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Massimiliano Parente. Contronatura. romanzo Bompiani
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giovedì, maggio 08, 2008
Massimiliano ParenteCONTRONATURA
romanzo Bompiani
"Scandaloso o no che sia, Massimiliano Parente è uno scrittore fra i più interessanti apparsi negli ultimi anni." (Giordano Bruno Guerri)
Sempre a peggiorare la situazione, Massimiliano ha anche un'ammiratrice in continua fibrillazione per lui, tale misteriosa Madame Medusa, che gli scrive senza tregua appassionate lettere d'amore. Mentre un'estate Massimiliano e Naike attraversano l'Italia, diretti al Sud per le vacanze, Scarlett scompare, dopo un periodo di persecuzioni da parte di un ricattatore. Contemporaneamente, un misterioso killer inizia a massacrare delle povere prostitute. La mente e il cuore di Massimiliano, turbati dagli eventi, sembrano non reggere più: il mondo è caos, la televisione è tutto, il sesso non consola più. Tutto sembra essere contronatura. Ma forse una chiave c'è... Una spiegazione che tiene insieme tutto.
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Ivo Mej: Moro rapito! Personaggi. Testimonianze. Fatti
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sabato, aprile 05, 2008

Ivo Mej
Moro rapito!
Ivo Mej
Moro rapito!

Puoi leggere la recensione a "Moro rapito" e l'intervista all'autore Ivo Mej anche su BombaSicilia, cliccando su Ivo Mej su BombaSicilia
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commenti (13)
Luca Casarini. La parte della fortuna. Strade Blu, Mondadori
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martedì, marzo 25, 2008
Luca Casarini
La parte della fortuna


Sandrone Dazieri balla felice come una pasqua
Un'altra volta Casarini
di Fabrizio Roncone
fonte: Il Corriere della Sera
- Compagno Luca Casarini, proprio lei, il gran capo dei no global…
“Proprio io, cosa?”
- Beh, si è messo a lavorare… anzi, a scrivere per Berlusconi.
“Un attimo, ora le spiego”.
- Sì, un attimo. Dovevate fare la rivoluzione, e poi invece…
“Invece che? Mi ascolti, posso chiarire tutto”.
- Eh…
“Eh un bel niente. C’è poco da ironizzare. Io ho solo scritto un romanzo”.
- Genere?
“Diciamo un social-noir”.
- Genere sconosciuto Casarini.
“Infatti. Ma, vede, io non saprei scriverlo un saggio politico. Così ho scelto la strada del giallo-denuncia e…”.
- E se lo fa pubblicare dalla Mondadori, la casa editrice di cui è proprietaria la famiglia Berlusconi. Complimenti per la coerenza.
“Ma che c’entra?”
- C’entra. Quanto le danno?
“Mi pagano il minimo. Una manciata di euro, come sempre capita agli scrittori esordienti”.
- Dica la verità: come c’è arrivato a una casa editrice così prestigiosa?
“Merito di Sandrone Dazieri”.
- L’autore di “Attenti al gorilla”.
“Esatto. Sandrone scrive gialli, è consulente per la Mondadori e ci conosciamo da una vita, da quando lui, per capirci, frequentava il centro sociale Leoncavallo… La faccenda è più chiara, ora?”
- Il cavaliere lo sa?
“Che mi pubblicherà un libro? No, non credo sappia niente”.
- I suoi compagni di Roma, l’altra sera, gli hanno tirato le uova…
“Centrandolo, peraltro… ah ah ah!”
- Guardi, sono sghignazzi inutili. Ormai lei lavora per lui. Si regoli.
“Ma davvero le sembra così strano? “
- Il problema, Casarini, è se strano dovesse sembrare anche ai suoi compagni no global…
“E Claudio Bisio, allora?”
- Bisio?
“Bisio, che è di sinistra, non lavora a Ziling, su Canale 5? E poi, che ne so? Altri scrittori tipo Lucarelli o Saviano? Anche loro: pur essendo di sinistra, pubblicano con la Mondadori. E comunque, guardi, il mio vero problema è un altro”.
- Quale?
“Allora: io e altre tredici compagni siamo in Corte D’Assise, a Cosenza, per un faldone dei fatti del G8″.
- E allora?
“La Presidenza del Consiglio dell’epoca, cioè Berlusconi, ci ha chiesto cinque milioni di euro per 'Danni all’immagine dell’Italia' … e così…”
- Capito.
“Non è fighissimo? Se Berlusconi vuole quei soldi, deve cominciare a pagarmi… Senta, ma non parliamo un po’ anche della trama del romanzo?”
- Un'altra volta Casarini.
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Fiori e Fulmini, Canti celtici: il punto della situazione
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mercoledì, febbraio 27, 2008
Il punto della situazionedi Cristina Bove
e Renzo Montagnoli
Sono ormai quattro mesi, anche qualche giorno in più, che hanno visto la luce due volumi delle edizioni Il Foglio.
(mi riferisco a Fiori e fulmini, di Cristina Bove e ai Canti celtici di Renzo Montagnoli).
Ci sembra quindi doveroso fare un punto della situazione, delineare che cosa hanno rappresentato e rappresentano per noi queste due pubblicazioni.
Già con Due voci verso sera avevamo precisato che il nostro desiderio, più che di avere fra le mani un libro stampato scritto da noi, era di lasciare una traccia del nostro passaggio su questa terra, evidenziando i valori precipui della vita perché essa possa essere considerata veramente tale.
Confermiamo anche ora questa impostazione, perché, lungi dal pensare che i nostri scritti potessero cambiare lo stato delle cose, che anzi va aggravandosi, siamo rimasti dell’idea che due voci fuori dal coro dell’acquiescenza o dell’indifferenza possano rappresentare un mezzo per tenere deste le coscienze. Il poeta ha la fortuna, ma anche la sfortuna, di vedere oltre le apparenze che sempre più spesso vengono spacciate per realtà, è una Cassandra che non può restare indifferente a una crescente accentuata disumanizzazione.
Le testimonianze che abbiamo ricevuto, i commenti positivi che ci sono stati esplicitati, gli incoraggiamenti che abbiamo avuto ci confortano in questo lavoro, perché lasciano intravvedere la speranza che tutto non è ancora perduto.
E se vogliamo ragionare in termini puramente materialistici, i riscontri assai positivi di vendite ci dicono che queste due opere sono state apprezzate.
Certo la critica ufficiale ci ha snobbato, ma questo non è motivo di rammarico, ma eventualmente di compiacimento e né potevamo pretendere il contrario, essendo due voci fuori dal coro.
Più d’uno penserà che stiamo facendo un po’ di pubblicità ed è anche vero, ma dovete considerare che opere scomode vengono volutamente ignorate da chi intesse le trame di un mondo omologato al nulla.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un editore serio e onesto come Gordiano Lupi, che ha creduto in noi, nel nostro lavoro, assumendosene il rischio, e questo per noi è già stato un premio alle nostre fatiche, ma restiamo dell’idea che la diffusione di Fiori e fulmini e di Canti celtici debba andare ben oltre l’interesse economico, ma che possa rappresentare l’occasione nel lettore di ritrovare un mondo quale dovrebbe essere e non è, un risveglio di coscienza attuato attraverso una gradevole lettura.
Rinnoviamo, quindi, l’invito a leggere queste due sillogi, restando anche disponibili a chiarire quei punti che vi dovessero risultare non chiari o scarsamente comprensibili, ma pensiamo che la nostra esposizione, lungi da arrampicate sugli specchi o da contorsionstiche elucubrazioni, potrà invece essere l’occasione per riflessioni, magari da fare insieme.
Di seguito riportiamo un paio di poesie, tratte dai due volumi, affinché possiate avere un’idea di ciò che stiamo parlando, e le modalità per ordinare le opere.
come ordinareLeggi anche:
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commenti (5)
Cristina Bove, Fiori e fulmini, intervista all'autrice
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lunedì, febbraio 11, 2008

Intervista a
Fiori e Fulmini
1. Parliamo di te, prima di entrare nel cuore della tua poesia, quella di “Fiori e fulmini”.
3. “Fiori e fulmini” è un libro particolare, non ci sono difatti delle sezioni spazio-temporali, è invece un corpo unico di liriche che si possono leggere singolarmente ma anche partendo dalla prima per arrivare fino all’ultima. Se di decide di leggere da “A me” fino a “Web”, allora si ha l’impressione d’aver letto la lunga felice dura vita d’una donna, la tua, Cristina. Una vita fatta di ricchezze semplici e di dolori, senza mai cedere ai facili sentimentalismi e all’ipocrisia, ma sempre affrontando la vita a muso duro, anche quando la vita ti segna con il marchio del dolore.A me
che da lontano mare di terra
magma
approdo a calcinate banchine
ossari e nebulosi fantasmi di velieri
portandomi indicibili lutti
e squarci mai richiusi
si chiede ancora un gemito
ma io non piango più né voglio più gridare
ho fatto un nido
sull’albero spezzato di maestra
ultimo assedio all’acqua d’un morto galeone
e volo
oltre i rimbombi e i laceranti numi
ali sparute
residue remiganti
piume ne ho perse tante
e guardo in faccia il sole
a costo di morire.
WEB
Dai balconi del web
panoramica vista di orizzonti
remoti come galassie
o prossimi alle dita
come tasti
anime scritte
a caratteri mobili
in alfabeti singoli
occhi smarriti in sogni
retroilluminati
ammaliati da mille incantatori
nella fantasmagoria di mille scene
cui la mente si abitua
e poi
della luce dell’alba
che le sembra sbiadita
non si accontenta più.
[ c ] Le poesie "A me" e "Web" di Cristina Bove sono riprodotte su questo blog per gentile concessione dell'Autrice.
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Il blog di Cristina Bove: http://cristinabove.splinder.com
Il blog dedicato a “Fiori e fulmini”: http://fioriefulmini.blogspot.com
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commenti (19)
Marco Candida: intervista all'autore de
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lunedì, gennaio 21, 2008

Intervista a
Marco Candida
Il diario dei sogni
Marco Candida è nato nel 1978 a Tortona. Ha esordito nel 2007 col romanzo “La mania per l’alfabeto” (Sironi editore).

Il diario dei sogni
Marco Candida
Editore: Las Vegas edizioni
Collana: I Jackpot
Uscita: gennaio 2008
Pagine: 183
Prezzo: 10€
Isbn: 978-88-95744-02-5

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commenti (10)















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