Bio Iannozzi - La pagina personale di Giuseppe Iannozzi - do ut des




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Fuck All Fascists

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 27, 2008



Fuck All Fascists



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:27 | fuck you | clicca per commentare



Il capitale dell'amore

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, gennaio 14, 2008





Il capitale dell’amore


di Giuseppe Iannozzi + guest star Vany
 
 


 
Il capitale dell’amore
 
 
Tutto questo, tutto l’amore lo avete gridato
Non ce n’è più neanche una lacrima
Tutte queste gambe aperte
Tutti questi culi all’aria
Tutto questo adesso è una puttana che sbadiglia

L’avete portato in croce in processione
L’avete distribuito ai morti di fame
perché i ricchi avevano altro a cui pensare
Ma i primi sono tutti finiti sottoterra
con in consegna l’epitaffio ancora in bocca,
mentre i ricchi sono ancora là
dove li avete lasciati che sghignazzano
e non ne vogliono che sapere di smettere
E in effetti, dal loro punto di vista,
c’hanno pure ragione: perché mai dovrebbero
rimettere i peccati a Dio
se tutto intorno è un cimitero di disgraziati
senza né voce né mani per alzare corde al cielo?
 
Il buon samaritano ha le mani in pasta da sempre
Tutto l’amore non ha più lacrime né nome
o gambe da allargare al primo venuto,
perché l’unico comunista buono
è quello grosso, bello grasso e ben pasciuto
Tutto l’amore è una puttana che sbadiglia
masticando l’aria e null’altro, non un’ostia
non un cazzo di niente
 
Tutti questi culi all’aria
Tutti questa cardiochirurgia senza gioia
Tutta questa luce negli angoli di notte
Non c’è più una madonna da violentare
Non c’è più un solo marinaio da pestare
 
Tutto questo, tutto l’amore lo avete gridato
Non ce n’è più neanche uno schizzo
Non c’è più neanche la voglia d’una sega
Tutto l’amore, tutto è finito seppellito
 
 
 
 
 
13 gennaio ‘54
 
 
Un po’ d’anni, sì, sono passati
Non per questo però hai perso
la bellezza del sorriso
né quello che indovino
essere nell’anima tua
 
Ai dì di sole e a quelli di temporali
hai risposto chinando il capo mai,
stringendo i denti forte e forse
rattenendo lacrime
che avrebbero voluto sciuparti il viso
E di tanto in tanto lungo il cammino
hai incontrato loschi individui,
ma anche amici che non avresti sospettato
potessero nascondersi dietro facce buffe
e in qualche caso un po’ arcigne
Tra gioie e dolori, tra il dio kantiano
e quello cieco omerico della gente
hai mosso i passi insegnando a tuo figlio
tutto l’amore che sapevi
non lesinando mai d’aver coraggio
anche per lui
 
Un po’ d’anni, sì, sono andati
Sembrava solo ieri che t’innamoravi,
che il primo bacio al rossore promettevi
gettando l’occhio al di là dell’orizzonte,
cercando d’indovinare quel che di lì a poco
sarebbe venuto nella buona e cattiva sorte
Nel mezzo di brindisi felici e complici labbra,
al rosso del vino dentro al bicchiere;
nel mezzo di pianti tra genti stanche
di seppellire morti amori, crudeli dolori ai funerali,
e al nero della fortuna avversa;
a tutto questo e a molto altro ancora
hai risposto che vivere non è mai peccato
seppur non ci è dato d’esser sempre e per sempre,
ché solo conta cogliere il momento
quand’è il tempo, e non poi con rimpianto
gettar lo sguardo indietro
sospirando “fosse stato diverso il fato!”

Sì, Cinzia, gl’anni sono passati
Ma se ti guardi d’attorno
non hai perso niente
E’ solo che il tempo è andato avanti
e tu l’hai accompagnato con amore,
con odio anche, secondo le occasioni
 
Se ti lasci guardare un momento
la bellezza del tuo sorriso, sì,
sono sicuro è perfetta ancora, come ieri

 
 
 
 
Luna e Mercurio
 
 
di Giuseppe Iannozzi e Vany


Il sole ci regala briciole
di allegria, ma ormai è sera,
la città accende le luci
accarezzando noi due
innamorati ed amanti.
 
Le tue parole mi sfiorano
l’anima, le tue carezze
nascoste dalle luci soffuse
mi incendiano il corpo,
mentre la luna si specchia
in un cielo di latta...
 
Ho messo su prima Bach
poi Händel, spiando fuori
attraverso uno spiraglio
di finestra
tra i cumuli di neve al buio
e i fitti banchi di nebbia,
tra i miei sogni barocchi
tagliati dalla fioca luce
dei lampioni carchi di bianco.
 
Ho sognato tanto a lungo
d’arrivare lontano lontano, fino
a carezzare di Mercurio il suolo
e il silenzio siderale.
 
Poi lo sguardo nudo
dentro al caldo l’ho riportato;
e tra le lenzuola ti ho trovata,
fintamente moribonda
con gli occhi colmi dei barbagli
delle mie fantasie
già tutte dalla tua divina malizia
indovinate e tosto spogliate.
 
Ti ho urlato contro, Luna!
Sei scoppiata in una fresca risata,
e nulla resistenza hai opposto
all’ingordigia delle mie mani
sui tuoi morbidi fianchi di Fata,
di fiore universale.  
 
 
 
 
 
Uccellino
 
 
Uccellino piccolino,
che grazioso che sei!
Un cuoricino sei
caldo e pulsante
Sì piccolo stai giusto
sul palmo d’una mano
 
Uccellino, uccellino
che cinguetti mai?
Altre briciole vuoi?
O che pena!
Le tasche mi son vuote:
tutto il poco ch’avevo
tosto te l’ho dato
da beccare
Solletico d’amore
in cambio ho ricevuto,
di più per me
davvero non chiedo
 
Però quanto vorrei
avere altre mollichine
da dare al tuo becco,
per assaporare ancora
i teneri baci volanti
 
Per amare ancora
i piccoli tuoi baci,
caldi pulsanti di Dio
 
 
 
 
 
Chino il capo
 
 
Chino il capo
Il poeta
conosce la preghiera
e la gemella sua sposa
 
Gli occhi
li tiene bassi sempre,
non per pudore
ma per non dover
rispondere
a chi dovesse osare
di levare
il suo sguardo
a tiro di schioppo
 
Chino il capo
il poeta sa
che domani lascerà
pensieri e cose,
dimenticato
al pari di tutte le anime
che da millenni hanno illuso
il mondo cianciando
dell’Immortalità
 
 
 
 
 
Liberazione!
 
 
E poi parlano
anche di libertà
e di verità
e altre amenità
suppergiù così
Scrivono sì,
d’una rivoluzione
che verrà di sicuro
però domani;
e arrangiano arie
di liberazione
da chi, da che cosa
e dove nessuno lo sa
Infine scrivono
babilonici elzeviri
a tutto tondo
che girano
e rigirano il coltello
nella piaga (dei giornali),
con macabra voluttà
di cerusici…
tutto questo per dirci
che gran facce di merda
essi sono
 
E a me mi scappa
un’altra volta da cagare
su carta inchiostro e parole
 
 
 
 
 
Dopo l’amore
 
 
Dell’Eden
non ho eco
che mi scavi
dentro all’alma
Io sol ricordo
quel tuo modo
d’asciugarmi le lacrime
dopo l’amore
 
Col cuore in gola
sulla sabbia
un bambino disegna
il pube e il pipino;
eppur niente sa!
Ma forse già l’istinto
piano l’accompagna
verso quel destino
di uomo
che prima o poi
a tutti tocca d’affrontare
colla spada o la Bibbia
in mano
 
Io sol ricordo le tue dita
sulle mie gote stanche
d’infiniti rivi di pianto
per grande danno
o niente addirittura
 
Io sol ricordo
il tempo dopo l’amore
 
 
 
 
 
Piccola, ma proprio piccola
 
 
Senti Piccola,
tu sei piccola
ma piccola piccola
 
Non hai fatto manco
le manovre militari
Che diavolo dici?
Sei una donna
con la gonna!
E allora in cucina
ci potevi ben stare
E invece stai sempre
a menarmela
solo perché c’ho avuto
una scarica di troppo,
ma sempre laborioso
seduto sulla tazza
del mio regale cesso,
non dico di porcellana
però non escludo
che in futuro uno migliore
 
Senti Piccola,
tu sei piccola piccola
anche se metti su
quei tacchi a spillo
 
Tu, Piccola, mi spingi
a far passare un cammello
per la cruna dell’ago,
e non va affatto bene
 
Senti Piccola,
i papaveri ch’erano
nel tuo fazzoletto verde
te li ho strappati tutti io
preso da un momento
di rabbia incontrollata
E ti assicuro
che non erano alti alti
come andavi dicendo in giro
 
Senti Piccola,
adesso devo scappare,
non ti dico dove
Per favore,
se trovi occupato
prima bussa
e se non ti rispondo
prendi pure a scappare
Il perché te lo lascio...
immaginare!






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 17:55 | segnalazioni, poesia, sesso, satira, hard, fuck you, erotico, luci rosse, fottiti, duets, iannozzi and friends, king lear, body and soul, jujolcom, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (19)



Iannozzi: uno sciacallo affogato nello sterco e nel rancore.

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, ottobre 27, 2007







Iannozzi: uno sciacallo affogato
nello sterco e nel rancore.


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 08:24 | fuck you, stronzate, anonimi, giuda, fottiti, bullshits, king lear | clicca per commentare commenti (24)



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