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Carmen Kontur-Gronquist nuda in Rete

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, febbraio 28, 2008





Carmen Kontur-Gronquist nuda

Era il sindaco di Arlington in Oregon

prima che si gridasse “Allo scandalo!”

 
 
di  Giuseppe Iannozzi
 
 
 
Con l’avvento di Internet, entrato nelle case di ogni famiglia o quasi, gli esibizionisti si sono subito messi a nudo senza troppe cerimonie: in Rete è pieno di donne che si spogliano, di uomini che si spogliano e di scemi del villaggio che si spogliano. Non è una novità. Chi naviga in Rete non può fare a meno di scontrarsi con qualche imbarazzante nudo: muscoli flaccidi, vetusti ombelichi, tette al silicone, organi sessuali pelosi o depilati con e senza piercing. Se si naviga in Rete il rischio è anche quello d’incagliarsi in uno stomachevole nudo che proprio non era possibile prevedere d’incontrare sulla propria rotta.
 
I bei tempi sono finiti: se oggi vai in un parco, anche a tarda notte, non c’è nessuno che d’improvviso ti si pari davanti e apra l’impermeabile per mostrarti il suo grimaldello. I parchi non li frequenta più nessuno, né per gioco né per esibire la sua presunta dura virilità, figuriamoci per tenere un comizio politico fra zanzare mosche e cavallette. La figura dell’esibizionista è passata di moda, o meglio ha lasciato i parchi pubblici per trasferirsi in Rete. Le nonne oramai vivono di sospiri, di rimpianti e di notti in bianco, ricordando com’era bello quando i parchi pullulavano di maschi disposti a tutto pur di farsi vedere, foss’anche da una sola attempata signora più di là che di qua. Da quando gli esibizionisti si sono dati ad Internet, le nonne non sanno più come spendere il tempo che gli rimane da vivere: il Pc è strumento troppo difficile per loro che hanno imparato a stendere la pasta col matterello, dunque niente più matterelli e grimaldelli nei verdi parchi cittadini, oramai pronti ad accogliere prati d’erba di pura plastica, perché quella naturale non è più di moda e poi nessuno la vuole falciare, così si è pensato bene di sostituire Madre Natura con l’artificio, che non necessita d’alcuna cura, è sempre verde e quindi addio a quel sempreverde simbolo dei giardini in città che solo fino al qualche anno fa si pensava dovesse durare per l’eternità e oltre con l’aiuto del buon Dio.
 
Tutto il mondo è paese, soprattutto con l’avvento di Internet e dell’Adsl per tutti: Carmen Kontur-Gronquist è stata sfiduciata per aver messo alcune sue foto sexy su MySpace. Il primo cittadino di Arlington, piccola città dell’Oregon, non ha saputo resistere alla tentazione, e per dar sfogo alla sua voglia – o impellente necessità – di mostrarsi nuda, ha pensato bene di mettere on line delle foto che la ritraggono in reggiseno e mutandine. Subito i puritani hanno alzato al cielo grida di scandalo.
I cittadini di Arlington sono stati chiamati a decidere sull’incresciosa vicenda con un referendum: 142 favorevoli contro 139, per 3 cittadini (di troppo) quindi la sindachessa è stata rimossa dal suo incarico, in quanto motivo d’imbarazzo in una cittadina dove gli iscritti al registro elettorale sono in tutto 366. Come si dice, “la città è piccola e la gente mormora”.
 
Carmen Kontur-Gronquist spiega d’essere stata vittima d’un’ondata di puritanesimo: “L’America è una democrazia e bisogna seguirne le regole”. Carmen ha anche spiegato d’aver mandato le foto a MySpace per fare uno scherzo a degli amici. Tuttavia, visto che oramai non è più sindachessa di Arlington, ha detto che metterà in vendita un suo poster addirittura su eBay: “Tanto vale che io tragga qualche vantaggio da questo incidente. Devolverò una parte dei miei profitti all’ambulanza di Arlington”.
 
A guardarla bene Carmen Kontur-Gronquist è una donna normale, né bella né brutta; ciò nonostante in poche ore migliaia di voyeurs si sono riversati su MySpace ed eBay alla disperata ricerca delle sue foto hard. Una donna, nient’altro che una donna che ha ricoperto il ruolo di primo cittadino nella piccola città di Arlington. E forse solo per questo motivo in tanti si sono eccitati per lei, perché non si era mai visto un sindaco donna in mutande e reggiseno.

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 13:43 | politica, riflessioni, donne, polemiche, gossip, web , internet, cronaca, sesso, satira, blogosfera, storie di ordinaria follia, saranno famosi, notizie dalla rete, nudo, prima pagina, femminilitĂ , nuditĂ , ultime notizie, scandali, videonotizie, playboy, societĂ  e politica, notizieflash, opinionismo, via del campo, editoriale di g iannozzi, suffragette | clicca per commentare commenti (3)



lo spam-malware, la nuova frontiera dei criminali informatici

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 25, 2008





lo spam-malware


la nuova frontiera dei criminali informatici
 
Impara a conoscerli e a difendere il tuo PC

 
a cura di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
I 10 malware più utilizzati dai criminali informatici:


1) Mytob
Il worm più diffuso, colpisce però solo chi è sprovvisto di antivirus. Ha fatto la sua comparsa nel marzo 2005 ed è opera del diciottenne Farid Essebar, russo di origine marocchina, meglio noto online come Diabl0. Essebar è stato condannato a due anni di reclusione per averlo messo in circolazione.
 
2) Netsky
L'8 maggio 2004 Sven Jaschan, adolescente tedesco, è stato arrestato con l'accusa di aver diffuso i worm Netsky e Sasser. Ma la condanna a un anno e nove mesi di reclusione, con la condizionale, non ha fermato Netsky che si anzi è moltiplicato. Le versioni Netsky-P e Netsky-D, occupano tuttora posizioni di rispetto nelle classifiche del malware più pericolosi.
 
3) Sober
Avvistato per la prima volta nell'ottobre 2003, Sober è tuttora presente nelle top ten dei malware più comuni. Soprattutto la variante Sober Z, identificata per la prima volta alla fine del 2005. Un mail capace di moltiplicarsi autonomamente che si spacciava per messaggio del Fbi, della Cia o delle autorità tedesche. Una volta ricevuta tentava di disattivare il software di sicurezza sui computer delle vittime.
 
4) Zafi
Il worm Zafi è entrato in scena ad aprile 2004, rastrellava indirizzi e-mail per poi prenderli di mira. La quarta versione, Zafi-D, è la variante più diffusa di questa famiglia. Travestito da cartolina natalizia, utilizza tecniche di ingegneria sociale per trarre in inganno gli utenti e spingerli ad aprire l'allegato. Al culmine della sua fortuna, nel 2005, era presente in una mail su 10 tra tutte quelle che viaggiavano in Rete.
 
5) Nyxem
L'unica cosa ironica di Nyxem sta nel fatto che è anche noto come worm Kama Sutra, dato utilizza svariati travestimenti a sfondo erotico per attirare le sue vittime. Gli effetti sono però disastrosi: il terzo giorno del mese distrugge tutti i documenti, i file di Potoshp, i Pdf, quelli di Excel oltre ai file compressi con Win Zip o Rar. Uno dei pochi worm rimasti che ha come unico scopo la distruzione.
 
6) Bagle
Il primo avvistamento di Bagle risale al mese di gennaio 2004. Pur trattandosi di una minaccia ormai ben nota, nel febbraio 2006 alcune nuove varianti si sono diffuse a macchia d'olio. Bagle-Cm circolava all'interno di una mail che offriva biglietti gratuiti per i Giochi Olimpici invernali di Torino, mentre Bagle-Co era camuffato da cartolina di San Valentino.
 
7) MyDoom
La famiglia di worm MyDoom è nata a gennaio del 2004. L'azienda informatica Sco offrì una ricompensa di 250.000 dollari a chiunque avesse fornito informazioni utili per catturare l'autore, che invece è rimasto a piede libero. Alcune aziende che producono antivirus sostengono che MyDoom-O, possa infettare anche i computer con sistema operativo Vista.
 
8) Stratio
Stratio è nuovo worm che ha debuttato nel mese di agosto 2006 propagandosi rapidamente via posta elettronica. Camuffandosi ad esempio da messaggio in cui si avvisava l'utente che il suo computer era stato infettato. Di varianti ne esistono miglia, tanto che ci sono stati giorni nei quali Stratio costituiva oltre il 50% di tutto il malware in circolazione. Viene usato per diffondere da computer di utenti ignari il cosiddetto "image spam", spam che utilizza immagini anziché testi per aggirare i filtri di protezione.
 
9) Clagger
Clagger è il solo trojan presente in questa classifica. Perché è una tipologia di malware che non è in grado di diffondersi autonomamente, ma si nasconde all'interno di altri programmi. Clagger però è stato inviato a milioni di indirizzi mail. Una volta installato sul computer, riesce a disattivare le protezioni e scarica programmi spia per rubare informazioni confidenziali.
 
10) Dref
Comparso a metà del 2005, anche lui disattiva gli antivirus e si impossessa degli indirizzi mail. Una delle versioni successive, Dref-N, tentava di spingere i destinatari ad aprire il file infetto spacciandosi per notizia clamorosa. La scomparsa del Presidente Bush ad esempio. Mascherato da messaggio di auguri, Dref-V è stato invece il worm più segnalato nelle ultime ore del 2006, raggiungendo l'incredibile percentuale del 93,7% del malware circolante.
 
 
Glossario
 
Malware
Contrazione di due parole inglesi: "malicious" e "software", programma pericoloso. E' un termine generico usato per definire quella vasta gamma di strumenti digitali capaci di intrufolarsi nei Pc, rubare o cancellare dati, e dei quali worm, virus, trojan sono una sottocategoria
 
Virus
Software che, inserito all'interno di un altro programma, è capace di infettare un computer distruggendo i file che contiene o impedendone il corretto funzionamento. Il termine fu usato per la prima volta nel 1972 nel romanzo di fantascienza di David Gerrold intitolato La macchina di D. I. O.
 
Worm
Simile a un virus ma capace di autoreplicarsi e diffondersi da solo senza bisogno di un software che lo ospiti. Anche in questo caso l'uso del termine, che in italiano significa "verme", deriva da un romanzo di fantascienza: The Shockwave Rider di John Brunner, pubblicato nel 1975
 
Trojan horse
Il cavallo di Troia è un altro tipo di malware. Si nasconde dentro altri programmi che una volta avviati consentono al Trojan di prender vita aprendo le porte del computer in questione agli attacchi esterni.
 
Spyware
Raccoglie informazioni riservate in genere riguardanti le attività online dei singoli utenti. Dagli acquisti fatti ai siti visitati. Informazioni che vengono poi trasmesse o vendute a società terze. Il danno quindi sta nella violazione della privacy.
 
 
Per difendere il tuo PC dagli attacchi informatici, puoi usare uno di questi programmi gratis:

AVG Anti-Spyware 7.5
Ad-Aware 2007
Windows Defender
Spyware Terminator
a-squared Free 3.0.0.362

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:37 | computer, web , informatica, internet, sicurezza, hacker, pc | clicca per commentare commenti (10)



No al canone Rai sui computer - firma la petizione su Repubblica.it

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 24, 2008






No al canone Rai sui computer



Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai dà la caccia ai cittadini che non pagano il canone Tv. Non solo, da un po' di tempo, la missiva comprende una frase in cui si precisa che il canone andrebbe pagato anche per "personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali". Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni". I consumatori e il mondo internet si ribellano all'idea di questa tassa assurda.

Firmate l'appello promosso da Repubblica.it senza pensarci su una sola volta.
E' solo un consiglio.


clicca su No al canone Rai sui computer



copia e diffondi liberamente questa notizia
non esitare un solo istante...
anche il tuo computer è nel mirino Rai





by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 18:45 | polemiche, computer, appelli, web , internet, televisione, controinformazione, iniziative, notizie dalla rete, scandali, multimedialitĂ , allarmi, pc , notizieflash, last news | clicca per commentare



Siti pornografici e video hot sui telefonini

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - lunedì, febbraio 18, 2008





Siti pornografici


e video hot sui telefonini


Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 
 
 
Niente sesso siamo inglesi! Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano e parecchio anche. Tutti i santi giorni, festivi e maledetti compresi. Ci pensano più volte al giorno. Ma c’è dell’altro: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando, in maniera maniacale, immagini, filmati e racconti pornografici sui loro computer o telefonini.
 
Si potrebbe pensare che si è di fronte a dei segaioli incalliti, si potrebbe anche credere che un siffatto comportamento apparentemente innocuo non possa far diventare cieco nessuno tranne il diretto interessato, ma in realtà mette sotto torchio la relazione con la partner. Il fenomeno non è sfuggito agli Sherlock Holmes made in England, così subito si è dato corso a un’indagine per conto di Bbc News; condotta su 43 terapisti specializzati, l’80% ha spiegato che “si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti a luci rossi, hard, di sesso esplicito ed estremo”.
 
La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie sessuali: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che, per così dire, «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtà va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita, così la maggior parte delle volte abbandona il partner lasciandolo con le mani in mano, anche se non è proprio così, perché almeno una mano gli serve per smanettare con il suo joystick. Molto diffusa è anche quella strana razza di individui che soffrono di una vera e propria dipendenza da sesso, dipendenza che si manifesta con la necessità d’avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati a dir poco sporchi, cioè appiccicosi. Per evidenti motivi di igiene, è sempre bene stare attenti a quando si utilizza il computer di un collega: mouse e tastiera sono infatti dei veri e propri ricettacoli di malattie facilmente trasmissibili.  
 
La Rete ha dato a tutti l’opportunità di ritagliarsi un fazzoletto rosso, o meglio ancora il proprio angolo di blog duramente selezionati con le proprie mani, pour ainsi dire.
E’ stato un bene? Leggevo oggi che gli inglesi - ma non solo - passano ore intere in Rete a caccia di sesso facile, sì, ma virtuale, onde evitare complicazioni sentimentali. Meglio spararsi una sega davanti al monitor che infilarsi un condom sul pisello. Sono oramai un’orgia senza ritegno quelli che il sesso o in Rete o niente. Il problema è che quelli della Rete il guanto sulla mano non se lo mettono!
 
Non so in che misura i commenti, su qualsiasi blog, possano essere realmente sentiti; o se è solamente perché si sa che si è distanti e si è quindi disposti ad elargire amore a piene mani, cosa che nella realtà non accade affatto, basta difatti gettarsi dentro a una birreria per rendersi conto, dopo pochi minuti, che tutti ti guardano in tralice o non ti cagano affatto.
 
Io direi che il fattore “lontananza” permette di dare più amore di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, ma permette anche di superare la propria timidezza e quindi di aprirsi. Sarebbe bello, molto bello se questa apertura ci fosse nel mondo reale e non limitatamente al virtuale.
 
Sono dunque finiti i bei tempi di quando si andava a puttane? In parte: alcuni irriducibili preferiscono rischiare con una femmina in carne e ossa, o un maschio.
Ora mi direte voi: ma che diavolo dici, ti sta dunque bene che delle povere ragazze vengano costrette a battere le strade e andare con degli sconosciuti? No, non mi sta bene. Ma vi dico una cosa semplice semplice: le ragazze che promettono sesso on line, credete forse che non siano costrette con la forza? Il mercato della prostituzione si sta solo spostando dalla strada alla Rete: molti si limitano a spararsi una sega davanti al monitor, ma la Rete è Sodoma e Gomorra dove le donne vengono battute all’asta. E non solo: la pedofilia, non dimentichiamocelo, nella stragrande maggioranza dei casi è in Rete. Veniamo al punto: oggi come oggi spararsi una sega non significa solamente imbrattare il mouse e la tastiera, perché dietro a un orgasmo davanti al monitor ci sta tutto un mondo di umiliazioni e soprusi, di ragazze costrette a darsi on line - per poi incontrare i clienti in un club privato -, di bambini che sono finiti purtroppo nelle mani sbagliate e che vengono sfruttati per alimentare il mercato della pedofilia.
 
Meditate gente, meditate!

by kinglear | Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte |   plink 11:24 | web , internet, sesso, controinformazione, blogosfera, hard, notizie dalla rete, prima pagina, societĂ , pubblicitĂ  progresso, luci rosse, dalla parte dei bambini, vm 18, allarmi, social network, no pedofilia, via del campo, dalla parte delle bambine, editoriale di g iannozzi | clicca per commentare commenti (10)



I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - domenica, febbraio 17, 2008





I siti di social networking

bruciano le carriere di giovani e non

Tutta colpa dell’imprudenza degli internauti
nel mettere on line dati sensibili
soprattutto su Facebook e MySpace
 
 
di Giuseppe Iannozzi
 
 

 
I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non.
 
Allarme giustificato o inutile allarmismo?

Mettere online le proprie preferenze sessuali, dire nel dettaglio di sé stessi e dei propri comportamenti sociali, dei propri orientamenti politici e religiosi, in futuro potrebbe rivelarsi assai dannoso, soprattutto per i giovani.
Facebook e MySpace sono i due principali social network finiti nel mirino del tutore britannico della privacy. Dal suo ufficio, il tutore lancia un monito chiaro verso quanti oggi frequentano i social network senza preoccupazione alcuna. Internet è difatti un Grande Fratello, dove tutti possono essere ascoltati ed eventualmente schedati da diversi organi, siano essi commerciali siano essi preposti a raccogliere dati sensibili, che per mancanza di prudenza sono stati diffusi dagli utenti stessi in Rete.
Raccontare di sé online è dunque un rischio, perché molte aziende (e non solo) raccolgono informazioni proprio dalla Rete, dai social network, e subito decidono di non tentare nemmeno d’introdurre una persona nel mondo del lavoro, a qualsiasi livello, sia esso impiegatizio sia esso artistico. 
 
L’allarme non è da prendere sottomanica anche se è l’authority d’oltremanica ad invitare alla cautela, infatti in Italia, come del resto in tutti i paesi informatizzati, il rischio è reale.
 
Gli stessi internauti ammettono che alcune info da loro riportate online potrebbero essere per certi versi sconvenienti e dannose.
 
Stando a un sondaggio dell’Information Commissioner’s Office (Ico) britannico circa il 71 per cento dei 2mila ragazzi intervistati - di età compresa tra i 14 e i 21 anni – oggi ammettono che sarebbe bello se riuscissero a rimuovere alcuni materiali dalle pagine dei loro profili per impedirne la visione da parte di colleghi o datori di lavoro.
 
David Smith, ufficiale presso l’Ico, avverte senza mezzi termini di prestare particolare attenzione non solo quando si raccontano le proprie inclinazioni, ma anche quando si forniscono dati anagrafici, o quando su due piedi si accettano amicizie virtuali per farne degli affetti a tutti gli effetti.
 
Due terzi degli intervistati ammettono di avere rapporti d’amicizia con dei perfetti sconosciuti, mentre il 60 per cento ha dichiarato di aver pubblicato la propria data di nascita, il 25 per cento non nasconde le informazioni sulla propria qualifica e uno su dieci non si fa problemi a fornire addirittura l’indirizzo di casa. Il serio rischio è che i dati personali vengano rubati da personaggi senza scrupoli: si finisce così col diventare vittime di molte frodi, e in alcuni casi il pericolo che si corre è fisico.
 
David Smith è convinto che informare oggi i giovani dei pericoli cui vanno incontro sia il modo migliore per evitare guai in futuro: “Dobbiamo aiutare gli adolescenti a prendere consapevolezza di ogni aspetto dell’era dell’internet, in cui si trovano a vivere, perché può sembrare divertente, ma sfortunatamente il cyberspazio non è sicuro e tranquillo che in molti credono.”
 
Parole ben più che sante e sagge quelle di Smith.
 
Attenzione dunque a fare confessioni piccanti online: potreste bruciarvi la carriera lavorativa e affettiva ben prima di averne una.






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JuJol.com

JuJol - cultura e spettacolo

JuJol.com - cultura e spettacolo

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Firefox, il browser di Mozilla mette in seria crisi Microsoft

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - giovedì, gennaio 31, 2008





Firefox, il browser di Mozilla

mette in seria crisi Microsoft
 


a cura di Giuseppe Iannozzi
 

 
Tre anni fa, nel dicembre 2004, circa 12 milioni di utenti avevano downlodato la prima versione di Firefox, il browser di Mozilla. Dopo tre anni, «Mozilla Foundation ha vinto la scommessa dell’open source: le copie scaricate sono state in totale 400 milioni». Questi i dati aggiornati a settembre 2007.
Il periodico di informatica «Pc Professionale» mette bene in evidenza le «cifre da capogiro, che hanno consentito a Mozilla Foundation di acquisire un market share a livello mondiale pari al 15%, sufficiente a far traballare il monopolio di Microsoft con il suo Internet Explorer».
 
«A livello europeo», secondo il periodico, le cose «vanno ancora meglio: Mozilla Firefox ha una quota di mercato intorno al 28%, pari a un utente su tre che ha installato il browser sulla propria macchina».
 
Il mensile di informatica, diretto da Giorgio Panzeri, ha intervistato Tristan Nitot, presidente e fondatore di Mozilla Europe. «Insieme alle strategie di prodotto è emerso un modello di business vincente diverso dal modello proprietario tipico di Microsoft. I ricavi del gruppo fanno sperare in un futuro ancora più roseo: il fatturato ufficiale di Mozilla Corporation per il 2006 è stato di 66,8 milioni di dollari».
 
«Ci piacerebbe molto incrementare la diffusione di Firefox sul mercato attraverso accordi di distribuzione, ma il punto è che, se si vuole che qualche costruttore preinstalli il nostro browser sul pc, bisogna pagare. Ma noi siamo un ente no profit, e generiamo profitti mandando traffico ai siti web e non attraverso la vendita di licenze software». Un modello di business non proprietario dunque, ma che si basa, sottolinea il giornale, «su introiti di altro genere, ad esempio grazie alla partnership con Google. Un altro settore di business prioritario è quello della creazione di software per i cellulari».
 
«Dal blog di Mike Schroepfer, vice presidente di Mozilla Corporation, si legge che è ormai certo il rilascio della versione mobile di Firefox per il 2008. Tale versione consentirà di far girare le estensioni del browser sui cellulari e sviluppare nuove applicazioni tramite Xul (Extensible User Interface Language), il linguaggio creato per supportare le applicazioni basate su Mozilla. Mozilla sta inoltre investendo cifre consistenti su Thunderbird, il client di posta, e sullo sviluppo della web-mail».
 
«Abbiamo scelto - dice il presidente e fondatore di Mozilla Europe - lo sviluppo di un’applicazione residente sul desktop perché è ancora la soluzione preferita dagli utenti. Ma oggi sulla rete si sono diffusi fenomeni come il VoIp, l’instant messaging, le applicazioni di agenda e calendario: vogliamo lavorare affinché tutti questi ambienti vengano integrati all’interno di Thunderbird.
La nostra è una piattaforma di grande successo. Ci sono dai 5 ai 10 milioni di utenti che la utilizzano, e considerato che si basa su Linux sono numeri molto significativi.
Stiamo preparando entro la fine dell’anno la nuova versione beta di Firefox, la 3.0. La sua principale novità è la possibilità di far girare le applicazioni web-based anche quando si è off-line, senza quindi aver bisogno di mantenere attiva una connessione web. La seconda novità riguarderà i bookmarks, il modo con cui l’utente salva e memorizza i siti preferiti».
 
Secondo il periodico, inoltre, «La sfida di Nitot, presidente e fondatore di Mozilla Europe, è quella di convertire anche Microsoft a un modello di business di tipo open source anziché proprietario, dal momento che il colosso di Redmond non è mai stato interessato al mercato dei browser. Internet Explorer fu infatti lanciato da Microsoft solo per far morire Netscape, ma la sua tecnologia risulta oramai nettamente superata… Stando ai fatti sembra proprio che la libertà di scelta sul web sia la chiave di successo di Firefox, e soprattutto che la caratteristica di essere open migliori di fatto l’usabilità e le prestazioni del prodotto».

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Le maestre facevano orge sullo scuolabus, è accaduto a Saladas in Argentina

written by Bio Iannozzi - Tutta l'Arroganza dell'Arte  - venerdì, gennaio 11, 2008


 

Le maestre facevano orge sullo scuolabus


Scandalo a Saladas, in Argentina,
dove 6 insegnanti, prima di scuola,
facevano sesso con l’autista del mezzo



di Giuseppe Iannozzi



E' accaduto in Argentina, nella bella America Latina della fu Evita Peron, e giusto il tempo di un niente ed è scandalo nazionale. Grazie al web. Tutte le mattine lo scuolabus del villaggio «Pago del desiderio» (Luogo del desiderio) si recava a Saladas, il villaggio più vicino, a prendere le sei maestre di scuola. Il viaggio di 15 chilometri di solito era rapido, ma a volte tardava perché il gruppo faceva onore al nome della località. Parcheggiato il pulmino in un luogo appartato, l'aitante autista dava subito sfogo a tutta la sua fregola e ci dava giù a più non posso: faceva tanto ma tanto sesso con le sue passeggere, tutte donne consenzienti comprese tra i 30 e i 40 anni (cinque delle quali sposate e con figli), che si lasciavano anche fotografare dal telefonino dello “stallone” argentino. E alcune si facevano ritrarre con il volto rivolto all’obiettivo, sorridenti, mentre lo stallone eiaculava loro in bocca e in faccia.

Le foto ovviamente sono sul web, a documentare i più lussuriosi momenti del gruppo: la fidanzata tradita dell’autista, curiosando nella casella di posta elettronica di lui, ha scovato le foto; e infuriata per il tradimento (provateci un po' voi a darle torto!), ha cominciato a diffonderle tra gli amici attraverso Internet e i cellulari. Non solo: la donna ha creato anche un blog in cui ha scaricato tutte le immagini. Lo scandalo sessuale, già battezzato come «l’orgia delle maestre», ha messo in subbuglio non solo il piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, ma anche l’intera Argentina. Il figlio 18enne di una delle maestre, quando ha visto un gruppo di amici che si scambiavano le foto della madre sorridente per così dire, impegnata in una focosa seduta di sesso orale, ha avuto una crisi nervosa ed è stato precipitosamente ricoverato in ospedale. Signore e Signori, pensate a quel povero ragazzo: quando qualcuno gli dirà in piena faccia che la madre è una di quelle, che potrà mai fare se non farsi venire un'altra crisi isterica?

Le maestre adesso si difendono dalle accuse, hanno chiamato in causa i sindacati, una ha detto che «non c’è mai stata un’orgia», ma che si è trattava di «azioni private», svoltesi in maniera indipendente. E mentre i mariti cercano il giovane, oriundo di Buenos Aires, è ben magra consolazione per le donne sapere che, secondo il ministero della Pubblica Istruzione, probabilmente non subiranno alcuna azione penale, in quanto gli incontri avvenivano al di fuori dell’edificio scolastico.

Sia come sia, oggi i maiali hanno una ragione in più per andare in Argentina.

Per i più curiosi le foto dello scandalo su:

Paparazzitismo - le foto a luci rosse dell'orgia delle maestre






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JuJol - cultura e spettacolo

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