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Paris Hilton sadomaso imita Dita von Teese

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 18, 2008



Paris Hilton sadomaso imita Dita von Teese





E' il trionfo del Trash senza vergogna!


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:30 | donne, trash, satira, umorismo, hard, erotico, ultime notizie, luci rosse, gioventù bruciata, suffragette | clicca per commentare



Siti pornografici e video hot sui telefonini

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -





Siti pornografici


e video hot sui telefonini


Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Niente sesso siamo inglesi! Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano e parecchio anche. Tutti i santi giorni, festivi e maledetti compresi. Ci pensano più volte al giorno. Ma c’è dell’altro: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando, in maniera maniacale, immagini, filmati e racconti pornografici sui loro computer o telefonini.
 
Si potrebbe pensare che si è di fronte a dei segaioli incalliti, si potrebbe anche credere che un siffatto comportamento apparentemente innocuo non possa far diventare cieco nessuno tranne il diretto interessato, ma in realtà mette sotto torchio la relazione con la partner. Il fenomeno non è sfuggito agli Sherlock Holmes made in England, così subito si è dato corso a un’indagine per conto di Bbc News; condotta su 43 terapisti specializzati, l’80% ha spiegato che “si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti a luci rossi, hard, di sesso esplicito ed estremo”.
 
La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie sessuali: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che, per così dire, «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita, così la maggior parte delle volte abbandona il partner lasciandolo con le mani in mano, anche se non è proprio così, perché almeno una mano gli serve per smanettare con il suo joystick. Molto diffusa è anche quella strana razza di individui che soffrono di una vera e propria dipendenza da sesso, dipendenza che si manifesta con la necessità d’avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati a dir poco sporchi, cioè appiccicosi. Per evidenti motivi di igiene, è sempre bene stare attenti a quando si utilizza il computer di un collega: mouse e tastiera sono infatti dei veri e propri ricettacoli di malattie facilmente trasmissibili.  
 
La Rete ha dato a tutti l’opportunità di ritagliarsi un fazzoletto rosso, o meglio ancora il proprio angolo di blog duramente selezionati con le proprie mani, pour ainsi dire.
E’ stato un bene? Leggevo oggi che gli inglesi - ma non solo - passano ore intere in Rete a caccia di sesso facile, sì, ma virtuale, onde evitare complicazioni sentimentali. Meglio spararsi una sega davanti al monitor che infilarsi un condom sul pisello. Sono oramai un’orgia senza ritegno quelli che il sesso o in Rete o niente. Il problema è che quelli della Rete il guanto sulla mano non se lo mettono!
 
Non so in che misura i commenti, su qualsiasi blog, possano essere realmente sentiti; o se è solamente perché si sa che si è distanti e si è quindi disposti ad elargire amore a piene mani, cosa che nella realtà non accade affatto, basta difatti gettarsi dentro a una birreria per rendersi conto, dopo pochi minuti, che tutti ti guardano in tralice o non ti cagano affatto.
 
Io direi che il fattore “lontananza” permette di dare più amore di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, ma permette anche di superare la propria timidezza e quindi di aprirsi. Sarebbe bello, molto bello se questa apertura ci fosse nel mondo reale e non limitatamente al virtuale.
 
Sono dunque finiti i bei tempi di quando si andava a puttane? In parte: alcuni irriducibili preferiscono rischiare con una femmina in carne e ossa, o un maschio.
Ora mi direte voi: ma che diavolo dici, ti sta dunque bene che delle povere ragazze vengano costrette a battere le strade e andare con degli sconosciuti? No, non mi sta bene. Ma vi dico una cosa semplice semplice: le ragazze che promettono sesso on line, credete forse che non siano costrette con la forza? Il mercato della prostituzione si sta solo spostando dalla strada alla Rete: molti si limitano a spararsi una sega davanti al monitor, ma la Rete è Sodoma e Gomorra dove le donne vengono battute all’asta. E non solo: la pedofilia, non dimentichiamocelo, nella stragrande maggioranza dei casi è in Rete. Veniamo al punto: oggi come oggi spararsi una sega non significa solamente imbrattare il mouse e la tastiera, perché dietro a un orgasmo davanti al monitor ci sta tutto un mondo di umiliazioni e soprusi, di ragazze costrette a darsi on line - per poi incontrare i clienti in un club privato -, di bambini che sono finiti purtroppo nelle mani sbagliate e che vengono sfruttati per alimentare il mercato della pedofilia.
 
Meditate gente, meditate!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:24 | web , internet, sesso, controinformazione, blogosfera, hard, notizie dalla rete, prima pagina, società, pubblicità progresso, luci rosse, dalla parte dei bambini, vm 18, allarmi, social network, no pedofilia, via del campo, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (10)



E' hard vivere in Messico!

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 14, 2008



E' hard vivere in Messico!








by Piccola Peste


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 16:30 | satira, hard, erotico, prima pagina, ultime notizie, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti



Caos Calmo: Nanni Moretti nel caos sollevato da Nicolò Anselmi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -






La Cei attacca Nanni Moretti

C’è un caos immondo intorno a Caos Calmo



di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
La battaglia di Maratona
Oramai i giudizi della Cei, o meglio la censura che propaganda per mari e per monti non dovrebbe più far notizia. Tuttavia nel bene e nel male la Cei riesce a sollevare un vespaio di polemiche, forse perché, giorno dopo giorno, diventa sempre più intollerante e fondamentalista. Il fondamentalismo cattolico è un’altra piaga di questo ventunesimo secolo già piagato di per sé, per colpa di un retaggio culturale barbaro e medioevale ereditato dal dopo-Sessantotto in poi.
L’occasione per lanciare anatemi contro la cultura, oggi la Cei la trova nel cinema, anzi in un film, “Caos Calmo” con Nanni Moretti e Isabella Ferrari. “Caos Calmo”, prima d’essere una pellicola, è un libro, premio Strega 2006, un romanzo sul dolore, sulla perdita, sul caos che accompagna chi resta tentando di sopravvivere a sé stesso dopo aver visto finire sottoterra la donna amata.
 
“Caos Calmo” di Sandro Veronesi è uno di quei libri, che usando una abusata formula di giudizio, potremmo definire “onesto”, niente di eccelso, giusto un romanzo che è stato scritto. La qualità più evidente di questo lavoro di Veronesi è essenzialmente una e una sola: ha un Inizio e una Fine.
 
“Caos Calmo”, il film di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman e Isabella Ferrari, è lo stesso caos raccontato da Sandro Veronesi. Grimaldi, seguendo la trama del romanzo di Veronesi, ha anche inserito nella storia circa 4 minuti di orologio dove Pietro (Nanni Moretti) e Lara (Isabella Ferrari) fanno sesso. E la Cei subito si è fatta prendere dal demonio levando al cielo anatemi. Dario Fo, che come la Cei non manca mai di dire la sua: “Noi questa situazione la conosciamo da sempre, appena salito sul palco ero già sotto controllo e ne sono orgoglioso. La cosa più grave è la mancanza di umorismo da parte della Chiesa. Sono profondamente indignato per come la Cei entra a piedi giunti nella vita della gente. Loro sono sempre là, vedono il sesso come qualcosa che non s’ha da fare, poi se la rifanno con i bambini, come successo negli Stati Uniti. Non pagano le tasse e si permettono di inserirsi nella politica. Significativo è anche ciò che è successo alla Sapienza. Secondo me non è stata negativa la contestazione, ma è stato sbagliato il modo di realizzarla, occorreva maggior scaltrezza perché gli esponenti del clero sono maestri nel gioco degli scacchi”.
 
Il produttore Procacci, il regista Grimaldi e l’attore principale Moretti avrebbero voluto parlare del film, che è già stato acquistato da 12 paesi a occhi chiusi, prima d’averlo visto. Al festival di Berlino si doveva parlare del film, molto applaudito; ed invece il vescovo Nicolò Anselmi ha subito rotto le uova nel paniere: “… Spesso esponenti della Chiesa hanno avuto posizioni critiche verso il cinema, la novità è la grande agitazione che creano in Italia, nel mondo giornalistico e in quello politico. I politici mi sembrano indifesi e impauriti e i giornalisti sempre più prigionieri della loro isterica sciatteria”. Nanni Moretti per difendersi cita Ermanno Olmi: “L’impressione è quella di un ritorno al concilio di Trento”. La Cei chiede a viva voce che i più giovani vengano protetti, che non gli si faccia vedere la scena hard fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E l’attrice, naturalmente piccata, risponde: “Il mio dovere di attrice è quello di soddisfare le richieste del regista, solo così vado a dormire contenta. Strano che l’accusa sia contro i quattro minuti della scena di sesso, c’è il momento in cui butto la fede nuziale rinnegando il matrimonio, non è contro la religione?” E Alessandro Gassman: “La Chiesa faccia il suo lavoro. Ma che c’entra con il cinema? Non dovrebbero pensare ai poveri e ai derelitti della società?” E Valeria Golino incalza: “Si scandalizzano perché si tratta di Moretti, considerato un guru, e invece abbiamo scoperto un uomo. Se all’inizio abbiamo reagito tra irritazione e divertimento, pensando che questa cosa è solo un piccolo segno di quello che succede in Italia, dove una donna è stata fermata in ospedale per aborto, c’è poco da ridere, c’è da avere paura”.
 
Sandro Veronesi, anch’esso presente a Berlino: “Quando il libro vinse il premio Strega fu attaccato dalla Chiesa per le stesse ragioni. La cosa più disarmante è che, allora come adesso, qualcuno avvalora il sospetto che sia tutta una mossa pubblicitaria”. E il regista del film, Grimaldi.: “Credevamo che finalmente si potesse parlare solo del film…”. Grimaldi difende a spada tratta i suoi 4 minuti hard specificando che la scena incriminata dalla Cei è “necessaria ad esprimere una svolta dei due personaggi, la liberazione dal dolore per lui e dalla vita passata per lei. E doveva essere sesso e basta, ogni accenno romantico non avrebbe avuto senso”.
Il regista Steven Frears, quasi divertito da tanto caos: “Perché non vi liberate del Vaticano? Potreste venderlo in blocco a Berlusconi”.
 
Tutto questo rumore per 4 minuti di sesso davanti alla macchina da presa.
 
Chi oggi spera d’andare al cinema per vedere scene erotiche, peggio per lui, perché in “Caos Calmo” ci sono sì e no 4 minuti di orologio, 4 minuti di sesso che in Italia vengono definiti hard, quando è invece vero che ci sono delle scene di erotismo al limite della noia più piatta per una coppia sposata. Il punto è che “Caos Calmo” non è la burrosa sodomia di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci (sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e Franco Arcalli) con Marlon Brando e Maria Schneider, non è nemmeno “9 settimane e 1/2” di Adrian Lyne con Mickey Rourke e Kim Basinger - film che s’ispirava a un racconto autobiografico di Elizabeth McNeill -, è solo l’onesto film di Antonello Grimaldi tratto dall’altrettanto onesto romanzo di Sandro Veronesi.






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 12:38 | recensioni, cultura, polemiche, cinema, letteratura, sesso, hard, attori, critica, provocazioni, erotico, in libreria, prima pagina, attualità, società, cattolicesimo, attrici, ultime notizie, luci rosse, dalla parte dei bambini, fondamentalismi, novità in libreria, allarmi, notizieflash, last news, jujolcom, dalla parte delle bambine, la battaglia di maratona | clicca per commentare commenti (17)



Il capitale dell'amore

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, gennaio 14, 2008





Il capitale dell’amore


di Giuseppe Iannozzi + guest star Vany
 
 


 
Il capitale dell’amore
 
 
Tutto questo, tutto l’amore lo avete gridato
Non ce n’è più neanche una lacrima
Tutte queste gambe aperte
Tutti questi culi all’aria
Tutto questo adesso è una puttana che sbadiglia

L’avete portato in croce in processione
L’avete distribuito ai morti di fame
perché i ricchi avevano altro a cui pensare
Ma i primi sono tutti finiti sottoterra
con in consegna l’epitaffio ancora in bocca,
mentre i ricchi sono ancora là
dove li avete lasciati che sghignazzano
e non ne vogliono che sapere di smettere
E in effetti, dal loro punto di vista,
c’hanno pure ragione: perché mai dovrebbero
rimettere i peccati a Dio
se tutto intorno è un cimitero di disgraziati
senza né voce né mani per alzare corde al cielo?
 
Il buon samaritano ha le mani in pasta da sempre
Tutto l’amore non ha più lacrime né nome
o gambe da allargare al primo venuto,
perché l’unico comunista buono
è quello grosso, bello grasso e ben pasciuto
Tutto l’amore è una puttana che sbadiglia
masticando l’aria e null’altro, non un’ostia
non un cazzo di niente
 
Tutti questi culi all’aria
Tutti questa cardiochirurgia senza gioia
Tutta questa luce negli angoli di notte
Non c’è più una madonna da violentare
Non c’è più un solo marinaio da pestare
 
Tutto questo, tutto l’amore lo avete gridato
Non ce n’è più neanche uno schizzo
Non c’è più neanche la voglia d’una sega
Tutto l’amore, tutto è finito seppellito
 
 
 
 
 
13 gennaio ‘54
 
 
Un po’ d’anni, sì, sono passati
Non per questo però hai perso
la bellezza del sorriso
né quello che indovino
essere nell’anima tua
 
Ai dì di sole e a quelli di temporali
hai risposto chinando il capo mai,
stringendo i denti forte e forse
rattenendo lacrime
che avrebbero voluto sciuparti il viso
E di tanto in tanto lungo il cammino
hai incontrato loschi individui,
ma anche amici che non avresti sospettato
potessero nascondersi dietro facce buffe
e in qualche caso un po’ arcigne
Tra gioie e dolori, tra il dio kantiano
e quello cieco omerico della gente
hai mosso i passi insegnando a tuo figlio
tutto l’amore che sapevi
non lesinando mai d’aver coraggio
anche per lui
 
Un po’ d’anni, sì, sono andati
Sembrava solo ieri che t’innamoravi,
che il primo bacio al rossore promettevi
gettando l’occhio al di là dell’orizzonte,
cercando d’indovinare quel che di lì a poco
sarebbe venuto nella buona e cattiva sorte
Nel mezzo di brindisi felici e complici labbra,
al rosso del vino dentro al bicchiere;
nel mezzo di pianti tra genti stanche
di seppellire morti amori, crudeli dolori ai funerali,
e al nero della fortuna avversa;
a tutto questo e a molto altro ancora
hai risposto che vivere non è mai peccato
seppur non ci è dato d’esser sempre e per sempre,
ché solo conta cogliere il momento
quand’è il tempo, e non poi con rimpianto
gettar lo sguardo indietro
sospirando “fosse stato diverso il fato!”

Sì, Cinzia, gl’anni sono passati
Ma se ti guardi d’attorno
non hai perso niente
E’ solo che il tempo è andato avanti
e tu l’hai accompagnato con amore,
con odio anche, secondo le occasioni
 
Se ti lasci guardare un momento
la bellezza del tuo sorriso, sì,
sono sicuro è perfetta ancora, come ieri

 
 
 
 
Luna e Mercurio
 
 
di Giuseppe Iannozzi e Vany


Il sole ci regala briciole
di allegria, ma ormai è sera,
la città accende le luci
accarezzando noi due
innamorati ed amanti.
 
Le tue parole mi sfiorano
l’anima, le tue carezze
nascoste dalle luci soffuse
mi incendiano il corpo,
mentre la luna si specchia
in un cielo di latta...
 
Ho messo su prima Bach
poi Händel, spiando fuori
attraverso uno spiraglio
di finestra
tra i cumuli di neve al buio
e i fitti banchi di nebbia,
tra i miei sogni barocchi
tagliati dalla fioca luce
dei lampioni carchi di bianco.
 
Ho sognato tanto a lungo
d’arrivare lontano lontano, fino
a carezzare di Mercurio il suolo
e il silenzio siderale.
 
Poi lo sguardo nudo
dentro al caldo l’ho riportato;
e tra le lenzuola ti ho trovata,
fintamente moribonda
con gli occhi colmi dei barbagli
delle mie fantasie
già tutte dalla tua divina malizia
indovinate e tosto spogliate.
 
Ti ho urlato contro, Luna!
Sei scoppiata in una fresca risata,
e nulla resistenza hai opposto
all’ingordigia delle mie mani
sui tuoi morbidi fianchi di Fata,
di fiore universale.  
 
 
 
 
 
Uccellino
 
 
Uccellino piccolino,
che grazioso che sei!
Un cuoricino sei
caldo e pulsante
Sì piccolo stai giusto
sul palmo d’una mano
 
Uccellino, uccellino
che cinguetti mai?
Altre briciole vuoi?
O che pena!
Le tasche mi son vuote:
tutto il poco ch’avevo
tosto te l’ho dato
da beccare
Solletico d’amore
in cambio ho ricevuto,
di più per me
davvero non chiedo
 
Però quanto vorrei
avere altre mollichine
da dare al tuo becco,
per assaporare ancora
i teneri baci volanti
 
Per amare ancora
i piccoli tuoi baci,
caldi pulsanti di Dio
 
 
 
 
 
Chino il capo
 
 
Chino il capo
Il poeta
conosce la preghiera
e la gemella sua sposa
 
Gli occhi
li tiene bassi sempre,
non per pudore
ma per non dover
rispondere
a chi dovesse osare
di levare
il suo sguardo
a tiro di schioppo
 
Chino il capo
il poeta sa
che domani lascerà
pensieri e cose,
dimenticato
al pari di tutte le anime
che da millenni hanno illuso
il mondo cianciando
dell’Immortalità
 
 
 
 
 
Liberazione!
 
 
E poi parlano
anche di libertà
e di verità
e altre amenità
suppergiù così
Scrivono sì,
d’una rivoluzione
che verrà di sicuro
però domani;
e arrangiano arie
di liberazione
da chi, da che cosa
e dove nessuno lo sa
Infine scrivono
babilonici elzeviri
a tutto tondo
che girano
e rigirano il coltello
nella piaga (dei giornali),
con macabra voluttà
di cerusici…
tutto questo per dirci
che gran facce di merda
essi sono
 
E a me mi scappa
un’altra volta da cagare
su carta inchiostro e parole
 
 
 
 
 
Dopo l’amore
 
 
Dell’Eden
non ho eco
che mi scavi
dentro all’alma
Io sol ricordo
quel tuo modo
d’asciugarmi le lacrime
dopo l’amore
 
Col cuore in gola
sulla sabbia
un bambino disegna
il pube e il pipino;
eppur niente sa!
Ma forse già l’istinto
piano l’accompagna
verso quel destino
di uomo
che prima o poi
a tutti tocca d’affrontare
colla spada o la Bibbia
in mano
 
Io sol ricordo le tue dita
sulle mie gote stanche
d’infiniti rivi di pianto
per grande danno
o niente addirittura
 
Io sol ricordo
il tempo dopo l’amore
 
 
 
 
 
Piccola, ma proprio piccola
 
 
Senti Piccola,
tu sei piccola
ma piccola piccola
 
Non hai fatto manco
le manovre militari
Che diavolo dici?
Sei una donna
con la gonna!
E allora in cucina
ci potevi ben stare
E invece stai sempre
a menarmela
solo perché c’ho avuto
una scarica di troppo,
ma sempre laborioso
seduto sulla tazza
del mio regale cesso,
non dico di porcellana
però non escludo
che in futuro uno migliore
 
Senti Piccola,
tu sei piccola piccola
anche se metti su
quei tacchi a spillo
 
Tu, Piccola, mi spingi
a far passare un cammello
per la cruna dell’ago,
e non va affatto bene
 
Senti Piccola,
i papaveri ch’erano
nel tuo fazzoletto verde
te li ho strappati tutti io
preso da un momento
di rabbia incontrollata
E ti assicuro
che non erano alti alti
come andavi dicendo in giro
 
Senti Piccola,
adesso devo scappare,
non ti dico dove
Per favore,
se trovi occupato
prima bussa
e se non ti rispondo
prendi pure a scappare
Il perché te lo lascio...
immaginare!






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Le maestre facevano orge sullo scuolabus, è accaduto a Saladas in Argentina

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, gennaio 11, 2008


 

Le maestre facevano orge sullo scuolabus


Scandalo a Saladas, in Argentina,
dove 6 insegnanti, prima di scuola,
facevano sesso con l’autista del mezzo



di Giuseppe Iannozzi



E' accaduto in Argentina, nella bella America Latina della fu Evita Peron, e giusto il tempo di un niente ed è scandalo nazionale. Grazie al web. Tutte le mattine lo scuolabus del villaggio «Pago del desiderio» (Luogo del desiderio) si recava a Saladas, il villaggio più vicino, a prendere le sei maestre di scuola. Il viaggio di 15 chilometri di solito era rapido, ma a volte tardava perché il gruppo faceva onore al nome della località. Parcheggiato il pulmino in un luogo appartato, l'aitante autista dava subito sfogo a tutta la sua fregola e ci dava giù a più non posso: faceva tanto ma tanto sesso con le sue passeggere, tutte donne consenzienti comprese tra i 30 e i 40 anni (cinque delle quali sposate e con figli), che si lasciavano anche fotografare dal telefonino dello “stallone” argentino. E alcune si facevano ritrarre con il volto rivolto all’obiettivo, sorridenti, mentre lo stallone eiaculava loro in bocca e in faccia.

Le foto ovviamente sono sul web, a documentare i più lussuriosi momenti del gruppo: la fidanzata tradita dell’autista, curiosando nella casella di posta elettronica di lui, ha scovato le foto; e infuriata per il tradimento (provateci un po' voi a darle torto!), ha cominciato a diffonderle tra gli amici attraverso Internet e i cellulari. Non solo: la donna ha creato anche un blog in cui ha scaricato tutte le immagini. Lo scandalo sessuale, già battezzato come «l’orgia delle maestre», ha messo in subbuglio non solo il piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, ma anche l’intera Argentina. Il figlio 18enne di una delle maestre, quando ha visto un gruppo di amici che si scambiavano le foto della madre sorridente per così dire, impegnata in una focosa seduta di sesso orale, ha avuto una crisi nervosa ed è stato precipitosamente ricoverato in ospedale. Signore e Signori, pensate a quel povero ragazzo: quando qualcuno gli dirà in piena faccia che la madre è una di quelle, che potrà mai fare se non farsi venire un'altra crisi isterica?

Le maestre adesso si difendono dalle accuse, hanno chiamato in causa i sindacati, una ha detto che «non c’è mai stata un’orgia», ma che si è trattava di «azioni private», svoltesi in maniera indipendente. E mentre i mariti cercano il giovane, oriundo di Buenos Aires, è ben magra consolazione per le donne sapere che, secondo il ministero della Pubblica Istruzione, probabilmente non subiranno alcuna azione penale, in quanto gli incontri avvenivano al di fuori dell’edificio scolastico.

Sia come sia, oggi i maiali hanno una ragione in più per andare in Argentina.

Per i più curiosi le foto dello scandalo su:

Paparazzitismo - le foto a luci rosse dell'orgia delle maestre






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 19:07 | donne, web , internet, cronaca, sesso, blogosfera, hard, notizie dalla rete, erotico, prima pagina, attualità, vergogna, società, blogger, ultime notizie, luci rosse, scandali, cronaca vera, notizieflash, social network, jujolcom, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (9)



Due viados violentano un 26enne che aveva accettato un passaggio

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, gennaio 08, 2008





Due viados violentano un 26enne

che aveva accettato un passaggio


Rapinato e stuprato ha sporto denuncia

E’ accaduto nella notte di Capodanno




di Giuseppe Iannozzi




Accettare un passaggio può rivelarsi molto duro e pericoloso.
Alzare il pollice può diventare fatidico.

Ne sa qualcosa un 26enne che ha accettato un passaggio in auto da quelle che credeva fossero due donne con tutti gli attributi a posto. Le due gli attributi ce li avessero sì a posto ma non erano attributi propriamente femminili, infatti si trattava di due grossi viados.
Il 26enne sul momento non si è accorto dell’abbaglio che aveva preso ed ha accettato di buon grado il passaggio offertogli. Ed è stato così violentato dai due viados sudamericani, uno peruviano di 29 anni (Sabrina) e un argentino di 25 (Mariana).

Quando i carabinieri li hanno fermati, oramai il 26enne se l’era preso in quel posto.
Il fattaccio è accaduto tra la notte del 31 dicembre 2007 e l’1 gennaio 2008: è tradizione dire che chi lo fa a Capodanno lo fa poi tutto l’anno. Be’, speriamo che il povero giovane non venga violentato per tutto l’anno! In ogni caso parrebbe che i tre si siano conosciuti vicino a un locale milanese, il Freelife. Verso le 2 di notte, il giovane, insieme a un amico, ha accettato un passaggio in auto verso casa. Ma una volta nei pressi di Corsico, i quattro hanno avuto un approccio molto ma molto spinto con il 26enne; questi resosi conto dell’errore, si è subito tirato indietro… peccato che oramai fosse troppo tardi. A quel punto, secondo quanto ha denunciato il giorno successivo ai carabinieri, i due sudamericani lo avrebbero picchiato, derubato di cellulare e soldi, costringendolo poi a turno a dei rapporti sessuali. Dopo la denuncia, la notte tra il 4 e il 5 gennaio il giovane è tornato sul posto insieme ai militari dell’Arma e ha riconosciuto i due aggressori che si prostituivano in zona. I due extracomunitari, su uno pendeva già un decreto di espulsione, sono stati interrogati per la convalida dal gip Andrea Pellegrino su richiesta del pm Maria Vulpio. I due viados hanno negato tutto asserendo con forza che quella notte si trovavano da tutt’altra parte. Il gip non gli ha creduto e ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere con le accuse di violenza sessuale di gruppo, furto e violazione della legge sull’immigrazione.

Non si sa ancora che fine faranno i due viados estracomunitari, o meglio i due violentatori, ma è più che mai sicuro che il giovane stuprato un Capodanno così duro e nero non poteva davvero immaginarselo.
Sarà difficile, molto difficile, che riesca a dimenticare la truce avventura, una storia sicuramente da non raccontare in futuro né ai figli né ad eventuali nipotini.

State attenti dunque quando chiedete un passaggio e lo accettate: potreste rischiare molto di più del sedere!
E ricordate che tutto è fatidico, come ci ricorda Stephen King.






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by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 14:47 | cronaca, giovani, hard, cronaca nera, prima pagina, attualità, società, ultime notizie, scandali, violenza sessuale, cronaca vera, gioventù bruciata, notizieflash, last news, jujolcom, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (8)



Federica Zarri, pornostar entra in politica con la Brambilla e Berlusconi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, dicembre 17, 2007





Federica Zarri, pornostar

è stata folgorata dalla politica


e apre un Circolo delle Libertà




di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Federica Zarri, 30 anni, rinomata attrice porno, oggi è anche fondatrice del Circolo delle Libertà di Lecco, sì, di uno di quelli del movimento fondato dalla rossa e bellissima Michela Brambilla.

A sentire Federica Zarri, sarebbe stata folgorata dall’irresistibile fascino latino di Silvio Berlusconi ma anche da quello di Michela Brambilla, così non ci ha pensato su due volte e ha deciso di profondere buona parte del suo impegno nella politica di Destra.
 
Oggi, forse, c’è un buon motivo, almeno uno, per essere di Destra a Lecco: entrare nel Circolo della Zarri.
 
Ovviamente la Zarri ha già una sua proposta per riformare il settore hard, la già famosa legge Zarri. Attualmente la Zarri, in prima persona, sta battendo tutti i club italiani a luci rosse per mostrare dal vivo la qualità nonché la genuinità della sua proposta e accalappiare così grandi consensi. “Altro punto importante è abolire la legge che, attualmente, vieta di girare film pornografici nel nostro Paese”, spiega Federica Zarri. Ma non solo: “Tutti gli attori sul set dovranno essere muniti di certificato medico, che sarà controllato prima di iniziare le riprese. Per ogni film, non si potranno girare più di tre scene di sesso ed il compenso per gli attori sarà minimo di seimila euro per le donne e cinquemila per gli uomini”. Ci sembra giusto: l’attore porno maschio deve essere giustamente un po’ castrato, 1.000 € in meno in busta paga rispetto alla pornostar di turno. Mi sa che così Federica Zarri parte con il piede sbagliato: non so quanto le convenga inimicarsi i tanti John Holmes nostrani in procinto d’erezione.
In ogni caso la Zarri è inarrestabile, un fiume in piena: “I disco sex dovranno, almeno un giorno alla settimana, far esibire un’attrice hard.” Ed ancora: “Potranno avere la qualifica di pornostar, solo le ragazze iscritte in un apposito albo ed abbiano girato almeno un film di produzione italiana. Lavorando in questo settore da tempo, mi sono resa conto che serve una nuova regolamentazione.”

Insomma, se la Zarri dovesse ottenere consensi popolari, si preparano tempi assai duri per gli attori porno, difatti glielo vogliono mettere dritto in quel posto senza vaselina né alcun altro lubrificante.
 
“Con Michela Brambilla ci sentiamo e posso dire che è una persona molto motivata e con tanta voglia di mettersi in gioco per il bene dei cittadini. Ho aderito a questa splendida idea dei circoli che ha avuto il presidente Silvio Berlusconi, poiché occorre un forte movimento, che sappia dare impulso al centrodestra, per raggiungere nuovi traguardi, maggiore coerenza programmatica e maggiore coesione. Lavorerò per sollevare l’Italia caduta in grave difficoltà, certamente non a causa nostra, ma di una classe politica lontana dai problemi della gente e che fa troppa demagogia.”
 
Per il momento Federica Zarri mi ha fatto levare solo una gran risata di gola e di petto.
 
E’ proprio vero che sesso e politica, a ben guardare, sono poi la stessa cosa!






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Le bukowskiane, la serie delle nere - versioni alternative inedite

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, dicembre 16, 2007



fotomontaggio di g.i.
- i versi nell’immagine sono di G.D. Rossetti (The House of Life) -
 

 
Le bukowskiane


la serie delle nere

 
versioni alternative inedite


 
di Giuseppe Iannozzi
 




 
“Impossibile per gli amati è morire, perché l’amore è eterno”
 
Emily Dickinson
 
 
 

 
DARK LADY
 
 
Sfocia il mare nella spuma
E c’è quella barca nera
E tu lì, persa a guardare
            te stessa immobile
            mentre le onde tempestano
 
Sei in quel nero vestito
       che fa capire un desiderio
       che solo la barca sulla sabbia sa
 
Dark Lady, il mare spuma
Viene in te
Ma tu non vieni nel mare
Rimani ancorata alla barca
              reclinando sullo scafo
              negra tempesta di capelli,
              tenendo gli occhi aperti
              al cielo sposati
              in un quasi orgasmo salato
              e nelle onde perso
 
Onde lontane,
lontane come te
 
Chissà che pensi!
Che immagini dando il ventre,
         il seno, il pube,
         alla barca arrovesciata?
Che è il posto sbagliato
Che non doveva essere così
         il sogno d’una vita
Che non può essere tutto
         un perdersi così
         senza senso, senza sesso,
         un amare salato sulle labbra
         sulle nude gambe scoperte
         ad aprire un solitario spiraglio
         al vento
 
E la sabbia, la sabbia preme sulla pelle
E la spiaggia confonde sua vastità nel sale
 
Dark Lady, che ci fai in quel nero sudario?
Il mare s’è calmato ma non il cielo
             che continua a sprofondare
             oltre l’orizzonte
 
Guardi il mare
Guardi il mare, ancora
Poggi la schiena alla barca arrovesciata
            e ti fai sua àncora
            provando a penetrarla
            con la carne
 
Cercando l’infinito
                  gli occhi invidiosi
                  varcano il cielo
Tenti di calmare i capelli
               raccolti in un’erezione
E comprendi che sei nera, nera, nera
    non più vergine come il mare, come il cielo
 
Ma non è bello capire
      starsene lì nell’abbandono
      con l’amore chissà dove, lontano
E tu a vestire parte di Dark Lady
 
C’è ancora sabbia
       e una spiaggia da camminare
 
Una barca se ne va felice
        a cavallo delle onde
E un uomo che non conosci
   guida la sua vela
Lontano
 
 
 
 
 
INFINITO
 
 
Si tende all’infinito assoluto
che è sempre insoluto.
 
Non c’è sorriso su questa spiaggia
per la donna solitaria plagiata dal mare:
le onde, la barca arrovesciata, il cielo.
E lei,
        e lei,
e la schiena par quasi penetri
lo scheletro dello scafo,
ma i seni puntano il cielo.
Peccato lei non li possa vedere:
c’è la notte celeste a coprirla
con la sua profondità.
 
Si tende all’infinito.
 
 
 
 
 
MISTERO
 
 
Nudo di donna
sotto la gonna.
Metti i tacchi alti
sui baci stampati
nei nostri volti
di nero mascherati.
 
Si è
amanti,
distanti.
 
 
 
 
 
EREBO
 
 
Se pareba boves, alba pratalia araba, / albo versorio teneba et negro semen seminaba.
 
 
Non so se sia sbagliato
Ma qui fanno le quattro
 
Mi scrivesti
Che avresti voluto scrivermi
Una lettera romantica
Ma c’è che ti voglio,
ti voglio e sono proprio io
E qui fanno sempre le quattro
E un’ubriacatura dura
   come il culo del diavolo
 
Avrei voluto scrivere poesia d’amore
Non troppo harmony, non troppo innocente
Ed invece c’ho solo il sospetto d’esser inetto
Mentre cullo abbracciato il tuo sogno
Che non mi si leva dalla mente
Che non mi assolve da te
Perché ti immagino a me stretta a scivolare nei vicoli
A farci fare l’amore dal buio,
riparati da sguardi indiscreti
Perché ti immagino spiare l’affanno nostro
             consumato tra le tue gambe
Mentre stretti stretti gli invidiosi
              ci dicono Gabriel and Elisabeth Siddal
 
Ma, caro amore, qui fanno sempre le quattro
E solitudine, e cenere alla cenere, e una Diana e un po’ di neve
Mentre son qui ammazzato da dieci seghe
Così perdonami se sono un tipo alla mano
E mi sbatto al freddo sul balcone
   a guardare la neve che fiocca via
E poi sbatto il volto nel bianco di sua verginità
 
Avrei voluto esser romantico
 
E invece mostro ingenuità in preghiera
    come le campane della chiesa a trombare le quattro
    nell’agitato animo
 
Io che non c’ho manco il polso preciso d’un meccanico
Io prego un Dio che non so
    per muovergli rimprovero che è ossessione
    se un uomo deve accendere una sigaretta,
    - vento e fumo -
    e rimettere cenere alla cenere
 
Cazzo! Tira un vento selvaggio su questo balcone
E brucio in volto un rasoio che non conosco
 
Chissà che si prova a stringersi stretti stretti
Sfidando il freddo nei vicoli a correre dietro a noi
Che indiavolati sciupiamo baci per dannarci
[…]
Chissà che si prova a spiare l’invidia di chi non ha…
Rubando al sole tutta la luce
[…]
Chissà che si prova a congelare i fiati,
              fumetti nell’aria sposati
E poi insieme ridere e sorprenderci
   che è vero il nero sole calato in noi
 
Lo so
Lo so
Ma tu non seguire da lontano le mie orme
Ma tu non inseguire il mio fantasma silenziosamente
Lo sai, lo sai, lo sai
             che qui il vento tira forte
             e la neve fa la sua parte
E fa che qui fanno sempre le quattro
    d’un mattino presto alba
    mentre staglio severo il volto
    come rasoio a tagliare l’aria solitaria
    per dannarci
    con il romanticismo che so,
    che posso
    che dice che i buoi sono le dita delle mano,
    il campo bianco è il foglio di carta,
    mentre il bianco aratro
    e la penna d’oca
    e il nero seme
    è l’inchiostro 
 
Dovrei sorridere
C’è l’Erebo da passeggiare con la mia Bella
Dovrei sorridere o sembrerò brutto, troppo
Il mio profilo, lo conosco, è il solito, severo:
sembro Lenin da giovane,
ma io ho occhi grandi e belli, neri come petrolio
Mi fregano gli occhi: dicono troppo di me
Fossi stato allucinato epilettico nello sguardo
come Fjedor Michailowitsch Dostojewski,
fossi stato completamente disperato
come Vladimir Vladimirovič Majakovskij,
e invece manco un sorso di whisky
per inventarmi suicida ‘suicida'
con un colpo di pistola nel vicolo Lubjanskij,
perché lo giuro, sono d’un amore immutabile e fedele
E l’Erebo che penso,
coi suoi vicoli,
non accoglie un dove per un colpo di pistola,
e neanche nasconde un dove per una testa rotta
da un’anonima svogliata bottiglia
piena di vuota ubriacatura
 
E’ buio nero
E’ notte alle quattro d’un quasi mattino,
perché non ti ho baciata,
non quando tu lo volevi,
non nel modo che desideravi
 
E qui fanno sempre le quattro
e un’ubriacatura.
Ma c’è di bello che
che non ho una pistola
e neanche un dolore
che possa trapanarmi la tempia
 
 
 
 
 
NERO EROTICO
 
 
Ti disegno con la mente
Ti disegno con le mani
Ti disegno col nero
Ti disegno con altro nero
Ti disegno con l’oro
Ti disegno le labbra con un po’ di rossetto
Ti disegno gli occhi con i miei
Ti disegno con le mani i seni
Ti disegno con le mani le spalle
Ti disegno con le mani il fondoschiena
Ti disegno con le mani le gambe
Ti disegno con un bacio l’Inferno dantesco
E ti mangio,
Rosa Pelvica
 
Ti spoglio con la mente
Ti spoglio con le mani
Ti spoglio perché ti ho disegnata
Ti spoglio con il mio corpo sposandolo al tuo
Ti spoglio così, semplicemente complicato
E ti mangio tutta, senza pietà
Rosa Pelvica
 
 
 
 
 
ETERNA EBBREZZA
 
 
Mia sola Tenerezza,
mi sei ebbrezza:
in un sorriso
sul tuo viso
io ci vivo.
 
Mi manca l’aria
se non sento gioia
spremuta
temuta
da sazietà
confinata
nella libertà
d’una carezza
subito mutata
in graffiante freschezza.
 
Mi manca
il sapore
di quell’amore
assoluto
che sbianca
in rossore
che fa all’amore
risoluto.
 
Tenerezza
al petto legata,
tengo tua carezza
baciandola,
sapendola
inutile triste
ricchezza.
 
Ti appartengo
senza condizionale;
e poi m’arrendo
nel tuo grembo
quasi morendo
quasi nascendo.
 
In te sono lontano
da ogni umano
male.
 
In te sono vicino
ad ogni divino
dolore.






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