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GIU' LE MANI DAL TG3 - DIFFONDI QUESTA NOTIZIA

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, maggio 17, 2008


Giù le mani dal TG3



Giù le mani dal Tg3
 
 
 
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha votato all’unanimità il piano di redistribuzione degli spazi informativi sulle tre reti. Il Tg3 viene pesantemente penalizzato: l’edizione delle 23 e Primo Piano, lo storico programma di approfondimento della testata, vengono fatti fuori senza pietà. Al posto loro si dovrebbe dare spazio all’intrattenimento di Serena Dandini.
 
La redazione dichiara guerra. E per fare in modo che il comunicato sindacale non venga quasi sentito dai telespettatori, stretto tra le notizie in breve e i saluti di fine tg, ha scelto una forma innovativa: il video-comunicato. Un filmato di pochi minuti in cui si ripercorrono i volti che hanno accompagnato chi prima di andare a letto vuole sentire la voce del Tg3 sui fatti del mondo.
 
Nel giro di poco più di due settimane si è aperto il caso Santoro, reo di aver dedicato troppo spazio a Beppe Grillo, il caso Fazio-Travaglio, le teste tagliate al Tg3.
 
«Da ottobre Tg3 e Primo Piano che da 10 anni occupano la seconda serata di Raitre – denuncia il comitato di redazione – saranno spostati a notte fonda». Chiedono «il congelamento del progetto», ma la decisione sembra essere bipartisan, visto che il Cda Rai l’ha votata all’unanimità. «Chiediamo – dicono ancora dal Cdr – di ridiscutere tutti gli spazi informativi della nostra testata, come chiede anche il nostro direttore. Non siamo disposti ad abbandonare i cittadini del servizio pubblico che da sempre ci chiedono nuovi spazi per raccontare i fatti e i misfatti di questo paese. Anche questa è democrazia. Non siamo assolutamente disposti – concludono – a delegare a nessuno il nostro diritto dovere di fare informazione».
 
Il comunicato si chiude con un «Dateci una mano a difendere il Tg3». Se non ci saranno novità – avevano annunciato i giornalisti già nei giorni scorsi – sono in cantiere tre giorni di sciopero.

Valter Veltroni: "Vedo che qualche esponente politico insiste, per evidenti manie di protagonismo, a coinvolgere il Pd e il suo segretario nella polemica relativa all'annunciata scelta aziendale della Rai che dovrebbe penalizzare gli spazi informativi del Tg3 in seconda serata. Non so di cosa stiamo parlando. Nessuno mi ha mai detto nulla prima, come è giusto e normale che sia. Ho appreso di questa decisione ieri leggendo i giornali scoprendo di aver avuto un ruolo nella vicenda. Tutto questo è paradossale e grottesco." Ed ancora, in tono piccato: "Non va a merito né dei quotidiani che hanno pubblicato il mio nome né dei politici che l'hanno strumentalizzato. Se poi mi si chiede un parere, voglio dire che considero sbagliata la decisione di ridimensionare uno spazio informativo prezioso che in questi anni ha contribuito ad offrire ai cittadini un' informazione equilibrata e corretta. Ho grande stima del direttore Di Bella e della sua redazione. E mi auguro che questo patrimonio di professionalità possa sempre di più essere valorizzato".

In una nota di viale Mazzini si legge: "Non esiste alcun progetto di cancellazione di Primo Piano e da ottobre anzi è previsto un raddoppio dello spazio informativo notturno del Tg3 da circa mezz'ora a 60 minuti.
Nell'ambito del rinnovamento dei palinsesti è previsto anche che questo spazio abbia un'ora di partenza certa (le 24.00) a fronte, oggi, di un orario variabile per l'inizio di Primo Piano collocabile tra le 23.15 e le 23.40 circa. E attualmente sempre in sovrapposizione con le edizioni di mezza sera del Tg1 e del Tg2 che ne penalizzano anche gli ascolti". Si legge ancora che si tratta di "una variazione che si colloca in un progetto complessivo di ampliamento e razionalizzazione della collocazione di tutta l'offerta informativa Rai".


GIU' LE MANI DAL TG3



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Travaglio senza fine: il querelato querela Giuseppe D'Avanzo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, maggio 15, 2008



Travaglio


Travaglio senza fine: il querelato querela

il vicedirettore di Repubblica, Giuseppe D’Avanzo
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Marco Travaglio parla di una “mascalzonata” nei suoi confronti, così ha deciso di querelare il vicedirettore de La Repubblica, Giuseppe D’Avanzo.
A dare l’annuncio è lo stesso Travaglio, dopo che il collega lo aveva attaccato per il suo metodo di lavoro ritorcendo lo stesso tipo di argomentazioni, usate contro il presidente del Senato, Renato Schifani, contro di lui.
 
Ma oggi Marco Travaglio interviene di nuovo e specifica: «Ciò che non è consentito a nessuno e nemmeno a D’Avanzo è imbastire una ripugnante equazione tra le frequentazioni palermitane del palermitano Schifani e una calunnia ai miei danni che - scopro ora - sarebbe stata diffusa via telefono da un misterioso avvocato». La circostanza, spiega Travaglio (in particolare il pagamento di un albergo per le vacanze da parte di Michele Ajello, ndr) «è totalmente falsa e chi l’ha detta e diffusa ne risponderà in tribunale».
 
Giuseppe D’Avanzo, sulle pagine de La Repubblica, martedì 13 maggio 2008, aveva espresso l’idea che Travaglio è un’«agenzia del risentimento», di utilizzare «un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde» e, in ultima istanza, di «indebolire le istituzioni».
 
In sostanza, La Repubblica sostiene che Travaglio non può accusare Schifani di frequentazioni mafiose non solo perché i rapporti tra Schifani e Nino Mandalà risalgono ai primi anni Ottanta, ma anche perché Mandalà viene accusato di mafia vent’anni dopo “l’amicizia” con Schifani.
Giuseppe D’Avanzo in prima persona ricorda gli articoli apparsi su La Repubblica, dal 2002 in poi, e di come hanno raccontato le «amicizie pericolose» di Schifani; tuttavia D’Avanzo precisa che La Repubblica ha smesso di parlarne perché «un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità».
 
Durante gli anni Ottanta venne confermata la condanna per associazione mafiosa del socio di Schifani. E’ da evidenziare che tutto questo accadeva negli anni Ottanta: e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima.
Oggi Giuseppe D’Avanzo avrebbe ripescato un’intercettazione telefonica risalente al 2002 tra  Travaglio e Pippo Ciuro, maresciallo della Dia, poi condannato per favoreggiamento a Michele Aiello, condannato a 14 anni per mafia. Per D’Avanzo, Travaglio sarebbe stato ospite per le sue vacanze in Sicilia dello stesso Aiello, tramite la mediazione di Ciuro. Travaglio conferma le vacanze siciliane in cui ha incontrato Ciuro, ma smentisce in maniera categorica di aver mai conosciuto Aiello. Da qui la querela di Travaglio nei confronti di D’Avanzo.
 
Il travaglio sembra non avere proprio fine: nei giorni scorsi Schifani aveva dato mandato ai suoi avvocati di querelare Travaglio. Oggi è Travaglio a querelare.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:31 | cronaca, giornalismo, prima pagina, ultime notizie, notizieflash, last news | clicca per commentare commenti (6)



In Travaglio: “Dalla muffa si ricava la penicillina”

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, maggio 14, 2008



in travaglio a che tempo che fa



in travaglio


“Dalla muffa si ricava la penicillina”
 

a cura di Giuseppe Iannozzi
 


 
Le parole di Marco Travaglio alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio.
 
«E’ molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello Stato - ha detto Travaglio parlando con Fazio che poi si è dissociato dalle sue parole -. Perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto che ci passa di mente quando vediamo certe facce. Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani, che ne so possiamo fare una lunga lista. Uno vede tutta la trafila e poi vede Schifani. C’è un elemento di originalità. La seconda carica dello Stato Schifani? Mi domando chi sarà quello dopo». «Dopo - ha aggiunto Travaglio – c’è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita». Dopo l’interruzione del conduttore, che si è dissociato, il giornalista ha aggiunto: «Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato».
 
«Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia, e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia - ha affermato il giorno dopo la trasmissione Travaglio -. E’ agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia. A Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani, sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».
 
L’Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà della puntata di sabato scorso (10 maggio 2008) di Che tempo che fa in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L’argomento è stato subito inserito nell’ordine del giorno dei lavori dell’Authority presieduta da Corrado Calabrò.
 
L’Ufficio Stampa di Palazzo Madama fa sapere che il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha dato mandato ai suoi avvocati per prendere provvedimenti nei confronti delle affermazioni rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona.

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Ivo Mej: Moro rapito! Prensentazione del libro a Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, maggio 09, 2008






Moro rapito!


Personaggi, testimonianze, fatti

Media e terrorismo




Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00,
Mondadori Multicenter Duomo – Piazza del Duomo 1


In Occasione della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo, verrà presentato il libro di Ivo Mej “Moro rapito! Personaggi, testimonianze, fatti” (Barbera editore) con: Gianluca Mazzini, Massimo Bernardini, Paolo Colombo e Giorgio Santerini. Saranno proiettati filmati audio e video dell’epoca.

Sono usciti molti libri sul caso del rapimento-omicidio del presidente Aldo Moro, ma questo è il primo che ricostruisce la vicenda con una documentazione stampa completa. Infatti, l’autore analizza come dal 16 marzo 1978 siano cambiati i media e il modo di fare informazione nel nostro Paese. Con il rapimento Moro, per la prima volta nella storia della televisione italiana, la "finestra si è aperta" sul mondo di notizie che si affastellano una sull’altra nell’incertezza della verità.
Questo sarà il tema al centro del dibattito a cui parteciperanno, insieme all’autore:
Gianluca Mazzini, capo-redattore di Mediaset, Massimo Bernardini, conduttore e autore di Tv Talk, Rai Educational, Paolo Colombo, professore di Storia della Politica presso l’Università Cattolica e Giorgio Santerini, già segretario FNSI.

Ivo Mej
è giornalista, autore e animatore di programmi televisivi di intrattenimento informativo per LA7. Il suo primo libro, Le nuove mille e una notte, è stato pubblicato da Barbera nel 2006. Vive e lavora a Roma.

Roma, 6 maggio 2008


Su questo blog leggi anche:


intervista a Ivo Mej a cura di G. Iannozzi


    leggi gratis un capitolo del libro

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Quest volto Cnn in manette

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, aprile 20, 2008


Richard Quest

volto Cnn in manette

Il giornalista è stato accalappiato al Central Park

con una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale

di Giuseppe Iannozzi


Uno dei volti più noti della Cnn, Richard Quest, se l’è vista brutta, si fa per dire ovviamente, poiché il giornalista è conosciuto dal grande pubblico anche per le sue performances al limite dell’eccesso e della provocazione più trash. In ogni caso Quest, giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. La polizia lo ha ammanettato che aveva ancora una corda intorno al collo, e non poteva mancare anche una bella dose di droga. Stando a quanto riferisce il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. Era in compagnia di un altro uomo, e stavano forse perfezionando dei giochi erotici con un po’ di brivido di troppo provando a farlo in luogo pubblico. Non fosse stato per la droga, probabilmente Quest si sarebbe beccato un paio di simpatiche sculacciate per atti osceni in luogo pubblico, e morta lì. Purtroppo per lui è stato pizzicato nel parco dopo l’una di notte - ed è fatto esplicito divieto a tutti la frequentazione del parco dopo il coprifuoco che scatta all’una - e per giunta in possesso di stupefacenti. Gli agenti che gl’hanno frugato nelle tasche hanno trovato un pasticca di metanfetamina, utilizzata come stimolante sessuale. E così sono scattate le manette.

Guest dopo poche ore era già fuori. Ha però dovuto accettare di seguire sei mesi di terapia antidroga. Se la terapia darà risultati positivi, le incriminazioni cadranno. Insomma la droga non viene proprio tollerata, neanche per stimolare la propria virilità. Chissà se Quest ce la farà o gli cadranno le palle prima dello scadere dei sei mesi!
Quest si è imposto al pubblico europeo grazie alla sua spumeggiante simpatia, diventando presto uno dei volti più amati della Cnn. Inoltre il giornalista britannico è autore di diversi servizi sempre all’insegna dell’irriverenza, pieni di fantasia e non di rado spiritosi. Da Londra agli Stati Uniti Richard Quest non passa inosservato con in suoi servizi, capace di seguire con uguale spirito la visita della Regina Elisabetta e le primarie in USA.

Chissà se in futuro lo vedremo in Central Park, con il suo bel microfono in mano, per conto della Cnn a farci un bel servizietto. Improbabile ma non impossibile!

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Dazieri viene snobbato da Daria Bignardi!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, aprile 11, 2008



Dazieri viene snobbato da Daria Bignardi!




Che abbia un brutto carattere, sarà questo il motivo?
"La verità secondo il Gorilla" qui


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