sicuro un poco di buono. Al pari del gossip più becero, le leggende proliferano in ogni dove, da Torino a Milano, da Firenze a Napoli, da Roma a Palermo. Ogni centro abitato ha i suoi delitti di paese, i suoi fantasmi, la sua haunted house, oltre a un serial killer doc, a una donna di malaffare e a un prete impiccione e manesco (nascosto nel buio della sacrestia). Danilo Arona in “Ritorno a Bassavilla” conduce il lettore lungo alcuni sentieri di una Alessandria misteriosa, ma per il solo fatto che Dio ha creato fantasmi e dèmoni a sua immagine e somiglianza molto prima di avere la genialata di dare corpo e anima all’Uomo.

“Ritorno a Bassavilla” di Danilo Arona è una raccolta di racconti, di osservazioni, di racconti appena abbozzati. Una raccolta che è una sorta di guida insolita tra masche, spettri e mostri che si dice abbiano infestato le mai tranquille vie di Alessandria. Non dimentichiamoci però che “Alessandria non è stata fondata da un giorno all’altro come vuole la leggenda. E’ stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse” (.U. Eco, in “La cittadella da riciclare”); e se è Umberto Eco a dirlo, allora deve essere vero per forza.

L'autore

Danilo Arona
è uno dei maestri indiscussi della letteratura fantastica contemporanea. Critico cinematografico e giornalista, nonché ricercatore sul campo di fenomeni “insoliti”, ha collezionato in trent’anni di carriera un enorme numero di pubblicazioni tra romanzi, raccolte, saggi e racconti editi da molti editori italiani e stranieri.
Tra i suoi libri La Stazione del Dio del Suono, Palo Mayombe, Black Magic Woman, L’estate di Montebuio. È anche tra gli autori della raccolta Archetipi di Edizioni XII.

Il suo sito Internet è www.daniloarona.com


Danilo Arona - Ritorno a Bassavilla - 1a edizione anno 2009 - 192 pp.brossura - Edizioni XII [ www.xii-online.com ]  - Collana Eclissi - n. 5 - ISBN 978-88-95733-12-8 - Prezzo 12,00 €





no ot

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:03 | recensioni, cultura, libri, editoria, video, autori, narrativa, narrativa italiana, horror, primo piano, critica letteraria, critica, in libreria, attualità, book, promo, scrittori, editori, novità in libreria, libri novità, booktrailer, promo culturale, promo editoriale, librerie in rete | BlogNews | clicca per commentare commenti (1)



La Vergine Maria nuda in calendario. La Spagna gode e grida “blasfemia”

written by King Lear    - domenica, novembre 01, 2009



La Vergine Maria nuda in calendario

La Spagna gode e grida “blasfemia”




di Iannozzi Giuseppe



C’è il serio rischio che anche atei e agnostici si convertano al cattolicesimo, non tanto per una questione di Fede, al contrario solo per una di utilità palpabile, di espressa nudità, quella della Vergine Maria che viene rappresentata completamente nuda.
La realizzazione di questa Madonna a portata d’uomo è opera di una associazione di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali: un calendario tutto da godere, che in chiave sessuale riproduce le scene più salienti della Sacra Bibbia. Il calendario è arrivato in Spagna, che ha reagito inorridita bollando subito la nudità della Vergine Maria di blasfemia.

La Vergine Maria - che di vergine non ha un fico secco, vedere e toccare con i propri occhi per credere! - è nuda punto e basta: in giarrettiere la Vergine Maria promette di diventare il sogno erotico, neanche poi troppo proibito, di migliaia di spagnoli e non.

Com’è ovvio la Chiesa ha berciato dall’alto del suo scranno che le immagini devono essere censurate. “Queste immagini devono essere fermate: sono un’offesa contro l’uomo e contro la religione”: così un rappresentante della Chiesa spagnola.

Ma nell’intanto le immagini della Vergine Maria nuda in giarrettiere, a seno scoperto, il volto lascivo e le movenze tutte caratterizzate da una prepotente lussuria, stanno facendo irrigidire (e innalzare al cielo) la Fede di più d’un fedele; e anche chi la religione cattolica l’ha sempre guardata con sospetto di troppa castità, con un risolino sotto i baffi, oggi è pronto a fare secco il suo prossimo pur di accaparrarsi il calendario con la Vergine “di Babilonia”, un calendario che oltre alla Vergine Maria accoglie tante altre scene di nudo e di ambiguità sessuali: transessuali, gay, bisex fanno orgia mese dopo mese, non si risparmiano in provocazioni. E c’è il sospetto che questo calendario adamitico mostri finalmente la vera umanità ed essenza di chi quanti sino ad oggi dalla Chiesa sono stati assurti a Santi intoccabili.


Maria Vergine in topless e giarrettiere


NO OT

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:03 | cultura, polemiche, arte, foto, religione, diritti, gay , calendari, diritti umani, primo piano, cult, nudo, prima pagina, attualità, omosessualità, cattolicesimo, nudità, pasquinate, human rights, fotogallery, explicit content, via del campo, editoriale di g iannozzi | BlogNews | clicca per commentare commenti (3)



Cinzia Tani e Lo stupore del mondo

written by King Lear    - venerdì, ottobre 30, 2009



Cinzia Tani e Lo stupore del mondo



Lo stupore del mondo - Cinzia TaniRoma, 1201. Il piccolo Pietro si è appena abbandonato all'abbraccio della levatrice, quando un tuono improvviso irrompe su palazzo Graziani, la balia perde la presa e il primo dei due gemelli appena venuti alla luce le scivola dalle mani. In quel tuono inspiegabile, a ciel sereno, è racchiuso il cattivo presagio che condiziona il destino di Pietro: nel suo volto, irrimediabilmente deturpato dalla caduta, molti leggono un segno del demonio, gli altri vengono respinti dalla sua deformità. Con il tempo l'isolamento rende il ragazzo diffidente, cupo e determinato, almeno quanto suo fratello Matteo cresce fiducioso e remissivo, ben voluto da tutti. Solamente il sogno di diventare cavaliere sembra accomunarli, ma ciascuno per realizzarlo seguirà il proprio temperamento e i propri ideali, che li porteranno inevitabilmente a combattere su fronti opposti.

Cinzia TaniLontano da Roma, dalle rovine dell'antico impero e dai rigori della Santa Sede, vivono invece gli altri protagonisti del romanzo, la bella Flora dagli occhi immensi, curiosa e indipendente, e il suo amato e sfuggente Rashid, il ragazzino arabo che sa parlare agli uccelli. Separati dai conflitti religiosi di una Sicilia assolata e rigogliosa, i due si ritroveranno nuovamente insieme, adulti, nella reggia pugliese dell'imperatore, a Foggia. Ed è proprio Federico II, lo svevo dai capelli fulvi e lo sguardo acuto, il poeta con la passione per le arti e le scienze naturali, l'uomo potente impegnato nei continui conflitti con il Papato e la Lega Lombarda, a muovere Pietro, Matteo, Flora, Rashid e tutti gli altri personaggi, a spingerli a congiungersi o scontrarsi seguendo l'amore e la gelosia, il tradimento e la vendetta. Fino al rogo della città di Victoria, alle porte di Parma, dove l'imperatore ha trasferito il tesoro, l'harem, i serragli con gli animali esotici e il suo prezioso trattato sulla caccia con il falcone. E dove ogni destino troverà compimento.

Con una prosa veloce ma sempre attenta, capace di soffermarsi amorevolmente nella mente e nel cuore dei suoi personaggi, di levarsi sopra un'Italia divisa ma già ben riconoscibile, dai verdi accesi dell'Umbria al profumo di arancio e gelsomino della Sicilia, Cinzia Tani ci regala un Medioevo distante dagli stereotipi, intriso di colori sgargianti e vivacità culturale, senza per questo tralasciare le tensioni di uno dei periodi più affascinanti della nostra storia, così simile per molti aspetti alle contraddizioni e ai sogni di oggi.

Cinzia Tani - Lo stupore del mondo - Mondadori (collana Omnibus) - 393 pagine - € 19,00


cinziatani.com

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:22 | cultura, libri, rassegna stampa, comunicati stampa, book, promo, novità in libreria, libri novità, iannozzi raccomanda, promo culturale, promo editoriale | BlogNews | clicca per commentare



R.E.M. - Live at the Olympia

written by King Lear    - sabato, ottobre 24, 2009




R.E.M. - Michael Stipe


remhq.com



R.E.M. - Live at the Olympia


Disc 1

1. Living Well Is the Best Revenge / 4:07
2. Second Guessing / 2:58
3. Letter Never Sent / 3:51
4. Staring Down the Barrel of the Middle Distance / 4:11
5. Disturbance at the Heron House / 3:41
6. Mr. Richards / 4:17
7. Houston / 1:54
8. New Test Leper / 5:26
9. Cuyahoga / 4:22
10. Electrolite / 4:03
11. Man-Sized Wreath / 3:09
12. So. Central Rain / 3:44
13. On the Fly / 5:01
14. Maps and Legends / 3:10
15. Sitting Still / 3:42
16. Driver 8 / 3:44
17. Horse to Water / 2:45
18. I'm Gonna DJ / 2:16
19. Circus Envy / 4:27
20. These Days / 4:53


Disc 2

1. Drive / 4:49
2. Feeling Gravitys Pull / 5:10
3. Until the Day Is Done / 4:07
4. Accelerate / 3:35
5. Auctioneer / 3:38
6. Little America / 3:11
7. 1,000,000 / 3:28
8. Disguised / 3:20
9. The Worst Joke Ever / 3:42
10. Welcome to the Occupation / 2:47
11. Carnival of Sorts (Box Cars) / 4:09
12. Harborcoat / 4:16
13. Wolves, Lower / 4:33
14. I've Been High / 3:40
15. Kohoutek / 4:12
16. West of the Fields / 4:13
17. Pretty Persuasion / 4:23
18. Romance / 3:31
19. Gardening at Night / 4:16


Disc 3

1. This Is Not a Show / DVD




remhq.com


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:10 | segnalazioni, cultura, news, band, video, dvd , primo piano, cantanti, rock, dischi, singer, cantautori, rockstar, songwriters, cd , youtube, troubadours, novità dischi | BlogNews | clicca per commentare



Su Dio l'Uomo la Politica

written by King Lear    - martedì, ottobre 20, 2009




Su Dio


l’Uomo


la Politica




di Iannozzi Giuseppe




1. Amico, non credo che tu dica quello che pensi. Il silenzio ti fa dire molte cose e l’interpretazione che se ne fa è quasi sempre giusta, con uno scarto dell’1 per cento. Sei ancora umano, troppo umano.



2. La gente non ha fame. Non più. Forse ieri aveva bisogno di una verità, anche creata ad arte. Oggi tutto è un teatrino macabro di marionette, di fili, di fili che si annodano, che si spezzano, che si legano sotto l’insegna della più squallida diplomazia (affaristica). Un pasticciaccio brutto, meno d’una storia borghese. Bisognerebbe imparare da Marcuse e non da un Dio che se c’è è il più imbarazzante politico che l’umanità abbia mai incontrato sul suo cammino.



3. Il problema è: il 99% dell’umanità non sa più chi sia o cosa sia l’“uomo”, per cui ne consegue che si fa “fiera” fra le fiere. Prima di scoprire o riscoprire Dio o dio, io sono dell’opinione che si dovrebbe imparare a comprendere l’“uomo”, l’alieno che è intorno a noi e che in noi. Poi dopo si potrà anche pensare a Dio, se c’è chi avrà bisogno di una fede; e non metto in dubbio, sin da ora, che saranno in molti ad aver bisogno di una religione, o di più di una.



4. SCENDE LA NOTTE QUI
MANCA LA FEBBRE E LA FOLLIA,
UN SORRISO AMANTE
O LA COMPLICITA' DI CHARLIE MANSON



5. Il dorrichismo è una malattia non dissimile dalla niupeppica, anche se è giusto evidenziare che D’Orrico riesce a combinare più guai di altri. I suoi non sono giudizi: sono perlopiù insulti buttati nel mucchio e che hanno una risonanza solo in virtù del suo nome, perché se non venissero schizzati dall’onanismo di D’Orrico nessuno li prenderebbe in considerazione, nemmeno come provocazione. Bisognerebbe capire perché tanti intellettualoidi danno spago a uno come D’Orrico, contribuendo così a farne una firma, superflua. In ogni caso la firma di D’Orrico è clownesca per la critica italiana e per i classici della Letteratura, di cui non ha capito un’acca, forse perché ancora troppo impegnato davanti allo specchio a schiacciarsi i brufoli e poi a nasconderli sotto il cerone!



6. Bere e bere male tanto per il gusto dell’ubriacatura non sta bene. In una osteria che è umile uno ci può pure stare, accomodato alla boia d’un giuda tra canti stonati e chellerine stagionate; ma in una di soli malfamati e al freddo esposta dove il vino è di aceto, spiacente, no. C’è un limite, anche agli amori consumati al buio per il piacere di riconoscere domani un bastardo in più al mondo. Poi a prendere il vizio di farlo nella tromba delle scale il serio rischio sul più bello è un coltello nel budello o alle spalle. Amici miei, il sangue non è il prezzo sull’etichetta d’una bottiglia d’aceto.



7. I pettegolezzi migliori vengono dagli uomini. Le donne non sono ancora abbastanza femmine per partorire una anima e un corpo alla vacuità di pensiero.



8. Come Zeus ce l’ho sempre in tiro. Divino il mio peccare.



9. La sinistra italiana è politicamente sinistra, null’altro.



10. Chi non va a puttane va in chiesa a messa la domenica. E’ poi solo una questione di gusti se stare con una femmina a pagamento o con un prete che ti chiede l’obolo.



11. Ieri l’informazione aveva i suoi grossi vecchi difetti. Oggi ne ha imparati degli altri, nuovi. Immaginare che la stampa possa essere qualche cosa di più di una interessata politica di facciata è illusione. In fondo dio, se è vero che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, gli ha cagato sù una gran faccia da culo.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:02 | cultura, politica, riflessioni, libri, diritti, filosofia spicciola, diritti umani, critica, provocazioni, costume, informazione, attualità, libertà, società, società e politica, opinionismo, iannozzi giuseppe, mafie quotidiane, mafie editoriali, mafie culturali, malaeditoria | BlogNews | clicca per commentare commenti (11)



Il seme della colpa. Christian Lehmann. L'eutanasia e i baroni della medicina

written by King Lear    - domenica, ottobre 18, 2009



Christian Lehmann - Il seme della colpa



Il seme della colpa


Christian Lehmann



L’eutanasia e i baroni della medicina

Il vero volto del medical thriller




di Iannozzi Giuseppe




Se si escludono Kathy Reichs, Patricia Cornwell, Robin Cook, autori anglofoni, il solo autore di un certo rilievo per l’Europa sarebbe David Khayat, che è soprattutto un oncologo, di fama mondiale. Fortuna nostra, in Italia il medical thriller ha conosciuto soltanto delle comparsate con Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi per un volume antologico edito da Einaudi qualche anno or sono: il solo racconto meritevole, Una lunga quaresima di paura – che avrebbe meritato una edizione a sé – è quello di Eraldo Baldini, che mischia con comprovata sapienza leggende popolari, riti pagani ed elementi horror per un thriller all’ultimo spasimo. Insignificanti rimangono i lavori di Lucarelli e Rigosi, che tentando una strada, per certi verso meno specialistica, danno vita il primo al solito killer, il secondo a un commissario malato di premonizioni.

Christian Lehmann è autore che rifugge il sensazionalismo spicciolo, i cliché tipici degli hard-boiled, per soffermarsi soprattutto sul cotidiano, sul mal di vivere di ogni giorno che colpisce indistintamente tutti, da chi ha una salute da leone a chi invece conta i minuti che gli rimangono sulle lancette dell’orologio.

Il seme della colpa di Christian Lehmann è un romanzo che affonda il bisturi nel dolore di tutti i giorni, ma non tenta di esorcizzarlo o di estirparlo, semplicemente perché non è possibile, tranne nel caso si voglia credere alle impossibili promesse (e terapie) della New Age per andare incontro presto o tardi a una cocente delusione. Con Il seme della colpa Lehmann ci introduce in un tema più che mai attuale, quello dell’eutanasia o dolce morte.

La storia è quella di Laurent Scheller e Thierry Salvaing, due medici. Con il passare degli anni il primo diventa famoso dopo aver scritto un bestseller, ma il suo è un successo effimero; Thierry invece non la prova neanche la carta della fama, si dedica invece anima e corpo ai suoi pazienti, è un bravo padre e marito e non chiede poi molto altro alla vita, forse solo di riuscire ad alleviare il dolore di chi muore. Un brutto giorno Thierry viene accusato di omicidio: una paziente terminale, che solo sotto morfina trova un minimo di sollievo, muore in circostanze poco precise. Il medico viene subito accusato d’aver dato mano libera alla dolce morte. In un men che non si dica è in prigione. La moglie di Thierry disperata, dopo anni che non sente più Laurent, decide di chiamarlo per chiedergli il suo aiuto. E’ convinta che solo Laurent possa tirare fuori di prigione Thierry, perché adesso Scheller è un uomo di fama e poi è stato un grande amico di suo marito. Peccato che Scheller non sia più quello d’una volta: è ancora famoso, ma ogni giorno che passa è un passo in più incontro all’impietoso oblio. Tuttavia quando sente la voce di Béatrice Ferey, donna che è stata anche la sua amante, decide di aiutare Thierry, l’uomo che Béatrice alla fine ha deciso di sposare.
Adèle Cellier, ricoverata nel reparto di oncologia del professor Grenier, curata dal medico generico Thierry Salvaing, muore. Grenier subito accusa Salvaing di aver praticato l’eutanasia su Adèle. A nulla servono le rimostranze di Thierry: il giudice Silvia Rijic ha ascoltato il medico, ma preferisce credere a Grenier, gran barone della medicina. Laurent, una volta a casa dell’amico insieme a Béatrice, sua ex fiamma, ha il sospetto d’aver sbagliato tutto nella vita: forse avrebbe dovuto sposare Béatrice e accontentarsi d’una vita umile e semplice. Tra Béatrice e Laurent rinasce subito l’amicizia e Laurent si illude che la donna provi ancora qualche cosa per lui; ma soprattutto capisce che se riuscirà a portare fuori di prigione il suo amico Salvaing per lui Laurent Scheller si spalancheranno ancora una volta le porte della fama. Perché sì, per riuscire a far scarcerare l’amico c’è una sola via praticabile: convincere l’opinione pubblica, con ogni mezzo possibile, che il medico di famiglia Thierry Salvaing è innocente mentre il gran barone della medicina Grenier potrebbe non essere quello che fa credere di essere. Coinvolgere giornali e televisione per dire ai francesi che Thierry è un bravo medico, un padre di famiglia e un uomo coscienzioso: di questo deve concedere l’opinione pubblica e soltanto lui può farlo interpretando il ruolo di “regista assoluto”.

Iannozzi raccomandaNe Il seme della colpa non ci sono né iperbolici inseguimenti lungo le strade parigine né macabri cadaveri ogni cinque minuti, non c’è il serial killer né il poliziotto incazzato e duro a morire: c’è invece la terribile realtà, la vita quotidiana di un semplice medico di famiglia che viene accusato d’aver dispensato la dolce morte a una sua paziente. C’è il dramma di chi muore e lo sa, senza che nessuno si preoccupi di alleviare le sue pene. C’è l’accanimento terapeutico finché fa comodo ai baroni della medicina, ma poi, dopo, c’è la dimenticanza totale e assoluta, un paziente in fin di vita con le sue piaghe da decubito immobilizzato a letto che solo gli infermieri di tanto in tanto passano a trovare. C’è l’arroganza e l’indifferenza dei baroni della medicina che fanno i loro interessi e quelli delle case farmaceutiche. C’è che la normalità da (quasi) tutti accettata è quella di salvaguardare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Ne Il seme della colpa c’è tutto questo e c’è di più: la denuncia. Christian Lehmann non offre soluzioni contro lo strapotere dei baroni della medicina ma la denuncia c’è; e fra le righe, ma neanche poi tanto, ci suggerisce che la dolce morte in alcuni casi è compassione e pietas.

Christian Lehmann nasce a Parigi nel 1958. Diventa medico generico nel 1985. Da allora affianca la sua professione con quella di scrittore e giornalista. Oltre a essere autore di gialli e noir è un apprezzato scrittore per bambini.


meridianozero

Leggi anche la rassegna stampa cliccando qui sopra


Il seme della colpa - Christian LehmannMeridianoZero – noir - traduzione di Giovanni Zucca - ISBN 978-88-8237-175-3 - Pag. 160 - Euro 13,50


NO OT

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:12 | recensioni, cultura, libri, editoria, salute, autori, narrativa, narrativa straniera, primo piano, critica, in libreria, attualità, book, promo, scrittori, sanità, editori, casi letterari, libri novità, iannozzi raccomanda, promo culturale, promo editoriale | BlogNews | clicca per commentare commenti (5)



tutte le pagine del blog

Bio Iannozzi