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Mario Favini. Centro commerciale. Cicorivolta edizioni.
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mercoledì, aprile 02, 2008

Centro Commerciale
Mario Favini
Il microcosmo che Mario Favini ci offre è surreale, a tratti gotico, spietato, crudele: non c’è rispetto per niente, per nessuno. Il cliente esiste in funzione della merce che caccia dentro al carrello, e non per altro. In una cornice surreale ma veritiera, Niki e la sua compagna finiscono col diventare parte integrante del Centro commerciale, loro stesse un prodotto.
Per altre info, i blog di Mario Favini:
http://mariofavini.splinder.com/
http://www.myspace.com/mariofavini

Il sito dell’editore, Cicorivolta Edizioni:
http://www.cicorivoltaedizioni.com
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Paola Lauterano, professoressa al primo click!
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domenica, febbraio 03, 2008


Paola Lauterano
Professoressa al primo click!
Dopo questa premessa, giusto è che vi parli di Paola Lauterano, professoressa: attualmente insegna economia all’Alberghiero “Rossi Doria” di Monitoro Inferiore. Paola ha ben due lauree, un dottorato di ricerca, un passato da modella, nonché volto tv. Intelligenza e bellezza all’ennesimo grado, formula perfetta per far perdere la testa a qualsiasi uomo.
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Valentina Santomo: "Madrigale", collana i quaderni di Cico, Cicorivolta edizioni
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venerdì, febbraio 01, 2008

in copertina, olio su tela by ANIMO
adattamento grafico, di Phab Postini
"Madrigale"
Valentina Santomo
Uno straordinario esordio
Madrigale - Valentina Santomo - collana i quaderni di Cico - Cicorivolta Edizioni - ISBN 978-88-95106-18-2 - 1a ediz. 2008 - € 11,00 - pp. 117
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Valentina Santomo, "Madrigale", collana i quaderni di Cico, Cicorivolta Edizioni
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martedì, gennaio 29, 2008

in copertina, olio su tela by ANIMO
adattamento grafico, di Phab Postini
"Madrigale"
Valentina Santomo
Madrigale è l'impulso originario. L'atto successivo è quello di raccogliere secchiate di memoria, per comunicare il senso profondo dell'essere, della carne, della materia e del vuoto vivo che non si può altrimenti descrivere, per arrivare a comprendere (senza per questo giudicare) i perché di una e di cento esistenze. Ciò che ne scaturisce è un clima dal piglio drastico e indulgente, paradigmatico e svincolato dall'evidenza immediata.L'anima è un vaso. La madre ha occhi verde uva. E Caino è padre. La nonna è semplicemente Lupa. Leone partì innocente e tornò veterano. Paolina corrisponde a una Penelope di serie b. La famiglia, la città di provincia, la storia passata, sono rivisti attraverso molti filtri; uno slittamento di livelli che conferisce all'impatto narrativo valenza di favola predestinata, di eterno cammino per raggiungere strade, cose, persone, verità. Nel fiume delle immagini, si incontrano personaggi veri e appartenenti a una dimensione universale, soprattutto donne, di ogni tempo, viste talmente a nudo da risultare trasparenti. Non è un romanzo, né un racconto breve o una filastrocca. E allora cos'è? Valentina Santomo risponde: "Immagino il madrigale come la parte di un arazzo dal ricamo fitto e coloratissimo. Alcuni fili arrivano da lontano e saranno gli stessi a ricamare l'ultimo elemento."
"Madrigale è il manifesto anarchico di un donna, la matrice apolide/cosmopolitana/alata che simbolizza il fiammifero nella notte e tutti i vagiti, bagliori successivi e simboli e trasposizioni equivalenti fino all'alba e fino all'evidenza luminosa dell'Io: perno immarcescibile della vita, fra orizzontalità terrestre, verticalità del cielo e ubiquità del tempo; laddove il senso del sacro e del profano si perdono e pure coincidono sempre, fatalmente, con la presa di coscienza spazio-temporale dell'Individuo/Uno." (Paolo West)
un brano tratto da "Madrigale" di Valentina Santomo
(...)
Vorrei, a questo punto della storia, parlare di amore.
Dopo tutti questi secoli di uomini e donne, coi loro figli, i loro peccati, le passioni sterili e le fertili lontananze, non riesco a dire quanto sia e perché sia, amore.
Non mi stupirei se alla fine mi dovessi costringere a nominare amore l'ultimo dettaglio, il lumino più debole, la lucciola nella siepe.
Perché, invece di chiamare a raccolta i fanti e la cavalleria dei sentimenti, non si prova a raccontare le retrovie e le sentinelle di azioni forse ben più ardite?
Che Paolina si sia macerata di passione per il condottiero corso è ormai vicenda nota, ma cosa ne sarà stato di quella povera ragazza in crinolina che tutte le sere lustrava gli stivali dell'imperatore intingendo lo straccio nelle proprie lacrime anziché nel lucido da scarpe?
In tutte le nostre vite c'è, rannicchiata in un cantuccio, una Penelope di serie b, la cui storia non è ritenuta degna degli onori della cronaca.
Nella mia famiglia, all'ombra di Leone e spina, di rosa e l'alchimista, di Caino e mamma uva, e tanti altri di cui forse avrete la pazienza di sapere, si annida il ricordo di Penelope Piccola.
Di lei si potrebbe raccontare in un punto qualsiasi della vicenda, giacché la sua lunga vita si stese da un capo all'altro di questa storia.
Una mattina d'inverno si presentò al cancello del giardino.
Leone la vide, e la scambiò per una bambina che aveva smarrito un gioco al di là della siepe. Quando aprì i battenti trovò una coppia di occhi lucidi sull'orlo della disperazione. Cercava lavoro e un tetto, una casa e magari una famiglia, un posto per far nascere il figlio bastardo dentro di lei.
Leone la guardò, e si rese conto che nel suo giardino, oltre all'opulenza di rose ed ortensie, ci sarebbe stato posto anche per una povera margherita.
Di vita non ce n'è una sola.
Non so quale sia la misura, la quantità o il grado che possa descriverla.
Eppure percepisco che esistono ampiezze di vita.
Un uomo ama e viaggia per quasi cento anni.
Una tartaruga si nutre, si accoppia e si riproduce innumerevoli volte per quasi trecento anni.
Un albero si accresce e respira per fotosintesi per un numero di anni pari ai cerchi del suo tronco, a volte più di mille.
Insetti frenetici nascono, si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono dall'alba al tramonto di un solo giorno.
E non riesco a convincermi che il sasso che stringo nella mia mano non possa dirsi vivo.
Penelope visse a lungo, piccola e nascosta. In un angolo ombroso di un piccolo giardino.
(...)
Valentina Santomo, nata e cresciuta a Pescara, viaggia molto e spera quindi, per i numeri del caso, di morire altrove. Conquistata un'ambita laurea in lettere a indirizzo storico artistico all'università di Firenze, pensa di poter fare il critico d'arte. Infranti i sogni a causa di un coriaceo verginismo intellettuale, preferisce il secondo mestiere più antico del mondo: la pubblicità. Dismesse le ultime vestigia di pudicizia, si dedica alla pittura, alla fotografia e alla carta/calamaio. Oggi cerca di vivere a New York facendo web design.
Madrigale - Valentina Santomo - collana i quaderni di Cico - Cicorivolta Edizioni - ISBN 978-88-95106-18-2 - 1a ediz. 2008 - € 11,00 - pp. 117
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Veridiana Mallmann, Striscia la Notizia ha la nuova velina
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sabato, dicembre 22, 2007


Veridiana Mallmann
Striscia la Notizia ha la nuova velina
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Barbara Miele, L’incognita se: 2012, un’apocalittica storia new age
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mercoledì, novembre 21, 2007
L’incognita se: 2012Barbara Miele
Un’apocalittica storia new age
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Babsi Jones, troppe parole per un lavoro che è meno di un post-it decapitato
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venerdì, ottobre 26, 2007
Babsi Jonestroppe parole per un lavoro
che è meno di un post-it decapitato
















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