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Il Dalai Lama accusa: "La Cina viola la tregua olimpica in Tibet"

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, agosto 13, 2008


La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Mentre vanno in onda i giochi di Pechino 2008
i monaci tibetani continuano ad essere brutalizzati
La denuncia arriva dal santo Dalai Lama



a cura di G. Iannozzi


Il Dalai Lama ha accusato la Cina di violare, con la repressione in Tibet, la tregua olimpica che tutti dovrebbero rispettare durante i Giochi, tanto più il Paese che sta ospitando l'edizione di Pechino 2008. Lo hanno riferito diversi parlamentari francesi dopo aver incontrato il leader spirituale dei buddhisti tibetani, in visita per dodici giorni in Francia per motivi religiosi.

Al Dalai Lama è stato chiesto se, in occasione dello svolgimento dei giochi olimpici, il regime cinese avesse sospeso «gli arresti e l'oppressione» nella regione himalayana. «La sua risposta è stata molto chiara: no», ha raccontato uno dei membri del Parlamento di Parigi, Robert Badinter, già ministro della Giustizia sotto la Presidenza di Francois Mitterrand. «Mentre i Giochi sono in corso, continuano l'oppressione del popolo tibetano», sono state le parole del leader buddhista, al secolo Tenzin Gyatso. Nel corso di una conferenza stampa tenuta in precedenza a Parigi, il leader spirituale buddhista aveva affermato che, poiché la Cina «ha una gran voglia di entrare a pieno titolo nella comunità internazionale», quest'ultima a sua volta «ha la responsabilità di inserirla nei canoni ordinari della democrazia mondiale».

La Repubblica Popolare «non va isolata, ma dev'essere ricondotta nell'ambito dell'assetto sociale come è comunemente inteso, e il mondo deve creare con essa rapporti di amicizia genuini. È assolutamente essenziale», aveva avvertito il premio Nobel per la Pace 1989. «Nel frattempo, bisogna che siamo fermi su certi principi come la democrazia, i diritti umani, la libertà di stampa, lo stato di diritto».
Il Dalai Lama aveva anche lodato, dicendosi «pienamente d'accordo», la presa di posizione del presidente americano George W. Bush il quale, a poche ore dall'inaugurazione dei Giochi, aveva manifestato la «profonda preoccupazione» sua e degli Stati Uniti per la situazione dei diritti dell'uomo e della libertà religiosa in Cina. Poi aveva avuto parole di elogio anche per la «trasparenza» di cui le autorità cinesi diedero prova in occasione del terremoto che il 12 maggio scorso devastò il sud-ovest del Paese. «Auspichiamo che tale trasparenza aumenterà, ma sulla questione del Tibet la Cina si nasconde. La paura è un problema grave, è un segno di debolezza», aveva sottolineato il Nobel, «ma non ci si può nascondere dal resto del mondo. Una società chiusa non ha futuro. È nell'interesse della stessa Cina».

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Pechino 2008 nel sangue: un morto, feriti gravi, arresti

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, agosto 09, 2008



Pechino 2008

nel sangue

Un morto, feriti gravi, arresti
 
a cura di Giuseppe Iannozzi

 
Siamo solo al primo giorno e già c’è il morto a Pechino. Un cinese invasato ha ucciso a coltellate un turista americano, ne ha poi ferito gravemente un altro e infine si è suicidato lanciandosi dal secondo piano della Torre del Tamburo, monumento che si trova nel centro della capitale cinese. Il turista era parente del ct della nazionale americana maschile di pallavolo, Hugh McCutcheon. Feriti gravemente la donna che era con lui, anche lei parente di McCutcheon, e la guida cinese che li accompagnava.
 
L’aggressore, un uomo di 47 anni originario della città di Hangzhou, vicino a Shanghai, ha preso di mira i due turisti americani e la guida cinese che li accompagnava, all’interno della Torre del Tamburo, perlomeno così ha riferito l’agenzia di stampa cinese Xinhua.
Il grave incidente è stato subito segnalato al presidente George W. Bush, che poco prima aveva assistito alla partita della squadra Usa di beach volley. I motivi e le modalità dell’aggressione non sono tuttora chiari. La Torre del Tamburo è un palazzo risalente al ‘400, che delimita a nord l’asse su cui si affacciano i principali edifici storici di Pechino. Subito dopo l’attentato una folla di curiosi si è radunata attorno al monumento che è stato chiuso al pubblico.
 
A Pechino continuano le proteste per il Tibet libero: cinque attivisti filo-tibetani hanno inscenato una protesta in piazza Tiananmen e sono stati subito fermati dalla polizia locale. Lo afferma il gruppo Students for a Free Tibet in un comunicato. Quattro degli attivisti hanno dato vita a un «die in»: si sono sdraiati per terra avvolti in bandiere tibetane e hanno finto d’essere morti, mentre il quinto attivista spiegava ai passanti i motivi della protesta. I cinque attivisti, David Demes, tedesco, 21 anni, Evan Silverman, 31, Diane Gatterdam, 55 e Joan Roney, 39, statunitensi e Chris Schwartz, 24, canadese, sono ora nelle mani della polizia cinese. Si tratta della terza protesta organizzata questa settimana a Pechino da Students for a Free Tibet, un’organizzazione formata da esuli tibetani e simpatizzanti occidentali diretta dal tibetano Lhadon Tethong. Nelle precedenti iniziative, attivisti avevano esposto striscioni pro-Tibet e bandiere tibetane il 6 agosto e anche sabato mattina nei pressi del Nido d’Uccello, il nuovo stadio di Pechino.




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da apporre sul tuo blog contro Pechino 2008

per un Tibet libero












una candela per il Tibet
















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Una candela per il Tibet

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, agosto 07, 2008


Una candela per il Tibet
Una candela per il Tibet


Io questa sera accenderò una candela per il Tibet. Lo farò alle 21.


I sostenitori di questa iniziativa spiegano che il lume di una candela simboleggia l’azione di ognuno di noi per una giusta causa e che milioni di luci in tutto il mondo hanno un grande significato simbolico, sono difatti un “voto ideale” di persone fra loro unite senza alcuna differenza di sesso, di razza, di idee politiche e religiose; si porta così nel mondo intero la Speranza di un cambiamento. Ma il significato di una candela accesa è ancor maggiore negli Stati nei quali i leaders devono rendere conto delle loro proprie azioni, soprattutto nei Paesi democratici occidentali, dove i capi di governo devono tenere in debita considerazione la volontà pubblica.

“Ogni essere umano che vuole la libertà – spiegano i sostenitori dell’iniziativa – deve accendere una candela. E’ un atto materiale e spirituale insieme, è come un voto. Un voto talmente numeroso che i leaders mondiali non potranno ignorarlo”. (asianews.it)

Fatelo anche voi. E se volete, copiate questo messaggio sui vostri blog, affinché in tanti lo ricevano. Ricordiamoci che non sono mai piccoli contributi, mai.

E’ importante: i bambini e gli adulti del Tibet stano soffrendo l'indicibile.



by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 21:27 | segnalazioni, appelli, iniziative, diritti umani, primo piano, notizie dalla rete, libertĂ , societĂ , ultime notizie, human rights, fratellanza, free tibet, copia e diffondi | clicca per commentare commenti (9)



USA Vs. CINA: la tensione si taglia con un coltello

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -







USA Vs. CINA


La tensione si taglia con un coltello


Pechino 2008 al centro di molteplici polemiche



di Giuseppe Iannozzi
 
 
  
C’è una tensione che si taglia con il coltello per i Giochi di Pechino 2008.
Dopo le dichiarazioni di George Bush junior, il quale chiede alla Cina di rispettare i diritti umani, la Cina gli ha risposto in maniera più che mai piccata, con un tono che non ammette repliche e che fa davvero paura: “Il ministro USA non interferisca”. Il ministero degli esteri Qin Gang: “I cittadini cinesi hanno libertà di religione in accordo con la legge. Noi abbiamo sempre insistito sul fatto che dobbiamo portare avanti un dialogo sulla base del rispetto reciproco e della parità”.
Bush si trova in viaggio nei paesi dell’Estremo Oriente e dalla Thailandia ha risposto alla Cina: “L’America mantiene una ferma opposizione sulla questione della detenzione di dissidenti politici, difensori dei diritti umani e attivisti religiosi. Ho parlato con chiarezza, franchezza e costanza ai leader di Pechino della nostra profonda preoccupazione, perché gli Stati Uniti ritengono che il popolo cinese abbia il diritto delle libertà fondamentali che sono il diritto naturale di tutti gli esseri umani”. Ma ha anche aggiunto: “Sono sicuro che il cambiamento arriverà”. Bush ha poi precisato: “Facciamo pressioni per favorire maggiore apertura e più giustizia, non per imporre le nostre convinzioni, ma per consentire al popolo cinese di poter esprimere le sue”. E con un po’ di preoccupazione: “Sono fiducioso perché sono consapevole che i legami tra l’America e i nostri amici asiatici non verranno mai meno”. Il portavoce del ministero degli esteri cinese gli è venuto incontro ricordando che “grazie agli sforzi di entrambe le parti, le relazioni tra Cina ed Usa hanno mantenuto un andamento stabile” e che i due Paesi “hanno collaborato nel campo bilaterale su alcuni importanti problemi internazionali”.
 
Nell’intanto il presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo essere stato fortemente contestato per aver deciso di partecipare ai Giochi quando in un primo momento aveva espresso la volontà di non presenziare, oggi annuncia che incontrerà il Dalai Lama entro fine anno. E’ evidente che Sarkozy cerca di mettere una toppa alla sua popolarità sfilacciata, sempre più in declino sia in Francia sia all’estero. Un declino che, importante sottolinearlo, porta irrimediabilmente con sé anche la nuova first lady Carla Bruni, in questi giorni uscita fresca fresca con il suo terzo disco.
Nicolas Sarkozy, forse pressato dall’impopolarità che si è saputo guadagnare, oggi fa una mezza marcia indietro e incalza il governo cinese. Sarkozy, presidente di turno dell’Ue, ha trasmesso a Pechino, a nome dell’Unione Europea, una lunga lista di detenuti politici cinesi e di attivisti per i diritti umani. A dare l’annuncio il ministro degli Esteri francese. La lista era stata consegnata al presidente francese dal gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, guidato da Daniel Cohn-Bendit e Monica Frassoni. Oltre ai vari casi individuali, nella lista evocata dall’Unione Europea con la Cina nel quadro del dialogo sui diritti umani, la lista trasmessa alle autorità cinesi comprende anche l’insieme dei casi sollevati da Cohn-Bendit e da diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani.
 
Il nazionalismo del ministro degli Esteri italiano Frattini è invece scevro di qualsivoglia segno di umanità. Le parole rivolte agli Azzurri: “Il Paese e gli italiani credono fortemente nel fatto che voi porterete delle medaglie in Italia e che farete onore al nostro Paese. Questo è il messaggio più importante, che spazza via qualsiasi polemica, perché ora è il momento dello sport ed è il momento di fare il tifo per tutti voi”.
 
Per fortuna ci sono anche degli atleti che una coscienza e un’anima ce l’hanno, e sono quelli che hanno firmato la lettera al Presidente Hu Jintao.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:42 | italia, politica, polemiche, esteri, appelli, religione, giustizia, cronaca, politici, album, diritti umani, primo piano, violenza, censorship, censura, prima pagina, libertĂ , potere, ingiustizia, ultime notizie, human rights, fratellanza, per un mondo migliore, societĂ  e politica, notizieflash, tirannia, last news, editoriale di g iannozzi, free tibet | clicca per commentare commenti (2)



Lettera al presidente Hu Jintao: i campioni per i diritti umani

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -






I campioni per i diritti umani
Lettera al presidente Hu Jintao
 


 
Dear Mr. President Hu,
 
We all hope that the Olympic Summer Games in China will be a great success and that the Olympic ideals will come to life.
 
That is why we are asking you:
 
    * to enable a peaceful solution for the issue of Tibet and other conflicts in your country with respect to fundamental principles of human rights.
    * to protect freedom of expression, freedom of religion and freedom of opinion in your country,
      including Tibet.
    * to ensure that human rights defenders are no longer intimidated or imprisoned.
    * to stop the death penalty.
     
       China is the focus of worldwide attention. Your decision on these issues will determine the success
      of the Olympic Games and the image the world will have of China in the future. We are asking you to respect human rights in China in order to achieve lasting peace and reconciliation. *
 
http://www.sportsforpeace.de/
 
 
L’elenco degli atleti firmatari:

Bisher unterzeichnet haben / So far signed by: Gifty Addy (100 m), Virgilijus Alekna, (Discus Throw), Mohamed Salman Al-Khuwalidi, (Long Jump), Tatyana Andrianova (800 m), Youssef Baba (1500 m), Björn Bach (Canoeing), Viola Bauer (Cross-country skiing), Yvonne Bönisch (Judo), Kathrin Boron (Rowing), Joel Brown (100 m Hurdles), James Carter (400 m Hurdles), Nesta Carter (100 m), Ricardo Chambers (400 m), Doris Chepkwemoi Changeywo (5000 m), Abraham Chepkirwok (800 m), Helke Claasen (Beachvolleyball), Kim Collins (100 m), Fábio Gomes Da Silva (Pole Vault), Vincent Defrasne (Biathlon), Ruan De Vries (110 m Hurdles), Sergiy Demidyuk (110 m Hurdles), Antonietta Di Martino (High Jump), Steffen Driesen (Swimming), Imke Duplitzer (Fencing), Danny Ecker (Pole Vault), Florence Ekpo-Umoh (400 m), Omar Ahmed El Ghazaly (Discus Throw), Susi Erdmann (Bobsledding), Debbie Ferguson-McKenzie (200 m), David Fiegen (800 m), Adrian Findlay (400 m Hurdles), Marcel Fischer (Fencing), Nicole Forrester (High Jump), Brigitte Foster-Hylton (100 m Hurdles), Michael Frater (100 m), Tiki Gelana (5000 m), Martina Glagow (Biathlon), Emma Green (High Jump), Michael Greis (Biathlon),Michael Groß (Swimming), Ehsan Hadadi (Discus Throw), Robert Harting (Discus Throw), Dagmar Hase (Swimming), Mike Hazle (Javelin Throw), Claudia Heill (Judo), Jakub Holusa (800 m), Chaunte Howard (High Jump), Muriel Hurtis-Houairi (200 m), Florian Huth (Beachvolleyball), Abdalaati Iguider (1500 m), Alhaji Jeng (Pole Vault), Janeth Jepkosgei (800 m), Lolo Jones (100 m Hurdles), Christian Kaczmarek (Long Jump), Britta Kamrau (Swimming), Gerd Kanter (Discus Throw), Sebastian Keiner (800 m), Gary Kikaya (400 m), Philemon Kipkorir Kimutai (1500 m), Robert Sigei Kipngetich (5000 m), Bernard Kipyego (5000 m), Svetlana Klyuka (800 m), Sebastian Köber (Boxing), Justus Koech (800 m), Micah Kogo (5000 m), Daniel Kipchirchir Komen (1500 m), Joseph Kosgei (5000 m), Yuliya Krevsun (800 m), Jens Kruppa (Swimming), Clemens Kruse (Sailing), Amine Laalou (800 m), Brigitta Langerholc (800 m), Robert Lathouwers (800 m), Heike Lätzsch (Hockey), Maximilian Levy (Cycling), Christoph Lohse (1500 m), Maksym Mazuryk (Pole Vault), LaShawn Merritt (400 m), Romain Mesnil (Pole Vault), Godfrey Khotso Mokoena (Long Jump), Grace Kwamboka Momanyi (5000 m), Steve Mullings (100 m), Ulrike Nasse-Meyfarth (High Jump), Lars Nieberg (Show Jumper), Carolin Nytra (100 m Hurdles), Philes Ongori (5000 m), Sven Ottke (Boxing), Miguel Pate (Long Jump), Tetyana Petlyuk (800 m), Barbara Petrahn (400 m), Dwight Phillips (Long Jump), Tero Pitkämäki (Javelin Throw), Liliana Popescu (800 m), Christian Reif (Long Jump), Alexander Resch (Bobsledding), Dayron Robles (110 m Hurdles), Geoffrey Kipkoech Rono (1500 m), Silke Rottenberg (Soccer), Irving Saladino (Long Jump), Ulla Salzgeber (Dressage Rider), Thomas Schmidt (Kayak), Kjell Schneider (Beachvolleyball), Heide Schüller (100 m Hurdles), Christian Schwarzer (Handball), Melanie Seeger (Racewalking), Christoph Sieber (Sailing), Kenia Sinclair (800 m), Boniface Kiprotich Songok (5000 m), Richard Spiegelburg (Pole Vault), Kerron Stewart (200 m), Alexander Straub (Pole Vault), Angelo Taylor (400 m Hurdles), Stev Theloke (Swimmimg), Carlo Thränhardt (High Jump), Dee Dee Trotter (400 m), Stefan Ulm (Canoeing), L. J. Van Zyl (400 m Hurdles), Blanka Vlasic (High Jump), Sandra Völker (Swimming), Stephan Volkert (Rowing), Peggy Waleska (Rowing), Simone Weiler (Swimming), Kellie Wells (100 m Hurdles), Mulugeta Wendimu (1500 m), Teemu Wirkkala (Javelin Throw), Johan Wissmann (400 m), Mark Zabel (Canoeing)


* Egregio Presidente Hu,

Noi tutti ci auguriamo che i Giochi Olimpici estivi in Cina riscuotano un grande successo e che gli ideali Olimpici siano all’insegna della vita.

Le chiediamo pertanto:

     * di concordare una soluzione pacifica per la questione del Tibet e degli altri conflitti presenti nel vostro paese in base ai principi fondamentali dei diritti umani;
     * di assicurare a tutti i cittadini del vostro paese la libertà di espressione, la libertà di religione e la libertà di manifestazione, Tibet incluso;
     * di far sì che i promotori dei diritti umani non siano più intimiditi o imprigionati;
     * di mettere fine alla pena di morte.
 
       L’attenzione del mondo è tutta rivolta alla Cina. Le vostre decisioni in merito a queste vitali questioni determineranno il successo dei Giochi Olimpici e l’immagine che in futuro il mondo avrà della Cina. Le chiediamo di rispettare i diritti umani in Cina, al fine di arrivare a uno stato di pace duratura e di riconciliazione.



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Pechino 2008: Gasparri e Meloni invitano a disertare la cerimonia di apertura dei Giochi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, agosto 05, 2008






Gasparri e Meloni invitano a disertare

la cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino 2008
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
La cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino è motivo di litigio a palazzo Chigi.
Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri è dell’avviso che gli atleti - che oggi partecipano alle Olimpiadi - dovrebbero compiere gesti di dissenso come quello della tedesca Imke Duplitzer, per esprimere sostegno “alle popolazioni che vedono soffocata la propria libertà”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, è anche lei dell’opinione che “dagli atleti azzurri serve un gesto forte, e in questo senso anche disertare l’inaugurazione sarebbe un segnale importante da dare”.
 
Fini stoppa gli entusiasmi di Gasparri e Meloni: “Certamente appoggio, al pari di tutto il mondo civile, la richiesta alla Cina di una politica che sia garante dei diritti umani in modo molto, molto maggiore rispetto a quello che è accaduto fino ad oggi. Considero le Olimpiadi comunque una festa di fratellanza tra i popoli e l’esperienza dimostra che ogni qualvolta si è dato corso al boicottaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l’obiettivo che ci si prefiggeva”. Ed ancora, Gianfranco Fini esponendo un freddo furore che reca seco l’eco d’un non mai seppellito e purtroppo mai vecchio motto credere obbedire combattere: “Non credo che i nostri atleti abbiano necessità di inviti particolari, perché sanno perfettamente qual è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano e credo che non mancherà loro la possibilità, nelle modalità che riterranno più opportune, per esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei diritti delle persone”. Lapidario il commento di Umberto Bossi: “Sono andati fin là, evidentemente vogliono sfilare. Mi sembra un po’ ipocrita che uno vada là, per poi manifestare dissenso. Io non sono per le mezze misure ma per le misure dirette”.
E il ministro degli Esteri Gianfranco Frattini. “Gli atleti italiani sfileranno regolarmente alla cerimonia di apertura dei Giochi. Rispetto le opinioni di tutti, non c’è niente di più autonomo e libero dello sport, quindi non mi stupisco che ci siano posizioni diverse anche all'interno dell’esecutivo. E’ chiaro che le Olimpiadi sono una grande festa dello sport che nessuno può, vuole e deve politicizzare. Non vuole farlo il governo che rispetta le regole del Cio, che stabilisce che cosa debbono o non debbono fare gli atleti”. Per Frattini è da escludere in maniera categorica che la bandiera italiana non sia presente alla cerimonia d’apertura dei Giochi di Pechino. A quanto pare sarebbe stato lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a chiamare Frattini per chiedergli di spiegare alla stampa la versione di palazzo Chigi, ovvero che “il tema dei diritti umani si affronta ogni giorno e non nelle tre settimane dell’Olimpiadi”.
Il Cio tira acqua, cioè sangue al suo mulino: “Deploriamo ogni invito rivolto agli atleti affinché non prendano parte all'inaugurazione dei Giochi olimpici”.
 
La Duplitzer, campionessa di scherma, è tra i primi atleti a dare l’esempio, perché un vero atleta si contraddistingue soprattutto per la sua coscienza:. “Non farò parte di questa parata. Se avessi voluto andare al circo, sarei andata a quello di Roncalli”. Imke Duplitzer ha confermato la sua volontà di disertare la cerimonia d’apertura dei Giochi all’emittente N24. La Duplitzer, 24 anni, studentessa di scienze politiche, in passato ha criticato apertamente le posizioni della Cina in relazione ai diritti umani e ha stigmatizzato a più riprese il comportamento del Comitato olimpico internazionale (Cio), invitando i telespettatori a fare zapping durante la diretta tv della cerimonia che si svolgerà l’8 agosto prossimo.
Gasparri: “Il gesto di Imke Duplitzer sia da stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani. Si tratta di un gesto simbolico, che dovrebbe invitare tutti a riflettere su quei principi fondamentali, Pace, Libertà e Democrazia, che non possono essere messi in secondo piano”.
Ma il campione del mondo di pugilato, Clemente Russo, appoggia Frattini: “Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo. Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi. E poi al ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l’occasione della vita?”. Gli fa eco il pallavolista Valerio Vermiglio: “Per un atleta vivere l’apertura dei Giochi è la cosa più bella della vita. Esserci è tutto, non esserci sarebbe come per un credente rinnegare la propria fede o per un marito fedele, arrivare a tradire la moglie”.
 
 
Disertate almeno la cerimonia d’apertura dei Giochi.
Boicottate Pechino le cui mani sono sporche di sangue innocente.
Non siate complici del Terrore, della Violenza, della Morte.
Questo è il mio invito. Ma so sin d’ora che gli Azzurri non lo raccoglieranno, perché conigli dal primo all’ultimo muscolo, perché tutti con cuori pavidi piccoli fanatici e nazionalistici.



Boicotta le Olimpiadi di Pechino

Boicotta le Olimpiadi di Pechino
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Pechino censura i giornali

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - mercoledì, luglio 30, 2008





Olimpiadi di Pechino: la censura


I giornalisti denunciano




di Giuseppe Iannozzi



La Cina ammette di aver censurato diversi siti. La censura rimarrà in vigore per tutta la durata delle Olimpiadi di Pechino. A nulla sono valse le proteste dei giornalisti. Le promesse fatte dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sono state disattese. A ribadire lo stato di censura è il portavoce del Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino, Sun Weide, confermando una posizione già espressa in precedenza dalle autorità cinesi.

I giornalisti stranieri in Cina, sia quelli già da tempo residenti nel Paese sia quelli venuti in occasione delle Olimpiadi, denunciano di non poter accedere a tanti siti, ma la denuncia rimane nell'aria inquinata, insieme a quella dei monaci buddisti che continuano a essere violentemente vessati dal governo cinese. I siti bloccati sono tutti quelli che si occupano dei diritti umani, nonché le organizzazioni tibetane in esilio e molti media stranieri invisi alla Cina. Tra i siti vietati anche Amnesty International, Deutsche Welle, una radio tedesca, i giornali Apple Daily di Hong-Kong e Liberty Times Taiwan.
Sun Weide spiega in maniera più che mai subdola: "La nostra promessa era di permettere ai giornalisti di usare internet per il loro lavoro durante le olimpiadi e noi abbiamo assicurato questa possibilità a sufficienza". Di fatto la dichiarazione smentisce la promessa, che la Cina aveva fatto dietro le pressioni del CIO, di garantire l'accesso completo alla rete durante i giochi.

A questo punto auspico che almeno i giornalisti, adesso che hanno visto coi loro occhi lo stato di censura che vige in Cina, boicottino in toto le Olimpiadi e non diano alcuna informazione sui giochi olimpici.

I monaci buddisti continuano le manifestazioni di protesta, ma la repressione cinese in Tibet li mette subito a tacere con la più indiscriminata violenza.

Boicottate la Cina.
Boicottate Pechino e i Giochi.
Boicottate tutti gli sponsor delle Olimpiadi.
Boicottate Carla Bruni.
Boicottate chiunque e qualsiasi cosa abbia a che vedere con questi Giochi di Pechino, che sono di sangue innocente e di censura.


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Maroni indignato: il pericolo leghista per l’Italia e l’Europa

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - martedì, luglio 29, 2008


Maroni
Maroni indignato

Il pericolo leghista per l’Italia e l’Europa

di Giuseppe Iannozzi


“Respingo con indignazione le accuse del commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa secondo cui le violenze nei campi nomadi in Italia sono avvenute senza che vi fosse protezione da parte della polizia, che a sua volta avrebbe condotto raid violenti.” Roberto Maroni, ministro dell’Interno, così si difende in una comunicazione alla Camera. “La polizia non ha mai fatto ciò: è una falsità clamorosa. La polizia non ha mai tenuto comportamenti di questo genere. Dica il commissario quando ciò è avvenuto”. Per il ministro le accuse del Consiglio d’Europa sarebbero infondate.
 
In precedenza, il ministro Maroni aveva spiegato le motivazioni che hanno portato il governo a estendere lo stato di emergenza sulla questione immigrati a tutto il territorio nazionale. “Nel primo semestre 2008 le persone sbarcate in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna sono state 10.611, mentre erano 5.380 nello stesso periodo del 2007”: così ha riferito il responsabile del Viminale. “Appare evidente la situazione di eccezionale pressione migratoria, tale da estendere su tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza che il governo Prodi aveva dichiarato per sole tre regioni”, ha ancora aggiunto Maroni, che respinge le accuse del Consiglio d’Europa. E prosegue : “Se questo trend sarà confermato si arriverà a circa 30 mila arrivi entro la fine dell’anno. Da qui la necessità del provvedimento adottato dal governo di estendere a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza per far fronte alla eccezionale pressione derivante dagli arrivi in questi mesi”.
Maroni ha evidenziato in ultimo che il provvedimento è in vigore dal 2002 ed è stato adottato anche dal governo Prodi.
 
Nell’intanto l’Europa guarda all’Italia come a un paese fascista e poco importa a questo punto che il governo sia quello di Berlusconi piuttosto che quello di Prodi, caduto e decaduto grazie all’incapacità della sinistra italiana. I due governi, a conti fatti, sono facce d’una stessa medaglia. Però oggi con la Lega Nord al governo la medaglia è sempre più caratterizzata dall’intolleranza e da una smania esagerata di guardare allo straniero come al nemico e all’emergenza.

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Pechino 2008: non è ancora troppo tardi, boicottiamo insieme le Olimpiadi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, luglio 21, 2008





Pechino 2008: non è ancora troppo tardi

Boicottiamo insieme le Olimpiadi

 
di Giuseppe Iannozzi



Sino a poco tempo fa si reclamava a gran voce “Tibet libero!”, anche i paesi occidentali, di solito chiusi nella loro indifferenza capitalistica, sembrava fossero rimasti inorriditi dalla violenza della Cina nei confronti dei monaci tibetani. Oggi che le Olimpiadi di Pechino si faranno tutti hanno fatto dietrofront, compresi Nicolas Sarkozy e Carla Bruni che furono tra i primi a dichiarare che loro non avrebbero presenziato ai giochi. Sarkozy oggi dice, con candore innocentista quasi, che non si possono boicottare 1,2 miliardi di cinesi.
Nell’intanto il Théâtre du Soleil, storica compagnia teatrale francese, in segno di protesta contro la mancanza di diritti umani in Tibet, per sostenere il boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, ha creato dei video che sono delle provocazioni molto forti nei confronti dell’ipocrisia occidentale e non. In un clip si vedono Nicolas Sarkozy e Carla Bruni; i due stanno guardando una gara delle Olimpiadi di Pechino. Lui sembra oltremodo nervoso: prova a fare una chiamata con il cellulare ultramoderno e ultrapiatto, poi giocherella con l’orologio al polso. In quel momento appare un manifestante. “Tibet libero!”, urla, con una bandiera in mano, finché non viene freddato da un colpo di pistola. E uno schizzo di sangue macchia il braccio della Première Dame. A questo punto, su uno sfondo nero, appaiono le parole che fanno capire come tutto questo sia solo un film. Parole che sono rivolte proprio alla coppia presidenziale francese: “Tranquilli, non vedrete mai questa scena. Sarà già avvenuta prima della vostra partenza”.
Sono stati realizzati in tutto tre clip di denuncia.
Il primo ci mostra la coppia presidenziale francese. “A Sarkozy chiediamo, almeno, di non presenziare alla cerimonia d’apertura. Ha detto che ci andrà perché non si possono boicottare 1,2 miliardi di cinesi. Ma questa è disonestà intellettuale: il boicottaggio non sarebbe stato al popolo, ma ai dirigenti cinesi. Che sui diritti umani hanno fatto mille promesse, senza mai rispettarne alcuna”. Un secondo video, invece, è diretto agli atleti: si vede sul trampolino un atleta pronto per fare il grande tuffo, quando all’improvviso irrompe un manifestante che subito viene aggredito dalle forze dell’ordine e ridotto al silenzio. L’atleta dovrebbe fare il tuffo: è già pronto e ben bilanciato sul trampolino, però ha visto con i suoi occhi quello che è accaduto proprio sotto di lui e non riesce a essere indifferente. Alla fine prende la sua decisione: volta le spalle alla piscina e al trampolino, decide di non tuffarsi in segno di protesta, perché anche lui ha una coscienza e non se la sente proprio di essere colpevole assassino al pari delle autorità cinesi. Sceglie di non giocare allo sporco gioco delle Olimpiadi di Pechino, sceglie che non è umano mostrare cieca indifferenza nei confronti del Tibet martoriato dalla tirannia del governo cinese. In un terzo clip si vede un monaco tibetano seduto a gambe incrociate sulle piste da corsa: lo vediamo di spalle. Lo stanno per caricare la polizia e gli organizzatori delle Olimpiadi di Pechino. In meno di un niente i manganelli si abbattono sulla schiena del monaco insieme ai calci e i pugni degli organizzatori. Il monaco viene pestato sulle piste da corsa, ridotto a uno straccio e subito preso di peso e portato via.
“Certo, perché prima di esser campioni, sono cittadini. Hanno una coscienza. In passato ci sono stati sportivi che si sono esposti, e con forza (basti pensare a Carlos e Smith sul podio del Black Power, ai Giochi di Messico ’68, ndr). Perché non lo si può fare oggi? Nessuno può andare innocentemente a questi Giochi. Che sia atleta, capo di stato, o semplice turista”. Così spiega Mnouchkine, fondatrice e anima del Théâtre du Soleil.
I tre filmati sono frutto di uno sforzo collettivo: a idearli, insieme ad Ariane Mnouchkine sono stati tra gli altri dissidenti cinesi, rifugiati tibetani e Reporters sans Frontières. “Non è mai troppo tardi per reagire. Questi Giochi restano un palcoscenico per poter difendere i diritti umani in Cina». Dopo la forte mobilitazione al passaggio della fiaccola, infatti, “c’è stato un momento di stasi, dovuto al terremoto in Cina. E’ stato normale, lo imponeva la decenza. Ma ora è giunto il momento di rilanciare il movimento”. Così ha spiegato al quotidiano francese Libération la 69enne Mnouchkine, fondatrice e anima del Théâtre du Soleil.
 
Non è ancora troppo tardi. Non essere anche tu complice assassino insieme al governo cinese.
Fa’ sentire la tua voce, boicotta la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino.
Informa amici, conoscenti e chiunque abbia voglia d’ascoltare, spiegagli cosa sta realmente accadendo in Tibet. Non lasciare che un solo uomo si trinceri nell’ignoranza e nell’indifferenza di fronte al barbaro stermino dei monaci del Tibet, che la Cina sta operando con selvaggia inaudita crudeltà  Non ti viene chiesto molto, solo di provare a portare un po’ di informazione con i mezzi che hai e se ne hai.
 
Chi oggi mostra cinica indifferenza di fronte al dramma del Tibet ha le mani sporche di sangue al pari delle autorità cinesi.
Chi oggi si barrica dietro la diplomazia è colpevole assassino allo stesso modo del governo cinese.
Chi oggi si mette di fronte alla tv per guardare le Olimpiadi di Pechino è uno sporco assassino che tollera la violenza e corrobora la tirannia cinese.
Chi oggi tace e passa avanti è colpevole, perché chi tace acconsente.
Chi oggi pensa di non poter fare niente pensa male: ognuno di noi può fare qualcosa.
E non da ultimo: gli atleti che intendono partecipare alle Olimpiadi di Pechino, anche loro saranno per sempre considerati complici colpevoli assassini.

Una piuma non potrà mai rimettere al mittente una pallottola sparata a bruciapelo, ma milioni di piume insieme possono mettere in ginocchio chiunque abbia venduto l’anima alla brutalità della violenza. Pensaci prima di dire che non è vero.
 
 
I clip si possono vedere sul sito Théâtre du Soleil:
 
http://www.theatre-du-soleil.fr/
 
 
Aggiornamenti in tempo reale e petizioni su Reporters sans Frontières.
 
http://www.rsf.org/
 
 
Free Tibet

Firma la petizione per boicottare la cerimonia
d’apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008


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