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La prof. e l’alunno più dotato: "Vince chi ce l’ha più lungo!â€
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giovedì, aprile 24, 2008

La prof. e l’alunno più dotato
Vince chi “ce l’ha più lungo!”
di Giuseppe Iannozzi
Gareggiavano in classe per premiare il più dotato. Il più dotato sì, non di cervello però.
Che cosa?
Sì avete capito bene, la gara era per sapere - a tutti i costi - chi ce l’aveva più lungo, il cazzo ovviamente.
L’insegnante, una quarantenne sostituiva la collega di ruolo giusto per un’ora, ed era in classe con gli allievi, quando è accaduto il gioco del metro. Tuttavia lei giura e spergiura di non sapere nulla al riguardo: “Non me ne sono accorta”. Peccato, perché se davvero non si è accorta di nulla, o non c’è nessuno “molto dotato” o lei è una prof. molto ma molto distratta che non si interessa degli alunni.
E’ accaduto alla scuola media di Sant’Antimo, la Giovanni XXIII di via Piave, a Nord di Napoli. Sembra che non sia neppure la prima volta. C’è chi parla di altri episodi di esibizionismo avvenuti nella stessa classe, e ovviamente il preside allarga le braccia e si affida a San Gennaro, quasi piangendo: “Solo voci. Non ci sono riscontri”.
Ma nell’intanto la professoressa è stata denunciata mentre cinque bambini, tra i 12 e i 13 anni, sono stati segnalati alla procura dei minori. Sarà ora compito dei magistrati capire se è vero che l’insegnante non si è accorta di quello che stavano misurando i suoi alunni. Il ministero per ora tace: e la professoressa continua a insegnare. “Erano chiusi a cerchio in un angolo della classe”, si è giustificata. “Credevo stessero parlando della gita scolastica”. In realtà la gita ci fu, proprio il giorno dopo, a Roma, ma gli sherlock holmes italiani sono poco propensi a credere alla versione della professoressa caduta dalle nuvole. Anche la posizione del preside è non poco imbarazzante, almeno per la polizia di Frattamaggiore. “Sono sconcertato”, piagnucola il preside tirando su un tono più che mai deluso. “Proprio non potevo immaginare che la cosa sarebbe finita in questa maniera, con una denuncia penale alla collega e una segnalazione per i bambini”.
Per il responsabile della scuola è stata poco più che una ragazzata. “Forse lo è stata - dice la madre di uno scolaro -, ma che l’abbiano fatto mentre in classe c’era la professoressa è incredibile”. Lei in quella seconda media neppure insegna. E’ insegnante di Lettere in un’altra sezione; quella mattina sostituiva per un’ora una collega assente.
“Proprio in questa scuola doveva capitare”, si dispera il preside. “In un comune difficile come Sant’Antimo, la nostra scuola è impegnata da anni per aiutare i bambini. Facciamo mille attività collaterali, teniamo aperto il cancello quasi tutto il giorno e poi ci capita ’sta cosa che rovina il buon nome dell’istituto e ci mette in cattiva luce davanti a tutti”.
Chissà chi era poi il più “dotato”: sarebbe utile saperlo, per la scuola, che così eviterebbe di sprofondare nella vergogna, perché potrebbe vantarsi davanti all’Italia intera di accogliere nelle proprie classi il degno erede di John Holmes.
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La morte di Lindo Ferretti e del Consorsio Suonatori Indipendenti
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giovedì, marzo 13, 2008

La morte di Lindo Ferretti
e del Consorsio Suonatori Indipendenti
Nota Bene: Questo articolo è stato scritto il 15 luglio del 2000, subito dopo aver assistito a quello che fu l'ultimo concerto dei CSI.
Oggi ve lo ripropongo per un motivo ben preciso, che saprete a breve seguendomi su queste pagine.
Leggete questo pezzo e scoprirete che non si parla solamente di musica, si parla infatti di politica anche e soprattutto.
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Il mondo del lavoro sta cambiando
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mercoledì, marzo 05, 2008

Storie di Masche
Il mondo del lavoro sta cambiando *
* Questo editoriale è stato scritto all'inizio del Duemila. E' datato, troppo datato per essere ancora attuale?
Non credo sia da buttar via. Ci sono ancora degli spunti purtroppo più che mai attuali, di qui il perché di proporlo ai lettori di oggi. (g.i.)
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Marco Ahmetovic agli arresti domiciliari in un campo nomadi
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mercoledì, gennaio 09, 2008


Marco Ahmetovic
torna agli arresti domiciliari
Questa volta in un campo nomadi
di Giuseppe Iannozzi
La tragica vicenda, che vede coinvolto il rom Marco Ahmetovic che uccise 4 minorenni in un incidente stradale il 23 aprile 2007 ad Appignano del Tronto, ha del vergognoso di per sé; e ad ogni giorno che passa, intorno a Marco Ahmetovic si condensa tutto lo schifo della giustizia italiana, di una giustizia incapace di fare il suo dovere, svilendo sempre più l’idea che “la legge è uguale per tutti”.
Marco Ahmetovic era stato messo agli arresti domiciliari, con una condanna a dir poco ridicola: 6 anni e 6 mesi per omicidio colposo. La tragica sera che uccise i 4 giovani il rom era ubriaco, un tasso alcolemico quattro volte superiore rispetto a quello consentito dalle vigenti leggi.
Finì agli arresti domiciliari ma in un residence con tutti i comfort.
Durante questo primo periodo di domiciliari, la condotta di Ahmtovic aveva suscitato forti polemiche, anche a livello nazionale, per le iniziative commerciali di cui, scontando la misura cautelare, si era reso protagonista sfruttando la macabra popolarità che gli era piovuta addosso in seguito alla tragedia da lui perpetrata.
A seguito di alcune telefonate che Ahmetovic non avrebbe dovuto fare tornò in carcere. Ma subito il rom minacciò il suicidio in carcere se non gli fossero stati concessi di nuovo gli arresti domiciliari.
Marco Ahmetovic uscirà per l’ennesima volta dal carcere. Il gip del tribunale di Ascoli gli ha concesso gli arresti domiciliari, che però dovrà scontare in un campo nomadi a Roma. La decisione è relativa alla vicenda della tentata rapina alle poste di Maltignano, avvenuta il 10 ottobre 2006 e al quale il rom avrebbe concorso.
Marco Ahmetovic non era affatto un extracomunitario pulito come si era detto il 23 aprile 2007, giorno della tragedia: aveva già commesso reati e molto gravi. Però gli erano stati accordati gli arresti domiciliari. Marco Ahmetovic era stato ricondotto in carcere, dopo diversi mesi di domiciliari in un residence di San Benedetto del Tronto, appena il 20 dicembre scorso, su ordine del giudice del tribunale di Ascoli Lorenzo Falco. Il provvedimento riguardava l’inchiesta sulla rapina in banca. Il rom, infatti, era libero di vedere e incontrare chiunque in relazione alla strage di Appignano dato che si trattava di un reato colposo e che la sentenza non è ancora passata in giudicato, mentre per la tentata rapina la misura cautelare disposta dal giudice conteneva altre prescrizioni, come il divieto di vedere o parlare con persone che non fossero il suo legale, il proprietario dell’appartamento che lo ospitava e i suoi genitori. Nel mese di dicembre, Ahmetovic aveva violato queste prescrizioni con alcune telefonate “vietate”. Di qui la revoca dei domiciliari e il ritorno in carcere, fino alla decisione di oggi.
In altri termini, Marco Ahmetovic torna in un campo nomadi a Roma.
In maniera ancora più chiara: è praticamente libero. Una vergogna inammissibile.
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Due viados violentano un 26enne che aveva accettato un passaggio
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martedì, gennaio 08, 2008


Due viados violentano un 26enne
che aveva accettato un passaggio
Rapinato e stuprato ha sporto denuncia
E’ accaduto nella notte di Capodanno
di Giuseppe Iannozzi
Alzare il pollice può diventare fatidico.
Ne sa qualcosa un 26enne che ha accettato un passaggio in auto da quelle che credeva fossero due donne con tutti gli attributi a posto. Le due gli attributi ce li avessero sì a posto ma non erano attributi propriamente femminili, infatti si trattava di due grossi viados.
Il 26enne sul momento non si è accorto dell’abbaglio che aveva preso ed ha accettato di buon grado il passaggio offertogli. Ed è stato così violentato dai due viados sudamericani, uno peruviano di 29 anni (Sabrina) e un argentino di 25 (Mariana).
Quando i carabinieri li hanno fermati, oramai il 26enne se l’era preso in quel posto.
Il fattaccio è accaduto tra la notte del 31 dicembre 2007 e l’1 gennaio 2008: è tradizione dire che chi lo fa a Capodanno lo fa poi tutto l’anno. Be’, speriamo che il povero giovane non venga violentato per tutto l’anno! In ogni caso parrebbe che i tre si siano conosciuti vicino a un locale milanese, il Freelife. Verso le 2 di notte, il giovane, insieme a un amico, ha accettato un passaggio in auto verso casa. Ma una volta nei pressi di Corsico, i quattro hanno avuto un approccio molto ma molto spinto con il 26enne; questi resosi conto dell’errore, si è subito tirato indietro… peccato che oramai fosse troppo tardi. A quel punto, secondo quanto ha denunciato il giorno successivo ai carabinieri, i due sudamericani lo avrebbero picchiato, derubato di cellulare e soldi, costringendolo poi a turno a dei rapporti sessuali. Dopo la denuncia, la notte tra il 4 e il 5 gennaio il giovane è tornato sul posto insieme ai militari dell’Arma e ha riconosciuto i due aggressori che si prostituivano in zona. I due extracomunitari, su uno pendeva già un decreto di espulsione, sono stati interrogati per la convalida dal gip Andrea Pellegrino su richiesta del pm Maria Vulpio. I due viados hanno negato tutto asserendo con forza che quella notte si trovavano da tutt’altra parte. Il gip non gli ha creduto e ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere con le accuse di violenza sessuale di gruppo, furto e violazione della legge sull’immigrazione.
Non si sa ancora che fine faranno i due viados estracomunitari, o meglio i due violentatori, ma è più che mai sicuro che il giovane stuprato un Capodanno così duro e nero non poteva davvero immaginarselo.
Sarà difficile, molto difficile, che riesca a dimenticare la truce avventura, una storia sicuramente da non raccontare in futuro né ai figli né ad eventuali nipotini.
State attenti dunque quando chiedete un passaggio e lo accettate: potreste rischiare molto di più del sedere!
E ricordate che tutto è fatidico, come ci ricorda Stephen King.
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Paris Hilton rimarrà povera in canna! Colpa del nonno Barron Hilton
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giovedì, dicembre 27, 2007


Paris Hilton rimarrà povera in canna!
Colpa del nonno Barron Hilton
che disereda le nipoti Paris e Nicky
di Giuseppe Iannozzi
Non c’è che dire, un Natale nerissimo quello della Hilton, che fino a qualche giorno fa gongolava immaginandosi ricca sfondata da fare schifo. I suoi piani di facile ricchezza sono naufragati, forse per sempre.
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Debra Lafave di nuovo nei guai
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giovedì, dicembre 06, 2007


Debra Lafave di nuovo nei guai
per aver parlato con una 17enne
Ha solo fatto dell’ottimo e sano sesso con un quattordicenne, che ancora non riesce a credere d’aver avuto una fortuna così tanto grande, d’aver fatto sesso con la prof. più figa che un adolescente possa sognare. Milioni e milioni di adolescenti frustrati, foruncolosi, se la sognano a occhi aperti e con le mani in mano un’avventura con una vecchia professoressa – anche se ha le tette mosce e il culo basso; poi, quando uno su un milione ha la fortuna di farsi una prof. che lo lascia senza fiato al sol guardarla, i benpensanti la condannano, manco fosse una strega.
Oggi, Debra Lafave è stata arrestata per l’ennesima volta.
In libertà vigilata, Debra Lafave, secondo la giustizia americana, non avrebbe dovuto avere dei contatti con persone non ancora maggiorenni.
Fatemi capire. Il Presidente d’America, George W. Bush, manda a morire migliaia di giovani in Iraq e in Afganistan (e non solo), ordinando loro di uccidere un presunto nemico, e l’America condanna Debra Lafave per aver parlato con una 17enne delle sue avventure erotiche.
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