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Nicola Tommasoli è morto e Gianfranco Fini assolve i neofascisti

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, maggio 05, 2008


Gianfranco Fini assolve i neofascisti!
Nicola Tommasoli è morto
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
Durante il notiziario Studio Aperto, uno dei due amici che era con Nicola Tommasoli, vittima del pestaggio a morte da parte di cinque neofascisti, ha raccontato: “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi, uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo essere lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti, ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l’amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.
 
E’ clinicamente morto Nicola Tommasoli, il giovane ricoverato all'ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato picchiato a sangue la notte del primo maggio. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione per l'accertamento della morte. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti.
 
Vincenzo Stingone, il questore di Verona, si è così espresso: “Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras”.

Altri due ragazzi della provincia di Verona sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione a Nicola. I due arrestati sono Guglielmo Corsi, 19 anni, e Andrea Vesentini, 20 anni, entrambi di Illasi, un paese poco distante dal capoluogo. Il primo è metalmeccanico, l’altro è promotore finanziario.
Secondo quanto accertato, Corsi e Vesentini erano insieme a Raffaele Dalle Donne, il giovane veronese arrestato per primo da polizia e carabinieri nel corso dell’inchiesta. Dalle Donne si è costituito. Raffaele, già conosciuto alle forze dell’ordine come tipo violento e aggressivo, era fuggito in tuta da ginnastica dopo il pestaggio e non era tornato a casa fino all’alba della mattina dopo. Quando è venuto a cambiarsi, il padre l’ha convinto a costituirsi e lui lo ha fatto, accompagnato dall’avvocato di famiglia.
Corsi e Vesentini, quando in nottata la polizia è venuta a prenderli a casa, non hanno opposto alcuna resistenza e hanno ammesso subito di aver fatto parte del gruppo di aggressori di Tommasoli. Peri e Tarabuio, anche loro ricercati per l’aggressione, hanno invece preso la macchina della madre di uno dei due per fuggire all’estero. Il questore di Verona, Vincenzo Stingone, ha lanciato un appello perché gli aggressori latitanti si consegnino agli inquirenti. I latitanti sono soprannominati "Peri" e "Tarabuio", sono scappati probabilmente in Austria, e gli inquirenti, pur non rivelandone l’identità, hanno spiegato che potrebbero consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine nelle prossime ore.
 
Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino “sono molto più gravi” di quanto accaduto a Verona. Lo sostiene Gianfranco Fini, a Porta a porta, talk-show politico condotto da Bruno Vespa. “L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.
“Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo e chiedere la massima punizione per gli assassini assistiamo, invece, ad una serie di basse speculazioni politiche”. Questo il commento di Iacopo Venier, della segreteria nazionale del Pdci, secondo cui “tra queste la più grave è certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001”. Per Salvatore Cannavò, esponente di Sinistra critica, le parole di Fini sono “allucinanti e incredibili”: “Mettere sullo stesso piano l’incendio di una bandiera con un barbaro omicidio non solo costituisce una assoluta mancanza di rispetto per il dolore di due genitori a cui la barbarie ha strappato il figlio, ma il sintomo della cultura di fondo del neo presidente della Camera”. E Walter Veltroni, giustamente, rincara la dose: “Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi. Sono due fatti diversi: nel primo caso c’è la vita di un ragazzo che è stata spezzata ed è un episodio molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio. Il secondo episodio è altrettanto grave e stabilire delle priorità è assolutamente sbagliato. Bisogna contrastare ogni forma di violenza e intolleranza. Quando poi diventa una violenza fisica nei confronti di un ragazzo ucciso a bastonate, è necessario avere un giudizio molto severo”. Rosy Bindi invita Fini a usare maggiore “prudenza” nel commentare l’uccisione del ragazzo a Verona: “Siamo in presenza di una morte, inviterei il presidente della Camera ad una certa prudenza, credo sia veramente pericoloso stabilire delle gerarchie di gravità tra bruciare le bandiere di un Paese e aggredire una persona fino a sopprimerne la vita”. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, si chiede: «Cosa c'è di più grave dell'omicidio di un ragazzo innocente?”.
 
Dopo questa sparata del neopresidente della Camera Gianfranco Fini, si può solo augurare una cosa al nuovo governo: che cada al più presto possibile, che non abbia neanche la durata di uno sputo.


I commenti su questo post sono chiusi a Tutt*, senza eccezioni, in rispetto del dolore della famiglia.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 20:08 | politica, cronaca, totalitarismo, nazismo, cronaca nera, violenza, prima pagina, fascismo, ingiustizia, ultime notizie, scandali, nazisti, fascisti, cronaca vera, assassini, fondamentalismi, allarmi, societĂ  e politica, gioventĂą bruciata, nazifascismo, notizieflash, criminali, last news, inkazzatissimo | clicca per commentare



Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  -





Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa

partigiano sepolto con rito civile




Il parroco vieta Bella ciao dentro e fuori la chiesa, e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia. E’ accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Protagonisti della vicenda sono la famiglia di Egidio Cozzi , 80 anni, ex partigiano, e don Renato D’Aronco , parroco di Castelnuovo. L’anziano partigiano aveva chiesto, prima di morire, che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane.

Un pallino per il defunto che aveva espresso più volte il desiderio di avere la banda alle sue esequie, ma il parroco si è opposto, non ha permesso che la piccola orchestra entrasse in chiesa e si è rifiutato anche di farla suonare sul sagrato. La famiglia ha quindi deciso di far svolgere solamente il rito civile, durante il quale sono state eseguite tutte le canzoni patriottiche care all’anziano partigiano.

“E’ stata una cosa poco sensibile e rispettosa del defunto, dei suoi familiari e dei tanti amici che si erano radunati per l’ultimo saluto” ha detto il segretario dell’Anpi di Spilimbergo (Pordenone), Gianni Afro. “Sia i congiunti, sia i soci e i simpatizzanti dell’Anpi - ha precisato Afro - avevano capito perfettamente il disagio del parroco nel fare eseguire simili brani in chiesa e, quindi, avevano accettato di buon grado di non far suonare la banda nel luogo di culto. Quando, però, il prete si è rifiutato di concedere il nulla osta perfino per l’esibizione sul sagrato, su quello che è ormai suolo pubblico, è sembrato a tutti un affronto, e si è optato per rinunciare alla cerimonia religiosa per dare corso unicamente a quella civile”.

“Mi sono limitato ad applicare le direttive che regolano l’uso della musica e degli strumenti all’interno dei luoghi di culto senza dare alcuna interpretazione ai canti che si sarebbero dovuti eseguire” si è giustificato don Renato D’Aronco, precisando di non essersi opposto all’esibizione della banda all’esterno della chiesa. Il sacerdote, che è parroco da 11 anni della piccola comunità friulana, ha anche spiegato che “era impossibile trovare un compromesso come qualche esponente dell’Anpi aveva richiesto. Il rito funebre ha il significato di una comunità cristiana che accoglie e accompagna”.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 09:27 | polemiche, religione, cronaca, controinformazione, diritti umani, censura, intolleranza, ingiustizia, ultime notizie, cronaca vera, allarmi, notizieflash, last news, inkazzatissimo | clicca per commentare commenti (8)



13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto e io voglio sposare un Berlusconi

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, marzo 14, 2008





Osservazioni impopolari


ma necessarie
 
 

di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 


 
iPod, audiolibri: un’arma a doppio taglio
 
 
Ho visto, con mia sorpresa uguale a zero, che alcuni editori adesso i libri li fanno in formato cda, cioè li stampano su 3, 4, 5 CD o più, perlomeno i bestsellers. Ottima iniziativa per i non vedenti, tanto più che il costo è quasi uguale a un libro cartaceo: mi chiedo però che utilità ci possa mai essere in un audiolibro per una persona che potrebbe leggerselo tranquillamente senza problemi e così, forse, imparare, se non a scrivere, a migliorare la sua propria improvvisata grammatica.
Ahinoi è una moda, spero non permanente, che ha coinvolto anche Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio e altri lettori eccellenti la cui voce è data in prestito (remunerato) agli audiolibri.
 
Gli mp3, per la musica acquistabile online e che sembrava dovessero sconvolgere il business musicale, stanno facendo cilecca: ora ci si è accorti che la gente scarica solo determinate canzoni e quasi mai un album intero o anche solo una compilation.
L’iPod doveva togliere di mezzo CD, musicassette e vinile: in parte questo processo gli iPod lo hanno avviato, però non senza gravi conseguenze per gli artisti e le etichette discografiche stesse;  un artista al suo primo album o non ancora affermato viene scaricato per una o due canzoni, non per l’album intero. Un discorso del genere affossa l’artista in erba che resterà, nel più fortunato dei casi, un emergente a vita; tuttavia gliene frega poco o niente ad artisti quali Elton John o Queen, perché sono già nella storia della musica leggera e continuano a vivere grazie a quei brani che li hanno resi famosi. Così adesso l’industria discografica deve poter offrire al pubblico CD a un prezzo ragionevole: non si può pensare di mandare sul mercato un album a 20€, non comunque di un artista che sta cercando di sfondare. Ma neanche i grossi nomi si possono permettere di proporre un CD a un prezzo che sia superiore ai 15€, anche se moltissimi ci tentano, quasi sempre per un fiasco, perché tanto la pirateria continua ad esistere. La pirateria non è affatto diminuita con l’iPod, anche se erano non pochi gli illusi che credevano ciecamente che questo fenomeno con gli mp3 legalizzati sarebbe scemato. La verità è che i CD costano ancora troppo e non possono essere tolti dal mercato, altrimenti gli artisti possono andare a passeggiare insieme ai discografici.
Per nostra fortuna qualche album esce (ancora) anche in vinile oltre che su CD e in formato digitale, perché quando ci si accorge che il nuovo non funziona, o funziona a metà, si torna indietro.
 
Tutto questo discorso per dire che l’audiolibro è un prodotto oggi di moda, veloce ed economico in alcuni casi, ma la cui utilità è dubbia nonostante il boom iniziale. Si finirà con lo scaricare solo alcuni capitoli in formato mp3, quelli che più piacciono all’orecchio del lettore-ascoltatore? E’ una possibilità da non escludere.
 
 
 
13 e 14 aprile 2008: l’Italia chiamata al voto
 
 
Da Berlusconi a Bertinotti a Fini fino a Casini, Mastella, Prodi e Veltroni fanno tutti a dir poco pietà alla stessa maniera, alla stessa maniera presi nelle maglie del Potere. Così forse Berlusconi è soltanto una vittima mediatica che ci sta bene nel ruolo che gli hanno dato i media, un ruolo che ovviamente sfrutta a suo favore.
 
In chi dovremmo credere oggi, in un Bertinotti, in quel signore lì che ha appoggiato la guerra una volta al governo e che solo pochi giovani idealisti hanno osato di sputargli in faccia?
 
L’Italia è messa male e non c’è un solo uomo, anzi un solo politico che si salvi.
La sinistra è solo più un’astrazione, la gamba di legno della destra, null’altro.
Come ebbe a notare Bertrand Russell, avrei orrore di vivere in una società soltanto comunista o capitalista. Lo diceva parecchi fa. Ma chissà quanti oggi se ne ricordano, oggi che Stalin te lo fanno passare per santo insieme alle spoglie di Padre Pio.
 
Il problema è che quando si è coinvolti in periodo elettorale, solo allora la sinistra si ricorda d’essere di sinistra. Passate le elezioni, purtroppo per noi, abbiamo visto come sono andate le cose: Bertinotti che parteggia per la guerra e che si fila gli americani - quelli guerrafondai, perché non bisogna assolutamente fare di tutti gli americani un fascio; ci sono milioni di americani che sono disgustati da Bush, dalla guerra, dalle ingiustizie sociali, e sono quelli che oggi perlopiù sono con Barack Obama, che mi auguro vinca con tutto il cuore o siamo rovinati, essendo gli USA il motore trainante della politica mondiale e degli assestamenti politici -, poi Prodi e Mastella che litigano in diretta senza sosta né vergogna alcuna, ed ancora Mastella che fa l’offeso e fa cadere il governo offrendo/regalando l’Italia su un piatto d’argento alla destra più sfacciata. Però Mastella dalla caduta del governo Prodi ha ricevuto in cambio l’insabbiamento dell’inchiesta Why Not, mica poco! E c’è da metterci la mano sul fuoco che otterrà ancora dell’altro.
 
Il precariato, grazie all’infausto Bertinotti che non ha fatto assolutamente niente di quanto aveva promesso nella precedente campagna elettorale, è aumentato in maniera vertiginosa; per non dire poi di Prodi - ancora invischiato nell’inchiesta Why Not, ma che sicuramente la farà franca in questa terra dei cachi -, che ha trasformato l’economia italiana in una barzelletta.
 
La generazione 1000 euro e bell’e morta, ed era una generazione che non sbarcava il lunario. Adesso siamo scesi alla generazione 500/700 euro, praticamente schiavi dei call center se si è fortunati, altrimenti in strada a battere la testa contro i muri, e tutto questo lo dobbiamo a Prodi e ai suoi compagni. Chiaro che Berlusconi, di fronte a tutto questo sfacelo, additato come il solo e unico Male dell’Italia - e non dico che non sia uno dei tanti mali italiani -, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha quindi sfruttato la fama che i media gli hanno cucito addosso per invitare gli italiani a passare dalla sua parte. In fondo, prima di tutto, Berlusconi è un imprenditore e sa bene come gestire la pubblicità, anche quella negativa: non pensiamo che sia un fesso, perché non lo è.
 
Nell’intanto Fini scende in piazza in moto con tanto di saluto romano. E subito masse di giovinastri ignoranti (perché sono solo ignoranti e non ideologizzati) si riversano in strada sventolando bandiere con su grosse croci celtiche perché tutti le possano vedere, ecc. ecc.
 
Leggevo stamattina che almeno un terzo degli italiani è indeciso su chi votare, che non andrà probabilmente a votare. Che cosa dovrebbero i tantissimi indecisi, che cosa dovremmo votare, quale altro moloch? La sinistra di Berlinguer è un ricordo, sol più un ricordo purtroppo per noi, mentre la destra è quel che è. Stando così le cose non c’è differenza fra destra e sinistra, diventa sol più una vile questione di simpatia o antipatia per i leader del Popolo delle Libertà o L’Arcobaleno.
 
Per come la vedo io, non abbiamo uomini validi né a destra né a sinistra, ragion per cui non ho intenzione di fare lo sporco gioco dei politicanti che predicano bene e razzolano male: non andrò a votare e se ci andrò annullerò la mia scheda elettorale, in maniera civile, ma io non lo regalo il voto a un’altra dittatura sia essa di destra sia essa di sinistra.
 
 
 
Voglio sposare un Berlusconi
 
 
Giovane precaria: “Come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro?”
 
Silvio Berlusconi, leader del Pdl, durante la trasmissione Tg2 Punto di Vista: “Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun’altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo”.
 
Da Bruxelles gli risponde Romano Prodi: “Credo che il problema sia serio, ho paura che diventi anche più serio per le difficoltà dell’economia mondiale che si sono sentite molto forti.”
 
Ci ho riflettuto su, ha ragione Lei, amatissimo signor Berlusconi: ho un gran bel sorriso anch’io, trentadue denti perfetti e non una carie e glielo posso assicurare da uomo a uomo, quindi mi consenta di far la corte a uno dei suoi figli, maschio o femmina che sia! Sono io uno di larghe vedute… cioè di grandi intese!
 
Grazie. 

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:01 | diario, appunti, lavoro, globalizzazione, satira, diritti umani, di voce e di rabbia, senza parole, provocazioni, costume, prima pagina, attualitĂ , vergogna, curiositĂ , ingiustizia, ultime notizie, socialismo, scandali, stalinismo, multimedialitĂ , villaggio globale, diritti animali, allarmi, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo | clicca per commentare commenti (41)



Gaja Cenciarelli a nudo

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, febbraio 29, 2008



Gaja Cenciarelli a nudo


Gaja Cenciarelli


Dopo le foto apparse in Rete
che la ritraggono senza veli e maschere
Gaja Cenciarelli è la più amata del Web.
Ma vittima d'un'ondata di puritanesimo
rischia d'essere cacciata dal posto di lavoro.


Non lasciamo che accada!
Anche tu puoi fare qualcosa.
Tutti insieme dimostriamole appoggio e solidarietà,
perché Gaja ha diritto di mettersi a nudo
e tutti Noi insieme a Lei.


Lascia un segno della tua solidarietà qui.

Presto indiremo una petizione
per cercare di salvare Gaja Cenciarelli
da una punizione inaccettabile
che davvero non merita.


by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:47 | donne, polemiche, personaggi famosi, web , fiction, satira, iniziative, blogosfera, notizie dalla rete, preghiere, blogger, solidarietĂ , ingiustizia, scandali, goliardia, dalla parte delle bambine, suffragette, puritanesimo | clicca per commentare commenti (22)



Anna Ciriani alias Madameweb non potrĂ  tornare ad insegnare

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - sabato, dicembre 22, 2007


Anna Ciriani alias Madameweb


Anna Ciriani alias Madameweb

non potrà tornare ad insegnare

L’ha deciso il giudice del lavoro Maria Paola Costa
 

 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
Per via di un banale filmato hard su YouTube, Anna Ciriani era stata sospesa dall’insegnamento alle scuole serali per adulti.  
 
Il giudice del lavoro di Pordenone, Maria Paola Costa, ha respinto il ricorso della professoressa Anna Ciriani, conosciuta in rete come Madameweb e pornoprof.
 
Anna Ciriani (Madameweb) era stata sospesa dall’insegnamento dopo la bufera sulla sua partecipazione al festival del porno a Berlino e per i filmati hard che circolano in Rete.
La professoressa aveva chiesto, molto semplicemente, di essere reintegrata nel suo ruolo. Tuttavia il magistrato le ha dato torto. Il provvedimento di sospensione dalle attività scolastiche era stato stabilito a novembre dal direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta. Secondo il giudice del Tribunale di Pordenone il provvedimento comminato alla professoressa ha seguito procedure corrette e inoppugnabili.
 
Anna Ciriani, costretta a difendersi, spiega che le sue priorità “sono la famiglia e il lavoro”; parla anche di “esperienze lecite condivise con mio marito, che sono sempre rimaste al di fuori della sfera professionale”, precisando di non aver “mai inserito o pubblicato niente in internet” perché non ha sufficiente competenza del mezzo. “Volevo che tutto ciò rimanesse nella sfera privata, ma sono finita nel tritacarne dei media e dei giornalisti”: così Madameweb. “Si sono scritte tante falsità sul mio conto, ma io sono una donna semplice, voglio tornare in cattedra”.
 
Anna Ciriani è stata denunciata per il suo comportamento che è stato giudicato incompatibile con il ruolo di docente. La denuncia è venuta da un gruppo di genitori degli alunni della scuola media di Pordenone, dove la donna insegnava prima del trasferimento alle serali di San Vito al Tagliamento.  Le lamentele portate accanitamente avanti dal gruppuscolo di genitori hanno fatto soprattutto leva sulla seconda vita della professoressa, che in orario notturno mostrava il suo corpo senza veli.
 
Dopo lo spettacolo in un porno show alla Fiera dell’Eros di Berlino, esibizione finita poi su YouTube, il direttore regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta, aveva sospeso l’insegnante.
Oggi il giudice del lavoro Maria Paola Costa dà torto ad Anna Ciriani.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 23:21 | segnalazioni, politica, riflessioni, polemiche, personaggi famosi, lavoro, web , cronaca, sesso, blogosfera, di voce e di rabbia, nudo, censura, prima pagina, attualitĂ , vergogna, libertĂ , societĂ , blogger, solidarietĂ , curiositĂ , ingiustizia, nuditĂ , ultime notizie, luci rosse, scandali, vm 18, cronaca vera, videonotizie, notizieflash, via del campo, last news, dalla parte delle bambine | clicca per commentare commenti (3)



Ciocco Show e MotorSexyShow a Bologna fra mille polemiche

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, dicembre 21, 2007





Ciocco Show e MotorSexyShow

Infuria la polemica per i falli dedicati a Rocco Siffredi
e per le ragazze troppo sexy a far da contorno ai motori
 

di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Rocco Siffredi fa ancora parlare di sé. In pratica: è successo che pochissimi hanno digerito i falli di cioccolata intitolati a Rocco. I falli incriminati sono stati subito sequestrati dai vigili urbani durante il Ciocco Show per ordine dell’assessore Maria Cristina Santandrea.
 
Bologna la Rossa è lontana, non esiste più, non esiste più Bologna si potrebbe pensare con un po’ di spirito tanto sarcastico quanto amaro. Bologna è diventata una città vergine, che digiuna al suono delle campane, che va a messa tutte le domeniche e condanna senza pietà chiunque osi cadere in fallo, per un peccatuccio di gola o di sesso.
 
La cioccolata fallica al Ciocco Show è stata mal digerita. Adesso è il turno del Motorsexyshow. Il consigliere no global Valerio Monteventi si esprime in questi termini: “Ora voglio proprio vedere che dirà il cardinale Carlo Caffarra, stavolta siamo arrivati al culmine della mercificazione. Ci siamo scandalizzati per i Rocco Siffredi al cioccolato, ma qui stiamo parlando di ragazze in carne e ossa, dell’uso commerciale del corpo della donna”.
 
L’assessore Santandrea: “Non ne sapevo nulla, non sono stata al Motor Show”. Ma subito aggiunge: “Non vorrei che questa manifestazione fosse contaminata da cose scarsamente significative se non al fine della vendita più becera”. Lina Delli Quadri, Pd, ordina che tutto rimanga “nei limiti della decenza”. E Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd: “Ci si scandalizza impropriamente della nudità quando invece dovrebbe essere una cosa normale e non si dice nulla su queste donne utilizzate come accessori per auto in vendita”. L’assessore provinciale alla Cultura Simona Lembi: “Esisterà sempre un pubblico di maschi contenti di farsi lavare la pancia e di donne felici di farsi guardare l’ombelico”. Solamente il socialista Franco Grillini ci ricorda com’era bella Bologna la Rossa: “Siamo alla pulizia del pensiero, mi rifiuto di pensate che Bologna sia diventata una città bacchettona e bigotta”.
 
Purtroppo Bologna la Rossa oggi è porpora, di un tristissimo porpora acceso, quello della Chiesa più oscurantista e bigotta.
 

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