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Free Tibet

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La prof. e l’alunno più dotato: "Vince chi ce l’ha più lungo!”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, aprile 24, 2008





La prof. e l’alunno più dotato

Vince chi “ce l’ha più lungo!”


di Giuseppe Iannozzi



Gareggiavano in classe per premiare il più dotato. Il più dotato sì, non di cervello però.
Che cosa?

Sì avete capito bene, la gara era per sapere - a tutti i costi - chi ce l’aveva più lungo, il cazzo ovviamente.
L’insegnante, una quarantenne sostituiva la collega di ruolo giusto per un’ora, ed era in classe con gli allievi, quando è accaduto il gioco del metro. Tuttavia lei giura e spergiura di non sapere nulla al riguardo: “Non me ne sono accorta”. Peccato, perché se davvero non si è accorta di nulla, o non c’è nessuno “molto dotato” o lei è una prof. molto ma molto distratta che non si interessa degli alunni.

E’ accaduto alla scuola media di Sant’Antimo, la Giovanni XXIII di via Piave, a Nord di Napoli. Sembra che non sia neppure la prima volta. C’è chi parla di altri episodi di esibizionismo avvenuti nella stessa classe, e ovviamente il preside allarga le braccia e si affida a San Gennaro, quasi piangendo: “Solo voci. Non ci sono riscontri”.
Ma nell’intanto la professoressa è stata denunciata mentre cinque bambini, tra i 12 e i 13 anni, sono stati segnalati alla procura dei minori. Sarà ora compito dei magistrati capire se è vero che l’insegnante non si è accorta di quello che stavano misurando i suoi alunni. Il ministero per ora tace: e la professoressa continua a insegnare. “Erano chiusi a cerchio in un angolo della classe”, si è giustificata. “Credevo stessero parlando della gita scolastica”. In realtà la gita ci fu, proprio il giorno dopo, a Roma, ma gli sherlock holmes italiani sono poco propensi a credere alla versione della professoressa caduta dalle nuvole. Anche la posizione del preside è non poco imbarazzante, almeno per la polizia di Frattamaggiore. “Sono sconcertato”, piagnucola il preside tirando su un tono più che mai deluso. “Proprio non potevo immaginare che la cosa sarebbe finita in questa maniera, con una denuncia penale alla collega e una segnalazione per i bambini”.

Per il responsabile della scuola è stata poco più che una ragazzata. “Forse lo è stata - dice la madre di uno scolaro -, ma che l’abbiano fatto mentre in classe c’era la professoressa è incredibile”. Lei in quella seconda media neppure insegna. E’ insegnante di Lettere in un’altra sezione; quella mattina sostituiva per un’ora una collega assente.

“Proprio in questa scuola doveva capitare”, si dispera il preside. “In un comune difficile come Sant’Antimo, la nostra scuola è impegnata da anni per aiutare i bambini. Facciamo mille attività collaterali, teniamo aperto il cancello quasi tutto il giorno e poi ci capita ’sta cosa che rovina il buon nome dell’istituto e ci mette in cattiva luce davanti a tutti”.

Chissà chi era poi il più “dotato”: sarebbe utile saperlo, per la scuola, che così eviterebbe di sprofondare nella vergogna, perché potrebbe vantarsi davanti all’Italia intera di accogliere nelle proprie classi il degno erede di John Holmes.

Preghiamo tutti insieme San Gennaro che ci faccia una lunga e dura grazia!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:57 | polemiche, gossip, cronaca, satira, giovani, prima pagina, società, ultime notizie, scandali, dalla parte dei bambini, cronaca vera, gioventù bruciata, via del campo, last news, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (23)



Quest volto Cnn in manette

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 20, 2008


Richard Quest

volto Cnn in manette

Il giornalista è stato accalappiato al Central Park

con una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale

di Giuseppe Iannozzi


Uno dei volti più noti della Cnn, Richard Quest, se l’è vista brutta, si fa per dire ovviamente, poiché il giornalista è conosciuto dal grande pubblico anche per le sue performances al limite dell’eccesso e della provocazione più trash. In ogni caso Quest, giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. La polizia lo ha ammanettato che aveva ancora una corda intorno al collo, e non poteva mancare anche una bella dose di droga. Stando a quanto riferisce il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. Era in compagnia di un altro uomo, e stavano forse perfezionando dei giochi erotici con un po’ di brivido di troppo provando a farlo in luogo pubblico. Non fosse stato per la droga, probabilmente Quest si sarebbe beccato un paio di simpatiche sculacciate per atti osceni in luogo pubblico, e morta lì. Purtroppo per lui è stato pizzicato nel parco dopo l’una di notte - ed è fatto esplicito divieto a tutti la frequentazione del parco dopo il coprifuoco che scatta all’una - e per giunta in possesso di stupefacenti. Gli agenti che gl’hanno frugato nelle tasche hanno trovato un pasticca di metanfetamina, utilizzata come stimolante sessuale. E così sono scattate le manette.

Guest dopo poche ore era già fuori. Ha però dovuto accettare di seguire sei mesi di terapia antidroga. Se la terapia darà risultati positivi, le incriminazioni cadranno. Insomma la droga non viene proprio tollerata, neanche per stimolare la propria virilità. Chissà se Quest ce la farà o gli cadranno le palle prima dello scadere dei sei mesi!
Quest si è imposto al pubblico europeo grazie alla sua spumeggiante simpatia, diventando presto uno dei volti più amati della Cnn. Inoltre il giornalista britannico è autore di diversi servizi sempre all’insegna dell’irriverenza, pieni di fantasia e non di rado spiritosi. Da Londra agli Stati Uniti Richard Quest non passa inosservato con in suoi servizi, capace di seguire con uguale spirito la visita della Regina Elisabetta e le primarie in USA.

Chissà se in futuro lo vedremo in Central Park, con il suo bel microfono in mano, per conto della Cnn a farci un bel servizietto. Improbabile ma non impossibile!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 10:06 | gossip, personaggi famosi, cronaca, uomini, satira, giornalismo, umorismo, prima pagina, ultime notizie, scandali, dalla parte dei bambini, cronaca vera, notizieflash, last news | clicca per commentare commenti (10)



supposta intestinale, la grande supposta che ti fa uscire di senno

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, aprile 10, 2008




supposta intestinale



effetto immediato, scarica assicurata

la grande supposta che ti fa uscire di senno





perché tu meriti sempre il meglio



a Nadia (Errosa)
con grande comprensione!



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:05 | satira, dalla parte dei bambini, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti



Ashley Alexandra Duprè ed Eliot Spitzer: scandalo senza eguali!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 14, 2008



Ashley Alexandra Duprè, la ragazza squillo
che ha messo in ginocchio Eliot Spitzer, governatore di New York
costringendolo alle dimissioni immediate.



Ashley Alexandra Duprè: praticamente un Mito.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:27 | donne, gossip, esteri, costume, prima pagina, società, ultime notizie, scandali, dalla parte dei bambini, videonotizie, società e politica, notizieflash, via del campo, bimbissima, suffragette | clicca per commentare



Siti pornografici e video hot sui telefonini

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 18, 2008





Siti pornografici


e video hot sui telefonini


Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Niente sesso siamo inglesi! Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano e parecchio anche. Tutti i santi giorni, festivi e maledetti compresi. Ci pensano più volte al giorno. Ma c’è dell’altro: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando, in maniera maniacale, immagini, filmati e racconti pornografici sui loro computer o telefonini.
 
Si potrebbe pensare che si è di fronte a dei segaioli incalliti, si potrebbe anche credere che un siffatto comportamento apparentemente innocuo non possa far diventare cieco nessuno tranne il diretto interessato, ma in realtà mette sotto torchio la relazione con la partner. Il fenomeno non è sfuggito agli Sherlock Holmes made in England, così subito si è dato corso a un’indagine per conto di Bbc News; condotta su 43 terapisti specializzati, l’80% ha spiegato che “si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti a luci rossi, hard, di sesso esplicito ed estremo”.
 
La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie sessuali: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che, per così dire, «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita, così la maggior parte delle volte abbandona il partner lasciandolo con le mani in mano, anche se non è proprio così, perché almeno una mano gli serve per smanettare con il suo joystick. Molto diffusa è anche quella strana razza di individui che soffrono di una vera e propria dipendenza da sesso, dipendenza che si manifesta con la necessità d’avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati a dir poco sporchi, cioè appiccicosi. Per evidenti motivi di igiene, è sempre bene stare attenti a quando si utilizza il computer di un collega: mouse e tastiera sono infatti dei veri e propri ricettacoli di malattie facilmente trasmissibili.  
 
La Rete ha dato a tutti l’opportunità di ritagliarsi un fazzoletto rosso, o meglio ancora il proprio angolo di blog duramente selezionati con le proprie mani, pour ainsi dire.
E’ stato un bene? Leggevo oggi che gli inglesi - ma non solo - passano ore intere in Rete a caccia di sesso facile, sì, ma virtuale, onde evitare complicazioni sentimentali. Meglio spararsi una sega davanti al monitor che infilarsi un condom sul pisello. Sono oramai un’orgia senza ritegno quelli che il sesso o in Rete o niente. Il problema è che quelli della Rete il guanto sulla mano non se lo mettono!
 
Non so in che misura i commenti, su qualsiasi blog, possano essere realmente sentiti; o se è solamente perché si sa che si è distanti e si è quindi disposti ad elargire amore a piene mani, cosa che nella realtà non accade affatto, basta difatti gettarsi dentro a una birreria per rendersi conto, dopo pochi minuti, che tutti ti guardano in tralice o non ti cagano affatto.
 
Io direi che il fattore “lontananza” permette di dare più amore di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, ma permette anche di superare la propria timidezza e quindi di aprirsi. Sarebbe bello, molto bello se questa apertura ci fosse nel mondo reale e non limitatamente al virtuale.
 
Sono dunque finiti i bei tempi di quando si andava a puttane? In parte: alcuni irriducibili preferiscono rischiare con una femmina in carne e ossa, o un maschio.
Ora mi direte voi: ma che diavolo dici, ti sta dunque bene che delle povere ragazze vengano costrette a battere le strade e andare con degli sconosciuti? No, non mi sta bene. Ma vi dico una cosa semplice semplice: le ragazze che promettono sesso on line, credete forse che non siano costrette con la forza? Il mercato della prostituzione si sta solo spostando dalla strada alla Rete: molti si limitano a spararsi una sega davanti al monitor, ma la Rete è Sodoma e Gomorra dove le donne vengono battute all’asta. E non solo: la pedofilia, non dimentichiamocelo, nella stragrande maggioranza dei casi è in Rete. Veniamo al punto: oggi come oggi spararsi una sega non significa solamente imbrattare il mouse e la tastiera, perché dietro a un orgasmo davanti al monitor ci sta tutto un mondo di umiliazioni e soprusi, di ragazze costrette a darsi on line - per poi incontrare i clienti in un club privato -, di bambini che sono finiti purtroppo nelle mani sbagliate e che vengono sfruttati per alimentare il mercato della pedofilia.
 
Meditate gente, meditate!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:24 | web , internet, sesso, controinformazione, blogosfera, hard, notizie dalla rete, prima pagina, società, pubblicità progresso, luci rosse, dalla parte dei bambini, vm 18, allarmi, social network, no pedofilia, via del campo, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (10)



Caos Calmo: Nanni Moretti nel caos sollevato da Nicolò Anselmi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 14, 2008






La Cei attacca Nanni Moretti

C’è un caos immondo intorno a Caos Calmo



di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La battaglia di Maratona
Oramai i giudizi della Cei, o meglio la censura che propaganda per mari e per monti non dovrebbe più far notizia. Tuttavia nel bene e nel male la Cei riesce a sollevare un vespaio di polemiche, forse perché, giorno dopo giorno, diventa sempre più intollerante e fondamentalista. Il fondamentalismo cattolico è un’altra piaga di questo ventunesimo secolo già piagato di per sé, per colpa di un retaggio culturale barbaro e medioevale ereditato dal dopo-Sessantotto in poi.
L’occasione per lanciare anatemi contro la cultura, oggi la Cei la trova nel cinema, anzi in un film, “Caos Calmo” con Nanni Moretti e Isabella Ferrari. “Caos Calmo”, prima d’essere una pellicola, è un libro, premio Strega 2006, un romanzo sul dolore, sulla perdita, sul caos che accompagna chi resta tentando di sopravvivere a sé stesso dopo aver visto finire sottoterra la donna amata.
 
“Caos Calmo” di Sandro Veronesi è uno di quei libri, che usando una abusata formula di giudizio, potremmo definire “onesto”, niente di eccelso, giusto un romanzo che è stato scritto. La qualità più evidente di questo lavoro di Veronesi è essenzialmente una e una sola: ha un Inizio e una Fine.
 
“Caos Calmo”, il film di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman e Isabella Ferrari, è lo stesso caos raccontato da Sandro Veronesi. Grimaldi, seguendo la trama del romanzo di Veronesi, ha anche inserito nella storia circa 4 minuti di orologio dove Pietro (Nanni Moretti) e Lara (Isabella Ferrari) fanno sesso. E la Cei subito si è fatta prendere dal demonio levando al cielo anatemi. Dario Fo, che come la Cei non manca mai di dire la sua: “Noi questa situazione la conosciamo da sempre, appena salito sul palco ero già sotto controllo e ne sono orgoglioso. La cosa più grave è la mancanza di umorismo da parte della Chiesa. Sono profondamente indignato per come la Cei entra a piedi giunti nella vita della gente. Loro sono sempre là, vedono il sesso come qualcosa che non s’ha da fare, poi se la rifanno con i bambini, come successo negli Stati Uniti. Non pagano le tasse e si permettono di inserirsi nella politica. Significativo è anche ciò che è successo alla Sapienza. Secondo me non è stata negativa la contestazione, ma è stato sbagliato il modo di realizzarla, occorreva maggior scaltrezza perché gli esponenti del clero sono maestri nel gioco degli scacchi”.
 
Il produttore Procacci, il regista Grimaldi e l’attore principale Moretti avrebbero voluto parlare del film, che è già stato acquistato da 12 paesi a occhi chiusi, prima d’averlo visto. Al festival di Berlino si doveva parlare del film, molto applaudito; ed invece il vescovo Nicolò Anselmi ha subito rotto le uova nel paniere: “… Spesso esponenti della Chiesa hanno avuto posizioni critiche verso il cinema, la novità è la grande agitazione che creano in Italia, nel mondo giornalistico e in quello politico. I politici mi sembrano indifesi e impauriti e i giornalisti sempre più prigionieri della loro isterica sciatteria”. Nanni Moretti per difendersi cita Ermanno Olmi: “L’impressione è quella di un ritorno al concilio di Trento”. La Cei chiede a viva voce che i più giovani vengano protetti, che non gli si faccia vedere la scena hard fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E l’attrice, naturalmente piccata, risponde: “Il mio dovere di attrice è quello di soddisfare le richieste del regista, solo così vado a dormire contenta. Strano che l’accusa sia contro i quattro minuti della scena di sesso, c’è il momento in cui butto la fede nuziale rinnegando il matrimonio, non è contro la religione?” E Alessandro Gassman: “La Chiesa faccia il suo lavoro. Ma che c’entra con il cinema? Non dovrebbero pensare ai poveri e ai derelitti della società?” E Valeria Golino incalza: “Si scandalizzano perché si tratta di Moretti, considerato un guru, e invece abbiamo scoperto un uomo. Se all’inizio abbiamo reagito tra irritazione e divertimento, pensando che questa cosa è solo un piccolo segno di quello che succede in Italia, dove una donna è stata fermata in ospedale per aborto, c’è poco da ridere, c’è da avere paura”.
 
Sandro Veronesi, anch’esso presente a Berlino: “Quando il libro vinse il premio Strega fu attaccato dalla Chiesa per le stesse ragioni. La cosa più disarmante è che, allora come adesso, qualcuno avvalora il sospetto che sia tutta una mossa pubblicitaria”. E il regista del film, Grimaldi.: “Credevamo che finalmente si potesse parlare solo del film…”. Grimaldi difende a spada tratta i suoi 4 minuti hard specificando che la scena incriminata dalla Cei è “necessaria ad esprimere una svolta dei due personaggi, la liberazione dal dolore per lui e dalla vita passata per lei. E doveva essere sesso e basta, ogni accenno romantico non avrebbe avuto senso”.
Il regista Steven Frears, quasi divertito da tanto caos: “Perché non vi liberate del Vaticano? Potreste venderlo in blocco a Berlusconi”.
 
Tutto questo rumore per 4 minuti di sesso davanti alla macchina da presa.
 
Chi oggi spera d’andare al cinema per vedere scene erotiche, peggio per lui, perché in “Caos Calmo” ci sono sì e no 4 minuti di orologio, 4 minuti di sesso che in Italia vengono definiti hard, quando è invece vero che ci sono delle scene di erotismo al limite della noia più piatta per una coppia sposata. Il punto è che “Caos Calmo” non è la burrosa sodomia di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci (sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e Franco Arcalli) con Marlon Brando e Maria Schneider, non è nemmeno “9 settimane e 1/2” di Adrian Lyne con Mickey Rourke e Kim Basinger - film che s’ispirava a un racconto autobiografico di Elizabeth McNeill -, è solo l’onesto film di Antonello Grimaldi tratto dall’altrettanto onesto romanzo di Sandro Veronesi.






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:38 | recensioni, cultura, polemiche, cinema, letteratura, sesso, hard, attori, critica, provocazioni, erotico, in libreria, prima pagina, attualità, società, cattolicesimo, attrici, ultime notizie, luci rosse, dalla parte dei bambini, fondamentalismi, novità in libreria, allarmi, notizieflash, last news, jujolcom, dalla parte delle bambine, la battaglia di maratona | clicca per commentare commenti (17)



Je t’aime

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, febbraio 13, 2008







Je taime
 



di Giuseppe Iannozzi + Mi piace di Te di Vany
 
 



 
La mia strega


Nella mia mente solo tu
Giorno e notte, luce e buio
Nel mio cuore solo tu
Hai preso possesso di tutto
Di tutto
Nella mia mente, nel mio cuore
ogni giorno, ogni notte
Non passa secondo
che non pensi a te
 
Oh, come sono disgraziato!
Mi sono cavato il cuore dal petto
Mi sono accecato con le mie mani
Ma non è servito, non è servito a niente
Ho sempre te accanto a me
in un modo o nell’altro
 
Oh, come sono disgraziato
Come potevo prevedere tutto questo? Come?
Mi sono innamorato della più bella strega
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
e adesso non so più attraversare la strada da solo
 
A me che solo fino a ieri
tutti mi chiamavano il Diavolo
adesso sono il più misero
A me che solo fino a ieri
ogni dì mi telefonava una nuova bimba
adesso aspetto la notte per te
inseguendo i tasti bianchi e neri sul piano
 
Se solo, se solo avessi previsto tutto questo
Se solo, se solo avessi previsto questa fine
Se solo, se solo, se solo... mio Dio!
 
Nella mia mente, nel mio cuore
ogni giorno, ogni notte
 
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente perché finissi in tuo potere
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente per decidere la mia sorte
Mi sono lasciato prendere per mano una volta
E’ stato sufficiente per far di me una vittima
 
Come tutti, una vittima d’amore, per Dio!
Come tutti, una vittima tra i tasti del piano
Come tutti, una vittima, una vittima... 
 
 
 
 
 
Capinera
 
 
Capinera, perché più non voli,
perché più non becchi le mie mani?
Forse perché han forgia di vanni?
Ma anche se negl’occhi sta la luce
dell’aguglia, in petto batte il core
misero di chi vagola disperato
pei Setti Cieli plorando che strale
presto lo fulmini e ponga così fine
a un’esistenza che ha perso
ogni gioia!
 
Ma tu, tu ridi e piangi…
 
Dunque tu m’ami e non per pietà!
Tu m’ami d’un amor puro,
per amplesso e gaudio dell’alma
O, quale desio nutro dì dopo dì
Capinera mia bella, tu non sai
né oso dirne qui ora: chiunque
potrebbe pensarmi indemoniato
di smania impudente; eppur come,
come resister al dolce richiamo
di quelle tue labbra sì lievi
che delle fragole più rosse
e vergini hanno il sapore?
 
Tu m’ami dunque! Tu m’ami
per la vita! Non c’è ombra di dileggio
nel tuo sospirar guatando l’alba
appena nata eppur di già rappresa
sul limine dei sogni a occhi aperti
Così anch’io t’amo e t’amo
con quel fiato che i poeti soffrono
quando scorgono che Poesia
a ogni verso vergato sulla carta
si fa di pudor carnale
 
 
 
 
 
 
In The End
 
 
Al Cine più in
davano quella pellicola
che a te piace tanto
Mano nella mano
i posti accanto
Però c’era il dispiacere
d’aver dietro a noi
un gorilla senza talento,
peggio di King Kong
Con quale coraggio,
non so neanch’io
gliel’ho detto chiaro
e tondo in faccia
che ci disturbava
proprio sul più bello
Ma quello grosso grosso
messo meglio d’un armadio
m’ha stampato in fondo
allo schermo
Poi il braccio t’ha legato
al collo; ed io coi denti rotti
son rimasto a guardar strabico
con quanta poca resistenza
cedevi poco a poco
alle carezze di quel bruto
 
Mon Dieu, quel Cine così in!
Sembrava fosse romantico
Ed invece a momenti
ci lasciavo la pelle
e le palle per giunta
E’ tutto nella mia testa
che si spiega come un film,
ma non riesco ancor a capire
dov’è che ho sbagliato,
e se sia giusto pensar
che son stato tradito
da te, Fanciulla, in apparenza
così casta e pura
 
Una cosa però l’ho imparata
Io al Cine non ci torno più
D’ora in poi solo seghe a metà
e qualche giornale quando mi va
Ma io al Cine per i titoli di coda
e la parola Fine non ci torno più
 
 
 
 
 
Bang bang
 
di Sonny Bono
Traduzione e adattamento di Giuseppe Iannozzi
 
 
Solo cinque anni avevo allora e sei lei
Correvamo sui cavalli di legno noi
Lei vestiva in nero, io ero bianco
Lei voleva vincere sempre a ogni costo
           
Bang bang, mi colpì in pieno lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
           
Passano le stagioni, così in fretta cambiano i tempi
E anch’io son cresciuto, un uomo fatto ormai
Lei rideva sempre, poi piano mi diceva:
“Ti ricordi quando giocavamo insieme noi?”
 
Bang bang, mi colpì al cuore lei
Bang bang, e a terrà mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
 
La musica ha suonato a lungo, la gente ha cantato
Ma solo per me le campane in chiesa han suonato
 
All’improvviso è andata via lei, non so perché
E fino a quel giorno io davvero non sapevo
che cosa volesse dir piangere per chi e per cosa
 
Non mi ha detto mai addio lei
Non ha avuto il tempo di mentirmi
 
Bang bang, mi colpì al cuore lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, che suono terribile!
Bang bang, ma a terra lei mi lasciò
 
Bang bang, mi colpì in pieno lei
Bang bang, e a terra mi gettò
Bang bang, non ha detto addio lei
Bang bang, ma a terra mi lasciò






Mi piace di te
 
di Vany Romanticaperla

 
Mi piace di te
quel finto pudore
quel prolungato silenzio
quel tuo modo graffiante
che tutti dobbiamo applaudire
 
Mi piace di te
quel tuo sapiente dire
quel tuo pimpante fare
anche se poi alla fine
sembri un bambino impaurito
dalle brutture del mondo
 
Mi piace di te
quella tua timidezza
quel tuo incedere urlante
che sorride al tempo
dicendo di donare l’anima
al diavolo, mentre si confida a Dio

 





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