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Nicola Tommasoli è morto e Gianfranco Fini assolve i neofascisti
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lunedì, maggio 05, 2008
Gianfranco Fini assolve i neofascisti!Altri due ragazzi della provincia di Verona sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione a Nicola. I due arrestati sono Guglielmo Corsi, 19 anni, e Andrea Vesentini, 20 anni, entrambi di Illasi, un paese poco distante dal capoluogo. Il primo è metalmeccanico, l’altro è promotore finanziario.
Secondo quanto accertato, Corsi e Vesentini erano insieme a Raffaele Dalle Donne, il giovane veronese arrestato per primo da polizia e carabinieri nel corso dell’inchiesta. Dalle Donne si è costituito. Raffaele, già conosciuto alle forze dell’ordine come tipo violento e aggressivo, era fuggito in tuta da ginnastica dopo il pestaggio e non era tornato a casa fino all’alba della mattina dopo. Quando è venuto a cambiarsi, il padre l’ha convinto a costituirsi e lui lo ha fatto, accompagnato dall’avvocato di famiglia.
Corsi e Vesentini, quando in nottata la polizia è venuta a prenderli a casa, non hanno opposto alcuna resistenza e hanno ammesso subito di aver fatto parte del gruppo di aggressori di Tommasoli. Peri e Tarabuio, anche loro ricercati per l’aggressione, hanno invece preso la macchina della madre di uno dei due per fuggire all’estero. Il questore di Verona, Vincenzo Stingone, ha lanciato un appello perché gli aggressori latitanti si consegnino agli inquirenti. I latitanti sono soprannominati "Peri" e "Tarabuio", sono scappati probabilmente in Austria, e gli inquirenti, pur non rivelandone l’identità, hanno spiegato che potrebbero consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine nelle prossime ore.
I commenti su questo post sono chiusi a Tutt*, senza eccezioni, in rispetto del dolore della famiglia.
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L’Italia ai neofascisti?
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domenica, maggio 04, 2008


L’Italia ai neofascisti?
di Giuseppe Iannozzi
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La prof. e l’alunno più dotato: "Vince chi ce l’ha più lungo!”
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giovedì, aprile 24, 2008

La prof. e l’alunno più dotato
Vince chi “ce l’ha più lungo!”
di Giuseppe Iannozzi
Gareggiavano in classe per premiare il più dotato. Il più dotato sì, non di cervello però.
Che cosa?
Sì avete capito bene, la gara era per sapere - a tutti i costi - chi ce l’aveva più lungo, il cazzo ovviamente.
L’insegnante, una quarantenne sostituiva la collega di ruolo giusto per un’ora, ed era in classe con gli allievi, quando è accaduto il gioco del metro. Tuttavia lei giura e spergiura di non sapere nulla al riguardo: “Non me ne sono accorta”. Peccato, perché se davvero non si è accorta di nulla, o non c’è nessuno “molto dotato” o lei è una prof. molto ma molto distratta che non si interessa degli alunni.
E’ accaduto alla scuola media di Sant’Antimo, la Giovanni XXIII di via Piave, a Nord di Napoli. Sembra che non sia neppure la prima volta. C’è chi parla di altri episodi di esibizionismo avvenuti nella stessa classe, e ovviamente il preside allarga le braccia e si affida a San Gennaro, quasi piangendo: “Solo voci. Non ci sono riscontri”.
Ma nell’intanto la professoressa è stata denunciata mentre cinque bambini, tra i 12 e i 13 anni, sono stati segnalati alla procura dei minori. Sarà ora compito dei magistrati capire se è vero che l’insegnante non si è accorta di quello che stavano misurando i suoi alunni. Il ministero per ora tace: e la professoressa continua a insegnare. “Erano chiusi a cerchio in un angolo della classe”, si è giustificata. “Credevo stessero parlando della gita scolastica”. In realtà la gita ci fu, proprio il giorno dopo, a Roma, ma gli sherlock holmes italiani sono poco propensi a credere alla versione della professoressa caduta dalle nuvole. Anche la posizione del preside è non poco imbarazzante, almeno per la polizia di Frattamaggiore. “Sono sconcertato”, piagnucola il preside tirando su un tono più che mai deluso. “Proprio non potevo immaginare che la cosa sarebbe finita in questa maniera, con una denuncia penale alla collega e una segnalazione per i bambini”.
Per il responsabile della scuola è stata poco più che una ragazzata. “Forse lo è stata - dice la madre di uno scolaro -, ma che l’abbiano fatto mentre in classe c’era la professoressa è incredibile”. Lei in quella seconda media neppure insegna. E’ insegnante di Lettere in un’altra sezione; quella mattina sostituiva per un’ora una collega assente.
“Proprio in questa scuola doveva capitare”, si dispera il preside. “In un comune difficile come Sant’Antimo, la nostra scuola è impegnata da anni per aiutare i bambini. Facciamo mille attività collaterali, teniamo aperto il cancello quasi tutto il giorno e poi ci capita ’sta cosa che rovina il buon nome dell’istituto e ci mette in cattiva luce davanti a tutti”.
Chissà chi era poi il più “dotato”: sarebbe utile saperlo, per la scuola, che così eviterebbe di sprofondare nella vergogna, perché potrebbe vantarsi davanti all’Italia intera di accogliere nelle proprie classi il degno erede di John Holmes.
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commenti (23)
Il mondo del lavoro sta cambiando
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mercoledì, marzo 05, 2008

Storie di Masche
Il mondo del lavoro sta cambiando *
* Questo editoriale è stato scritto all'inizio del Duemila. E' datato, troppo datato per essere ancora attuale?
Non credo sia da buttar via. Ci sono ancora degli spunti purtroppo più che mai attuali, di qui il perché di proporlo ai lettori di oggi. (g.i.)
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Paris Hilton sadomaso imita Dita von Teese
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lunedì, febbraio 18, 2008
Paris Hilton sadomaso imita Dita von Teese

E' il trionfo del Trash senza vergogna!
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Marco Ahmetovic agli arresti domiciliari in un campo nomadi
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mercoledì, gennaio 09, 2008


Marco Ahmetovic
torna agli arresti domiciliari
Questa volta in un campo nomadi
di Giuseppe Iannozzi
La tragica vicenda, che vede coinvolto il rom Marco Ahmetovic che uccise 4 minorenni in un incidente stradale il 23 aprile 2007 ad Appignano del Tronto, ha del vergognoso di per sé; e ad ogni giorno che passa, intorno a Marco Ahmetovic si condensa tutto lo schifo della giustizia italiana, di una giustizia incapace di fare il suo dovere, svilendo sempre più l’idea che “la legge è uguale per tutti”.
Marco Ahmetovic era stato messo agli arresti domiciliari, con una condanna a dir poco ridicola: 6 anni e 6 mesi per omicidio colposo. La tragica sera che uccise i 4 giovani il rom era ubriaco, un tasso alcolemico quattro volte superiore rispetto a quello consentito dalle vigenti leggi.
Finì agli arresti domiciliari ma in un residence con tutti i comfort.
Durante questo primo periodo di domiciliari, la condotta di Ahmtovic aveva suscitato forti polemiche, anche a livello nazionale, per le iniziative commerciali di cui, scontando la misura cautelare, si era reso protagonista sfruttando la macabra popolarità che gli era piovuta addosso in seguito alla tragedia da lui perpetrata.
A seguito di alcune telefonate che Ahmetovic non avrebbe dovuto fare tornò in carcere. Ma subito il rom minacciò il suicidio in carcere se non gli fossero stati concessi di nuovo gli arresti domiciliari.
Marco Ahmetovic uscirà per l’ennesima volta dal carcere. Il gip del tribunale di Ascoli gli ha concesso gli arresti domiciliari, che però dovrà scontare in un campo nomadi a Roma. La decisione è relativa alla vicenda della tentata rapina alle poste di Maltignano, avvenuta il 10 ottobre 2006 e al quale il rom avrebbe concorso.
Marco Ahmetovic non era affatto un extracomunitario pulito come si era detto il 23 aprile 2007, giorno della tragedia: aveva già commesso reati e molto gravi. Però gli erano stati accordati gli arresti domiciliari. Marco Ahmetovic era stato ricondotto in carcere, dopo diversi mesi di domiciliari in un residence di San Benedetto del Tronto, appena il 20 dicembre scorso, su ordine del giudice del tribunale di Ascoli Lorenzo Falco. Il provvedimento riguardava l’inchiesta sulla rapina in banca. Il rom, infatti, era libero di vedere e incontrare chiunque in relazione alla strage di Appignano dato che si trattava di un reato colposo e che la sentenza non è ancora passata in giudicato, mentre per la tentata rapina la misura cautelare disposta dal giudice conteneva altre prescrizioni, come il divieto di vedere o parlare con persone che non fossero il suo legale, il proprietario dell’appartamento che lo ospitava e i suoi genitori. Nel mese di dicembre, Ahmetovic aveva violato queste prescrizioni con alcune telefonate “vietate”. Di qui la revoca dei domiciliari e il ritorno in carcere, fino alla decisione di oggi.
In altri termini, Marco Ahmetovic torna in un campo nomadi a Roma.
In maniera ancora più chiara: è praticamente libero. Una vergogna inammissibile.
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